Domenica 26 gennaio 2025, con inizio alle ore 21.00, si terrà allo Spirit de Milan (via Bovisasca 59, Milano) il concerto della cantautrice Marian Trapassi.
L’entrata è libera.

La pianista bielorussa Volha Karmyzava con “Chopin e Šostakovič: contrasti di emozioni” protagonista del secondo appuntamento di Pianismo come arte, domenica 19 gennaio 2025, ore 11.00, c/o Scuola di Musica Cluster- (via Mosè Bianchi 96, Milano).
Nerospinto ha incontrato Lucia Vasini, attrice, regista e insegnante di teatro, che sarà sul palco del Teatro Bello, domenica 24 novembre, ore 17.00, con Note di donne note- La Musica d’Autore omaggia le donne, spettacolo musical-teatrale.
Il progetto GuitarLandscapes del virtuoso del fingerstyle Antonello Fiamma, che esplora le possibilità sonore della chitarra con sapienza ed estro creativo, inaugura venerdì 17 gennaio 2025, ore 20.30, alla ClusterHouse (via Mosè Bianchi 96, Milano),“Jazz e dintorni”, per la direzione artistica di Alberto Dipace.
“Jazz e dintorni” è il percorso di ascolto di declinazione jazzistica della rassegna “Musica senza confini”.
La rassegna “Musica senza confini” è sostenuta dal Circuito CLAPS, il Circuito Multidisciplinare regionale riconosciuto dal Ministero della Cultura che organizza spettacoli di prosa, danza, circo contemporaneo e musica in tutta la Lombardia. (www.claps.lombardia.it)
Tre album all’attivo – The Round Path (2014), Imperfections (2017) e Indelebile (2021) – Antonello Fiamma è un artista poliedrico, che vanta collaborazioni con alcuni tra i maggiori chitarristi del panorama internazionale della chitarra fingerstyle (tra gli altri Maneli Jamal, Trevor Gordon Hall, Andrea Valeri, Luca Francioso), e affianca ad una intensa dimensione live l’attività didattica. Incentrata principalmente sulla composizione di musica strumentale per chitarra fingerstyle, dal 2019 la sua produzione si apre alla composizione di canzoni e al cantautorato. Capace di fondere composizione, arrangiamento e storytelling in un unico linguaggio espressivo, Fiamma ha ottenuto negli anni un grande successo di pubblico e di critica.
"La chitarra è il mio mezzo per raccontare storie e creare immagini sonore. Con GuitarLandscapes, voglio trasportare gli ascoltatori in un viaggio indimenticabile."
Antonello Fiamma
GuitarLandascapes è un viaggio sonoro nelle potenzialità espressive della chitarra acustica: musica e parole, composizioni originali e arrangiamenti inediti per una narrazione capace di proiettare nell’immaginario dell’ascoltatore paesaggi sonori variegati, che si distanziano da quelli tipici del mondo della chitarra tradizionale.
Accordature aperte, ritmi percussivi e polifonie innovative conducono il pubblico alla scoperta di un universo musicale coinvolgente ed immaginifico.

Biglietti:
https://www.vivaticket.com/it/ticket/antonello-fiamma-jazz-e-dintorni/257438
Intero: €12 | ClusterStudents: €5
LA RASSEGNA
“MUSICA SENZA CONFINI”
(12 gennaio/21 febbraio 2025)
12 appuntamenti e due differenti percorsi di ascolto
per la rassegna in partenza a gennaio
alla Scuola di Musica Cluster
(via Mosè Bianchi 96, Milano)
Nei mesi di gennaio e febbraio la Scuola di Musica Cluster di Milano (via Mosè Bianchi 96) propone, nel palcoscenico raccolto della ClusterHouse, la rassegna “Musica senza confini”.
La rassegna “Musica senza confini” è sostenuta dal Circuito CLAPS.
