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Da oltre 35 anni, la famiglia Cona-Quintarelli ha accolto ospiti nella loro "casa-albergo" nel cuore della Valpolicella. Un progetto che ha abbracciato due generazioni, aggiungendo valore al territorio e creando un legame indissolubile con la comunità locale. Ora, il futuro della struttura si apre a nuove prospettive, con il Gruppo Kleos che si prepara a guidare una nuova fase di crescita.
La storia dell'hotel è una fusione di tradizione e modernità. Situato a Negrar di Valpolicella, a soli 20 km da Peschiera del Garda e a breve distanza dal centro di Verona e dalla Fiera, l'hotel vanta due edifici distinti, uno storico e uno moderno, che offrono complessivamente 206 camere. Questa posizione strategica attrae agenzie e tour operator da tutto il mondo, rendendo l'hotel un punto di riferimento per i viaggiatori in cerca di autenticità e comodità.

Ma ciò che rende il Kona Hotel Verona un luogo unico è la sua capacità di coniugare l'ospitalità con l'autenticità del territorio. La struttura offre una vasta gamma di servizi, tra cui una piscina all'aperto semiolimpionica, un wine bar con le migliori etichette locali e spazi per meeting e congressi che uniscono tecnologia e tradizione, grazie alle caratteristiche pareti in pietra della Lessinia e alle travi in legno originali.
La ristrutturazione imminente porterà un nuovo appeal all'albergo, mentre il nome stesso, Kona Hotel Verona, riflette l'unione tra la famiglia Cona-Quintarelli e il Gruppo Kleos. Questa collaborazione promette di dare nuova vita alla struttura, combinando le competenze e l'esperienza delle due realtà per creare un'offerta turistica e commerciale di valore per il territorio.

“Siamo felici che la famiglia Cona- Quintarelli abbia deciso di affidarsi alla professionalità ed all’esperienza nel mondo alberghiero d’eccellenza del gruppo Kleos per rilanciare il nuovo Kona Hotel Verona la scelta stessa del nome deriva proprio dall’unione delle due realtà che si uniscono mettendo a disposizione l’una dell’altra le proprie skill dando vita ad una potenza turistico commerciale a beneficio del territorio” dichiara Andrea Andreani membro del board direttivo e socio del gruppo Kleos.
Il Gruppo Kleos Hotel S.r.l., costituito da un pool di investitori stimati, ha deciso di puntare sull'hôtellerie Made in Italy leisure e business, con l'obiettivo di potenziare i rispettivi portafogli partecipativi. La collaborazione con la famiglia Cona-Quintarelli segna un importante passo avanti in questa direzione, promettendo di portare vantaggi sia per gli ospiti che per la comunità locale.
Barbara Spadafora
Appuntamento imperdibile per gli amanti del jazz: David Kikoski, uno tra i più acclamati pianisti jazz statunitensi, in trio con il batterista milanese Tony Arco ed il contrabbassista ligure Massimiliano Rolff, live in esclusiva al Teatro Bello (Via San Cristoforo 1, Milano) sabato 10 febbraio, ore 21.00.
Teatralizzare grandi marchi storici d’Europa. Colpire, colorare l’immaginario ideando e allestendo la mise en scène di oggetti per la tavola - vetri, porcellane, cristalli, argenti - che attraversano il tempo. Questo è stato (e auspicabilmente sarà ancora, con possibili repliche ed estensioni o la dimensione itinerante) l’intento di “Manifatture in scena”, format di Ulderico Lepreri, architetto e designer nel settore luxury retail, che ha progettato una serie di box-teatri monografici visti per la prima volta a Milano HOME 2024.
L’allestimento a boccascena - questo il termine usato dall’architetto - è la soluzione per isolare e immergere lo spettatore nelle realtà allestite. Che rappresentano eccellenze nel loro campo.

