MMW 2024: Because The Night- La notte delle cantautrici propone al Mou un raffinato live di Erica Boschiero
Per la quarta volta inserita nel calendario di eventi della MMW la rassegna canora “Because the Night- La notte delle cantautrici”, ideata e diretta dalla cantautrice Marian Trapassi e giunta alla sua
sesta stagione, continua a tenere alta la bandiera della canzone d'autrice e propone un appuntamento raffinatissimo, quello di mercoledì 20 novembre, ore 21.00, al Mou Lounge, con il concerto
della cantautrice veneta Erica Boschiero. La sua produzione discografica, affiancata da una intensa attività live (in Italia e all'estero) e dalla collaborazione con attori, poeti e divulgatori in
diversi spettacoli teatrali, si distingue per profondità e classe.
Cantautrice, autrice, chitarrista, è stata vincitrice del Premio d’Aponte 2008, del Premio Botteghe d’Autore 2009, del Premio Lunezia – Future Stelle 2015, del Premio per il Miglior Testo a
Musicultura e al Premio Parodi nel 2012.
Erica, la sua carriera è costellata di riconoscimenti. Quale le provoca maggiore orgoglio?
Se intende riconoscimenti ufficiali direi il premio per il miglior testo a Musicultura e la cinquina del Premio Tenco come miglior album italiano assoluto per “Respira”. Sono due premi che da giovane ho sempre visto come inarrivabili… poi la vita mi ha portato proprio lì! Ma le emozioni più forti le ho provate suonando all’Arena di Verona per la manifestazione “Arena di Pace” e al Palazzo Chailot di Parigi al raduno mondiale dei difensori dei diritti umani organizzato da Amnesty International… sono stati momenti di una potenza indescrivibile.
Luca Barbarossa e Neri Marcoré (con il quale ha anche duettato) l’hanno eletta “ragazza del club”
nella trasmissione “Radio2 Social Club”. Che ricordo ha di quella esperienza?
Un bellissimo ricordo. Luca e Neri sono due persone splendide che sono diventati col tempo miei amici, così come Stefano Cenci, conosciuto allora e con cui sto attualmente collaborando. E’ stata un’avventura straordinaria.
Lei ha ben quattro album all’attivo, descriverebbe il suo percorso artistico come lineare? Come e quanto è cambiata dai tempi dell’esordio con “Dietro ogni crepa di muro”?
Lineare no di certo… sono sempre stata una musicista indipendente, con tutto quello che questo comporta. Il primo album era autoprodotto, poi ho collaborato con etichette indipendenti ma sempre muovendomi anche su altri fronti (i laboratori nelle scuole, la direzione del Coro dell’Università Popolare di Treviso). Ho fatto tantissimi concerti, il che a volte rallenta un po’ la produzione discografica, ho realizzato spettacoli teatrali e affiancato con le mie canzoni esperti in diversi campi (sociologi, educatori, scrittori, attori, esperti di foreste, …) e tutto questo ha contribuito a farmi crescere umanamente e artisticamente, e continua a farlo… anzi, oggi sono alla ricerca più che mai, della mia unicità (dovremmo farlo tutti, non solo nell’arte), di liberare la mia musica dalle esigenze egoiche o da sovrastrutture inutili, di una strada per arrivare dritta al cuore di chi ascolta, restando in ascolto del mio… il tutto questo nutrendomi della collaborazione con artisti straordinari (Sergio Marchesini, arrangiatore e coproduttore di “Respira”, Andrea Ruggeri, Paolo Capodacqua, Vasco Mirandola…)
Del suo ultimo lavoro, “Respira”, uscito per Squilibri, Andrea Trevaini (Buscadero) ha scritto: “Disco commovente, poetico, con venature country date dalla slide, in cui il forte messaggio
sociale/umano riesce a penetrare, in punta di strumenti e di voce, nel cuore.”
Spesso i suoi testi veicolano un messaggio sociale, immagino sia una scelta ben ponderata…
Non direi che è una scelta ponderata… è semplicemente una necessità. Non scelgo di parlare di quei temi, quei temi mi abitano dalla mattina alla sera, rimbombano nella testa, vibrano nelle viscere, DEVO parlarne, non riesco a non farlo. Il dolore degli altri, le ingiustizie, l’incuria nei confronti della nostra Terra… non c’è giorno che questi temi non mi interroghino, è inevitabile che poi escano nelle canzoni. Quello che cerco di fare è non limitarmi alla denuncia, ma provare a tracciare una direzione diversa, a immaginare paesaggi nuovi, una visione di futuro alternativo possibile, una speranza… forse perché ne ho bisogno io prima di tutto.
Ornella Vanoni ha lodato il suo timbro e la sua scrittura. Che effetto le ha fatto l’apprezzamento di
una voce così autorevole?
Eh, difficile descriverlo… Ammiro Ornella da sempre, per l’artista e la donna libera che è. Le sue parole mi hanno commosso e le porto con me come uno dei regali più grandi della vita. E devo questo anche ad Edu Hebling, che è stato per anni suo musicista e arrangiatore di palco e arrangiatore dei miei brani, è stato lui a farci incontrare.
Sta lavorando a qualcosa di nuovo?
Sì, ho già diversi brani e stiamo cominciando a organizzare i lavori per il nuovo album, oltre che un nuovo spettacolo con il Coro dell’Università Popolare di Treviso, che dirigo (sono 50 donne dai 60 ai 94 anni, un bell’impegno!).
C’è una cantautrice che attualmente stima in maniera particolare?
In Italia direi Daniela Pes per la ricerca e l’originalità sonora, Lotta per il suo impegno ambientalista e la sua energia, e mi incuriosisce molto Carlot-ta, l’ho appena scoperta e credo ci riserverà delle sorprese… All’estero Laura Veirs e Alela Diane.
Prossimamente sarà ospite della rassegna “Because the night”, ideata e diretta dalla cantautrice
Marian Trapassi, con la finalità di accendere un faro sul cantautorato indipendente al femminile.
Ritiene che ci sia ancora bisogno di queste manifestazioni per colmare il gender gap nella musica?
Assolutamente sì, il gender gap è evidente, e inaccettabile. Anche se spero arrivi presto il momento in cui potremo superare le rassegne dedicate, così come le quote rosa, perché non ce ne sarà più bisogno… Ma c’è ancora tanta strada da fare in Italia. E nel frattempo ringrazio Marian, per questo invito, per aver pensato a questa rassegna e per portarla avanti con tanta tenacia e passione.

Foto di Giorgia Chiaro Venda
