La prima edizione di Polynesian & Pacific Festival, dedicata a luoghi incantevoli come la Polinesia e le Isole Hawaii, si terrà da giovedì 12 a domenica 15 maggio a Piazza Città di Lombardia a Milano.

Maria Cassi mette in scena un adattamento dell’opera di Saint Saens, Diamine, con il suo singolare entusiasmo: partecipa lo storico duo Aringa e Venturini ovvero il maestro Leonardo Brizzi al pianoforte coadiuvato dal contrabbasso di Nino Pellegrini.
Luca Nannipieri celebra l’amore eterno di Tiziano e Cecilia con una lezione-spettacolo al Teatro Franco Parenti
“Nessuno ti amerà mai quanto ti ho voluto io. La notte sei l’ultimo volto che vedo, la mattina sorgi nella mia testa come l’alba”. Queste parole, intrise di passione e nostalgia, potrebbero essere state pronunciate da Cecilia Soldani, moglie del celebre pittore Tiziano Vecellio, per dichiarare un amore tanto tenace da persistere anche oltre la morte. Questo sentimento, sublimato dalla storia e dall’arte, sarà al centro della lezione-spettacolo che si terrà domani, 28 aprile, al Teatro Franco Parenti di Milano. L’evento si inserisce nell’ambito della pubblicazione del nuovo libro di Luca Nannipieri, "Il destino di un amore: Tiziano Vecellio e Cecilia", un’opera che racconta l’appassionante e tormentata relazione tra il grande pittore veneziano e la sua amata.
La trama del romanzo si concentra su un momento cruciale nella vita del pittore: la terza e complicata gravidanza di Cecilia, che mette a dura prova la loro unione. Nonostante il desiderio della moglie di abortire, Tiziano insiste affinché porti a termine la gravidanza. La nascita del loro terzo figlio, però, porta alla tragica morte di Cecilia, un evento che segna profondamente l’artista. La perdita della moglie fa emergere in Tiziano una nuova consapevolezza: un amore mai pienamente espresso, che lo porterà a cercare Cecilia in ogni suo dipinto, trasformando il dolore in una nuova fase della sua ricerca artistica. Un esempio emblematico di questa trasformazione è "La Venere", realizzato nel 1538 e oggi custodito agli Uffizi, dove il pittore sublima la sua sofferenza in un capolavoro che fonde dolore e passione.
L’evento di domani non sarà solo una riflessione letteraria, ma una vera e propria esperienza artistica. A supportare l’iniziativa, la mostra in corso a Palazzo Reale "Tiziano e l’immagine della donna nel Cinquecento veneziano", che ha contribuito alla realizzazione della lezione-spettacolo. Un’occasione imperdibile per esplorare il legame tra l’arte e l’amore attraverso lo sguardo di uno dei più grandi maestri del Rinascimento.
L’iniziativa è promossa dalla casa editrice Skira, con cui Nannipieri ha già pubblicato diversi volumi di successo come "I capolavori rubati" (2019), "Raffaello, il trionfo della ragione" (2020), e "A cosa serve la storia dell'arte" (2020), confermando la sua capacità di rendere accessibile e appassionante la riflessione sul patrimonio storico-artistico. Pluripremiato scrittore e critico d’arte, Luca Nannipieri, classe 1979, ha sempre esplorato il rapporto tra l’individuo, la comunità e l’arte, contribuendo con i suoi articoli a testate come Il Giornale, Libero, Panorama e il Corriere della Sera.
Il suo ultimo lavoro, "Il destino di un amore. Tiziano Vecellio e Cecilia", attualmente in corso di traduzione, sarà presto pubblicato anche all’estero, confermando l’interesse internazionale per l’opera di Nannipieri. La lezione-spettacolo, che si terrà presso il Teatro Franco Parenti, fondato nel 1972 da Andrée Ruth Shammah, offrirà al pubblico non solo un’immersione nella vita e nell’arte di Tiziano, ma anche una riflessione più ampia sul potere eterno dell’amore, capace di influenzare il corso della creazione artistica.
