Danza, teatro e musica animano il variegato universo artistico della canavese Pamela Guglielmetti, mossa in ogni sua declinazione espressiva da coraggio e urgenza comunicativa. Eporediese di nascita, ma ligure d’adozione- solo recentemente è tornata ad abitare in Piemonte- Pamela Guglielmetti è un’attrice, coreografa, regista, scrittrice e cantautrice: artista dalle mille sfumature, ha pubblicato il suo primo album “L’eco dei mondi perduti” nel 2019 ;“Frammenti”, disco candidato al Premio Tenco 2020 e , nel 2021, "Cammino controvento".

Strade che si perdono all’orizzonte, motociclette ognuna con un’anima ben distinta, come chi le cavalca: di questo e molto altro è intrisa la Custom Culture del mondo biker, che trasforma le moto in opere d’arte unendo ingegneria ed estetica con radici che affondano negli Stati Uniti degli anni ’70. Una storia fatta di emozioni e adrenalina pura, come quella che tornerà in scena a Lignano Sabbiadoro da giovedì 18 a domenica 21 maggio grazie alla Biker Fest International, uno dei più famosi eventi motoradunistici al mondo e pioniere di questa cultura in Italia e in Europa.
In uscita il 16 dicembre su tutte le piattaforme digitali, per l’etichetta La Stanza Nascosta Records, il singolo Caro Natale del cantautore vigevanese Ruben Caparrotta, in arte Sambiglion.
La scrittura, sceneggiatura, direzione e montaggio del videoclip ufficiale, che accompagna il singolo-oggi in anteprima esclusiva su Nerospinto- sono di Martina Modica ed Edoardo Furlani, che insieme formano il progetto Teaseng.
Sold out per la vocalist e autrice lucana Claudia Cantisani, che per la quarta volta ha calcato il palco del Blue Note Milano. Accompagnata da un nutrito e variegato ensemble di musicisti Cantisani ha presentato il suo terzo album in studio, Sabrina sul petrolio, appena uscito su etichetta La Stanza Nascosta Records.
Tailleur rosa pastello, canotta bianca, collana etnica e scarpa bassa, Cantisani- con un bicchiere di vino bianco a celebrare la natura di vera e propria festa in musica dello spettacolo, niente formalismi e trascinante autenticità- ha letteralmente stregato il pubblico con il suo fare da antidiva per eccellenza; voce inarrivabile, carisma raro e una felice vena intrattenitrice.
Quasi una grande famiglia la sua “folle big band”( per citare la splendida “Un paradiso del jazz”), un insieme di musicisti di razza, orchestrati da una Cantisani nelle vesti di padrona di casa/performer dai mille registri, in equilibrio tra raffinatezza e contagiosa energia.
Le veci di Alessandro Haber; “interprete maschile tutto genio e sregolatezza di una storia dannatamente romantica, Sabrina sul petrolio, con un epilogo di inevitabile, prosaica, carnalità” (per citare la nota stampa di Claudia Erba) le ha fatte Felice Del Vecchio, fedele spalla di Claudia, a suo agio anche nelle vesti di interprete, oltre che virtuoso del pianoforte e, più in generale, polistrumentista, arrangiatore e coautore dei brani di Cantisani.
L’istrionico Andrea Agresti ha affiancato Cantisani sul palco nella rilettura della caputiana Blu Elettrico ( una versione particolarmente intensa, che non ha fatto rimpiangere quella originale) e nella riproposizione della godibilissima Fredaster: interplay sorprendente, degno dei fasti del varietà italiano. Un plauso a Cantisani e Agresti, affiatatissimi, al fenomenale apporto dei musicisti e delle due giovani, splendide coriste, Micaela Giungato e Linda Bocchiola.
Vagheggiamento passatista e nuova modernità, indagine antropologica e una fortissima carica ludica in un repertorio che sorprende per coerenza e bellezza; un ventaglio di piccole e grandi storie leggere (ma non troppo), con picchi di assoluta poesia (pensiamo, solo per citarne una, alle intime risonanze smosse da “Quel gusto maledetto”, che nell’interpretazione magistrale di Cantisani non può che commuovere profondamente.)
Particolarmente emozionanti le incursioni nel repertorio di Lucio Dalla (Una casa in riva al mare) e Pino Daniele (Anima), che nella versione di Cantisani acquistano colori inediti. Merito di una voce che ha la padronanza assoluta della melodia del pezzo, e che di rado resta nella comfort zone del “tema”, regalando invece infinite variazioni.
Un’artista completa, Claudia Cantisani, penna e voce formidabili, verve da animale da palcoscenico ed una innata assertività gestuale.
Nel pubblico sembra diffondersi una benefica ebbrezza, insinuarsi-magicamente- una promessa di felicità, quasi un piccolo miracolo che si ripete ad ogni esibizione di Claudia.
Non ci resta che aspettare la prossima data live. E sarà- di nuovo- Musica.
Formazione:
Felice Del Vecchio: piano
Tony Arco: batteria
Caterina Crucitti: basso
Moreno Falciani: sax, flauto e clarinetto
Sergio Orlandi: tromba
Micaela Giungato e Linda Bocchiola: coriste
Cinzia Giordanelli
Il rum è una cosa seria. Dalla melassa locale fino al tropical ageing, Brugal ci svela tutti i segreti del distillato caraibico.
Puerto Plata, 1888. Don Andrés Brugal Montaner, originario della Spagna, è appena tornato da un viaggio a Cuba dove ha imparato i segreti della produzione del rum. Mentre nella sua patria sta andando in scena la grande Esposizione Universale, nella sua testa le idee sono molto chiare. Don Andrés vuole fermarsi in Repubblica Dominicana e fondare una distilleria.

