Il Festival di Officine Papage festeggia i suoi dieci anni di attività con 19 eventi, che saranno presentati alla stampa il 13 luglio e 10 comuni tra Genova e La Spezia dal 23 luglio al 25 agosto.

Costa Paradiso (SS)- Il 25 luglio, ore 20.30, appuntamento presso il ristorante “Il Calice D’oro” con l’ottavo evento della Prima Rassegna D’Arte Il Calice D’Oro.
In cartellone La voce di Demodoco: poesia e canzone d’autore con Giovanni Luca Valea.
Il ristorante "Il Calice D'oro", nel nord della Sardegna, si riconferma luogo d'elezione per eventi artistici di qualità: è la volta di una delle voci, in senso lato, più interessanti della nuova canzone d'autore, con sconfinamenti eccelsi nella poesia con la p maiuscola.
Giovanni Luca Valea nasce a Firenze il 27 dicembre 1988. Dopo la pubblicazione di tre raccolte di poesie con case editrici indipendenti del territorio toscano, Canzoni di rabbia, poesie d’amore (2016), Una Storia che credevo di aver dimenticato (2019) e Una rosa al Padrone (2021) si avvicina dapprima come autore al mondo della canzone. Iniziali (La Stanza Nascosta Records, 2021) è il suo primo lavoro in studio.
Durante la serata Giovanni Luca Valea alternerà l’esecuzione di brani tratti dall’ep Iniziali, il suo esordio discografico prodotto e distribuito dall’etichetta La Stanza Nascosta Records del musicista e produttore Salvatore Papotto, alla lettura delle liriche tratte da Una rosa al padrone, terza pubblicazione del poeta, edita da Porto Seguro.

Sul palco, accanto a Giovanni Luca Valea (voce), Francesco Castorani (chitarra) e Salvatore Papotto (basso).
Due opere- come scrive nel contributo critico Carlo Caprarella- legate da un intangibile filo poetico, che Giovanni Luca Valea, Uomo, ha intessuto tra inchiostro e note.
Una Poetica che spinge per uscire dalle pagine del libro, così come dal Pentagramma (…).
L’ecletticità non è un mero esercizio (fra l’altro riuscitissimo) di stile: rientra fra i “doveri dell’Usignolo” di cui, nella canzone “Arrivederci Bellezza”, Giovanni si fa carico.
E’ la Voce di Demodoco dell’omonimo componimento, quella senza cui gli Uomini non avrebbero un nome, neanche i più grandi.
Il mondo va raccontato: e mentre per alcuni, molti, il mestiere è vivere, quello di Giovanni è “scrivere”.
Cantautore popolare ed elitario al tempo stesso, Valea alterna incisività ritmica e carezza melodica, echi medievali e cornice elettronica, sovrapponendo con sapienza sacro e profano, immediatezza sentimentale e simbolismo criptico.
Iniziali è un lavoro apodittico, che sfonda i codici sonori ed espressivi di certo cantautorato classico, dispiegando una vis icastica e incendiaria.
Gli arrangiamenti, dall’impronta vagamente radioheadiana, non concedono quasi nulla al format del pop-rock tradizionale, enfatizzando i climax emotivi di un disco difficilmente etichettabile, combattuto tra spleen et idéal.
Scrivere e cantare- prosegue Caprarella- in un botta e risposta continuo di parole e note che s’inseguono per ricamare l’idea del Cantore che non riesce, e non vuole, limitarsi a raccontare, ma pretende di vivere.
La serata con il poeta e cantautore Giovanni Luca Valea fa parte della “Prima Rassegna d’arte Il Calice d’oro”, nata- come spiega la curatrice Claudia Erba- per dilatare gli orizzonti dell’atto creativo; per accogliere e vivificare-in un gioco moltiplicatorio ed effusivo-quella forza marziana e umanissima che chiamiamo ispirazione.
Manca, volontariamente, nella rassegna, una tematica comune: non abbiamo voluto nessun filo rosso-prosegue la curatrice- a districare le gomene aggrovigliate della nostra nave, che muove nella direzione dell’incontro semantico di differenti forme d’arte, talvolta contaminate.
La rassegna è corredata da un catalogo d’arte, a cura di Irene Franchi con note biografiche degli artisti e contributi critici illustri, disponibile gratuitamente nei locali espositivi de Il Calice d’Oro.
Il logo della rassegna è stato realizzato dallo scultore e pittore Franco Mauro Franchi.
La realizzazione e la stampa dei cataloghi sono state rese possibili anche grazie al supporto di Costa Paradiso Resort, Li padulazzi Resort, Lola comunicazione e Re/max Mistral Costa Paradiso.
La promozione della rassegna è curata da Verbatim Ufficio Stampa.
