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di Cinzia Giordanelli
"Sotto l'equatore" è la nuova pubblicazione musicale di Emanuele Inserto, il chitarrista, cantante, scrittore di canzoni e poeta romano.
Emanuele ha collaborato dal 2009 al 2015 con Enrico Petrucci nel progetto "Hijos del Compás", formazione volta alla ricerca e alla diffusione dei patrimoni musicali del Sudamerica e della Penisola Iberica, in veste di chitarrista, cantante e autore di testi in lingua spagnola e portoghese.
Da sempre appassionato della forma canzone e del rock acustico, ha pubblicato ad oggi quattro album solisti di canzoni proprie e, dal 2016, ha deciso di dedicarsi prevalentemente a repertori originali in lingua italiana.
Ha collaborato e collabora tuttora con altri autori, compositori e musicisti, tra cui Alfredo Tagliavia, Frencys (Francesco Ferrarelli), Giava Giombini, Questione di Prospettiva e Katia Picciariello, con i quali ha condiviso eventi dal vivo e lavori in studio.
E’ autore di libri di poesie, pubblicati di recente dalle case editrici “Progetto Cultura” e “Porto Seguro”.
La redazione di Nerospinto ha ascoltato il nuovo album, "Sotto l'equatore", in uscita oggi per l'etichetta La Stanza Nascosta Records, e raggiunto telefonicamente l'artista romano per qualche dichiarazione a caldo.
Alla domanda di rito sulle circostanze della "gestazione" del lavoro Inserto è un fiume in piena.
Marzo 2020, la pandemia da coronavirus arriva in Italia e il Governo annuncia la chiusura prima parziale e poi totale di tutto nonché il fermo alla libera circolazione delle persone. Sono annullati tutti gli spettacoli dal vivo, le prove, le registrazioni in studio, insomma, tutto! Anche gli incontri privati tra familiari non conviventi. Così, all’improvviso, mi ritrovo solo e chiuso in casa in un silenzio quanto mai irreale nel quartiere romano di Torpignattara.
E allora, che fare? Piangersi addosso? Morire di paura? Guardare la televisione con il solo effetto di spaventarsi ancora di più? Direi proprio di no! Ho tutte le mie chitarre, il piano elettrico, il sintetizzatore, un multipista e un computer. E allora perché non iniziare a pensare a quando l’emergenza finirà in modo di poter uscire subito con materiali nuovi. Tanto, questa emergenza, ma quanto mai potrà durare? Tra tre mesi sarà tutto finito! Lo hanno detto anche al telegiornale. L’idea quindi è quella di incidere tre nuovi singoli da far uscire a fine covid l’uno a breve distanza dall’altro. Di canzoni ne ho molte ma ne scelgo tre abbastanza leggere: “Pace”, “Sotto l’Equatore” e “Salomè”.
Ma, come sappiamo tutti, l’emergenza non finisce. Arriva l’estate del 2020 e siamo tutti in “libertà vigilata” poi, in autunno, tutti di nuovo dentro con tanto di coprifuoco. E niente! I brani non escono ma i musicisti ci sono ed è un’ottima squadra di lavoro. Durante l’estate ho scritto “Canto di Eco”, una canzone che mi piace molto e che voglio incidere subito. Le affianco “Nel quadro astratto”, brano scritto tanti anni fa a cui sono molto legato. Penso di far uscire un EP di cinque brani nella primavera del ‘21 ma niente. Non c’è nulla da fare. L’emergenza non rientra. Il 2021 è un altro anno terribile che dà adito a malinconie e tristezze. Scrivo infatti “Buona fortuna” e “L’altra faccia dell’amore”, due brani più introspettivi che includerò in quello che sta diventando a tutti gli effetti un album vero e proprio. A queste si aggiungerà “La testa tra le nuvole”, una canzone leggera e autoironica , scritta apposta per contrastare la mia innata indole malinconica.
Vabbe’, insomma. Nella primavera del 2022 l’album è registrato e mixato, seppur provvisoriamente. Ma non si può fare ancora nulla.
