Un nuovo capitolo per La Molisana: La rivoluzione della pasta con lupini

C’è qualcosa di profondamente confortante nel Natale: le luci soffuse, i profumi che si diffondono dalla cucina, e la certezza che un dolce speciale ci attende. Matteo Cecchini, pasticcere e sognatore, sembra aver compreso questo bisogno primordiale di calore e abbondanza. Dalla sua Pasticceria Pozzo Blend di Senigallia arrivano quattro creazioni di pura bontà.
Il Gusto della Tradizione
Il panettone classico di Matteo è un ritorno alle origini, ma con quel tocco che lo rende unico: uvetta australiana, arancia candita a freddo, miele di acacia e vaniglia Madagascar. Ogni dettaglio è curato, ogni aroma bilanciato, il tutto reso perfetto da 34 ore di lievitazione naturale. Questo panettone è risultato tra i migliori per Gambero Rosso, nella precisione è risultato quattordicesimo su centoventisette panettoni degustati alla cieca da parte di un panel di esperti del Gambero Rosso.
Se però siete di quelli che cercano una sorpresa, c’è il panettone arancia e cioccolato, dove la dolcezza dell’arancia incontra la profondità del cioccolato fondente. Una glassa croccante di mandorle e nocciole sigilla il tutto, rendendolo un’esperienza irresistibile.
E poi c’è il capolavoro: il panettone Sacher. Con il suo impasto al cacao e le albicocche semi candite, questo dolce ci trasporta in un viaggio che unisce la pasticceria italiana all’eleganza viennese.
Per chi ama la semplicità, il pandoro di Pozzo Blend è un piccolo miracolo: burro, vaniglia Tahiti e Madagascar, e una lievitazione lenta di 48 ore. È il dolce delle feste che abbraccia e consola.

Il Sogno di Matteo
Matteo Cecchini non è nato pasticcere. Anzi, la sua storia sembra tratta da un romanzo: campione di beach volley, con medaglie al collo e trofei in bacheca, decide un giorno di ascoltare un altro richiamo. Lascia tutto per dedicarsi al mondo dolce e complesso della pasticceria.
Pozzo Blend è il risultato di questa scelta audace, e ogni dolce che esce dal laboratorio di Matteo racconta il suo amore per i dettagli, per la lentezza e per la qualità.
La Magia del Natale
C’è un momento, a Natale, in cui tutto si ferma: il rumore si dissolve, il tempo sembra rallentare, e ciò che conta è il calore delle persone e dei sapori che ci uniscono. Le creazioni di Matteo Cecchini sono perfette per quel momento. Sono dolci che parlano al cuore e ricordano che, in fondo, il Natale è fatto di piccoli gesti di bellezza.
Non lasciatevi sfuggire l’occasione di assaggiarli. Perché il Natale di Pozzo Blend non è solo un dolce: è un invito a vivere il calore delle feste.
Pozzo Blend
Senigallia (AN) - via Gorizia, 2
tel. 071.64239
www.pozzoblend.it
Sottoluce: Eleganza e Tradizione a Modena nel Nuovo Hotel RMH Modena Raffaello
La scena gastronomica di Modena si arricchisce con un nuovo indirizzo d’eccellenza: il ristorante Sottoluce, situato all’interno del nuovissimo hotel RMH Modena Raffaello. A firmare il menù è lo chef stellato Luca Marchini, conosciuto per la sua capacità di coniugare tradizione e innovazione in una cucina che racconta il territorio con eleganza e raffinatezza.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra il gruppo RMH Rosaria Marazzi Hotels, che con le sue proprietà in Italia e Croazia rappresenta un’eccellenza nel settore alberghiero, e lo chef Luca Marchini, patron del ristorante stellato L’Erba del Re a Modena. Il risultato è una proposta gastronomica che celebra la cucina emiliana e mediterranea, con piatti capaci di raccontare la storia del luogo attraverso una visione moderna e condivisa.
Un’Esperienza Conviviale e Raffinata
Il nome Sottoluce si riflette nella stessa architettura del ristorante, dove il soffitto gioca con ombre e luci, creando un’atmosfera intima e avvolgente. La sala, dominata da una cucina a vista, permette ai commensali di osservare gli chef all’opera, creando un senso di trasparenza e connessione tra la preparazione dei piatti e l’esperienza del pasto. Un angolo di verde illuminato da un lucernario naturale aggiunge una nota di serenità e benessere, integrando estetica e natura.
La filosofia di Marchini si esprime in piatti che puntano sulla convivialità: un primo, un secondo o un contorno vengono serviti al centro della tavola, da condividere con i commensali in un’atmosfera che richiama i pranzi in famiglia. Un gesto semplice ma ricco di significato, che rispecchia il desiderio di riportare la cucina a un’esperienza di condivisione e autenticità. L'attenzione ai dettagli, dal benvenuto fino al carrello dei dolci, è ciò che rende Sottoluce un luogo speciale, dove l’ospite si sente al centro di un percorso di gusto e accoglienza.

