Guardare all’arte senza cadere nel cliché di trasformarla in una semplice citazione estetica: è quello che Emilia Wickstead è riuscita a fare per la Spring Summer 2027. Punto di partenza è Lee Krasner, figura centrale dell’Espressionismo Astratto, e soprattutto la tensione che attraversa il suo lavoro: disciplina e spontaneità, controllo e istinto, costruzione e libertà.

È proprio in questo contrasto che si muove la nuova collezione della designer, costruita attorno a un’idea di femminilità sicura ma mai rigida, capace di stare in equilibrio tra precisione sartoriale ed espressione personale.
Emilia Wickstead SS27: la lezione di Lee Krasner
Più che appropriarsi del linguaggio pittorico di Krasner, Wickstead osservare con attenzione il suo modo di lavorare e di reinventarsi continuamente. La ricerca dell’artista diventa così la traccia concettuale della collezione: un guardaroba nel quale la struttura non appesantisce il movimento e il rigore non rinuncia alla sorpresa di un piccolo imprevisto.
Gli abiti leggeri in lana estiva sono definiti da impunture precise; le maglie oversize vengono sovrapposte a camicie da artista in cotone rigato, mentre capispalla scultorei in tweed leggero conservano bordi volutamente sfrangiati. Anche la costruzione dei capi segue questa dialettica. Separati tagliati in sbieco convivono con chiffon di seta fluidi e sete lucide, creando un'alternanza continua tra rigore e morbidezza.
La materia diventa uno degli strumenti principali attraverso cui Wickstead traduce questo concept: tweed dall’effetto pittorico, trasparenze, fili lasciati liberi e lavorazioni artigianali vengono utilizzati senza compromettere quella precisione che rimane una delle cifre riconoscibili della maison.
Piume applicate a mano, bordature pittoriche e delicati profili picot aggiungono profondità e texture, mantenendo però lontana qualsiasi tentazione decorativa fine a se stessa.
Una palette tra leggerezza e profondità
La stessa tensione attraversa anche l'uso del colore: rosa cipria, azzurro pallido, giallo limone e lime introducono una leggerezza quasi istintiva, mentre chocolate brown, charcoal e nero riportano la collezione verso tonalità più profonde.
Accanto ai colori compaiono motivi floreali e forme organiche legate al rapporto di Krasner con il mondo naturale. Tra questi emerge la margherita di campo, che diventa una delle interpretazioni più delicate e personali dell’ispirazione artistica della stagione.

Ma a interessare Wickstead non è soltanto la produzione di Krasner. È anche il modo in cui l’artista ha costruito la propria identità: indipendente, curiosa, capace di cambiare continuamente senza perdere riconoscibilità. Un’attitudine che diventa, nella SS27, quasi una dichiarazione sul significato contemporaneo dello stile.
Emilia Wickstead e Jeremy King: quando moda e hospitality si incontrano
Il racconto della collezione prosegue poi oltre il guardaroba. Per la Spring Summer 2027, Wickstead avvia infatti una conversazione creativa con il restaurateur Jeremy King, partendo da un territorio che moda e hospitality condividono da sempre: l’occasione.
Un abito non vive soltanto sulla passerella. Vive nei luoghi in cui viene indossato, nelle cene, negli incontri, nelle celebrazioni, nelle conversazioni e nelle serate che finiscono per diventare ricordi. È una riflessione che la designer sintetizza in una frase centrale del progetto: per Wickstead, la moda acquista significato attraverso la vita che viene vissuta dentro gli abiti, attraverso i luoghi, le persone e i momenti ai quali finiscono per appartenere.
La collaborazione con King viene raccontata attraverso un film che sposta quindi l’attenzione dalla semplice presentazione degli abiti al mondo nel quale quegli abiti esistono.
La Spring Summer 2027 di Emilia Wickstead non rimane costruita attorno a un’idea astratta di eleganza, ma attorno ai momenti nei quali quell’eleganza prende realmente forma. Tra un bordo volutamente incompiuto e una silhouette rigorosa, la lezione di Krasner si sposta così dalla tela alla vita quotidiana.