Per il concept non rigidamente museale, ma consapevolmente foodcultural. Già solo la scelta di utilizzare la parola manifatture posiziona l’operazione come culturalmente alta, in un contesto fatto di pensiero artistico-creativo che diventa preziosa realizzazione o finitura manuale, produzione di edizioni limitate e personalizzate con precise strategie di costruzione del valore raro.
Dietro, la forza di un retaggio - secolare in alcuni casi, pluridecennale in altri - di storia e di saper fare, ma anche di pezzi iconici e di riletture, di innovazioni consolidate e di innovazioni ancora da scrivere, spalancate al futuro. Perché l’arte della tavola ce l’ha, un futuro.

Ognuno dei marchi di Manifatture in scena è stato e magari ancora è leggenda, ossessione, collezione di sogno. Sono marchi che spesso aggiungono al nome la data di fondazione. Sono storia concentrata in un oggetto. Non sono stati scelti e accostati a caso. Eccoli:
Meissen 1710, la più antica e rinomata manifattura tedesca di porcellana. Celebre il suo decoro cipolla blu, celebri le figurine delle scimmiette musiciste. Fantastiche le riletture dei più straordinari pezzi. Qualcuno ricorda il film E quanti sanno che la futura Regina Elisabetta ricevette un servizio Meissen tra i regali di nozze?

Riedel azienda austriaca con tre secoli di storia, inventrice dei bicchieri di cristallo diversi per ogni diverso vitigno. Forti del fatto che le qualità sensoriali di un vino sono influenzate dalla forma del calice usato per servirlo.
Moser 1857, le cui origini risalgono all’Impero Asburgico, nota in tutto il mondo per la lavorazione manuale del cristallo di Boemia. Lalique 1888, manifattura francese rinomata per le sue preziose collezioni di oggetti d’arredamento in cristallo. Venini 1921, prestigiosa vetreria di Murano i cui artisti e maestri vetrai danno vita a opere uniche nel campo del design. Un caso icona? Il fazzoletto. Altre icone? La lavorazione opalina. I vasi monofiore.
Haviland & C. Parlon 1842, brand di porcellana francese di Limoges. Royal Copenhagen 1775, brand danese fondato con il nome di Regia Fabbrica di Porcellana. Tutti, tutti conosciamo i piatti con il decoro blu e le statuine della bambina. Questa figurina, più famosa ancora della sua omonima di Frozen, si chiama proprio Elsa.

Rogaska, una delle più antiche e prestigiose manifatture di cristallo europee, situata nell’omonima località termale di Rogaska Slatina. Cesa 1882, storica fabbrica di argenteria italiana che ha realizzato il servizio di posate “Quirinale”, utilizzato ancora oggi per i pranzi di Stato datii dal Presidente della Repubblica Italiana.
Greggio 1948, argenteria protagonista delle più raffinate tavole italiane. Ricci Argentieri 1927, argenteria italiana leader nel settore della posateria e degli articoli da regalo.
Il gioco di Manifatture in scena è stato creare in ogni teatro una serie di postazioni, come in attesa di ospiti intorno a una tavola imbandita. Postazioni con un senso di lettura a volte cronologico, altre volte concettuale, creando giustapposizioni e contrapposizioni. Pannelli e video a completare la lettura dell’allestimento.