Tradizione Modenese e Tocco Contemporaneo
La cucina di Sottoluce affonda le radici nella tradizione modenese, ma si arricchisce di tocchi contemporanei, come spiega lo stesso chef Marchini: “Abbiamo voluto esprimere il meglio della cucina emiliana, evitando i fronzoli e puntando sulla solidità dei piatti. Tradizione sì, ma con variazioni moderne.” Il risultato è una proposta che esalta le peculiarità del territorio, con un approccio che valorizza la materia prima e il piacere di stare a tavola.
Un nuovo punto di Riferimento a Modena
Non solo per gli ospiti dell’hotel, ma anche per i modenesi, Sottoluce si candida a diventare un nuovo punto di riferimento per chi cerca una cucina elegante ma accessibile, perfetta per una cena di coppia, un pranzo di lavoro o una ricorrenza speciale.
Il 17 ottobre 2024 segna l’inizio di una nuova era per la gastronomia modenese, con un ristorante che fonde il concetto di Life & Style del gruppo RMH con l’eccellenza culinaria di Marchini. E, per chi desidera un’esperienza meno formale, accanto al ristorante si trova il Living Bar Bistrot, perfetto per una colazione, un aperitivo o un dopocena.
Con Sottoluce, Modena trova un nuovo tempio del gusto, dove l’eleganza dell’architettura si fonde con il piacere del buon cibo, in un’armonica sinergia che invita a riscoprire il piacere della convivialità e del benessere.

Il Natale 2024 si arricchisce di un protagonista d’eccezione: il primo panettone firmato da Emin Haziri, Executive Chef di Procaccini Milano.
L’Armonia del Moscato Incontra l’Eleganza della Cucina d’Autore
Nel cuore del quartiere San Salvario, lontano dal caos della movida, si trova Cubique, il ristorante aperto da Pierluigi Consonni nel 2019, affiancato dal suo storico sous chef Alan Spanu. Dopo vent’anni alla guida del ristorante stellato Vintage 1997, Consonni ha scelto di tornare alle origini, con un locale che unisce la tradizione piemontese e toscana a tocchi di innovazione e influenze internazionali.
La filosofia di Cubique si basa su un rispetto profondo per il territorio e le materie prime, utilizzando farine poco raffinate, pesci pregiati del Mediterraneo e bovini provenienti da piccoli allevamenti piemontesi. La cucina di Consonni e Spanu non è fatta per stupire con effetti speciali, ma per incuriosire, proponendo piatti che rispettano le radici gastronomiche italiane senza rinunciare alla creatività.

L’atmosfera del locale riflette questa filosofia: due sale luminose e raccolte, una grande vetrata che illumina naturalmente l’ambiente e un soppalco che affaccia sulla cucina, permettendo agli ospiti di osservare il lavoro degli chef. Durante il giorno, Cubique offre un menù business a 13 euro, pensato per chi cerca piatti semplici ma curati. La sera, invece, la proposta si arricchisce con portate più elaborate, come la Lingua alla piemontese con nachos di polenta o i Plin al sugo d’arrosto.
Tra le novità di questa stagione, il nuovo menù degustazione autunnale è un viaggio nei sapori più autentici. Spicca la Crème brûlée di baccalà con porri croccanti, seguita da Maccheroncini freschi con crema di cannellini e salsa di cozze all’aneto. Il secondo piatto, un’Orata in panatura di riso farcita con tapenade di olive e maionese all’alga nori affumicata, sorprende per il suo equilibrio tra sapori delicati e decisi. Il dessert è un tributo alla tradizione, con lo Zabaione al Moscato, servito con gelato alla crema e crumble salato. Il costo del menù degustazione è di 48 euro.
Il 7 novembre, Cubique ospiterà una cena speciale in collaborazione con l’Associazione Produttori Moscato Canelli DOCG, un evento unico che celebrerà tre diverse annate del Canelli. Il percorso gastronomico, studiato per esaltare il vino in abbinamenti inusuali, comprenderà piatti come la Tarte Tatin di cipolla con gelato al gorgonzola e la Tagliata di petto d’anatra con fondo al ginepro. Il dessert sarà un raffinato Zabaione di Canelli DOCG accompagnato da un Vermouth bianco. Il costo della serata è di 40 euro.
Con Cubique, Consonni e Spanu confermano la loro capacità di unire tradizione e innovazione, offrendo una cucina che punta alla qualità senza compromessi.

