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La cucina come lingua comune fra differenti popoli e tradizioni. La cucina, oltre il tempo e lo spazio.Da qui nasce l’idea di due chef e di un maestro panificatore di organizzare la cena a sei mani che sarà ospitata il 18 settembre al ristorante Koiné di Legnano (Milano). Un viaggio in cui le differenti tradizioni gastronomiche (della zona di Milano e dell’alto milanese) e ibizenche non si sovrappongono fra loro, ma si plasmano a vicenda. Interpreti di questo linguaggio universale saranno lo chef resident Alberto Buratti di Koiné Restaurant, David Reartes, di Barcellona ma da anni radicato a Ibiza, chef di Re.Art e Pomona, il maestro panificatore Matteo Cunsolo de La Panetteria (Parapiago) e Pomona Ibiza. Tre rappresentanti dell’eccellenza della cucina italiana e spagnola, uniti in una cena con grande spirito di collaborazione che sfocia in contaminazione creativa.

La cucina diviene laboratorio di idee, costruzione in evoluzione che partendo dalla tradizione storica gastronomica trasforma le più antiche ricette, attraverso l’utilizzo di tecniche contemporanee rispettose della materia prima e del territorio.
«La cucina “oltre” - spiega chef Buratti – nasce dalle antiche ricette che raccontano la storia e la cultura di ciascun popolo e oggi hanno superano la “barriera del tempo” per essere ripensate con materia prima proveniente da tutto il mondo, attraverso nuovi metodi e tecniche». Fra i piatti in menu gli chef presenteranno la “Ventresca di tonno alla brace con scabece giapponese”. «Scapece - continua chef Buratti - deriva dallo spagnolo escabeche. È il procedimento, di origine araba, utilizzato per la conservazione di alimenti sotto aceto, successivamente rielaborato dalla tradizione culinaria spagnola e italiana, in particolare in Sicilia». Lo stesso per la “Torta di pane e carrube, gelato al caprino”, dessert tipico del milanese tradicionalmente arricchito di cioccolato, viene reinterpretato utilizando le carrube, materia prima che cresce spontanea a Ibiza.
Gli chef presenteranno: croccante di lievito madre speziato, tartare di gamberi e ostriche della Bretagna in acqua di fichi fermentata, vegetali e frutta condita come un cevice di frutta e verdura, pasta, sugo, pane e scarpetta; pane di alghe di Matteo Cunsolo, burro afumicato, ventresca di tonno alla brace con escabeche giapponese, torta di pane e carrube, gelato al caprino.

Il pane, la fermentazione e la reinterpretazione della tradizione culinaria costituiscono il filo conduttore del menu. «Il pane che accompagnerà i piatti - spiega Cunsolo - è lavorato con lievito madre liquido, a lunga fermentazione (30 ore), con farina normale e autoctona ibizenca come la xeixa che utilizziamo abitualmente a Pomona Ibiza». Alla base del progetto del Bakery store avviato sull’isola bianca delle Baleari che unisce l’artigianalità del maestro Cunsolo con la creatività di chef Reartes, c’è proprio il profondo rispetto della cucina verso il territorio, delle materie prime locali e del lavoro degli artigiani. Lo chef Reartes da anni ha avviato una profonda collaborazione con gli agricoltori dell’isola iberica per realizzare un progetto di recupero, conservazione e fermentazione della materia prima locale, in particolare legumi e verdura. Nel suo ristorante, nel cuore di Ibiza, i legumi vengono lavorati appena entrano in cucina, attraverso l’antica tecnica della fermentazione, ottenendo così il massimo beneficio e durabilità.

«Re.Art - spiega Reartes - non è un tipico ristorante di cucina ibizenca. È un locale con tapas tradizionali e piatti più creativi, con un tocco in più, e influenze asiatiche, soprattutto giapponesi, e libanesi. Ho una famiglia libanese, mio padre è argentino e mia madre è catalana, quindi ho già un buon mix». Elementi verso i quali lo chef non transige: rispetto del territorio è dell'origine dei prodotti.
