Negli ultimi anni il cibo ha smesso di essere soltanto cucina. È diventato linguaggio, esperienza, persino racconto. E forse la domanda più interessante che emerge oggi non è cosa mangiamo ma come i luoghi del gusto stiano cambiando il nostro modo di stare insieme.
A TUTTOFOOD, la grande manifestazione internazionale dedicata all’agroalimentare e al food & beverage in programma a Milano, questa trasformazione si percepisce chiaramente. Non tanto negli ingredienti o nelle tecniche quanto nelle idee che chef, lievitisti e professionisti dell’ospitalità portano sul palco.
Martedì 12 maggio, alla Main Bar Arena, Casa Camperio sarà protagonista di un talk dedicato all’incontro tra cucina e mixology.
Lo chef Roberto Conti e il restaurant & bar manager Andrea Lascatti racconteranno una forma di ospitalità, sempre più integrata, dove il cocktail non accompagna semplicemente il piatto ma entra nella costruzione dell’esperienza.
È un approccio che racconta molto della Milano contemporanea: veloce, internazionale, con un nuovo modello di ospitalità più fluido, simile a quello delle grandi metropoli straniere. Anche il piatto scelto da Conti, “Insalata di spaghetti pensando a una vignarola”, parte dalla tradizione della cucina contadina laziale per trasformarla in qualcosa di nuovo, più concettuale, tra erbe aromatiche rare, consistenze vegetali e un sorbetto al pisello.

Accanto, il cocktail "Sparkle", a base di cachaça, acquavite di origine brasiliana, firmato da Lascatti lavora su acidità, dolcezza e note amare che creano una piacevole tensione gustativa.
La domanda, allora, diventa inevitabile: oggi la cucina italiana è ancora legata ad un territorio preciso oppure racconta sempre di più le traiettorie personali di chi la crea?
A Tuttofood sarà presente anche "Sestogusto" del famoso lievitista Massimiliano Prete, protagonista nello stand di "Latticini Orchidea" con un cooking show dedicato alla pizza contemporanea.
Lui non parla semplicemente di pizza. Parla di “impasto contemporaneo”, biodiversità, ponte tra Nord e Sud.
La sua “Mare e Orto” mette insieme mozzarella fior di latte, tonnetto del Mar Ionio, crema di piselli, cipolla in carpione e datterino confit in un equilibrio tra Nord e Sud, terra e mare.
Possiamo quindi dire che la pizza è entrata definitivamente nel linguaggio dell’alta gastronomia?
