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L'inverno si trasforma in una favola al Grand Hotel Alassio Beach & SPA Resort, dove l'atmosfera festosa abbraccia ogni angolo, regalando un'esperienza unica e indimenticabile
Il pomeriggio si colora di magia durante gli Afternoon Tea vista mare. Dalle 17:00, il tradizionale rituale del "tè delle cinque" si fonde con la bellezza del paesaggio marino, offrendo una selezione raffinata di tè pregiati accompagnati da delizie dolci e salate, vere e proprie opere d'arte culinarie "made in Liguria". I profumi avvolgenti delle fragranze Pasqualini si mescolano con i sapori locali di Baci di Alassio, Canestrelli, Amaretto di Alassio e Sacripantina, creando un'esperienza sensoriale che incanta il palato.

Ogni domenica di dicembre, l'Orangerie si trasforma in un tempio della "Vita Lenta" con un brunch che delizia i sensi. Dalle 12:00 alle 15:30, in un'atmosfera chic e senza tempo, gli ospiti sono invitati a gustare prelibatezze come i Gamberoni in salsa aurora, il Club sandwich, le Trofie con pesce spada, cime di rapa e pomodorino, e i decadenti Pandoro con mascarpone e Panettone glassato. Un viaggio gastronomico completo, culminante in dolci prelibatezze come torrone, biscotti allo zenzero e al pan di spezie, e praline di cioccolato.
Il pranzo di Natale al Grand Hotel è un'esperienza impareggiabile di eleganza e cortesia. Nella suggestiva Sala Orangerie, l'Executive Chef accoglie gli ospiti con piatti sfiziosi che si sposano armoniosamente con la vista panoramica del mare blu cobalto, creando un'atmosfera di calore e gioia.

Il Gran Casino Royale NYE 2024 è l'apice di questa kermesse invernale, un appuntamento irrinunciabile per chi desidera concludere l'anno in modo straordinario. Tra tavoli da gioco, roulette e un'animazione musicale ispirata a Casino Royale, gli ospiti si immergono nell'atmosfera artistica della Galleria Colossi Arte Contemporanea. Opere di artisti del calibro di Max Bi, Marco Lodola, Lys, Andrea Sangalli e Giada Ferrari danno vita a una serata di arte e magia, ispirata ai mondi di 007 James Bond e Diabolik. In abiti eleganti, gli ospiti si preparano a una serata indimenticabile tra musica, buon cibo e giochi d'azzardo, mentre la Strolling Band Clan Dei Ribot culla l'aria con melodie coinvolgenti. Il 2023 si conclude con cotechino, lenticchie, champagne e un avvincente DJ set, lasciando un ricordo indelebile di eleganza e divertimento.
In anteprima esclusiva su Nerospinto il videoclip, online per tutti dal 23, di “Erode a Natale”, il nuovo singolo del cantautore Alberto “Napo” Napolitano, scritto a quattro mani con Nicola Rollando.
Il brano, una ballad d’autore dagli echi classici e dalla forte risonanza emozionale, è prodotto e arrangiato da Salvatore Papotto per La Stanza Nascosta Records.
Il Centro Internazionale di Quartiere (CIQ) di Milano si appresta a concludere l'anno nel migliore dei modi, preparandosi per un Capodanno ricco di festeggiamenti e allegria. Fedele alla sua missione di promuovere l'inclusione, il CIQ accoglierà il nuovo anno con una combinazione esplosiva di musica, buon cibo, brindisi e risate, in un contesto multiculturale che caratterizza da sempre questa vibrante comunità.

20:30 - Cena Multiculturale
L'esperienza inizierà con una cena straordinaria, un viaggio gastronomico attraverso specialità italiane ed internazionali. Il CIQ celebrerà la diversità culinaria, offrendo un menu sorprendente che delizierà i palati di tutti gli ospiti.
22:00 - Concerto Esplosivo
A partire dalle 22:00, il palco si accenderà con la magia della musica. Sandro Joyeux, Aliou Xalam e Lahat Fall regaleranno al pubblico un concerto che farà vibrare l'intero centro con la loro straordinaria esibizione musicale. Un mix di suoni provenienti da diverse parti del mondo creerà un'atmosfera coinvolgente e indimenticabile.

23:30 - DJ Set Anni '70, '80 e '90
Il countdown per il nuovo anno sarà accompagnato da un entusiasmante DJ set curato da Dj Giò. Gli ospiti avranno l'opportunità di ballare sulle hit indimenticabili degli anni '70, '80 e '90, rivivendo i momenti iconici della storia musicale.