Dicono di Giovanni Luca Valea:
Sentimentale e tranchant al tempo stesso, il poeta e cantautore Giovanni Luca Valea ci regala con Iniziali (...) un ep in bilico tra tormento privato e coscienza collettiva. (Blog della Musica)
Sul cantautorato classico innesta una vena profondamente inedita. (Sms News Quotidiano)
Un album artigianale, come se ne facevano una volta, poesia, la musica che accarezza e colpisce, la melodia che è sempre protagonista. (Luca Paoli, Il Blog di Mat2020)
Il simbolismo di “E’ dura per tutti”, in odore di anarchia, e l’agrodolce “Arrivederci, bellezza”, completano un lavoro ricco di suggestioni e che, pur nelle inevitabili consonanze con certo cantautorato nostrano, sembra infine rassomigliare solo a se stesso. (Extra Music Magazine)
Si potrebbe forse definire quella di Valea canzone d’autore, senza però avere la pretesa di cristallizzare in un genere quella che è un urgenza espressiva incendiaria, che non si lascia incasellare e che si nutre di antinomie. (Danger of Music)
Link utili:
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Lina Cavalieri
Faber Italia, azienda leader di macchine per caffè in cialda, torna al Fuorisalone, uno degli eventi più attesi del design in Italia, che si tiene in concomitanza con il Salone del Mobile, a Milano fino al 12 giugno.
Per l’occasione presenterà nel suo spazio in Piazza San Marco a Brera la nuova Mini Deluxe che ha nei suoi punti di forza l’eleganza unita alla potenza di una macchina professionale, studiata per i clienti più esigenti che scelgono il massimo del gusto senza rinunciare ad un design compatto unico e resistente.
Telaio in acciaio inox, finiture cromate, ottonate o ramate, e cinque colorazioni disponibili tra British Green, Cherry Red, Mat Black, Pure White, Turquoise. Con un serbatoio che può contenere ben 1,3 litri nonostante le dimensioni ridotte: 26x17,5x24 cm. Oltre a questa novità verranno esposte anche tutta la linea Pro Deluxe e la Mini Agenta.
«Con Mini Deluxe abbiamo completato l’intera gamma di proposte. Credo sia l’oggetto più iconico che Faber Italia sinora ha realizzato. Costruita con materiali solidi per essere tramandata di generazione in generazione, sarà un ottimo punto di partenza per esportare il concetto di cialda monoporzionata in tutte le case degli italiani», così Fabio Teti, Ceo di Faber Italia.
La tematica del Fuorisalone 2022 è “Tra Spazio e Tempo” che, come si evince dal sito ufficiale, esprimono due variabili utili a valutare il nostro impatto sul pianeta e programmare decisioni e azioni concrete per progettare il cambiamento, un invito a riflettere sui cambiamenti in atto nel mondo di oggi, necessari per conseguire obiettivi di sostenibilità imprescindibili per guardare al domani.
Filosofia sposata a pieno dall’azienda campana: «Nei processi produttivi stiamo recuperando i metalli dai macchinari non più utilizzati, che vengono rifondati donandogli nuova vita. Per il cliente invece, c’è un consumo molto ridotto rispetto ai macchinari a macina: con questo riusciamo ad estrare il caffè con soli 500 watt ad uso professionale. Infine, per il prossimo futuro, abbiamo intenzione di utilizzare in produzione macchinari con pannelli solari», conclude Teti.
Faber Italia è oggi uno dei maggiori produttori in Europa di macchine per caffè in cialda, con una distribuzione di oltre mezzo milione di macchine in 30 paesi in tutto il mondo. Inizialmente concentrata sulla vendita delle sue macchine verso il settore vending e Ho.Re.Ca., ha conquistato negli anni anche il settore b2c.
Il tutto grazie anche ad una nuova linea di marketing, sotto la guida del direttore creativo Diego Di Flora, che ha portato alla creazione di campagne pubblicitarie molto chiacchierate, come quella natalizia che vede Babbo Natale baciare una drag queen, ispirata come protesta all’affossamento del DDL Zan; quella in occasione della Festa della Donna, che ha visto protagonisti due ragazzi con Sindrome di Down, ma anche la realizzazione di Casa Faber, un salotto web per commentare il Festival di Sanremo.
Il disegno, la scelta dei materiali da utilizzare, la realizzazione e la tornitura dei componenti e infine l’assemblaggio sono realizzati nello stabilimento di Caserta, rendendo l’intera gamma di prodotti completamente Made in Italy, garanzia di qualità riconosciuta a livello mondiale.