Nel 2015 Circuito CLAPS viene riconosciuto dal Ministero della Cultura come Circuito
Multidisciplinare Regionale, per programmare spettacoli di teatro, danza, circo contemporaneo e
musica. Organizza circa 600 performance all’anno in tutta la Lombardia, è tra i soggetti di rilevanza culturale riconosciuti dalla Regione e, dal 2018, è diventato Centro di Residenza Artistica della Lombardia con il progetto IntercettAzioni in collaborazione con Industria Scenica, Milano Musica,Teatro delle Moire, Zona K. È ente associato ad Agis/FederVivo ed è partner di numerosi network italiani ed europei. È tra i fondatori di A.C.C.I. (Associazione Circo Contemporaneo Italia). È membro del progetto europeo CircoStrada.
www.claps.lombardia.it
Cluster, uno dei maggiori centri di formazione nel mondo musicale, affianca alla dimensione didattica, con la ClusterHouse, uno spazio di interazione intima e diretta con la materia viva della musica.
Cluster- racconta la direttrice Vicky Schaetzinger- ribadisce la sua missione: ispirare oltre a educare, connettere oltre a formare.
Durante il giorno, lo spazio vive come Aula Magna, cuore pulsante della formazione di Cluster, dedicato allo studio e alla crescita artistica.
Ma, quando si accendono le luci degli eventi, prende vita la ClusterHouse: un luogo dove il pubblico non è solo spettatore, ma parte di una community.
Dodici appuntamenti con due differenti percorsi di ascolto: “Pianismo come arte” (dal 12 gennaio al 16 febbraio), di impronta strettamente classica, e “Jazz e dintorni”(dal 17 gennaio al 21 febbraio 2025), di declinazione jazzistica.
La domenica mattina, dalle ore 11.00, è dedicata a “Pianismo come arte”, sei appuntamenti con la direzione artistica di Tatiana Larionova.
"Il pianoforte è l'orchestra delle emozioni umane. Esso sa sussurrare, gridare, cantare e danzare. Ma per farlo, deve parlare con la voce di chi lo suona.”
Con queste parole si apre il viaggio nel firmamento del pianismo classico e nelle sue suggestioni senza tempo, attraverso le interpretazioni di artisti che condividono una passione autentica per il pianoforte e la capacità di renderlo profondamente espressivo.
Dal virtuosismo innovativo di Godowsky, che reinventa Chopin, alle riflessioni profonde di Schumann, dai colori pittorici di Mussorgsky alle sonorità visionarie di Prokofiev, fino alla ricchezza romantica di Medtner e alla poesia sonora di Debussy; ogni concerto esplora un mondo, offrendo prospettive diverse sul pianoforte e sul suo repertorio.
Un’esperienza unica di ascolto che- grazie a interpreti di grande sensibilità quali Emanuele Delucchi, Volha Karmyzava, Diego Petrella, Yevgeni Galanov, Maurizio Baglini e Alessandra Ammara- suona anche come un invito a lasciarsi guidare da uno strumento che continua a parlare a tutte le generazioni.
Il venerdì sera, alle ore 20.30, in un’atmosfera ricercata e intima- luci soffuse e accattivante allure da jazz club- sarà possibile avvicinarsi a felicissime sintesi melodiche, armoniche, timbriche e ritmiche dell’universo musica, nel segno della benefica attitudine ibridante propria del genere.
Un cartellone variegato di sei appuntamenti, con la direzione artistica di Alberto Dipace: in apertura il virtuoso del fingerstyle Antonello Fiamma, che esplora le possibilità sonore della chitarra con sapienza ed estro creativo; la stagione continua con il viaggio tra pop, jazz e world music del raffinato duo Francesca Touré &Dado Moroni, passando per il felicissimo Pop, jazz and love del Claudia Cantisani Trio, tra ricerca lessicale e melodia catchy, allure rétro e nuova modernità. Si prosegue con il Milena Paris Ensemble, una live session dalle suggestioni oniriche, che fonde modern jazz, contemporary R’n’B e pop jazz.
