Ufficializzata in Gazzetta la nuova menzione: più selezione, più struttura, stessa identità costiera.
Il Consorzio Morellino di Scansano annuncia un passaggio atteso da tempo: la menzione “Superiore” entra ufficialmente nel disciplinare del Morellino di Scansano DOCG. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale rende pienamente efficaci le modifiche approvate dall’Assemblea dei soci nel 2025, segnando un nuovo capitolo per una delle denominazioni più dinamiche della costa toscana.
L’annuncio è arrivato a Firenze, il 23 febbraio 2026, durante Chianti Lovers & Rosso Morellino 2026, vetrina dedicata alle anteprime delle nuove annate. Un palcoscenico simbolico e strategico, davanti a stampa, operatori e buyer internazionali, dove il Morellino si è presentato con 13 aziende e 22 etichette in degustazione. Un contesto che conferma la volontà della denominazione di consolidare il proprio posizionamento qualitativo.

Un’identità che si rafforza
“La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale rappresenta un risultato importante per tutta la denominazione”, ha dichiarato Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio. “Con la menzione Superiore rafforziamo il nostro percorso di valorizzazione, puntando su maggiore selezione e identità”.
Non si tratta di un nuovo vino, ma del riconoscimento formale di una tipologia che molte aziende già producevano: una versione intermedia tra Annata e Riserva, finora priva di una definizione . Con il Superiore, quella fascia trova ora una collocazione chiara, offrendo al mercato un riferimento più leggibile e coerente.
La scelta va letta come un investimento sulla riconoscibilità del Sangiovese della costa, vitigno che qui esprime freschezza, equilibrio e una cifra mediterranea distintiva. In un panorama sempre più competitivo, l’obiettivo è semplice ma ambizioso: alzare l’asticella senza snaturare l’identità.

Più struttura, stessa anima
Dal punto di vista tecnico, il Morellino di Scansano Superiore prevede un minimo dell’85% di Sangiovese, con la possibilità di integrare fino al 15% di altri vitigni a bacca nera non aromatici. Le rese massime sono più contenute rispetto alla tipologia Annata e il periodo di affinamento è più lungo. L’immissione al consumo è fissata al 1° gennaio del secondo anno successivo alla vendemmia.
Parametri che mirano a favorire maggiore struttura e complessità espressiva, mantenendo però intatti i tratti distintivi della denominazione: bevibilità, equilibrio, tensione acida. In altre parole, più profondità senza perdere slancio.
Il messaggio del Consorzio è chiaro: il Superiore non rompe con il passato, ma organizza meglio il presente. Dà un nome e un volto a una realtà produttiva già consolidata, offrendo agli appassionati e agli operatori uno strumento in più per comprendere l’evoluzione del Morellino.
Per una denominazione che negli ultimi anni ha lavorato con costanza sulla qualità e sulla reputazione internazionale, l’introduzione del Superiore rappresenta un passo naturale. Non una rivoluzione, ma una dichiarazione di maturità.
A cura di Alessandro Infortuna