Mezzanotte - Brindisi Globale
Il culmine della festa sarà rappresentato dal brindisi globale a mezzanotte. Tutti gli occhi si volgeranno al cielo per dare il benvenuto al 2024 con un brindisi collettivo, simbolo di speranza, gioia e unione.
La catena Coca-Cola ha deciso di omaggiare in maniera esclusiva, in occasione dei vent’anni dalla sua fondazione, Fratelli la Bufala, attraverso la realizzazione di una bottiglia Limited Edition che mira a festeggiare la partnership tra i due brand a livello internazionale.
La bottiglia limited edition Coca-Cola sarà data in omaggio, per tutto il mese di dicembre e fino ad esaurimento, in tutti i punti vendita aderenti all’iniziativa a tutti coloro che acquisteranno il menù pizza dedicato al ventennale + bibita Coca-Cola .
Per ogni menu acquistato un euro sarà devoluto a sostegno dei progetti “Pizzeria dell’impossibile" e “Finchè c'è pizza c'è speranza” di Fratelli La Bufala.

Cuoppo 'zeppole e panzarotti'
Pizza genuina con mozzarella fiordi latte di Agerola, pomodori al filetto, basilico e olio Evo 100% italiano
Mousse di ricotta di bufala
Coca-cola o soft drink
Coca-Cola LIMITED in omaggio
€ 19,00 escluso coperto
Fondata nel 2003 da un’idea di Geppy Marotta, Fratelli La Bufala, è il progetto di ristorazione made in Italy che pone al centro della propria offerta i prodotti della tradizione campana, in particolare modo la pizza, creata con ingredienti autoctoni e di qualità.
Il Gruppo conta, allo stato attuale, un fatturato che ammonta a circa 25 milioni di euro con 45 milioni di euro di volume d’affari nel 2022, 49 ristoranti, 22 dei quali a gestione diretta, e 1200 dipendenti, con una previsione di aumento, nel prossimo 2023, di circa il 30% rispetto all’anno passato sulla rete già esistente e contestualmente alle nuove aperture previste in Italia e all’estero.
Il Marchio nasce a Napoli nel 2003, e, grazie all’intraprendenza del suo ideatore, diviene presto leader di mercato in Italia e nel mondo con una crescita esponenziale nell’arco di pochi anni che lo porta ad affermarsi come ambasciatore della pizza napoletana a livello internazionale, attraverso una rete di ristoranti con un’identità comune.
Una crescita che non accenna ad arrestarsi grazie soprattutto alla continua ricerca e realizzazione di nuove idee per il futuro, tanto nell’ambito della sostenibilità ambientale quanto sociale, tra cui spiccano sicuramente la creazione di un forno a legna ecosostenibile, la coltivazione del Basilico Idroponico nella Terra dei fuochi e l’impegno costante nella promozione di attività benefiche a sostegno della collettività come il progetto “Finché c’è Pizza c’è Speranza” con i ragazzi del carcere minorile di Nisida.
di Barbara Spadafora
Prendere il lievitato natalizio per eccellenza, il panettone, e trasformarlo in qualcosa di differente, in grado di celebrare due eccellenze gastronomiche toscane come la Cinta Senese e il pecorino di grotta, in maniera del tutto fuori dagli schemi. E' con questo spirito che in vista delle festività di fine anno il maestro lievitista Manuel Maiorano – titolare de “La Fenice Pizzeria Contemporanea” a Pistoia – ha realizzato un inedito panettone salato, dall'impasto classico (bilanciando al milligrammo sale e zucchero), in cui però i tradizionali canditi e l'uvetta vengono sostituiti dalla Cinta Senese Dop della macelleria Savigni di Pavana (Pistoia) e dal formaggio pecorino di grotta. A completare la ricetta, un crumble di olive taggiasche, grani di pepe di Sichuan ed olio Evo biologico, cultivar Moraiolo.

Così Manuel Maiorano – milanese di nascita, quindi con il panettone nel DNA - racconta la sua versione salata, che richiede due giorni di preparazione: “A giocare un ruolo fondamentale è la Cinta Senese Dop della rinomata macelleria Savigni perché in cottura, contrariamente a molte altre, rimane morbida ed umida conferendo più sapore al panettone e simulando allo stesso tempo la consistenza del candito. E' da oltre un anno che provo e riprovo la ricetta: quest’anno, finalmente, il mio panettone è pronto per essere servito”.