L’evento è previsto per domani, 28 aprile, alle ore 18.00 presso il Teatro Franco Parenti, in via Pier Lombardo 14 a Milano. L’ingresso sarà consentito ai possessori di green pass rafforzato e con mascherina FFP2, in conformità con le attuali normative di sicurezza sanitaria.
Presentato in anteprima il 6 maggio alla Borri Books di Stazione Termini e disponibile per il firmacopie presso lo stand dell’agenzia TraLeRighe, al Salone del Libro di Torino, durante la giornata del 21 maggio, uscirà ufficialmente il 19 maggio, per Curcio Editore, Lilith & Abrham, romanzo d’esordio della modella e influencer Drusilla Gucci.
Al Teatro Augusteo di Napoli, da martedì 26 aprile a domenica 1 maggio 2022, Lino D’Angiò e Alan De Luca saranno in scena con lo spettacolo “E che Teatro!”. Dopo le fortunate trasmissioni televisive “Koprifuoco” ed “E che Teatro!”, Lino D’Angiò e Alan De Luca, insieme a un fantastico cast di artisti, saranno protagonisti sul palco dell’Augusteo in un esilarante spettacolo live, ricco di risate e musica.
Testo di Tiziana Latorre
Il 9 e il 10 maggio 2022 tra le pareti del PACTA SALONE ci si immerge nella follia di un’assassina, un monologo teatrale a tinte forti, con "LE UNGHIE", scritto da Valentina Fratini, con Isabella Giannone e la regia di Francesco Branchetti, una produzione Associazione Culturale FOXTROT GOLF.
Antonio Desiderio: il trionfo de Il Lago dei Cigni e nuovi progetti internazionali tra Arabia Saudita e Spagna
Nonostante le sfide legate alla pandemia, Antonio Desiderio, manager internazionale e docente di danza e balletto, ha dimostrato che l’arte può superare qualsiasi barriera, portando in scena due acclamate produzioni de Il Lago dei Cigni, uno dei capolavori del XIX secolo composto da Pëtr Il'ič Čajkovskij. Le tre recite dello spettacolo, che hanno registrato il sold out con oltre 3.000 spettatori, hanno ricevuto grandi apprezzamenti, confermando il potere intramontabile del balletto classico.
Il successo dell’opera, realizzata con la coreografia della celebre ballerina Maria Grazia Garofoli e le riprese di Sabrina Bosco, assistente alla coreografia e insegnante di danza, è stato amplificato dalla presenza di due guest star internazionali: Marta Petkova e Nikola Hadjitanev, del Teatro dell’Opera di Sofia. A guidare il Romae Capital Ballet, queste stelle della danza hanno portato sul palcoscenico saudita la magia di un balletto intramontabile durante il Riyadh Tournée, in uno scenario inedito come quello del Medio Oriente.
A proposito della scelta di portare Il Lago dei Cigni in Arabia Saudita, una terra dalle tradizioni culturali molto distanti dalla Russia del XIX secolo, Antonio Desiderio ha spiegato: “È stato sicuramente ardito presentare una produzione di balletto classico come Il Lago dei Cigni in territorio saudita, ma ho sempre pensato che il bello – e l’arte soprattutto – non possono conoscere ideologie o limiti: possono essere apprezzati da chiunque”. Un messaggio universale che ha trovato riscontro nel calore e nell’entusiasmo del pubblico saudita, segno che la bellezza non ha confini geografici.
La nuova dinastia saudita, con l’apertura alle arti e alle espressioni culturali occidentali, ha offerto opportunità inedite che Desiderio ha saputo cogliere: “La risposta che abbiamo ricevuto ha confermato ciò che pensavo e io e la compagnia tutta siamo felici ed onorati di tornare a breve in questo meraviglioso Paese”.
