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Il Gruppo abruzzese VITHA e l'organizzazione non governativa VIS - Volontariato Internazionale per lo Sviluppo - hanno unito le forze nel progetto umanitario "Vitha per l'Africa"
La nuova iniziativa "Vitha per l'Africa", finanziata da Vitha Group Spa, mira a sostenere l'impegno sociale del VIS, focalizzandosi sulla realizzazione di un pozzo meccanizzato e di un sistema di depurazione all'interno della fattoria didattica di Kranka, nel cuore del Ghana.

Il team del 'Settore Acqua' di Vitha Group sta guidando questa iniziativa che coinvolgerà la partecipazione a corsi di formazione in agricoltura biologica per 15 giovani vulnerabili, sotto la guida del personale VIS e in collaborazione con operatori locali. Questa fattoria, gestita da quattro imprenditrici ghanesi, sorge in un territorio arido e ostile, privo di infrastrutture e opportunità per la comunità locale.
Il progetto "Vitha per l'Africa" non solo si impegna nella creazione di un pozzo e di un sistema di depurazione, ma promuove anche attività di educazione e formazione, offrendo una prospettiva di vita migliore per le donne e i giovani vulnerabili di Kranka. L'obiettivo principale è di aumentare la produttività agricola, contrastando le radici della povertà, spesso correlate ai fenomeni migratori.

Marco Reato, fondatore di Vitha Group, sottolinea l'importanza del progetto: "In Ghana la stagione secca dura 5 mesi e le donne che lavorano alla fattoria sono costrette ad attraversare diversi km per abbeverare gli animali e tenere puliti gli ambienti di lavoro (pollaio e porcilaia). Promuovendo l’accesso all’acqua e il diritto al cibo, garantiamo un’autosufficienza, anche economica, per la durata di tutto l’anno a tutta la comunità. La nostra iniziativa vuole sensibilizzare anche altre realtà (e persone) sulla necessità di creare sempre più pozzi in Africa e nelle terre con forte siccità”

Silvia Tizzi, operatrice del VIS, aggiunge: ‘’In questi anni abbiamo lavorato fianco a fianco con Stella e le donne di Kranka per contrastare la migrazione irregolare e creare opportunità di sviluppo in questo villaggio rurale. Le difficoltà di accesso all’acqua sono però state un grosso ostacolo. Grazie a Vitha Group possiamo ora intensificare gli sforzi, soprattutto nella stagione secca, contribuendo a migliorare la produttività della fattoria e le opportunità di formazione e lavoro per le donne e i giovani di questa remota comunità’’.
di Barbara Spadafora
Quarto appuntamento il prossimo 14 gennaio, ore 21.00, sul palco del MOU (Milano, Via Pacinotti, 4), con la rassegna "Because The night- La notte delle cantautrici”, giunta alla quinta stagione.
La cantautrice e produttrice genovese Sabrina Napoleone presenta il nuovo album, “Cristalli sognanti” (uscito lo scorso ottobre su etichetta Lilith Label), nell'ambito della importante rassegna ideata e diretta dalla cantautrice Marian Trapassi, con la ratio di una valorizzazione della variegata scena indipendente italiana della musica d’autore al femminile.
Il Grand Hotel Alassio, iconico cinque stelle ligure, entra prestigiosa collezione degli hotel indipendenti più importanti del mondo, The Leading Hotels of the World. Questo importante traguardo rappresenta il culmine di un nuovo corso iniziato quattro anni fa, con l'arrivo del giovane manager toscano Gianluca Borgna, e grazie all’importante piano di investimenti della famiglia Vinai, che ha portato il Grand Hotel ad affermarsi come una delle eccellenze dell'hotellerie italiana.
"Siamo felici di essere entrati in questa grande famiglia, che porta il Grand Hotel e tutta la destinazione in una nuova prospettiva", ha dichiarato Gianluca Borgna.
"La destinazione deve aspirare e posizionarsi su un segmento sempre più Premium e con un hotel Leading, due Relais Chateaux e due stelle Michelin - oltre che decine di altre eccellenze - direi che è giusto auspicarselo. Questo grande risultato è frutto di un grande lavoro di squadra e di un concetto di ospitalità innovativo che mette prima di tutto le nostre persone al centro dei nostri pensieri. Se stanno bene loro, stanno bene i nostri ospiti. E alla base di tutto, c'è stato e c'è proprio questo.".