Dopo un'anteprima speciale nel corso dell'evento esclusivo “I panettoni... degli altri” (lunedì 27 novembre al Grand Hotel Sina Villa Medici Firenze) dedicato ai lievitati d'autore, il panettone griffato da Manuel Maiorano verrà proposto al tavolo della sua pizzeria ed anche in una simpatica ed elegante confezione regalo, in vendita a 25 euro (750 grammi).
C'erano gelatieri, pizzaioli, ma anche chef (stellati e non) e studenti. E persino chi ha avuto l'idea di mettere il panettone... in lattina. E' all'insegna della volontà di celebrare la specialità natalizia per antonomasia in maniera fuori dagli schemi, che ha debuttato a Firenze la prima edizione della rassegna “I panettoni... degli altri”, ideata dalla testata “Il Forchettiere”.

L'appuntamento, in scena negli spazi dell'Harry's Bar Firenze 1953 all'interno del Grand Hotel Sina Villa Medici, ha messo insieme le creazioni di quei professionisti che (pur avendo talvolta familiarità col mondo degli impasti) normalmente non si dedicano a questo prodotto. Niente forni o pasticcerie, quindi. Da qui la scelta del titolo, che richiama la peculiarità degli artefici dei lievitati d'autore. “Il nostro obiettivo – spiega l'ideatore, Marco Gemelli – è offrire una vetrina al talento di chi ogni anno, all'avvicinarsi delle festività natalizie, riesce a dar vita a variazioni sul tema del panettone. Non si tratta di una gara ma di una selezione di eccellenze: a ognuno abbiamo chiesto di presentare la loro versione meno tradizionale e più creativa possibile”.

Ecco quindi che al Sina Villa Medici erano presenti i panettoni dei pluripremiati pizzaioli Marco Manzi (Giotto), Gabriele Dani (Bottega Dani) o Manuel Maiorano (La Fenice), oppure di maestri gelatieri come Paolo Pomposi(Badiani). Accanto a loro, la chef televisiva Luisanna Messeri, che ha fatto assaggiare il panettone solidale presente in Unicoop per raccogliere fondi a favore della Fondazione Casa Marta, mentre lo chef Mirko Cesari di Harry's Bar Firenze ha presentato il suo “Pink Lady 53”. Allo stesso modo, non sono mancati i panettoni gourmet del ristorante La Leggenda dei Frati di Filippo Saporito e quelli del Santa Elisabetta (due Stelle Michelin) e de Il Palagio del Four Seasons Hotel (una Stella Michelin), presentati rispettivamente dagli chef Rocco De Santis e Paolo Lavezzini insieme ai pastry chef Mariano Dileo e Francesco De Padova. Infine, spazio al panettone preparato dagli studenti della Scuola Tessieri di Ponsacco (Pisa). Special guest dei “Panettoni... degli altri” è stato il maître pâtissier francese David Bedu (Pank – La Bulangeria), che – proprio perché pasticcere professionista – non ha presentato un panettone bensì un tipico dolce natalizio d'Oltralpe.

Altrettanto interessante è stata la parte del beverage, affidato sia alle bollicine della Loira di “Chapin & Landais” che a un drink territoriale come il tradizionale Ronchi Pichi di Alessandro Cicali. Per gli appassionati di spirits, invece, il mixologist Riccardo Aldinucci del “Charlie Mixology Bar” a Siena ha presentato in anteprima il “panettone liquido”, un inedito cocktail in lattina realizzato con gli stessi aromi del lievitato e il cui gusto richiama fortemente quello del dolce natalizio.

Foto di Luca Managlia
di Tiziana la. Torre
Dopo l'evento di novembre, inserito nella MMW2023, nuovo atteso appuntamento il prossimo 17 dicembre, ore 21.00, sul palco del MOU (Milano, Via Pacinotti, 4), con la rassegna "Because The night- La notte delle cantautrici”, orgogliosamente arrivata alla quinta stagione.
La rassegna, ideata e diretta dalla cantautrice Marian Trapassi- siciliana d’origine dalla vocazione cosmopolita, che negli anni si è saputa ritagliare un posto di tutto rispetto nella scena musicale italiana- accende i riflettori sul cantautorato indipendente al femminile, troppo spesso ancora sommerso nonostante la rose vague che sta beneficamente travolgendo lo stivale (si pensi al Lilith Festival dedicato alla musica d’autrice, al contest Dinamica, cantautrici in movimento, al Lady Pink Festival di Laura Pescatori.)