Ma il Medio Oriente non è l’unico palcoscenico internazionale su cui si muove il dinamico manager. Anche la Spagna è stata al centro del lavoro di Desiderio, che ha partecipato al progetto Mas Alla de la Oscuridad, un'opera portata in scena al Teatro Apolo di Barcellona con le coreografie di Emanuela Campiciano, direttrice artistica del Barcelona Ballet Project e membro del Consiglio Internazionale di Danza dell’UNESCO. Tra i protagonisti, anche Gino Labate, ballerino e coreografo di grande rilievo, che ha collaborato con personalità iconiche della danza come Carla Fracci. Labate, attento alla corporeità e al linguaggio fisico nella danza, ha ricoperto il ruolo di primo ballerino in numerose rappresentazioni di Giselle.
Desiderio continua a essere una figura di riferimento nel panorama della danza internazionale, e la stagione non si ferma qui. Dopo il successo in Arabia Saudita e in Spagna, il manager ha in programma numerosi altri progetti per la stagione estiva, che lo vedranno protagonista nei più prestigiosi teatri all’aperto d’Europa. Con il suo instancabile lavoro, Desiderio dimostra come la danza, pur mantenendo le sue radici nella tradizione, possa trovare nuove strade per affermarsi su palcoscenici globali, portando la bellezza e la magia del balletto classico in ogni angolo del mondo.
E’ ancora in corso, in Sardegna, presso il ristorante Il Calice D’Oro (in Costa Paradiso, SS) l’esposizione di gioielli Poesia a stralcio-L’arte della cancellatura incontra la poesia di Maria Teresa Tedde.
Durante la serata di inaugurazione della mostra-visitabile fino al 9 maggio, con possibilità di acquisto delle opere- è intervenuta anche la poetessa Maria Teresa Tedde, che ha presentato la silloge poetica I reticoli dell’anima (Pluriversum Edizioni), testo di riferimento per l’ideazione, da parte dell’artigiana Ljuba Spreafico, di gioielli creati con l’impiego della tecnica della cancellatura di Emilio Isgrò.
Il reading poetico è stato accompagnato dalle atmosfere sonore del musicista e discografico Salvatore Papotto aka Berlin Babylon Project, confezionate in instant composing.
Nerospinto ha incontrato le due artiste per una chiacchierata sulla loro, ormai consolidata, collaborazione.
Dal 26 aprile all’8 maggio 2022 al PACTA SALONE va in scena VECCHI TEMPI di Harold Pinter spettacolo in prima assoluta nato dalla stretta relazione di PACTA con un artista fuori dagli schemi, il Premio UBU 2012 Claudio Morganti, che ne firma la regia.
Testo di Tiziana Latorre
A maggio prende corpo il progetto RiGenerazioni Liriche, inserito nel programma La città intorno di Fondazione Cariplo sul bando Sottocasa, che coinvolge gli abitanti dei contesti urbani fragili nella riattivazione e ri-significazione degli spazi inutilizzati o in stato di degrado, per migliorare la qualità della vita e creare nuove geografie cittadine.
Al centro del progetto c’è l’opera lirica destinata ai quartieri di Lambrate e Parco Lambro-Cimiano, per arricchire quelle progettualità innovative già esistenti nel territorio (come ad esempio il progetto QuBì, lo Spazio WeMi per l’orientamento e l’ascolto) favorendo una narrazione che contribuirà alla partecipazione attiva e al bisogno di interconnessioni con l’ambiente esterno, rigettando così il senso diffuso di abbandono e di estraniazione dalla vita cittadina.
“L’Opera – commenta Andrea Gottfried, compositore maestro d’orchestra e ideatore della proposta lirica – amplifica e affronta la forza delle passioni umane, descrive i sentimenti e attiva l’intelligenza emotiva. Racconta la vita di tutti i giorni in cui ognuno può riconoscersi generando sentimenti di empatia e di vicinanza, promuovendo affezione e maggior stimolo alla cura e alla partecipazione, riattivando spazi per migliorare la qualità della vita e creare “nuovi paesaggi” cittadini.”
Aperitivi sul vagone di un treno immerso nel verde del parco Lambro, picnic comunitari fra frutteti e animali da fattoria, parole emozionanti della miglior tradizione operistica: proposte inusuali per target differenziati per rafforzare la coesione sociale, educando le famiglie alla cura e alla bellezza, concedendo una formula alternativa di svago ai giovani.