Negli anni il business funziona. L’azienda si amplia ed ha sempre più successo. Rum Brugal inizia ad essere conosciuto universalmente come ‘il rum dei dominicani’, rappresentando con orgoglio la terra caribica in tutto il mondo. Le generazioni si susseguono seguendo una regola che non è mai stata violata da Brugal: i maestros roneros devono essere scelti tra i discendenti diretti del fondatore.
L’eredità di Don Andrés è oggi nelle mani della quinta generazione di maestros roneros. Sono tre: Miguel Ripoll, Gustavo Ortega e Jassil Villanueva, la prima maestra ronera donna della Repubblica Dominicana.
I segreti del fascino caraibico: l’esperienza di Rum Brugal
Dietro il colore ambrato scuro di Rum Brugal c’è un ventaglio di aromi ampio e stratificato: caramello, vaniglia, datteri, uva passa... Il segreto? Ve ne sveliamo uno: la melassa.

La qualità della melassa utilizzata è il primo fattore che entra in gioco nella complessità e nella piacevolezza di un rum. A differenza della maggior parte dei marchi di modern rum, che trasformano la materia prima importata da altre nazioni, Brugal impiega esclusivamente melassa locale, proveniente da quattro dei cinque zuccherifici della Repubblica Dominicana che trasformano la canna locale.
Ma quello influenza di più il sapore del rum è il tipo di botte utilizzata. Brugal questo lo sa bene e si avvale di tutto il know-how proveniente dal gruppo Edrington. Grazie al lavoro svolto dai Masters of Wood di Macallan, alcuni dei migliori cask ex-Sherry arrivano in Repubblica Dominicana per l’invecchiamento dei rum Brugal.

La prima botte utilizzata per l’invecchiamento è di quercia bianca americana ex-Bourbon; la seconda è di quercia europea ex-Sherry Oloroso, e ha delle caratteristiche che la rendono unica nel panorama della produzione di rum. Prodotta a mano e di grande valore economico, viene utilizzata per l’invecchiamento degli Sherry Oloroso e Pedro Ximenez tra i 18 e i 24 mesi e poi, quando è ancora al massimo della resa, grazie a un accordo esclusivo con Edrington viene mandata in Repubblica Dominicana. È chiaro che poter avere una tra le migliori botti del mondo ancora a pieno regime, in piena fase di rilascio, produce un rum eccezionale e ricco di aromi.
Ma la creazione del sapore non finisce qui. Il calore tropicale della Repubblica Dominicana gioca un ruolo davvero speciale nel processo di invecchiamento del Brugal.