Cubique Ristorante
Via Saluzzo 86/B- Torino
telefono 011 4149886
Oltre 1000 partecipanti e ospiti d’onore per la presentazione delle edizioni 2025. Tra i momenti più attesi, la premiazione del prestigioso Cappello di Platino, assegnato a Niko Romito
Dal 23 al 27 ottobre a Torino va in scena Buonissima 2024: 5 giorni di alta cucina e più di 100 chef da tutto il mondo, i quali incontrano la grande cucina piemontese in più di 90 appuntamenti gastronomici diffusi in tutta la città di Torino
A pochi passi da Piazza di Spagna, una nuova tradizione celebra il gusto e i ricordi di un tempo
Milano si prepara ad accogliere una serata gastronomica che promette di essere un autentico viaggio tra le atmosfere raffinate della città e l’esotismo di Dubai, attraverso i sapori delle isole del sud Italia.
Mercoledì 23 ottobre, alle ore 20.00, Isola Ristorante ospiterà la sua prima cena a quattro mani, una collaborazione che vedrà protagonisti due talentuosi chef: Achille Esposito, Head Chef di Isola Ristorante Milano, e Francesco Bagnato, Brand Chef di Isola Ristorante a Dubai.
Situato al quinto piano del prestigioso Palazzo Cordusio Gran Meliá, Isola Ristorante rappresenta uno dei punti di riferimento della scena gastronomica milanese, e con questa serata esclusiva consolida il suo legame con il Mediterraneo. Esposito e Bagnato porteranno in tavola una fusione di tradizione e innovazione, proponendo un menù che celebra i sapori autentici delle isole italiane con un tocco internazionale.
Il Viaggio nei Sapori del Mediterraneo
Ad aprire la serata il "Benvenuto dello Chef": un crostino con tartare di tonno e cipolla in agrodolce, dove la delicatezza del pesce crudo viene esaltata dalla dolcezza della cipolla. Un piatto raffinato nella sua semplicità che esprime l’essenza della cucina mediterranea.
A seguire due antipasti in condivisione: la Panzanella di Ricciola, una fresca reinterpretazione di un classico contadino, e il Soffice di Scarola, che gioca con i sapori campani, unendo uvetta, pinoli e olive in un equilibrio tra dolce e salato. La panzanella richiama i colori e i profumi dei pranzi sulle coste italiane, mentre la scarola offre un gustoso abbraccio caloroso di sapori tipici del sud.
La Ricchezza dei Primi
Il cuore del menù si esprime attraverso due primi piatti che parlano delle radici profonde della cucina italiana. Da una parte, i Tagliolini Ricci ed Nduja, che fondono l’intensità del mare con il piccante della 'Nduja calabrese e la freschezza del bergamotto. Un piatto deciso e audace, capace di sorprendere il palato con la sua ricchezza di contrasti. Dall'altra, la Mesca Francesca di mare, una celebrazione della tradizione con la pasta mista, resa unica dalla crema di fagioli e dai pregiati gamberi rossi di Mazara del Vallo.
Secondi di Mare e di Terra
Per i secondi, gli chef propongono due interpretazioni di grandi classici italiani: il Coniglio all’ischitana e il Rombo alla mugnaia. Il coniglio, preparato secondo la tradizione ischitana, viene servito con una croccante millefoglie di patate, creando un gioco di consistenze che arricchisce il piatto. Il rombo, delicato e saporito, viene accompagnato dagli spinaci saltati e dalla sapidità dei capperi di Pantelleria, offrendo così una perfetta armonia tra i sapori di terra e mare.
Un Dolce Finale: Babà al Rum, Zafferano e Lamponi
Per chiudere in dolcezza, il dessert rivisita un classico napoletano: il Babà al rum, arricchito da note di zafferano e lamponi. Un dolce che, con il suo equilibrio tra il soffice impasto intriso di rum e l’acidità dei lamponi, rappresenta il perfetto connubio tra tradizione e modernità.
Questa cena non è solo un'esperienza gastronomica, ma un’occasione per immergersi in un viaggio sensoriale, dove ogni piatto racconta una storia di sapori autentici e tradizioni rielaborate.
Non resta che lasciarsi tentare da questa serata speciale, dove Milano e Dubai si incontrano attraverso i profumi e i sapori del Mediterraneo.
Il costo della cena è di 80€ (vini esclusi), e il menù sarà disponibile a cena nei giorni 23, 24 e 25 ottobre 2024
Info Utili:
- Data: 23 ottobre, ore 20.00
- Location: Isola Ristorante, Palazzo Cordusio Gran Meliá, Milano
- Costo: 80€ (vini esclusi)
- Prenotazione consigliata per assicurarsi un posto in questo esclusivo viaggio culinario.
- Isola Ristorante è aperto sia a pranzo che a cena, dalle 12.00 alle 15.00 e dalle 19 alle 23.00.
https://www.melia.com/it/hotels/italia/milano/palazzo-cordusio-gran-melia/ristoranti/isola
La Sinfonia del Tè: Quando la Cucina Diventa Poesia
Al Local di Venezia, lo chef Salvatore Sodano ha trasformato il tè da semplice infuso a protagonista di un’esperienza gastronomica unica, creando una sinfonia di sapori e sensazioni che celebra la delicatezza di questa antica bevanda in perfetta armonia con i suoi piatti stellati.
Il tè e la cucina condividono un’anima fatta di gesti minuziosi e amore per i dettagli. Al Local, il connubio tra le due arti si evolve in un percorso sensoriale che racconta storie, amplifica le percezioni e invita gli ospiti a riscoprire il valore del tempo attraverso la degustazione.
Un’Esperienza Sensoriale
Sorseggiare un tè non è più solo un accompagnamento: è un viaggio che coinvolge i sensi, dove ogni portata è un preludio a nuove emozioni. Lo chef Sodano guida gli ospiti in un percorso di scoperta, affiancato da Manuel Trevisan, maitre di sala, e Matteo Canu, direttore del Local.
Trevisan racconta il tè come fosse un vino, mentre Canu arricchisce l’esperienza con curiosità e dettagli su ogni infuso. Un team che trasforma ogni momento in un’esperienza coinvolgente, ricca di sfumature.