Testo di Tiziana Latorre
Torna LA MILANESIANA, il più grande festival itinerante che promuove il dialogo tra le arti ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi, che quest’anno arriva alla sua 23esima edizione. Sono le omissioni il tema centrale della serie di eventi, come spiega la regista: «quello che avremmo dovuto e potuto fare e non abbiamo fatto, che avremmo potuto e dovuto dire e non abbiamo detto. Un tema che ha una gamma vastissima di declinazioni: morali, politiche, giuridiche, estetiche come afferma la direttrice».
Il festival di respiro internazionale diventa anno dopo anno sempre più protagonista delle estati italiane, creando una straordinaria sinergia tra letteratura, musica, cinema, scienza, arte, filosofia, teatro, diritto, economia e sport.
Dal 4 giugno al 3 agosto, La Milanesiana arriverà in 20 città diverse con oltre 60 incontri ed eventi, accogliendo più di 150 ospiti italiani e internazionali.
Come in tutte le edizioni, l’arte ricopre un ruolo importante all’interno del Festival che quest’anno ospiterà ben 9 mostre in tutta Italia, dal 4 giugno al 15 settembre.
Anche quest’anno la Rosa dipinta da Franco Battiato, che fin dalla prima edizione è il simbolo de La Milanesiana, è stata rielaborata da Franco Achilli. «La Rosa contempla i colori dell’Ucraina - aggiunge Elisabetta Sgarbi - Non abbiamo potuto e voluto sottrarci al rumore della storia, e questa guerra, come anche altre guerre, entrerà in questa Milanesiana. C’è – tra le altre – la letteratura russa, di una grande scrittrice russa, Ludmila Ulitskaya, che dialogherà con scrittrici di altre latitudini culturali, come è giusto e normale che sia. Lei vuole la Pace, che in questo momento vuol dire almeno questo: sapere che c’è un aggressore e un aggredito».
Da Torino ad Ascoli Piceno, da Firenze a Venezie: sono tante le tappe del festival, che porterà il prezioso dialogo tra le diverse discipline, creando riflessioni, approfondimenti e proficui incontri con alcuni dei maggiori esponenti legati al mondo dell’arte.
Come il Premio Nobel per la Letteratura 2021 Abdulrazak Gurnah il 13 giugno al Teatro Grassi, il Premio Pulitzer 2018 Andrew Sean Greer e il linguista Noam Chomsky.
Anche quest’anno la musica è grande protagonista de La Milanesiana, a partire dalla serata inaugurale, il 4 giugno a Sondrio, con il concerto di Simone Cristicchi. E poi gli Extraliscio, il jazz di Paolo Fresu, un commovente omaggio a Franco Battiato, Elio, Vasco Brondi, Alice e tanti altri.
Il cinema è sempre stato uno dei temi centrali de La Milanesiana e anche quest’anno torna con alcuni importanti appuntamenti, come la serata dedicata al regista statunitense Abel Ferrara e l’incontro con i registi e sceneggiatori Damiano e Fabio D’Innocenzo, che con il loro film “Favolacce” hanno vinto l’Orso d’argento per la migliore sceneggiatura al Festival di Berlino 2020 e cinque Nastri d’argento.
Il Festival darà grande spazio anche alle mostre, visitabili nel corso dell’estate in diverse città italiane, come quella di Carlo Verdone “Il colore del silenzio” inaugurata il 30 giugno insieme all’attore. Due le mostre in programma a Bormio: dal 21 luglio al 15 settembre la Banca Popolare di Sondrio nel cuore della città ospiterà la mostra di Tricarico “Contro Tricarico” a cura di Elisabetta Sgarbi, mentre il 22 luglio ai Giardini V Alpini ci sarà l’inaugurazione della scultura luminosa creata da Marco Lodola.
A teatro si potrà assistere alla formidabile coppia Massimo Lopez & Tullio Solenghi per passare alla poetica di Fabrizio De André sfuggita dalle labbra di Dori Ghezzi.
Impossibile non ricordare i 30 anni di distanza dalle uccisioni di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, a cui è dedicato un importante incontro per ricordare, e mai dimenticare, i due magistrati. Con la scrittrice Edith Bruck, a cui verrà consegnato il Premio Rosa d’Oro della Milanesiana, verrà indagato il tema della “Memoria”.
Ampio spazio anche allo sport con il dialogo tra Dino Zoff e Maurizio Crosetti e una serata dedicata a Federica Pellegrini.
Testo di Tiziana Latorre
Continuano le iniziative del progetto RiGenerazioni Liriche, inserito nel programma La città intorno di Fondazione Cariplo sul bando Sottocasa, che propone “incursioni” musicali ponendo al centro l’opera lirica nei quartieri di Lambrate e Parco Lambro-Cimiano. L’idea nasce per coinvolgere gli abitanti dei contesti urbani fragili nella riattivazione e risignificazione degli spazi inutilizzati o in stato di degrado, migliorandone la qualità della vita e creando nuovi stimoli cittadini e opportunità.
