La bellezza non basta: a Villa Panza nel comune di Varese si parla di futuro.

ARIETE Non è ancora il momento di premere forte sul pedale dell'acceleratore del successo. A meno che la vostra attività non ruoti attorno al settore medico o paramedico.
TORO Fidatevi dell'intuito, vi consentirà di muovervi agilmente anche nelle situazioni più complesse.
GEMELLI Anche se siete stabilmente in coppia, oggi potreste avvertire un senso di solitudine, la mancanza di un'intesa più profonda con il partner.
CANCRO Volete essere indiscutibilmente al centro dell'attenzione e non c'è dubbio che ci riuscirete. Le amicizie occupano un posto d’onore.
LEONE Se siete ancora single e liberi da legami sentimentali, potreste vivere una travolgente passione nata da un'attrazione fisica assolutamente incontenibile.
VERGINE Una buona dose di allegria, di gioia di vivere e di buonumore vi permette di affrontare gli appuntamenti sentimentali e professionali con invidiabile disinvoltura.
BILANCIA Di solito siete lavoratori formidabili e non c'è nulla che possa preoccuparvi, di sicuro non la fatica o la complessità dei vostri impegni. Continuate così.
SCORPIONE Siete in grande forma, pronti ad affrontare qualsiasi situazione: volontà, determinazione e le idee chiare saranno le qualità da utilizzare oggi e nei giorni a venire.
SAGITTARIO L'amore bussa deciso alla porta e pretende attenzione. Non potete sottrarti, preparatevi a rispondere; si annunciano momenti di grande intensità emotiva.
CAPRICORNO Il sorriso conciliante del vostro partner vi aiuterà a mettere da parte ogni risentimento per le alcune discussioni dei giorni scorsi.
ACQUARIO Senza essere troppo opportunisti, approfittate del momento favorevole per migliorare l’andamento della vostra quotidianità.
PESCI Ottimo umore e capacità di concentrazione vi consentono di ottenere eccellenti risultati, in ogni ambito della vostra vita.
Monica Renna
Giornalista, copywriter, consulente di comunicazione, pr
C’è un museo che ha cambiato il quartiere in cui si trova. Non solo per il suo imponente edificio, ma per l’energia culturale che ha portato con sé. Il MUDEC, nel cuore dell’ex zona industriale di via Tortona, è più di un semplice museo: è un organismo vivo, alimentato da chi lo anima e lo trasforma continuamente.
ARIETE La giornata di oggi sarà più impegnativa del solito anche se vi aspettavate l’esatto contrario. Non prendete decisioni drastiche fino a che non avrete tempo per pensare e riflettere.
TORO Una ripresa c'è e si legge nei vostri occhi e nel sorriso. Si consoliderà la vostra relazione con il partner proiettandola verso un futuro stabile e costruttivo.
GEMELLI Su lavoro spiccherete per la capacità di motivare le vostre iniziative, collaborare, integrarvi in ambienti anche molto diversi dai soliti.
CANCRO State impostando in modo in modo nuovo sia la vostra vita sentimentale che quella professionale. Ne vedrete presto i frutti.
LEONE In questa giornata, un componente della vostra famiglia potrebbe avere una confessione da farvi, e voi dovrete essere disponibili nell'ascoltarlo.
VERGINE Se siete soli e credete all'incontro del destino, potrebbe capitarvi l'occasione di fare un incontro molto, molto speciale.
BILANCIA Potreste perdere un po’ di ritmo e di mordente e lasciarvi travolgere da sogni, emozioni e sensazioni intense. Dovete solo seguire l'onda lasciandovi trasportare…
SCORPIONE Basta nascondervi: ogni tanto anche voi dovete essere presenti e fungere da saggi della situazione, vuoi per l'esperienza, per l'età o semplicemente per essere gli unici disponibili al momento.
SAGITTARIO Certo che, se deste una spintarella alla sorte, le cose potrebbero andare ancora meglio. Perché stare con le mani in mano quando va tutto bene?
CAPRICORNO Abilità, comunicazione e astuzia vi guideranno attraverso scelte indovinate, affari vantaggiosi, proposte, guadagni, investimenti, popolarità e conferme.
ACQUARIO Non pretendete tutto e subito, soprattutto se avete un'attività autonoma: sapete bene che cosa succede a chi troppo vuole, perciò accontentatevi.
PESCI Audaci, originali, intraprendenti, vincenti: chissà che questo non sia il giorno giusto per mettere a segno uno dei vostri colpacci.
Monica Renna
Giornalista, copywriter, consulente di comunicazione, pr
Munari non si legge, si vive. Il suo genio ha scardinato convenzioni, abbattuto stereotipi e trasformato l’editoria per l’infanzia in un territorio di pura sperimentazione visiva e narrativa. Ora, la mostra "Munari TTB - Bruno Munari e il progetto della collana Tantibambini", in scena alla libreria Eldodo di Milano, celebra per la prima volta l’intero corpus della collana rivoluzionaria che tra il 1972 e il 1978 ha riscritto le regole del libro per bambini.
Non è solo una mostra. È un’immersione totale nel metodo Munari, un viaggio dentro la mente di un visionario che ha osato sfidare l’editoria tradizionale con idee talmente innovative da risultare ancora oggi avveniristiche.
Il genio di Munari in 66 titoli: la rivoluzione dei Tantibambini
Munari aveva intuito che i libri per bambini potevano essere molto più che semplici storie illustrate: dovevano essere oggetti di design, strumenti per esplorare il mondo, spazi di libertà e creatività. La collana Tantibambini, edita da Einaudi, ha rappresentato una rottura totale con il passato:
- Formato essenziale e innovativo, con la narrazione che inizia già dalla copertina.
- Prezzo popolare, per portare i libri ovunque, persino nei mercati rionali.
- Temi moderni e liberi, lontani dalle classiche fiabe zuccherose, pensati per crescere una generazione di bambini senza inibizioni.
Oggi, tutti i 66 titoli originali saranno finalmente esposti insieme a materiali inediti, documenti d’archivio, disegni e progetti che rivelano il processo creativo dietro questa rivoluzione editoriale.
Ma non finisce qui.
Un’esperienza da vivere: incontri, laboratori e digital experience
Non aspettatevi una semplice mostra da osservare. Munari TTB è un’esperienza interattiva che coinvolge adulti e bambini con:
- Talk con esperti, tra cui Pietro Corraini, Andrea Kerbaker e Mario Piazza.
- Laboratori metodo Munari®, per adulti e bambini.
- Visite guidate esclusive con le curatrici Michela Dezzani e Bice Dantona.
- Letture animate e attività didattiche, per scoprire Munari giocando.
- Contenuti digitali esclusivi, accessibili tramite QR code per approfondire l’universo Tantibambini.
Durante la Milano Design Week e la Paper Week di Comieco (7-13 aprile), la mostra si arricchirà di eventi speciali dedicati al rapporto tra Munari e la carta, il suo materiale d’elezione.
Doppia inaugurazione: per chi sogna e per chi crea
20 marzo ore 18.30 – Inaugurazione per adulti con ospiti d’eccezione.
22 marzo ore 15.00 – Evento speciale per bambini, con laboratori ispirati ai Cappuccetti di tutti i colori.
