
Abbinamenti sorprendenti e in cui spicca la qualità
Lo chef che unisce Sol Levante e Italia
Lo chef Koji Nakai è un punto di riferimento a Roma con i suoi due ristoranti per chi ama la cucina giapponese; ha portato la sua cucina in Italia nel 2008, dopo aver trovato la sua ispirazione nel nonno cuoco. Studia la gastronomia italiana fino al 2022, quando apre il suo primo ristorante; con un enorme bagaglio di esperienze, unisce nella sua attività armonia e fusione. Nel secondo ristorante, aperto nel 2024, propone piatti della mamma e della nonna, non tralasciando quindi la tradizione e le sue radici. Non possono mancare sakè e birre giapponesi, molto apprezzate dal pubblico romano. Lo chef ha riscosso moltissimo successo con le sue ricette tradizionali ma soprattutto con la sua apertura verso le influenze e culture gastronomiche diverse.

Una serata per sperimentare nuovi abbinamenti
Per questo motivo, lo chef sarà presente il 6 marzo a MidNite Chef presso il Nite Kong, club di Patrick Pistolesi in cui si analizza e sperimenta l’abbinamento di cocktail a cucina d’autore il tutto interpretato da grandi nomi. In questa serata vedremo quindi l’abbinamento di cocktail a una cucina dalle fondamenta giapponesi, ma sicuramente con qualche contaminazione italiana. Lo chef stesso riferisce come negli ultimi tempi sia molto alto l’interesse per la combinazione di mixology di alto livello con la cucina nipponica, e di come sia orgoglioso e felice di lavorare a questo progetto.

Il menù
Il menù studiato dallo chef per l’occasione prevede quattro portate accompagnate da quattro cocktail, e ha un costo di 90 euro. Le scelte dello chef sono:
- Amuse - Japanese tacos - Bocconcini di gamberi conditi con maionese allo yuzu, tartare di salmone e crema di avocado,serviti su una nuvoletta di gamberi.
- Antipasto - Tataki Hamachi (ricciola giapponese) grigliata su crema di melanzane affumicate e servita con insalata di puntarelle e una spolverata di bottarga.
- 寿司 sushi Nigiri Omakase style.
- 巻 Maki Aroma - Uramaki con tonno e avocado, top di tartare di tonno rosso, capperi, pomodorini secchi, pesto di olive e basilico.
Una proposta sicuramente interessante e stimolante, soprattutto se abbinata a cocktail speciali e creati ad hoc, magari a base di sakè, come sottolinea Nakai.
L’arte della pasticceria è un linguaggio di gesti precisi e audaci, e Fabrizio Camplone la parla con disinvoltura. Per San Valentino, la sua Pasticceria Caprice di Pescara presenta una serie di creazioni che fondono estetica e tecnica, rivelando una sensibilità che si avvicina all’arte.
Torta Love: un gesto di equilibrio perfetto
C’è qualcosa di ineluttabile nella Torta Love, una composizione che gioca con le tensioni tra morbidezza e croccantezza, tra dolcezza e accenni di sapidità. Il guscio di cioccolato al latte, sottile e impeccabilmente liscio, protegge un cuore di creme alla mandorla e caramello, bilanciato con una precisione che non ammette sbavature. Un dolce che sa di intimità, capace di evocare i ricordi di un primo bacio o di una serata condivisa tra sguardi e risate.

Le monoporzioni: studi di leggerezza e struttura
La collezione di monoporzioni di Caprice sembra ispirarsi alla scultura contemporanea, con superfici lucide, volumi netti e proporzioni calibrate al millimetro. Ogni creazione è un piccolo esperimento di consistenze e suggestioni.
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Millefoglie: una stratificazione di precisione quasi ingegneristica, che alterna il croccante delle sfoglie al cedevole della crema, come una storia d’amore fatta di momenti di attesa e di esplosione di emozioni.
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Saint Honoré: un’esplosione controllata, dove il rigore della pasta choux si incontra con la morbidezza della chantilly e la tensione della glassa caramellata. Un contrasto che ricorda la dolce imprevedibilità dei sentimenti.
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Mousse lampone e fondente: il lampone vibra come una nota acida sopra la profondità burrosa del cioccolato, come un battito d’ali che rompe il silenzio di una serata romantica.
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Cioccolato bianco e lamponi: un esercizio di delicatezza, che usa la dolcezza per mettere in risalto la brillante freschezza della frutta, come due anime che si completano a vicenda.

Le tavolette di cioccolato: pura materia prima
Infine, le tavolette di cioccolato, bianco, al latte e fondente, si collocano in una dimensione di essenzialità assoluta. Sono un omaggio alla materia, all’intensità e alla purezza, senza orpelli. Il loro minimalismo è un’affermazione di fiducia nei confronti dell’ingrediente e, come ogni gesto d’amore sincero, non ha bisogno di eccessi per lasciare il segno.

Con queste creazioni, Fabrizio Camplone conferma che la pasticceria, nelle mani giuste, può avvicinarsi alla scultura e alla pittura, un’arte di precisione, sensibilità e proporzioni perfette. Le sue opere, disponibili presso la Pasticceria Caprice di Pescara, non sono solo dolci: sono esperienze sensoriali, gesti d’amore da assaporare e ricordare.