Grazie alla musica si cercherà di colmare il diffuso senso di abbandono e di estraniazione della vita cittadina che spesso caratterizza le periferie, incentivando forze centrifughe utili per tutta la comunità.
“L’Opera – commenta Andrea Gottfried, compositore maestro d’orchestra e ideatore della proposta lirica – amplifica e affronta la forza delle passioni umane, descrive i sentimenti e attiva l’intelligenza emotiva. Racconta la vita di tutti i giorni in cui ognuno può riconoscersi generando sentimenti di empatia e di vicinanza, promuovendo affezione e maggior stimolo alla cura e alla partecipazione, riattivando spazi per migliorare la qualità della vita e creare “nuovi paesaggi” cittadini.”
Grande attesa per la rappresentazione de La Traviata di Giuseppe Verdi domenica 5 giugno in Cascina Biblioteca. Rappresentata per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia nel 1853, la famosa opera del grande compositore, tratta da La Signora delle Camelie di Dumas, diventa un vero e proprio esperimento nel traslare la lirica dai grandi teatri alla periferia. Ciò che comunemente viene concepita come una forma elitaria di comunicazione culturale, nell’impresa del progetto diventa invece fonte di apprendimento e arricchimento che ognuno è in grado di accogliere. Per farlo urge un’educazione all’ascolto, alla bellezza e ai sentimenti, valori che da sempre caratterizzano la lirica, vanto del nostro Bel Paese che deve resistere anche nelle nuove generazioni.
L’evento è gratuito. Per partecipare basta portarsi una tovaglia da casa e il cestino con la colazione, in alternativa si possono sempre acquistare presso la Cascina cestini con prodotti a KM0.

L’Azienda nasce nel 1926 dalla creatività e dallo spirito imprenditoriale di Renzo Cassetti, erede della tradizione dei maestri incisori orafi ed argentieri fiorentini, in un piccolo laboratorio sulla Costa dei Magnoli a Firenze. La sua produzione si specializza in argenteria lavorata a mano e cesellata realizzando oggettistica di moda per i negozi di Ponte Vecchio.
Triennale Milano presenta una nuova produzione di Romeo Castellucci, uno dei più importanti artisti contemporanei, che per il quadriennio 2021 – 2024 è Grand Invité di Triennale. Nell’ambito di questa collaborazione pluriennale, Castellucci è stato invitato a ideare e produrre due nuovi progetti per la 23ª Esposizione Internazionale Unknown Unknowns. Come anticipazione della 23ª Esposizione Internazionale, dal 27 maggio al 5 giugno 2022 Castellucci presenta in prima assoluta nel Salone d’Onore di Triennale, Domani, un’azione performativa concettuale che trova il suo fulcro nell’elemento umano, nel corpo. Intervento quasi minimale, Domani si rivela al pubblico come un’azione reiterata, un moto instancabile ed essenziale in cui la componente umana rappresentata dalla performer in scena viene affiancata e completata da un secondo significante: la musica.
An Introduction to Mysteries dal 15 luglio all'11 dicembre 2022, si confronta con il tema dell’ignoto e si interroga su “quello che non sappiamo di non sapere”. Un rapporto paritario che trasforma in una figura a sé stante, l’opera sonora del visionario sound artist e compositore statunitense Scott Gibbons, che conferma nuovamente la collaborazione pluridecennale con Castellucci.
Romeo Castellucci è conosciuto in tutto il mondo per aver dato vita a una pratica performativa fondata sulla totalità delle arti e rivolta a una percezione integrale dell’opera. Nato a Cesena nel 1960, i lavori dell’artista sono stati presentati e prodotti dai più importanti teatri e festival internazionali, in oltre sessanta Paesi che coprono tutti i continenti. Domani, diventa un produttore di emblemi: immagini mute che hanno il solo bisogno di essere viste. Segni che attraverso un gioco di rimandi esprimono attivamente dei contenuti, significando altro da sé.
La seconda produzione di Castellucci per la 23ª Esposizione Internazionale sarà un’installazione, intitolata EL, che verrà presentata a novembre 2022. EL sarà un intervento meccanico in cui la componente umana scompare del tutto, e che occuperà uno degli spazi di irrealtà per eccellenza, quello del teatro. I due progetti, messi in dialogo e a confronto, acquisiscono ulteriori significati. Stressando due dispositivi in apparenza agli antipodi (umano e meccanico), l’artista costruisce un dittico capace di interrogare profondamente alcune delle tematiche centrali dell’Esposizione Internazionale.
