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Al Pacta Salone dal 18  al 20 maggio arriva "Terra Desolata": lo spettacolo cult del teatro milanese

Al Pacta Salone dal 18 al 20 maggio arriva "Terra Desolata": lo spettacolo cult del teatro milanese

Dal 18 al 20 maggio 2022, al PACTA SALONE di Milano, TERRA DESOLATA (The Waste Land): lo spettacolo cult di PACTA . dei Teatri, nella traduzione di Roberto Sanesi, portato in scena da Annig Raimondi, al 21° anno di repliche, festeggia i 100 anni dalla scrittura del testo "Waste land” di Thomas Stearns Eliot e dalla sua pubblicazione.

La terra desolata (The Waste Land) è un poemetto del 1922 di Thomas Stearns Eliot. E' probabilmente l’opera più celebre del poeta anglo-americano, vissuto tra Ottocento e Novecento, ed è considerata uno dei capolavori della poesia modernista

Il testo è suddiviso in cinque sezioni dove si rincorrono elementi simbolici e archetipici innestati in descrizioni di situazioni e paesaggi. Dalla tradizione letteraria al mito, dalla storia all’epica, dalla religione all’antropologia culturale, tutto è confluito in un’opera che attinge alle filosofie orientali e ai testi sacri, ai profeti biblici, all’Ecclesiaste, Sant’Agostino, all’Apocalisse: un’allegoria dello spirito smarrito in una emblematica città europea.

Una galleria di eccentrici ritratti dove la voce si moltiplica e sottolinea la condizione dell’uomo moderno che, persa la propria centralità, tenta di recuperarsi assumendo voci altre e diverse. Negli ultimi anni, l’operazione drammaturgica ha sviluppato il poemetto inserendo anche alcune delle famose note alla Terra Desolata e brevi frammenti tratti dai Quattro Quartetti.

 

Roberto Sanesi, ci racconta - “Nella sua struttura frammentaria, divagante, spericolatamente giocata su una molteplicità analogica, associativa, opposta a una narrazione consequenziale e tuttavia così unitaria per insistenza tematica, La Terra desolata si presenta come testo di straordinario interesse per una esecuzione in forma teatrale. Si intuisce, nella rapidità del montaggio delle varie scene, nel suo procedere per stacchi, spostamenti di tempo e luogo, riprese del leit-motiv, variazioni di tono e di linguaggio, una drammatizzazione del testo poetico che approfitta indifferentemente dei congegni del teatro elisabettiano, del music-hall popolare, della poesia ‘metafisica’, della sacra rappresentazione medioevale, della costruzione allegorica, del nonsense ironico o infantile come della suggestione simbolista.  La voce recitante (e Annig Raimondi lo ha compreso benissimo, visto che se ne assume le ragioni e il peso) si moltiplica e si spersonalizza nella variazione dei registri senza negare la sua centralità. Il testo si trasforma in teatro da camera, diventa – se si può dire – monologo a più voci, e in perfetta consonanza con il tema solleva il problema di un Io in crisi, di un Io che sentendo di aver perduto la propria centralità tenta di recuperarsi in un contesto storico e culturale di voci altre e diverse”. 

 

 

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Anna d Angelo

Mi chiamo Anna d'Angelo ho 27 anni e vengo dalla Sardegna. Ho conseguito nel 2019 una laurea triennale in Scienze della Comunicazione all'Università di Sassari. Successivamente nel 2022 ho concluso un percorso magistrale in Comunicazione pubblica e giornalismo all'Università di Siena.

Sono appassionata di giornalismo, moda, musica e amo leggere.

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