Ma uno dei godimenti maggiori di questo genere di allestimenti è perdersi nei dettagli: minime modellature, incisioni, trasparenze e opacità, tocchi di colore, varianti di décor, nuove palette cromatiche, ombre e riflessi, cesellature, impronte. Che sono esattamente pieghe della bellezza e del tempo.
Foto teatri: © Alberto Jona Falco - studioolimpic - Milan, Italy ! Courtesy Ulderico Lepreri
Foto dei dettagli: iPhone di Daniela
Daniela Ferrando
Quinto appuntamento il prossimo 11 febbraio, ore 21.00, sul palco del MOU (Milano, Via Pacinotti, 4), con la rassegna "Because The night- La notte delle cantautrici”, giunta alla quinta stagione.
L’ impegno da me profuso nella promozione del cantautorato femminile- spiega Marian Trapassi, ideatrice e direttrice della rassegna- è massimo; se dovessi fare un bilancio di questi cinque anni direi che “Because the night” mi ha regalato tante soddisfazioni. La risposta del pubblico è sempre stata positiva, mi dispiace unicamente non poter fare di più per ampliare gli spazi di visibilità offerti alla scena cantautorale femminile, in questo caso, indipendente. Penso che la musica delle donne, e la musica in generale, debba essere il più possibile veicolata; è chiaro che, per la creazione di vetrine interessanti e funzionali, c’è bisogno di sovvenzioni economiche.
Siciliana d’origine e cittadina del mondo per scelta, come si legge nel suo sito ufficiale, Marian Trapassi si è ritagliata uno spazio di tutto rispetto nel panorama della musica italiana. Attualmente Marian sta lavorando al suo sesto album; l’ultimo lavoro in studio che ha pubblicato è “Bianco“, con la produzione artistica di Paolo Iafelice per Adesiva Discografica/SELF.
Sul palco del Mou, per il quinto appuntamento della rassegna, le cantautrici Pellegatta e Candeo.
Pellegatta (Manuela Pellegatta), lombarda di nascita ma modenese di adozione, è una cantautrice e polistrumentista dagli esordi pop/folk e dalla successiva evoluzione elettronico/sperimentale, con l’ausilio di Loop Station e synth.
La musica elettronica é un mondo che ho sempre voluto esplorare- ci racconta Pellegatta- “Ableton live” mi ha dato la possibilità di creare la mia nuova realtà artistica costruendo i suoni dei brani, sperimentando i ritmi e rielaborando gli effetti. Ma dietro a tutto questo lavoro ci sono un testo scritto su carta, una chitarra ed una armonica. Nei live set mi piace presentarmi in acustica o con tutti i miei "Ciappini" elettronici . L'11 febbraio mi vedrete voce chitarra e loop station.
Sul palco milanese proporrà un excursus del suo repertorio, dall’album di esordio “Tre minuti di sbagli” (Adesiva Discografica)-prodotto da Paolo Iafelice (già al lavoro con Fabrizio De André, Ligabue, Fiorella Mannoia)- passando per i singoli successivi (Sono qui, Sono come suono, Lasciami tu, Linate) fino ad incursioni nel nuovo lavoro in studio, un concept di prossima pubblicazione, dalle tematiche ambientali e sociali.
Sono molto fortunata perché sto collaborando con due artiste molto brave: Sara Velardo, cantautrice e chitarrista che- per il nuovo disco- ha registrato le chitarre elettriche e Francesca Sabatino- in arte Laf, anche lei cantautrice- che ha registrato i cori del nuovo progetto. Ovviamente la collaborazione più importante é quella con Paolo Iafelice di Adesiva Discografica, con cui sto concludendo il nuovo album.
Nel 2018 Pellegatta è tra i semifinalisti di Area Sanremo Giovani e in finale al Festival Premio Via Emilia “La strada dei cantautori” con il brano “Sulla spiaggia di Rimini”.
Sono tornata a casa, dal Premio Via Emilia, con molti CD di altri artisti da ascoltare e ho avuto modo di conoscere Beppe Vessicchio, che era ospite. Dopo la serata si é complimentato con tutti gli artisti e si é incuriosito sul mio strano modo di suonare la chitarra,“mancina con la chitarra al contrario”.