Pasticceria Caprice
piazza Garibaldi 29, Pescara, Italy
tel. 085 691633
fabriziocamplone.eu
La competizione che vede come protagonista il simbolo culinario dell’Italia per eccellenza
Molino Dallagiovanna promuove anche quest’anno il contest dedicato ai pizzaioli professionisti, dando inizio alla quarta edizione. Per incoronare il nuovo “Dallagiovanna Pizza Ambassador” quest’anno ci saranno dei partner d’eccezione: TheFork spicca tra questi, leader nel mondo delle applicazioni per la prenotazioni online di ristoranti e locali, e TheFork Manager che assegnerà un premio a uno dei finalisti. Un altro nome presente tra i mediapartner è Gambero Rosso, punto di riferimento per gli appassionati di gastronomia e nome che conferisce autorità e prestigio alla competizione. Anche Moretti Forni è partner di questa iniziativa, azienda che primeggia nel settore delle tecnologie di cottura dei prodotti lievitati.
Un lungo percorso fino alla vittoria
Il titolo arriverà al vincitore dopo non poche sfide: infatti, si inizia con nove gare regionali, tre al Nord, tre al Centro e tre al Sud Italia, che decreteranno i migliori pizzaioli di ogni zona. Dopodiché si terranno le tre semifinali, per poi passare alla grande finale nella sede di Molino Dallagiovanna a Gragnano Trebbiense (PC) nel settembre 2026.
Nell’edizione 2024 il vincitore è stato Riccardo Tamburrano, classe 1994 che ha stupito e conquistato la giuria con la più iconica delle pizze: la Margherita. La giuria d’eccezione era composta da critici, giornalisti, pizzaioli esperti e presieduta da Luca Valle, il vincitore della seconda edizione.

Le iscrizioni sono aperte fino all’11 aprile 2025, dopodiché la scena della pizza italiana si prepara ad accogliere tutti i partecipanti in una sfida piena di sorprese e creatività.



AREA - PIZZA E CANTINA
Via Pannonia 44, Roma (Appio Latino)
lun/ven: 19.30 - 23.00
sab e dom: 12.30 - 23.00
T. +39.0695226152
PER MAGGIORI INFO:
Nerina Di Nunzio
Aperitivo dedicato a Picasso e uno scorcio di mare per il pranzo della domenica
Pacini Group ritorna con altri due eventi all’insegna del lusso e di esperienze memorabili, coinvolgendo il Divinity Restaurant & Lounge Bar, al sesto piano del The Pantheon Hotel.
L’aperitivo
Dal 27 febbraio, tutte le sere sarà presente al rooftop di The Pantheon Iconic Rome Hotel “Picasso - a Divinity Experience”: si tratta di un aperitivo che unisce tradizione italiana e spagnola, ispirato e creato per omaggiare la primavera romana del famoso pittore. Infatti, l’artista rimase molto affascinato dalla città e prese molta ispirazione dalla sua arte antica durante la sua permanenza , in cui fece anche la conoscenza della sua futura moglie.
Questo aperitivo è composto da tre signature cocktails, ispirati a tre momenti simbolici del soggiorno a Roma di Picasso.
Il primo si chiama “Lo Straniero”, raccontando il primo arrivo in città nel 1917 e lo sguardo appunto da “straniero” su un posto nuovo e sconosciuto; presenta vermouth chinato infuso al caffè, bitter Fusetti al cacao, Sherbet agli agrumi e soda al pompelmo, un twist sul classico Americano con note agrumate e amare che evocano la Roma dei caffè storici.
Il secondo è invece “Parade”, stesso nome del balletto di cui l’artista curò la scenografia, ed è realizzato con gin infuso allo zafferano, cordiale al kumquat, succo di lime e succo di mirtillo rosso; insomma un cocktail con colori che richiamano il sipario del teatro e il sole romano.
L’ultimo è stato chiamato invece “Olga”, in onore della ballerina Olga Khokholova che segnò e influenzò profondamente l’arte di Picasso, che presenta sfumature eleganti e raffinate.
Ad accompagnare questi elaborati cocktails troviamo delle tapas dal gusto spagnolo: “Pulpo Parade” con polpo piastrato, peperoni, patate e paprika; “Mozzarella 38°: Pan y Tomate” con mozzarella di bufala, pane di semola, pomodoro e basilico; “Manzo y Mar” con tartare di manzo, salsa aioli all’aglio, alici del Mar Cantabrico, insalata e cipolla rossa.
Domenica a pranzo affacciati sul mare
Ogni domenica di marzo a partire dal giorno 9, il ristorante con terrazza Divinity ha pensato ad un’esperienza culinaria dai sapori di mare con un’incantevole vista della città di Roma. “Mare sui Tetti” prevede tre “Giri di Boa” per il pranzo della domenica, che presentano piatti raffinati e freschi, curati nel minimo dettaglio. Il primo “Giro di Boa” comprende focaccia alle erbe mediterranee e bottarga, impepata di cozze, carpacci e sapidità marine, fritto di alici;il secondo vede come protagonisti spaghetti alle vongole e friggitelli, fregola e triglie. Il terzo invece conclude con seppia con piselli e patate, bocconcini di dentice alla mugnaia di limone selvatico; per chi desidera vivere l’esperienza completa degustando l’intero menù, è possibile anche richiedere il “Gran Giro di Boa”.