Scott Gibbons, invece classe 1969 compone musica da più di 30 anni, con una duplice esplorazione delle possibilità del suono: quello acustico-naturale da una parte e quello della tecnologia audio dall'altra. Compositore affermato di dark ambient e micromusic, il suo lavoro non è facilmente classificabile. Le creazioni dell’artista dimostrano un acuto equilibrio tra delicatezza e fisicità, basandosi spesso su frequenze che si pongono ai limiti più estremi dell'udito umano. Ha creato molti strumenti elettronici unici ed è celebre per le sue performance live.
Testo di Tiziana Latorre
Premio Curcio per le Attività Creative - XVI Edizione ISCRIZIONI FINO AL 30 APRILE – CONSEGNA ELABORATI ENTRO IL 10 MAGGIO 2023
L’Associazione Armando Curcio è fiera di presentare, per l’anno scolastico 2022/2023, la XVII edizione del «Premio Curcio per le Attività Creative», un’iniziativa rivolta ai più giovani, per incentivarli alla lettura, alla scrittura e al confronto. L’Associazione Armando Curcio si pone come spazio inclusivo che, tramite lo svolgimento di diverse attività, mostra il suo impegno e dona il suo apporto in merito allo sviluppo sociale, alla diffusione della cultura e alla tutela delle pari opportunità.
Dal 24 al 29 maggio 2022 il Pacta Salone dei Teatri a Milano sigilla la conclusione dell’intensa stagione 21/22, presentando "NON SI SA COME" l’ultima opera teatrale compiuta di Luigi Pirandello. In scena Marco Pezza, Maria Eugenia D'Aquino, Riccardo Magherini, Alessandro Pazzi, Annig Raimondi, con la regia di Paolo Bignamini.
A cura di Tiziana Latorre
Costa Paradiso (SS): Il 27 giugno, ore 19.30, appuntamento presso il ristorante Il Calice D’Oro con l'apertura della mostra Natura morta della pittrice Monica Corda.
La serata sarà impreziosita dalle atmosfere sonore in instant composing del musicista e produttore Salvatore Papotto aka Berlin Babylon Project.
Le opere resteranno in mostra fino al 9 luglio.
“Storia di un ritorno”: così potremmo definire il lavoro pittorico di Monica Corda, artista cagliaritana classe 1969 che dopo esser stata a sciacquare i pennelli in Arno ad inizio anni novanta (diplomata all’Accademia di Belle Arti di Firenze) è rientrata sull’Isola dove oggi vive e lavora presso San Sperate (Ca).
Così scrive nel contributo critico, contenuto nel catalogo d’arte della rassegna, Indira Fassioni (curatrice d’arte, food lifestyle editor, giornalista free lance. Ha fondato la nostra testata, Nerospinto, e si occupa del canale Cucina di Tgcom24).
Se l’artista ama spaziare, dai ritratti a tematiche più astratte, è sicuramente sui suoi lavori di “Still Life” che vogliamo soffermarci- prosegue Indira Fassioni-: delle nature morte che nella loro non sovrabbondanza ricordano lo stile settecentesco di Jean Baptiste Chardin, ma che al contempo nel tratto netto rimangono estremamente identitarie. Infatti visto che il ‘700 è concluso ormai da qualche secolo, Monica non teme di osare in paradossi surrealisti degni del nostro tempo, tra uova schiuse che diventano pulcini e gatti che escono dalle tazze d’argento.

La mostra fa parte della “Prima Rassegna d’arte Il Calice d’oro”, nata- come spiega la curatrice Claudia Erba- con l’intento di dilatare gli orizzonti dell’atto creativo; per accogliere e vivificare-in un gioco moltiplicatorio ed effusivo-quella forza marziana e umanissima che chiamiamo ispirazione.
E’ assente, per scelta, nella rassegna, una tematica comune: non abbiamo voluto nessun filo rosso- prosegue la curatrice- a districare le gomene aggrovigliate della nostra nave, che muove nella direzione dell’incontro semantico di differenti forme d’arte, talvolta contaminate.

La rassegna è corredata da un catalogo d’arte, a cura di Irene Franchi con note biografiche degli artisti e contributi critici illustri, disponibile gratuitamente nei locali espositivi de Il Calice d’Oro.
Il logo della rassegna è stato realizzato dallo scultore e pittore Franco Mauro Franchi.
La realizzazione e la stampa dei cataloghi sono state rese possibili anche grazie al supporto degli sponsor Costa Paradiso Resort, Li padulazzi Resort, Lola comunicazione e Re/max Mistral Costa Paradiso.
La promozione della rassegna è curata da Verbatim Ufficio Stampa.
Appuntamenti importanti, questi de Il Calice D'Oro, che scandiscono una ripartenza nel settore del turismo culturale.