La terza serata della rassegna sarà un viaggio a cavallo tra folk e jazz nei repertori originali di Beatrice Campisi e Francesca Incudine, con incursioni- in duetto- nella musica popolare siciliana.
Le cantautrici presenteranno inoltre dal vivo l’intenso adattamento in lingua siciliana di Sidun di Fabrizio De André e Mauro Pagani. La rilettura è contenuta nel triplo album a progetto “Shaida – Tracce di libertà”(Appaloosa/Ird), realizzato a favore delle donne rifugiate.
Ho fortemente voluto sul palco Beatrice Campisi e Francesca Incudine- spiega Marian Trapassi- due autentiche “pasionarie”, strenuamente impegnate sul fronte della difesa dei diritti civili, nell’arte come nella vita.
Abbiamo incontrato Marian Trapassi- cinque album all’attivo, una serie di importanti riconoscimenti tra i quali il Premio Ciampi nel 2004 e frequenti incursioni/contaminazioni in territori non solo musicali- per parlare di disparità di genere nella musica e della necessità di raddrizzare, in generale, un sistema-quello musicale- che appare in sofferenza.

Quali sono secondo lei le soluzioni concrete per risolvere il problema di gender gap che affligge il settore musicale?
Ci vorranno ancora molti anni per risolvere questo divario, nella musica come in altri ambiti.
Stiamo assistendo ad un periodo storico pieno di contraddizioni. E questo del gap di genere è l’esempio più eclatante, ma anche il più preoccupante per la nostra società. E’ un problema di mentalità, di educazione, di cultura.
Ci sarebbe tanto da parlare, mi limito a dire che c’è ancora tanto lavoro da fare.
Ripeto, il settore musicale non è diverso da altri contesti. Valgono le stesse riflessioni che stiamo facendo soprattutto in questi giorni, in cui i fatti di cronaca ci costringono a farci tante domande che esigono a questo punto risposte concrete da parte di tutti. Non ho soluzioni immediate, vedo solo una strada ancora lunga da percorrere per uomini e donne, insieme.
Because the night è volto alla promozione del cantautorato indipendente al femminile. A noi sembra però che la canzone d’autore indipendente conosca un momento di crisi, a prescindere dal “genere”. Lei che ne pensa?
Con questa rassegna spero di contribuire e fare la mia parte per mettere in luce delle artiste che altrimenti avrebbero poco spazio. L’ industria discografica di oggi riflette un cambiamento generazionale e storico, è cambiato quello che è il concetto stesso della musica.
La musica è sempre più intrattenimento o un sottofondo, spesso decontestualizzato dai luoghi deputati all’ascolto.
La musica è ovunque, e sebbene così presente, vicina e a portata di mano, si sta allontanando dal suo significato di oggetto culturale perdendo molto valore.
In questa cornice dove la musica è concepita spesso come “usa e getta” va da sé che le classificazioni e i generi musicali che esistevano fino a qualche anno fa risultano obsoleti, e ricevono una scarsa attenzione. Il mercato musicale di massa, che c’è sempre stato, sta aumentando il divario fra la musica commerciale e tutta l’altra musica che fatica sempre di più ad avere spazio. I locali che resistono a proporre musica dal vivo di qualità sono sempre meno, e questo complica molto le cose.
Come e quando è nato il progetto “Because the night- La notte delle cantautrici”?
Because the Night è nata poco prima del periodo del “covid” alla fine del 2019, in un periodo di manifestazioni che segnalavano e denunciavano con grande attenzione, anche da parte della stampa, la difficoltà delle donne di emergere nel mondo musicale, soprattutto nel panorama della musica d’autore. Come artista, (sono una cantautrice anche io), e come donna, impegnata già da tempo su queste tematiche, mi sono chiesta cosa potessi fare di concreto per far conoscere la musica di tante artiste che come me fanno parte del mondo del cantautorato e che negli anni ho incontrato e apprezzato.
Grazie al gestore dell’ex Garage Moulinski di Milano (adesso MOU), un locale molto attivo per la musica, è nata questa rassegna che ha visto in questi anni centinaia di artiste salire su quel palco e ha dato modo di presentare, per quel che possibile, il variegato e interessante mondo della musica d’autore femminile per lo più della scena indipendente nazionale. Ora, per il quinto anno, la rassegna continua, grazie alla nuova gestione del locale che ha ritenuto di dare continuità a questo progetto, nel tempo diventato un punto di riferimento per la città di Milano e non solo.
Qual è la soddisfazione più bella che le abbia mai regalato questa rassegna?