Per chi ama il design, per chi crede che l’editoria sia un’arte, per chi sa che la creatività è un gioco serissimo: questa mostra è il posto giusto.
Eldodo Milano, via Vallarsa 11
20 marzo – 13 aprile 2025
Info e programma completo su @munari_TTB e www.eldodomilano.com/eventi
Il tango si fa teatro. In scena, lunedì 14 Aprile, al Teatro Manzoni lo spettacolo di tango "Mi Passion" che sotto la direzione artistica di Sylvia Pagni e con la regia di Maurizio Milione, ha saputo trasformare la tradizione argentina in un’esperienza teatrale intensa e multisensoriale. Al centro dello spettacolo la fisarmonicista Sylvia Pagni che dirige anche gli archi sullo sfondo del palco.
Un viaggio emotivo in cui danza, canto e parola recitata si intrecciano con naturalezza, componendo un mosaico raffinato e sorprendente.
Un invito a lasciarsi trasportare in un mondo dove il tango non è solo ballo, ma linguaggio dell’anima, metafora del desiderio, della nostalgia, della lotta interiore e ritrovamento della pace nei passi e negli abbracci e nelle pause che risalgono le vette del desiderio.
I ballerini in scena tecnicamente impeccabili e gli attori nei monologhi narrativamente coinvolgenti, hanno restituito al pubblico una fisicità vibrante, dalla quale sgorgavano storie attraverso ogni "caminada", ogni aggancio, ogni pausa.
Il canto, eseguito dal vivo con grande intensità, ha aggiunto profondità emotiva allo spettacolo, facendo rivivere la malinconia e la passione delle grandi composizioni tanghere. Le scelte musicali, ben curate, dialogano con la tradizione senza esserne prigioniere, aprendo così varchi di contemporaneità.
Ma a sorprendere davvero è la presenza dei monologhi: momenti recitati, a tratti poetici, spesso profondamente umani, che spezzano il ritmo e ti fanno ripiombare in "quella forza vitale che spinge tutti noi verso l'eterno, unico approdo per chi in vita ha saputo nutrirsi d'amore". Così il tango diventa parola, memoria, riflessione. I testi scavano nei sentimenti universali legati al genere, portandoci nel cuore della drammaturgia.
Il ritmo complessivo è bene gestito e la regia mostra particolare attenzione all'equilibrio tra le diverse arti dello spettacolo, tutte al servizio dell'unico Re: il Tango.
A sorpresa, ospite speciale dello spettacolo la voce calda di Francesca Alotta e i tangheri che si esibiscono nei corridoi della platea.
"Cerca te stesso e poi balla come farebbe un bambino. Apri gli occhi perchè sei qui"! Parola di Zio Arcibald, dall'idea del ventriloquo René Luden che aggiunge all'intera Kermesse un'inaspettata energia artist
L’idea di viaggiare nel tempo ha sempre sedotto l’immaginario collettivo. Da H.G. Wells a Christopher Nolan, la Macchina del Tempo è stata il simbolo di un desiderio profondo: esplorare ciò che è stato e anticipare ciò che verrà. Ma se il tempo non fosse una linea retta? Se il futuro fosse solo uno dei tanti percorsi possibili?
Durante la settimana del Salone del Mobile a Milano, il riso italiano ha trovato un suo spazio per farsi apprezzare e conoscere meglio dal pubblico. Dal 7 al 13 aprile, l’Ente Nazionale Risi e il Mercato Centrale di Milano partecipano alle iniziative del Fuorisalone. All'interno del Mercato Centrale Milano, situato nella Stazione Centrale, è stato creato uno spazio dedicato alla celebrazione del riso italiano.
Un Percorso Didattico e Fotografico
In questo spazio, i visitatori hanno la possibilità di approfondire la lavorazione del riso attraverso una serie di pannelli didattici. Questi pannelli illustrano le diverse tipologie di riso e le aree di coltivazione in Italia, offrendo un quadro completo e informativo. Inoltre, la mostra fotografica “La risaia, ieri, oggi e domani” racconta l'evoluzione del settore del riso italiano. Le immagini esposte documentano il perfetto connubio tra tradizione e innovazione, offrendo al pubblico un'opportunità per riflettere sull'importanza del riso per l’economia, la cultura e l’ecosistema italiano. Questo percorso invita i visitatori a considerare come il passato possa guidare verso un futuro più sostenibile.
Evento Esclusivo per Giornalisti, Creator e Influencer
Durante questi giorni, l’Ente Nazionale Risi ha organizzato un evento esclusivo per un gruppo selezionato di giornalisti e influencer del settore food. L'intento è quello di fornire loro spunti e informazioni per parlare del riso in modo più consapevole e mirato. Questo evento offre anche riferimenti utili per approfondimenti futuri.
Cucina dal Vivo con Sergio Barzetti
L'evento vedrà la partecipazione dello chef Sergio Barzetti, che delizierà i presenti con la preparazione di diverse ricette a base di riso. Tra i piatti proposti, ci saranno un risotto e un dolce, che verranno poi offerti ai partecipanti. Questa dimostrazione culinaria non solo esalta la versatilità del riso, ma offre anche un'esperienza gastronomica unica.
In sintesi, l’iniziativa al Fuorisalone di Milano rappresenta un'occasione perfetta per celebrare e valorizzare il riso italiano, mettendo in luce la sua importanza culturale ed economica e aprendo nuove prospettive per un futuro sostenibile.
«Partecipiamo a questo evento - ha dichiarato la presidente dell’Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba – perché siamo certi che, come il design, che al Fuorisalone celebra la sua massima espressione, così il riso italiano rappresenti una creazione del Made in Italy e possa qualificarsi come un esponente eccellente dell’italianità nel mondo».
«Il connubio tra food & design è il principio fondante di Mercato Centrale Milano, un luogo che sin dall'inizio ha saputo distinguersi non solo come destinazione gastronomica per eccellenza, ma anche come spazio di cultura, incontro e contaminazione creativa – ha dichiarato Umberto Montano, Presidente e fondatore di Mercato Centrale. – Crediamo fortemente che il cibo sia espressione del territorio e dell’identità italiana, e proprio per questo siamo entusiasti di ospitare la mostra in collaborazione con Ente Nazionale Risi nel contesto del Fuorisalone. Mercato Centrale Milano, con il suo spirito di apertura e innovazione, si conferma sempre più un punto di riferimento per la città e per i grandi eventi che ne celebrano il dinamismo culturale. Siamo certi che questa iniziativa offrirà al pubblico un’occasione unica per approfondire la storia, la tradizione e il valore di un prodotto simbolo della nostra agricoltura come il riso, in un dialogo affascinante tra gusto e design».
Kinder Sorpresa Design Studio alla Milano Design Week 2025: un’esperienza immersiva tra creatività e magia della sorpresa
Certe icone non invecchiano. Evolvono. È il caso di Disaronno, il liquore italiano più bevuto al mondo, che nel 2025 celebra mezzo millennio di storia. E lo fa con una festa lunga un anno, tra omaggi al passato e spinte visionarie verso il futuro. Altro che semplice “Amaretto”: qui c’è dentro un’Italia fatta di arte, artigianato e intuizione imprenditoriale.