Il Rito del Tè: Tradizione e Innovazione
Al Local, il tè viene servito a temperatura ambiente e in calici da vino, un gesto che rompe la consuetudine e avvicina gli ospiti a un nuovo modo di degustare. Questa scelta consente di cogliere tutte le sfumature aromatiche, dalle note fruttate a quelle floreali, che verrebbero altrimenti offuscate da temperature elevate.
Il calice, oltre a esaltare l’aspetto visivo e olfattivo, invita a “respirare” il tè come fosse un vino pregiato, anticipando il piacere del gusto. Una bassa temperatura e un servizio elegante permettono al tè di accompagnare i piatti con delicatezza, valorizzandone i contrasti senza mai sovrastarne i sapori.
Il Menu: Un Crescendo di Emozioni
Il percorso gastronomico del Local è un racconto fatto di gesti, silenzi e contemplazioni, un crescendo di emozioni che trasforma un pasto in una celebrazione sensoriale.
- Cicchetti e tè: secondo la tradizione veneta, i piccoli bocconi di benvenuto sono serviti con calici di tè, anziché vino, introducendo gli ospiti a un nuovo rito.
- Antipasti: la capasanta con cime di rapa e funghi selvatici incontra il tè Dragonwell, mentre l’anguilla con cicoria e tamarindo si sposa con l’Assam Gold, creando un perfetto equilibrio di sapori.
- Primo: il risotto con robiola tre latti, cozze e levistico trova la sua armonia nel Genmaicha, un tè dolce e cremoso.
- Secondo: il pescato con rapa rossa e aneto si alterna alle note terrose dell’Hibiscus, ribes e fiori di sambuco, creando un gioco di contrasti tra acidità e dolcezza.
- Dessert: un dolce/non dolce con uva fragola fermentata e gelato di yogurt di bufala è accompagnato dal Pu Erh Tè, un infuso invecchiato dalle note di castagna e sottobosco che richiama i sapori autunnali della zucca e del balsamico alloro.
Ogni accostamento racconta una storia, in cui il tè non è solo una bevanda, ma un elemento che amplifica e trasforma l’intera esperienza.
Local: Tradizione e Contemporaneità
Il Local è un luogo che racchiude la territorialità del Veneto e lo spirito innovativo della gastronomia moderna. Guidato da Benedetta Fullin e Manuel Trevisan, il ristorante celebra la storia culinaria di Venezia con una visione contemporanea, creando un linguaggio gastronomico nuovo ma profondamente rispettoso della tradizione.
Con “La Sinfonia del Tè”, il Local non offre solo una cena, ma un’esperienza unica che nutre i sensi e l’anima. Un invito a scoprire il lato poetico della cucina, dove il tè diventa un protagonista discreto ma essenziale, rendendo ogni piatto una melodia indimenticabile.
Local Venezia
Salizzada Dei Greci, Castello
Venezia
L’avocado, ormai diventato un ingrediente amato sulle tavole italiane, si veste a festa per il Natale grazie a una nuova e creativa idea firmata F.lli Orsero. Quest’anno, il frutto esotico per eccellenza si presenta in una confezione che non passerà inosservata: una casetta di pan di zenzero riutilizzabile che unisce gusto, design e un tocco di magia natalizia.
Le iconiche casette di pan di zenzero, simbolo di calore e tradizione durante le feste, si reinventano in quattro varianti di colore: rosso, verde, blu e biscotto. Ogni confezione è decorata con disegni che richiamano i tipici ornamenti natalizi – pacchetti regalo, bastoncini di zucchero e ghirigori che sembrano fatti di ghiaccia reale. Non solo estetica: questo packaging è anche completamente riciclabile nella carta, perfettamente in linea con le sempre più diffuse esigenze di sostenibilità ambientale.
All’interno della casetta trovano spazio quattro piccoli avocado Hass, accuratamente selezionati per garantire la qualità che da sempre contraddistingue F.lli Orsero. Le dimensioni ridotte dei frutti li rendono perfetti per una porzione singola, ideali sia per un aperitivo sfizioso che per arricchire le ricette natalizie con un tocco esotico.
Ma la magia di questo regalo non si esaurisce una volta consumati gli avocado. La casetta può infatti essere trasformata in un vero e proprio addobbo natalizio: basterà inserire delle lucine all’interno per darle nuova vita come decorazione, creando così un’atmosfera calda e accogliente in qualsiasi angolo della casa.
Questa limited edition non è solo un regalo per gli amanti dell’avocado, ma un simbolo di un piccolo gesto di cura e attenzione durante le feste. Perfetta per augurare Buon Natale in modo originale e sostenibile, la confezione sarà disponibile in tutti i fruttivendoli, mercati e supermercati d’Italia a partire dal 1° dicembre, fino a esaurimento scorte.
Con questo tocco di creatività, F.lli Orsero porta un’ondata di freschezza esotica nelle tradizioni natalizie, dimostrando che anche un frutto può diventare parte del racconto magico del Natale.
Dida: Avocado di piccolo calibro in Limited Edition natalizia F.lli Orsero confezione casetta pan di zenzero riutilizzabile come addobbo o per un semplice pensiero natalizio.
Formato: 4pz (avocado 700 g)
Prezzo: a partire da 5,20€
Tra le strade di Alassio, culla di sapori e tradizioni liguri, si accende una nuova scintilla: RAL 3000 - Cucina di Fuoco. Questo ristorante, guidato dal talento dello chef Stefano Grano, propone una filosofia culinaria che fonde passato e presente attraverso l’elemento più antico della cucina: il fuoco.
RAL 3000 è un omaggio alla semplicità autentica. Il nome si ispira al sistema di standardizzazione dei colori: il "3000" identifica il rosso fuoco, una tonalità vibrante che racchiude l'essenza di questo ristorante. Qui, il fuoco non è solo un mezzo, ma il protagonista indiscusso, capace di conferire agli ingredienti profondità, intensità e un sapore primordiale.

