Milano Design Week 2026: Garden of the Esperides e L’armonia è qui all’Orto Botanico di Brera
Le installazioni di Annabel Karim Kassar e Irritec trasformano l’Orto Botanico in un’esperienza immersiva tra mito, natura e sostenibilità per INTERNI MATERIAE
Negli ultimi anni la Milano Design Week ha conosciuto una crescita esponenziale: un calendario sempre più fitto di eventi, installazioni e appuntamenti che trasformano la città in un palinsesto continuo. In questo scenario la sensazione di dover vedere tutto - la cosiddetta FOMO (fear of missing out) - è diventata parte integrante dell’esperienza.
Eppure, proprio dentro questo flusso incessante, esistono ancora luoghi capaci di sottrarsi alla logica dell’impatto immediato. Spazi che invitano a rallentare, osservare e vivere il design in modo più intimo e consapevole.
Tra questi, l’Orto Botanico di Brera si conferma un rifugio inatteso nel cuore di Milano. Qui, durante la Design Week 2026, prendono forma due installazioni che dialogano tra loro pur mantenendo identità autonome.
Da un lato Garden of the Esperides, firmato da Annabel Karim Kassar per Rubner Haus e ABS Group, dall’altro L’armonia è qui, progetto di Irritec e Davision Creative Design Team, realizzate per INTERNI MATERIAE.
Il primo trasforma il mito greco delle Esperidi in un percorso fisico e percettivo. Il secondo interpreta invece il paesaggio come sistema vivo, in cui tecnologia e natura possono coesistere in un equilibrio discreto.
Garden of the Esperides, ideato dalla fondatrice di AKK Architects, non cerca di imporsi nello spazio, ma di dissolversi in esso. La ricerca dell’artista, da sempre sospesa tra architettura, scenografia e narrazione, si traduce qui in un dispositivo immersivo che non illustra il mito, ma lo rende esperienza percettiva.
L’ispirazione arriva dalle Esperidi, ninfe custodi di un giardino ai confini del mondo, dove crescono i pomi d’oro dell’immortalità: dono di Gea a Era e simbolo di desiderio e conoscenza. Un luogo protetto e inaccessibile, soglia estrema della tradizione greca. Da questa immagine prende forma l’intera opera, che trasforma il mito in percorso e attraversamento.

Il fulcro dell’installazione è un lungo porticato ligneo celeste che attraversa il viale principale dell’orto. Non una semplice struttura, ma una direzione precisa: un gesto architettonico che orienta il movimento, guida lo sguardo e modifica la percezione del tempo. Camminandovi all’interno, il visitatore entra in una sequenza quasi rituale che conduce verso una meridiana, dove il tempo smette di essere astratto per diventare presenza concreta.
Il ritmo del passo, la luce filtrata tra gli elementi in legno e le pause naturali lungo il percorso costruiscono una dimensione eterea, lontana dalla frenesia della Design Week.
Attorno al porticato, le Esperidi emergono come presenze silenziose: figure dipinte a mano, custodite in teche d’acciaio e disposte secondo geometrie circolari che richiamano i giardini classici. Il loro apparire non è mai didascalico, ma discreto, quasi allusivo.
Il dialogo con la vegetazione dell’Orto Botanico definisce l’equilibrio più autentico dell’installazione, in una relazione priva di gerarchie tra artificio e natura. Il mito non viene mai dichiarato apertamente. Si costruisce per stratificazione, attraverso distanze e prospettive. La teatralità lascia così spazio a un’esperienza libera, affidata allo sguardo di chi la vive.
Anche la dimensione costruttiva riflette questa coerenza. Il porticato, realizzato da Rubner Haus, è modulare e completamente reversibile: progettato per essere smontato e riutilizzato, evitando così il carattere temporaneo e spesso dispersivo di molte installazioni. La pedana continua, accessibile e priva di interruzioni, garantisce inoltre un’esperienza inclusiva.

Accanto a Garden of the Esperides, L’armonia è qui di Irritec e Davision Creative Design Team riflette sul rapporto tra tecnologia e paesaggio attraverso il tema dell’irrigazione come gesto estetico e consapevole.
L’installazione propone un giardino fiabesco in cui i materiali si inseriscono con discrezione nel verde, mostrando come l’efficienza possa convivere con la bellezza. L’obiettivo è un’innovazione responsabile che riduca l’impatto visivo e rispetti l’ambiente anche sul piano estetico.
Il progetto utilizza tubazioni in polietilene con brevetto Irritec e texture Camo®, pensate per integrarsi cromaticamente nel paesaggio. La linea Armonia unisce funzionalità e discrezione, applicandosi a giardini, spazi pubblici e contesti domestici.
Elementi come steli color bambù, petali in tessuto riciclato e superfici riflettenti amplificano la percezione del verde, trasformando l’irrigazione in un sistema quasi invisibile ma poetico.

All’interno dell’Orto Botanico di Brera, le due opere costruiscono così un racconto coerente. Il risultato è un equilibrio sottile in cui design, natura e sostenibilità.
In una settimana dominata dalla sovraesposizione visiva, queste opere scelgono una traiettoria diversa: più silenziosa, più lenta, ma proprio per questo più incisiva. Spostano l’attenzione dalla forma all’esperienza, dall’impatto immediato alla durata del tempo nello spazio, restituendo al visitatore una dimensione sospesa, in cui il progetto non si limita a essere osservato, ma si attraversa.
In questo equilibrio fragile tra mito e materia, tra natura e artificio, entrambi i progetti si sottraggono alla logica dell’evento per diventare pausa, interruzione, possibilità di attenzione. Il consiglio, allora, è semplice: attraversarli senza fretta, fino in fondo, lasciandosi andare al ritmo del percorso, godendosi l’esperienza senza pensare — anche se per poco — alla vita reale, al lavoro e ai problemi quotidiani, perdendosi nell’attimo presente.
Informazioni utili
Luogo: Orto Botanico di Brera, via Fiori Oscuri 4 - via Brera 28
Date: 20 - 30 Aprile
Anna Olivo
Laureata in Fashion Design presso l’Istituto Marangoni di Milano, scrive di arte, moda e costume con uno sguardo curioso e contemporaneo. Indaga i linguaggi estetici e culturali del presente, muovendosi tra ricerca visiva, stile e immaginario collettivo.
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