Tutto comincia nel 1525, a Saronno. Un pittore – Bernardino Luini, allievo di Leonardo – una locandiera, un gesto d’amore: un liquore ambrato, fragrante, misteriosamente elegante. Quel dono profumato diventa leggenda, attraversa i secoli, si tramanda nella famiglia Reina fino a diventare un brand globale. Oggi Disaronno è presente in oltre 160 Paesi, ha una bottiglia esposta al Louvre e un’identità inconfondibile: tappo quadrato, vetro martellinato, gusto avvolgente e persistente.
Per celebrare i suoi 500 anni, Disaronno guarda al presente con occhi nuovi. Nasce il progetto Disaronno Bar: format itinerante che porta nei quartieri emergenti di Milano e Roma l’essenza della “Endless Dolcevita”, rivisitata in chiave urban e pop. Un’estetica minimale, cocktail signature creati con i bartender locali e un concept che sa di nostalgia e futuro, di memoria e rinascita.

Il primo appuntamento è a Milano, al Bicchierino Bar, il 19 aprile – data simbolo del Disaronno Day. Poi sarà la volta di Treebar, Argot, LOM e altri locali di culto, scelti non a caso: perché la nuova dolce vita passa dai bar di quartiere, dove si mescolano anime, accenti e desideri.
Il manifesto liquido di questo compleanno è “Dolcevita”, il cocktail ideato dal team del Drink Kong – tra i 50 Best Bars del mondo – che mixa Disaronno, bitter, whiskey, limone e ananas. Fresco, sorprendente, internazionale. Come il brand che rappresenta.
Da Saronno al mondo, con 500 anni di storia sulle spalle e ancora voglia di stupire. Un brindisi alla bellezza che resiste. E si reinventa.
Un viaggio per l’Italia da Nord a Sud.
Il 27 febbraio, si è svolta la finale di Emergente Pastry 2025, un prestigioso concorso organizzato dal critico gastronomico Luigi Cremona e Lorenza Vitali di Witaly, che valorizza e fa emergere i giovani talenti under 30 della pasticceria italiana. Come di consueto, i nove partecipanti hanno portato quattro preparazioni ciascuno, che sono state degustate ed analizzate dalla giuria di esperti del settore e giornalisti; le ricette dovevano presentare un dessert al piatto al forno, uno al forno al cioccolato, un finger food dolce e uno salato. Inoltre, nella prima giornata di preparazione, il 26 febbraio, si è svolta la prova dei lievitati, valutata da una giuria interna.
Il CAPAC ha visto quest’anno un altro nome femminile aggiudicarsi il titolo, Nicoletta Nocerino: 24 anni e originaria di Napoli, lavora presso Torre del Saracino** a Vico Equense, Campania, e ha portato delle preparazioni che hanno stupito i giudici in particolar modo, ripercorrendo metaforicamente l’Italia e reinterpretando i sapori che più le sono rimasti nel cuore di ogni regione. Nelle sue preparazioni, oltre all’origine dei prodotti, la pasticcera ci tiene a sottolineare la stagionalità della scelta dei suoi ingredienti.
Le ricette
La prima preparazione, il finger salato, è una tigella alla napoletana: si parte dall’Emilia Romagna ma con un tocco partenopeo, ovvero la Genovese all’interno accompagnata da moscione vicano.
“La linzer di zio Alberto”, il finger dolce, si ispira al Trentino, presentando una Linzer Torte dalle radici culinarie antichissime e onnipresente nei rifugi della regione; il suo impasto è speziato con cannella, chiodi di garofano e zest di limone, e Nicoletta ha deciso di rendere ancora una volta onore al suo territorio accompagnando la torta con le amarene di Montechiaro. Il tutto viene accostato dal caffè, ormai diventato un culto nella scena gastronomica napoletana.

Il dessert alla frutta è chiamato invece “Murrina Veneziana”, ispirato a una delle città più romantiche d’Italia e tappa fondamentale del percorso di studi della pasticcera. Il dolce si mostra come uno scrigno croccante che nasconde una soffice caprese al limone, una mousse alla fava tonka, sorbetto al mandarino candito coronato da spuma al kefir di bufala; anche in questo prodotto è presente il richiamo alla Campania, tramite i sapori del limone e del kefir.

L’ultimo è il dessert al cioccolato, “Il Moro di Vico”, ispirato alla quotidianità di Nicoletta, la Torre del Saracino; il dolce racchiude la sua esperienza più recente, scandita da apprendimento di tecniche e familiarità con le materie prime. Si tratta di un tortino caldo dal cuore fondente con pralinato alle nocciole, croccante cialda al gruè di cacao, gelato al caramello, salsa profumata al lime e perle di aglio nero.

Altri premi
Nicoletta si aggiudica il titolo di Emergente Pastry Chef 2025, ma sono stati riconosciuti titoli più settoriali anche agli altri concorrenti: Michele Di Leva (Un Piano nel Cielo**) si è aggiudicato il premio di “miglior lievitato”, Matilde Morandi (Arnolfo**) ha ricevuto il titolo per “miglior dessert al piatto al forno” con la ricetta “Papaveri e Grano”, Alessandro Franchi (Splendid Royal*****) ha vinto “miglior dessert al piatto al cioccolato” con la sua ricetta “Ciak si gira” ispirata al mondo del cinema.
E’ stata un‘edizione piena di ricette sorprendenti e abbinamenti ben studiati, coccole per il palato e gusti imprevedibili. Sarà un anno all’insegna della buona cucina con tutti gli appuntamenti Emergente dei prossimi mesi.
C’è chi i sogni li insegue, e chi – con un mix raro di coraggio, passione e visione – li trasforma in ponti tra mondi. Severino Ricci, manager, consulente e storyteller, è una di quelle persone che non solo sognano la California, ma la rendono viva, accessibile e affascinante per chiunque abbia voglia di conoscerla davvero.
Lo fa da anni con la sua community online “Italy2California”, e ora anche con un libro che si preannuncia speciale: “Point Break – Ti porto in California”, in uscita a breve.
Una guida? Un diario? Un’ode alla California (e alla vita)
Più che una guida turistica, Point Break è un diario di bordo, un viaggio autentico che nasce dall’esperienza personale di Severino lungo la costa ovest degli Stati Uniti – da San Diego a Los Angeles, passando per luoghi meno noti e più veri, come la sua amatissima Oceanside.
Tra panorami mozzafiato, cultura surf, gastronomia e benessere, il lettore sarà accompagnato in un percorso che non è solo geografico, ma anche umano. È il racconto di una trasformazione: da ragazzo pugliese cresciuto tra le automobili di famiglia a cittadino del mondo, Ambasciatore del Turismo della città di Oceanside e membro del board del prestigioso California Surf Museum.
L’anima di un progetto che unisce due mondi
Severino è la voce e il volto di Italy2California, un progetto che è molto più di una semplice piattaforma social: è un vero e proprio spazio culturale e ispirazionale dove si parla di viaggi, storie, persone e sogni realizzati. La California, nel suo racconto, non è solo una destinazione: è uno stato mentale.
E proprio con questo spirito nasce Point Break – Ti porto in California, un invito a rallentare, a guardare il mondo con occhi diversi, a lasciarsi travolgere (e trasformare) da un modo di vivere in cui il sole, il surf e l’autenticità sono ancora valori reali.
Severino, un personaggio autentico
Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo sa quanto Severino sia una persona generosa, entusiasta e incredibilmente determinata. Questo libro è il frutto di un lungo percorso fatto di esperienze vissute, incontri fortunati e tanta voglia di condividere. E non vediamo l’ora di leggerlo.
Il libro verrà presentato in anteprima a Milano il 15 aprile, presso Fancytoast Bicocca, e successivamente anche nella sua amata Oceanside, California.
Save the Date:
Presentazione ufficiale: Martedì 15 aprile 2024, ore 18:00
Fancytoast, Piazza della Trivulziana 5 – Milano (MM Bicocca)
Con aperitivo californiano!
È gradita la prenotazione. Puoi confermare la tua presenza:
– via WhatsApp al +39 339 6855514
– via email a
– oppure su Eventbrite a questo link: Scopri il sogno californiano – Prenota qui
Nel frattempo, potete seguire Severino su Instagram @italy2california e prepararvi a partire, almeno con la mente. Perché, come scrive lui stesso:
“La California è uno stato mentale, prima ancora che geografico.”
L’8 marzo non è solo una data sul calendario, ma un’occasione per celebrare la femminilità in tutte le sue sfumature. E per l'evento Fabrizio Galla, maestro pasticcere di fama internazionale, insieme alla moglie Federica Russo, firma una creazione che è molto più di una semplice pralina: è un omaggio alle donne, alla dolcezza e al carattere deciso che le contraddistingue.
Un piccolo gioiello in edizione limitata, in cui la precisione artigianale incontra l’eccellenza degli ingredienti. Un guscio raffinato di cioccolato bianco e fondente racchiude un cuore che gioca sulle contrapposizioni: la dolcezza del cremino alla nocciola Piemonte IGP incontra la freschezza di un caramello al mango e passion fruit, in un equilibrio perfetto tra morbidezza e carattere. Un contrasto studiato, perché la vera bellezza sta proprio negli opposti che si attraggono.
“Con questa creazione abbiamo voluto raccontare la femminilità attraverso il gusto,” spiega Federica Russo Galla. “Un contrasto armonico tra dolcezza e acidità, come le sfumature che rendono unica ogni donna.” Un concetto che, più che con le parole, si esprime con un morso: intenso, avvolgente, indimenticabile.
Queste praline, rigorosamente gialle come la mimosa, non sono solo una tentazione irresistibile per gli amanti del cioccolato, ma un manifesto di stile e maestria. Un’esperienza da concedersi senza sensi di colpa, perché ogni morso è una celebrazione.
Disponibili presso la pasticceria di San Sebastiano Po e online su fabriziogalla.it, le praline della Festa della Donna portano la firma di un pasticcere che non ha bisogno di presentazioni. E se il cioccolato è da sempre un’arte, quella di Galla è un capolavoro da gustare.
www.fabriziogalla.it
La primavera prende forma nel segno della creatività. La Fondazione Sozzani ad aprile dà vita a un calendario multiforme che attraversa linguaggi, luoghi e sensibilità, aprendo spazi di confronto tra arte, design, moda e cultura visiva. Un intreccio di visioni e narrazioni che si muove tra Milano e Parigi, unendo progetti inediti, mostre coinvolgenti, installazioni immersive ed esperienze da vivere in prima persona.
Un mese vibrante, ideato per chi ama farsi attraversare dalle emozioni, accogliere nuove prospettive e lasciarsi ispirare da ciò che nasce dall’immaginazione e dal gesto creativo.
Tra i protagonisti di questo percorso: WORK IT di Dimorestudio, STUDIO e FALLING ON EARTH di Kris Ruhs, la collaborazione CUCCHI IN FONDAZIONE, e i progetti internazionali EXHIBITION 01 della Race Imboden Company e PRINTING FASHION FESTIVAL 2025, realizzato con The New School Parsons Paris e Reading Room.
Un calendario denso che celebra la creatività in tutte le sue forme e conferma l’impegno della Fondazione Sozzani nel promuovere bellezza, pensiero e visione contemporanea, con quella cura ed eleganza che da sempre la contraddistinguono.
Fondazione Sozzani è un’istituzione culturale costituita a Milano da Carla Sozzani nel 2016 per la promozione della fotografia, della cultura, della moda e delle arti. La Fondazione ha assunto il patronato della Galleria Carla Sozzani e prosegue il percorso dell’importante funzione pubblica che la galleria svolge dal 1990. Sara Sozzani Maino cura e coordina i progetti dedicati a educazione, responsabilità e creativi di nuova generazione.
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DIMORESTUDIO - WORK IT