Nel febbraio del 2020 presenta l'inedito “Compro e butto” all'Attico Monina- il format organizzato dal giornalista in contemporanea con il Festival di Sanremo- e, successivamente, al Teatro Storchi di Modena, aprendo il concerto a Francesco Baccini. I nuovi brani inediti arrivano in semifinale al Premio Pierangelo Bertoli ed in finale al Premio Autori Emergenti 2020.
Durante l’esperienza all’ Attico Monina- spiega Pellegatta-ho avuto modo di conoscere molte cantautrici e condividere con loro quei giorni del festival. Era il febbraio 2020, lo ricordiamo tutti quel momento prima della chiusura...Quell'incontro ci ha unite, ha rafforzato la nostra voglia di creare. A distanza, siamo riuscite a far partire dei progetti musicali tra cui Unisona Collettiva ed Unica, collettivi che hanno dato vita a molte collaborazioni tra cantautrici italiane. 
Candeo (Paola Candeo), cantautrice milanese cha ama flirtare con sonorità elettropop, presenterà il recentissimo “In equilibrio”, appena uscito per la Caprioni Edizioni sotto licenza esclusiva di Egea, e alcuni brani del precedente “Candeo”, pubblicato nel 2022 su etichetta Visory Records.
Sul palco con Candeo (voce) Andrea Santoro alla chitarra elettrica, Emiliano Cava alla batteria elettronica e Riccardo Caprotti (tastiera e sequenze).
Candeo è finalista al Premio Bertoli (2022), al Premio Bianca D’Aponte (2022), semifinalista de L’Artista che non c’era (2022) e di Voci per la Libertà (2023), finalista di Botteghe d’Autore (2023).
"In equilibrio”- racconta Candeo- è un ep che ha preso forma lentamente come un puzzle in un tempo che mi è sembrato lunghissimo e sono davvero felicissima del risultato finale. Prodotto insieme a Riccardo Caprotti e con la mano di Andrea Santoro alle chitarre, ogni traccia racconta un pezzo diverso di me, di quella che è ed è stata la mia vita.
Mi ha permesso di girare tanto, ho avuto l’opportunità di presentare queste canzoni in anteprima su palchi e teatri bellissimi come quello del Premio Pierangelo Bertoli, del Premio Bianca D’Aponte, di Botteghe D’Autore e Voci per la libertà.
Diplomata al CPM in canto moderno, dove insegna dal 2016 (sempre dal 2016 è docente presso l’Istituto musicale Giulio Rusconi di Rho), nel 2017 Candeo apre il Bureau Studios, studio di produzione e registrazione, con Riccardo Caprotti.
È sempre stato un nostro sogno- ci racconta Candeo- aprire un posto che potesse dare vita e spazio a tutte le idee che avevamo in testa potendolo fare a qualsiasi ora in totale libertà.
È la nostra casa musicale, dove hanno preso vita tutte le mie canzoni dalla carta ad ableton. Io insegno lì anche canto moderno, mentre Riccardo lavora per concretizzare i progetti di persone che hanno la nostra stessa urgenza di scrivere.
Fare musica non è un mestiere facile o sicuro, e chi non lo fa spesso pensa che sia un bel passatempo. Probabilmente la vera criticità è forse questa, troppo facilmente non viene capito quanto lavoro ci sia dietro.
Corista per Susanna Parigi, Diego Maggi, Franco Mussida, Miele, Tano e l’Ora d’Aria, Dillon, Candeo ha lavorato anche per grandi marchi come Chanel, Prada e Expo.
Porta avanti, come tastierista e cantante, il progetto “Musica leggerissima” con Matteo Canali (chitarra), Manuel Puelli (voce), Linda Pinelli (basso) e Matteo Andrigo (batteria e percussioni). Nel 2023 inizia la sua collaborazione live con Giuliano Dottori, come tastierista e corista.
Di artisti con i quali mi piacerebbe collaborare- ci confessa- ce ne sarebbero a decine, ma penso che nella top 5 ci sarebbe sicuramente Samuele Bersani!