Con B.t.N. ho avuto sicuramente tante soddisfazioni soprattutto nel periodo del covid in cui si è fermato il mondo. Io invece sono andata avanti perché volevo che la musica non si fermasse, prima spostando la rassegna sui social e dopo anche attraverso concerti registrati a porte chiuse nel locale. Ho sentito in quel periodo tanta energia e partecipazione, con le interviste e i live online, sono riuscita anche a contattare artiste che difficilmente sarei riuscita a fare salire sul palco- cito una fra tante, Cristina Donà- ed è stata una bella soddisfazione. Altra soddisfazione è stata far partecipare artiste che si sono collegate da lontano come Maria De Vigili dagli Stati Uniti o Marta De Lluvia da Bruxelles. In ogni caso la gratificazione è sempre quella di vedere il pubblico che incredulo mi dice :” Non sapevo ci fossero tante brave cantautrici, veniamo qua per scoprire musica nuova e artiste nuove”. Mi sembra di fare qualcosa che abbia un senso, un valore.
Quanto è difficile, da ideatrice e direttrice artistica, scegliere i nomi delle artiste da includere nella rassegna?
Per la programmazione della rassegna scelgo personalmente le artiste o che conosco o che si propongono, o che mi vengono consigliate e che ho il piacere di ascoltare e vedere dal vivo.
Poi le sottopongo anche alla direzione artistica del locale e si decide insieme.
Cerco di presentare un panorama molto eterogeneo, cercando anche di differenziare sempre le proposte proprio per non dare una sola interpretazione della musica femminile, anzi per sottolineare quanto sia variegato e diverso il panorama del cantautorato femminile, che-attenzione!- non è un genere musicale! Sarebbe come dire che i cantautori uomini fanno tutti la stessa musica!
Le uniche difficoltà che incontro sono di tipo organizzativo per far quadrare tutto quanto, ma quello penso sia comune a chiunque organizzi eventi. Il mio rammarico è non poter fare ancora di più.
Mi piacerebbe far crescere la rassegna e farla diventare qualcosa, per esempio, di itinerante o, perché no, farle assumere la dimensione di festival.
Agli spazi dedicati alla musica scritta e suonata da donne è, da più parti, mossa un’accusa di autoghettizzazione. Cosa risponde a questa critica?
Spesso, come dicevo prima, si confonde il genere musicale con il genere femminile.
Il cantautorato femminile- ripeto- non è un genere, coincide più in generale con una musica d’autrice che può avere le declinazioni più svariate, quindi è importante fare attenzione a come si propongono le rassegne o le manifestazioni o qualsiasi cosa che voglia promuovere l’arte delle donne.
In generale c'è sempre un po' di selezione da parte del pubblico: così come ad andare a sentire il jazz sono per lo più amanti del jazz è intuitivo che- proponendo cantautorato femminile- si richiama anche (ma non solo) un pubblico femminile, e penso sia normale. Fra il pubblico di Because the Night ci sono molte artiste che magari hanno partecipato e tornano curiose di vedere le altre colleghe. Dispiace che ci siano ancora uomini non interessati al cantautorato femminile- e in generale alle artiste donne- ma qui torniamo sempre a quella mentalità prevenuta e a quel pregiudizio difficile da scardinare, ma non certo amplificato da iniziative volte a promuovere l’arte delle donne.
Quanto è importante, in musica e nell’arte in genere, “fare rete”?
Fare rete è essenziale, anche per il vecchio detto che dice che “l’unione fa la forza “.
Nella musica questo principio vale, secondo me, ancora di più, perché la musica è scambio, condivisione, la musica ha bisogno di relazione con il pubblico e fra artisti e musicisti.
La musica è un linguaggio universale, arriva a tutti. Ecco che allora unire le “voci” diventa fondamentale per dire qualcosa di importante.
Per il terzo anno consecutivo “Because the night” è stata inclusa nella rosa di eventi della Milano Music Week. E’ indubbiamente un segnale importante…
Per quanto riguarda la Milano Music Week sono davvero orgogliosa di farne parte, con Because the Night, già da tre anni. Mi auguro di essere presente ancora nelle prossime edizioni per ribadire quanto questa rassegna sia un punto di riferimento ormai per Milano. Ringrazio sempre l'organizzazione della manifestazione per l'invito che mi rinnova ogni anno.
La prima serata della quinta stagione ha visto protagoniste Giulia Mei e Marta De Lluvia, la seconda Claudia Cantisani e Roberta Usardi, la terza (imminente) vedrà sul palco le siciliane Beatrice Campisi e Francesca Incudine.
