CHIAMACI +39 333 8864490
Questo sito usa solo cookies tecnici e di sessione, non installiamo cookies di profilazione o marketing.
I cookie sono piccoli file di testo inviati dal sito al terminale dell’interessato (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi al sito alla successiva visita del medesimo utente. Un cookie non può richiamare nessun altro dato dal disco fisso dell’utente né trasmettere virus informatici o acquisire indirizzi email. Ogni cookie è unico per il web browser dell’utente. Alcune delle funzioni dei cookie possono essere demandate ad altre tecnologie. Nel presente documento con il termine ‘cookie’ si vuol far riferimento sia ai cookie, propriamente detti, sia a tutte le tecnologie similari.
I cookie possono essere di prima o di terza parte, dove per "prima parte" si intendono i cookie che riportano come dominio il sito, mentre per "terza parte" si intendono i cookie che sono relativi a domini esterni. I cookie di terza parte sono necessariamente installati da un soggetto esterno, sempre definito come "terza parte", non gestito dal sito. Tali soggetti possono eventualmente installare anche cookie di prima parte, salvando sul dominio del sito i propri cookie.
Relativamente alla natura dei cookie, ne esistono di diversi tipi:
I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice). Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web. Possono essere suddivisi in: • cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di autenticarsi per accedere ad aree riservate); essi sono di fatto necessari per il corretto funzionamento del sito; • cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso, al fine di migliorare le performance del sito; • cookie di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.
I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all'utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell'ambito della navigazione in rete. Per l'utilizzo dei cookie di profilazione è richiesto il consenso dell'interessato. L’utente può autorizzare o negare il consenso all'installazione dei cookie attraverso le opzioni fornite nella sezione "Gestione dei cookie". In caso di cookie di terze parti, il sito non ha un controllo diretto dei singoli cookie e non può controllarli (non può né installarli direttamente né cancellarli). Puoi comunque gestire questi cookie attraverso le impostazioni del browser (segui le istruzioni riportate più avanti), o i siti indicati nella sezione "Gestione dei cookie".
Ecco l'elenco dei cookie presenti su questo sito. I cookie di terze parti presentano il collegamento all'informativa della privacy del relativo fornitore esterno, dove è possibile trovare una dettagliata descrizione dei singoli cookie e del trattamento che ne viene fatto.
Cookie di sistema
Il sito NEROSPINTO utilizza cookie per garantire all'utente una migliore esperienza di navigazione; tali cookie sono indispensabili per la fruizione corretta del sito. Puoi disabilitare questi cookie dal browser seguendo le indicazioni nel paragrafo dedicato, ma comprometterai la tua esperienza sul sito e non potremo rispondere dei malfunzionamenti.
Se è già stato dato il consenso ma si vogliono cambiare le autorizzazioni dei cookie, bisogna cancellarli attraverso il browser, come indicato sotto, perché altrimenti quelli già installati non verranno rimossi. In particolare, si tenga presente che non è possibile in alcun modo controllare i cookie di terze parti, quindi se è già stato dato precedentemente il consenso, è necessario procedere alla cancellazione dei cookie attraverso il browser oppure chiedendo l'opt-out direttamente alle terze parti o tramite il sito http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte Se vuoi saperne di più, puoi consultare i seguenti siti: • http://www.youronlinechoices.com/ • http://www.allaboutcookies.org/ • https://www.cookiechoices.org/ • http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884
Chrome 1. Eseguire il Browser Chrome 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Impostazioni 4. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 5. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 6. Nella sezione “Cookie” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Consentire il salvataggio dei dati in locale • Modificare i dati locali solo fino alla chiusura del browser • Impedire ai siti di impostare i cookie • Bloccare i cookie di terze parti e i dati dei siti • Gestire le eccezioni per alcuni siti internet •
Eliminare uno o tutti i cookie Mozilla Firefox 1. Eseguire il Browser Mozilla Firefox 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Opzioni 4. Selezionare il pannello Privacy 5. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 6. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 7. Nella sezione “Tracciamento” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Richiedi ai siti di non effettuare alcun tracciamento • Comunica ai siti la disponibilità ad essere tracciato • Non comunicare alcuna preferenza relativa al tracciamento dei dati personali 8. Dalla sezione “Cronologia” è possibile: • Abilitando “Utilizza impostazioni personalizzate” selezionare di accettare i cookie di terze parti (sempre, dai siti più visitato o mai) e di conservarli per un periodo determinato (fino alla loro scadenza, alla chiusura di Firefox o di chiedere ogni volta) •
Rimuovere i singoli cookie immagazzinati. Internet Explorer 1. Eseguire il Browser Internet Explorer 2. Fare click sul pulsante Strumenti e scegliere Opzioni Internet 3. Fare click sulla scheda Privacy e, nella sezione Impostazioni, modificare il dispositivo di scorrimento in funzione dell’azione desiderata per i cookie: • Bloccare tutti i cookie • Consentire tutti i cookie • Selezionare i siti da cui ottenere cookie: spostare il cursore in una posizione intermedia in modo da non bloccare o consentire tutti i cookie, premere quindi su Siti, nella casella Indirizzo Sito Web inserire un sito internet e quindi premere su Blocca o Consenti.