Il legame del Grand Hotel Alassio con la regione e le radici liguri del gruppo si fa sempre più forte. L'azienda Talassio ha recentemente organizzato il classico evento annuale “Talassio Team Party” all'acquario di Genova, dove i più di cento collaboratori del gruppo hanno avuto l'opportunità di visitare privatamente le bellezze dell'acquario e di godersi poi la cena aziendale e la festa di fine anno nella scenografica Sala degli Squali. Inoltre, i premi ricevuti dalla cucina e dalla pizzeria del Grand Hotel dall'autorevole testata Gambero Rosso hanno sottolineato la capacità del gruppo di evidenziare le eccellenze locali. Questo riconoscimento conferma l'impegno del Grand Hotel nel promuovere, coinvolgere e valorizzare la cucina e i prodotti tipici della regione. Il Grand Hotel Alassio continuerà a investire nel 2024, aggiungendo alle proprie “Signature Suites” una nuova sistemazione da sogno dedicata ad Alfred Hitchcock e al suo primo film "The Pleasure Garden", girato proprio ad Alassio nel 1929.

Chiude poi Gianluca Borgna: “Inoltre, è confermata la nostra apertura di 10 mesi all'anno, che permette di accogliere avventori anche durante i periodi di bassa stagione, offrendo loro la possibilità di godere delle meraviglie della destinazione fuori stagione. L'ingresso del Grand Hotel Alassio in Leading Hotels of the World rappresenta un traguardo di grande prestigio e conferma l'impegno del gruppo nel fornire un'ospitalità di altissimo livello, offrendo ai propri ospiti un'esperienza indimenticabile nella splendida cornice di Alassio. Continuano inoltre le nostre operazioni per aggiungere nuove realtà al nostro brand Talassio Collection, presente attualmente in Liguria e all’Isola d’Elba: 1 è già stata acquisita ed altre sono nel nostro mirino da tempo.”.
L'inverno si trasforma in una favola al Grand Hotel Alassio Beach & SPA Resort, dove l'atmosfera festosa abbraccia ogni angolo, regalando un'esperienza unica e indimenticabile
Il pomeriggio si colora di magia durante gli Afternoon Tea vista mare. Dalle 17:00, il tradizionale rituale del "tè delle cinque" si fonde con la bellezza del paesaggio marino, offrendo una selezione raffinata di tè pregiati accompagnati da delizie dolci e salate, vere e proprie opere d'arte culinarie "made in Liguria". I profumi avvolgenti delle fragranze Pasqualini si mescolano con i sapori locali di Baci di Alassio, Canestrelli, Amaretto di Alassio e Sacripantina, creando un'esperienza sensoriale che incanta il palato.

Ogni domenica di dicembre, l'Orangerie si trasforma in un tempio della "Vita Lenta" con un brunch che delizia i sensi. Dalle 12:00 alle 15:30, in un'atmosfera chic e senza tempo, gli ospiti sono invitati a gustare prelibatezze come i Gamberoni in salsa aurora, il Club sandwich, le Trofie con pesce spada, cime di rapa e pomodorino, e i decadenti Pandoro con mascarpone e Panettone glassato. Un viaggio gastronomico completo, culminante in dolci prelibatezze come torrone, biscotti allo zenzero e al pan di spezie, e praline di cioccolato.
Il pranzo di Natale al Grand Hotel è un'esperienza impareggiabile di eleganza e cortesia. Nella suggestiva Sala Orangerie, l'Executive Chef accoglie gli ospiti con piatti sfiziosi che si sposano armoniosamente con la vista panoramica del mare blu cobalto, creando un'atmosfera di calore e gioia.

