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La creazione di un gin premium è un processo complesso che richiede una cura meticolosa nella selezione delle botaniche e una precisione assoluta nel processo di distillazione. Ogni fase, dalla scelta degli ingredienti al design del packaging, è mirata a garantire una qualità superiore e un'esperienza sensoriale senza pari. In un mercato competitivo come questo, emergere significa offrire qualcosa di autentico e unico, in grado di catturare l'attenzione e il gusto degli intenditori.

Gin Milano, fiore all'occhiello del made in Italy nel settore del gin, ha ottenuto un prestigioso riconoscimento internazionale. Dopo aver conquistato il titolo di Best Italian Gin nel 2023, Gin Milano ha infatti partecipato con successo alla International Wine and Spirits Competition tenutasi a Londra, aggiudicandosi la medaglia d'argento con un punteggio di 90/100
Il successo di Gin Milano è il frutto di un impegno costante nella creazione di un gin di prestigio, ispirato alla città di Milano. La sua bottiglia, progettata con cura dallo Studio Sapiens Design, riflette l'attenzione ai dettagli e lo spirito dell'alta moda. Il distillato, frutto della collaborazione con la rinomata Eugin Distilleria Indipendente, è ottenuto mediante un processo di distillazione in alambicco discontinuo a bagnomaria Műller, senza l'aggiunta di additivi, garantendo così un prodotto di qualità superiore e dal carattere unico.

Gin Milano non si limita alla ricerca dell'eccellenza qualitativa, ma si impegna anche per un impatto sociale positivo, sostenendo progetti di inclusione sociale tramite la collaborazione con le Cooperative Koala e Valdibella per la coltivazione delle botaniche.
La presentazione cristallina e luminosa di Gin Milano riflette la sua purezza. Al naso, emergono note fresche di ginepro seguite da un bouquet aromatico complesso che comprende freschezza agrumata di melissa, sfumature erbacee e floreali di timo ed elicriso, e un sottofondo mediterraneo del cappero, arricchito da un tocco speziato di coriandolo, creando un profilo olfattivo armonioso.

All'assaggio, Gin Milano si distingue per la sua texture setosa e avvolgente. Il ginepro, arricchito dalle note erbacee e terrose dell’angelica, è il protagonista, mentre il coriandolo aggiunge un delicato cenno speziato e agrumato. La combinazione di melissa, timo e mandorla offre dolcezza e complessità, mentre elicriso e assenzio apportano profondità. Il finale lungo e persistente, con la nota di ginepro che si fonde con sfumature floreali e speziate, evidenzia una sensazione di raffinatezza ed equilibrio.
di Barbara Spadafora
Dopo il successo delle prime due edizioni, il terzo appuntamento con Tavola Latina - la rassegna cultural-gastronomica dedicata alle cucine sudamericane e alle loro diverse declinazioni – cala il poker, passando da tre a quattro giornate. L'appuntamento, ideato da un team di giornalisti guidato da Giacomo Iacobellis, va in scena da lunedì 27 a giovedì 30 maggio a Firenze, coinvolgendo una serie di locali in giro per la città che ospiteranno i diversi momenti. Se i focus della prime due edizioni erano stati rispettivamente il ceviche e la carne, quest'anno Tavola Latina porrà sotto i riflettori il mondo del piccante e delle spezie, da sempre presenti nell'immaginario collettivo gastronomico legato ai Paesi latini.

Come da tradizione si comincia con l'Opening Party di lunedì 27, al The Lodge Club (viale Poggi, 1) che vedrà cinque nomi – gli chef Simone Cipriani (Essenziale), Francys Salazar (Sevi) e i maestri taqueros Tommaso Fontanella (ToscoTacos), Riccardo Ricci (MotoTacos) e Gabriel Hernandez (Raíces) – cimentarsi con ricette classiche e innovative, usando la carne fornita dal guru della macelleria Alessandro Soderi e le tortillas di La Morenita. Insieme ai tacos, i gelati di Cinzia Otri ispirati al Sud America, il cioccolato venezuelano Noalya, il liquore Yerbito e cocktail a base di pisco distribuiti da Zafferano Spirits. La serata sarà animata dalla musica tradizionale messicana del gruppo Mariachi El Magnifico de Florencia.

