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White Out alla Triennale di Milano: quando il design guida il futuro degli sport invernali

White Out alla Triennale di Milano: quando il design guida il futuro degli sport invernali

Alla Triennale oltre 80 anni di innovazione tra materiali, sicurezza e sostenibilità in vista di Milano Cortina 2026

C’è un momento, in montagna, in cui tutto diventa bianco. Il cielo si confonde con la neve, l’orizzonte scompare, i riferimenti si annullano. È il whiteout: una condizione estrema, affascinante e pericolosa, in cui orientarsi diventa una questione di sopravvivenza.
Da questa immagine nasce “White Out. The Future of Winter Sports”, la mostra che Triennale Milano dedica agli sport invernali in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026.
Con circa 200 oggetti progettati tra il 1938 e il 2026, la mostra, curata da Konstantin Grcic e Marco Sammicheli, attraversa oltre ottant’anni di evoluzione degli sport invernali, tra attrezzature, abbigliamento tecnico, dispositivi di sicurezza e infrastrutture alpine.
Visitabile gratuitamente fino al 15 marzo 2026 negli spazi della nuova Design Platform, “White Out” intreccia sport, design e tecnologia per riflettere sul futuro della montagna: un territorio fragile, in trasformazione, oggi più che mai messo alla prova dal cambiamento climatico.

Il design come estensione del corpo

L'atleta ghanese Akwasi Frimpong con il suo skeleton, 2024. Foto Nate Athay, courtesy l'atleta

“White Out” mette in luce come il design abbia da sempre accompagnato il corpo dell’atleta, contribuendo a potenziarne prestazioni, sicurezza e comfort. Sci, snowboard, scarponi, tute tecniche e dispositivi di protezione non sono semplici strumenti, ma il risultato di una ricerca continua che intreccia ingegneria, materiali avanzati e sperimentazione formale. In questo dialogo costante, il design diventa una vera estensione del corpo: lo sostiene, lo protegge e ne amplifica le capacità anche nelle condizioni ambientali più estreme.
Nel percorso espositivo convivono figure storiche del design come Charlotte Perriand, Pierre Jeanneret e Carlo Mollino, accanto a progettisti contemporanei come Nicolas Ghesquière, Axel Rezab e Julien De Smedt. Oggetti e progetti raccontano come gli sport invernali siano, da sempre, un laboratorio privilegiato per l’innovazione, in cui funzionalità ed estetica evolvono in modo inseparabile.

Materiali, infrastrutture, sicurezza

White Out, Triennale Milano

La mostra si articola in nove sezioni tematiche che esplorano diversi aspetti della progettazione: dai materiali tecnici più avanzati alle infrastrutture alpine, dalle piste da bob agli scenari futuri. In molte aree, i materiali possono essere toccati, osservati da vicino, esplorati: un invito a comprendere quanta precisione e ricerca si nascondano dietro ogni dettaglio.
Grande attenzione è dedicata al tema della sicurezza, con esempi emblematici come l’airbag D-Air di Dainese, oggi obbligatorio nelle competizioni di Coppa del Mondo di discesa libera e Super G. Un oggetto che racconta come tecnologia e design possano diventare strumenti fondamentali di tutela e prevenzione.

Clima, fragilità, resilienza

Al centro di White Out c’è anche una domanda urgente: che futuro hanno gli sport invernali in un mondo segnato dai cambiamenti climatici?
La riduzione dell’innevamento naturale, la variabilità delle stagioni e la fragilità degli ecosistemi montani impongono nuove soluzioni progettuali. La mostra affronta queste sfide attraverso materiali rigenerativi, sistemi di innevamento artificiale e infrastrutture ripensate per dialogare con l’ambiente, suggerendo come il design possa contribuire a immaginare un futuro possibile per la montagna.

Triennale × Milano Cortina 2026

Art poster e torcia olimpica, Triennale Milano

Al termine del percorso, la visita prosegue con Triennale × Milano Cortina 2026, una mostra complementare che mette in dialogo sport e arte contemporanea. In esposizione la torcia olimpica e paralimpica insieme agli Art Poster realizzati da dieci artisti italiani under 40: le opere originali, da cui derivano i manifesti, restituiscono la vitalità della scena artistica attuale e lo spirito dinamico dei Giochi.

Iconic Poster Milano Cortina 2026

A completare l’esposizione ci sono gli Iconic Poster ufficiali di Milano Cortina 2026, firmati da Olimpia Zagnoli per l’Olimpico e da Carolina Altavilla per il Paralimpico. Con linguaggi visivi contemporanei, i manifesti raccontano l’identità dei Giochi, celebrando sport, territorio e comunità: pop e ironico lo sguardo di Zagnoli, inclusivo e intenso quello di Altavilla. Torce e poster diventano così icone culturali, capaci di attraversare generazioni e di costruire un immaginario condiviso.

Una mostra che guarda avanti

White Out non celebra il passato con nostalgia. Piuttosto, invita a guardare avanti. Tra memoria, sperimentazione e visione, la mostra racconta un futuro in cui innovazione, sicurezza e sostenibilità non possono più essere pensate separatamente.
Un’esperienza immersiva e tattile, che ci ricorda come, anche quando tutto sembra diventare bianco, il design possa ancora indicarci la direzione.

Informazioni utili

Location: Triennale Milano, Viale Alemagna 6
Date: Fino al 15 marzo 2026
Orari: Martedì–domenica, 10.30–20.00 (ultimo ingresso 19.00)
Curatori White Out: Konstantin Grcic e Marco Sammicheli
Curatore Art & Iconic Poster: Damiano Gullì
Ingresso gratuito

 

Anna Olivo

Laureata in Fashion Design presso l'Istituto Marangoni di Milano, scrive di arte, moda e costume con uno sguardo curioso e contemporaneo.

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