Il Divinity Restaurant & Lounge Bar combina così il concept dello chef Francesco Apreda con la guida del Resident Chef Luca Decembrino, portando un viaggio tra sapori diversi e pieni di innovazione e creatività su una terrazza dalla vista mozzafiato adatta ad ogni tipo di occasione.
Un percorso gastronomico ricco e tradizionale in attesa del festival pugliese dedicato alla pizza contemporanea
A fine marzo Taranto si riempirà di vita ospitando il Festival pugliese dedicato alla pizza contemporanea e, per ingannare l’attesa, dal 28 di gennaio partirà un “evento prima dell’evento” che darà spazio ai migliori pizzaioli pugliesi e alla tradizione italiana, parlandone attraverso prodotti tipici e ricette, ma senza privarsi di un tocco di innovazione e contaminazione regionale.
Le cene a 4 mani
Sarà un mese e mezzo all’insegna della gastronomia, dei sapori e del confronto: in dodici serate saranno presentati ventiquattro chef, dodici chef resident che nel loro locale ospiteranno ogni volta uno chef di un altro territorio per dar vita ad una vera e propria “cena a 4 mani”, in cui tradizione, innovazione e prodotti tipici creeranno piatti ed esperienze sensoriali volte a celebrare il gusto dell’Italia.
Il menù e le speciali materie prime
Il menù delle cene prevede una entrée con il classico fritto napoletano, composto da una proposta di montanarina e una frittatina, seguita da una degustazione che include una margherita, una pizza bianca e i due “cavalli di battaglia”: una pizza ideata dallo chef resident e una proposta firmata dall’ospite.
In questa collaborazione avranno un ruolo fondamentale le esperienze di ciascuno chef e il confronto sulle materie prime, come ad esempio le Farine Petra, della pasta del Consorzio di Gragnano (protagonista dell’antipasto) e nella classica frittatina un tesoro del gusto: la treccia dop di Gioiella; l’acqua Ferrarelle, i vini no alcol di Varvaglione1921, una ricca selezione di vini autoctoni tradizionali, i prodotti di So Food, messi a disposizione da olio EVO Guglielmi, olio Zucchi, il pregiato pomodoro Gran Gusto e le verdure dell’azienda agricola Itria.
Il calendario si apre con Bari, per passare a Cerignola, poi a Gallipoli, Lecce, Monopoli, Margherita di Savoia e tanti altri ancora.
Ogni serata avrà caratteristiche uniche e un risultato gastronomico entusiasmante, regalando alla regione un’anticipazione perfetta al suo grande festival.
Si scopre il nuovo giovane talento della pasticceria
Il 27 febbraio è una data da segnare sul calendario per la pasticceria, che si tratti di alberghi di lusso o ristoranti. Infatti, in sede CAPAC, avrà luogo la finale di EmergentePastry, un concorso nato per valorizzare e mettere in luce i giovani più talentuosi della scena italiana della pasticceria. L’appuntamento, in viale Murillo 17, è previsto per le ore 12 sia per i giurati che per coloro che vorranno assistere alla competizione e alla presentazione dei dolci.
Il concorso EmergentePastry
EmergentePastry è una gara di pasticceria che punta a far emergere le giovani promesse della pasticceria italiana, profili sempre più richiesti dalle strutture alberghiere e ricettive. Il settore Ho.re.ca sta vivendo una stagione felice e Witaly ha deciso di istituire questo concorso e il titolo di “Emergente Pastry Chef” dal 2019 per mettere in luce i capolavori dei giovani chef, ma soprattutto la qualità e la determinazione che mettono in gioco durante la loro formazione.

EmergentePastry nel tempo
La prima edizione è stata quella del 2019, in cui Elisa zanelli ha vinto il titolo allora in forze al Ristorante Rose Salò (BS).
Durante la pandemia il concorso in presenza si è fermato, ma si è comunque mantenuta alta l’attenzione tramite alcuni contest online; questi hanno poi permesso di riprendere alla normalità nel novembre 2021, presso l’Irca Academy di Gallarate, dove un altro nome femminile ha conquistato il titolo: Debora Vella già Dolce Locanda Perbellini Verona, poi alla Madonnina del Pescatore**, ora all’Atelier Gourmet a Gatteo a mare (FC).
Nel 2023 invece, in sede CAPAC, il trionfo è stato di Riccardo Bazzo, già pastry chef del ristorante La Peca ** a Lonigo (VI), oggi avviato in un nuovo progetto ad Hangzhou, in Cina, per una nuova apertura dello chef Enrico Bartolini.
Quest’anno ogni concorrente presenterà due dessert al piatto, un finger food dolce e uno salato. Al termine verrà premiato il Miglior EmergentePastry 2025 e seguirà un brindisi e un buffet dove saranno presentati i finger proposti in gara.