In conclusione, abbiamo chiesto a Marian Trapassi, a Pellegatta e a Candeo di definire in tre aggettivi la loro musica e di raccontarci cosa pensano del Festival di Sanremo, la cui data di inizio si avvicina inesorabile.
Sottile, colorata e istintiva è , nella sua definizione, la musica di Pellegatta. Agitata, malinconica, vera la produzione di Candeo.
Personale, emotiva e cantautorale si autodefinisce Marian Trapassi.
A proposito del vicinissimo Sanremo, Pellegatta è entusiasta: “E' sempre un piacere ascoltare i nuovi talenti e riconoscere, tra i concorrenti, quegli artisti che hai ascoltato dal vivo in qualche locale milanese e che ora vedi sul palco dell’Ariston.
Ovviamente guarderò Sanremo- racconta Candeo-
e durante la settimana del festival presenterò lì il mio ep, quindi non vedo l’ora!
Non penso che una rassegna sola possa rappresentare fedelmente tutta la musica bella che in Italia viene fatta e che lì non può trovare fisiologicamente spazio, ma sicuramente ogni anno mi innamoro di diverse canzoni; lo guardo per quelle.
Più cauta, invece, Marian Trapassi: Sanremo non è rappresentativo della realtà musicale italiana, su quel palco c’è la superficie dell’industria musicale, il mainstream. A fronte di un numero esiguo di artisti che calcano quel palco ce ne sono altrettanti, spesso di uguale o maggior talento. Ma recriminare non serve, c’è sempre chi ce la fa e chi no; è una storia antica come il mondo.
di Cinzia Giordanelli
di Cinzia Giordanelli
Domenica 18 febbraio, ore 21.00, appuntamento da non perdere all’ AlexanderPlatz (Via Ostia 9, Roma), il più prestigioso e antico Jazz Club d’Italia, con il concerto di Cappuccio Collective Smooth feat. Eric Daniel al sax.
L’evento è presentato da Pentoniero Production.
Nerospinto ha scambiato quattro chiacchiere con il cantautore partenopeo Eduardo De Felice, classe 1981.
Appuntamento domenica 21/01/2024, ore 18.00, al MarySoul Yoga (Via Antonio Panizzi 6, Milano) con Musica D’Autore e Poesia- Un viaggio interiore .
L'inconfondibile eleganza del motoscafo italiano immortalata in un momento di pura intensità
Bellini Nautica, storico marchio italiano di yacht e barche da diporto, e Fabian Oefner, artista svizzero noto per le sue fotografie di oggetti decostruiti, hanno unito le forze per dare vita a un nuovo progetto artistico dal titolo “Disintegrating Riva”.
L'opera, che raffigura un Riva Aquarama del 1963 che si disgrega, è il risultato di un processo meticolosamente orchestrato che ha richiesto diverse settimane di lavoro.
Per prima cosa, Oefner e il suo team hanno fotografato oltre 1800 singoli componenti del Riva Aquarama che il Dipartimento di restauro Riva d'epoca, di Bellini Nautica, ha dissemblato: dall'imbarcazione, alla strumentazione e persino il motore.
Successivamente, Oefner è salito a bordo di un elicottero che, sospeso a pochi metri dalla superficie del lago, gli ha fornito le giuste prospettive per fotografare l'Aquarama guidato da Martina Bellini.
Tornato nel suo studio negli Stati Uniti, l'artista ha giustapposto le 1800 fotografie in un'unica immagine che raffigura un momento realmente mai esistito.
Il Riva Aquarama è uno dei motoscafi più iconici al mondo, sinonimo di eleganza e lusso. La sua linea sinuosa e raffinata, i materiali pregiati e la maestria artigianale che lo contraddistingue lo rendono un'opera d'arte in movimento.
L'opera di Fabian Oefner cattura perfettamente l'essenza del Riva Aquarama, esaltandone la bellezza e l'unicità. La fotografia è un'istantanea di un momento impossibile, che tuttavia sembra perfettamente reale.
Oefner ha utilizzato la sua tecnica fotografica distintiva per creare un'immagine che è allo stesso tempo affascinante e disorientante. I singoli componenti del Riva Aquarama sono stati fotografati con una precisione chirurgica, e poi giustapposti in un'unica immagine che sembra sfidare le leggi della fisica.
Il risultato è un'opera d'arte che non solo è bella e affascinante, ma che ha anche un significato profondo: celebra la bellezza dell'Italia, e che invita lo spettatore a riflettere sulla natura del tempo e della realtà.
Le opere sono state esposte in anteprima a Milano, presso lo Spazio Gessi, e sono ora visibili presso la Collezione Privata di Riva d'Epoca di Bellini.
Inoltre, è stata prodotta una serie limitata di 281 stampe C-Print, in esclusiva per Car&Vintage, che riproducono l'immagine in formato 45x75 cm. L'acquisto delle stampe è possibile tramite il sito di Fabian Oefner e presso Bellini Nautica.
Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione con Car&Vintage, che ha documentato ogni fase del processo creativo, creando un reportage fotografico e video che ha raggiunto un pubblico globale grazie a Instagram.
Di Cinzia Giordanelli
Appuntamento domenica 14 gennaio, ore 17.00, al Teatro Bello (Via San Cristoforo1, Milano) con il concerto di Claudia Cantisani.
Grand opening “Cappuccio Collective Smooth”, che vede Annina Galiano alla voce, Aris Volpe alla batteria, Andrea Iannucci al basso, al pianoforte e alla tastiera Cristina Massaro, alle percussioni Vince Suter e alla chitarra Mimmo Cappuccio.
Stefano Righini, mente dietro questo audace format culinario, ha abbracciato la sfida di unire l'eccellenza della haute cuisine con un impegno concreto per la salvaguardia ambientale. In un'epoca in cui la sostenibilità è una priorità, i ristoranti A Buon Rendere emergono come pionieri nell'abbattimento degli sprechi e nell'adozione di pratiche eco-friendly.