DIMORESTUDIO – WORK IT
Progetto design
Via Bovisasca 87, Milano
Anteprima: domenica 6 aprile dalle 15:00 alle 20:00
In mostra: da lunedì 7 a domenica 13 aprile, dalle 12:00 alle 21:00 (info e registrazione)
In occasione della Milano Design Week 2025, la Fondazione Sozzani presenta WORK IT, un progetto espositivo di Dimorestudio, il duo creativo composto da Emiliano Salci e Britt Moran, noti per la loro capacità di sovvertire e rinnovare i linguaggi del design con uno stile riconoscibile, sofisticato e profondamente evocativo.
Allestita negli spazi di via Bovisasca 87, la mostra si configura come un racconto immersivo che attraversa epoche, materiali e suggestioni. WORK IT è un invito a riflettere su come il design possa diventare narrazione del presente, ponte con il passato e anticipazione del futuro. La forza del progetto risiede nell’equilibrio sottile tra estetica e ricerca, dove ogni elemento è scelto con cura per costruire un’atmosfera che stimola i sensi e la mente.
L’esposizione fonde il rigore del linguaggio architettonico con la sensibilità dell’arte contemporanea, dando vita a un percorso che scardina le categorie tradizionali e apre nuove possibilità di interpretazione.
L’esperienza si sviluppa tra forme inattese, superfici materiche e riferimenti culturali che dialogano tra loro con eleganza e intensità. Un’occasione per scoprire come l’universo creativo di Dimorestudio riesca a trasformare lo spazio in un luogo poetico, in cui il design non è solo oggetto, ma esperienza viva e vibrante.
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KRIS RUSH - STUDIO

KRIS RUHS – STUDIO
Mostra
Via Bovisasca 87, Milano
Anteprima: domenica 6 aprile dalle 15:00 alle 20:00
In mostra: da lunedì 7 a domenica 13 aprile, dalle 12:00 alle 21:00 (info e registrazione)
In occasione della Milano Design Week 2025, la Fondazione Sozzani presenta STUDIO, un'esperienza immersiva e avvolgente che accompagna il pubblico nel cuore del processo creativo di Kris Ruhs, artista multidisciplinare capace di tradurre la materia in emozione. La mostra si propone come un vero e proprio attraversamento del suo universo visivo, fatto di sperimentazione, intuizione e continua trasformazione.
L’allestimento invita il visitatore a entrare in una dimensione sospesa, dove la materia non è mai statica, ma viva, in continuo dialogo con l’ambiente e con chi la osserva. Le opere si offrono come tracce di un pensiero che prende forma attraverso le mani, un pensiero che si stratifica, si rompe, si ricompone, lasciando affiorare la sottile tensione tra fragilità e potenza.
STUDIO non è solo una mostra, ma un invito a rallentare lo sguardo, ad ascoltare la voce silenziosa dei materiali, ad aprirsi alla complessità dell’atto creativo. È il ritratto di un artista che ha fatto dell’ibridazione dei linguaggi la sua cifra distintiva, trasformando ogni superficie in un territorio da esplorare, ogni creazione in un frammento di mondo.
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KRIS RUHS - FALLING ON EARTH

KRIS RUHS – FALLING ON EARTH
Installazione
Via Bovisasca 87, Milano
Anteprima: domenica 6 aprile dalle 15:00 alle 20:00
In mostra: da lunedì 7 a domenica 13 aprile, dalle 12:00 alle 21:00 (info e registrazione)
All'interno del programma della Milano Design Week 2025, la Fondazione Sozzani presenta FALLING ON EARTH, un’installazione site-specific, firmata Kris Ruhs, capace di trasformare lo spazio espositivo in un paesaggio sospeso, dove il confine tra naturale e artificiale si dissolve in una visione poetica e vertiginosa.
L’opera, concepita come una cascata floreale in caduta libera, scende dall’alto occupando lo spazio con una forza visiva che cattura e incanta.
Le forme, pur apparentemente delicate, si rivelano potenti presenze sceniche che sembrano emergere da un mondo onirico. Con FALLING ON EARTH, Ruhs apre una riflessione sulla gravità e la leggerezza, sul movimento e sulla sospensione.
L’opera invita a fermarsi e ad ascoltare ciò che accade tra un attimo e l’altro, in quella zona rarefatta dove il tempo perde consistenza e la materia diventa pensiero.
L’installazione, immersiva e silenziosa, sembra provenire da una realtà parallela. Il visitatore è portato a muoversi con lentezza, come per non disturbare l’equilibrio fragile, ma preciso che regge l’intera composizione.
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PASTICCERIA CUCCHI - CUCCHI IN FONDAZIONE

