Un calice di Barolo che diventa un gesto di solidarietà. È questa l’essenza di Barolo en Primeur, l’asta benefica che ogni anno trasforma il vino più iconico delle Langhe in un protagonista globale, capace di unire collezionisti, filantropi e winelovers sotto il segno della solidarietà. Al Castello di Grinzane Cavour, la quinta edizione dell’evento ha superato ogni aspettativa: 1.108.300 euro raccolti in una sola serata, destinati a finanziare progetti sociali e culturali in Italia e nel mondo.
L’atmosfera era quella di un grande happening internazionale. Sotto il martelletto di Christie’s, con collegamenti live da New York e Londra, sono stati battuti 14 lotti speciali di Barolo Gustava, vinificati separatamente dall’enologo Donato Lanati per raccontare la complessità della vigna in tutte le sue sfumature di esposizione, altitudine ed età delle piante. A queste barrique, ognuna delle quali diventerà 270 bottiglie uniche, si sono aggiunti otto lotti comunali da 914 bottiglie, firmati da oltre 80 cantine del Consorzio. Senza dimenticare il pièce de résistance: un tonneau da 400 litri di Barolo aggiudicato per 360.000 euro.

Non mancava l’arte, che ha reso ogni bottiglia ancora più speciale. Quest’anno l’etichetta è firmata dall’artista Giulia Cenci, con il disegno “self-devouring figure”, un autoritratto ibrido a matita che riflette sui temi di identità e metamorfosi. Un’opera che ben si lega ai valori di trasformazione e dono che animano l'evento da ormai 5 anni.
Ma Barolo en Primeur guarda anche al futuro: per la prima volta ogni bottiglia sarà certificata digitalmente grazie al tag NFC “Autentico NFC”, sviluppato da Tesisquare con Autentico Srl. Invisibile sotto l’etichetta, garantisce autenticità e tracciabilità, permettendo di accedere con un semplice smartphone a una scheda digitale con note enologiche, valutazioni di Antonio Galloni e perfino una webcam live sulla Vigna Gustava.
«Superare di così tanto il milione di euro è un risultato straordinario», ha dichiarato Mauro Gola, presidente di Fondazione CRC. “Questa quinta edizione di Barolo en Primeur sancisce il successo di un percorso iniziato nel 2021, che continua a crescere in autorevolezza e partecipazione. La forza del progetto risiede nella sua formula: l’idea di associare ogni donazione a una singola barrique ha reso la solidarietà un gesto concreto e accessibile, capace di coinvolgere un pubblico sempre più ampio. È un modello che unisce in modo virtuoso eccellenza enologica e responsabilità sociale, rafforzando il legame tra il vino e la comunità che lo produce”.
A rendere la serata ancora più piacevole, l’ironia del comico Federico Basso, che ha accompagnato l'asta con battute e riflessioni. E per gli acquirenti, un servizio impeccabile: le bottiglie verranno consegnate senza costi grazie alla partnership con Fieramente Srl, specializzata nel trasporto di vini pregiati.
Barolo en Primeur non è quindi solo un’asta: è un fenomeno culturale che rende la beneficenza qualcosa di davvero unico. Dalle Langhe a Londra, fino a New York e Hong Kong (dove il 9 novembre sarà battuto l’ultimo lotto durante l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco), questo evento dimostra che il vino può essere veicolo di bellezza e cambiamento. Perché dietro ogni bottiglia, c’è una storia di condivisione e di futuro.