Il Gran Casino Royale NYE 2024 è l'apice di questa kermesse invernale, un appuntamento irrinunciabile per chi desidera concludere l'anno in modo straordinario. Tra tavoli da gioco, roulette e un'animazione musicale ispirata a Casino Royale, gli ospiti si immergono nell'atmosfera artistica della Galleria Colossi Arte Contemporanea. Opere di artisti del calibro di Max Bi, Marco Lodola, Lys, Andrea Sangalli e Giada Ferrari danno vita a una serata di arte e magia, ispirata ai mondi di 007 James Bond e Diabolik. In abiti eleganti, gli ospiti si preparano a una serata indimenticabile tra musica, buon cibo e giochi d'azzardo, mentre la Strolling Band Clan Dei Ribot culla l'aria con melodie coinvolgenti. Il 2023 si conclude con cotechino, lenticchie, champagne e un avvincente DJ set, lasciando un ricordo indelebile di eleganza e divertimento.
In anteprima esclusiva su Nerospinto il videoclip, online per tutti dal 23, di “Erode a Natale”, il nuovo singolo del cantautore Alberto “Napo” Napolitano, scritto a quattro mani con Nicola Rollando.
Il brano, una ballad d’autore dagli echi classici e dalla forte risonanza emozionale, è prodotto e arrangiato da Salvatore Papotto per La Stanza Nascosta Records.
Il Centro Internazionale di Quartiere (CIQ) di Milano si appresta a concludere l'anno nel migliore dei modi, preparandosi per un Capodanno ricco di festeggiamenti e allegria. Fedele alla sua missione di promuovere l'inclusione, il CIQ accoglierà il nuovo anno con una combinazione esplosiva di musica, buon cibo, brindisi e risate, in un contesto multiculturale che caratterizza da sempre questa vibrante comunità.

20:30 - Cena Multiculturale
L'esperienza inizierà con una cena straordinaria, un viaggio gastronomico attraverso specialità italiane ed internazionali. Il CIQ celebrerà la diversità culinaria, offrendo un menu sorprendente che delizierà i palati di tutti gli ospiti.
22:00 - Concerto Esplosivo
A partire dalle 22:00, il palco si accenderà con la magia della musica. Sandro Joyeux, Aliou Xalam e Lahat Fall regaleranno al pubblico un concerto che farà vibrare l'intero centro con la loro straordinaria esibizione musicale. Un mix di suoni provenienti da diverse parti del mondo creerà un'atmosfera coinvolgente e indimenticabile.

23:30 - DJ Set Anni '70, '80 e '90
Il countdown per il nuovo anno sarà accompagnato da un entusiasmante DJ set curato da Dj Giò. Gli ospiti avranno l'opportunità di ballare sulle hit indimenticabili degli anni '70, '80 e '90, rivivendo i momenti iconici della storia musicale.
Mezzanotte - Brindisi Globale
Il culmine della festa sarà rappresentato dal brindisi globale a mezzanotte. Tutti gli occhi si volgeranno al cielo per dare il benvenuto al 2024 con un brindisi collettivo, simbolo di speranza, gioia e unione.
La catena Coca-Cola ha deciso di omaggiare in maniera esclusiva, in occasione dei vent’anni dalla sua fondazione, Fratelli la Bufala, attraverso la realizzazione di una bottiglia Limited Edition che mira a festeggiare la partnership tra i due brand a livello internazionale.
La bottiglia limited edition Coca-Cola sarà data in omaggio, per tutto il mese di dicembre e fino ad esaurimento, in tutti i punti vendita aderenti all’iniziativa a tutti coloro che acquisteranno il menù pizza dedicato al ventennale + bibita Coca-Cola .
Per ogni menu acquistato un euro sarà devoluto a sostegno dei progetti “Pizzeria dell’impossibile" e “Finchè c'è pizza c'è speranza” di Fratelli La Bufala.