Palazzo Vecchio Taormina, il nuovo luxury boutique hotel situato nel cuore della Perla dello Ionio, si conferma una destinazione imperdibile per gli amanti della cucina siciliana. Il ristorante fine dining Monsù, che si trova al piano terra dell'hotel, propone piatti basati sull'eccellenza della materia prima e sulla riscoperta dei sapori della tradizione.
Lo chef Giuseppe Privitera, originario di Paternò, Catania, ma milanese d'adozione, si considera un siciliano DOC. Infatti, la sua carriera nella ristorazione ha avuto inizio in Sicilia, dove ha guidato tre diversi ristoranti di Taormina verso l'acquisizione di una stella Michelin ciascuno.
Al Monsù, lo chef Privitera propone una cucina che si basa sulla semplicità e sulla genuinità. I piatti, preparati con ingredienti freschi e di stagione, sono un omaggio alla cucina della nonna, che lo chef ama reinterpretare in chiave moderna. Tra i piatti da non perdere: il "Caponata di melanzane alla siciliana", il "Pesce spada alla griglia con patate e capperi" e la "Torta di ricotta e cioccolato".
Il ristorante Monsù è aperto dalla colazione alla cena. Oltre alla sala interna, dispone anche di una terrazza panoramica, che offre una vista mozzafiato sul mare e sull'Etna.
La proposta culinaria di Palazzo Vecchio Taormina non si limita al ristorante Monsù. L'hotel dispone anche di un bar, il Blue Sky Bar, che offre un'ampia selezione di cocktail e di piatti da gustare in un'atmosfera suggestiva. Inoltre, l'Orangerie, un bar in stile coloniale situato nel giardino dell'hotel, è il luogo ideale per un aperitivo o un caffè.
Palazzo Vecchio Taormina è una destinazione imperdibile per gli amanti della cucina siciliana e del lifestyle di alto livello. L'hotel offre un'esperienza gourmet completa, che combina la qualità della cucina con la bellezza del paesaggio e l'eleganza dell'ambiente.
Di Barbara Spadafora
La pizza dei fratelli De Maria, che ha conquistato il cuore dei buongustai, approda a Casoria, nel luogo che una volta ospitava il ristorante Grado Alcolico. Qui, Federico e Francesco trasformano completamente il locale, lanciando una nuova era: quella di pizza e cocktail. L'ingresso del locale è infatti un omaggio al mondo della mixology, con un regno dedicato all'arte della miscelazione, arricchito da spazi accoglienti per l'aperitivo e l'after dinner.

Nel retro, si trova una moderna sala dal design curata nei minimi dettagli, con pareti giardino, neon, tavoli e sedute di lusso. Il recente rebrand aziendale, curato dallo studio The Animismus, è visibile già dall’ingresso e trova spazio in ogni sua forma ed espressione nelle sale interne. Qui, l'abbinamento tra pizza e bevande assume un tono di classicità che promette di soddisfare anche i palati più esigenti. Il menu è lo stesso che ha reso celebre "I Vesuviani" a Pomigliano, dove la pizza è reinterpretata con maestria in tutte le sue forme e impasti.

L'impasto, fondamentale per un'esperienza culinaria straordinaria, è il protagonista indiscusso. I prodotti di altissima qualità, abbinati con perizia alle diverse interpretazioni di impasto, creano combinazioni unicheche stimolano il palato. Dalla classica pizza tonda napoletana alla mattonella romana e alla pala, "I Vesuviani" riescono a soddisfare davvero ogni gusto.
La mixology sarà un elemento di spicco, con una drinklist studiata per perfezionare ogni abbinamento, mentre la carta dei vini offre un'ampia selezione di etichette italiane e straniere, inclusa una ricca scelta di champagne.

Federico e Francesco De Maria, i fratelli di "I Vesuviani," sono pizzaioli che si definiscono "da zero generazioni", senza radici nel mondo della pizza. Il loro approccio innovativo è evidente in ogni dettaglio, dall'arredamento di pregio all'illuminazione minuziosamente curata.