Il Team Italia si lascia ispirare da Leonardo da Vinci alla Coupe du Monde de la Pâtisserie 2025
L’Italia si aggiudica il sesto posto alla Coupe du Monde de la Pâtisserie 2025, rispondendo al tema del patrimonio nazionale con un nome d’eccellenza: Leonardo da Vinci è stato infatti modello e ispirazione per i pasticceri che quest’anno si sono cimentati in una gara completa di dessert gelato, dessert da ristorazione, e “show del cioccolato”, con la grande chiusa del buffet finale. Il tema di quest’anno chiedeva ai partecipanti di mostrare, tramite abilità tecnico-artistiche, le peculiarità e le caratteristiche del proprio Paese, ma anche di dare prova della ricchezza gastronomica tramite materie prime tipiche e di qualità.
Le tre creazioni
Come dessert gelato, il team ha realizzato “The Da Vinci Code”, che vuole far risaltare la capacità di Leonardo di creare codici e intricati meccanismi di movimento. Il dolce è prova fisica della precisione e della capacità tecnica del team che ha replicato fedelmente il “Cryptex”: appare infatti come un’elaborata cassa cilindrica contenente un messaggio nascosto, "dispositivo segreto" presente nel romanzo “Il codice da Vinci” di Dan Brown.
Il dessert da ristorazione appare delicato e leggero attraverso la forma di una nuvola, a simboleggiare il grande elemento di interesse e ispirazione che il cielo era per il genio.
In questo dolce si apprezzano le materie prime scelte dal Team per rappresentare l’Italia, partendo dal limone di Amalfi e abbinandolo a zafferano e nocciole.
Lo “show del cioccolato” prende spunto dalle “macchine volanti” di Leonardo, concentrandosi sul dirigibile e presentandolo in una fedele ed elegante ricostruzione di cioccolato; la presentazione scenica comprendeva costumi da aviatori per i pasticceri, “Volare” di Modugno in sottofondo e delle ingegnose nuvole che supportavano e facevano letteralmente fluttuare il dolce con l’aiuto di alcune calamite.
Purtroppo un colpo di scena ha preceduto l’allestimento delle opere sul tavolo del buffet finale: la scultura di zucchero (ancora una volta ispirata a Leonardo) completa di meccanismi a ingranaggi si è frantumata durante il trasporto, lasciando la giuria con l’amaro in bocca.
Nonostante ciò sono stati riconosciuti al Team Italia elogi per la presentazione e l’accuratezza nei minimi dettagli del lavoro.
Il Team è soddisfatto del lavoro portato a termine e delle innovazioni tecniche e di gusto mostrate durante la competizione, ed è pronto a rimettersi all’opera per stupire di nuovo la giuria.
L’appuntamento dedicato al brunch nei giorni speciali di questa primavera
Il brunch nasce in Inghilterra durante il XIX secolo, come buffet dopo le battute di caccia degli aristocratici, ma diventa una tradizione come la conosciamo ai giorni nostri solo negli anni ‘30 del XX secolo, negli Stati Uniti. Nelle grandi città adesso è diventato sempre più comune uscire per un brunch (di solito nel weekend), un pasto completo e informale che si può consumare dalla tarda mattinata al primo pomeriggio e che offre qualsiasi tipo di pietanza; è così simbolo di convivialità e condivisione, ma anche di pausa dalla vita frenetica di tutti i giorni.
L’Excelsior Hotel Gallia, a Luxury Collection Hotel a Milano presenta “Finalmente Domenica”, un evento suddiviso in quattro appuntamenti che hanno come punto focale il brunch. Con questa iniziativa si vuole far riscoprire alle persone il piacere del pranzo domenicale in un ambiente raffinato e accogliente come può esserlo il Gallia Restaurant, cogliendo l’occasione per festeggiare in compagnia le giornate più importanti dei mesi a seguire: il 16 febbraio per San Valentino, il 16 marzo per la Festa del papà, il 20 aprile per celebrare Pasqua e l’11 maggio per la Festa della mamma.
Celebrare San Valentino
La data più vicina, che vuole celebrare la giornata dell’amore, offre un brunch che comincia alle 12.30 e termina alle 15.30, e che prevede la collaborazione con la Cucina San Salvatore, simbolo della tradizione enogastronomica cilentana. Gli Executive Chef Antonio e Vincenzo Lebano hanno creato per l’occasione un menù composto da piatti creati al momento, dolci appena sfornati e un gran buffet di antipasti.
Il menù
Tra le proposte spiccano le "Ostriche", i “Maritozzi dolci e salati”, il “Capocollo e crudo d’Oggiono alla Berkel”, ”Hummus di ceci con limoni canditi e olive”, le “Ricottine, primosale e bocconcini di bufala della Latteria San Salvatore”.
Per rendere ancora più speciale l’offerta, grazie alla collaborazione con questa realtà nata nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, la live station di Concetta e Antonellina “Le Massaie del Cilento” preparerà al momento alcuni dei piatti distintivi del Salento, come ad esempio i “Fusilli al ferretto con sugo cilentano”, oppure “Lagane e ceci di Cicerale” o ancora “Polpette al sugo”.