Da Piazzolla alle riletture di Mercedes Sosa, Chabuca Granda e Chavela Vargas il trio guidato da Paola Fernandez Dell’Erba coinvolge il pubblico in un road movie sonoro, fra tango, jazz e folklore sudamericano.
In chiusura il piano solo di Francesca Tandoi, indiscussa rising star del jazz dalla cifra stilistica unica, in equilibrio fra tradizione e free improvisation.
Jazz e dintorni è un’occasione per godere, attraverso esecuzioni di autentici virtuosi, della straordinaria dilatazione del linguaggio e dello strumentario jazzistico, che abbraccia musiche di tutto il mondo, incrociandosi con altri idiomi e testimoniando la forza narrativa e connettiva della musica.
Abbiamo raggiunto il direttore artistico di Jazz e Dintorni, Alberto Dipace, che sul progetto e-più in generale- sull’importanza del vivere una stagione concerti si è espresso così:
"La musica è il linguaggio universale che ci connette, emoziona, racconta storie e abbatte confini. Ogni nota è una scoperta, ogni concerto un viaggio unico.”
Con queste parole amo descrivere Jazz e Dintorni, una stagione che non è solo una serie di concerti, ma un’esperienza autentica (viva) e coinvolgente dove ogni serata diventa un’occasione per scoprire culture, stili e linguaggi musicali differenti che ruotano appunto intorno al jazz, musica -per sua natura- contaminata dai tempi in cui vive e in continua (meravigliosamente irrefrenabile) evoluzione.
Ecco dunque che elementi come le composizioni originali (dunque contemporanee) attraverso le quali l’artista si racconta in modo puro, unite agli arrangiamenti di capolavori della storia di questa musica (e dintorni) e alle composizioni estemporanee generate dall’improvvisazione, spiegano perfettamente il concetto di esperienza unica e irripetibile per ogni singolo appuntamento della stagione.
Il tutto all’interno della magnifica ClusterHouse di Milano, luogo speciale che permette un’interazione intima e autentica tra pubblico e artista.
Ed è proprio questo il punto chiave dell’andare a vivere un concerto, ovvero la fondamentale differenza tra ascoltare un progetto discografico nel proprio salotto di casa e scoprire invece il suo naturale e costante mutamento durante il live: si tratta proprio di donare e donarsi la possibilità di vivere l’emozione del momento di connessione profonda e diretta con l’artista che è lì, a pochi passi, mentre esprime la propria arte generando emozioni. Che poi è il fine ultimo e la naturale conseguenza di ogni forma d’espressione artistica.
Più di una semplice sala per concerti, ClusterHouse ha l’ambizione di intercettare e catalizzare fermenti creativi e visioni culturali.
ClusterHouse nasce come il luogo dove il talento incontra l’opportunità, dove la formazione si intreccia con il professionismo e la musica diventa un linguaggio universale per raccontare, unire e sognare.
L’obiettivo è anche quello di un abbattimento della “quarta parete” attraverso speech/interviste, che incoraggino gli spettatori ad un ascolto più coinvolgente e consapevole.
ClusterHouse ospita, con cadenza regolare, stagioni musicali, masterclass, workshop, open week ed eventi intellettuali, ponendosi come spazio di ricerca artistica e luogo inclusivo di relazioni culturali, aperto alla città di Milano e a visitatori partecipativi.
Link utili:https://www.scuoladimusicacluster.it/
https://clusternote.scuoladimusicacluster.it/
Fb: https://www.facebook.com/clusterscuoladimusica
Ig:https://www.instagram.com/cluster_scuoladimusica/
Tel. 02 87367858 |
È stato pubblicato il 26 ottobre il videoclip ufficiale di “Stupidi disperati”, quarto singolo estratto dall’ultimo disco “Cristalli sognanti” (Lilith Label, 2023) della cantautrice genovese Sabrina Napoleone. Il brano è stato composto e pre-prodotto a distanza, durante il lockdown del 2020, insieme alla cantautrice Cristina Nico e al cantante e performer Stefano Luna e ripreso in studio nel 2022, insieme a Giulio Gaietto che ha collaborato alla produzione.