Il secondo giorno andrà in scena al ristorante Segno (Hotel Plaza Lucchesi) uno speciale pranzo dedicato all’uso del cioccolato nella cucina salata, con il resident chef Tommaso Calonaci insieme a Carlotta Delicato (Ristorante Delicato, Contigliano RI) e Vincenzo Artadi Carbajal (Miro Milano). Nel pomeriggio il Social Hub ospiterà una degustazione di cioccolato Noalya, liquore Yerbito e sigari Nocilla, mentre dopo il tramonto le Serre Torrigiani ospiteranno il pop-up della Florence e Tuscany Cocktail Week coinvolgendo 4 cocktail bar toscani e il nuovo ristorante di sushi brasiliano Batukada.

Il terzo giorno di Tavola Latina 2024 si apre al nuovissimo ristorante Osmo (Floren Luxury Hotel, via Panzani) che ospiterà lo chef stellato Salvatore Morello (Inkiostro, PR) che interpreta i sapori piccanti di diversi mondi, dalla Calabria al Sud America, insieme al resident Marco Anselmi. Il pomeriggio al Teatro del Sale (via de’ Macci) dalle ore 15,30 va invece in scena il talk show “Il Chimichurri vs spezie del mondo” con gli chef stellati Karime Lopez (Messico), Salvatore Morello (Italia), Stelios Sakalis (Grecia), Paulo Airaudo (Argentina) e Paolo Lavezzini (Italia). Dalle 18 alle 19 il Next Door Gunè (Via del Drago d’Oro) ospiterà un evento che vedrà tre note influencer sudamericane dietro il bancone, con la bartender Eleonora Romolini. La giornata finisce in grande con la cena stellata allestita dallo chef argentino Paulo Airaudo (Luca’s Restaurant, all’interno dell’hotel La Gemma) accompagnati dal metodo classico di Zafferano Spirits.

Il quarto giorno di Tavola Latina 2024 inizia al Golden View (via de’ Benci) che farà da cornice al pranzo “L’Italia centrale interpreta l’America centrale” con gli chef stellati umbri Andrea Impero (Elementi Borgo Brufa) e Ada Stifani (Ada Gourmet) che insieme al resident chef Andrea Candito interpreteranno piatti tipici intervallati da reading in ligua originale tratti dal libro “Il rigore più lungo del mondo” di Osvaldo Soriano, accompagnati dai vini dell’azienda del calciatore argentino Nicholas Burdisso. A finire, ultimo brindisi con due tradizioni di speziature a confronto: da un lato la cucina peruviana di Sevi, dall’altra quella indiana dello chef Johty Singh (Haveli).