Non poteva mancare il dessert, che sarà composto da una selezione di dolci creati dal party chef Stefano Trovisi.
Ring for Bubbles
La ciliegina sulla torta riguarda però le bevande: infatti, un tocco in più è dato da “Ring for Bubbles”: suonando un campanello gli ospiti potranno richiedere un calice di bollicine.
Sarà anche presente un intrattenimento dedicato ai più piccoli e che renderà l’esperienza memorabile per tutta la famiglia.
Stefano Callegaro porta la sua cucina a Ghe Sem per una cena speciale, dove i ravioli gourmet si incontrano con quattro salse inedite
Venerdì 24 gennaio 2024, il ristorante Ghe Sem di Milano ospiterà una serata unica con Stefano Callegaro, il vincitore della quarta edizione di MasterChef Italia. In un'atmosfera conviviale e creativa, Stefano porterà la sua esperienza culinaria a Ghe Sem, presentando quattro salse esclusive, da lui ideate, abbinate a una selezione di dieci ravioli gourmet preparati dal ristorante.

L’evento, che avrà luogo a partire dalle ore 19:30, rappresenta una straordinaria collaborazione tra il talento di Stefano Callegaro e la maestria di Ghe Sem nella preparazione dei ravioli. Durante la serata, il vincitore di MasterChef non solo racconterà il processo creativo delle sue salse, ma sarà anche protagonista del dialogo con gli ospiti, rispondendo alle domande e condividendo momenti di convivialità. Il tutto si svolgerà in un’atmosfera informale, in cui si mangerà con le mani, per vivere il cibo in modo autentico e coinvolgente.

Ghe Sem è un ristorante che ha saputo reinventare il raviolo, ispirandosi alla forma e consistenza dei tradizionali dumpling cinesi, ma con un’inconfondibile impronta italiana. Con oltre 25 varianti di ravioli, anche dolci, il menu propone ripieni sorprendenti e accostamenti che spaziano dal cacio e pepe all’amatriciana, dalla norma al polpo alla luciana. Ogni raviolo è un piccolo scrigno di sapore, preparato con impasti freschi e farciture fatte a mano nel laboratorio del ristorante, dove un team altamente qualificato si occupa di ogni dettaglio. La chiusura manuale e l’attenzione per i particolari rendono ogni piatto un’esperienza unica.
La cena del 24 gennaio vedrà quattro salse inedite di Stefano Callegaro, abbinate ai ravioli di Ghe Sem, creando un incontro perfetto tra la tradizione della pasta italiana e la creatività gastronomica. Ogni piatto sarà un’esplosione di sapori, offrendone una combinazione che varierà a ogni boccone.
Il costo della serata è di 45 euro a persona, inclusi i ravioli gourmet con le salse speciali, una bibita, l’acqua e il coperto. I posti sono limitati e le prenotazioni sono obbligatorie, quindi Ghe Sem invita gli amanti della buona cucina a non perdere questa occasione imperdibile.
Perfette per una pausa golosa o per un pasto ready to go e ricco di gusto, le proposte gastronomiche di Otto Pizza, a due passi dai Navigli, si fanno apprezzare tutto l'anno e sono pronte a rendere questi giorni di festa ancora più speciali.
Situato nel cuore pulsante di Milano, Otto Pizza è diventato un punto di riferimento per chi cerca una pizza che unisce gusto, freschezza assoluta degli ingredienti e una preparazione artigianale da dieci e lode, che supporta l'utilizzo dei Grani Antichi.
La Filosofia di Otto Pizza
Otto Pizza non è solo una pizzeria: è un'esperienza gastronomica che celebra lo streetfood della Campania più autentica e verace. Accanto alle pizze al taglio, infatti, spiccano le vere specialità del locale, il panuozzo, la pizza al ruoto, quella di scarole, la parigina. Ciascuna di esse racconta un pezzettino di tradizione, di famiglia, di ricette tramandate, di casa. Non solo cibo, ma esperienza e ricordo. Un plus che Gino De Pari, che insieme alla moglie Giusy ha ideato e porta avanti con amore e dedizione questo piccolo locale affacciato su corso San Gottardo, considera il fiore all'occhiello: "I nostri clienti originari della regione, ci dicono che amano venire da noi perché ritrovano i sapori di casa": E se i Campani vengono da Otto per ritrovarsi, per i locals (milanesi e no) Otto è una scoperta che spinge a ritornare.
L'Impasto: Il Cuore della Pizza
Uno degli elementi che distingue Otto Pizza è senza dubbio l'impasto. La preparazione segue una ricetta tradizionale, ma con un processo di lievitazione naturale che permette alla pasta di raggiungere una leggerezza unica. Questo impasto, che viene steso a mano, è caratterizzato da una consistenza morbida e ariosa, che diventa croccante ai bordi durante la cottura in forno. Leggero, gustoso e altamente digeribile, la combinazione che rende i prodotti di Otto indicati anche per una pausa pranzo al volo o - perché no - per coccolarsi con una merenda salata.