PASTICCERIA CUCCHI – CUCCHI IN FONDAZIONE
Esperienza
Da lunedì 7 a domenica 13 aprile, dalle 12:00 alle 21:00 (info)
In occasione della Milano Design Week 2025, la Fondazione Sozzani presenta CUCCHI IN FONDAZIONE, una collaborazione con Pasticceria Cucchi, storico simbolo della tradizione milanese. Un incontro tra mondi apparentemente distanti, ma uniti da una stessa visione: il rispetto per il tempo, la valorizzazione dell’artigianalità e il desiderio di creare esperienze che restino nella memoria.
Attivare un dialogo tra cultura materiale e immateriale, dove la dolcezza della tradizione incontra la sperimentazione del contemporaneo.
L’allestimento e il progetto curatoriale esploreranno il rapporto tra cibo, arte e identità, mettendo in luce come un gesto quotidiano – quello del preparare e condividere – possa assumere un significato simbolico e culturale profondo.
Questa collaborazione crea un legame tra tradizione e contemporaneità, tra il piacere di una pausa e la forza creativa, tra gesti concreti e storie da raccontare.
Un’ulteriore conferma dell’approccio multidisciplinare che la Fondazione porta avanti, in dialogo costante con la città e i suoi protagonisti.
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MACY GRIMSHAW & MODA CIRCOLARE

MACY GRIMSHAW & MODA CIRCOLARE – L'IMPORTANZA DELLA CREATIVITÀ E DEGLI ARCHIVI
Progetto moda
In mostra: da sabato 5 a domenica 13 aprile, dalle 12:00 alle 19:30 -Ingresso libero (info)
In occasione della Milano Design Week 2025, la Fondazione Sozzani propone un progetto che intreccia stile, memoria e sostenibilità. Protagonista è la giovane stilista franco-britannica Macy Grimshaw, il cui approccio alla moda unisce creatività, attenzione ai materiali e una forte sensibilità per l’estetica contemporanea.
La mostra mette in dialogo il lavoro di Grimshaw con una vendita speciale di abiti e accessori provenienti dagli archivi personali di Carla e Franca Sozzani. Una selezione unica che racconta il valore del riuso consapevole, ma anche l’importanza di custodire e reinterpretare la storia della moda.
Accanto a libri rari e pubblicazioni d’autore, si trovano pezzi iconici dei grandi nomi del XX e XXI secolo, da Azzedine Alaïa a Yohji Yamamoto. Ogni capo è una traccia del passato che ritorna nel presente con nuova intensità, offrendo spunti per un futuro più responsabile e creativo.
L’importanza della creatività e degli archivi è un invito a rivedere il rapporto con gli oggetti, a rallentare il consumo e a riscoprire il valore di ciò che dura nel tempo. Una riflessione concreta su come la moda possa essere non solo espressione, ma anche scelta consapevole.
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RACE IMBODEN COMPANY – EXHIBITION 01

RACE IMBODEN COMPANY – EXHIBITION 01 – DIALOGO TRA ESPRESSIONI ARTISTICHE
Evento
Inaugurazione giovedì 10 aprile dalle 18.00 - RSVP
In mostra da venerdì 11 a giovedì 17 aprile dalle 11.00 alle 19.00 (info)
Fondazione Sozzani approda a Parigi con un progetto che unisce sperimentazione e ricerca interdisciplinare. In collaborazione con Race Imboden Company, prende vita EXHIBITION 01, un evento che riflette sulle pratiche contemporanee della creazione artistica, superando i confini tra generi, materiali e linguaggi.
Lo spazio, concepito come un laboratorio in continua evoluzione, accoglie una collettiva a cura di Nogoflani Fofana, che intreccia immagine, suono, installazione, scultura e tecniche miste. L’obiettivo non è solo esporre, ma stimolare un confronto tra utilità e libera espressione, tra arte funzionale e arte fine a sé stessa.
Ogni artista è chiamato a esplorare nuove possibilità narrative e formali, dando vita a opere che sfidano le aspettative e attivano il pensiero. Il risultato è un paesaggio visivo e sensoriale in cui ogni elemento si relaziona con l’altro, in un equilibrio precario e affascinante.
EXHIBITION 01 è un primo capitolo che apre a futuri scenari, un momento di incontro tra visioni diverse e modi alternativi di abitare lo spazio artistico. Un’esperienza che amplia il raggio d’azione della Fondazione, confermando il suo impegno nel sostenere progetti audaci e trasversali anche in contesti internazionali.
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THE NEW SCHOOL PARSONS PARIS & READING ROOM

THE NEW SCHOOL PARSONS PARIS & READING ROOM – PRINTING FASHION FESTIVAL 2025
Incontri
Venerdì 25 e sabato 26 aprile dalle 12.00 alle 19.00 (info e registrazione)
Fondazione Sozzani, in collaborazione con The New School Parsons Paris e Reading Room, presenta l’edizione 2025 del PRINTING FASHION FESTIVAL, un appuntamento che mette al centro l’editoria indipendente, il linguaggio visivo e la moda come atto culturale.
Due giornate di incontri e approfondimenti sulle tecniche di stampa e sul loro ruolo nella costruzione visiva della moda: non solo un mezzo, ma un gesto creativo che dà forma a immaginari e visioni.
Uno spazio espositivo dedicato all’editoria indipendente accoglie editori, magazine e collezionisti in uno scambio diretto tra creatività e lettura consapevole.
Completano il programma due installazioni che presentano i progetti degli studenti del Master in Fashion Studies della Parsons Paris, offrendo uno sguardo fresco e riflessivo sulle trasformazioni del settore. Le opere mettono in luce nuove modalità di racconto, attraversando discipline e codici visivi.
Un’occasione per riscoprire il valore del cartaceo, l’importanza del dettaglio e la bellezza del pensiero stampato, in un contesto dove moda e parola si intrecciano in modo consapevole e creativo.
Spezie esotiche dai profumi decisi e la delicatezza del sentore di pane appena sfornato avvolgono i visitatori del Mercato Centrale Torino grazie a un nuovo tassello del mosaico di sapori e culture.
Un angolo di Marocco nel cuore di Torino
Dietro questa nuova apertura e avventura c'è la chef Sanaa Salmi, 38 anni, nata nel deserto marocchino e cresciuta in Italia, e la sua cucina rispecchia proprio la sua storia, creando un ponte tra la sua terra d'origine e il Paese che l'ha accolta.
Prima di arrivare al Mercato Centrale di Torino, Sanaa aveva già aperto un ristorante marocchino a Milano, "LellaMama", dedicato a sua madre.
“La Cucina Marocchina - Saana Salmi LellaMamma”
La bottega di Sanaa è un luogo di incontro, condivisione e scoperta che racconta ai propri ospiti i sapori del Marocco, che vengono reinterpretati con creatività, utilizzando ingredienti genuini e un tocco di modernità.
I piatti proposti sono simbolo della tradizione marocchina: tra Cous cous, tajine di pollo e vitello, zuppe profumate, tè alla menta e il Lam-sammen, il pane protagonista della tipica colazione, che verrà servito in una concezione di ristorazione che è prima di tutto un luogo conviviale, di ritrovo, aperto dal mattino alla sera.
La cucina, pur rimanendo fedele alle sue origini, è stata leggermente adattata ai gusti italiani, con un dosaggio equilibrato di spezie e ricette più leggere, trasformando il cibo in un mezzo di dialogo culturale.
Un crocevia di tradizioni gastronomiche
Il Mercato Centrale Torino, nato nel 2014, è un luogo che celebra la diversità e la qualità del cibo. L'arrivo della bottega di Sanaa Salmi ne è l'ennesima conferma: il cibo unisce, racconta storie e crea nuove opportunità di incontro.
La festa della mamma si avvicina, e come ogni anno ognuno cerca il modo migliore per festeggiare una delle figure femminili più importanti della propria vita: la mamma. Mazzi di fiori, cioccolatini e parole d’affetto fanno sempre una grande figura, ma quest’anno c’è una proposta più invitante: una bottiglia di vino tra le otto selezionate, per brindare alla nostra, personale supereroina (la cui forza viene spesso sottovalutata) e regalarle un momento di coccole. Per questo motivo è stata fatta una selezione per arrivare a otto etichette perfette per questa occasione, diverse tra loro e che dimenticano gli stereotipi legati al “genere” del vino.
Damien Hugot Rosé Extra Brut
Prodotto nella rinomata Côte des Blancs, questo Champagne - distribuito in Italia da Ca’ di Rajo Group - unisce il 95% di Chardonnay e il 5% di Pinot Nero vinificato in rosso, regalando un perfetto equilibrio tra finezza e struttura. Sono percettibili da subito aromi fruttati e floreali, con un perlage sottile e un finale persistente. Creato dal vigneron Damien Hugot, il Rosé Extra Brut è l’emblema della tradizione e dell’artigianalità, e porta con sé un’identità e uno stile ben precisi tipici della produzione Hugot.