Safari 1. Eseguire il Browser Safari 2. Fare click su Safari, selezionare Preferenze e premere su Privacy 3. Nella sezione Blocca Cookie specificare come Safari deve accettare i cookie dai siti internet. 4. Per visionare quali siti hanno immagazzinato i cookie cliccare su Dettagli Safari iOS (dispositivi mobile) 1. Eseguire il Browser Safari iOS 2. Tocca su Impostazioni e poi Safari 3. Tocca su Blocca Cookie e scegli tra le varie opzioni: “Mai”, “Di terze parti e inserzionisti” o “Sempre” 4. Per cancellare tutti i cookie immagazzinati da Safari, tocca su Impostazioni, poi su Safari e infine su Cancella Cookie e dati Opera 1. Eseguire il Browser Opera 2. Fare click sul Preferenze poi su Avanzate e infine su Cookie 3. Selezionare una delle seguenti opzioni: • Accetta tutti i cookie • Accetta i cookie solo dal sito che si visita: i cookie di terze parti e quelli che vengono inviati da un dominio diverso da quello che si sta visitando verranno rifiutati • Non accettare mai i cookie: tutti i cookie non verranno mai salvati.
Nerospinto vi invita ancora una volta a lasciarvi andare e godervi la serata di giovedì 02 maggio con Razzputin.
Ricordate le feste genuine di una volta?
Quando il futuro era prossimo e dolcissimo ed ogni lieta promessa passava attraverso gli umori e gli istinti più primordiali?
Razzputin è la versione 2.0 della festa del liceo: solo più cinica e senza derive dell'ego.
Musica, ballo, chiacchiere, alcol, sorrisi e un sacco di squarci metropolitani.
Indossate il vostro abito migliore!
Il giovedì allo Zoom è come Grease e per questa volta c'è anche un regalo: il nuovo live di Anna Magdalena.
1st Floor: Miss Brownie Party
Basement no more war: Dj Donut + Deejay Dave
+ superspecial live set: Anna Magdalena
https://www.facebook.com/pages/Anna-Magdalena/220943991269277
VJ anarco supreme:
Giulio Glamnoise
Link della serata:
https://www.facebook.com/events/643683235648858
Zoom Bar
via Panfilo Castaldi, 26
MilanoCome ogni settimana, Nerospinto vi propone un ricco programma per il fine settimana, accontentando anche i più esosi per cui il weekend inizia sempre con un giorno di anticipo!
Giovedì 02 maggio *Antibagno*
La Fosca ha invitato nuovamente Dan. Cosa sta succedendo? Saranno forse amanti?
Artista eccentrico, attore, trasformista, animale da palcoscenico e adesso anche principe della consolle.
Riuscirà a rubare la scena anche lì? Che musica ci farà ascoltare? Intellettuale e casinaro: per noi sei importante Dan!
Link dell'evento:
https://www.facebook.com/events/638606939499562/
Venerdì 03 maggio *Cool kids can't die - Leopard Day*
Il venerdì del Toilet sarà totalmente dedicato al Leopardo.
