Dib Bangkok: apre il nuovo museo d’arte contemporanea in Thailandia
A inaugurare il museo è la mostra (In)visible Presence, visitabile fino al 3 agosto 2026, che riunisce 81 opere di 40 artisti thailandesi e internazionali, con Jannis Kounellis tra gli artisti selezionati insieme a Lee Bul, Anselm Kiefer, Alex Katz e Ugo Rondinone.
Apre a Bangkok il primo museo internazionale di arte contemporanea della Thailandia e tra gli artisti selezionati per la mostra inaugurale figura anche Jannis Kounellis, la cui presenza introduce nella nuova istituzione una matrice storica legata all’Arte Povera e al dialogo tra materia, spazio e memoria. Con questo segnale forte e programmatico, Dib Bangkok si affaccia sulla scena globale non solo come contenitore di opere, ma come piattaforma che connette genealogie artistiche diverse e inserisce il Sud-Est asiatico in un sistema di relazioni più ampio.
L’apertura ufficiale del museo rappresenta un passaggio decisivo per la capitale thailandese, che negli ultimi anni aveva già rafforzato la propria presenza nel panorama internazionale grazie alla Bangkok Art Biennale. Ora, con Dib Bangkok, nasce un’istituzione stabile che ambisce a dialogare alla pari con poli consolidati come Cina, Giappone e Corea del Sud. L’idea originaria è del collezionista Petch Osathanugrah, scomparso nel 2023; il progetto è stato completato dal figlio Purat, che ha trasformato una grande collezione privata in un museo pubblico. Il nome, “dib”, richiama l’idea di qualcosa di grezzo, non levigato: una condizione da cui far emergere l’esperienza sensibile dell’arte.

La collezione permanente conta oltre mille opere di più di duecento artisti dagli anni Sessanta a oggi, attraversando media differenti — pittura, scultura, fotografia, installazione, new media — e configurandosi come una delle raccolte più ampie e ambiziose della regione. La sede, ricavata da un ex magazzino degli anni Ottanta riconvertito da WHY Architecture con Architects 49, dialoga con la memoria industriale della città. Lo spazio si articola su tre livelli che evocano un percorso ascensionale ispirato all’illuminazione buddhista: dalla fisicità del piano terra alle gallerie luminose scandite da lucernari a dente di sega.
Una collezione che attraversa sei decenni e media differenti
La mostra inaugurale, (In)visible Presence, curata da Ariana Chaivaranon e visitabile fino al 3 agosto 2026, riunisce 81 opere di 40 artisti thailandesi e internazionali. Il tema è la percezione di ciò che è rilevante ma non immediatamente visibile, una riflessione che trova in Kounellis un punto di riferimento emblematico, per la sua capacità di rendere tangibile la tensione tra presenza e assenza. Accanto a lui compaiono figure chiave della scena thailandese come Montien Boonma e Apichatpong Weerasethakul, insieme a protagonisti internazionali come Lee Bul, Anselm Kiefer, Alex Katz, Cerith Wyn Evans, Rebecca Horn, Ugo Rondinone, Jessie Homer French, Sho Shibuya, Finnegan Shannon, Hugh Hayden. Molti di loro espongono per la prima volta nel Paese, contribuendo a definire un quadro che intreccia pratiche locali e immaginari globali.

Oltre i confini del museo: cortili, terrazze, cielo
La vocazione del museo si estende anche oltre gli spazi interni. Nel cortile centrale si impone Pars pro Toto (2020) di Alicja Kwade; sulla terrazza superiore Breast Stupa Topiary (2013) di Pinaree Sanpitak propone una riflessione sul corpo e sulla spiritualità. Tra le commissioni site-specific, la prima grande installazione di James Turrell in Thailandia, Straight Up, costruisce un doppio rapporto con il cielo: al piano terra, una camera obscura lo proietta sul pavimento attraverso una lente; al piano superiore, uno Skyspace lo incornicia e lo fa discendere nello spazio architettonico.
A rafforzare la dimensione internazionale contribuisce un advisory board di rilievo, che include Melissa Chiu, direttrice dell’Hirshhorn Museum di Washington DC, e l’artista Rirkrit Tiravanija.
Con l’apertura di Dib Bangkok e con la presenza di un nome come Kounellis nella mostra inaugurale, la Thailandia entra stabilmente nel reticolato globale dell’arte contemporanea. Per la capitale, un nuovo centro di gravità; per il pubblico internazionale, una mappa culturale aggiornata da cui ripartire.
www.dibbangkok.org