RiGenerazioni Liriche è curato da FuoriOpera, associazione culturale milanese nata nel 2016 da un’idea di Andrea Gottfried, maestro di direzione d’orchestra e manager in un’azienda multinazionale dell’hightech, per promuovere la cultura lirica valorizzando spazi di originalità.
Con l’intento di diffondere la passione per l'opera lirica italiana, un'arte una volta popolare e apprezzata da tutti e oggi spesso poco frequentata, porta avanti il nobile compito di trasmettere arte, poesie e bellezza in ogni angolo della città, affinché tutta la comunità si senta partecipe delle attività culturali e possa godere delle stesse opportunità di sviluppo territoriale.
Via Casoria, 50 Milano
Jay Wolke è un fotografo di Chicago. Insegna presso l’Art and Design Department del Columbia College, sempre a Chicago. Il suo nome potrebbe non essere noto a molti, eppure troviamo le sue opere nei musei di tutto il mondo, persino nelle collezioni permanenti del MoMa di New York e di San Francisco, dell’Art Instituto of Chicago e del Whitney Museum of American Art.
La sua opera fotografica racconta gli Stati Uniti d’America, e non solo. In particolare si concentra sulla vita all’interno di alcune delle comunità più peculiari degli States. Ha pubblicato quattro grandi monografie sul tema. La prima è stata pubblicata dall’Art Institute of Chicago nel 1998 e si intitola “All Around the House: Photographs of American-Jewish Communal Life”. Gli ebrei americani, le loro comunità e la loro vita quotidiana sono i protagonisti assoluti di questi scatti. Nel 2004 è uscita una seconda monografia, ovvero “Along the Divide: Photographs of the Dan Ryan Expressway” tutta incentrata sul tessuto urbano americano e le grandi vie di comunicazione. Nel 2011 viene dato alle stampe “Architecture of Resignation: Photographs from the Mezzogiorno” una monografia dedicata al sud Italia. Nel 2017 ha pubblicato una quarta raccolta, ovvero “Same Dream Another Time”, con l’editore Kehrer Verlag.
Quest’ultima è stata molto apprezzata dal pubblico e dalla critica, perché è una testimonianza veramente unica della vita negli Stati Uniti tra anni Ottanta e Novanta. In quel periodo Jay Wolke si muoveva per l’America, soffermandosi soprattutto nelle grandi capitali del gioco americane, ovvero Atlantic City nel New Jersey, Las Vegas e Reno nel Nevada. Questi luogo sono stati rappresentate infinite volte dall’arte e della letteratura, spesso anche in chiave ironica, se non proprio cinica e disincantata. L’immagine caratteristica di certi luoghi è molto spesso grottesca, deformata, kitsch. Per Jay Wolke non è così. Ritrae soggetti che hanno una grande dignità. Ognuno ha una sua storia e una sua aurea. Il mondo di coloro che lavorano nei casinò e nel loro indotto è vario e sorprendente. Le grandi città di svaghi, di luci, di giochi e di colori sono tenute in piedi da lavoratori instancabili, di ogni tipo. Vediamo operai e autisti, baristi, facchini e cameriere. Ci sono anche reginette di bellezza, croupier, poliziotti. L’attività è continua, l’industria del divertimento non si ferma mai, eppure i personaggi da Jay Wolke sembrano prendersi momenti di pausa, come fossero fuori dal tempo.

I ritratti che se ne ricavano sono di grande valore artistico e un grande documento storico. Raccontano un microcosmo caratteristico di un certo periodo storico, che tuttavia ha qualcosa di eterno. D’altronde la cultura del gioco evolve continuamente, a seconda dei contesti e delle innovazioni tecnologiche. Negli anni Ottanta una città come Las Vegas rappresentava un unicum, un simbolo del sogno americano, in tutte le sue contraddizioni. Oggi le cose stanno cambiando moltissimo in questo settore perché le grandi piattaforme del gioco online, come PokerStars Casino, hanno dato una nuova dimensione al casinò. Anche la città inizia quindi a mutare. Las Vegas resta sempre una città piena di vita, di luci e di musica, ma l’atmosfera degli anni Ottanta sembra per molti versi non aver avuto eguali. Queste foto ci riportano a vivere momenti di un’epoca iconica per gli Stati Uniti d’America e per tutta la cultura occidentale del grande “benessere”.
