Dalle radici dell’osteria di campagna a una cucina contemporanea fatta di tecnica, equilibrio e contaminazioni
Un’evoluzione che parte dalla tradizione
Nel cuore di Mogliano Veneto, a pochi minuti da Venezia, Osteria Al Turbine si distingue come una realtà gastronomica capace di tenere insieme memoria e innovazione. Nato come luogo autentico della tradizione veneta, il ristorante era inizialmente conosciuto per una cucina schietta e sostanziosa: gnocchi al ragù, pasta e fagioli, trippa e carni alla griglia raccontavano un’identità profondamente legata al territorio.
Con l’arrivo dello chef Andrea Lombardini, questo patrimonio non è stato abbandonato, ma reinterpretato con sensibilità contemporanea. La sua cucina si fonda su un principio chiaro: valorizzare le radici attraverso tecnica, ricerca e rispetto della materia prima. Fondamentale nel suo percorso è stata la formazione in contesti di alta ristorazione, tra cui l’esperienza ispiratrice presso Le Calandre, che ha contribuito a definire una visione più ampia e consapevole.
Accanto allo chef, la presenza in sala della moglie Martina completa l’esperienza con un’accoglienza calorosa e attenta, rendendo ogni visita intima e autentica.

Tra Veneto e Oriente: una cucina in dialogo
Il territorio resta il punto di partenza, con ingredienti selezionati come ortaggi di stagione, carni e pesce fresco, lavorati con cura per esaltarne le caratteristiche naturali. Tuttavia, ciò che rende distintiva la proposta di Al Turbine è una raffinata apertura internazionale, in particolare verso suggestioni asiatiche.
Fermentazioni leggere, ricerca dell’umami e un attento bilanciamento tra acidità, dolcezza e sapidità definiscono uno stile elegante e contemporaneo, capace di alleggerire le preparazioni senza rinunciare alla profondità del gusto.
Il menù, dinamico e stagionale, ne è la sintesi più efficace. Piatti come “Omaggio al Giappone”, una battuta di manzo con alga nori, yuzu, soia e dashi, raccontano un incontro armonico tra culture. Lo spaghettone alla brace con vongole e bottarga unisce invece tradizione italiana e note affumicate di ispirazione orientale. Non mancano proposte più strutturate, come i tortelli di selvaggina in brodo di porcini e anguilla alla brace o l’anatra, dove tecnica e creatività si intrecciano in composizioni complesse.
Anche i dessert seguono questa filosofia, con creazioni equilibrate e mai eccessive: prugne e shiso o il soufflé alle more e pistacchio chiudono il percorso con eleganza e precisione.
Al Turbine si conferma così come un indirizzo capace di raccontare una nuova idea di cucina: un dialogo continuo tra passato e presente, tra identità locale e visione globale. Un luogo dove ogni dettaglio contribuisce a costruire un’esperienza coerente, dimostrando come anche fuori dai grandi centri sia possibile trovare una proposta gastronomica di alto livello.