Esiste un’opinione comune – ma errata - che tutti i rum vengano invecchiati nel loro luogo di produzione. In realtà spesso l’invecchiamento viene fatto in Europa per un motivo semplice: l’Angel Share – vale a dire la quantità di rum che evapora dai barili in legno durante la maturazione - in Europa è del 2% circa, mentre nei Caraibi oscilla tra l’8 e il 12%. In questo modo non rimane che il 65% del contenuto iniziale di una botte dopo cinque anni di maturazione. Un anno di invecchiamento nei Caraibi, insomma, equivale a tre anni in Scozia. Questo implica che, per esprimere al massimo il potenziale delle botti, un rum invecchiato per dieci anni nella stessa botte in Repubblica Dominicana dovrebbe invecchiarne dai trenta ai quarant’anni per avere lo stesso potenziale aromatico.
I Maestros Roneros conoscono bene gli effetti del tropical ageing sul rum, e per questo hanno disposto che i magazzini Brugal siano strategicamente posizionati sotto il calore del sole dominicano. L’obiettivo è quello di intensificare il processo di invecchiamento, tirando fuori il meglio dalle botti per dare ai rum carattere e complessità.

L’attenzione e la cura per la qualità si vedono in ogni dettaglio e in ogni fase della produzione: basti pensare alle bottiglie, che vengono lavorate a mano, applicando la rete, la ceralacca e gli adesivi singolarmente.
About Velier, leader mondiale nel settore dei rum
Velier è una storica azienda familiare genovese che si occupa di importazione e distribuzione di distillati, liquori e vini. Fondata nel 1947, ha quindi 75 anni di vita, durante i quali la qualità dei prodotti e la loro appassionata divulgazione sono sempre state la via maestra per accedere a una crescita commerciale e reputazionale continua.
Leader mondiale nel settore dei rum grazie all’instancabile lavoro di scoperta del Presidente Luca Gargano, Velier è stata anche antesignana assoluta nel lancio del movimento dei vini naturali. Già nel 2003 ha visto infatti la luce il protocollo delle “Triple A”, produttori che siano “Agricoltori, Artigiani, Artisti”, in sintonia assoluta con i valori della Velier: qualità e autenticità.
Tra le oltre 200 marche importate, citiamo i rum Caroni, Bally, Clairin, Neisson, Hampden; i whisky Macallan, Glenfiddich, Balvenie, Nikka, Buffalo Trace; Hendrick’s Gin, Stolichnaya Vodka, le agavi Rooster Rojo, Fortaleza e Alipus, lo champagne Billecart, il liquore Chartreuse e i sodati di Fever Tree.

Controluce siamo tutti uguali di Jacopo Lorenzon: il racconto in musica di una generazione irrisolta
E’ in uscita il 21 aprile su tutte le piattaforme digitali “Controluce siamo tutti uguali” di Jacopo Lorenzon, distribuito dall’etichetta La Stanza Nascosta Records.
Scrivere e cantare: in un botta e risposta continuo di parole e note che s’inseguono per ricamare l’idea del Cantore che non riesce, e non vuole, limitarsi a raccontare, ma pretende di vivere.
Anticipato dal singolo "L' Affare di famiglia" (che potrebbe benissimo essere, all'ascolto, una composizione dello storico duo Chiosso- Luttazzi), è arrivato "Sabrina sul petrolio", terzo album della vocalist e autrice Claudia Cantisani (pubblicato dall'etichetta La Stanza Nascosta Records).
E' uscito 18 novembre in radio e su tutte le piattaforme digitali “Agosto”, il nuovo singolo di Laura Benvenuti.
Il singolo è stato preceduto dal brano “Tempo”, pubblicato nel maggio scorso, e anticipa l’uscita del nuovo lavoro in studio della cantautrice, prevista per il prossimo 9 dicembre su etichetta La Stanza Nascosta Records.
La dolce vita felliniana, la convivialità glamour e spensierata. Amaro Santoni celebra Firenze e il gusto leggero della primavera italiana all’interno della maison Gucci
Amaro Santoni ha Firenze nella propria essenza così come nelle proprie forme. Racchiude in sé l’immaginario di una passeggiata estiva tra le vie della città e lo esprime attraverso il colore, i profumi e i sapori. Ad ogni sorso si è trasportati in mondo ricco di fascino ed eleganza.
Il suo sapore è caratterizzato da note agrumate, dalla foglia di olivo, dal fiore d’iris (simbolo stesso della città) e, soprattutto, dal rabarbaro (commerciato nelle botteghe degli speziali del centro storico fin dal Rinascimento). La parte superiore della bottiglia, poi, si ispira allo splendore architettonico della cupola di Santa Maria del Fiore, progettata da Brunelleschi nel 1436, per onorare lo skyline iconico della città.