Un aggettivo ( a testa) per definire i progetti di queste cantautrici?
Definire tutte queste artiste con due parole è difficile per me, perché ognuna di loro è un mondo.
Ci provo..
Giulia Mei sicuramente è un fiume in piena, Marta De Lluvia è una dolcissima poetessa,
Claudia Cantisani una raffinata cantastorie jazz, Roberta Usardi una favola nordica,
Beatrice Campisi un'anima di terra e Francesca Incudine un'anima di sole.
Qualche anticipazione sui prossimi nomi coinvolti nella rassegna?
Ci saranno sicuramente dei nomi noti al cantautorato indipendente italiano, come Sabrina Napoleone o Patrizia Cirulli, e altri meno noti che mi farà piacere svelare più avanti. Altre partecipazioni sono ancora da definire quindi ve lo dirò a tempo debito.
Anzi come si dice .. seguitemi sui social! (ride, N.d.R.)
Il nuovo Mou, ambiente dedicato all’ascolto-ha dichiarato- è il contesto ideale per far conoscere la variegata scena indipendente italiana della musica d’autore al femminile, a parer mio da incentivare, difendere e divulgare.
Che risposta sta dando il pubblico?
Il pubblico che segue di Because the Night è un pubblico attento e curioso! Adesso, con la nuova gestione del MOU, altre persone si stanno affezionando e appassionando a questa rassegna, sempre con questo spirito di ricerca e di rispetto nei confronti della musica e delle artiste che da sempre ci muove. Sono molto contenta di questo.
Quindi ….vi aspetto tutti alle prossime serate!!
CINZIA GiORDANELLI
di Cinzia Giordanelli
"Sotto l'equatore" è la nuova pubblicazione musicale di Emanuele Inserto, il chitarrista, cantante, scrittore di canzoni e poeta romano.
Emanuele ha collaborato dal 2009 al 2015 con Enrico Petrucci nel progetto "Hijos del Compás", formazione volta alla ricerca e alla diffusione dei patrimoni musicali del Sudamerica e della Penisola Iberica, in veste di chitarrista, cantante e autore di testi in lingua spagnola e portoghese.
Da sempre appassionato della forma canzone e del rock acustico, ha pubblicato ad oggi quattro album solisti di canzoni proprie e, dal 2016, ha deciso di dedicarsi prevalentemente a repertori originali in lingua italiana.
Ha collaborato e collabora tuttora con altri autori, compositori e musicisti, tra cui Alfredo Tagliavia, Frencys (Francesco Ferrarelli), Giava Giombini, Questione di Prospettiva e Katia Picciariello, con i quali ha condiviso eventi dal vivo e lavori in studio.
E’ autore di libri di poesie, pubblicati di recente dalle case editrici “Progetto Cultura” e “Porto Seguro”.
La redazione di Nerospinto ha ascoltato il nuovo album, "Sotto l'equatore", in uscita oggi per l'etichetta La Stanza Nascosta Records, e raggiunto telefonicamente l'artista romano per qualche dichiarazione a caldo.
Alla domanda di rito sulle circostanze della "gestazione" del lavoro Inserto è un fiume in piena.
Marzo 2020, la pandemia da coronavirus arriva in Italia e il Governo annuncia la chiusura prima parziale e poi totale di tutto nonché il fermo alla libera circolazione delle persone. Sono annullati tutti gli spettacoli dal vivo, le prove, le registrazioni in studio, insomma, tutto! Anche gli incontri privati tra familiari non conviventi. Così, all’improvviso, mi ritrovo solo e chiuso in casa in un silenzio quanto mai irreale nel quartiere romano di Torpignattara.
E allora, che fare? Piangersi addosso? Morire di paura? Guardare la televisione con il solo effetto di spaventarsi ancora di più? Direi proprio di no! Ho tutte le mie chitarre, il piano elettrico, il sintetizzatore, un multipista e un computer. E allora perché non iniziare a pensare a quando l’emergenza finirà in modo di poter uscire subito con materiali nuovi. Tanto, questa emergenza, ma quanto mai potrà durare? Tra tre mesi sarà tutto finito! Lo hanno detto anche al telegiornale. L’idea quindi è quella di incidere tre nuovi singoli da far uscire a fine covid l’uno a breve distanza dall’altro. Di canzoni ne ho molte ma ne scelgo tre abbastanza leggere: “Pace”, “Sotto l’Equatore” e “Salomè”.
