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Milano: A Villa Necchi Campiglio, le immagini che hanno raccontato e costruito il volto del Novecento

Milano: A Villa Necchi Campiglio, le immagini che hanno raccontato e costruito il volto del Novecento

I ritratti di Ghitta Carell riletti con gli occhi del presente.

C’era un tempo in cui bastava uno sguardo per decidere il destino di un volto. Ghitta Carell, ebrea ungherese arrivata in Italia negli anni ’20, fu la più celebre ritrattista dell’élite italiana tra le due guerre. Da Maria José a Mussolini, da Margherita Sarfatti a Pio XII, da Walt Disney a Palma Bucarelli: tutti si sono seduti davanti al suo obiettivo. Ma ciò che faceva di lei un’artista non era il soggetto. Era il modo in cui lo trasformava rendendolo eterno o potente.

Dal 15 maggio al 12 ottobre 2025, Villa Necchi Campiglio a Milano ospita una mostra raffinata: Ghitta Carell. Ritratti del Novecento, a cura di Roberto Dulio. Oltre cento fotografie, lettere, documenti e, per la prima volta, la sua attrezzatura ci accompagnano nel cuore di un’estetica che fonde glamour hollywoodiano e culto dell’immagine.

Non è solo una retrospettiva, ma un esercizio di memoria tra ciò che fu e ciò che ancora ci definisce. Perché Carell non è una fotografa qualsiasi: è la custode visiva di un’epoca. Ha vestito l’aristocrazia di ombre e luce, ha ritoccato le lastre con pennelli e raschietti, come fosse un pittore. Ha trasformato le rughe in charme.

In questi ritratti si avverte una tensione composta: l’orlo lucido di un abito, un profilo che sembra un cammeo. La stoffa vibra, i gioielli disegnano geometrie. Gli sguardi — il più delle volte immortalati di profilo— non si offrono, si impongono. È il potere della forma, nella sua espressione più silenziosa.

Il FAI, ha pensato ad un allestimento intelligente e un po' teatrale. Alcuni ritratti saranno nei salotti e nelle stanze della casa, come se fossero appartenuti da sempre alla proprietà. Altri, disposti con discrezione tra tavoli e guardaroba d’altri tempi, si confonderanno tra oggetti veri. Un modo per dire che la fotografia, come la nostra memoria, abita le case, non solo i musei.

E dietro quella patina lucente, c’è la vita di una donna che è stata dimenticata troppo in fretta. Forse per la sua collaborazione con il Regime, forse perché era donna, straniera, di origine ebrea. O forse perché la bellezza, quando smette di sedurre, spaventa.

La rassegna fotografica non prevede un catalogo, ma sarà accompagnata da due volumi fondamentali per comprendere il peso culturale (e politico) dell’opera della Carell. Il primo è "Un ritratto mondano", il secondo, più internazionale, "Ghitta Carell’s Portraits". Ma c’è di più: il FAI lancia una Call for Portraits per ritrovare le foto della Carell ancora presenti nelle case milanesi. Un invito a frugare nelle cornici o nei cassetti. Perché la storia, a volte, è nascosta negli oggetti più vicini, quelli che non guardiamo più.

Questa esposizione non è solo per chi ama la fotografia, ma per chi riconosce il potere delle immagini. Quelle capaci di raccontare un’epoca, ma anche di orientarla.

I suoi ritratti, eleganti e impeccabili, hanno dato forma al volto del potere. Non propaganda esplicita, ma un’estetica che legittima.
E allora: cosa distingue uno scatto artistico da uno strumento di potere?

E oggi, nell'era dei filtri digitali, il confine tra verità e rappresentazione sembra non essere cambiato. Forse sta tutto lì: in uno sguardo, in un’inquadratura.

 

Info utili

GHITTA CARELL | RITRATTI DEL NOVECENTO
a cura di Roberto Dulio

 14 maggio – ottobre 2025
 Villa Necchi Campiglio - Via Mozart 14, Milano
 Tel. 02 76340121 – ✉️ Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orari: dal mercoledì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00.
Ultimo ingresso alle ore 17.00.

Per segnalare un’opera è necessario scrivere all’indirizzo mostraghittacarell@fondoambiente.it al fine di sottoporre le immagini all’attenzione dei curatori, fino al 3 ottobre 2025.

Tiziana Latorre
Consulente HR, Business and Life Coach. Appassionata d'arte sotto ogni forma dai tempi del liceo, credo nella potenza della bellezza, come strumento potente per crescere e conoscere il mondo anche attraverso altri occhi.

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