Un prodotto realizzato esclusivamente con l’infusione di ingredienti naturali, ispirato a una delle ricette più intime e personali di Gabriello Santoni, creata nel 1961. Icone già ai tempi della Dolce Vita Felliniana, i liquori della famiglia Santoni sono un simbolo dell’italian lifestyle. E quale location migliore della maison Gucci per celebralo?
Amaro Santoni è approdato a Gucci Giardino 25 per una night shift con Simone Caporale (considerato uno dei massimi esponenti del bartending internazionale e ambasciatore del marchio) e Luca Missaglia (tra i più affermati consulenti per lo sviluppo di progetti nel mondo degli spirits). Una serata all’insegna della miscelazione per promuovere un modo nuovo di bere, che va oltre il solito concetto di “aperitivo”.

Dietro al bancone del cocktail bar, in pieno centro storico di Firenze con dehors sulla suggestiva Piazza della Signoria, Amaro Santoni ha sfoggiato tutta la sua scintillante versatilità.
La drink list si apre con Santoni Garibaldi (Amaro Santoni, Pink Grapefruit Juice & Muyu Chinotto) per proseguire verso un freschissimo Santoni Spritz con Amaro Santoni, Watermelon & Fino Sherry. Simone Caporale celebra poi Firenze con un twist sul Negroni: il Santoni Negroni Rosa a base Amaro Santoni, Gin e Vermouth Rosè. Per finire, un must. Il Santoni Paloma, con Amaro Santoni, Grapefruit Soda & Mezcal.

Botanicals & Cocktails
34 Botanicals
Rabarbaro Cinese, Fiore d’iris, Foglia di olivo, Rosa, Fiori di sambuco, Ginseng, Pepe, Cardamomo, Noce moscata, Chiodi di garofano, Menta, Arancia dolce, Arancia amara, Cumino, Carciofo, Coriandolo, Melissa, Salvia, Angelica radice, Rosa canina, Tiglio, Assenzio romano, China, Lavanda, Karkade, Cassia, Galanga, Quassio, Centaurea, Genziana, Ginepro, Zenzero, Alloro, Finocchio selvatico.

Twist on Classic
SANTONI SHEKERATO
4 PARTI SANTONI
SANTONI & TONIC
2 PARTI SANTONI
4 PARTI ACQUA TONICA
SANTONI SPRITZ
2 PARTI SANTONI
3 PARTI PROSECCO
1 PARTE SODA
SANTONI AMERICANO
2 PARTI SANTONI
1 PARTE VERMOUTH ROSSO
4 PARTI SODA
SANTONI NEGRONI
1 PARTE SANTONI
1 PARTE VERMOUTH ROSSO
1 PART GIN