Ciò che li distingue è la loro dedizione allo studio, l'apprendimento da maestri importanti e la passione per offrire un viaggio enogastronomico colto attraverso impasti creativi, topping ricercati e omaggi a varie tradizioni regionali italiane. In ogni loro piatto, si può percepire il piacere autentico e concreto della cucina italiana.

"I Vesuviani" hanno addirittura creato una "carta degli impasti" personalizzata, dimostrando un impegno straordinario nel garantire un'esperienza culinaria unica.
La cantina offre spumanti e Champagne di prim'ordine, consentendo ai clienti di esplorare una varietà di sapori e ingredienti con percorsi degustazione che spaziano tra cereali ed ingredienti di nicchia. Ma non manca la semplicità e proprio in quella i fratelli De Maria sono riusciti ad esprimere il maggior “lusso” possibile. Quello vero, concreto.

La nuova apertura de "I Vesuviani" a Casoria è una celebrazione della passione, dell'innovazione e dell'amore per la cucina di alta qualità. Con una proposta culinaria tanto sofisticata quanto accessibile, i fratelli De Maria continuano a offrire un'esperienza gastronomica senza paragoni. Tra le loro pizze signature, spiccano la pizza mattonella "Porchetta in crosta di patate" con provola di Napoli, patate d’Avezzano, maionese al rosmarino, origano e olio extravergine di oliva; o la “Peperone ‘mbuttunat”, con peperoni, carne macinata di vitellone bianco toscano IGP, provola di Napoli, Parmigiano Reggiano DOP 26 mesi extra, polvere di olive nere caiazzane, foglie di capperi di Pantelleria IGP, granella di pane, basilico e olio extravergine di oliva, rappresentando un assaggio della loro genialità culinaria.
La IX edizione di Ristoranti contro la Fame, la più grande campagna solidale della ristorazione italiana, prenderà il via il 16 ottobre con una settimana di cene SuperSolidali diffuse lungo il territorio nazionale.
Fino al 19 ottobre sarà infatti possibile scegliere tra menù esclusivi e cene a quattro mani con ospiti d'eccezione in ristoranti stellati, il tutto con un unico obiettivo: raccogliere fondi per Azione contro la Fame, organizzazione internazionale che si batte per combattere la fame nel mondo.
L'evento coinvolge ristoranti, chef e amanti del cibo in un'iniziativa che coniuga buon cibo e solidarietà, seguendo il tema “Nutriamo la solidarietà”.
A Milano, lo chef Tommaso Arrigoni di Innocenti Evasioni, , chef Ambasciatore di Ristoranti contro la Fame dal 2015, ospiterà Matteo Curti, Diego Passoni, Vic e Marisa Passera di Radio Deejay per una cena con menù degustazione.
A Torno, sul Lago di Como, lo chef Raffaele Lenzi del ristorante Il Sereno Al Lago, 1 stella MICHELIN, proporrà un menù degustazione con ingredienti comuni e un approccio anti spreco.
A Bologna, il ristorante La Porta ospiterà una cena a quattro mani tra lo chef Massimiliano Mascia del ristorante San Domenico di Imola, 2 stelle MICHELIN, e lo chef Roberto Valbuzzi del ristorante Crotto Valtellina.
A Roma Fiumicino, lo chef Lele Usai del ristorante Il Tino, 1 Stella MICHELIN, che ospiterà Danilo da Fiumicino di Radio Deejay per una cena speciale dal titolo "Un centimetro per uno per rendere il mondo un posto migliore".
A Positano, in Campania, il ristorante La Serra, 1 stella MICHELIN, ospiterà una cena a quattro mani tra lo chef Luigi Tramontano e lo chef Maicol Izzo del ristorante Piazzetta Milù, 1 stella MICHELIN.
A Macherio, in Lombardia, il ristorante La Filanda ospiterà una cena a quattro mani tra lo chef Cristian Benvenuto e gli chef Fabio Zanetello e Giuseppe Pastorino del ristorante Alchimia, 1 stella MICHELIN.