Cuoppo 'zeppole e panzarotti'
Pizza genuina con mozzarella fiordi latte di Agerola, pomodori al filetto, basilico e olio Evo 100% italiano
Mousse di ricotta di bufala
Coca-cola o soft drink
Coca-Cola LIMITED in omaggio
€ 19,00 escluso coperto
Fondata nel 2003 da un’idea di Geppy Marotta, Fratelli La Bufala, è il progetto di ristorazione made in Italy che pone al centro della propria offerta i prodotti della tradizione campana, in particolare modo la pizza, creata con ingredienti autoctoni e di qualità.
Il Gruppo conta, allo stato attuale, un fatturato che ammonta a circa 25 milioni di euro con 45 milioni di euro di volume d’affari nel 2022, 49 ristoranti, 22 dei quali a gestione diretta, e 1200 dipendenti, con una previsione di aumento, nel prossimo 2023, di circa il 30% rispetto all’anno passato sulla rete già esistente e contestualmente alle nuove aperture previste in Italia e all’estero.
Il Marchio nasce a Napoli nel 2003, e, grazie all’intraprendenza del suo ideatore, diviene presto leader di mercato in Italia e nel mondo con una crescita esponenziale nell’arco di pochi anni che lo porta ad affermarsi come ambasciatore della pizza napoletana a livello internazionale, attraverso una rete di ristoranti con un’identità comune.
Una crescita che non accenna ad arrestarsi grazie soprattutto alla continua ricerca e realizzazione di nuove idee per il futuro, tanto nell’ambito della sostenibilità ambientale quanto sociale, tra cui spiccano sicuramente la creazione di un forno a legna ecosostenibile, la coltivazione del Basilico Idroponico nella Terra dei fuochi e l’impegno costante nella promozione di attività benefiche a sostegno della collettività come il progetto “Finché c’è Pizza c’è Speranza” con i ragazzi del carcere minorile di Nisida.
di Barbara Spadafora
Prendere il lievitato natalizio per eccellenza, il panettone, e trasformarlo in qualcosa di differente, in grado di celebrare due eccellenze gastronomiche toscane come la Cinta Senese e il pecorino di grotta, in maniera del tutto fuori dagli schemi. E' con questo spirito che in vista delle festività di fine anno il maestro lievitista Manuel Maiorano – titolare de “La Fenice Pizzeria Contemporanea” a Pistoia – ha realizzato un inedito panettone salato, dall'impasto classico (bilanciando al milligrammo sale e zucchero), in cui però i tradizionali canditi e l'uvetta vengono sostituiti dalla Cinta Senese Dop della macelleria Savigni di Pavana (Pistoia) e dal formaggio pecorino di grotta. A completare la ricetta, un crumble di olive taggiasche, grani di pepe di Sichuan ed olio Evo biologico, cultivar Moraiolo.

Così Manuel Maiorano – milanese di nascita, quindi con il panettone nel DNA - racconta la sua versione salata, che richiede due giorni di preparazione: “A giocare un ruolo fondamentale è la Cinta Senese Dop della rinomata macelleria Savigni perché in cottura, contrariamente a molte altre, rimane morbida ed umida conferendo più sapore al panettone e simulando allo stesso tempo la consistenza del candito. E' da oltre un anno che provo e riprovo la ricetta: quest’anno, finalmente, il mio panettone è pronto per essere servito”.

Dopo un'anteprima speciale nel corso dell'evento esclusivo “I panettoni... degli altri” (lunedì 27 novembre al Grand Hotel Sina Villa Medici Firenze) dedicato ai lievitati d'autore, il panettone griffato da Manuel Maiorano verrà proposto al tavolo della sua pizzeria ed anche in una simpatica ed elegante confezione regalo, in vendita a 25 euro (750 grammi).
C'erano gelatieri, pizzaioli, ma anche chef (stellati e non) e studenti. E persino chi ha avuto l'idea di mettere il panettone... in lattina. E' all'insegna della volontà di celebrare la specialità natalizia per antonomasia in maniera fuori dagli schemi, che ha debuttato a Firenze la prima edizione della rassegna “I panettoni... degli altri”, ideata dalla testata “Il Forchettiere”.

L'appuntamento, in scena negli spazi dell'Harry's Bar Firenze 1953 all'interno del Grand Hotel Sina Villa Medici, ha messo insieme le creazioni di quei professionisti che (pur avendo talvolta familiarità col mondo degli impasti) normalmente non si dedicano a questo prodotto. Niente forni o pasticcerie, quindi. Da qui la scelta del titolo, che richiama la peculiarità degli artefici dei lievitati d'autore. “Il nostro obiettivo – spiega l'ideatore, Marco Gemelli – è offrire una vetrina al talento di chi ogni anno, all'avvicinarsi delle festività natalizie, riesce a dar vita a variazioni sul tema del panettone. Non si tratta di una gara ma di una selezione di eccellenze: a ognuno abbiamo chiesto di presentare la loro versione meno tradizionale e più creativa possibile”.