Dopo la trasferta internazionale, con i 52 mila euro devoluti al Centro per l’alloggio e l’asilo nido per bambini e giovani con disabilità dello sviluppo di Belgrado, Chefs for Life torna a casa per una nuova, importante serata-evento all’insegna della solidarietà. L’obiettivo questa volta è di aiutare AIL BOLOGNA – Associazione Italiana contro leucemia, linfomi e mieloma – nella sua opera di sostegno alla ricerca sulle terapie cellulari avanzate (CAR-T) in Ematologia.
Nerospinto ha incontrato per voi il rapper sardo Pauz (al secolo Angelo Sanna), reduce dalla vittoria della quarta edizione di JazzAlguerMediterrani (il contest giovanile della rassegna JazzAlguer).
Viaggi all'insegna del benessere e del relax anche in autunno-inverno.
Idee per questo autunno? Nonostante siamo tornati al lavoro e l'estate sia solo un lontano ricordo non disperiamoci. Sono tanti i viaggi che si possono fare anche in autunno e sopratutto all'insegna del benessere sia in Italia che all'estero. Quindi non ci resta che partire alla scoperta di mete wellness per stare bene anche nelle stagioni più fredde dell'anno.
Mete wellness in Italia
Partiamo dalle mete wellness più rinomate nel nostro Bel Paese. Possiamo per esempio concederci dei momenti di relax presso il Fonteverde Spa, uno tra i migliori resort and spa a San Casciano dei Bagni (SI) in Toscana. Per il periodo autunno-invernale, lo staff del centro spa offre dei trattamenti di bellezza per il viso e per il corpo. Quelli più consigliati in questo periodo, meno mite, sono lo scrub corpo al profumo di uva di fragola o in alternativa il rituale viso corpo al fango termale, miele, e olio d’oliva. E ancora sempre in Toscana, possiamo concederci il lusso di visitare la Grotta Giusti a Monsummano Terme, che conta la più grande grotta naturale termale d’Europa. Le terme di Grotta Giusti vennero definite da Giuseppe Verdi come l'ottava meraviglia del mondo. Nel tempo questo luogo è divenuto un sito termale non solo per il benessere e il relax ma anche per la cura di diverse patologie. Per il periodo autunnale-invernale, lo staff propone un programma chiamato: “Benessere d’autunno” con il rituale ai semi di zucca, un trattamento esfoliante viso/corpo alla farina e olio di semi di zucca e massaggio sonoro con l'utilizzo delle campane tibetane.
In Alto Adige, invece possiamo fermarci presso la Medical Spa dell'Hotel Terme Merano, unico resort termale della zona. Sarà possibile provare delle soluzioni innovative per ritrovare il nostro benessere psico-fisico. A seconda delle nostre esigenze ci sono vari programmi: quello detox per riequilibrare mente e corpo in tempi veloci, quello per favorire il relax e il sonno oppure quello per il benessere muscolare o osteoarticolare. Insomma, ci sono vari tipi di programmi per rilassarsi e per una completa remise en forme. I viaggi del benessere fanno proprio bene al corpo e allo spirito.
Due luoghi del benessere all'estero
In Europa a meno di un’ora da Lisbona, nel Parco Naturale di Arrábida, Villa Epicurea ci trasporta in un mondo rilassante e al tempo stesso parallelo. Si tratta di un eco lodge circondato dalla natura incontaminata dove potremmo rilassare corpo e mente.
Nel mese di novembre qui è in programma un Art Therapy retreat, tutta al femminile che include yoga, meditazione e trekking.
Una tappa d'obbligo, per chi può recarsi in Asia, è quella che ci porta a visitare il tempio del benessere del Bustan Palace, a Ritz-Carlton Hotel in Oman. La spa è immersa perfettamente nel paesaggio circostante tra mare e montagna ed è caratterizzata da ben diciassette sale dove si possono provare i trattamenti personalizzati basati su pratiche antiche della zona. In questo periodo è consigliato il percorso Hammam Royal Arabian. Il vapore che ammorbidisce la pelle, il sapone nero tradizionale e la maschera per il corpo all'aloe vera migliorano la nostra pelle e stimolano i nostri sensi.
Buon benessere a tutti!