Dress code: leopard, maculato, macchiato, cheetah girls
(il Dress Code non è obbligatorio ma indispensabile per vincere il contest per miglior outfit con in palio 3 free drinks).
Per chi il Toilet l'ha vissuto sin dai primi party e per i più nostalgici, questo venerdì si differenzia per due Special Guests Bar Amarcord.
A far compagnia a Dan e alla Negra torneranno Nico e Bonni.
Per un'ora random saranno al bar per far finta che quest'anno non sia ancora passato, per sentirsi giovani come un anno fa, per non pensare che il tempo passa.
Andate a trovarli!
In consolle:
Japi Queer & LaEMI dj show
Free chupito (entro L'1:00)
Cineforum nella sala al piano di sotto!!
Link dell'evento:
https://www.facebook.com/events/132766013581323/
In collaborazione con:
Yeep – Tutti gli eventi della tua città in un click!
(per iPhone e presto per Android Completamente Gratuita)
Sabato 04 maggio *Polyester - We love R'n'R - Women in rock tribute
Questo sabato il Toilet dedica un'ora alle donne più cazzute del rock e del pop.
60 minuti di dj set senza maschi, suoni ruvidi o elettronici, ma sempre e solo dominati dalle donne (dal '77 a oggi).
DJs:
Black Candy, Juno, Donut
Scatti + Polyart: ALE & DAVIDE
È la nostra penultima serata, poi sarete tutti liberi di andare al mare, in montagna, in giro per il mondo, anche sottoterra!
Link dell'evento:
https://www.facebook.com/events/566938336679601/
INGRESSO GRATUITO
con tessera Arci, Arcigay, Arcilesbica, Uisp
Non hai la tessera? Richiedila qui: www.circolotoilet.it/tessera
Toilet Club
via Ludovico il Moro, 171
Milano
Il massaggio thailandese o conosciuto meglio come "massaggio thai" affonda le sue origini in millenni fa.
Questo trattamento, molto amato e ricercato per i suoi benefici a livello muscolare, è in realtà l'unione di altri due tipi di filosofie ancora più antiche.
Infatti il massaggio thailandese racchiude in sé le tecniche proprie dello yoga indiano e della reflessologia cinese.
Quello che accade nel massaggio thai, definito anche "massaggio yoga", è appunto uno yoga passivo, ovvero l'operatore fa assumere le posizioni tipiche dell'hata yoga al ricevente.
Non tutti gradiscono sottoporsi a questo tipo di trattamento in quanto, se si è rigidi a livello muscolare, si possono sentire dolori durante gli scioglimenti e le trazioni.
Le posizioni della pinza, la locusta, l'arco, il cobra, etc, vengono fatte assumere dal massaggiatore. Durante le sessioni yoga chi pratica queste "Asana" (le posizioni così chiamate in sanscrito) ha la consapevolezza dei propri limiti e pian piano, anche grazie alla respirazione ottiene risultati migliori.
Durante il massaggio thailandese è il massaggiatore che fa assumere le asana e questo a volte può risultare dolorante se i muscoli sono contratti, se non si è elastici, se non si pratica yoga o stretching.
Ovviamente il bravo operatore sa benissimo fino a che punto può spingersi con il suo cliente e il dolore citato prima è quello che si può definire un dolore che fa bene.
I benefici che ne seguono sono una incredibile elasticità mai avuta, anche e soprattutto per coloro che non hanno mai fatto esercizio fisico.
Si raggiunge una consapevolezza del proprio corpo, dei propri muscoli e ossa che prima non si aveva in precedenza.
I muscoli sono tonificati, allungati, si respira meglio, si dorme meglio.
Quel dolore che si potrebbe provare durante il trattamento (non è detto che questo accada ovviamente) lascia spazio ad una sensazione di benessere fisico totale.
Oltre alle pratiche yoga, i thailandesi hanno anche assorbito molto dalla medicina cinese utilizzando le digitopressioni tipiche della riflessologia sui punti energetici dei meridiani e del piede.