Emanuele Inserto però non si perde d'animo. Si riscopre poeta e pubblica la raccolta "Astri negli abissi". Nel frattempo non rinuncia a proporre "Sotto l'equatore" a diverse etichette discografiche.
I pareri delle etichette a cui presento il mio lavoro sono contrastanti. Oscillano tra due poli opposti di giudizio. Ad alcune piace molto ad altre assolutamente no. Ma alla fine con “La Stanza Nascosta Records” si raggiunge la quadra e, dopo essermi dedicato a "Le stagioni del borgo", seconda silloge poetica ad opera del sottoscritto, eccoci qua, a coronare l’uscita di un lavoro durato quasi tre anni. Tre anni in cui non ho mai smesso di avere collaborazioni e di incontrare il pubblico. Tre anni veramente strani, come mai ci sono stati.
Insomma, il percorso (complice la pandemia) è stato tortuoso, ma ne è valsa la pena. Quello che ci troviamo ad ascoltare è un album di otto tracce, in prevalenza acustiche e con un tocco dichiaratamente rétro. Nel lavoro si riversano suggestioni latino-americane- iberiche, fuse sapientemente con il cantautorato classico italiano (Battiato in primis) e e con alcuni trend musicali italiani degli anni ‘80 e ‘90 (CSI, primi Litfiba).
Per la prima volta- prosegue Inserto- ho scritto io tutte le parti e suonato strumenti diversi dalle chitarre.
Credo che “Sotto l’Equatore” - racconta Inserto- sia un album di riscoperta di stili musicali passati e un omaggio a grandi artisti diversissimi tra loro, che hanno dato al mondo della musica leggera qualità, autenticità e bellezza.
Particolarmente degno di nota, a nostra avviso, è il il singolo "Canto di Eco", apripista del progetto e accompagnato da un suggestivo videoclip (per la regia di Dario Magnolo), che gioca su rotazioni ed enigmatiche simmetrie, trasponendo visivamente le fascinazioni e le inquietudini della dialettica identità/alterità.
Scritta nell’estate del 2020, in pieno caos pandemico, nella casa di famiglia ai confini tra Lazio e Abruzzo- racconta l'artista- “Canto di Eco” è una canzone che affronta il tema del narcisismo, rifacendosi al mito ellenico di Narciso ed Eco. L’io narrante riprende il punto di vista della vittima ed è, intuitivamente, una metafora di molte situazioni patologiche.
Dal punto di vista musicale “Canto di Eco” rappresenta un mio personale omaggio ai Diaframma, gruppo New Wave fiorentino che negli anni ‘80 ha prodotto brani abbastanza rivoluzionari. In particolar modo il mio apprezzamento va al loro primo cantante Miro Sassolini.
Poliedrico, sofisticato, malinconico, Inserto sembra fare suo l'approccio stilistico della new wave, motivato e lucido, rielaborando sonorità passate in quella che risulta essere una sintesi inedita rispetto al passato per gusto, prospettiva storica e sensibilità individuale.
Ecco che Inserto rimescola le carte e tira fuori dal suo cilindro gioiellini musicali come "Pace", una rumba rock dalle coloriture etniche, il walzer triste- di ispirazione deandreaiana- "L' altra faccia dell'amore", la sorprendente title- track, "Sotto l'equatore".
L’ispirazione di questo brano- ci racconta Inserto- nasce da alcune mie ricerche condotte in passato sulla musica brasiliana. Il ritmo della canzone si rifà infatti al “lundu”, uno stile di musica e danza afro-brasiliano molto antico che ha diversi elementi in comune con la morna e il fado portoghese. Sia la musica che il testo si riferiscono ai riti di fertilità che si tengono in Brasile in onore della dea Yemanja.
I riti della fertilità in onore della dea Yemanja diventano l'occasione per una celebrazione dell’amore passionale a ritmo quasi di “Lundu”, considerato uno dei capostipiti della Musica Popular Brasileira, mentre il pensiero, per associazione, corre a quegli aborigeni d'Australia che, ne "Il ballo del potere" di Battiato," Si stendono sulla terra/Con un rito di fertilità/Vi lasciano il loro sperma".