Quale miglior periodo per regalarsi una bella vacanza? Le feste dietro l'angolo danno un'occasione per “scappare” alle Canarie e ce ne sono almeno otto per andarci nella stagione più fredda: qui si trovano spiagge infinite, tesori naturali e un clima invidiabile.
Tenerife, Gran Canaria, Lanzarote, Fuerteventura, La Palma, La Gomera, El Hierro e La Graciosa compongono un arcipelago che offre scenari per tutti i gusti e tutte le idee di vacanza da quella più attiva a quella relax. Non a caso le Canarie sono chiamate le "Isole Fortunate", bastano quattro ore di volo dall'Italia per raggiungere questo luogo dei sogni che riscalda il cuore dell'inverno.
Ben nove italiani su dieci non rinunciano a gustare le caramelle durante la giornata.
Chi si sofferma davanti a un banchetto di caramelle o a un negozietto che le vende, di solito, non è mai una persona triste o perlomeno cerca di non esserlo. Una succosa caramella ci riporta sensazioni e ricordi di quando eravamo bambini e aiuta a scacciar via tutti i pensieri negativi. Sarà per questo che ben nove italiani su dieci non riescono a rinunciarvi vuoi per goloseria, vuoi perché, alcune, aiutano a contrastare l'arrossamento della gola e rinfrescano l'alito. E ancora le ragioni per cui si mangiano caramelle spesso sono legate alla voglia di rilassarsi, di staccare per un attimo i pensieri, sia a casa o al lavoro sia durante un viaggio o davanti alla tv. E ancora, più della metà dei partecipanti al sondaggio, ben il 57% le gusta più volte a settimana.
Una recente ricerca di Bva Doxa –Unione Italiana Food ha sottolineato questa tendenza generale. Per 1 italiano su 3, non esiste un momento preciso in cui mangiare o meno delle caramelle. C'è chi preferisce gustarle di pomeriggio (39%) o la mattina (30%) rispetto al dopo cena (12%) e al dopo pranzo (10%).
Le caramelle più amate dagli italiani
Gli italiani prediligono le caramelle dal potere rinfrescante. Ecco al primo posto della classifica le caramelle più vendute: le classiche mentine con ben il 49 % delle preferenze, seguono poi quelle morbide e gommose con il 48% e al terzo posto quelle più dure con il 39% delle preferenze.
E ancora tra la vastità di caramelle spiccano: le gelée (31%), le ripiene (27%), le mou/toffee (27%). Tra le ultime in classifica, almeno per il momento, le pastiglie (23%) e le lecca-lecca (10%). Altra prerogativa per la scelta degli italiani sono le caramelle senza zucchero (56%), contro quelli che le preferiscono zuccherate (44%). Insomma, il comparto delle caramelle è in continua crescita.
Caramelle consumate principalmente nelle feste
Questo prodotto, le caramelle, viene consumato sempre durante tutto l'anno ma in modo particolare durante le feste dell'anno come, per esempio, quella di Halloween dove “Dolcetto o Scherzetto” la fa da padrone, portando tutti a procurarsi caramelle e dolcetti per il tanto atteso...drin drin del nostro campanello. Proprio in questa notte, sono il prodotto dolciario più consumato superando di gran lunga cioccolatini, snack, biscotti o altri dolciumi. Durante le varie feste dell'anno e i molti “ponti festivi”, il consumo delle caramelle aumenta in modo sensibile. Pensiamo anche alle feste natalizie e alla ricorrenza della Befana dove caramelle e dolciumi di ogni colore e forma riempiono le case e le calze soprattutto dei più piccoli ma non solo.
Morale della favola, le caramelle piacciono a tutti, grandi e piccini e il loro mercato è in continua evoluzione. Perché una caramella ti addolcisce la vita e te la colora, così, in un attimo!

Si chiama Gin Brulè, il gin di Natale Limited Edition che piace agli stellati italiani
È andato sold out in pochissimo tempo. Gin Brulè, il gin di Natale firmato da Federico Bellanca (una delle penne più autorevoli in Italia in materia di spirits), è un distillato esclusivo realizzato con le botaniche tradizionali del vin brulè. Cannella, chiodi di garofano, ginepro, arancia e qualche goccia di vino rosso per conferire il tipico colore della bevanda invernale. Una Limited Edition vestita di rosso, con in etichetta un elegante pattern natalizio realizzato dall’illustratore italiano Alfredo Del Bene, in arte The Animismus.
Gin Brulè è il protagonista della box natalizia di The Gin Way: edizione N.32 – Lo Spirito del Natale. All’interno della magica box una full size di Gin Brulè, tonic water, arancia disidratata, tumbler alti logati, gherigli ricoperti di cioccolato, il magazine Gintastico! e due ricette di Stefano Salvi.