In cucina, tutto è pensato per esaltare la potenza del calore vivo: carbone e legna - da olivo, vite e agrumi - vengono scelti in base alla stagione per conferire a ogni piatto il profumo e l’aroma ideali. Non c’è spazio per il gas o l’induzione: ogni preparazione celebra il ritorno all’essenziale, trasformando la cottura in un’esperienza sensoriale unica.
La filosofia dello Chef Stefano Grano
Classe 1996, Stefano Grano è uno chef che porta con sé una visione gastronomica costruita su esperienze stellate e una profonda connessione con il territorio. Dopo anni di formazione in ristoranti di altissimo livello, ha scelto di aprire il suo primo ristorante proprio ad Alassio, attratto dalla ricchezza della Liguria e dal desiderio di raccontarne la bellezza attraverso i sapori. Per Grano, cucinare non è solo tecnica, ma un gesto di condivisione, un ritorno alle radici per creare connessioni autentiche.

Il menù: un viaggio tra selvatico e territorio
Il menù di RAL 3000 cambia al ritmo delle stagioni, rispettando i principi del foraging e della alimurgia, due pratiche che privilegiano l’uso di ingredienti locali e spontanei. Lo chef raccoglie personalmente erbe e piante come ortiche e finocchietto selvatico, che diventano protagoniste di piatti ricchi di carattere e creatività.
Tra le proposte più rappresentative, lo Smoke bread con pesto e olio affumicato, l’Animella di vitello laccata proposta con abbinamenti sempre diversi a seconda della stagione, o l’Ortica in pastella, servita con limone, maionese all’erba cipollina e una robiola stagionata di capra.