Il nuovo Vigna Castel Rechtental Gewürztraminer di J. Hofstätter
Il Vigna Castel Rechtenthal Gewürztraminer 2022 nasce nell’omonimo vigneto, sui ripidi versanti sopra il Castello di Rechtenthal, ai piedi del Monte Roen. Questa posizione è caratterizzata da rocce sedimentarie marine ricche di calcare e influenzata da fresche correnti d’aria. Qui matura il Vigna Castel Rechtenthal Gewürztraminer, caratterizzato da freschezza, leggerezza e delicate note agrumate. La particolare esposizione del vigneto, l’elevata escursione termica, l’estrema pendenza e il suolo ghiaioso segnano un nuovo traguardo stilistico per il vitigno; la vinificazione avviene in grandi botti di legno e il vino matura per 24 mesi sui lieviti fini.

Chablis Vieilles Vignes di Séguinot Bordet
Lo Chablis Vieilles Vignes di Séguinot Bordet nasce da un vigneto Chardonnay con vigne di età compresa tra gli 80 e i 100 anni. Il naso è ampio, espressivo e fresco: la maturità si esprime con colori vibranti, i gialli oro scintillante e abbagliante, fiori bianchi in piena fioritura, frutti maturati al sole. Questo Chablis esprime potenza, saggezza, fascino ed eleganza, è morbido e vivace allo stesso tempo. Il fresco vegetale e il delicato floreale sono i primi indizi, che lasciano poi spazio a note fruttate e di vaniglia via via che il vino si apre nel bicchiere. Il lungo finale è decisamente minerale ed esprime il rigore e il fascino della denominazione.

Vallegrande Barbaresco Docg di Ca’ del Baio
Dai vigneti che circondano l’azienda nasce il Vallegrande Barbaresco Docg di Ca’ del Baio,
un’interpretazione tradizionale che matura esclusivamente in botte grande, scelta stilistica che esprime al meglio l’eleganza.
Si presenta in un colore rosso granato, con un profumo intenso, con note avvolgenti di frutta, fiori appassiti e profumi di sottobosco; ha un sapore secco, vellutato e armonico, e si chiude con un finale caldo e giustamente tannico.Viene preparato tramite una tradizionale fermentazione in rosso delle uve diraspate che restano sulle bucce dai 7 ai 15
giorni in vasche di acciaio a temperatura controllata. Il vino matura per 30 mesi in botti grandi di rovere di Slavonia. Affina poi in bottiglia per 6 mesi prima di uscire sul mercato.
È ideale con carni arrosto o in terrina ma anche abbinato a formaggi stagionati o
cucinati in “fonduta”, ma anche abbinato a zuppe di verdure.

Refosco dal Penduncolo Rosso Po’ Folc di Aganis
PO’ FOLC, che in friulano significa “poi il fulmine”, di Aganis presenta un ampio bouquet di marasca, more e ribes per la parte fruttata, violetta per la parte floreale; il tutto completato da declinazioni di china ed altre note balsamiche con finale speziato e piacevolmente pepato. Nasce nei 22 ettari di vigneti circondati di boschi di questa azienda situata a
Treppo Grande, in provincia di Udine. Un territorio ai piedi delle Alpi Giulie, a ridosso dei Colli Orientali, ricco di corsi d’acqua e verde, dove la biodiversità è una realtà con caprioli e altri animali selvatici che vivono tra i filari e fiori di ogni tipo.

Crémant du Jura Brut AOC di Marcel Cabalier
Il Crémant du Jura Brut AOC di Marcel Cabalier è prodotto con uve chardonnay unite ad una percentuale minore di varietà locali. Dopo la creazione della cuvée viene eseguita la presa di spuma in bottiglia e il vino viene lasciato a contatto con i lieviti per almeno 60 mesi prima della sboccatura. Uno spumante complesso e generoso, che racconta di un territorio unico. Dorato brillante nel calice con un fine perlage. Ampio il profilo olfattivo che si apre con note di frutta esotica e agrumi canditi, seguite da sensazioni tostate e minerali. In bocca appare cremoso, fresco e sapido, di buona lunghezza.

Chenin: Neethlingshof Chenin Blanc 2024
La tenuta di Neethlingshof presenta una lunga e ricca tradizione di vinificazione a Stellenbosch, area vinicola antica e prestigiosa del Sud Africa. La tenuta sorge in un’area particolarmente vocata con condizioni naturali ideali per produrre una varietà di grandi vini. Tutte le uve vengono coltivate nella tenuta e tutto il vino viene prodotto, maturato e imbottigliato nelle sue cantine, seguendo le linee guida VEGAN durante l’intero processo di coltivazione e vinificazione. Presenta un bouquet fresco, dalle note di pera, mela, mango e caprifoglio, combinati ad aromi come pesca, litchi e ananas.

“O” di Santa Tresa da un vitigno scomparso
Un vino nato dal recupero di un vitigno autoctono siciliano scomparso, riportato alla luce grazie a un progetto sperimentale del viticoltore trentino Stefano Girelli, alla guida dell’azienda Santa Tresa.
“O” è un vino schietto, intenso, dal colore viola profondo impenetrabile, denso, che al naso regala profumi di fiori e frutta, in particolare ciliegia, frutti di bosco e fragola, con un tocco di spezie dolci ad accendere i sensi. Al palato gli aromi giocano tra ciliegia, cedro e pepe rosa, in un insieme morbido e corposo, dalla buona persistenza aromatica.
“O” di Santa Tresa è un vino unico,la cui vendemmia avviene nella seconda metà di settembre, con selezione delle uve in campo, raccolta e stoccaggio in cella frigorifera per una notte, a cui segue una pigia-diraspatura con selezione meccanica degli acini. La fermentazione avviene in botti di rovere di Slavonia di medie dimensioni, con l’impiego di lieviti selezionati e numerosi rimontaggi. Ultimato il processo fermentativo, si ricolmano le botti con lo stesso vino fino a sommergere il cappello di bucce: in queste condizioni il vino svolge spontaneamente la fermentazione malolattica e affina fino alla vendemmia successiva, quando il vino viene svinato, separandolo dalle bucce, e passato in acciaio per 4-5 mesi.
Elegante ed aromatico. Perfetto per accompagnare piatti piatti di mare, carni bianche e carpacci.