Perché con i sapori ed i profumi speziati di Gin Brulè si gioca bene nella cucina e Federico Bellanca questo lo sa. Ecco perché ha voluto coinvolgere sei chef di altrettanti ristoranti stellati. La sfida? Quella di creare sei ricette utilizzando il gin di Natale. Nei piatti i profumi e i sapori ispirati al vin brulè: anice stellato, cardamomo, cannella, chiodi di garofano, arancia candida, ma anche mandorla, zenzero, uva passa e noce moscata.
Le ricette delle feste con Gin Brulè
Le ricette create ad hoc dagli chef con Gin Brulè – inventate ex novo o rivisitando piatti signature – hanno spaziato dal pesce al dessert. Eccone 5:
Spuma al Vin Brulè e mandorla, gelato al ginepro e agrumi (Alex e Vittorio Manzoni di Osteria degli Assonica, Sorisole – Bergamo)
Storione, Franciacorta, bieta, caviale e gin (Simone Breda di Sedicesimo Secolo, Orzinuovi – Brescia)
My name is gin…blue gin! (Stelios Sakalis di Il Pievano, Castello di Spaltenna, Gaiole in Chianti – Siena)
Ombrina marinata (Emanuele Petrosino di Bianca sul Lago, Bianca Relais, Oggiono)
Sfera di gambero rosso, burrata, caviale di acciughe e salsa pizzaiola (Roberto Proto di Il Saraceno di Cavernago, Cavernago – Bergamo)
Le ricette complete le trovate sul magazine Gintastico! di The Gin Way.

di Barbara Spadafora
In occasione del ritorno sui banchi di scuola, Kellogg presenta la nuova referenza Coco Pops Hazelnut Flavour, arricchendo la sua iconica gamma Coco Pops. I nuovi sorprendenti cereali Coco Pops combinano l’iconico cacao al gusto della nocciola, dando un sapore unico al latte. La nuova variante infatti, offre ai più piccoli, ma anche ai consumatori adulti, cereali deliziosi pensati come parte di una prima colazione nutriente, bilanciata e gustosa.
I REGALI DI PACO, per un Natale all’insegna della bontà
Distribuita da Schoenhuber la nuova lampada a led "One-light" di Waf, unisce l'utile al dilettevole, donando una seconda vita alle bottiglie esauste consentendo di riciclare in maniera originale un oggetto di uso quotidiano. Portatile e ricaricabile può essere, infatti, facilmente appoggiata sul collo di qualsiasi bottiglia di vetro. Grazie al suo design minimal e moderno si adatta ad ambienti molto diversi, indoor e outdoor: dal living di casa alla cucina, sul terrazzo o in giardino, sino ai dehors di wine-bar e ristoranti.
Tomatin Distillery compie 125 anni. In occasione di questo traguardo ripercorriamo la storia del Whisky delle “terre alte”: le Highlands, ovvero la regione dei Single Malt più famosa al mondo
Le Highlands sono quelle terre a nord-ovest della Scozia tagliante in due dalla Great Glen, la valle glaciale che segue una lunghissima faglia geologica. È una delle zone meno popolate della nazione ma tra quelle con il numero più alto di distillerie. In questa regione si producono i Single Malt per eccellenza, famosi in tutto il mondo per i loro profumi e la beva leggendaria. Tra questi c’è lo scotch whisky di Tomatin, distilleria che sorge a pochi chilometri da Inverness, la principale città delle Highlands del Nord. La storia di Tomatin Distillery è strettamente legata a quella del whisky scozzese e ne ha seguito le orme per tutto il secolo sorso.

Dal boom del whisky alla crisi della domanda: la storia di Tomatin Distillery
Alla fine dell’Ottocento il whisky conosce un vero proprio boom. La piaga della fillossera aveva provocato un crollo del mercato del suo rivale, il brandy, e la passione della Corona per il distillato scozzese ne stava aumentando decisamente il prestigio. In questi anni, precisamente nel 1897, viene fondata Tomatin Distillery. Trovandosi in una zona molto isolata, la distilleria viene subito circondata da case affidate a buona parte dei dipendenti di Tomatin. Si costruisce di fatto una comunità locale, un piccolo villaggio. Il sentimento di appartenenza da parte dei dipendenti di Tomatin è forte e questa particolarità contribuisce allo sviluppo e al successo della distilleria.