Jay Wolke ha da sempre coltivato con molta dedizione la sua passione per la fotografia. Si è laureato in Incisione e Illustrazione all’Università di Washington e ha ottenuto un Master in Fotografia presso l’istituto di Design dell’Illinois Institute of Technology. A partire dal 1981 ha iniziato a lavorare come professore. Nel 1999 ha ricoperto il ruolo di Head of Art and Graduate Studies allo Studio Art College International di Firenze. Il suo legame con l’Italia è molto forte ed è stato testimoniato in molte differenti circostanze.
Il suo talento e la sua maestria hanno ricevuto numerosi riconoscimenti in ambito internazionale, come quello ricevuto dal National Endowment for the Arts dell’Illinois Arts Council, o come i premi della Ruttenberg Art Foundation e del Focus Infinity Fund.
Le mamme dei quartieri di Milano scendono in campo per la Lega Italiana contro i Tumori: domenica 8 maggio 2022, in occasione della Festa della Mamma, quattro squadre femminili si sfideranno in un torneo di volley al femminile
Kaori Miyayama porta la sua arte al Castello di Montanaro: una fusione tra natura e architettura
Sabato 30 aprile, dalle 17:00 alle 19:30, si terrà l'inaugurazione della mostra dell'artista e antropologa giapponese Kaori Miyayama all'interno del suggestivo Castello di Montanaro in provincia di Piacenza. L’evento, che sarà aperto al pubblico dal 1 al 29 maggio, espone 30 opere realizzate mediante la tecnica della xilografia, offrendo un'esperienza artistica che fonde il paesaggio naturale e l'architettura storica del castello in un dialogo armonico e suggestivo.
Le opere di Miyayama, caratterizzate da veli traslucidi che si fondono con l'ambiente, giocano con la luce naturale, rivelando delicate immagini floreali. Queste creazioni stabiliscono un legame simbiotico con il paesaggio circostante: le nuvole, il cielo e le radici degli alberi sembrano penetrare le mura secolari del castello, creando un'esperienza visiva che esplora il contrasto tra elementi opposti – artificiale e naturale, statico e dinamico. Il castello diventa così parte integrante delle opere, con i suoi spazi che si prestano come cornice ideale per questa fusione tra arte e natura.
Tra le opere esposte, figurano titoli evocativi come "Le radici del cielo", "Il cielo in fondo", "Dove comincia il cielo", e "La dimensione nascosta". Realizzate con incisioni a rilievo su materiali come organza e carta, Miyayama ha scelto di abbandonare il tradizionale supporto ligneo della xilografia per abbracciare la leggerezza e trasparenza dei tessuti, in un atto di con-fusione tra materia e ambiente. Questa scelta suggerisce un desiderio di dissolvere i confini tra arte e spazio, permettendo che ogni elemento naturale diventi parte integrante dell’opera stessa.
L’evento, curato da Chiara Cardini e realizzato grazie al sostegno della Noumura Fondation, è promosso dal Mim - Museum in Motion e coordinato da Roberta Castellani. Dal 2008, il lavoro di Kaori Miyayama è stato sostenuto da numerose istituzioni di prestigio, come il Ministero per gli Affari Culturali del Giappone e la Pola Art Foundation, e le sue opere sono spesso esposte in contesti storici come rovine, ville d'epoca e chiese. Anche il Castello di Montanaro, con il suo ricco passato storico, si presta perfettamente a ospitare questa mostra. Costruito nel Medioevo e menzionato per la prima volta nell'anno Mille, il castello ha giocato un ruolo significativo in diversi eventi storici, dal periodo delle truppe austro-russe di Suvorov nel 1799, fino a divenire sede della Gioventù Italiana del Littorio nel Novecento e un educatorio per orfani di guerra.
