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Hanita P/E 2027: femminilità in movimento, tra rigore e leggerezza

Hanita P/E 2027: femminilità in movimento, tra rigore e leggerezza

La presentazione della collezione Primavera Estate 2027 di Hanita si è svolta nella splendida cornice del Grand Hotel et de Milan, in via Manzoni, nel cuore di Milano. Un luogo che da oltre un secolo rappresenta un simbolo dell'eleganza cittadina e che, in occasione della Fashion Week, ha accolto ospiti e stampa nella luminosa Sala Puccini, raffinato esempio di architettura ottocentesca impreziosita dalle opere della collezione di Maria Luigia d'Austria.

In questo contesto ricco di fascino, Hanita ha svelato una collezione che racconta una femminilità libera da definizioni rigide, costruita attraverso equilibri e contrasti. Una donna contemporanea, dinamica, che attraversa momenti diversi della giornata senza rinunciare alla propria identità. Forza e delicatezza, struttura e morbidezza, praticità e ricercatezza convivono in un guardaroba pensato per accompagnarla dal quotidiano alle occasioni più speciali.

Nata nel 2008 dall'esperienza di Push, realtà fondata nel 1993 da Carlo Casillo e Antonio Auricchio, Hanita continua a esprimere una visione profondamente italiana della moda fondata sulla qualità manifatturiera, sulla ricerca tessile e sulla valorizzazione del Made in Italy. Una filosofia che trova piena espressione nella Primavera Estate 2027, composta di più di 300 capi tra linea principale e proposte couture.

Quella presentata a Milano rappresenta una selezione dei look più significativi della stagione, pensata per evidenziare gli elementi più identitari del brand. Non esiste un unico capo protagonista: ogni creazione contribuisce alla costruzione di un guardaroba versatile e coerente, capace di adattarsi ai diversi ritmi della giornata.

Dal giorno alla sera

Uno dei temi centrali della collezione è la trasformazione. Hanita immagina una donna dinamica, che vive il guardaroba come uno strumento capace di accompagnarla con naturalezza dal lavoro agli appuntamenti serali, dalle occasioni informali a quelle più eleganti.

Emblema di questo approccio è l’abito chemisier in cotone e nylon, caratterizzato da una linea essenziale e da bottoni gioiello removibili. Un dettaglio che può essere aggiunto o eliminato con semplicità, modificando il carattere del capo senza alterarne l'equilibrio. La possibilità di trasformazione diventa così parte integrante del progetto creativo: l'eleganza non è legata alla formalità, ma alla capacità di adattarsi a contesti diversi.

hanita abito cioccolato

La stessa filosofia si ritrova nell'abito color cioccolato in punto nylon, definito da scollo a V, abbottonatura centrale e cintura coordinata con fibbia dorata. Una silhouette pulita e femminile adatta a svariate occasioni.

Un percorso cromatico dall’acqua al tramonto

Anche il colore accompagna questa idea di movimento. La palette segue infatti una progressione che richiama il trascorrere delle ore: dalle tonalità luminose ispirate al mare e alla luce estiva fino alle sfumature più intense della sera.

Il rosa introduce una dimensione delicata e luminosa, mentre magenta, tabacco e cioccolato aggiungono profondità e calore. A scandire questo percorso intervengono anche le stampe, che contribuiscono a rendere il racconto visivo più dinamico. Il punto di arrivo è il nero, presenza conclusiva e simbolica della collezione, espressione di una femminilità sicura, intensa e consapevole.

La sartorialità come linguaggio

Hanita nero

Se il colore racconta il passaggio dal giorno alla sera, sono i materiali e la costruzione dei capi a definire il carattere della collezione. Cotone, popeline, lino, viscosa e nylon vengono lavorati per creare un equilibrio costante tra comfort, qualità e ricercatezza.

La proposta alterna silhouette più strutturate a volumi morbidi e rilassati, senza contrapporre le due anime ma facendole convivere all'interno dello stesso guardaroba. La sartorialità non è mai rigida: diventa uno strumento espressivo che accompagna il corpo con naturalezza.

Tra i look più rappresentativi emerge il blazer doppiopetto nero in lino e viscosa, stretto in vita da una cintura in pelle con fibbia dorata. La costruzione decisa della giacca viene alleggerita dalla presenza della gonna in pizzo traforato, che introduce trasparenze e movimento. Un incontro tra struttura e leggerezza che sintetizza efficacemente l'identità della stagione.

Il dialogo dei contrasti

Hanita

L'intera collezione si sviluppa attraverso accostamenti capaci di generare nuovi equilibri. La canotta in cotone arricchita da perle ricamate a mano e la giacca biker in similpelle color tabacco ne rappresentano uno degli esempi più significativi: la delicatezza del ricamo incontra il carattere deciso delle zip metalliche e delle linee strutturate, creando un'immagine romantica e allo stesso tempo estremamente urban.  

Lo stesso dialogo emerge nell'abito corto rosa coordinato al gilet. Le maniche a sbuffo, lo scollo tondo, i polsini in rib e i volumi morbidi costruiscono una silhouette rilassata ma curata, perfetta per quel momento della giornata in cui i confini tra giorno e sera iniziano a sfumare.

Più che proporre un modello unico di donna, Hanita preferisce raccontare una pluralità di identità. È proprio nella convivenza di elementi apparentemente opposti che prende forma la sua idea di femminilità: forte ma mai rigida, raffinata ma mai distante, contemporanea senza inseguire le tendenze del momento.

Una femminilità che si trasforma

La Primavera Estate 2027 conferma il percorso del brand e ne rafforza i codici distintivi. Al centro non c'è il singolo capo iconico, ma la costruzione di un guardaroba capace di evolvere insieme a chi lo indossa.

Dalla luminosità dei colori ispirati al mare alle profondità del nero, dalle linee più morbide alle costruzioni sartoriali, Hanita racconta una donna che non sceglie tra forza e delicatezza, ma le porta entrambe con sé. Una femminilità dinamica e moderna, che si esprime attraverso materiali, dettagli e silhouette capaci di adattarsi ad ogni momento della giornata.

Anna Olivo

Laureata in Fashion Design presso l'Istituto Marangoni di Milano, scrive di arte, moda e costume con uno sguardo curioso e contemporaneo.

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