"A dispetto del titolo e di ciò di cui parla la canzone, nel video volevamo rendere il piacere di ritrovarsi insieme dopo essere statə tanto tempo chiusə nelle nostre case. C'è la semplicità di un making of ma anche la leggerezza sottilmente inquieta di un reality, quello spiare e autospiarsi che ormai è parte del nostro tempo, tra desiderio di documentazione, verità e desiderio di farsi vedere sempre belli e felici. Anche se in questo caso eravamo sinceramente divertiti e contenti di rivederci."
Oltre alle riprese di Marina Mazzoli- “l’ occhio della situazione”che ha curato anche montaggio finale- nel videoclip sono confluite anche riprese “amatoriali”, realizzate con i cellulari dalle stesse artiste, nonché le riprese- a cura di Simone Sciutto- del live di presentazione del disco, presso laClaque di Genova. Nel videoclip, oltre agli interni dello Studio 77, nei quali compare anche il producer Giulio Gaietto (al lavoro nella registrazione delle tre voci), si intravedono scorci iconici della città di Genova, tra gli altri il quartiere del Biscione e il cimitero di Staglieno.
Sarebbe riduttivo scrivere che “Stupidi disperati”, percorsa da suggestioni trip-hop, ha la vocazione dell’anthem generazionale; è piuttosto manifesto universale di quel (parafrasando Samuele Bersani) sicuro precariato che non è solo musicale ma, più profondamente, esistenziale, sospeso tra claustrofobia e claustrofilia, disincanto e resiliente perpetuazione del sogno, deflagrazione e salvezza.
Claudia Erba

Godowsky: la reinvenzione di Chopin del pianista e compositore Emanuele Delucchi inaugura, domenica 12 gennaio 2025 alle ore 11.00, alla ClusterHouse (via Mosè Bianchi 96, Milano), “Pianismo come arte”, per la direzione artistica di Tatiana Larionova.
In attesa di ricevere la Targa Tenco 2024 per il Miglior Album in dialetto, Setak pubblica oggi il singolo
"Figli della storia", che vede la partecipazione di Simone Cristicchi.
Nerospinto ha incontrato la scrittrice cremasca Arianna Lepre. Il suo esordio, "Diario dal deserto" sta conquistando i lettori con il racconto avvincente e sincero dell'esperienza di Arianna come assistente di volo presso Emirates.
Su tutte le piattaforme digitali è disponibile “Hello Tomorrow”, firmata dal musicista e produttore Salvatore Papotto aka Berlin-Babylon Project: una ballad pop/rock che vuole essere, idealmente, la colonna sonora del diario di viaggio. La voce del brano è quella, suggestiva e ricca di colori, di Roberta Usardi.
Il brano “Hello Tomorrow” (Edizioni La Stanza Nascosta Records) fa parte inoltre del booktrailer di “Diario dal Deserto”: quasi quattro minuti di immagini e brevi frammenti video inediti dell’esperienza di Arianna Lepre in Emirates, montati dalla videomaker Irene Franchi.
Il libro, disponibile per l'acquisto su Amazon, è la lettura adatta per stemperare il grigiore da fine delle feste e ricominciare a sognare.
Ciao Arianna, presentati ai lettori di Nerospinto.
Ciao! Sono Arianna, ho 34 anni e da 10 sono assistente di volo.
Quando e perchè hai deciso di scrivere “Diario dal deserto”?
Ho iniziato a scrivere Diario dal Deserto durante la pandemia nel 2020, senza la vera intenzione di scrivere un libro, ma più con l'idea di scrivere per me. Ero ferma, non potevo più viaggiare e avevo un grande ricordo e una forte nostalgia della mia vita passata, di voli e di viaggi, che in quel momento sembrava così lontana.
