Intervista alla cantautrice Milena Paris, venerdì 7 febbraio sul palco della ClusterHouse di Milano con "OLTREMARE"
Nerospinto ha incontrato la cantautrice Milena Paris , sul palco della ClusterHouse (via Mosè Bianchi 96, Milano) per il quarto appuntamento, venerdì 7 febbraio 2025, ore 20.30, di “Jazz e dintorni”, con la direzione artistica di Alberto Dipace.
La cantautrice presenta, in settetto, l’ep OLTREMARE.
Sul palco, con Milena Paris, Enrico Scanu (backing vocal), Sara Geroldi (backing vocal), Edoardo Casu (flauto), Stefano Carpentiero (tastiere), Maurizio Gazzola (basso e synth bass), Marco Falcon (batteria e flauto Quenacho).
"OLTREMARE" , disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 10 gennaio 2025 (distribuzione Believe), coniuga melodie pop, ricerca poetica, atmosfere oniriche e armonie di stampo jazzistico.
Con influenze che spaziano dal modern jazz al contemporary R'n'B e al pop- jazz, OLTREMARE racconta storie di trasformazione e crescita interiore.
Vuole raccontarci un po' qual è il suo background musicale?
Sono cresciuta col pop rock britannico e la musica r'n'b degli anni '90, solo in seguito ho intrapreso il percorso di studi in ambito jazzistico. Ho anche avuto un periodo di studi classici prima di entrare in Conservatorio, la mia docente dell'epoca trovava in me un'inclinazione per la classica così ho studiato anche canto lirico per 2 anni. Insomma, un bel mix di influenze.
Negli anni ha prestato la voce per sigle tv e spot, colonne sonore per cortometraggi, collaborazioni in studio come corista e lead vocalist in diversi ambiti musicali, e si è esibita su palchi e in contesti rilievo (Expo 2015, Vimercate Festival, Padiglione d'Arte contemporanea di Milano, Bergamo Estate, ecc). C'è un'esperienza che per lei è stata particolarmente formativa?
Ce ne sono molte. Potrei citare la rivisitazione di “Un bel dì” vedremo realizzata con la Verdi Jazz Orchestra, una vera sfida. Ma anche esibirmi sul palco del “Vimercate Festival” con la Brass Band e interpretare “Un Americano a Parigi” di Gershwin è stato molto emozionante e formativo.
Com'è nato OLTREMARE? E' un ep che si presta, secondo lei, a differenti livelli di lettura?
L'idea di OLTREMARE nasce in corso d'opera. Nascono prima "Le mie paure" e "Terra", poi “Corallo", con l'idea di introdurre l'argomento della complessità dei rapporti e delle persone. Infine "Oltremare" che ha dato il titolo all'ep, proprio perché rappresenta il punto in cui mi trovo e da cui, infine, ho deciso di raccontare questa storia.
Come si sta preparando al concerto sul palco della ClusterHouse? che aspettative ha?
Il live sul palco della ClusterHouse sarà emozionante e ricco di sorprese, presenterò OLTREMARE e non solo... Sarà una bella occasione per raccontarmi attraverso la mia musica e per sperimentare soluzioni musicali particolari.