Inoltre, da lunedì 16 ottobre, e fino a fine anno, chef e ristoratori aderenti alla campagna invitano i propri clienti a scegliere un piatto o un menu solidale attraverso cui donare 2 euro, 50 centesimi per una “pizza solidale” e altrettanti per una bottiglia d’acqua. Per ogni piatto o menu solidale acquistato, infatti, il ristoratore devolve una parte del ricavato ad Azione contro la Fame.
Si tratta di un'occasione unica per gustare la cucina d'autore di alcuni dei migliori chef italiani e contribuire a una buona causa.
Per maggiori informazioni e per prenotare, visita il sito di Ristoranti contro la fame.
Di Barbara Spadafora
Dopo il successo di “Benvenuti a Casa Pappagallo” e “Tutti i sapori di Casa Pappagallo”, che hanno venduto più di 130.000 di copie, Luca Pappagallo torna in tavola con un nuovo ricettario per stupire amici e familiari con il sapore della cucina casalinga autentica.
“La cucina per tutti di Casa Pappagallo”, edito Vallardi, è ora disponibile nelle librerie e su tutti gli store digitali. Il nuovo libro del cuciniere toscano esplora i sapori della tradizione italiana e internazionale con piatti ideali per chi ama i sapori di casa, ma anche escursioni in terre lontane. «Queste ricette sono un atto d’amore nei confronti dei miei lettori», racconta Luca Pappagallo. «Ed è pensando a loro, a voi, alla schiettezza e alla semplicità che ci contraddistinguono che ho preparato questa carrellata di ricette, da piatti della cucina regionale italiana a variazioni come la pasta all’arrabbiata con i funghi o la genovese di polpo, dalle specialità di paesi lontani fino a dolci golosissimi che fanno subito festa.»
Luca Pappagallo è tra i cuochi più seguiti e amati del web e, anche se si occupa di cucina a livello professionale da più di vent’anni, non si considera uno chef, bensì un “cuciniere curioso”.
Nel 1999 fonda Cookaround, uno dei primi siti dedicati alla cucina in Italia, ma è nel 2019 che fa il grande passo, mettendosi in gioco icon Casa Pappagallo, il canale YouTube/Facebook e poi Instagram diventato uno dei punti di riferimento della cucina in Italia. Qui Luca propone quotidianamente ricette di piatti autentici, ma soprattutto facili da replicare.
Luca è anche uno dei volti del canale Food Network con il programma “In cucina con Luca Pappagallo”.
Di Barbara Spadafora
Dal 6 ottobre, gli amanti del buon cibo potranno gustare un nuovo menu ricco di sapori e benefici per la salute: il Menu del Sorriso, che torna in tavola per la terza edizione.
Il progetto è nato dalla collaborazione tra Zafferano 3 Cuochi, la dottoressa Viviana Vecchio, lo chef Mauro Civiero e lo chef Daniel Canzian, che ha creato un menu completo, dalla colazione alla cena, che coniuga gusto e benessere.
I piatti sono realizzati con ingredienti semplici e genuini, valorizzando la tradizione italiana in chiave contemporanea. Per le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, lo zafferano è il protagonista indiscusso del menu. “Inserire queste proprietà nel contesto di una dieta bilanciata, di uno stile di vita attivo e di un modo di cucinare consapevole ci aiuta a fare prevenzione a partire dal nostro piatto e a mettere le basi per una salute che dura nel tempo”, ha affermato in proposito la dottoressa Viviana Vecchio.
Il Menu del Sorriso è un'occasione per gustare piatti gustosi e benefici per la salute, seguendo le proporzioni del Piatto Smart, una guida per creare pasti salutari e bilanciati ideata dagli esperti della Harvard T.H. Chan School of Public Health. La guida privilegia un ampio consumo di vegetali, proteine sane, cereali integrali e grassi buoni, come l’olio extravergine d’oliva, con un’adeguata idratazione.
Dal 6 al 27 ottobre 2023, il menu sarà disponibile tutti i giorni a pranzo da DanielCanzian Ristorante, in Via Castelfidardo angolo San Marco, a Milano. Le ricette saranno invece disponibili sui profili Instagram e Facebook di Zafferano 3 Cuochi e del Centro Diagnostico Italiano.