In chiusura Inserto parla, orgogliosamente, delle collaborazioni presenti nel disco.
Molte sono le collaborazioni che impreziosiscono i brani. Prima fra tutte quella con Francesco Ferrarelli, in arte “Frencys”, con cui ho collaborato anche nel disco precedente e che nella canzone “Pace” si conferma un ottimo arrangiatore. Ci sono poi Giuseppe d’Ortona, già batterista di Coez, che ha- ritmicamente parlando- “salvato” i brani da alcune mie “derive” un po’ azzardate; Christian Antinozzi, funambolico bassista e professionista di altissimo livello; Alex Araujo, amico e geniale chitarrista esperto in slide guitar; Elisa Andriani, che in passato è stata il “flauto magico” di diverse mie canzoni; infine Katia Picciariello, Paola Antonelli e Camilla Passani, eccellenti cantanti dalle voci meravigliose.
Ho scritto i testi dell’album contestualmente alle musiche. Si è trattato di una nascita sincronica di testo e melodia.
"Sotto l'Equatore" è un disco complesso, piacevole già al primo ascolto ma che necessita, per essere decifrato ed apprezzato appieno, di tempi più lunghi. E' un album punteggiato di riferimenti biblici (Salomè, San Giovanni) e alla mitologia ellenica ed egizia (Eco, Amon-Ra), nel quale gusto esotico e ricercatezza d’antan vestono testi dalla profonda vocazione poetica. L’antico diventa suggestivo di allegorie e fascinazioni, si riversa nel contemporaneo, apre la strada alla rappresentazione di una condizione umana senza tempo.

di Cinzia Giordanelli
"Mondo dove sei" è il nuovo singolo di Bobby Solo, uscito per l' etichetta discografica "Videoradio e Videoradio Channel" di Giuseppe Aleo. Si tratta di un inedito blues firmato ancora una volta insieme a Carlo Zannetti, in uscita il 23 dicembre su tutte le migliori piattaforme digitali internazionali. La speranza che sorregge il brano è quella di una- purtroppo- sempre più improbabile pace nel mondo.
Anche quest'anno, fino al 20 dicembre, torna a Milano l'iniziativa "Panettone sospeso", promossa dall'Associazione no-profit omonima e patrocinata dal Comune di Milano. L'iniziativa, giunta alla sua quinta edizione, permette a chiunque di acquistare un panettone artigianale e lasciarlo in una delle pasticcerie aderenti, in modo che venga poi donato a chi non ha la possibilità di acquistarlo.
Quest'anno, l'iniziativa conta quattordici pasticcerie coinvolte, per un totale di ventiquattro punti vendita. Tra le novità, l'ingresso di Iginio Massari Alta Pasticceria, Sant Ambroeus e Taveggia, vere e proprie istituzioni della pasticceria milanese.
L'Associazione Panettone Sospeso ha raccolto, grazie alla generosità dei milanesi e delle pasticcerie, oltre 7.000 panettoni dal 2019, che sono stati donati a enti e associazioni del Terzo Settore che operano sul territorio per aiutare chi è in difficoltà.
I destinatari della campagna 2023 sono:
Per donare un panettone, basta recarsi in una delle pasticcerie aderenti e lasciarlo già pagato. Le pasticcerie, a loro volta, ne aggiungeranno uno in omaggio, raddoppiando così la donazione effettiva.
Anche chi non vive a Milano può sostenere l'Associazione e lasciare il proprio contributo "a distanza" mediante una donazione sul sito http://www.panettonesospeso.org. Il denaro raccolto verrà poi "trasformato" in panettoni.
Un gesto semplice, ma significativo, che può contribuire a rendere più dolce il Natale di chi è meno fortunato.
Di Barbara Spadafora
Anche quest'anno, fino al 7 gennaio 2024, i Bagni Misteriosi di Milano si trasformano in un'oasi di magia e creatività. L'iniziativa, ormai tradizionale, propone un ricco programma di eventi e attività per tutta la famiglia.