La Qualità degli Ingredienti
Ogni specialità di Otto Pizza è un omaggio alla qualità degli ingredienti. Dalla mozzarella di bufala campana, all'olio extravergine di oliva, passando per pomodori San Marzano e salumi di prima scelta, fino alle alici di Cetara, ogni elemento viene scelto con una cura meticolosa. La scelta di ingredienti freschi e genuini garantisce che ogni morso sia un'esplosione di sapore autentico e ricco, proprio come vuole la tradizione campana. Imperdibili (e quasi introvabili a Milano), il panuozzo, un maxi panino realizzato con lo stesso impasto della pizza e farcito con salsiccia, provola e friarielli o provola e porchetta di Ariccia, la pizza al ruoto, un classico da preparare in casa nelle sere del finesettimana, la parigina (curiosità, il nome non è legato alla capitale francese ma è una crasi di pp'a reggin, per la Regina in dialetto napoletano, che ne rintraccia le origini in un possibile omaggio alla regina Maria Carolina D'Austria, che a quanto pare adorava far merenda con questo ripieno di pasta sfoglia che racchiude mozzarella, pomodori e prosciutto cotto), la pizza di scarole che in Campania rappresenta proprio uno dei piatti legati alle festività Natalizie. Quale tra queste vi è venuta voglia di provare?
Otto Pizza Milano
Corso San Gottardo, 28
Instagram ottopizza_mi
C’è chi dice che San Valentino sia solo una trovata commerciale. E poi c’è chi sa che la vera seduzione passa dalla tavola. Perché una cena ben riuscita non è solo cibo: è atmosfera, è cura dei dettagli, è un equilibrio perfetto tra emozione e sapore. Il Saint Georges Premier, immerso nel cuore del parco di Monza, sa esattamente come trasformare una serata romantica in un’esperienza memorabile.
Alla guida della cucina c’è Giuliano Fusaro, giovane e talentuoso chef che prende la tradizione mediterranea, la alleggerisce e la rende contemporanea, senza snaturarne l’anima. Il risultato? Un menù pensato per chi ama il bello e il buono, senza compromessi.
Si parte con un Gianduiotto di baccalà su pane al nero di seppia – perché la seduzione inizia sempre con un dettaglio inatteso. Gli antipasti sono un viaggio tra delicatezza e intensità: Salmone Ora King con salsa agli agrumi e nasturzio e Scampo al verde con Rosa di Gorizia e salsa Ponzu, un’ode alla freschezza e all’equilibrio perfetto.

Il primo piatto è pura poesia: Risotto Carnaroli mantecato allo zenzero, melograno e gambero rosso, dove la sapidità incontra la dolcezza e il tocco pungente dello zenzero fa il resto. Il secondo è per chi ama i sapori avvolgenti: Rombo arrosto con doppia consistenza di carciofi e fumetto all’anice, un piatto che gioca su contrasti e profondità.
E per concludere? La dolcezza non può mancare, ma senza banalità: Biscotto al cacao, mousse di cioccolato fondente e gel al lampone. Perché il fine cena, come il fine serata, deve lasciare il segno.
Una cena al Saint Georges Premier è un investimento nelle emozioni. Un luogo dove l’eleganza incontra la sostanza, la cucina è un atto d’amore e il servizio è impeccabile. Perché l’amore si festeggia, sì, ma con stile.
Prezzo: €80 a persona, bevande escluse.
Per prenotazioni:
Email:
Mob.. 349/669963
Tel. 039 - 320600
Una notte magica vi attende a Ca’ Vendramin Calergi, gioiello rinascimentale e sede del Casinò di Venezia, per festeggiare il Capodanno 2025 in grande stile. Protagonista della serata? Lo chef Alessandro Borghese, con il suo ristorante AB – Il lusso della semplicità, pronto a regalare un’esperienza gastronomica indimenticabile.
L’appuntamento è fissato alle 19.30, quando gli ospiti saranno accolti con un menu esclusivo, capace di fondere la tradizione culinaria veneziana con i tocchi creativi del famoso chef. Si parte con i cicchetti, come il baccalà mantecato con chips di polenta al nero di seppia e lampone fermentato, per proseguire con primi che raccontano storie di mare e sapori audaci: pappardelle ripiene di mazzancolle, ricci di mare e gelatina di brodo di cappone, e un risotto mantecato al burro alla brace, con conchigliacei ed erbe amare. Il piatto principale, astice blu con fegato di rana pescatrice, cardo e burro al tartufo bianco, sarà l’apoteosi di una cena che non teme paragoni.
A mezzanotte, il tradizionale brindisi sarà accompagnato da lenticchie e cotechino, simbolo di buon auspicio, e dall’iconica Cacio&Pepe, servita sotto un cielo di luci soffuse e musica raffinata. La DJ Flavia Sabatino condurrà la serata con un mix musicale capace di far vibrare le emozioni fino all’alba, mentre una speciale riffa offrirà ai fortunati ospiti premi firmati Alessandro Borghese.