All'interno del locale potrete ammirare ( e acquistare) alcuni pezzi della collezione SS 2022 Muir della giovane stilista sarda Elisa Ara, che nella lavorazione crochet si ispira ai paesaggi della Sardegna e la collezione Elicriso SS 2022 del raffinato marchio di gioielli La Ro'.
Link utili:
https://www.monicacorda.it/
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https://www.ilcalicedoro.it
https://www.instagram.com/claerba/
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Lina Cavalieri
CBM Italia, l'organizzazione umanitaria impegnata nella prevenzione e cura della cecità e della disabilità evitabile e nell’inclusione delle persone con disabilità nel Sud del mondo e in Italia, pone particolare attenzione alla promozione di una cultura dell’inclusione, con il terzo e ultimo appuntamento, sull’educazione, inclusione, disabilità e diritti dei più piccoli. Martedì 24 maggio alle ore 16.30 in diretta su Facebook (facebook.com/cbmitaliaonlus/), in occasione della Giornata Internazionale del Gioco, celebrata in tutto il mondo il 28 maggio, sarà possibile accedere ad un webinar gratuito, rivolto a genitori, educatori e insegnanti per affrontare il tema del gioco come luogo di incontro, divertimento e sperimentazione, come strumento educativo per la crescita e per l’inclusione: la cornice, dunque, attraverso cui ogni bambina e bambino dovrebbe conoscere il mondo.
L’arte necessita della giusta distanza. Mi riecheggia nella testa una cosa che dice più o meno così.
Torna a far sentire la sua voce il cantautore Alfredo Marasti.
E lo fa con il consueto acume, con un brano, La Stanza della Musica, che ha la raffinatezza del damasco del Vittoriale.
Costa Paradiso (SS)-Il 20 giugno (ore 19.30) Rosella Spano, creatrice del marchio La Ro’ Gioielli, presenta presso il ristorante Il Calice D’Oro la collezione deluxe SS 2022 Elicriso, pensata appositamente per Il Calice d’Oro.
I bijoux della serie Elicriso sono acquistabili presso il ristorante, nel corso di tutta la stagione.
Michele Di Stefano, volto conosciuto alla Triennale di Milano, propone dal 18 al 20 maggio insieme alla sua compagnia mk il nuovo progetto Piscina Mirabilis, inedito laboratorio gratuito che vuole dare vita ad uno spazio aperto di ricerca rivolto a danzatori-danzatrici, ma anche a performer, attori-attrici, atleti e atlete: corpi, figure e persone il cui indirizzo è quello di proiettarsi sulla scena, una scena che non necessariamente coincide con quella canonica dell’attività professionale di spettacolo.
Quanti chilometri deve percorrere un avocado per arrivare sulle nostre tavole? Come è potuto nascere un lago naturale nel bel mezzo della iper trafficata Roma? Come sopravvive la natura in una Basilicata ferita da pozzi di petrolio dismessi, spazi industriali vuoti pieni di amianto e strutture turistiche abbandonate?
Queste sono alcune delle tante tematiche che affronta la sesta edizione di Cinema e Ambiente Avezzano, che si terrà da lunedì 13 a martedì 21 giugno, con 61 film in concorso, tra fiction, documentari e animazione, 90 registi coinvolti, 16 anteprime italiane, 3 anteprime internazionali, 15 Paesi rappresentati in quattro sezioni tematiche insieme a un concorso per sceneggiature a tematica ambientale.
Continua a crescere il festival fortemente voluto da un gruppo di professionisti decisi a riportare il cinema al centro nella regione con la più alta percentuale di parchi naturali d’Italia. La crescita è confermata dal numero di film presenti alla nuova edizione, raddoppiato rispetto alla precedente, e, soprattutto, da uno dei motivi di orgoglio del festival, il pubblico, triplicato nella sua ultima edizione. Per il 2022, si aggiunge, inoltre, anche la nuova sezione dedicata interamente ai talk e agli eventi, “Cinema e Ambiente Green Experience” per avere un importante sguardo al futuro: l’ambiente.
Organizzato da CinemAbruzzo Aps e The Factory srl, con il contributo e il patrocinio della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, Cinema e Ambiente Avezzano vanta quest’anno l’alto patrocinio del Parlamento Europeo e del MITE - Ministero della Transizione ecologica, e partner istituzionali con focus legato ad ambiente, turismo e scienza, quali l’ISPRA - Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, l’INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ma anche il CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’ENEA - Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile. Da quest’anno il festival si arricchisce di una realizzazione in collaborazione con Greenpeace, e del patrocinio di organizzazioni attive in difesa dei diritti delle persone e dell’ambiente quali, fra le altre, Unicef, Amnesty International, LIPU e WWF. Non meno fondamentali anche i partner locali tra cui la Regione Abruzzo, Provincia dell'Aquila, e tutti i Parchi Nazionali della regione che hanno dato il loro patrocinio e che collaborano attivamente con il festival.