Kaori Miyayama, nata nel 1975, ha una formazione che unisce l'antropologia culturale e le arti visive. Laureata in Antropologia Culturale presso l'Università Keio di Tokyo nel 2001, ha proseguito gli studi in Italia, conseguendo il diploma in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano. La sua carriera artistica è segnata da un dialogo costante tra oriente e occidente, poiché attualmente vive e lavora tra Tokyo e Milano, portando nelle sue opere un'interessante sintesi culturale.
Il Museum in Motion (Mim), fondato da Franco Spaggiari, appassionato di arte antica e contemporanea, ospita una collezione che attraversa diverse correnti e stili, con una particolare attenzione alle avanguardie dal dopoguerra ai giorni nostri. Inaugurato nel 2001, il museo è stato nominato dal celebre critico d’arte Pierre Restany come "Museum in Motion" proprio perché espressione di un'arte in costante evoluzione, sempre aperta alle novità e al dinamismo creativo.
Con questa mostra, Miyayama ci invita a riflettere sulla connessione profonda tra l’uomo e il suo ambiente, un tema che attraversa non solo le sue opere, ma anche la scelta stessa degli spazi in cui vengono esposte. Il Castello di Montanaro diventa così un luogo di incontro tra passato e presente, tra natura e cultura, in una celebrazione dell'arte come veicolo di trasformazione e riflessione.
La stazione di Verona Centrale in Piazza XXV Aprile ospita, dal 15 aprile sino al 31 luglio, The World of Bansky -The Immersive experience: la terza tappa delle performance artistiche di Bansky.
Infatti, dopo Milano e Torino (Milano Centrale e Torino Porta Nuova) spetta ora alla città veneta, sede della dimora di Giulietta Capuleti, regalare uno spunto di riflessione sui temi del sociale: il messaggio sociale di denuncia dello street artist britannico, attraverso un autoritratto distribuito in 100 opere di cui trenta murales, giunge forte e chiaro.
In un luogo d’incontro ricco di arte e storia, la denuncia della contemporaneità è al centro della mostra, che fa luce su dibattiti più attuali riguardanti le principali questioni economiche, politiche e climatiche. Migrant Child, esposto per la prima volta a Venezia l’otto maggio 2019 in occasione della 58° biennale, rappresenta le dinamiche politiche sul problema relativo ai migranti che bloccano i porti. Hanno affiancato Bansky diversi artisti di fama internazionale, autore di The flower thrower, Madonna con la Pistola e The girl with balloon.
La scelta di optare per la tecnica dello stencil graffiti, ovvero la tecnica in cui è imprevisto l’utilizzo di stencil attraverso i quali viene spruzzata della vernice spray, è motivata da una maggiore velocità nell’esecuzione e, allo stesso tempo, da una maggiore grado di elaborazione e produttività. Inoltre, è dedicata una sezione di opere animate con installazioni che ripercorrono il messaggio sociale presente nel lavoro che lo street artist britannico ha realizzato in tutto il mondo.
La mostra si sviluppa in settecento metri quadri su due livelli per accogliere visitatori e turisti, regalando loro un dialogo tra viaggio e cultura.
Manu de Ros, curatore della mostra, chiosa, a questo proposito: “Questa mostra dedicata all’arte di Banksy non è una semplice esposizione ma è una performance artistica: le opere e i murales si trovano in un luogo pieno di storia, dove si sono incrociate una moltitudine di persone diverse tra loro. Abbiamo posto l’attenzione sull’aspetto immersivo per far vivere al visitatore la sorpresa di trovare un’opera d’arte per caso da un giorno all’altro all’angolo di una strada che si percorre tutti i giorni per andare al lavoro: non sono stati riprodotti solo gli stencil a dimensione reale ma anche i muri e i contesti in cui Banksy ha dipinto i suoi murales più famosi. Per noi è un’occasione importante per dare una seconda vita a molte opere dell’artista di Bristol e per viaggiare nel tempo, dato che la maggior parte delle opere riprodotte sono state distrutte, coperte o rubate (e poi vendute)”.