Ecco quindi che al Sina Villa Medici erano presenti i panettoni dei pluripremiati pizzaioli Marco Manzi (Giotto), Gabriele Dani (Bottega Dani) o Manuel Maiorano (La Fenice), oppure di maestri gelatieri come Paolo Pomposi(Badiani). Accanto a loro, la chef televisiva Luisanna Messeri, che ha fatto assaggiare il panettone solidale presente in Unicoop per raccogliere fondi a favore della Fondazione Casa Marta, mentre lo chef Mirko Cesari di Harry's Bar Firenze ha presentato il suo “Pink Lady 53”. Allo stesso modo, non sono mancati i panettoni gourmet del ristorante La Leggenda dei Frati di Filippo Saporito e quelli del Santa Elisabetta (due Stelle Michelin) e de Il Palagio del Four Seasons Hotel (una Stella Michelin), presentati rispettivamente dagli chef Rocco De Santis e Paolo Lavezzini insieme ai pastry chef Mariano Dileo e Francesco De Padova. Infine, spazio al panettone preparato dagli studenti della Scuola Tessieri di Ponsacco (Pisa). Special guest dei “Panettoni... degli altri” è stato il maître pâtissier francese David Bedu (Pank – La Bulangeria), che – proprio perché pasticcere professionista – non ha presentato un panettone bensì un tipico dolce natalizio d'Oltralpe.

Altrettanto interessante è stata la parte del beverage, affidato sia alle bollicine della Loira di “Chapin & Landais” che a un drink territoriale come il tradizionale Ronchi Pichi di Alessandro Cicali. Per gli appassionati di spirits, invece, il mixologist Riccardo Aldinucci del “Charlie Mixology Bar” a Siena ha presentato in anteprima il “panettone liquido”, un inedito cocktail in lattina realizzato con gli stessi aromi del lievitato e il cui gusto richiama fortemente quello del dolce natalizio.

Foto di Luca Managlia
di Tiziana la. Torre
Dopo l'evento di novembre, inserito nella MMW2023, nuovo atteso appuntamento il prossimo 17 dicembre, ore 21.00, sul palco del MOU (Milano, Via Pacinotti, 4), con la rassegna "Because The night- La notte delle cantautrici”, orgogliosamente arrivata alla quinta stagione.
La rassegna, ideata e diretta dalla cantautrice Marian Trapassi- siciliana d’origine dalla vocazione cosmopolita, che negli anni si è saputa ritagliare un posto di tutto rispetto nella scena musicale italiana- accende i riflettori sul cantautorato indipendente al femminile, troppo spesso ancora sommerso nonostante la rose vague che sta beneficamente travolgendo lo stivale (si pensi al Lilith Festival dedicato alla musica d’autrice, al contest Dinamica, cantautrici in movimento, al Lady Pink Festival di Laura Pescatori.)
La terza serata della rassegna sarà un viaggio a cavallo tra folk e jazz nei repertori originali di Beatrice Campisi e Francesca Incudine, con incursioni- in duetto- nella musica popolare siciliana.
Le cantautrici presenteranno inoltre dal vivo l’intenso adattamento in lingua siciliana di Sidun di Fabrizio De André e Mauro Pagani. La rilettura è contenuta nel triplo album a progetto “Shaida – Tracce di libertà”(Appaloosa/Ird), realizzato a favore delle donne rifugiate.
Ho fortemente voluto sul palco Beatrice Campisi e Francesca Incudine- spiega Marian Trapassi- due autentiche “pasionarie”, strenuamente impegnate sul fronte della difesa dei diritti civili, nell’arte come nella vita.
Abbiamo incontrato Marian Trapassi- cinque album all’attivo, una serie di importanti riconoscimenti tra i quali il Premio Ciampi nel 2004 e frequenti incursioni/contaminazioni in territori non solo musicali- per parlare di disparità di genere nella musica e della necessità di raddrizzare, in generale, un sistema-quello musicale- che appare in sofferenza.