Il cuore dell'evento è la pista di pattinaggio sul ghiaccio, che si estende al centro della piscina grande. Quest'anno, l'atmosfera sarà ancora più suggestiva, grazie a splendide luminarie natalizie pugliesi.
Nei weekend, spazio allo shopping sostenibile con i mercatini WunderMrkt e Flug Market. Qui è possibile trovare creazioni artigianali, abbigliamento vintage, pezzi unici e oggetti di design, perfetti per un regalo originale.
Per una pausa rigenerante, si può invece fare un salto allo spazio ristoro targato GUD, dove gustare una cioccolata calda o un vin brulè.
La pista di pattinaggio sul ghiaccio è già aperta e la si potrà provare fino al 7 gennaio, mentre i mercatini Flug MRKT si terrano nelle seguenti date: 2-3 dicembre, 7-8-9-10 dicembre, 16-17 dicembre.
I Mercatini WunderMrkt si sono svolti lo scorso fine settimana, il 25 e il 26 novembre, e sono stati un vero e proprio successo.
Un'occasione imperdibile per vivere la magia del Natale in un'atmosfera unica e sostenibile.
Di Tiziana Latorre
Le festività natalizie sono un momento speciale per trascorrere del tempo con i propri cari, allietati da buon cibo e bevande. Per rendere queste occasioni ancora più memorabili, casa Branca propone una selezione di prodotti d’eccellenza, perfetti per ogni occasione. Tra questi:
Fernet-Branca è l’amaro italiano più famoso al mondo, apprezzato per il suo gusto deciso e il potere digestivo. La nuova confezione natalizia, con bicchiere da collezione, è un’elegante rivisitazione dell’iconico manifesto del 1920. Protagonista un simpatico coccodrillo che, dopo un abbondante pasto, appare allegro e baldanzoso mentre sfoggia fieramente una bottiglia dell’amaro.
Stravecchio Branca è un brandy dal gusto ricco e avvolgente, perfetto per un brindisi in compagnia. La nuova confezione natalizia, con bicchiere da collezione, presenta una grafica elegante e raffinata.
Carpano Classico è il primo vermouth italiano, nato nel 1786. Il suo gusto dolce-amaro è perfettamente bilanciato e si presta a essere gustato liscio o utilizzato per la preparazione di cocktail classici come il Negroni o l’Americano.
Carpano Antica Formula è un vermouth dal bouquet complesso e originale, perfetto per chi ama i sapori più ricercati. Il suo gusto rotondo e distintivo lo rende l’ingrediente ideale per la preparazione di cocktail premium.
Punt e Mes è un vermouth dal gusto equilibrato, che combina l’intrigante nota agrumata di Carpano con l’amaro della china. La sua storia è leggendaria: si narra che nel 1870 un agente di borsa, preso da una discussione con i colleghi, ordinò il vermouth corretto con una mezza dose di china, utilizzando un’espressione dialettale “Punt e Mes”.
Borghetti è il “vero liquore di caffè espresso”, una bevanda rigenerante e digestiva che conserva intatte le proprietà e l’aroma del caffè. Il suo gusto caldo e dolce è un vero piacere per il palato.
Questi sono solo alcuni dei regali irrinunciabili di casa Branca per un Natale all’insegna del gusto e del buon vivere. Per maggiori informazioni, visita il sito web di Branca.
Di Barbara Spadafora
Il periodo natalizio è sempre stato caratterizzato dai sapori tradizionali che ci accompagnano nelle festività. Tuttavia, per coloro che seguono regimi alimentari specifici, il Natale potrebbe presentare alcune sfide. Con una crescente consapevolezza delle esigenze alimentari diversificate, Vergani, leader nella produzione di Panettone, presenta due nuove golose proposte per arricchire la Linea Benessere e rendere il Natale senza glutine ancora più delizioso.