Anche i dolci non passano inosservati, con creazioni come la Cheesecake basca, dalle delicate ma interessanti note affumicate e di caramello. Lo chef Grano collabora con piccoli produttori locali, promuovendo le eccellenze del territorio e valorizzando ingredienti autentici come olio, pesce e verdure selvatiche. Ogni piatto è un tributo a questa terra e alle sue radici, reinterpretate con sensibilità contemporanea.
Un luogo per vivere il fuoco
Con 50 coperti totali, di cui 16 disposti intorno a un bancone in granito che abbraccia la cucina a vista, il locale offre un’atmosfera conviviale e immersiva.

Qui, gli ospiti diventano spettatori di un teatro gastronomico, dove ogni gesto dello chef racconta una storia e ogni piatto prende vita sotto i loro occhi. L’ambiente, curato nei minimi dettagli, riflette la filosofia del ristorante: essenzialità, calore e autenticità, in un equilibrio perfetto tra informalità e alta cucina.
Aria Gelateria omaggia il tartufo
Sabato, 12 ottobre 2024, alla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, è stato presentato un nuovo progetto firmato da Davide Ferrero e Roberto Speranza, noti per aver creato Aria Gelateria a Torino.
In collaborazione con Uova Fantolino, i due maestri gelatieri hanno dato vita a un prodotto che omaggia uno dei simboli enogastronomici più preziosi del territorio: il tartufo bianco d’Alba.
La Fiera, giunta alla sua 94ª edizione, continua a essere uno degli eventi più attesi per gli amanti del tartufo e della cucina d’eccellenza.
Ogni anno, chef, e appassionati da tutto il mondo si ritrovano ad Alba per celebrare questo tesoro delle Langhe. In questo contesto, Ferrero e Speranza hanno scelto di lanciare Trifulè, un gelato che è già destinato a far parlare di sé. Il nome, che in piemontese significa “cercatore di tartufi”, evoca l’arte secolare della ricerca di questo fungo raro e prezioso.
Il gelato, dalla consistenza vellutata, racchiude il profumo inconfondibile del tartufo bianco d’Alba, arricchito da un crumble al cacao che ne esalta i contrasti.
Aria Gelateria, già conosciuta per la sua filosofia innovativa e per l’utilizzo di ingredienti naturali di alta qualità, si conferma ancora una volta un laboratorio di sperimentazione all’avanguardia.
Il gelato al tartufo, con la sua delicatezza e complessità, si distingue come un dolce pensato per essere assaporato lentamente.
“Trifulè non è solo un gelato, è un’esperienza sensoriale che invita a prendersi il tempo necessario per gustarlo e riflettere sul suo sapore unico”, ha dichiarato Ferrero durante la presentazione.
Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione con Uova Fantolino, un’azienda rinomata per la qualità delle sue uova, che aggiunge una nota cremosa e avvolgente al prodotto finale. Nel mondo della gastronomia, innovare significa spesso osare.
Come disse lo chef spagnolo Ferran Adrià, “La creatività è non copiare”. Con Trifulè, Ferrero e Speranza hanno scelto di non imitare, ma di creare qualcosa di nuovo, unendo il gelato, simbolo di freschezza e golosità, con il tartufo bianco, re della tavola autunnale. Un incontro audace che non mancherà di stimolare la curiosità dei palati più esigenti.
Aria Gelateria- Via Santa Giulia, 32 - Torino
www.ariagelateria.it
Il Natale 2024 dello storico Caffè Gilli di Firenze è gustoso e scintillante, con le creazioni di alta pasticceria del Maestro Massimo Davitti: dal Panettone artigianale realizzato in cinque tipologie differenti al Panforte classico
Il ristorante La Fornace di San Vittore Olona (Mi) si presenta come un rifugio gastronomico, dove il fuoco diventa il grande protagonista di un'esperienza culinaria che intreccia tradizione e innovazione. Situato all'interno di una vecchia fornace che un tempo produceva mattoni, questo locale ha saputo reinventarsi, portando alla ribalta la cottura primordiale, un simbolo di convivialità e di piacere a tavola.