Sei soddisfatta del riscontro di pubblico che il libro sta avendo?
Moltissimo! Il libro piace, i lettori si immedesimano nelle mie avventure e nei posti lontani che descrivo. Per alcuni è anche una spinta a partire o a mettersi in gioco. Ne sono molto felice.
Negli anni c’è stata una evoluzione nel tuo modo di concepire il viaggio? L’esperienza con Emirates è quella che più ha influito su questo (eventuale) mutamento di prospettiva?
Sicuramente. Emirates ha trasformato una ragazzina di città provinciale in una donna di mondo! Ho imparato a conoscere culture, persone, pietanze e tradizioni lontane che se prima erano solo “diverse” ai miei occhi, oggi fanno parte della mia vita. Penso di essere cambiata molto. Il viaggio mi ha aperto la mente a 360 gradi.
Ci sono dei libri che sono stati particolarmente importanti nella tua formazione?
Sì, il primo e quello che più mi ha colpito e coinvolto è Vagamondo di Carlo Taglia. Vedo in lui un esempio di grande coraggio, sia per quello che ha fatto, sia per averlo poi raccontato nel suo libro.
Sei una conoscitrice della letteratura odeporica o narrativa di viaggio?
Devo dire la verità: poco! Durante quegli anni così frenetici e intensi c’era ahimè pochissimo tempo per leggere, viaggiavamo e basta. Mi sto avvicinando più ora, avendo più tempo per leggere, e meno occasioni per viaggiare come prima.
Ti piacerebbe che “Diario dal deserto” fosse tradotto in altre lingue, per raggiungere un numero maggiore di lettori in tutto il mondo?
Assolutamente sì! Ho tanti colleghi e amici sparsi nel mondo che sono sicura lo leggerebbero volentieri, se fosse tradotto almeno in inglese. È il mio prossimo obiettivo!
Quante lingue parli?
Posso dire che ne parlo bene tre: l’italiano, che è la mia lingua madre. Lo spagnolo e l’inglese, che sono le due lingue di specializzazione dei miei studi. Poi c’è un po’ di francese che ricordo dalla scuola e vorrei imparare il portoghese e l’arabo, naturalmente.
Qual è il posto che consideri casa?
Dopo così tanti anni in giro, non lo so più nemmeno io a volte! Casa è un po’ la Val di Sole, un luogo che ho nel cuore e dove ho cominciato a scrivere Diario dal Deserto. Ma un po’ è anche Crema, dove sta la mia famiglia.
E un po’ è ancora Dubai, dove sono rimaste le mie amiche più care.
Qual è stata, fino ad ora, la presentazione più emozionante del tuo libro?
Tutte! A Crema ne ho tenute tre, in luoghi diversi (la libreria Mondadori, la Pro Loco e la biblioteca). Ogni presentazione è emozionante e unica. Ora sono pronta a lanciarmi in nuove città!
Ci citi un passo del tuo libro, che ritieni particolarmente significativo?
“Camminammo su quell’isola tutto il pomeriggio scoprendo spiagge e paesini: era incantevole. L’oceano era abbastanza freddo, soffiava un leggero vento e io guardando l’orizzonte pensavo a dove mi trovavo, a quanto ero lontano da casa, a tutto quello che stavo esplorando e imparando, e a quanta strada avevo fatto. Da sola. Sentivo che quello che stavo vivendo e apprendendo valeva molto di più di qualsiasi lezione avessi seguito all’università. E ne ero veramente felice”.
Citando “Hello Tomorrow”, che per anni è stato lo slogan di Emirates e che è il titolo del brano che accompagna il booktrailer di “Diario dal deserto”, che rapporto hai con il domani e in generale con il tempo?
Penso che passi sempre troppo in fretta! E in generale, credo che non esista un tempo che si possa definire giusto o adeguato per tutti. Siamo tutti diversi, mi piace piuttosto pensare che ognuno di noi sia sincronizzato secondo il proprio fuso orario.