Claim per questa edizione è la parola Antropocene. Se, come spiega il direttore artistico del Festival Paolo Santamaria, “il termine Antropocene è stato proposto per indicare l’inizio di una nuova era geologica dove il ruolo degli esseri umani e il loro impatto sull'ambiente circostante diventano cruciali per la sopravvivenza delle specie naturali”, Cinema e Ambiente Avezzano vuole, non solo portare una riflessione sul tema, ma anche tentare di arricchirlo con una nuova accezione positiva. Centro del festival sono proprio le persone, una comunità ogni anno più grande che partecipa alla manifestazione con il desiderio di approfondire e interrogarsi su questo argomento e al tempo stesso di immaginare soluzioni alternative attraverso il cinema, i talk con professionisti del settore e i dibattiti con quei registi che da anni si battono per portare alla luce narrazioni e storie poco conosciute sulla situazione ambientale internazionale. La nuova sezione “Cinema e Ambiente Green Experience” è nata proprio con l’intento di rafforzare questa comunità e di favorire l’incontro e lo scambio di conoscenze. Ma non solo, Cinema e Ambiente Avezzano vuole anche dare un esempio concreto: ciascun partecipante riceverà in regalo un albero e, inoltre, potrà fare esperienza diretta di una diversa relazione uomo-natura, dal forte impatto sociale, partecipando all’evento dedicato “In Joëlette sul Velino”, un’occasione di turismo accessibile per immergersi nei panorami mozzafiato del Parco Naturale Regionale Sirente Velino e un’opportunità concreta di ristabilire un contatto nuovo con la natura.
Dal 18 al 20 maggio 2022, al PACTA SALONE di Milano, TERRA DESOLATA (The Waste Land): lo spettacolo cult di PACTA . dei Teatri, nella traduzione di Roberto Sanesi, portato in scena da Annig Raimondi, al 21° anno di repliche, festeggia i 100 anni dalla scrittura del testo "Waste land” di Thomas Stearns Eliot e dalla sua pubblicazione.
All’Arena Milano Est inizia la nuova estate di spettacoli all’aperto, l’estate di Take a Break ricca di cinema , cabaret, musica e festival tutti sotto le stelle.
Domani 17 maggio, alle ore 19:30, il ristorante Il Calice d’oro di Costa Paradiso, in provincia di Sassari, è lieto di accogliere l’inaugurazione della mostra di pittura di Lidia Tangianu. Delle atmosfere sonore in instant composing del musicista e produttore Salvatore Papotto preluderanno l’evento che ospita le opere dell’artista sassarese in mostra fino al 24 maggio. L’evento è parte della “Prima Rassegna d’arte il Calice d’oro” nata, come spiega la curatrice della mostra Humanum Claudia Erba: “per ampliare gli orizzonti dell’atto creativo; per accogliere e vivificare-in un gioco moltiplicatorio ed effusivo - quella forza marziana e umanissima che chiamiamo ispirazione.”
Una peculiarità dell’evento è la scelta consapevole di omettere un filo conduttore, come dichiara la curatrice svelando la chiave di volta che funge da perno per comprendere l’intero senso della mostra, un inno all’autoreferenzialità: “non abbiamo voluto nessun filo rosso a districare le gomene aggrovigliate della nostra nave, che muove nella direzione dell’incontro semantico di differenti forme d’arte, talvolta contaminate.”
Stefania Maggiulli Alfieri, critica d’arte, ha definito, nel saggio critico di cui è l’autrice, la pluripremiata artista Tangianu, facendo luce in tal modo sulla giovane, emergente pittrice pluripremiata: “Artista piena, impegnata a mettere in evidenza ciò che è oscurato, sconosciuto e volutamente malinteso e incompreso. Lidia coinvolge l’osservatore aprendo la porta alla possibile comprensione dell’altro, lancia l’invito a immedesimarsi senza compromessi nel cammino altrui, ci pone davanti storie vere, emigrazione, abusi, migrazione, ma anche anziani, solitudine e mancato ascolto.”
Lidia Tangianu ha vinto prestigiosi premi al concorso internazionale d'arte I Dauni, promosso dall’Associazione Nikephoros Arte e Cultura presso il MU.SA di Vieste, cui partecipa anche quest'anno (nel 2017 il Premio Divolo sezione pittura e il Premio Critica della Giuria, per tecnica, messaggio e valore emozionale; nel 2018 il Primo premio pittura Cobea Divolo, nel 2019 il Primo premio Interpretazione Espressiva nel racconto dell’umano viaggio).