Quali sono secondo lei le soluzioni concrete per risolvere il problema di gender gap che affligge il settore musicale?
Ci vorranno ancora molti anni per risolvere questo divario, nella musica come in altri ambiti.
Stiamo assistendo ad un periodo storico pieno di contraddizioni. E questo del gap di genere è l’esempio più eclatante, ma anche il più preoccupante per la nostra società. E’ un problema di mentalità, di educazione, di cultura.
Ci sarebbe tanto da parlare, mi limito a dire che c’è ancora tanto lavoro da fare.
Ripeto, il settore musicale non è diverso da altri contesti. Valgono le stesse riflessioni che stiamo facendo soprattutto in questi giorni, in cui i fatti di cronaca ci costringono a farci tante domande che esigono a questo punto risposte concrete da parte di tutti. Non ho soluzioni immediate, vedo solo una strada ancora lunga da percorrere per uomini e donne, insieme.
Because the night è volto alla promozione del cantautorato indipendente al femminile. A noi sembra però che la canzone d’autore indipendente conosca un momento di crisi, a prescindere dal “genere”. Lei che ne pensa?
Con questa rassegna spero di contribuire e fare la mia parte per mettere in luce delle artiste che altrimenti avrebbero poco spazio. L’ industria discografica di oggi riflette un cambiamento generazionale e storico, è cambiato quello che è il concetto stesso della musica.
La musica è sempre più intrattenimento o un sottofondo, spesso decontestualizzato dai luoghi deputati all’ascolto.
La musica è ovunque, e sebbene così presente, vicina e a portata di mano, si sta allontanando dal suo significato di oggetto culturale perdendo molto valore.
In questa cornice dove la musica è concepita spesso come “usa e getta” va da sé che le classificazioni e i generi musicali che esistevano fino a qualche anno fa risultano obsoleti, e ricevono una scarsa attenzione. Il mercato musicale di massa, che c’è sempre stato, sta aumentando il divario fra la musica commerciale e tutta l’altra musica che fatica sempre di più ad avere spazio. I locali che resistono a proporre musica dal vivo di qualità sono sempre meno, e questo complica molto le cose.
Come e quando è nato il progetto “Because the night- La notte delle cantautrici”?
Because the Night è nata poco prima del periodo del “covid” alla fine del 2019, in un periodo di manifestazioni che segnalavano e denunciavano con grande attenzione, anche da parte della stampa, la difficoltà delle donne di emergere nel mondo musicale, soprattutto nel panorama della musica d’autore. Come artista, (sono una cantautrice anche io), e come donna, impegnata già da tempo su queste tematiche, mi sono chiesta cosa potessi fare di concreto per far conoscere la musica di tante artiste che come me fanno parte del mondo del cantautorato e che negli anni ho incontrato e apprezzato.
Grazie al gestore dell’ex Garage Moulinski di Milano (adesso MOU), un locale molto attivo per la musica, è nata questa rassegna che ha visto in questi anni centinaia di artiste salire su quel palco e ha dato modo di presentare, per quel che possibile, il variegato e interessante mondo della musica d’autore femminile per lo più della scena indipendente nazionale. Ora, per il quinto anno, la rassegna continua, grazie alla nuova gestione del locale che ha ritenuto di dare continuità a questo progetto, nel tempo diventato un punto di riferimento per la città di Milano e non solo.
Qual è la soddisfazione più bella che le abbia mai regalato questa rassegna?
Con B.t.N. ho avuto sicuramente tante soddisfazioni soprattutto nel periodo del covid in cui si è fermato il mondo. Io invece sono andata avanti perché volevo che la musica non si fermasse, prima spostando la rassegna sui social e dopo anche attraverso concerti registrati a porte chiuse nel locale. Ho sentito in quel periodo tanta energia e partecipazione, con le interviste e i live online, sono riuscita anche a contattare artiste che difficilmente sarei riuscita a fare salire sul palco- cito una fra tante, Cristina Donà- ed è stata una bella soddisfazione. Altra soddisfazione è stata far partecipare artiste che si sono collegate da lontano come Maria De Vigili dagli Stati Uniti o Marta De Lluvia da Bruxelles. In ogni caso la gratificazione è sempre quella di vedere il pubblico che incredulo mi dice :” Non sapevo ci fossero tante brave cantautrici, veniamo qua per scoprire musica nuova e artiste nuove”. Mi sembra di fare qualcosa che abbia un senso, un valore.
Quanto è difficile, da ideatrice e direttrice artistica, scegliere i nomi delle artiste da includere nella rassegna?
Per la programmazione della rassegna scelgo personalmente le artiste o che conosco o che si propongono, o che mi vengono consigliate e che ho il piacere di ascoltare e vedere dal vivo.