Il Panettone senza glutine al Cioccolato è una delle nuove creazioni che catturerà il palato di coloro che cercano un equilibrio tra il piacere del dolce natalizio e l'aderenza a una dieta priva di glutine. L'impasto leggero è arricchito da una pioggia di gocce di cioccolato fondente, regalando una sinfonia di sapori che si fondono con la tradizione del Panettone classico. La farina di riso, utilizzata nella produzione, mantiene l'autenticità del sapore natalizio e garantisce una consistenza soffice e alveolata tipica del Panettone.

Il secondo gioiello della Linea Benessere è il Panettone al Limoncello, un connubio sorprendente tra la tradizione milanese del Panettone e l'aroma mediterraneo del celebre liquore napoletano. Questa innovativa proposta è un omaggio alla diversità culturale italiana, portando sulle tavole natalizie un tocco di freschezza e vivacità. Il Panettone al Limoncello è la quintessenza di un incontro tra due tradizioni gastronomiche iconiche.
Entrambe le varianti, insieme al Panettone Classico e al Panettone al Pistacchio, si uniscono alla Linea Benessere di Vergani, dimostrando l'impegno dell'azienda nel soddisfare le esigenze sempre più diversificate dei consumatori.

Tutti i panettoni senza glutine proposti da Vergani sono realizzati con farina di riso, garantendo un prodotto di qualità che rispecchia gli standard tradizionali. La lavorazione secondo il metodo classico assicura la caratteristica alveolatura che contraddistingue il Panettone e offre a ogni fetta il gusto autentico delle festività natalizie.
Il mondo del gin artigianale si arricchisce di un nuovo gioiello con l'arrivo in Italia di Citadelle Rouge, l'ultima creazione del brand pionieristico Citadelle Gin. Citadelle Rouge, importato e distribuito in esclusiva in Italia dalla Compagnia dei Caraibi, è il frutto della visione e della maestria di Alexandre Gabriel, CEO e Master Distiller di Maison Ferrand.
Citadelle Rouge nasce da un ricordo sensoriale che risale all'infanzia di Gabriel, un omaggio all'antica tradizione francese di macerare e distillare la frutta di stagione. Ispirato dalle marmellate preparate durante le calde estati trascorse con la nonna, il nuovo gin offre un'esperienza olfattiva e gustativa unica, avvolta dalla nostalgia di tempi passati.

Fedele alla filosofia del brand, Citadelle Rouge è un gin 100% artigianale e naturale. La sua unicità risiede nella lavorazione delle botaniche, che vengono infuse una alla volta per catturare al meglio la loro essenza aromatica. Senza l'aggiunta di aromi, zuccheri, coloranti o additivi, Citadelle Rouge si distingue per i profumi avvolgenti di frutti rossi e pasticceria.
L'armonia di mirtillo rosso, lampone, mora, ribes nero e rabarbaro si unisce alle 19 botaniche originali utilizzate nella produzione di Citadelle Original. Il risultato è un profilo aromatico perfettamente equilibrato tra dolcezza e acidità, con un finale lungo e leggermente piccante. Citadelle Rouge si rivela ideale per essere gustato liscio, ma si presta anche perfettamente a essere miscelato, offrendo infinite possibilità di creazione di cocktail raffinati e originali.
La presentazione di Citadelle Rouge rappresenta un ulteriore passo avanti nella missione di Citadelle Gin di esplorare e reinterpretare le tradizioni, portando sul mercato prodotti innovativi e dal carattere unico. La sua introduzione sul mercato italiano è accolta con grande entusiasmo dagli amanti del gin, pronti a scoprire e apprezzare la perfezione artigianale e l'anima aromatica di questo nuovo distillato.
di Tiziana Latorre
Abbiamo ascoltato in anteprima il nuovo lavoro in studio del toscano Giavanni Luca Valea, l’album “Canzoni”, in uscita il prossimo 25 novembre su tutte le maggiori piattaforme digitali.
Canzoni, prodotto e distribuito da La Stanza Nascosta Records, è stato preceduto dal singolo La costellazione del cane, il cui videoclip- una produzione Pixel Studio- è stato trasmesso in anteprima da Tgcom24.
