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A 100 anni dal suo debutto, Enrico IV torna al Teatro Manzoni

A 100 anni dal suo debutto, Enrico IV torna al Teatro Manzoni

Esattamente 100 anni dopo il suo esordio, il capolavoro di Luigi Pirandello Enrico IV torna al Teatro Manzoni di Milano, nel suo luogo di debutto. Il dramma del Premio Nobel per la Letteratura 1934 è diventato nel tempo una coraggiosa prova per i più grandi attori italiani, da Mastroianni ad Albertazzi, che si sono cimentati nel vestire i panni del controverso protagonista.

Dopo essere caduto da cavallo durante una festa in maschera, l’uomo si risveglia convinto di essere Enrico IV, il personaggio storico che stava interpretando. La finzione lo rapisce a tal punto che di lui non conosciamo neppure il suo vero nome, e anche dopo la guarigione continua a recitare la bizzarra farsa dinanzi ai suoi amici, mettendo in dubbio anche la loro identità.

Questa volta tocca ad Eros Pagni, già reduce da un altro capolavoro pirandelliano Sei personaggi in cerca d’autore, con lo stesso regista Luca De Fusco, che ha ricevuto il plauso dalla critica non solo nazionale. Tra i tanti personaggi interpretati dall’attore, Prospero de La Tempesta di William Shakespeare è quello che maggiormente si avvicina alla psicologia di Enrico IV: “Più ho studiato Enrico e, in effetti, più ho pensato a Prospero. Entrambi i personaggi sembrano completamente estranei al loro tempo, vivono un’assoluta solitudine, entrambi sono creduti pazzi, entrambi hanno con le persone che li circondano un rapporto flebile, intermittente, che può far dubitare al regista della stessa reale esistenza di ogni personaggio, salvo quello del protagonista. Non c’è dubbio che dietro Prospero si celi Shakespeare e dietro Enrico Pirandello – sostiene il regista, che aggiunge un commento sul difficile momento che abbiamo attraversato e che ha penalizzato il mondo della cultura - Dopo l’orribile periodo che ci ha tanto addolorato e dopo l’obbligato silenzio, sono felice di poter riprendere a comunicare col nostro pubblico.”

In un secolo stravolto da dinamici cambiamenti sociali, Pirandello è riuscito a descrivere la frantumazione dell’io, che vive un tempo soggettivo e interiore, e che sfugge alle convenzioni che impongono all’essere una veste monolitica e statica. La filosofia di Bergson, la psicoanalisi di Freud, i tormenti dell’uomo del Novecento: le opere pirandelliane sono un manifesto dell’evoluzione della nostra identità, sempre più attuali e vicine alle nostre odierne nevrosi, capaci di squarciare le illusioni dietro le quali abitiamo e di scomporre le ordinate verità che a fatica tentiamo di costruire, rivelando la cruda verità che si cela dietro la follia e l’ipocrisia e ridefinendo il concetto di malattia.

Beniamino Strani

Mi chiamo Beniamino Strani, ho 24 anni e sono laureato in Scienze dell'Informazione: Comunicazione Pubblica e Tecniche Giornalistiche. Ho poi ottenuto un Master in Critica Musicale. Amo ogni forma di comunicazione e tra un articolo e un altro, pubblico delle poesie su un blog.

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