La scelta del fuoco come elemento centrale non è casuale: la brace e l’affumicatura non sono solo metodologie di cottura, ma autentici esaltatori di sapore che conferiscono a ogni piatto un carattere unico, regalando un’impronta distintiva a ciascun morso. Il menu del ristorante è ricco di piatti cucinati alla brace, affumicati e anche finiti direttamente a tavola con il cannello. Non si tratta solo di creare uno spettacolo suggestivo, ma di arricchire l’esperienza gastronomica, portando un valore aggiunto al gusto.
La Fornace, da sempre, ha puntato sulla freschezza e sulla qualità delle materie prime, con proposte stagionali che includono eccellenze come il tartufo bianco, porcini freschi, ostriche, crudi di pesce e crostacei. Un retaggio di riconoscibilità che risale agli anni Novanta, quando il ristorante si è affermato come pionieristico nel proporre ingredienti pregiati. Questo legame con il passato è reso evidente nel design del logo, che incorpora un camino stilizzato, e nei caratteristici carrelli esterni, oggi divenuti fioriere, a testimonianza della sua storia.

L'atmosfera all’interno del ristorante è elegante e rilassata, un perfetto equilibrio tra raffinatezza e comfort senza eccessi di formalità. I toni sobri e i dettagli ricercati, come i bonsai che adornano i tavoli, creano un ambiente intimo e originale, ideale per una cena romantica o un incontro di lavoro. Grazie alla vicinanza con la nuova fiera di Milano, il ristorante attira anche una clientela business, con soluzioni dedicate per banchetti e meeting.
La cucina è guidata dallo chef Vincenzo Marconi, un professionista con una lunga carriera alle spalle e significative esperienze internazionali, tra cui Madrid. Vincenzo porta nel suo approccio la volontà di esaltare la qualità degli ingredienti, realizzando piatti equilibrati e dal gusto ben definito. La sua filosofia si riflette nel costante aggiornamento del menu, che varia in base alle stagioni e alle materie prime disponibili. Tra antipasti, primi, secondi e dessert, il fuoco gioca un ruolo fondamentale, spesso culminando in preparazioni che conquistano il palato e l’immaginazione.

Per chi desidera un’esperienza ancora più esclusiva, La Fornace offre una saletta privata dotata di uno Chef’s Table sospeso, pensata per un massimo di dieci persone. Qui, l’intimità della cena si sposa con l’arte culinaria di Vincenzo, per un’occasione speciale.
In sintesi, il ristorante La Fornace ha saputo trasformare il fuoco in un elemento centrale della propria proposta gastronomica, creando un luogo dove il cibo è un mezzo per condividere momenti di gioia e convivialità, riscoprendo sapori autentici e arricchendo l’esperienza del cliente con attenzione e dedizione. Chi entra in questo ambiente è invitato a lasciarsi avvolgere da un'atmosfera calda e accogliente, dove ogni piatto racconta una storia e ogni cena diventa un ricordo da custodire.
"Il cibo è simbolo di amore quando le parole sono insufficienti." - Alan D. Wolfelt
Questa citazione racchiude perfettamente il significato che gli studenti italiani attribuiscono al cibo, soprattutto nei momenti di maggiore stress e concentrazione. In un contesto frenetico fatto di lezioni, esami e ore di studio, non ci sono parole che possano trasmettere meglio la sensazione di conforto che un piatto caldo e familiare sa regalare. Ecco perché il food delivery non è solo una questione di praticità: diventa un gesto d’amore, una piccola coccola che arriva a casa con pochi clic, offrendo un momento di pausa gustoso e rigenerante.
Just Eat, leader nel settore del digital food delivery, ha indagato le preferenze degli studenti italiani, rivelando una chiara tendenza: pasta, pizza e dessert rimangono in vetta alle scelte quotidiane, come simboli di una tradizione che non si abbandona nemmeno davanti alla comodità della cucina internazionale. La pasta, in particolare, è considerata irrinunciabile per il suo apporto energetico e per il comfort che trasmette, come un abbraccio familiare che sostiene nei momenti di maggior pressione.

