“Dipingo fiori per non farli morire.”
Frida Kahlo non temeva il dolore, lo usava. Non temeva la fragilità, la rivestiva di rosso, di spine, di collane pesanti e orgogliose. La sua vita è diventata colore, simbolo, icona – e ora anche memoria viva attraverso l’occhio innamorato e preciso di Nickolas Muray.
C’è qualcosa di irresistibilmente magnetico nelle immagini di Frida. Non solo nei suoi autoritratti, ma anche negli scatti che Muray, fotografo ungherese naturalizzato americano, le dedicò tra il 1937 e il 1946. Un decennio in cui furono amanti, amici, confidenti. È attraverso il suo obiettivo che oggi possiamo riscoprire Frida con occhi nuovi, nella mostra Frida Kahlo: through the lens of Nickolas Muray, ospitata al Museo Storico della Fanteria di Roma dal 15 marzo al 20 luglio 2025.
Cinquanta fotografie, lettere, abiti, gioielli, ricostruzioni ambientali. Non un semplice percorso espositivo, ma un viaggio emotivo che ci riporta al cuore pulsante di Frida. Muray – pioniere della fotografia a colori – la ritrae con i suoi abiti tradizionali, i suoi fiori tra i capelli, le sue collane potenti. Ogni scatto è un’esplosione di tinte accese, come se la pellicola fosse riuscita a catturare anche il battito irrequieto della sua anima.
“Ti amo come amerei un angelo,” scriveva Frida. E quell’amore, quel rispetto profondo, è visibile in ogni immagine.
La celebre Frida sulla panchina bianca, nel 1939. Frida nel suo studio di Coyoacán. Frida nella quotidianità e nella solennità del suo personaggio. Ma questa mostra non la restituisce come mito, bensì come donna viva, complessa, coraggiosa. “Questa mostra racconta la persona dietro l’artista e l’artista dietro la persona,” ha spiegato la curatrice Vittoria Mainoldi. E ci riesce. Con grazia, con rispetto, con intensità.
Le fotografie dialogano con oggetti che per Frida erano linguaggio: otto abiti ricostruiti in ogni dettaglio, sei parure di gioielli artigianali, lettere scritte a mano che raccontano confidenze, emozioni, dolori. Ogni collana era una dichiarazione, ogni tessuto un grido o un canto. “Sono nata con una rivoluzione nel sangue,” disse. E ogni centimetro del suo corpo parlava per lei.
A completare il percorso: la ricostruzione fedele in scala reale del suo studio, e una straordinaria collezione di francobolli emessi in suo onore da tutto il mondo, a partire dagli Stati Uniti nel 2001. Frida diventa così anche eredità postale, segno tangibile di un’impronta lasciata nel tempo e nella cultura globale.
Nel centenario dell’incidente che cambiò il suo destino, questa mostra le rende giustizia non come icona pop, ma come artista e donna che ha saputo trasformare la sofferenza in opera.
“Non è possibile trovare un colore più intenso del vero amore,” scriveva.
In queste immagini, in questa mostra, quel colore esiste. E ci guarda dritto negli occhi.
INFO MOSTRA
“Frida Kahlo through the lens of Nickolas Muray” Museo Storico della Fanteria – Roma
Dal 15 marzo al 20 luglio 2025
Orari: lun-ven 9:30 – 19:30; sab, dom e festivi fino alle 20:30
Biglietto intero: 15 euro
A cura di Vittoria Mainoldi
Produzione Navigare srl
Con il patrocinio di Regione Lazio, Città di Roma, Ambasciata del Messico in Italia