Ciò che infatti si ottiene attraverso le digitopressioni e compressioni, è lo scollamento dei muscoli dalle ossa con relativo miglioramento del movimento ed elasticità, il ripristino della circolazione (soprattutto venosa) e un effetto drenante molto forte.
In particolare, con le digitopressioni e le compressioni l'effetto linfodrenante è potente e anche per questo è un trattamento che le donne prediligono.
Contrariamente ai massaggi ayurvedici o californiani, la parte mentale e spirituale non è presente. Il lavoro viene fatto sul corpo fisico ed è comunque un meraviglioso toccasana per la postura, i muscoli contratti e i dolori ad essi associati, la ritenzione idrica, etc.
Il lavoro si esegue per terra su futon, con gli abiti addosso e senza l'utilizzo di olio.
“Alcune ottime cose nascono dall’ozio e dalla meditazione. La fotografia è il risultato di un ozio e di una meditazione intensi che finiscono con il produrre una bella immagine in bianco e nero, ben fissata e risciacquata in modo da non sbiadire troppo presto.”
Elliott Erwitt è riuscito ad emergere con originalità ed audacia nel panorama della fotografia del Novecento trattenendone i suoi consueti contrasti. È stato invitato a far parte della Magnum Photos –quella che diventerà e resterà la più prestigiosa agenzia foto-giornalistica al mondo– niente di meno che da Robert Capa e nel primo piano di Jacqueline Kennedy ai funerali del marito sembra averle preso gli occhi agitati ed ammutoliti ed averli attaccati alla storia.
I suoi scatti sollevano luci impensate che aspettano il tempo e da beffarde lo scheggiano. Il suo intuito è un adesivo capiente e sensibile quanto basta per accogliere qualsiasi gesto e sguardo e documentare per esempio tanto l’Italia poverissima del dopoguerra quanto i set di pellicole quali “ Gli spostati” con Marylin Monroe.
"Quando è ben fatta, la fotografia è interessante. Quando è fatta molto bene, diventa irrazionale e persino magica. Non ha nulla a che vedere con la volontà o il desiderio cosciente del fotografo. Quando la fotografia accade, succede senza sforzo, come un dono che non va interrogato né analizzato.”
Dal 17 Aprile al 1 Settembre 2013 Palazzo Madama ospita presso la Corte Medievale una ricca retrospettiva dedicata proprio ad Elliott Erwitt ed organizzata con Magnum Photos in collaborazione con il Comune di Torino e la Fondazione Torino Musei.
L’esposizione è contraddistinta dalla selezione di 136 fotografie rigorosamente in bianco e nero ed il percorso è composto da tre sezioni, ciascuna delle quali è impostata su un tema significativo all’interno dell’ampio repertorio rappresentativo del fotografo.
I suoi scatti raccontano il suo carattere gioioso, la sua sottile ironia, il suo senso dell’umorismo ed il suo piacere per il paradosso vantando al contempo una creatività paziente che spesso adora i ritmi scomposti della casualità. Ai cani ha dedicato un intero libro , intitolato Dog Dogs, cominciando proprio dai giorni in cui, sceso da un autobus della Greyhound, ha messo piede a New York.
“Uno dei risultati più importanti che puoi raggiungere, è far ridere la gente. Se poi riesci, come ha fatto Chaplin, ad alternare il riso con il pianto, hai ottenuto la conquista più importante in assoluto. Non miro necessariamente a tanto, ma riconosco che si tratta del traguardo supremo.”
Che siano immagini di bambini, paesaggi urbani, celebrità, scatti pubblicitari, famiglie della classe media americana, reportage politici, visitatori di musei, nudisti o stanze d’albergo, negli ultimi sessant’anni Erwitt è stato testimone ed artista mai stanco di un’umanità chiassosa e a tratti insolita e stravagante. I suoi lavori sommergono gli occhi divertiti di coloro i quali non amano impegnarsi in discussioni e chiacchiere perché come lo stesso Erwitt sostiene: “delle foto non bisogna parlare, bisogna osservarle”.