Ma è la pizza la vera protagonista: con la sua crosta croccante e il formaggio filante, rappresenta una piccola gioia che celebra ogni traguardo o consola nei momenti più difficili.
Insomma, quando le parole sono insufficienti a esprimere l’affetto e la cura, è il cibo a parlare, diventando un alleato insostituibile per i giovani che, tra una sessione di studio e un esame, trovano nei loro piatti preferiti la forza e l’energia per affrontare la giornata.
Pasta, pizza e comfort food: il cibo della tradizione
Gli studenti dimostrano un forte attaccamento alle radici culinarie italiane. La pasta è considerata una compagna irrinunciabile nei momenti di studio più intensi, con il 54% che la sceglie per il suo apporto energetico e il comfort che trasmette. Un piatto fumante di spaghetti al pomodoro sembra quasi avere il potere di ristorare corpo e mente, con il suo aroma avvolgente che riempie la stanza di ricordi familiari e sensazioni rassicuranti.
Ma è la pizza la vera regina tra i giovani universitari: la sua crosta croccante e il formaggio filante sono un’icona di celebrazione (54%) e una consolazione nei momenti difficili (34%). In particolare, la pizza margherita rimane la scelta più amata, grazie al suo sapore semplice e autentico.

E quando si tratta di dessert, i dolci diventano una dolce carezza dopo una bocciatura per il 31% degli intervistati, o una celebrazione del successo per il 38%. Dai classici tiramisù e panna cotta ai più moderni cupcake e cheesecake, ogni morso trasporta in un piccolo mondo di dolcezza capace di alleviare lo stress degli esami.
Preferenze regionali e nuove tendenze
Anche i gusti riflettono la forte identità regionale degli studenti. A Roma i supplì sono tra i più richiesti, mentre a Napoli dominano i crocchè, simboli di un radicamento alla cucina locale. Il comfort del cibo tradizionale è irrinunciabile, tanto che anche nelle città universitarie più grandi come Milano e Bologna si riscontra una forte richiesta per piatti che rievocano i sapori di casa.
Quando il food delivery diventa un rito serale
La sera è il momento d’oro per il food delivery. Dopo una lunga giornata di studio, gli studenti trovano nella cena a domicilio un momento per rilassarsi e ricaricare le energie. Ordinare cibo diventa un rito serale, un’occasione per riunirsi con amici o compagni di corso, condividere una pizza o un piatto di sushi, e chiudere la giornata con un’esperienza conviviale. Non è solo questione di comodità: è un modo per prendersi cura di sé, senza dover pensare a cucinare o fare la spesa.
Just Eat e gli studenti: iniziative su misura
Proprio per rispondere a queste esigenze, Just Eat ha lanciato una serie di iniziative mirate. Durante il mese di ottobre, 400 mila volantini con codici sconto verranno distribuiti presso i campus universitari di 42 città italiane, offrendo ai giovani la possibilità di ottenere 4€ di sconto su un ordine minimo di 12€. In quattro città principali — Milano, Roma, Torino e Bologna — Just Eat attiverà anche un tour con hostess e cargo bike per coinvolgere gli studenti con giochi interattivi e premi, trasformando l’esperienza del food delivery in un momento di divertimento e condivisione.
Con la sua offerta che spazia dalle cucine tradizionali ai sapori esotici, il food delivery non è solo una questione di praticità, ma diventa un’esperienza che accompagna gli studenti nei momenti di gioia, di stress e di relax. In fondo, come suggerisce la citazione iniziale, è proprio attraverso il cibo che riusciamo a esprimere affetto e a prenderci cura di noi stessi, anche quando le parole non bastano.



Orbetello si prepara ad ospitare Gustatus 2024, dal 31 ottobre al 3 novembre 2024: quattro giorni di degustazioni enogastronomiche, cultura, eventi, spettacoli dal vivo e divertimento per tutte le età, nel cuore della Maremma Toscana

HEINEKEN continua ad essere leader non solo nel settore birrario, ma anche nell’innovazione e nella promozione di un consumo responsabile, con l’obiettivo di rimanere al centro della socialità italiana anche nei prossimi 50 anni.
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