Di Roberta De Gasperi
Cremoso e saporito, il Gorgonzola dolce DOP di Palzola è frutto di un lavoro artigianale che combina segreti caseari e tecniche di produzione evolute.
La produzione dell'erborinato dell'azienda di Cavallirio, sia dolce sia piccante, è manuale e garantisce altissima qualità. Infatti, il latte utilizzato proviene da allevamenti selezionati e la filiera è tracciabile a partire dalla stalla.
Inoltre, il formaggio viene stagionato per un periodo di 80 giorni. Durante i primi 30-40 giorni, le forme vengono fatte maturare in celle di maturazione a tecnologia di raffreddamento dinamico, per poi continuare la maturazione in modalità statica, processo che permette al formaggio di mantenere la cremosità per più giorni e di sviluppare un'erborinatura delicata e ben fusa nella massa.
Il Gorgonzola dolce DOP di Palzola può essere gustato al naturale, o abbinato a verdure, frutta o altri formaggi, ed è anche un ingrediente perfetto per tante ricette, come la ricetta delle Patate fondenti al Gorgonzola DOP Palzola dello chef e conduttore TV Andrea Mainardi.
Di Roberta De Gasperi
Kleos Hotel Group, nuovo gruppo alberghiero italiano, ha inaugurato il suo primo hotel a Milano, capitale italiana della moda, della finanza e del design.
La serata di inaugurazione, che si è svolta il 26 settembre, ha visto la partecipazione di referenti dei principali tour operator e agenzie di viaggi, influencer e designer milanesi. Durante l'evento, hanno sfilato gli abiti della stilista ManuMIrcì e i gioielli di Pasly Art Design, esposti nella lobby dell'hotel, mentre la musica è stata mixata dal giovane dj Davide Vannelli.
La posizione dell'hotel è strategica. Situato in zona Susa, adiacente a Città Studi, è direttamente collegato all'aeroporto di Milano Linate attraverso la nuova Metropolitana Blu, inaugurata solo pochi mesi fa. In soli dieci minuti è possibile raggiungere l'aeroporto e in quattro fermate: Piazza San Babila, Piazza del Duomo e Via Torino, cuore pulsante del fashion district.
L’hotel offre 55 camere dotate di ogni comfort, con meravigliose terrazze con vista sui tetti della città. La struttura è orientata al business, ma offre anche un'offerta per il turismo leisure, con un'attenzione particolare alle famiglie. L'hotel è caratterizzato anche da una palestra con attrezzi Technogym, un'area business aperta a tutti gli ospiti e una lounge moderna. Inoltre, non dispone di un ristorante, ma offre colazioni gourmet con prodotti a km zero a cura del catering di Francesco Barnes.
Kleos Hotel Group ha in programma di aprire nuovi hotel in altre città italiane, tra cui Venezia, Cortina, Verona e Abano Terme. Il gruppo punta a offrire una nuova visione dell'ospitalità italiana, coniugando l'esperienza e la professionalità con l'attenzione alla sostenibilità.
Per maggiori informazioni, visita il sito dell’Hotel.
Cinzia Giordanelli
Negli ultimi anni, l'intelligenza artificiale (IA) ha avuto un impatto significativo sulla medicina, contribuendo a migliorare le diagnosi, le terapie e la comprensione delle malattie. Questo è vero anche per l'oncoematologia pediatrica, la branca della medicina che si occupa del cancro nei bambini.
Grazie alla collaborazione tra centri specializzati e iniziative europee, infatti, l'IA sta dimostrando il suo potenziale rivoluzionario in questo campo, così che i bambini possano ricevere cure più efficaci e con meno effetti collaterali. L’importanza dell’applicazione dell’Intelligenza Artificiale in questo campo è stata sottolineata in occasione del 48esimo Congresso Nazionale AIEOP (Associazione Italiana Ematologia e Oncologia Pediatrica), che si è tenuto da lunedì 2 a mercoledì 4 ottobre all’Hotel Savoia Regency di Bologna.