Il cuore di questa iniziativa si trova a Milano, con la prima location a due passi da City Life e una seconda appena inaugurata in via De Amicis, vicino ai Navigli. Stefano Righini, oltre ad essere un rinomato chirurgo otorinolaringoiatra, è anche un appassionato di cucina, ereditando questa passione da una lunga tradizione familiare nell'ospitalità e nella ristorazione in Romagna. Nel 2021, nonostante le sfide del settore, ha deciso di scommettere su un modello di ristorazione sostenibile.

La filosofia di A Buon Rendere si traduce in azioni concrete: riduzione degli sprechi, utilizzo di prodotti a filiera corta, materiali riciclati, energia da fonti rinnovabili e apparecchiature da cucina innovative per ridurre il consumo di energia e le emissioni di CO2. Il tutto si concretizza in un ambiente minimal chic, con dettagli d'autore e un'attenzione particolare all'arte, come dimostra il live painting dell'artista Fabio Baggio.
Il menu di A Buon Rendere offre un'esperienza autentica, con piatti studiati per coccolare il palato e allo stesso tempo rispettare l'equilibrio calorico. La scelta del packaging per il delivery e il take away è altrettanto innovativa, grazie alla collaborazione con l'app Around. Ogni lunch box è confezionato "a rendere", promuovendo il concetto di riduci, ricicla, riporta. Materiali come borosilicato, bamboo e bio-plastica riciclata, uniti a posate in metallo, tovaglioli in tessuto e borracce in alluminio, sono tutti rigorosamente da restituire.

La cucina vede una collaborazione vincente tra Gianluca Ottobrino, interprete della tradizione italiana, e Lola Macaroff, giovane chef di origini argentine. Macaroff, già protagonista di prestigiose manifestazioni culinarie, unisce le tradizioni argentine e italiane con accostamenti moderni e creativi. Tra le novità, spiccano le empanadas in una rivisitazione 100% vegan, dimostrando l'impegno costante verso scelte alimentari sostenibili.
A Buon Rendere non trascura alcun dettaglio, creando un'esperienza gastronomica che fonde l'ecologico con l'alto stile, sia durante un business lunch, un aperitivo gourmet o una serata di relax con musica live. La sostenibilità diventa protagonista, rendendo i ristoranti A Buon Rendere un punto di riferimento a Milano per chi ricerca il connubio perfetto tra gusto, eleganza e rispetto per l'ambiente.
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