Orari d'apertura
Da martedì a sabato: dalle 10.00 alle 18.00
Ultimo ingresso alle 17.00
Domenica: dalle 10.00 alle 19.00
ultimo ingresso alle ore 18.00.
Biglietti
Intero: 8€
Ridotto: 5€
Elliot Erwitt Retrospettiva
Palazzo Madama - Museo civico d'arte antica
Piazza Castello
Torino
Musicava in immagini Il grafico fondatore di Hipgnosis, deceduto per un cancro a 69 anni.
Quando ancora le copertine erano opere d'arte, c'era lui, Storm Thorgerson, fotografo e grafico autore della maggior parte delle memorabili cover dei Pink Floyd, e quelle di molte altre grandi band. Uno stile unico, un inconfondibile marchio di fabbrica. Avere tra le mani un artwork di Thorgerson, fatto di copertina, retrocopertina, interno e disco, significava entrare in un mondo surreale, dai rimandi artistici precisi (c'è tanto dell'estetica visionaria di Man Ray nei suoi lavori), vasi di pandora che scoperchiavano mondi onirici tra lo stupore, il sogno e l'incubo.
La spiaggia sconfinata con i letti che creavano un fiume nella copertina di “A momentaru laps of reason”; la famosa stretta di mano di “Wish you were here”, enigmatica e inquietante; “Ummagumma” una foto dei Floyd che si ripete in un gioco di scatole cinesi, o, se preferite, di ricorsività. Il maiale volante di “Animals”, la mucca di “Atom Heart Mother” e tutte le altre. Una completa sintonia con la visione artistica dei Floyd che Thorgerson “musicava” in immagini.
Il suo tocco surreale fece scuola anche al di la del clan dei Floyd. Lo chiamarono a realizzare copertine anche Led Zeppelin, Black Sabbath, Scorpions, Genesis e più recentemente Dream Theater, Cranberries, Audioslave, Megadeth, Offspring e Muse.
Così dichiarò in un'intervista recente: “La cosa più interessante, dal mio punto di vista, è il fatto che con le copertine dei dischi intere generazioni di ragazzi sono entrate in qualche modo in contatto con il mondo dell’arte visuale, con la grafica, la pittura e la fotografia”.
GALLERY
Scorpions, Lovedrive (1979)
Pink Floyd, wish you were here (1975)
Pink Floyd, The Dark Side of The Moon (1973)
Pink Floyd, Delicate Sound of Thunder (1988)
Pink Floyd, A Momentary Lapse Of Reason (1987)
Pink Floyd, Ummagumma (1969)
Pink Floyd, Animals (1977)
Peter Gabriel, Peter Gabriel, (1977)
Muse, Absolution (2003)
Led Zeppelin, Houses of the Holy, (1973)
Dream Theater, Falling into Infinity (1997)
Cranberries, Bury the Hatchet (1999)
A volte ritornano, in questo caso lo fanno regolarmente, dalle ultime nove estati a questa parte. E menomale perché di festival di musica bella in Italia ne sentiamo un po’ la mancanza; quest’anno ci hanno anche tolto l’Heineken Jammin Festival, per chi non lo sapesse.
Fermi, non correte subito su easyjet a cercare biglietti low cost per lo szieget, la risposta alle vostre esigenze è più vicina di quanto pensiate. L’idroscalo, meta marittima del milanese che non va mai in vacanza, quasi un oasi nel deserto estivo, ospita anche quest’anno il MI AMI, Musica Importante A Milano.
Dal 2005 a oggi infatti, ogni giugno, puntuale come i mandarini a Natale, MI AMI attira migliaia di persone e musicisti di successo. Nelle edizioni degli anni precedenti abbiamo visto comparire sul palco artisti del calibro dei Persiana Jones, Verdena, I Cani, Il Teatro Degli Orrori, Bud Spencer Blues Explosio, Ex Otago, Zen Circus, Nada...la lista è bella lunga.
Da quest’anno si organizzano anche pullman in partenza da tutta Italia e pacchetti viaggio completi di albergo quattro stelle. Ci trattano bene insomma. I palchi saranno tre, ci saranno un area relax e una dedicata ai fumetti e i costi, promettoni, saranno come sempre sostenibili. Dal 15 al 29 Aprile, 60 artisti confermeranno la loro partecipazione facendo tremare di gioia le gambe di molti fan.