E’ sempre difficile scrivere di un lavoro artistico di Giovanni Luca Valea, che è cantautore ma anche poeta (ha all’attivo la pubblicazione di tre raccolte di poesie con case editrici indipendenti del territorio toscano, Canzoni di rabbia, poesie d’amore (2016), Una Storia che credevo di aver dimenticato (2019) e Una rosa al Padrone (2021)) e, ora, anche scrittore; ha appena pubblicato, infatti, anche il romanzo “Una vecchia valigia”( NeP Edizioni).
Canzoni è il terzo lavoro dopo Iniziali (La Stanza Nascosta Records, 2021) e La disciplina del sogno (La Stanza Nascosta Records, 2023). Un autore prolifico Giovanni Luca Valea, mosso da una grande urgenza espressiva e capace di riversarla nelle sue canzoni, nelle sue poesie e in generale nei suoi scritti con fervore e intelligenza.
Valea corre il rischio- e lo sa perfettamente- di essere bollato come un “animale strano”, di essere considerato anacronistico in tempi frenetici e distopici in cui il valore dell’opera d’arte (se ancora si può parlare di opera d’arte) è data dall’immediata appetibilità, in un gioco di ammiccamenti a “quello che vuole il mercato” che finisce col risolversi in un circolo vizioso.
Giovanni Luca valea ha ancora il coraggio della parola, scritta e cantata, in un mondo sempre più visivo (o forse dovremmo scrivere “visual”); il coraggio della lentezza della narrazione e della stasi in un’epoca sempre più convulsa; il coraggio dell’imperfezione vocale nell’era dell’editing estremo della voce, dei suoni sempre più plastificati e patinati che escono dagli studi.
Canzoni è un Giano bifronte, un album che lega a filo doppio interiorità e denuncia sociale, amore e politica, speranza e disperazione.
La canzone si fa gesto poetico, il gesto poetico diventa a sua volta manifesto di resistenza, atto insurrezionale. Sulle architetture sonore, di stampo classico, si adagia con eleganza una veste di contemporaneità, attraverso l’utilizzo di batterie elettroniche ora trap ora industrial.
“Canzoni- racconta Giovanni Luca Valea- è un album scritto essenzialmente a quattro mani e deve molto alla fortuna. Ho scritto le parole di tutti i brani in circa due anni e, quando balbettavo musicalmente, ho avuto il privilegio di conoscere Nuccio Corallo. Abbiamo lavorato duramente, senza tregua, tra chitarra e pianoforte. Il suo talento come compositore si è dimostrato fondamentale per dare una veste a certe canzoni.
Qualche volta abbiamo collaborato persino su questo fronte e non posso che definirlo un onore. Si è instaurato un rapporto di sincera stima e di reciproco apprezzamento, tanto artistico quanto umano.
Ne sono davvero felice. I nostri modi di interpretare e intendere questo lavoro si incroceranno di nuovo, molto presto.
Le canzoni, a ogni modo, dovrebbero parlare da sole – o, almeno, così spero. Vorrei sottolineare, nel caso non fosse abbastanza chiaro, che c’è senz’altro molta politica nell’album. Non è soltanto un disco fatto di canzoni d’amore – che avrebbe, in ogni caso, la sua assoluta dignità.
C’è della rabbia per la situazione attuale, c’è la vendetta personale. E poi, da qualche parte, come sempre, l’amore.
Sembra proprio che non se ne possa fare a meno…ed è, in definitiva, giusto così. Qualcuno lo ha definito “il motore del mondo”. Non posso che concordare e sottolineare, ancora una volta, che per fare certe scelte – a qualsiasi altezza – serve proprio l’amore. Nella vendetta, nella rabbia e persino nell’odio c’è una luce d’amore. È da quella parte che veniamo e, probabilmente, i più fortunati si allontaneranno in quel bagliore.”
La ricerca di atmosfere coerenti con la linea narrativa ha condotto a virate “progressive” (si ascoltino le distorsioni chitarristiche e gli archi ne I Mulini del Signore e il finale di Una giovane Marilyn) e all’inserimento di suggestioni proprie dell’elettropop colto italiano, attraverso il massiccio uso dei synth e l’ossessività delle linee di basso.