Per chi cerca momenti di relax, il giardino del palazzo sarà un’oasi di stile, con cocktail unici e un’atmosfera da sogno. E dopo il brindisi, le porte del Casinò si apriranno per chi desidera tentare la fortuna, completando una notte da vivere fino all’ultimo respiro.
Prenotazione obbligatoria tramite l’acquisto dell’AB Card Capodanno sul sito ufficiale. Ma ora, una domanda sorge spontanea: cosa rende il cibo non solo un piacere, ma un’esperienza memorabile? E voi, come immaginate il vostro inizio d’anno perfetto?
Lasciatevi sorprendere da una Venezia che non avete mai vissuto.
Costo della cena: 400 euro
T.: +39 0413086070
E.:
I legumi tornano protagonisti di tre ricette d’autore firmate Citterio
Dalle origini fino alle tavole di oggi, i legumi sono sempre stati simbolo di pasti popolari o di ricette “povere”, quando la carne scarseggiava o semplicemente non ce la si poteva permettere. Però erano, e sono tuttora, alimenti ricchi e salutari che fanno bene al nostro corpo ma anche all’ambiente e alla fertilità del suolo.
Nonostante la loro semplicità, gli italiani continuano ad apprezzare queste materie prime e ad utilizzarle nelle loro ricette, magari tramandate di generazione in generazione.
L’ispirazione e le materie prime
La cucina povera sta ispirando sempre più chef a livello internazionale e sta tornando ad essere presente, magari in chiave più moderna, sulle tavole dei ristoranti; in particolare, si tende a prestare particolare attenzione alla stagionalità e alla freschezza degli ingredienti e delle materie prime, riprendendo in parte un modo di cucinare più genuino e dalle radici antiche.
Per questo motivo, e in occasione della giornata mondiale dei legumi che cade il 10 febbraio, gli chef Citterio hanno deciso di dedicare tre ricette d’autore alla cucina povera e ai suoi ingredienti simbolo, presentandole però in chiave gourmet. Il concept delle ricette si ripete: i legumi sono protagonisti di zuppe e vellutate, che vengono accompagnate da salumi Citterio particolari e scelti ad hoc.
Mercoledì 11 dicembre 2024 è una data che segna una profonda perdita per il mondo della pasticceria italiana: Vincenzo Santoro, fondatore della storica Pasticceria Martesana di Milano, ci ha lasciati.
Un uomo il cui cuore pulsava per la dolcezza, Santoro non è stato solo un grande artigiano, ma un vero visionario capace di trasformare il mestiere del pasticciere in una forma d’arte. La sua vita, iniziata nel 1952 in una piccola città della Puglia, è stata un viaggio fatto di sacrifici, sogni e successi. Lasciata la sua terra natale in giovane età, si trasferisce a Milano negli anni del boom economico, con una valigia piena di speranza e il desiderio di imparare. Fu qui che, affascinato dal mondo dei lievitati, pose le basi per un sogno che sarebbe diventato leggenda.
Un’eredità di sapori e valori
Nel 1966 apre la prima sede di Pasticceria Martesana in via Cagliero, una bottega che diventerà simbolo di eccellenza dolciaria. Ogni dolce creato raccontava una storia, un pezzo del suo cuore. È qui che ha formato generazioni di pasticcieri, trasmettendo non solo tecniche, ma anche valori: semplicità, passione e rispetto per le materie prime.
Il suo talento è stato riconosciuto a livello internazionale. Nel 1986, la celebre torta commemorativa del Duomo di Milano gli vale il plauso mondiale; nel 2013, sotto la sua guida, Davide Comaschi conquista il World Chocolate Masters di Parigi; e dal 2015 al 2024, Pasticceria Martesana riceve ininterrottamente le Tre Torte del Gambero Rosso.

Innovazione e tradizione
L’espansione della Pasticceria Martesana negli anni è stata la prova della sua capacità di sognare in grande. Con l’apertura di nuove sedi in via Paolo Sarpi, Piazza Sant’Agostino e persino Como, Santoro ha dimostrato come la passione e la visione possano portare una bottega di quartiere a diventare un’icona. Ogni nuova apertura non era solo un’espansione commerciale, ma un omaggio alla sua idea di pasticceria come luogo di accoglienza e condivisione.
Ciao Maestro, il tuo sogno continua
La scomparsa di Vincenzo Santoro lascia un vuoto immenso, ma il suo spirito vive in ogni torta, biscotto e panettone che porta il marchio Martesana. La sua filosofia, radicata nella semplicità e nella ricerca dell’eccellenza, continuerà a guidare le generazioni future di artigiani dolciari.
Come amava dire: «Non si tratta solo di fare dolci, ma di creare emozioni». E così, ogni profumo che esce dai laboratori Martesana sarà un dolce ricordo del Maestro, un omaggio a un uomo che ha fatto del suo sogno un dono per tutti noi.
Grazie, Vincenzo. Ci hai insegnato che l’arte dolciaria non conosce confini, solo infiniti modi di amare attraverso i sapori. Ti porteremo sempre nei nostri cuori e nei nostri laboratori.