Ma, come sappiamo tutti, l’emergenza non finisce. Arriva l’estate del 2020 e siamo tutti in “libertà vigilata” poi, in autunno, tutti di nuovo dentro con tanto di coprifuoco. E niente! I brani non escono ma i musicisti ci sono ed è un’ottima squadra di lavoro. Durante l’estate ho scritto “Canto di Eco”, una canzone che mi piace molto e che voglio incidere subito. Le affianco “Nel quadro astratto”, brano scritto tanti anni fa a cui sono molto legato. Penso di far uscire un EP di cinque brani nella primavera del ‘21 ma niente. Non c’è nulla da fare. L’emergenza non rientra. Il 2021 è un altro anno terribile che dà adito a malinconie e tristezze. Scrivo infatti “Buona fortuna” e “L’altra faccia dell’amore”, due brani più introspettivi che includerò in quello che sta diventando a tutti gli effetti un album vero e proprio. A queste si aggiungerà “La testa tra le nuvole”, una canzone leggera e autoironica , scritta apposta per contrastare la mia innata indole malinconica.
Vabbe’, insomma. Nella primavera del 2022 l’album è registrato e mixato, seppur provvisoriamente. Ma non si può fare ancora nulla.
Emanuele Inserto però non si perde d'animo. Si riscopre poeta e pubblica la raccolta "Astri negli abissi". Nel frattempo non rinuncia a proporre "Sotto l'equatore" a diverse etichette discografiche.
I pareri delle etichette a cui presento il mio lavoro sono contrastanti. Oscillano tra due poli opposti di giudizio. Ad alcune piace molto ad altre assolutamente no. Ma alla fine con “La Stanza Nascosta Records” si raggiunge la quadra e, dopo essermi dedicato a "Le stagioni del borgo", seconda silloge poetica ad opera del sottoscritto, eccoci qua, a coronare l’uscita di un lavoro durato quasi tre anni. Tre anni in cui non ho mai smesso di avere collaborazioni e di incontrare il pubblico. Tre anni veramente strani, come mai ci sono stati.
Insomma, il percorso (complice la pandemia) è stato tortuoso, ma ne è valsa la pena. Quello che ci troviamo ad ascoltare è un album di otto tracce, in prevalenza acustiche e con un tocco dichiaratamente rétro. Nel lavoro si riversano suggestioni latino-americane- iberiche, fuse sapientemente con il cantautorato classico italiano (Battiato in primis) e e con alcuni trend musicali italiani degli anni ‘80 e ‘90 (CSI, primi Litfiba).
Per la prima volta- prosegue Inserto- ho scritto io tutte le parti e suonato strumenti diversi dalle chitarre.
Credo che “Sotto l’Equatore” - racconta Inserto- sia un album di riscoperta di stili musicali passati e un omaggio a grandi artisti diversissimi tra loro, che hanno dato al mondo della musica leggera qualità, autenticità e bellezza.
Particolarmente degno di nota, a nostra avviso, è il il singolo "Canto di Eco", apripista del progetto e accompagnato da un suggestivo videoclip (per la regia di Dario Magnolo), che gioca su rotazioni ed enigmatiche simmetrie, trasponendo visivamente le fascinazioni e le inquietudini della dialettica identità/alterità.
Scritta nell’estate del 2020, in pieno caos pandemico, nella casa di famiglia ai confini tra Lazio e Abruzzo- racconta l'artista- “Canto di Eco” è una canzone che affronta il tema del narcisismo, rifacendosi al mito ellenico di Narciso ed Eco. L’io narrante riprende il punto di vista della vittima ed è, intuitivamente, una metafora di molte situazioni patologiche.
Dal punto di vista musicale “Canto di Eco” rappresenta un mio personale omaggio ai Diaframma, gruppo New Wave fiorentino che negli anni ‘80 ha prodotto brani abbastanza rivoluzionari. In particolar modo il mio apprezzamento va al loro primo cantante Miro Sassolini.
Poliedrico, sofisticato, malinconico, Inserto sembra fare suo l'approccio stilistico della new wave, motivato e lucido, rielaborando sonorità passate in quella che risulta essere una sintesi inedita rispetto al passato per gusto, prospettiva storica e sensibilità individuale.
Ecco che Inserto rimescola le carte e tira fuori dal suo cilindro gioiellini musicali come "Pace", una rumba rock dalle coloriture etniche, il walzer triste- di ispirazione deandreaiana- "L' altra faccia dell'amore", la sorprendente title- track, "Sotto l'equatore".
