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I soliti ignoti: il capolavoro di Monicelli al Teatro Manzoni

I soliti ignoti: il capolavoro di Monicelli al Teatro Manzoni

Considerato uno dei capolavori del cinema italiano, vincitore di due Nastri d’argento e candidato agli Oscar del 1958I Soliti Ignoti di Mario Monicelli segna l’inizio della Commedia all’italiana, erede del cinema neorealista con una comicità nuova e irresistibile. Dopo uno stop causato dalla pandemia, riprende il primo adattamento teatrale dello storico film al Teatro Manzoni, dall’8 al 20 febbraio.

Adattare un classico è sempre una sfida rischiosa e difficile. Ma sono le sfide che vale la pena vivere, insieme ai miei compagni di strada” - sostiene il regista Vinicio Marchioni, che aggiunge - “Ci sono dei film che segnano la nostra vita e I soliti Ignoti, per me, è uno di questi. Come uomo mi sono divertito e commosso di fronte alle peripezie di questo gruppo di scalcinati ladri. Come attore mi sono esaltato davanti alla naturalezza con cui recitano mostri sacri come Mastroianni e Gassman. Come regista ho amato il perfetto equilibrio con cui Monicelli rende un argomento drammatico in modo leggero. Così l’idea di realizzare lo spettacolo teatrale dal film, mi ha immediatamente conquistato. È una storia bella e necessaria, che ci parla del presente immergendoci nel passato. Spero che gli spettatori possano uscire dal teatro con gli stessi sentimenti che provo io dopo una visione del film: divertiti, commossi e perdutamente innamorati di quei personaggi indimenticabili.”

La povertà del dopoguerra è in realtà un pretesto per analizzare l’odierna condizione di povertà che affligge molti italiani. E lo spettacolo si impegna nel garantire una via di uscita dalla miseria che li affligge, attraverso empatia e comicità.

Il film ci ricorda che una volta la disperazione la fame portavano a fare gruppo, a un sentimento di solidarietà. Oggi gli stessi problemi tendono a isolare l’individuo, facendolo sprofondare nella solitudine” dice Fabio Troiano durante la Conferenza Stampa. L’attore torinese veste i panni di Tiberio, interpretato nel film da Marcello Mastroianni ed è il protagonista dello spettacolo insieme a Giuseppe Zeno, che porta sul palco Peppe, il personaggio di Vittorio GassmanMarilena Anniballi, l’unica presenza femminile dello spettacolo, veste i panni di Nicoletta e Carmela (nel film interpretati da Carla Gravina Claudia Cardinale). E proprio come la diva del cinema (era appena il suo secondo film), anche la giovane attrice riferisce durante la Conferenza Stampa di sentirsi a un debutto, provando una forte emozione per il teatro che dona una leggera severità.

Monicelli ha fatto scuola con il suo cinismo tenero, raccontando uno spaccato di quell’Italia che tra vari accenti regionali trovava nella miseria un punto in comune. Senza pietismi, lo spettacolo come il film, riesce a far ridere delle problematiche sociali più serie, attraverso delle maschere con cui il pubblico perde il confine sottile tra dramma e comicità, scovando nelle famosissime gag la fragilità e la tenerezza dei personaggi. Forse il film non voleva caricarsi di un messaggio, ma sicuramente ci insegna che la vera ricchezza è saper nutrirsi di tutto ciò che il mondo ci offre, valorizzando l’ironia, l’amicizia e il dialogo.

 

                     

 
 
 
 
Beniamino Strani

Mi chiamo Beniamino Strani, ho 24 anni e sono laureato in Scienze dell'Informazione: Comunicazione Pubblica e Tecniche Giornalistiche. Ho poi ottenuto un Master in Critica Musicale. Amo ogni forma di comunicazione e tra un articolo e un altro, pubblico delle poesie su un blog.

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