Poi le sottopongo anche alla direzione artistica del locale e si decide insieme.
Cerco di presentare un panorama molto eterogeneo, cercando anche di differenziare sempre le proposte proprio per non dare una sola interpretazione della musica femminile, anzi per sottolineare quanto sia variegato e diverso il panorama del cantautorato femminile, che-attenzione!- non è un genere musicale! Sarebbe come dire che i cantautori uomini fanno tutti la stessa musica!
Le uniche difficoltà che incontro sono di tipo organizzativo per far quadrare tutto quanto, ma quello penso sia comune a chiunque organizzi eventi. Il mio rammarico è non poter fare ancora di più.
Mi piacerebbe far crescere la rassegna e farla diventare qualcosa, per esempio, di itinerante o, perché no, farle assumere la dimensione di festival.
Agli spazi dedicati alla musica scritta e suonata da donne è, da più parti, mossa un’accusa di autoghettizzazione. Cosa risponde a questa critica?
Spesso, come dicevo prima, si confonde il genere musicale con il genere femminile.
Il cantautorato femminile- ripeto- non è un genere, coincide più in generale con una musica d’autrice che può avere le declinazioni più svariate, quindi è importante fare attenzione a come si propongono le rassegne o le manifestazioni o qualsiasi cosa che voglia promuovere l’arte delle donne.
In generale c'è sempre un po' di selezione da parte del pubblico: così come ad andare a sentire il jazz sono per lo più amanti del jazz è intuitivo che- proponendo cantautorato femminile- si richiama anche (ma non solo) un pubblico femminile, e penso sia normale. Fra il pubblico di Because the Night ci sono molte artiste che magari hanno partecipato e tornano curiose di vedere le altre colleghe. Dispiace che ci siano ancora uomini non interessati al cantautorato femminile- e in generale alle artiste donne- ma qui torniamo sempre a quella mentalità prevenuta e a quel pregiudizio difficile da scardinare, ma non certo amplificato da iniziative volte a promuovere l’arte delle donne.
Quanto è importante, in musica e nell’arte in genere, “fare rete”?
Fare rete è essenziale, anche per il vecchio detto che dice che “l’unione fa la forza “.
Nella musica questo principio vale, secondo me, ancora di più, perché la musica è scambio, condivisione, la musica ha bisogno di relazione con il pubblico e fra artisti e musicisti.
La musica è un linguaggio universale, arriva a tutti. Ecco che allora unire le “voci” diventa fondamentale per dire qualcosa di importante.
Per il terzo anno consecutivo “Because the night” è stata inclusa nella rosa di eventi della Milano Music Week. E’ indubbiamente un segnale importante…
Per quanto riguarda la Milano Music Week sono davvero orgogliosa di farne parte, con Because the Night, già da tre anni. Mi auguro di essere presente ancora nelle prossime edizioni per ribadire quanto questa rassegna sia un punto di riferimento ormai per Milano. Ringrazio sempre l'organizzazione della manifestazione per l'invito che mi rinnova ogni anno.
La prima serata della quinta stagione ha visto protagoniste Giulia Mei e Marta De Lluvia, la seconda Claudia Cantisani e Roberta Usardi, la terza (imminente) vedrà sul palco le siciliane Beatrice Campisi e Francesca Incudine.
Un aggettivo ( a testa) per definire i progetti di queste cantautrici?
Definire tutte queste artiste con due parole è difficile per me, perché ognuna di loro è un mondo.
Ci provo..
Giulia Mei sicuramente è un fiume in piena, Marta De Lluvia è una dolcissima poetessa,
Claudia Cantisani una raffinata cantastorie jazz, Roberta Usardi una favola nordica,
Beatrice Campisi un'anima di terra e Francesca Incudine un'anima di sole.
Qualche anticipazione sui prossimi nomi coinvolti nella rassegna?
Ci saranno sicuramente dei nomi noti al cantautorato indipendente italiano, come Sabrina Napoleone o Patrizia Cirulli, e altri meno noti che mi farà piacere svelare più avanti. Altre partecipazioni sono ancora da definire quindi ve lo dirò a tempo debito.
Anzi come si dice .. seguitemi sui social! (ride, N.d.R.)
Il nuovo Mou, ambiente dedicato all’ascolto-ha dichiarato- è il contesto ideale per far conoscere la variegata scena indipendente italiana della musica d’autore al femminile, a parer mio da incentivare, difendere e divulgare.
Che risposta sta dando il pubblico?
Il pubblico che segue di Because the Night è un pubblico attento e curioso! Adesso, con la nuova gestione del MOU, altre persone si stanno affezionando e appassionando a questa rassegna, sempre con questo spirito di ricerca e di rispetto nei confronti della musica e delle artiste che da sempre ci muove. Sono molto contenta di questo.
Quindi ….vi aspetto tutti alle prossime serate!!
CINZIA GiORDANELLI
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