L’ispirazione di questo brano- ci racconta Inserto- nasce da alcune mie ricerche condotte in passato sulla musica brasiliana. Il ritmo della canzone si rifà infatti al “lundu”, uno stile di musica e danza afro-brasiliano molto antico che ha diversi elementi in comune con la morna e il fado portoghese. Sia la musica che il testo si riferiscono ai riti di fertilità che si tengono in Brasile in onore della dea Yemanja.
I riti della fertilità in onore della dea Yemanja diventano l'occasione per una celebrazione dell’amore passionale a ritmo quasi di “Lundu”, considerato uno dei capostipiti della Musica Popular Brasileira, mentre il pensiero, per associazione, corre a quegli aborigeni d'Australia che, ne "Il ballo del potere" di Battiato," Si stendono sulla terra/Con un rito di fertilità/Vi lasciano il loro sperma".
In chiusura Inserto parla, orgogliosamente, delle collaborazioni presenti nel disco.
Molte sono le collaborazioni che impreziosiscono i brani. Prima fra tutte quella con Francesco Ferrarelli, in arte “Frencys”, con cui ho collaborato anche nel disco precedente e che nella canzone “Pace” si conferma un ottimo arrangiatore. Ci sono poi Giuseppe d’Ortona, già batterista di Coez, che ha- ritmicamente parlando- “salvato” i brani da alcune mie “derive” un po’ azzardate; Christian Antinozzi, funambolico bassista e professionista di altissimo livello; Alex Araujo, amico e geniale chitarrista esperto in slide guitar; Elisa Andriani, che in passato è stata il “flauto magico” di diverse mie canzoni; infine Katia Picciariello, Paola Antonelli e Camilla Passani, eccellenti cantanti dalle voci meravigliose.
Ho scritto i testi dell’album contestualmente alle musiche. Si è trattato di una nascita sincronica di testo e melodia.
"Sotto l'Equatore" è un disco complesso, piacevole già al primo ascolto ma che necessita, per essere decifrato ed apprezzato appieno, di tempi più lunghi. E' un album punteggiato di riferimenti biblici (Salomè, San Giovanni) e alla mitologia ellenica ed egizia (Eco, Amon-Ra), nel quale gusto esotico e ricercatezza d’antan vestono testi dalla profonda vocazione poetica. L’antico diventa suggestivo di allegorie e fascinazioni, si riversa nel contemporaneo, apre la strada alla rappresentazione di una condizione umana senza tempo.

di Cinzia Giordanelli
"Mondo dove sei" è il nuovo singolo di Bobby Solo, uscito per l' etichetta discografica "Videoradio e Videoradio Channel" di Giuseppe Aleo. Si tratta di un inedito blues firmato ancora una volta insieme a Carlo Zannetti, in uscita il 23 dicembre su tutte le migliori piattaforme digitali internazionali. La speranza che sorregge il brano è quella di una- purtroppo- sempre più improbabile pace nel mondo.
Anche quest'anno, fino al 20 dicembre, torna a Milano l'iniziativa "Panettone sospeso", promossa dall'Associazione no-profit omonima e patrocinata dal Comune di Milano. L'iniziativa, giunta alla sua quinta edizione, permette a chiunque di acquistare un panettone artigianale e lasciarlo in una delle pasticcerie aderenti, in modo che venga poi donato a chi non ha la possibilità di acquistarlo.
Quest'anno, l'iniziativa conta quattordici pasticcerie coinvolte, per un totale di ventiquattro punti vendita. Tra le novità, l'ingresso di Iginio Massari Alta Pasticceria, Sant Ambroeus e Taveggia, vere e proprie istituzioni della pasticceria milanese.
L'Associazione Panettone Sospeso ha raccolto, grazie alla generosità dei milanesi e delle pasticcerie, oltre 7.000 panettoni dal 2019, che sono stati donati a enti e associazioni del Terzo Settore che operano sul territorio per aiutare chi è in difficoltà.
I destinatari della campagna 2023 sono:
Per donare un panettone, basta recarsi in una delle pasticcerie aderenti e lasciarlo già pagato. Le pasticcerie, a loro volta, ne aggiungeranno uno in omaggio, raddoppiando così la donazione effettiva.
Anche chi non vive a Milano può sostenere l'Associazione e lasciare il proprio contributo "a distanza" mediante una donazione sul sito http://www.panettonesospeso.org. Il denaro raccolto verrà poi "trasformato" in panettoni.
Un gesto semplice, ma significativo, che può contribuire a rendere più dolce il Natale di chi è meno fortunato.
Di Barbara Spadafora
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