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Le due Americhe in Valle d'Aosta

Le due Americhe in Valle d'Aosta

Al Forte di Bard, Stati Uniti e Sudamerica si raccontano tra fotografia e pittura

di Alessandro Infortuna

 

 

Esiste un luogo, dove il Piemonte bacia la Valle d' Aosta e dove il tempo sembra sospeso, che è stato un punto obbligato per eserciti, merci e viaggiatori fin dall'antichità. 
Uno sperone roccioso che domina e controlla da secoli l'unico punto naturale di accesso verso il cuore alpino. 
 
Parliamo del Forte di Bard, maestosa fortificazione che affonda le sue radici nel medioevo e che ha attraversato varie dominazioni, da Napoleone Bonaparte a Carlo Felice di Savoia, dallo splendore del 1800 alla decadenza e il progressivo abbandono lungo il '900 per poi ritrovare la luce al tramonto del secolo scorso quando, un grande progetto di restauro promosso dalle amministrazioni comunali, ha donato nuova vita alla storica struttura rendendola un polo culturale di rilievo internazionale.
 
Oggi, infatti, il Forte ospita il Museo delle Alpi, mostre temporanee, eventi e spazi espositivi, mantenendo intatto il fascino suggestivo della sua architettura. 
 
Tra le mostre, in questo periodo, si trovano "Fernando Botero. Tecnica monumentale" e "Magnum America. The United States". 
 
 
 

"Fernando Botero. Tecnica monumentale"

 

Nato a Medellin nel 1932 e morto a Monaco nel 2023, Botero è stato figura centrale dell'arte contemporanea internazionale. Le prime esposizioni risalgono già agli anni '50 tra Colombia e Messico dove matura il suo stile personale, caratterizzato da forme voluminose e ingigantite, che diverranno presto riconoscibili come "boterismo". 
 
Botero prosegue il suo percorso di crescita in Europa dove studia i grandi maestri del passato, assimilando influenze rinascimentali rielaborandole in chiave ironica e poetica e dove la sua mano e il suo lavoro, in una ricerca costante sull' equilibrio delle forme, diviene una cifra unica nel panorama artistico mondiale esponendo da New York a Parigi, da Madrid a Firenze.
 
Sebbene conservino un tono spesso giocoso, le opere di Botero affrontano anche temi politici e sociali come le frequenti esplosioni di violenza in Colombia o le torture nella prigione di Abu Ghraib. La sua estetica inconfondibile, al tempo stesso critica e affettuosa nei confronti dell'umanità, sarà simbolo dell' identità culturale latinoamericana e lo renderà uno degli artisti più riconoscibili del XX e XXI secolo.
 
Dal 29 Novembre 2025 al 6 Aprile 2026 il Forte apre le porte alla mostra dedicata al pittore, scultore e disegnatore colombiano, ripercorrendo l'evoluzione della tecnica espressiva con oltre cento opere incentrate sulla ricerca del confronto tra le diverse tecniche utilizzate da Botero sullo stesso soggetto come olio, disegno, acquerello e scultura. 
 
Il percorso, inclusivo e tattile per le persone con disabilità, indaga il processo creativo dell'artista e ne apprezza la linearità di un approccio estetico strutturato e coerente durante più di 60 anni attraverso opere come Autoritratto con Arcangelo o Leda e il cigno, o ancora come Venere o Il Ratto di Europa , dove si confronta con i grandi temi dell'arte classica. Inoltre, si potranno apprezzare per la prima volta anche schizzi preparatori accanto alle grandi opere finite. 
 
La mostra è promossa da Fondazione Botero e 24 Ore Cultura e curata da Cecilia Braschi.
 
 
 
 
 

 

"Magnum America. The United States"

 
Da un' America a un' altra, al Forte di Bard arriva "Magnum America", mostra fotografica che, attingendo dagli archivi dell' Agenzia Magnum Photos, pone al visitatore la domanda "Che cos'è l'America ?".
 
Un viaggio esplorativo, dagli anni '40 ad oggi, che offre una commovente interpretazione degli Stati Uniti tra passato e presente, mettendone al contempo in discussione il futuro tra i traumi e i trionfi.
 
Dalla marcia su Washington all' 11 Settembre, da Woodstock ai disastri naturali e le profonde cicatrici della disuguaglianza razziale ed economica, la mostra apre le proprie porte e lo fa attraverso gli occhi dei grandi interpreti della fotografia del '900 come Robert Capa, Henry Cartier Bresson o come Eve Arnold, Elliott Erwitt e Bruce Davidson che compongono un mosaico a volte critico, a volte celebrativo di cosa è stata, è e forse sarà l'America.
 
"Magnum America. The United States" è promossa dalla collaborazione tra Forte di Bard e Magnum Photos e sarà visitabile dall' 8 Dicembre 2025 all' 8 Marzo 2026.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

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