Alambicco dopo alambicco l’azienda cresce fino a diventare la più grande distilleria di Scozia. All’apice dell’espansione, tuttavia Tomatin inciampa in quella che è la più grossa crisi dell’industria del whisky. Siamo nel 1983, in pieno calo della domanda di whisky, e molte distillerie iniziano a chiudere i battenti. Tomatin si salva dalla liquidazione grazie a due storici clienti, i giapponesi Takara Shuzo e Okura & Co, che la rilevano facendone la prima distilleria scozzese di proprietà̀ orientale. Da subito la nuova proprietà̀ ricalibra il focus sulla qualità̀, valorizzando gradualmente Tomatin come marchio di Single Malt, ovvero whisky di solo orzo maltato ottenuti attraverso doppia distillazione in pot still.

Dal nuovo millennio la produzione Di Tomatin si attesta sui 2 milioni di litri annui, una quota considerata sostenibile anche in caso di nuove crisi del mercato. Le dimensioni da gigante raggiunte un tempo da Tomatin sono oggi un elemento di grande fascino per chi visita la distilleria, avvolta da un fascino decadente che profuma di archeologia industriale. Alcuni macchinari in disuso sono oggi parte di un museo che racconta la storia produttiva dello Scotch Whisky.
Grazie all’intenso lavoro di rilancio degli ultimi anni, nel 2016 Tomatin ha vinto il premio come distilleria dell’anno secondo Whisky Magazine, e nel 2017 quello come “Brand Innovator” nell’industria del whisky. Nel 2022, anno del suo 125° anniversario, Tomatin ha deciso di puntare ancora di più sui suoi valori fondanti: l'attenzione verso le persone che lavorano in distilleria, la qualità del distillato e la sostenibilità a lungo termine.

Tomatin Single Malt Whisky 12 anni: l’assaggio
Il Tomatin Single Malt whisky 12 anni è un distillato profumato ed elegante, ben bilanciato tra maturità, morbidezza ed affumicatura. I timbri di pera, mele gialle e spezie dolci sono stemperati da una delicata traccia di torba che dona complessità e profondità. Il corpo è masticabile e compatto, con note tostate di noci e datteri al caramello. Chiusura liscia e pulita, con un accenno di note verdi e sherry.

La ricetta per la creazione del Single Malt Tomatin 12 yo prevede la selezione di tre tipi di legni: Bourbon Barrels, Refill Hogsheads (botti che hanno già contenuto whisky riassemblate in Scozia) e Sherry Butts. Dopo 11 anni e 6 mesi di maturazione in queste botti, il distillato viene miscelato e messo a invecchiare per ulteriori 6-9 mesi in barili che hanno contenuto Sherry Oloroso. Prezzo consigliato al pubblico: 42 euro.

About Beija Flor
Tomatin Whisky è importato in esclusiva per l’Italia da Beija Flor, società di distribuzione attiva dal 2007 e specializzata in whisky e spirits di qualità, spesso provenienti da distillerie artigianali. Nel portfolio, che tra le altre cose vede la più ampia selezione in Italia di indie bottlers, trovano spazio numerosi brand iconici nel panorama dello Scotch Whisky, tra cui Springbank, Kilkerran, Kilchoman e l’imbottigliatore indipendente Cadenhead’s.

Prima di oggi, il 70% della popolazione ha sempre dovuto scegliere un prodotto di bellezza che trattasse la pelle sensibile oppure i segni dell'invecchiamento. Ora invece, grazie ad Avon, chi ha la pelle sensibile può avere tutto in un solo prodotto. Per la prima volta, infatti, AVON, azienda leader mondiale nel settore beauty nel canale della vendita diretta di prodotti cosmetici, parte del gruppo Natura &Co, lancia la nuova linea premium di skincare ANEW SENSITIVE+ che aiuta a ridurre la comparsa di linee sottili e rughe e ricostruisce la barriera idratante della pelle, il principale fattore scatenante della reattività cutanea.
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