“Anche quest'anno abbiamo voluto tessere un filo ideale tra la cucina toscana e quelle sudamericane – spiega Giacomo Iacobellis, tra i più autorevoli conoscitori della gastronomia latina in Italia – coinvolgendo sia addetti ai lavori che appassionati alla scoperta di materie prime e preparazioni a prima vista così lontane dal nostro quotidiano, grazie al contributo di materie prime come l’aglio Tata, l’olio Evo delle Tenute Librandi, l’acqua Fonteviva e i distillati di Dovel”.
di Barbara Spadafora
Il 31 maggio, ore 20.45, presso la Chiesa Vecchia di Baggio (Via Ceriani 3) appuntamento conclusivo della stagione concertistica “Primavera di Baggio”, giunta alla dodicesima stagione, nell’ambito del progetto “STORIE DI BAGGIO - Musica tra passato, presente e futuro”, realizzato con il contributo di Fondazione di Comunità Milano.
di Barbara Spadafora
«Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore». ( cit. Peppino Impastato)
Fino a qualche anno fa sulle passerelle le protagoniste erano solo ed esclusivamente modelle estremamente magre. Oggi invece, grazie a una maggiore sensibilità a temi quali inclusività e body positive, le donne curvy sono diventate l'immagine di un nuovo stile, quello plus size. Ecco quali sono i trend della moda curva 2024.
Il mondo della moda ha finalmente aperto le porte all'inclusività, pensando anche a capi che possano valorizzare i corpi più formosi e sinuosi delle donne che vestono taglie forti. Queste sono solo alcune delle tendenze per questa stagione primavera-estate 2024, anche per le curvy.
Alcune delle protagoniste della bella stagione in fatto di abbigliamento sono le tonalità pastello, perfette per dare luce a ogni look e trasmettere quel senso di leggerezza e positività.
Le sfumature di celeste, rosa, verde e grigio perla sono tra le predilette, e si possono trovare in capi must quali ad esempio le felpe in taglia plus size dalla vestibilità morbida, che valorizzano il seno e che invece mascherano pancia e fianchi. Questi capi sono perfetti per i pomeriggi o le serate all'aperto, insieme a tailleur o set coordinati per le occasioni più eleganti.
Tra i tessuti più alla moda per il 2024 torna il denim, sia nelle versioni scure sia in quelle chiare. Si può ritrovare in pantaloni a vita alta, camicie, vestiti chemisier e persino trench e capispalla, per dare un tocco di originalità e stile a ogni look.

Non c'è primavera senza fiori, per questo i motivi floreali non possono di certo mancare nel guardaroba della primavera-estate. Molto in voga sia nelle versioni micro sia in quelle macro, i fiori si possono ritrovare su bluse a camicette, pantaloni dal taglio morbido, maxi-dress e accessori di ogni tipo.
Per chi ama vestire elegante, i bustier sono dei must have dell'armadio. Emblema della sensualità, questi corpetti sottolineano il décolleté e snelliscono la figura al tempo stesso. Abbinati a gonne lunghe in tinta o a pantaloni dal taglio sartoriale, sono l'ideale per fare sempre un figurone.
Direttamente dagli anni Ottanta, torna di moda il blazer con le spalline imbottite, perfetto per ridisegnare la silhouette e sottolineare il punto vita. Si tratta di un capo molto apprezzato dalle donne curvy che amano indossare look audaci per trasmettere sicurezza e forza.

Abbiamo visto come di recente le modelle curvy sulle passerelle siano sempre più presenti. Questo perché la moda curvy e lo stile plus size non nascono solo per sottolineare l'importanza dell'inclusività. Si tratta infatti di una sorta di movimento che invoglia tutte le donne ad accettare il proprio corpo e a valorizzarne ogni punto di forza.
Dal primo negozio per taglie forti, nato a New York nel Novecento, di acqua sotto ai ponti ne è passata: da allora sono nate riviste e molti altri negozi di moda curvy, fino ad arrivare al giorno d'oggi dove le modelle curvy più famose appaiono anche su magazine e fashion blog.
In Italia, in particolare, la moda curvy è in costante crescita, visto e considerato che una donna su cinque supera la taglia 48. In fondo, era anche ora che l’abbigliamento plus size si allontanasse da quei capi informi di qualche tempo fa e ne abbracciasse altri in grado di far sentire bella ogni donna.
Guscio nero brillante e interno madreperla violacea, sapore intenso e inesauribile fonte di micro e macro nutrienti, utili a garantire un corretto stato di salute in quanto ricco di proteine nobili, ferro e antiossidanti. È questa la descrizione perfetta del prezioso frutto del mare che sarà protagonista di un fitto programma di attività distribuite su due giorni. Durante le due mattinate sarà possibile visitare gli impianti di mitilicoltura dislocati a largo di Capo Miseno sia a bordo della barca Iris di Lomar Dreams con chiglia con chiglia trasparente in partenza dall’antico porto di Baia caro al poeta latino Orazio, oppure in Sup dal suggestivo porticciolo di Marina Grande a cura di Spass. Inoltre, si potrà prenotare la visita guidata ai locali impianti di stabulazione per scoprire cenni storici sulla cozza e tutto il processo di produzione e stabulazione.