Musicoterapeuta, insegnante e cantautrice, Cinzia Azzurra Reghenzani, in arte solo Cinzia Azzurra, aprirà, mercoledì 16 ottobre, ore 21.00, al Mou, il concerto della cantautrice italo messicana Lupita, nell’ambito della rassegna Because the Night- La notte delle cantautrici, ideata e diretta da Marian Trapassi.
Saper convincermi a lasciarti andare/ offrirò melodie per non impazzire/ stringerò forte la tua mano senza voltarmi- canta Cinzia Azzurra in Noli respicere, title-track dell’album del 2023, nella quale rilegge in musica il mito di Orfeo ed Euridice. Prima di lei lo avevano fatto Roberto Vecchioni, con “Euridice”, nell’album Blumùn del 1993 e Carmen Consoli, con Orfeo, nell’album Stato di necessità del 1999. “Ho voluto porre l’accento sulla capacità di fidarsi e affidarsi, senza paura. Nella scrittura mi muove una impellente urgenza comunicativa personale”- racconta Cinzia Azzurra.
Al ripiegamento intimistico, alla coscienza individuale, si accompagna sempre la tensione verso l’universale, la ricerca di una comunione con l’assoluto che sembra passare anche attraverso il mistero dell’atto creativo (si ascolti a tal proposito il singolo Universo, uscito nel maggio scorso).
Cinzia, lei è musicoterapeuta. In quali condizioni patologiche o parafisiologiche viene impiegata la musicoterapia?
La musicoterapia è una disciplina terapeutica che utilizza la musica come strumento relazionale volta a raggiungere obbiettivi specifici in differenti campi d’applicazione.
La musica (qualsiasi forma abbia) è un linguaggio che nasce dal profondo e per questo il suo utilizzo è sempre valido in presenza o meno di condizioni patologiche o parafisiologiche.
E’ impiegata con le disabilità motorie e deficit cognitivi, in case di cura, ospedali, nelle scuole di vario ordine e grado. Qualsiasi età e condizione fisica può giovare della bellezza della Musica!
Non esistono controindicazioni alla musicoterapia!
E’ un modo diverso di approcciarsi al mondo, quasi avesse regole universali differenti.
La musicoterapia prevede l’utilizzo di strumenti musicali come “attrezzi” di comunicazione e relazione. Il mio lavoro e la mia specializzazione negli ultimi si stanno focalizzando sull’utilizzo esclusivo della Voce come strumento di lavoro. La Voce è ciò che abbiamo di più intimo, permette quindi una relazione più immediata senza intermediari esterni.
Il suo nuovo singolo è Universo, uscito a maggio. Sul suo profilo fb ha dichiarato: <<Quando ho scritto “Universo” era questo. Mettere in circolo. Sentirsi aggrappati.>> Vuole spiegarci più diffusamente?
Universo, Universus tutto intero. Il brano nasce da questa urgenza di totalità. Sentirsi parte di qualcosa di più grande di noi e in un certo senso sentirsi aggrappati a ciò che può salvarci dal buio, dal vuoto emotivo o da qualsiasi altra forma di solitudine.
Ho pensato agli elementi, al fuoco, all’acqua (elemento a cui sono molto legata) ed ho voluto scrivere un mantra: l’Amore dentro, come Universo.
Alla fine forse la forza superiore, ciò a cui siamo aggrappati tutti è sempre il sentimento dell’Amore nelle sue molteplici declinazioni.
“Universo” è anche il titolo di un brano di Cristina Donà. Una semplice coincidenza o c’è un comune sentire con la cantautrice di Rho?
Apprezzo molto il lavoro di Cristina Donà e sono una sua fan.
Resta però solo una piacevole coincidenza del destino.
Qual è la filosofia di fondo della sua produzione?