Durante il convegno annuale dell’associazione si è parlato in particolare di quattro progetti rivoluzionari:
DL4H - Deep Learning for Health utilizza algoritmi di apprendimento automatico per estrarre conoscenze utili dai dati clinici e organizzativi, aprendo nuove strade per una diagnosi più precisa e una migliore assistenza ai bambini. I ricercatori di AIEOP stanno attualmente testando il prototipo in diversi centri specializzati in Italia. I risultati preliminari sono molto promettenti e suggeriscono che l'IA potrebbe avere un impatto significativo sulla cura del cancro infantile.
UNICA4EU creerà invece un portale unico con risorse e informazioni sull'oncoematologia pediatrica, così da migliorare la cooperazione tra i diversi centri di ricerca e cura del cancro infantile in Europa. I ricercatori potranno condividere le loro conoscenze e i loro dati, accelerando lo sviluppo di nuove applicazioni dell'IA per la cura del cancro infantile.
GENOMED4ALL si concentra sull'integrazione di dati omici, ovvero dati relativi al DNA, con dati clinici, ovvero dati relativi alla storia clinica dei pazienti. L'IA verrà utilizzata per analizzare questi dati e identificare le caratteristiche genetiche che sono associate a determinate malattie emato-oncologiche, con il fine di sviluppare terapie personalizzate più efficaci e meno dannose per i pazienti.
SYNTHEMA, infine, si focalizza sulla generazione di dati sintetici, ovvero dati artificiali che sono simili alla realtà, che potranno essere utilizzati per migliorare la comprensione di queste malattie e per supportare la ricerca clinica. Queste scoperte potrebbero portare allo sviluppo di nuove terapie che siano più efficaci e meno dannose per i pazienti.
Il Congresso ha dunque sottolineato come l’IA possa identificare i tumori in modo più preciso e precoce, consentendo ai bambini di ricevere cure più efficaci, e aiutare i medici a prendere decisioni migliori sul trattamento dei bambini, migliorando la loro qualità di vita. Ma anche personalizzare le terapie in base alle caratteristiche specifiche di ciascun bambino, migliorando i risultati del trattamento.
Per maggiori informazioni, visita il sito di AIEOP.
Cinzia Giordanelli
Malfy gin, il gin italiano ispirato allo stile di vita, ai sapori e ai colori del nostro Paese, ha presentato il progetto “La parte forte” per celebrare la Negroni Week, la settimana dedicata al cocktail più amato da generazioni di gin lovers.
Grazie all'utilizzo delle ultime tecnologie di Intelligenza Artificiale, Malfy ha riportato in vita il Conte Camillo Negroni, l'inventore del Negroni, che ha interagito con i partecipanti a un brunch e a un aperitivo fuori dagli schemi. Il Conte Negroni è infatti tornato in vita grazie a un software che sovrappone i tratti facciali del personaggio storico al volto di un attore, portando un nuovo modo di fare entertainment e offrendo nuove possibilità alle professionalità artistiche italiane.
L'evento ha avuto luogo a Milano, nel quartiere di Portanuova, presso Tripstillery, primo cocktail bar con distilleria in Europa e vincitore del premio come Miglior bar emergente d'Italia, ha proposto un percorso gourmet in quattro atti. Durante il brunch, ogni portata era dedicata a un'eclettica variante del Negroni, ognuna a base di Malfy gin all'Arancia e uno dei tre bitter indipendenti: Bitter Fusetti, Gajàrdo Bitter Radicale e Winestillery Tuscan Bitter.
A seguire, Francesco Bonazzi, titolare di Tripstillery e vincitore del premio come bar manager d'Italia, ha intrattenuto con una masterclass sulla cultura del Negroni e dei bitter indipendenti.
L’evento si è poi spostato in Piazza Alvar Aalto per un aperitivo a cielo aperto in compagnia del Conte Negroni stesso che, tramite il primo deep fake in tempo reale in Italia realizzato dal visual artist Giacomo Spaconi (Rambla Studio), ha interagito con chi ha voluto chiacchierare con lui.
Di Roberta De Gasperi
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