Certe icone non invecchiano. Evolvono. È il caso di Disaronno, il liquore italiano più bevuto al mondo, che nel 2025 celebra mezzo millennio di storia. E lo fa con una festa lunga un anno, tra omaggi al passato e spinte visionarie verso il futuro. Altro che semplice “Amaretto”: qui c’è dentro un’Italia fatta di arte, artigianato e intuizione imprenditoriale.

Tutto comincia nel 1525, a Saronno. Un pittore – Bernardino Luini, allievo di Leonardo – una locandiera, un gesto d’amore: un liquore ambrato, fragrante, misteriosamente elegante. Quel dono profumato diventa leggenda, attraversa i secoli, si tramanda nella famiglia Reina fino a diventare un brand globale. Oggi Disaronno è presente in oltre 160 Paesi, ha una bottiglia esposta al Louvre e un’identità inconfondibile: tappo quadrato, vetro martellinato, gusto avvolgente e persistente.
Per celebrare i suoi 500 anni, Disaronno guarda al presente con occhi nuovi. Nasce il progetto Disaronno Bar: format itinerante che porta nei quartieri emergenti di Milano e Roma l’essenza della “Endless Dolcevita”, rivisitata in chiave urban e pop. Un’estetica minimale, cocktail signature creati con i bartender locali e un concept che sa di nostalgia e futuro, di memoria e rinascita.

Il primo appuntamento è a Milano, al Bicchierino Bar, il 19 aprile – data simbolo del Disaronno Day. Poi sarà la volta di Treebar, Argot, LOM e altri locali di culto, scelti non a caso: perché la nuova dolce vita passa dai bar di quartiere, dove si mescolano anime, accenti e desideri.
Il manifesto liquido di questo compleanno è “Dolcevita”, il cocktail ideato dal team del Drink Kong – tra i 50 Best Bars del mondo – che mixa Disaronno, bitter, whiskey, limone e ananas. Fresco, sorprendente, internazionale. Come il brand che rappresenta.
Da Saronno al mondo, con 500 anni di storia sulle spalle e ancora voglia di stupire. Un brindisi alla bellezza che resiste. E si reinventa.