Il Cuore della Condivisione con Barilla a San Valentino
Quando due cuori battono all'unisono, il vero amore si manifesta non solo nei gesti, ma anche nei sapori condivisi. In occasione di San Valentino, Barilla celebra il sentimento dell’amore e dello stare insieme attraverso la cucina, offrendo un formato speciale di pasta a forma di cuore che simboleggia l'unione e la connessione tra le persone.
Una pasta per l’amore universale
San Valentino non è solo la festa delle coppie innamorate, ma è il momento in cui l'amore si diffonde come un abbraccio caldo a tutti coloro che si amano veramente. Secondo l'indagine di Barilla, il 47% degli italiani considera questa festa un'opportunità per celebrare l'amore in tutte le sue forme, che sia con il partner, la famiglia o gli amici più cari. E per molti, il modo migliore per esprimere affetto è condividere un pasto, in particolare un piatto di pasta. Il nuovo formato proposto da Barilla, composto da due cuori che si intrecciano in un abbraccio, celebra l'unione e la bellezza di amare e essere amati in tutte le sfumature. Una ricerca di Barilla mostra che il gesto di cucinare e condividere un pasto durante San Valentino è preferito al dono di qualsiasi oggetto materiale. La tavola diventa il luogo magico dove si creano ricordi che durano nel tempo e che rafforzano i legami affettivi.
Il Chief Category Marketing Officer di Barilla, Ilaria Lodigiani, sottolinea che la festa dell'amore è proprio quel momento in cui il cibo diventa il veicolo perfetto per esprimere i sentimenti più profondi. La pasta a forma di cuore diventa quindi un modo affettuoso e giocoso per celebrare l'amore con semplicità ed eleganza, offrendo un'esperienza culinaria che parla direttamente all’anima di chi la gusta; ogni piatto, tramite questo formato particolare, racconta storie di passione e connessione.
In questo speciale San Valentino, Barilla ci ricorda che l'amore si manifesta nei gesti più autentici e semplici, come cucinare e mangiare insieme. Che sia con il partner, la famiglia o gli amici, l'importante è celebrare l'amore in tutte le sue sfaccettature, ed ecco perché Barilla ci invita a lasciarci conquistare dai sapori e dagli odori che solo un piatto di pasta saporito sa offrire in un momento così speciale.
Venerdì 6, Sabato 7 e Domenica 8 Dicembre a Villa Nobel
Nessuna cena a lume di candela, nessuna serata monotona sul divano: solo un tavolo apparecchiato, buon cibo e l'occasione per fare nuovi amici
San Valentino si avvicina e, mentre le vetrine si riempiono di cuori e ristoranti propongono cene a lume di candela, non tutti hanno voglia di festeggiare in coppia. Per molti, questa giornata può risultare un po’ ingombrante, un promemoria involontario del fatto di essere single o semplicemente un’occasione che non sanno bene come trascorrere. Ma chi ha detto che San Valentino debba essere per forza riservato agli innamorati? Potrebbe essere l’occasione perfetta per fare nuove conoscenze, magari davanti a un buon piatto.
Nasce con questo spirito Socialeat, una nuova app che trasforma il cibo in un’opportunità di socializzazione. Invece di mangiare da soli o rinunciare a uscire, basta prenotare un posto a un tavolo condiviso e ritrovarsi a cena con persone che hanno la stessa voglia di compagnia. Nessuna pressione, nessuna aspettativa: solo un incontro informale in un ristorante accogliente, con il piacere di riscoprire la convivialità.

Il cibo, d’altronde, è da sempre un collante sociale. Dalle cene di famiglia alle lunghe tavolate tra amici, mangiare insieme è un rituale che ci avvicina, crea connessioni e rende l’esperienza più ricca. Socialeat riprende questo concetto e lo porta nel mondo digitale, trasformando ogni pasto in un’occasione di incontro. L’idea è semplice: ci si iscrive all’app, si scelgono i ristoranti o gli eventi disponibili e si prenota un posto a tavola con altre persone. Non importa l’età o il background: ciò che conta è la voglia di condividere un momento autentico, senza filtri.
Se è vero che oggi siamo sempre più connessi virtualmente ma spesso più soli nella vita reale, un’idea come questa può fare la differenza. Mangiare in compagnia diventa un modo per riscoprire il valore della conversazione, conoscere persone nuove senza forzature e, perché no, magari stringere amicizie che vanno oltre la serata. Non si tratta di un’app di dating, né di una piattaforma pensata per incontri romantici: Socialeat vuole semplicemente restituire al cibo il suo ruolo di aggregatore sociale, creando tavoli misti e stimolanti dove si incontrano generazioni e personalità diverse.
L’app, gratuita e disponibile su Apple Store e Google Play, è attiva per il momento a Milano, con l’obiettivo di espandersi presto in altre città italiane. Un’idea tutta italiana, nata dall’esperienza nel settore della ristorazione di Giordano Salvatori, fondatore della startup, che ha colto una necessità sempre più diffusa: quella di tornare a vivere momenti di socialità autentici, fuori dagli schermi.
Ogni regalo racconta una storia. Ma cosa succede quando un regalo diventa una storia di riscatto, di bellezza, e di rinascita per il pianeta? Cortilia ci prova, e ci riesce, con “Gifts for the Planet”
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