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Intervista al cantautore e poeta Giovanni Luca Valea- "Mi piacerebbe che Levante cantasse una mia canzone, lei è LA VOCE"

Intervista al cantautore e poeta Giovanni Luca Valea- "Mi piacerebbe che Levante cantasse una mia canzone, lei è LA VOCE"

 
Incodificabile e ispirato, Giovanni Luca Valea scrive versi incendiari che- spesso- diventano canzoni.
Ha all'attivo ben tre raccolte di poesie, un romanzo , due ep e due album.
Il suo ultimo lavoro in studio, "Un ultimo bicchiere", appena uscito per La Stanza Nascosta Records, contiene otto storie minimali, dalla grana fortemente poetica, per una tenace arte della rivolta. 
Nerospinto ha incontrato quello che è a tutti gli effetti un battitore libero, mosso da una esigenza espressiva autentica.
 
 
Da parte della critica c'è stato un accostamento con Léo Ferré. C'è qualcosa che ritiene di condividere, in particolare, con questa poliedrica figura?
 
Da parte della critica c'è stata, direi, una grandiosa clemenza, considerando il valore di Léo Ferré. A ogni modo, condivido con lui il credo fortemente libertario, l'amore per gli animali, la speranza di fare poesia in una canzone. In fondo, al di là di successi e insuccessi, si parla di due esseri umani: è un accostamento che non dovrebbe spaventare nessuno, nonostante il nome altisonante.
 
Com'è cambiato- stilisticamente e umanamente- Giovanni Luca Valea, dagli esordi a "Un ultimo bicchiere"?
 
Sono diventato più vecchio e più amaro. Scrivo più lentamente. Sono pigro. Cerco la sintesi estrema, la parola che racchiuda il senso.
 
Ci piacerebbe approfondire le sue collaborazioni con Virginia Settesoldi e Salvatore Papotto. E' stata subito sintonia con entrambi?
 
Mi ritengo un uomo piuttosto fortunato e lo sono senz'altro stato nelle collaborazioni. Con Virginia c'è stata subito una grande armonia, proprio come con Salvatore. In entrambi i casi hanno aggiunto qualcosa che non avrei mai trovato. Provo molta gratitudine per loro e sono felice che apprezzino quelle che sono, a tutti gli effetti, le nostre canzoni.
 
La sua musica in tre aggettivi?
 
Inutile, poetica, vendicativa.
 
La sua poesia in tre aggettivi?
 
Semplice, disciplinata, libera.
 
La sua vita in tre aggettivi?
 
Libera, gentile, sognante.
 
Il suo rimpianto "artistico" più grande?
 
Vorrei avere l'occasione di collezionarne un paio. Ci sto lavorando.
 
Un suo punto di forza e un suo punto di vulnerabilità.
 
La dolcezza, in entrambi i casi.
 
La canzone, a suo avviso, più bella del suo ultimo lavoro in studio?
 
Io sono affezionato a Lucy che sogna. Per conto mio, ha un testo veramente intenso.
 
Quale ritiene sia il suo pubblico?
 
Credo sia una piccola nicchia, se non addirittura piccolissima, che scrive canzoni.
 
Guarderà Sanremo?
 
Ci proverò, ascolterò qualcosa. Guardo davvero poco la TV.
 
Una voce femminile a cui farebbe interpretare una sua canzone?
 
Mi piacerebbe che Levante cantasse qualcosa di mio. Le prime sillabe, il modo in cui le canta, mi fa piangere. È la voce.
 
Il libro che ha in questo momento sul comodino?
 
Il muro, di Sartre. Meraviglioso.
 

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