Puntualizza invece Cesare Salvini, direttore Marketing & Media di Grandi Stazioni Retail: “La mostra si inserisce nella ventata di novità ed effervescenza che sta coinvolgendo nell’ultimo periodo la stazione scaligera. Al centro della nuova mobilità, in vista dell’importante appuntamento delle Olimpiadi invernali del 2026, grazie anche alla sua posizione strategica, Verona Porta Nuova sarà protagonista di importanti progetti per nuovi sistemi di connessione, di intermodalità e di trasporto sostenibile. E oggi, grazie a questa iniziativa, terza tappa di un lungo viaggio delle opere di Banksy tra le stazioni italiane, è anche un innovativo catalizzatore culturale e sociale”.
L’esposizione è visitabile, nel rispetto delle norme vigenti anti covid-19, dalle 10.30 alle 19.30 dal martedì al sabato al prezzo di €14.50; nei giorni festivi, l’ingresso è pari a €16.50 (o al prezzo ridotto variabile dai 7 ai 12€; il prezzo ridotto nei giorni festivi è di €13.50). L’ingresso è gratuito ai minori di sei anni.
I biglietti sono acquistabili sul sito della mostra theworldofbanksy.it o su www.happyticket.it www.ticketone.it e www.vivaticket.com
Il concorso, ormai giunto alla seconda edizione, si terrà il 17 e 18 giugno ad Asti nei Palazzi Storici (all’interno di AstiTeatro44) e il 18 e 19 giugno al Teatro Menotti a Milano, ente che promuove, in collaborazione con Festival AstiTeatro e Fondazione Piemonte dal Vivo, il progetto.
Domani martedì 3 maggio 2022, in tutte le librerie d'Italia arriva l’autobiografia di Luciano Ligabue: "Una storia" prodotto dalla casa editrice Mondadori. Il cantante originario di Correggio classe 1960, con ventidue album, tre film e sei libri ci tiene compagnia da trent’anni, e ora, arriva a stupirci con un'altra "storia".
CON SORTE: una storia nella Sicilia dei ricatti e delle intimidazioni di Cosa Nostra al PACTA Salone
Il Progetto DonneTeatroDiritti al PACTA Salone continua presentando l’11 e il 12 aprile 2022 CON SORTE, scritto e diretto da Giacomo Guarneri, la piaga ancora aperta delle estorsioni nella Sicilia dei ricatti e delle intimidazioni di Cosa Nostra. Lo spettacolo chiude Palco Off, la sesta rassegna Autori-Attori, Storie di Sicilia, quest’anno per la prima volta ospitata per Milano al PACTA Salone
La rassegna culturale La Grande Età nasce dalla collaborazione tra il Teatro Franco Parenti e la Fondazione Ravasi Garzanti, realtà milanese che si occupa di migliorare le condizioni di vita delle persone anziane e sensibilizzare cittadini e istituzioni sul tema della longevità. Ideata per mettere in luce le potenzialità di ogni stagione della vita e il ruolo attivo che le persone anziane possono continuare a svolgere all’interno della società. Un ricco calendario di spettacoli teatrali, danza, incontri e laboratori sarà in programma fino al 2023 al Teatro Franco Parenti a Milano.
Al teatro Menotti l’11 aprile alle ore 20 si rappresenta uno spettacolo teatrale e musicale dal titolo Children’s Corner - L’angolo di Gianni Rodari, progettato e realizzato dal Trio Synchordia (trio composto da flauto, viola e arpa) e dall’attore Michele Pirani.
Il secondo appuntamento della “Prima Rassegna d’Arte Il Calice d’Oro”si apre il 30aprile (ore 19:30) con l’esposizione di Gioielli Poesia a stralcio-L’arte della cancellatura incontra la poesia di Maria Teresa Tedde, di Ljuba Spreafico.
Luca Nannipieri, critico e storico dell’arte presenta il suo nuovo appassionante romanzo sui misteri che si celano dietro a uno dei più potenti dipinti del Rinascimento, la Venere di Tiziano, conservata agli Uffizi.
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