Durante le due giornate dalle 18 in Villa Comunale, affacciati sul Lago Miseno, sarà attiva l’Area Ludica dove si alterneranno spettacoli, laboratori e giochi per i bambini. Invece dalle 21 inizieranno gli spettacoli musicali: sabato sul palco ci sarà il musicista e cantautore Andrea Tartaglia che presenterà in esclusiva nei Campi Flegrei il suo nuovo disco. Ospite speciale della serata Valerio Jovine con il suo ‘reggae napulitano’. Invece domenica sera allieterà l’appuntamento Francesco di Bella e la sua Band. In contemporanea e durante gli intrattenimenti musicali sarà allestito un villaggio enogastronomico, supportato da Sole Group Luxury Event, in cui la cozza sarà assaporata in purezza e declinata dall’estro di chef, pizzaioli e pasticceri del territorio. Una ampia selezione di birra, vino e cocktail selezionati per sarà proposta in abbinamento ai piatti in degustazione. Un’occasione da non perdere per una esperienza immersiva e totalizzante per vivere a pieno Bacoli e le sue bellezze.
Di Barbara Spadafora
di Barbara Spadafora
Il 24 maggio, ore 20.45, presso la Chiesa Vecchia di Baggio (Via Ceriani 3), nuovo appuntamento con la stagione concertistica “Primavera di Baggio”, giunta alla dodicesima stagione, nell’ambito del progetto “STORIE DI BAGGIO - Musica tra passato, presente e futuro”, realizzato con il contributo di Fondazione di Comunità Milano.
Capisaldi della letteratura musicale, dunque, nell’ottica di un prolifico allargamento di orizzonti a tutte le periferie milanesi, nel segno della grande musica come collante sociale, ma anche serate dove la condivisione della bellezza avviene in un contesto informale e aperto ad un pubblico non abituale, soprattutto giovani e giovanissimi.
Mussorgsky, Rachmaninov, Shostakovich, Ciaikovskij: “Un Romanzo russo” è un viaggio ricco di suggestioni nel cuore del grande repertorio russo.
Il prossimo martedì 21 maggio, i foodies avranno l'opportunità di partecipare a un evento culinario unico nel suo genere. Il cocktail-restaurant nikkei Azotea, ubicato nel centro di Torino, accoglierà il ristorante cocktail bar La Taskita di Alassio per una serata dedicata all'esplorazione dei sapori del Sud America.Questa collaborazione promette di trasportare gli ospiti in un viaggio culinario attraverso le tradizioni gastronomiche dei paesi sudamericani, offrendo un'esperienza gustativa autentica e stimolante. Ogni piatto sarà un viaggio sensoriale creato dai talentuosi chef delle due cucine e abbinato a cocktail in formato sip.

Il menu della serata sarà un omaggio alla ricchezza e alla diversità dei sapori del Sud America. Tra le proposte di Azotea, i commensali potranno deliziarsi con il "Ceviche Moray", un'interpretazione vegetale del celebre piatto peruviano a base di leche di topinambur, okra, olluco, daikon e mais choclo. Un altro piatto prelibato sarà il "Churrasco Argentino", caratterizzato da diaframma marinato in salsa di peperoncino aji panca e accompagnato da chayote e indivia belga. Dalla cucina de La Taskita, gli ospiti potranno gustare la "Trota Marinata agli Agrumi e Cimarron", servita con arepa croccante e maionese al coriandolo, e il "Tamal di Pesce ed Encocado", un piatto tradizionale colombiano arricchito da ingredienti autentici e sapientemente combinati.
"Con la chef Briggith e il bar manager Roberto c’è stata una grande intesa a livello gastronomico, praticamente immediata" ha dichiarato l’anima della sala e una delle due metà di Azotea, Noemi Dell’Agnello. "Da qui la scelta quasi naturale di organizzare una cena a 4 mani, che rappresenta un incontro tra culture diverse ma molto affini tra loro, che abbracciano tutto il Sud America e che guardano anche verso l’estremo Oriente".
"Poter ospitare professionisti come Briggith è sempre un grande piacere, oltre che uno stimolo per apprendere spunti nuovi. Il menu della serata racconterà le nostre cucine, ma sarà anche un vero e proprio strumento di diffusione culturale" ha continuato lo chef peruviano di Azotea Alexander Robles.
Il prezzo del menu sarà di 65€ a persona, con la possibilità di aggiungere l'abbinamento cocktail al prezzo di 40€. Per prenotazioni e ulteriori informazioni, è possibile consultare il sito web di Azotea
Barbara Spadafora
Il Virtual Fashion è un fenomeno che sta rivoluzionando il settore della moda, sia dal lato delle aziende che dei consumatori, ai quali vengono offerte esperienze uniche e sempre più innovative. In particolare, l'espressione fa riferimento all'avvento della realtà virtuale e della realtà aumentata, due tecnologie che portano nel campo della moda nuovi modi per connettersi con i clienti e creare esperienze di acquisto completamente diverse da quelle tradizionali, oltre che soluzioni per sperimentare e progettare in maniera sempre più innovativa. Come sta cambiando, dunque, il mondo della moda, quali sono le opportunità offerte dal digitale e che impatto hanno le nuove tecnologie in questo settore?