Le canzoni sono il mio diario sonoro. Sono il modo che ho di raccontare in qualche modo ciò che sento, quello che vivo. Sono brani estremamente autobiografici come lo sono in realtà io come persona. Difficile che mi metta a parlare di argomenti che non conosco o di sentimenti che non ho sperimentato. Volutamente mi accorgo che sono legata però all’Universale (Universo torna sempre…). I brani non hanno mai una storia ben specifica. Ciò che significa per me può essere l’opposto per chi ascolta. E ne sono felice. E’ una sorta di libertà, quella vera.
Quali sono i suoi riferimenti artistici?
Troppi da citare.
Dirò solo il nome di Tosca, perché è Musa ispiratrice in tutto ciò che fa.
Il 16 ottobre aprirà, al Mou, il concerto di Lupita per il secondo appuntamento di “Because the night”.Quali sono secondo lei le soluzioni concrete per risolvere il problema di gender gap che affligge il settore musicale?
E’ un onore poter aprire questo concerto e far parte di questo progetto che seguo da tanto.
Credo che la soluzione concreta sia sempre DARSI DA FARE.
Il gender gap purtroppo non è solo nel settore musicale. E’ un problema ideologico e storico. Ci vorranno molte generazioni per vedere risultati concreti ma credo che negli ultimi cinquant’anni tanto sia stato fatto.
Nonostante abbia una vena malinconica (che non è tristezza), sono un’inguaribile ottimista.
Credo concretamente che educare le nuove generazioni all’uguaglianza di genere posso essere l’unica strada efficace.
Lavorare quindi su ciò che esiste ma proiettarsi sempre nel futuro.

Recita bene il famoso proverbio 'Non c'è due senza tre': lo storico chitarrista, autore e scrittore ferrarese Carlo Zannetti ha conquistato il suo terzo premio internazionale con la composizione "La Paura di Vincere" (Edizioni Videoradio e Videoradio Channel), colonna sonora dell'omonimo cortometraggio della regista Roberta Pazi, recentemente presentato al Ferrara Film Festival 2024.
Daniela Mastrandrea ha all’attivo circa duecento composizioni pubblicate tra album e singoli: dal duo con il contrabbassista Michele Paternoster (collaborazione iniziata nel 2020) all' orchestra, dal jazz alla classica.
Nato dal recupero di un laboratorio di marmi in disuso, lo Spazio Made di Luni è una venue urban concepita come Location d'Autore in chiave industrial, per ospitare eventi privati e aziendali, nonché eventi culturali di varia natura.
In uscita l’ 8 ottobre “All’improvviso- Canzoni Lievi” del cantautore e artista multimediale Vincenzo Greco, in arte Evocante.
All’improvviso- Canzoni Lievi è il quarto album in studio di Evocante, prodotto dall’etichetta Dialettica Label e distribuito digitalmente da Tunecore; la distribuzione fisica è affidata a La Stanza Nascosta Records di Salvatore Papotto.
La Miseria, in uscita il 6 dicembre 2024 per La Tempesta Dischi, è il primo album da solista di Luca Romagnoli, frontman dei Management (del dolore Post-Operatorio), che ha deciso di ritagliarsi uno spazio tutto suo per raccontare la sua parte più intima, strettamente intrecciata alla visione della società in cui viviamo.
Di Tiziana Latorre
Lo spettacolo teatrale sulla violenza di genere Figlio non sei più giglio, con Mariella Nava e Daniela Poggi, è stato scelto dalla Presidente della commissione femminicidi, l’onorevole Martina Semenzato, per essere rappresentato alla Camera dei deputati il 30 ottobre 2024.
Nato dal recupero di un laboratorio di marmi in disuso, lo Spazio Made è una venue urban concepita come Location d'Autore in chiave industrial, per ospitare eventi privati e aziendali, nonché eventi culturali di varia natura.
Da dieci anni a questa parte l’ Associazione Cultura Aesthetica, che ha sede all’interno dello spazio, si è impegnata fattivamente nell'offrire una proposta culturale esclusiva al territorio ligure-apuano.