“Gli arrangiamenti di Salvatore Papotto- prosegue Valea- hanno dato una veste insospettabile e meravigliosa a queste dieci canzoni. Volevo un disco che avesse delle sonorità particolarmente contemporanee senza, tuttavia, tradire la mia natura.”
Ed è proprio la coerenza, intesa come presenza di una cifra stilistica riconoscibilissima e di una idea forte di progettualità, il filo conduttore di un disco senza cadute di stile, costellato di piccole perle: su tutte quell’inno all’amicizia che è James Dean, l'affresco potentissimo della storia delle migrazioni de Le navi al tramontare, e la maestosa “I Mulini del Signore”, testo da antologia letteraria e arrangiamento sublime.
Desidero dedicare questo lavoro- chiude Valea- alla disperazione che attraversa il mare su barche di fortuna. Nel mio piccolo, vorrei che queste donne e questi uomini sapessero che La Costellazione del Cane esiste anche per loro e, da qualche parte, magari più remota, una buona stella.
Chi l'ha detto che la canzone di protesta non esiste più? Che il cantautorato "impegnato" è morto? Si ascolti "Walter", il nuovo lavoro in studio del cantautore sardo Stefano Mele, appena pubblicato dall'etichetta La Stanza Nascosta Records. Stefano Mele- classe 1978, cantautore nuorese che vive e lavora a Firenze da circa 15 anni- è uno che, artisticamente parlando, non le manda a dire. Un lavoro denso di impegno civico e politico, da parte di un artista che si fa interprete del nostro tempo non lesinando stilettate al mondo in cui stiamo vivendo.
Il Natale è alle porte e Fabrizio Galla, maestro pasticciere torinese, presenta le sue novità per la stagione delle feste: il Panettone Extrafondente e il Pandoro.
Il primo protagonista è il Panettone Extrafondente, un dolce unico nel suo genere che combina il sapore intenso del cioccolato Santo Domingo al 70% di massa di cacao con la delicatezza della vaniglia Tahiti.
Il taglio del panettone rivela subito un profumo intenso e avvolgente, frutto dell'equilibrio perfetto tra i due ingredienti principali. Il cacao Santo Domingo si presenta con note di frutta tropicale e agrumi, che si fondono con la vaniglia Tahiti per un risultato armonioso e complesso.
In bocca, il Panettone Extrafondente è un'esperienza sensoriale indimenticabile. La struttura è morbida e soffice, mentre il sapore è ricco e pieno. Il cioccolato è protagonista assoluto, ma la vaniglia gli dona un tocco di freschezza e delicatezza.
Per accontentare anche chi non ama il panettone, Fabrizio Galla propone il suo Pandoro, un classico della tradizione natalizia.
La ricetta è quella originale, con lievito madre e lievito di birra, per una lievitazione lenta e accurata. Gli ingredienti sono di alta qualità, come lo zucchero a velo aromatizzato alla vaniglia Madagascar.
Il Pandoro è un dolce perfetto per chi ama la tradizione. Ha una forma caratteristica a stella, una consistenza morbida e un sapore dolce e delicato.
Oltre al Panettone Extrafondente e al Pandoro, Fabrizio Galla presenta per Natale 2023 anche una selezione di praline e cioccolatini nei gusti tipici del periodo. Tra le proposte troviamo il barolo chinato, le cinque spezie, la vaniglia e le nocciole Piemonte IGP.
Tutte le novità sono disponibili nei punti vendita Fabrizio Galla di San Sebastiano Po (Torino), di corso Matteotti a Milano, nelle botteghe all'interno degli Eataly di Torino e Milano e nello shop online.
I dolci di Fabrizio Galla sono il regalo perfetto per chi ama il Natale e la buona cucina. Con le sue proposte, il pasticciere regala un'esperienza sensoriale unica, che coniuga tradizione e innovazione.
Di Barbara Spadafora
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