L'implementazione di sistemi VR e AR nel settore della moda ha un enorme impatto sull'esperienza dei consumatori ed è proprio questo, infatti, uno dei punti di maggior interesse su cui si incentrano le discussioni legate all'utilizzo delle tecnologie digitali in questo ambito. Come avvenuto in altri importanti campi, come quello dell'intrattenimento e del gaming, in cui le società specializzate nell'offerta di giochi online hanno introdotto soluzioni avanzate per permettere, per esempio, agli utenti di sedere direttamente al tavolo da poker con altre persone connesse online, combinando dunque la socialità del gioco reale alla praticità del web, anche le case di moda hanno cominciato a vedere nella realtà virtuale e aumentata un'opportunità per permettere ai clienti di avere un approccio differente con brand e prodotti.
Il Virtual Fashion permette infatti ai consumatori di esplorare e acquistare abiti e accessori per i propri avatar nei mondi virtuali, come quelli del metaverso, trasportando le persone in ambienti digitali che offrono esperienze immersive. Qui i brand possono creare negozi virtuali e offrire ai clienti la possibilità di interagire con i prodotti in modi completamente nuovi, consentendo addirittura di mostrare come un capo si adatterebbe al proprio avatar prima di effettuare un acquisto, rendendo così l'esperienza più coinvolgente e personalizzata.