È disponibile, nei locali espositivi de Il Calice d’Oro, un catalogo d’arte curato da Irene Franchi in cui sono riportate note biografiche degli artisti e contributi critici illustri.
Il logo dell’evento è stato ideato e realizzato da Franco Mauro Franchi, talentuoso insegnante di scultura, nonché scultore e pittore.
La realizzazione e la stampa dei cataloghi sono state rese possibili anche grazie al supporto degli sponsor Costa Paradiso Resort, Li padulazzi Resort, Lola comunicazione e Re/max Mistral Costa Paradiso.
Su uno spazio astratto, geometrico, privo di appigli naturalistici, dominato dal rosso intenso di un tappeto e di una parete, si agitano le vite di otto personaggi, incatenati ad un eterno ripetersi di un quotidiano sempre uguale a se stesso. È la trama di Zio Vanja, il nuovo titolo proposto da Elsinor e Teatro Metastasio di Prato, al debutto in prima nazionale il 9 giugno al Teatro Fontana.
Firmato dalla regista Simona Gonella, l’allestimento si addentra in una delle opere più celebri del maestro russo esplorando le relazioni tra personaggi e indagando i confini della loro ferocia. Un ensemble attoriale rodato e coeso lavora sui contorni e sulla contagiosa spietatezza che inquina i rapporti e incastra senza apparenti vie d’uscita, disegnando un quadro sociale bloccato da una fatale incapacità.
Il ritorno dell’anziano professore e di sua moglie nella tenuta di campagna in cui vivono stabilmente Vanja, sua nipote Sonja, Telegin e la balia, e nella quale è di casa il dottore, dà il via ad un sottile gioco al massacro in cui emergono vecchi rancori, tensioni taciute, passioni frustrate e non corrisposte.
Costretti a condividere gli stessi ambienti, i protagonisti danno sfogo ad una ferocia delle relazioni che la scena vermiglia riverbera e amplifica, delimitando i loro incontri all’interno di un claustrofobico ring.
L’arrivo della coppia disturba come un corpo estraneo gli equilibri di un microcosmo familiare già minato al suo interno da antiche ruggini.
Il ruolo di Elena, personaggio oggetto di desiderio e invidia, è affidato ad un’attrice straniera: è lei la giovane che lotta – anche linguisticamente - per capire cosa le sta succedendo intorno e che pone tutti a confronto con la sua esoticità, introducendo il tema della estraneità, di un linguaggio che diventa ostacolo.
La drammaturgia accoglie nel testo alcune delle note di regia che Stanislavskij, più di cento anni fa, scrisse a margine del suo storico allestimento dell’opera. L’astrazione dello spazio e la sottrazione di appoggi naturalistici vengono così a confronto con la minuziosità realistica delle note, nel tentativo di creare una frizione nello spettatore tra ciò che è o che potrebbe essere, tra ambiente o azioni o alcune indicazioni di azione o “sentimento”, e quello che realmente accade in scena. Un altro modo di riflettere sul linguaggio, un altro modo di giocare con i diversi piani attraverso i quali un testo può farsi “vita” o “presenza” nel qui e ora della rappresentazione.
“Nel mondo isolato e compresso in cui Zio Vanja è collocato, sembra non esserci mai spazio per respirare, per lasciare che il tempo aiuti a dipanare il groviglio di sentimenti, amori, recriminazioni, disillusioni che ciascun personaggio porta dentro di sé – commenta la regista, che aggiunge - Le attrici e gli attori hanno lavorato generosamente per esplorare il pesante carico di profonda umanità che il testo ha messo loro di fronte, trovando una logica che li legasse a ciò che loro sono oggi o a ciò che oggi, in un senso più universale, i personaggi possono svelare. Di “Zio Vanja” mi ha sempre colpito soprattutto questa spietatezza, questo spingere il dito nella piaga fino a impedirle di rimarginarsi. Mi sembra che parli così tanto di ciò che siamo noi oggi, di noi che ci parliamo addosso, di noi che, immobili, aspettiamo di “diventare” ciò che vorremmo, di noi che ferocemente anteponiamo la nostra furia egotica a tutto e a tutti.”
Doppio appuntamento sabato 14 maggio per la chiusura della quinta edizione di FOG Performing Arts Festival a Milano: si comincia alle 16.00 a Parco Sempione con le Improvvisazioni itineranti curate da Ariella Vidach. Dalle 20.45 nel Salone d'Onore di Triennale Milano al via la serata musicale Cosmic Perspective from Milan, curata da Radio Raheem, che come da tradizione chiude ufficialmente il festival con il live del producer franco/nigeriano Wayne Snow e i dj set di Turbojazz e Donna Leake.
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