In via Savona 11 apre Rodrigo
Bologna è una città unica e speciale, dagli infiniti portici decorati da scritte e dalla tradizione che si respira per strada, tra i sorrisi cordiali delle persone e gli scorci nascosti nelle vie strettissime.
Ma soprattutto la tradizione si sente seduti a tavola, che sia a casa o sulle panche rustiche di un’osteria, o ancora in un bar del centro. Tra pasta fresca, affettati tipici e street food all’italiana, Bologna presenta una ricchezza gastronomica incomparabile e ricercata, pur mantenendo la semplicità e le modalità di preparazione di una volta.
Ristorante di fusione
Il ristorante Rodrigo è sempre stato un punto di riferimento per la ristorazione a Bologna, servendo piatti della tradizione ma investendo moltissimo sulla qualità e sull’alto livello dei prodotti. Infatti, nel menù, possiamo trovare specialità della regione ma anche piatti di pesce fresco.
La sede meneghina
Il ristorante Rodrigo arriva a Milano, in Via Savona 11, tra la Darsena e i Navigli, grazie al progetto di Roberto e Riccardo Capua. Anche questa sede celebra i sapori della tradizione bolognese, ma li declina in un ristorante gastronomico, un bistrot e un cocktail bar; nel menù si possono trovare pasta fresca fatta in casa, i crudi di mare dell’Adriatico e le classiche ricette emiliane, per immergersi completamente nella cultura bolognese pur restando nel design district di Milano.
Roberto Capua afferma che il suo progetto vuole essere una “finestra nel cuore di Milano, e che porti a tavola uno spaccato dei profumi e dei piatti più celebri della tradizione”; e per dare un tocco raffinato ed elegante, non mancheranno crudi di mare e portate di pesce, così come qualche piatto nostalgico degli anni '80 come le penne alla vodka.
Alle spalle della Pinacoteca di Brera, intorno al battito artistico della città, avvolto nei misteri dei flussi artistici, di cui con un po' d'attenzione puoi sentirne il profumo, esplode e si innalza dal Palazzo Moriggia la storia di una donna dalla vita eroica, che ha il potere in questo marzo 2025 di farti sentire vividamente la durezza del pellame delle sue scarpe.
Nel centenario della sua scomparsa, la Fondazione Anna Kuliscioff voluta fortemente da Giulio Polotti, politico italiano nel Partito Socialista noto ai meneghini come "il sindaco d'agosto", e dal Comitato Promotore per le Celebrazioni del Centenario della morte di Anna Kuliscioff è allestita fino al 30.03 nella Sala Vetri Io, Anna Kuliscioff.
Inizialmente prevista fino al 15 Marzo è stata prolungata fino alla fine del mese.
Nel percorso creato nella Sala Vetri, dall'alto la luce di primavera irradia la documentazione fornita dalla Fondazione per illustrare e così tramandare la memoria di Anna Kuliscioff, donna che ha fatto della lotta per l'uguaglianza, la sua ragione di vita. Sono ripercorse le tappe fondamentali della sua vita e il gran pregio dell' esposizione è aver saputo creare una forte sinergia tra narrazione e documentazione a supporto, tale da testimoniare l'evidenza dell'infaticabile lavoro di coerenza della sua vita coi suoi valori.
E' un'esposizione di valori umani, ardente lotta per il diritto all'uguaglianza, alla salute, al lavoro di una donna e poi medica dal carattere straordinario.

Figura emblematica della lotta per i diritti della donna e per una reale parità fuori e dentro la famiglia, argomenti trattati nel suo "Monopolio dell'uomo", ed esponente di spicco del Partito Socialista Italiano, Anna Kuliscioff nasce in Crimea intorno al 1855 da una famiglia di commercianti ebrei. Vive segnata da una formazione culturale elevata che la porta a desiderare di voler continuare gli studi. Per questa ragione si trasferisce a Zurigo iscrivendosi al Politecnico -Dipartimento di Scienze esatte- che con lei iscrive per la prima volta una donna.
Richiamata in patria dallo Zar insieme a tutti gli studenti all'estero, in una protesta in piazza strappa il suo libretto universitario, atto fortissimo e dimostrativo di quanto i suoi sforzi premiati all'estero valessero nulla nella sua patria, poiché donna.
Dal primo passo nello spazio espositivo ci si rende conto immediatamente di stare per valicare una sottilissima linea temporale che ha il potere di non portarti mai in un tempo sconosciuto, poiché quello che vedi, leggi e senti è terribilmente attuale, urgente e aderente alla vita di tutto quanto il nostro tempo.
E così tutto quello che gira intorno a te lo fa in una danza di modernità direttamente chiamata dagli ultimi anni del 1800.
La vita della Dott.ssa Kuliscioff è costellata da lotte private e pubbliche. E' ancora più nelle lotte private che si riconosce il potere della coerenza di pensiero ed azione della donna Kuliscioff. Una vita vissuta sotto la spinta di un bisogno primario: essere riconosciuta in quanto essere umano, in grado di "servire" la comunità mondo con tutta la sua lealtà, passione e forze riunite.
E' consapevole di questo che lotta prima contro il governo in Russia che dovrà lasciare, poiché ricercata dalla polizia, rifugiandosi prima in Svizzera dove conoscerà Andrea Costa, esule, anarchico, populista col quale inizierà a viaggiare in Svizzera, Italia e Francia dove conoscerà la prigione. Rilasciata, verrà in Italia a Firenze dove sarà arrestata 2 giorni dopo il suo arrivo. Nel processo si dichiarerà "nubile, benestante, socialista ma non internazionalista, venuta a Firenze per frequentare l’Università […]" . Dopo quasi due anni di prigionia viene rilasciata ed espulsa dal paese. Dalla relazione con Costa nascerà Andreina ed è da quel momento che la sua lotta pubblica investirà fortemente la sfera privata. La mentalità maschilista di Andrea Costa la relega all'unico ruolo di madre non vedendola ormai più come compagna di lotta, così mandando in frantumi il desiderio di lei di un rapporto paritario.
Il coraggio e l'orgoglio prima, la determinazione poi o forse un contemporaneo mix delle sue forze identitarie fanno ancora una volta scegliere ad Anna l'amore per sé e l'ardente voglia di ritornare agli studi. Parte per la Svizzera, tornerà in Italia dove tenterà di iscriversi all'Università prima a Milano poi a Pavia ma riuscirà a farlo solo a Napoli dove si laureerà in Medicina, riuscendo così a collaborare con esponenti del settore scientifico del calibro di Camillo Golgi, futuro premio Nobel per la medicina.
Ed è a Napoli che incontra Filippo Turati per la prima volta e col quale inizia una relazione che dura tutta la vita.
Con la sua tesi di laurea sulle febbri puerperali contribuisce ad aprire la strada a scoperte che salveranno milioni di donne.

Il suo impegno instancabile come medica e la sua costante attenzione alla condizione femminile e alla lotta per l'ottenimento dei diritti contro le discriminazioni le farà scrivere: "la questione della donna non è una questione di etica né di questa o quella forma matrimoniale, ma è puramente una questione economica".
Ed è anche qui che riflessa sui vetri degli espositori la vita sospende il respiro perché potrai riconoscere l'esatta aderenza di un tempo andato con uno presente. Il Gender Gap nel 1890. Sei nel 1890, in quella conferenza, su quelle righe e non sai come strappare a quell'età quella donna dalla straordinaria personalità di cui avresti tanto bisogno nei tuoi giorni di questo Marzo 2025.
Ti risuonerà così forte che potrai sentire il caldo abbraccio di una instancabile donna che ha sorretto prima di te quella tua stessa dura lotta. Il caldo abbraccio di chi da lontano non ti fa sentir sola e ti affianca in questa modernità.
E' all'intera società che l'esposizione della mostra di Anna Kuliscioff grida modernità dal lontano fine '800.