Il Virtual Fashion offre dunque molte opportunità sia per i consumatori che per i brand. Le aziende possono infatti ampliare la propria presenza nel mondo virtuale, attirare nuovi clienti e creare esperienze coinvolgenti, mentre gli utenti hanno la possibilità di sfruttare la tecnologia per entrare in contatto diretto con le case di moda, valutare virtualmente i prodotti prima di acquistarli per il mondo reale e, in alcuni casi, anche di partecipare alle fasi di sviluppo degli stessi, creando in altre parole un legame più stretto con i propri marchi preferiti.
D'altra parte, però, non mancano rischi associati a questo nuovo mercato. Il metaverso è infatti un'area relativamente nuova, con regole e normative ancora in fase di sviluppo, nelle quali né le aziende né gli utenti riescono a muoversi con precisione. Ciò può rendere difficile per esempio la protezione dei marchi e prevenire la contraffazione, senza contare i rischi legali ed economici per i brand che operano nel Virtual Fashion.
Anche l'intelligenza artificiale (IA) gioca un ruolo centrale all'interno del Virtual Fashion. Se la realtà virtuale e quella aumentata stanno, infatti, ampliando le esperienze degli utenti, con l'IA I brand hanno la possibilità di analizzare i dati dei clienti, personalizzare le esperienze e persino creare nuovi design. L'IA può aiutare, in sostanza, i brand a individuare tendenze emergenti e prevedere i gusti dei consumatori, consentendo loro di rimanere sempre all'avanguardia nel settore.
La combinazione delle diverse tecnologie oggi a disposizione rappresenta dunque un passo essenziale per chi opera in quest'ambito, che può così sfruttare al meglio ogni singola opzione per rendere più efficienti le proprie strategie offrendo, al contempo, un valore aggiunto alle singole persone che entrano in contatto con le aziende.
Con l'espansione del Virtual Fashion, diventa però sempre più importante per i brand proteggere i propri marchi nel mondo virtuale. La contraffazione è infatti un problema crescente non solo nella dimensione fisica ma anche nel digitale, con prodotti falsi che possono creare confusione tra i consumatori e danneggiare la reputazione dei brand. Anche da questo punto di vista, è dunque fondamentale sviluppare strategie di tutela del marchio e proteggere i concept store virtuali attraverso registrazioni e diritti d'autore, che possano tutelare sia le aziende da un punto di vista economico, che i consumatori che entrano in contatto con i prodotti.
Il Virtual Fashion sta, insomma, trasformando il modo in cui viviamo la moda, offrendo nuove opportunità per i brand ed esperienze sempre più coinvolgenti per i consumatori. Tuttavia, questo nuovo mondo presenta anche sfide e rischi che devono essere affrontati con attenzione: l'uso della realtà virtuale e dell'intelligenza artificiale svolgono infatti un ruolo chiave nel guidare il settore verso il futuro, ma richiedono una gestione attenta per garantire che i diritti dei consumatori e la proprietà intellettuale siano rispettati. Con il giusto approccio, il Virtual Fashion può continuare a crescere e innovare, portando la moda in territori inesplorati e affascinanti.
di Barbara Spadafora
Dieci opere nate dall’urgenza di esplorare il concetto di interconnessione profonda che unisce gli elementi materici dell’universo: stiamo parlando di “Una singola moltitudine”, mostra personale di Cristiano Petrucci presentata dalla galleria londinese Cris Contini Contemporary, in esposizione dal 10 al 24 maggio presso gli spazi de Il Salotto di Milano.

L’artista romano, classe 1974, parte dalla purezza geometrica della pallina da ping-pong per esprimere la sua visione; questo elemento modulare gli permette infatti di mostrare un mondo che può essere esaminato soltanto al microscopio. Semplici palline da ping-pong, intagliate e cesellate con la massima cura, diventano dunque atomi impercettibili della materia capaci di dare vita a combinazioni infinite di forme armoniche. Attraverso l’associazione delle sfere mediante variazioni cromatiche ben precise, Petrucci riesce a conferire un effetto di moto perpetuo.
«Interrogandosi sulla relazione ancestrale tra umano e microcosmo – spiega Davide Silvioli, critico d’arte contemporanea – l’autore realizza opere che, per restituzione estetica, evocano agglomerati cellulari, colonie batteriche, tessuti biologici e aggregati atomici di cui ogni elemento possiede una propria irripetitibilità. Così come la sua sperimentazione sottende all’algebra che correla gli insiemi e i sottoinsiemi del mondo in un medesimo pattern biofisico, alla complessa proporzione per cui siamo ecosistemi dentro altri ecosistemi; ricordandoci che siamo una singola moltitudine».

Le opere generative di Petrucci, risultato di una sfida visionaria che contamina arte e scienza, interpretazione e analisi, nascono da un’esigenza emotiva di avvicinarsi a quelli che per lui sono i misteri della vita. «Per la mia arte non è corretto parlare di filosofia – osserva l’artista – È la ricerca che mi porta a osservare l’impercettibile, a ragionare partendo dal singolo per arrivare alla moltitudine che siamo tutti noi».
Tutto ciò è la sintesi di un percorso creativo iniziato con lo studio del linguaggio, della comunicazione e delle espressioni umane, e approdato successivamente a una fase secondaria in cui il lavoro è dominato da processi che regolano l’evoluzione della vita nelle sue forme primordiali. La produzione di Petrucci rivela oggi un mondo misterioso invisibile a occhio nudo.
Testi a cura di Barbara Spadafora
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