Un ulteriore passo in avanti in questo senso si è registrato con il lancio del format The Fridays, che amplia il ventaglio di opportunità del Club con una offerta che coniuga gusto, arte e musica dal vivo, nel segno della bellezza e della godibilità, in un’atmosfera di ricercata convivialità.
Pensato inizialmente come showroom ad uso esclusivo della Massimo Ligeri Marmi, azienda autrice e curatrice del progetto di recupero e trasformazione, Spazio Made diviene ben presto luogo di interesse per il mondo dell'organizzazione di eventi, grazie agli ampi spazi ed alla suggestiva atmosfera industrial chic e ora si trasforma in vero e proprio centro polifunzionale per le arti eLive Music Club.
Sul sito è possibile associarsi attraverso il form di iscrizione.
I soci godono di vantaggi esclusivi e sostengono l’impegno dell’associazione nel portare avanti iniziative e sociali benefiche.
Dopo la prima serata, che ha visto esporre alcuni artisti della Galleria Valeria Lattanzi (tra i quali il pittore livornese) Massimo Lomi ed esibirsi il cantautore Stefano Barotti con la Painter Loser Band, c'è grande attesa per il secondo appuntamento di venerdì 29 novembre.
Nerospinto ha incontrato Sophia Tomelleri , tra le più interessanti saxofoniste del Jazz italiano, in occasione degli imminenti appuntamenti al Teatro Bello di Milano con "I grandi del jazz- Suonati e narrati da Paolo Tomelleri e i suoi amici musicisti". Sophia Tomelleri sarà sul palco del Teatro Bello (al sax) domenica 6 ottobre, con inizio alle ore 17.00, per Jazz goes latin, le contaminazioni jazz nei paesi latini, e sabato 12 ottobre (ore 17.00) per Le origini del jazz: da New Orleans, con la celebre Borboun Street, passando per Chicago e New York, fino a San Cristoforo. Quest'ultimo appuntamento è ad ingresso libero, in quanto fa parte degli spettacoli teatrali gratuiti in occasione della inaugurazione dell’intera linea M4 della metropolitana, da Linate al quartiere Giambellino (e viceversa) fino al capolinea di San Cristoforo.
E’ disponibile su tutte le piattaforme digitali “Hello Tomorrow”, firmata dal musicista e produttore Salvatore Papotto aka Berlin-Babylon Project: una ballad pop/rock che vuole essere, idealmente, la colonna sonora di “Diario dal deserto”, esordio letterario della cremasca Arianna Lepre.
In bilico tra folk, rock-blues, country e incursioni reggae (si ascolti “L’irriverenza”) “L’Effetto della cifra di sinistra”, secondo album del cantautore Wasichu, nasce come taccuino privato e diventa una sorta di caustico bignami di storture universali, vergato con deciso piglio autoriale.
Per la quarta volta inserita nel calendario di eventi della MMW la rassegna canora “Because the Night- La notte delle cantautrici”, ideata e diretta dalla cantautrice Marian Trapassi e giunta alla sua
sesta stagione, continua a tenere alta la bandiera della canzone d'autrice e propone un appuntamento raffinatissimo, quello di mercoledì 20 novembre, ore 21.00, al Mou Lounge, con il concerto
della cantautrice veneta Erica Boschiero. La sua produzione discografica, affiancata da una intensa attività live (in Italia e all'estero) e dalla collaborazione con attori, poeti e divulgatori in
diversi spettacoli teatrali, si distingue per profondità e classe.
Cantautrice, autrice, chitarrista, è stata vincitrice del Premio d’Aponte 2008, del Premio Botteghe d’Autore 2009, del Premio Lunezia – Future Stelle 2015, del Premio per il Miglior Testo a
Musicultura e al Premio Parodi nel 2012.
Sarà proiettato in prima mondiale al Ferrara Film Festival 2024 il 26 settembre alle ore 19, nella Selezione Ufficiale Short Films, "La paura di vincere", di Roberta Pazi, con la partecipazione straordinaria di Bobby Solo.
NEROSPINTO
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