Nei pochi metri quadrati a disposizione si riassume in modo emozionante la vita di una eroina di cui tanto avremmo bisogno nei nostri giorni.
Approfittate delle ultime ora di esposizione per lasciarvi ispirare dalla incomparabile vita di Anna Kuliscioff, a cui il paese Italia deve un gigantesco grazie.
Redazione e testo a cura di Maria Michela Gentile
Apre il primo Armani/Caffè in Cina
La Cina è sempre stata di grande ispirazione per Giorgio Armani, da quando aprì la sua prima boutique a Pechino fino ad oggi; dalle sue città storiche che ne testimoniano le tradizioni e un modo di vivere completamente diverso da quello occidentale, alla velocità della vita e del cambiamento nelle metropoli odierne. L’estetica e il rapporto con il mercato della moda di questo Paese ha influenzato lo stilista portandolo recentemente ad aprire il primo ristorante Armani/Caffè a Pechino.
L’Armani/Caffè tra estetica e lusso
Ci troviamo all’interno del China World Shopping Mall, in particolare al terzo piano, dove si presenta l’ingresso principale del ristorante; la superficie è di 350 mq e può ospitare 110 persone nelle due sale interne, e altre 40 nella terrazza esterna.
Il locale, disegnato dallo stilista con il suo team di architetti, è caratterizzato da un design moderno che richiama comunque al retrò, con arredamenti dalle linee morbide e sinuose e le pareti dal colore blu chiaro oro, accompagnate da un iconico motivo di palme.
Il pavimento è composto da grandi lastre in seminato con contorni in metallo champagne
e le grandi pareti in specchio bronzato e metallo dorato rievocano eleganti atmosfere anni ‘30 e ‘40.
L’ingresso è elegante e presenta un desk lineare ispirato alla consolle VENUS, a cui si ispira anche il bancone dell’area bar, per poi aprirsi nelle due sale dedicate al dining. La prima è più raccolta, mentre la seconda è maggiore, a cui si arriva tramite un corridoio con wine cellar a vista. Tutto lo spazio è caratterizzato da lampade e arredi della collezione Armani/Casa e, dalle finestre che danno sulla terrazza, entra la luce naturale che illumina gli interni.
La proposta culinaria
La cucina proposta da Armani/Caffè è principalmente italiana, ma presenta indubbiamente influenze internazionali: si dà priorità ad un gusto sofisticato e unico nel suo genere, mantenendo in ogni piatto leggerezza e semplicità. Per fare questo sono fondamentali la ricerca di materie prime di qualità, una particolare accuratezza della preparazione e una presentazione dei piatti elegante ed essenziale che si addica all’ambiente e all’estetica del locale.
Il ristorante e la filosofia culinaria proposta sono la proiezione del piacere della tavola dello stilista e riflettono gli elementi chiave degli altri ristoranti firmati Armani.
Venezia riscopre l’acqua: dal 21 al 25 marzo Aquamour celebra la città lagunare come nuova capitale mondiale della Blue Economy, puntando sulla biomimetica marina per disegnare un futuro sostenibile e innovativo. Un laboratorio diffuso che riunisce scienziati, imprenditori, artisti e visionari, chiamati a raccontare come mammiferi marini ed ecosistemi acquatici possano diventare il riferimento per l’economia del futuro.
Tra le calli e i canali della Serenissima, il pubblico incontrerà personalità di fama internazionale come Gunter Pauli, padre della Blue Economy e fondatore dell’ambiziosa rete internazionale ZERI, e Andrea Rinaldo, vincitore del Premio Nobel dell’Acqua 2023, impegnato a promuovere modelli virtuosi di ottimizzazione delle risorse idriche per il benessere collettivo.
Aquamour offrirà un palcoscenico unico, dall’avveniristico showroom di biomimetica presso LeonardH20 fino al suggestivo AquaPadiglione nella Serra dei Giardini Reali, con eventi ospitati anche nel prestigioso spazio "The Home of the Human Safety Net" in Piazza San Marco. La Giudecca sarà invece sede di mostre ed esposizioni presso Fàbrica 33 e Fucina del Futuro.
Un appuntamento chiave sarà quello con la pluripremiata biologa Marta Musso, che con il suo laboratorio itinerante "Pos(sea)ble" accompagnerà visitatori e curiosi in un viaggio affascinante alla scoperta del plancton, anima invisibile e imprescindibile degli oceani. Non mancherà il contributo autorevole di Giovanna Melandri, presidente della Human Foundation, che affronterà il tema cruciale della sostenibilità declinato nell'ambito dell'economia sociale.
In un'epoca dominata dall’intelligenza artificiale, Venezia si distingue puntando sull'intelligenza acquatica: motori elettrici ispirati al movimento fluido delle balene, enzimi capaci di degradare la plastica in mare e altre innovazioni sorprendenti prenderanno vita grazie alle università venete, in primis Padova, e alle numerose startup che hanno raccolto la sfida.
Dietro a questa rinascita c’è l’Associazione SUMus, attiva da anni nella promozione di progetti scientifici ed educativi d’avanguardia, che ha scelto proprio Venezia come epicentro di una rivoluzione ambientale, economica e culturale, indicando un nuovo cammino di sviluppo responsabile, profondamente ispirato all’oceano.
location:
serre dei Giardini Reali, Venezia
spazio "The Home of the Human Safety Net" in Piazza San Marco, Venezia
Fàbrica 33 e Fucina del Futuro, La Giudecca Venezia
Una giornata per celebrare i piccoli dolci e tutti i ricordi che hanno creato
Le caramelle rappresentano un po’ per tutti l’infanzia e permettono di fare un viaggio indietro nel tempo a quando si era bambini; se per qualcuno mangiare caramelle è un’azione quotidiana, per altri invece simboleggia momenti e situazioni significativi e preziosi alla memoria.
Unione Italiana Food, rappresentante delle principali aziende produttrici di caramelle, ha ideato il “Caramella Day”, che cade l’11 febbraio e vuole dare importanza ai dolcetti e all’impatto storico e sociale che hanno creato.
Da alcune ricerche emerge infatti che per 1 italiano su 3 le caramelle rappresentano un tuffo nel passato e nell’infanzia, e vengono definite “intramontabili”, perché sempre capaci di rievocare ricordi e momenti vissuti con i propri cari.
La dolcezza dei nonni
Dalla stessa ricerca emerge anche che per 4 italiani su 10, i nonni sono la prima figura che viene in mente quando si pensa o si mangia una caramella. Dopo i nonni si passa ai genitori, poi agli amici e alla fine i fratelli e sorelle. A questi dati si lega indubbiamente anche la connessione dei dolci alle feste, come a esempio Halloween, la Befana o Carnevale, in cui è tradizione il dono o la condivisione di caramelle ed altri dolciumi; parallelamente, sono anche molte le persone che affermano di ricollegare le caramelle a dei luoghi significativi, come ad esempio un negozio in cui acquistarle sotto casa.
I sapori della memoria
La ricerca ha anche raccolto alcuni dati sul sapore e i gusti più amati dalle persone intervistate: circa il 60% hanno delle preferenze, e coincidono spesso con i gusti classici e riconoscibili che si possono ritrovare nell’infanzia di tutti. I gusti classici sono i più apprezzati (36%), mentre circa il 24% predilige le caramelle funzionali, che portano qualche beneficio fisico (come le balsamiche o con vitamine); infine, quelle con gusti innovativi vincono la preferenza circa del 13%.
Per quanto riguarda le ragioni per cui sono così apprezzate, troviamo un 40% che le trova sinonimo di un momento di coccole e dolcezza, il 23% che gode della freschezza e del buon sapore lasciato in bocca dopo averle mangiate, un 18% che ne ama la varietà presente sul mercato e infine l’ultimo 11% che punta sulle diverse consistenze.
Luigi Serra, produttore e portavoce del progetto Piacere Caramelle, afferma che le caramelle sono indubbiamente un’eccellenza del Made in Italy e che fondendo la lunga tradizione e la ricerca moderna della qualità degli ingredienti riescono a mantenere forte e costante l’impronta innovativa del settore, conquistando i palati di adulti e bambini di ogni età.
NEROSPINTO
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