Tra gli headliners Noyz Narcos, i Linea 77, L’orso, Jennifer Gentle, Appino, Patty Pravo e la straordinaria partecipazione di Zerocalcare. Dopo i live, carichissimi dj set per farvi ballare tutta la notte. Tenetevi aggiornati sul sito ufficiale, in collaborazione con RockIt
www.rockit.it/miami/2013
O sul sito del circolo arci Magnolia
www.circolomagnolia.it
MI AMI, Il festival della musica bella e dei baci 7-8-9 Giugno 2013 Idroscalo Milano, c/o Magnolia
Per coloro che hanno particolarmente a cuore la propria salute fisica e amano prendersi cura di sé, o semplicemente per i curiosi intrigati dal viver sano (ma che forse hanno bisogno di una spinta in più), Nerospinto consiglia di prendere parte alla serata "Una vita in equilibrio" che si terrà a Milano martedì 30 aprile dalle ore 20.45.
Un'ottima occasione per confrontarsi con gli altri, ma soprattutto con se stessi, sul tema dell'alimentazione combinata alla pratica fisica; un invito a sfatare miti e discutere tematiche spesso date per scontate o affrontate con superficialità, piuttosto che trascurate per timore o disinteresse.
Degli esperti autorevoli vi guideranno lungo un percorso che andrà ad indagare diverse questioni: il ruolo e l'importanza dell'attività fisica, combinati ad regime alimentare sano, ed i benefici che ne derivano; i falsi miti alimentari e le autoconvinzioni che spesso ci condizionano; la possibilità di prevenire determinate patologie attraverso un corretto stile di vita.
Un'opportunità per aprire la mente ad un approccio alla vita più salubre, ma anche consapevole: spesso ad arrecare i maggiori danni al nostro corpo siamo noi stessi, con ritmi di vita insostenibili e diete autoimposte mal calibrate o del tutto improvvisate!
Questo incontro si propone di fornire una panoramica generale che vi consenta di entrare maggiormente in sintonia con il vostro fisico sotto due aspetti distinti, ma strettamente connessi: alimentazione e attività motoria.
A condurre la serata la Dott.ssa Arianna Rossoni, laureata in Dietistica all'Università degli Studi di Milano con il massimo dei voti, la quale ha inoltre seguito un master in Nutrizione di comunità e Educazione alimentare all'Università degli Studi di Padova.
Il suo intervento godrà della collaborazione del personal trainer Francesco Faraco che metterà a disposizione dei presenti la propria esperienza e i propri consigli.
La serata non vuole essere solo un incontro d'impianto didattico, ma sarà promossa l'interazione per favorire una maggiore condivisione e la trattazione di tematiche e problematiche tra le più svariate.
Al bando insicurezze e indecisioni: sappiate mettervi in gioco in un incontro che potrà solo giovare al vostro benessere.
"Una vita in equilibrio"
Martedì 30 aprile 2013
via Cuore Immacolato di Maria, 5
Milano
Sono nella sede di Milano del Centro Yoga Satyananda in Via Pergolesi, 9 Milano (MM Caiazzo).
Anno di fondazione: 1986, uno dei centri più vecchi di Milano.
Il Centro è un cameo “nascosto” in un cortile interno di un palazzo dei primi del '900. Entrando, fin da subito si ha l'idea di esser in un posto accogliente, in un'altra dimensione che richiama la mente a un raccoglimento e al silenzio.
Oggi chiacchiero con Virananda, uno dei maestri di Yoga del Centro.
Biografia
Virananda si è avvicinato allo yoga all'età di 20 anni, sono 52 anni che è in costante contatto con il mondo che ruota intorno a questa disciplina.
Il primo contatto è avvenuto in seguito a un piccolo esaurimento: in quel periodo lavorava e studiava e alla fine della giornata avvertiva sempre dei forti mal di testa.
In un'edicola vide e comprò un libro di Carlo Patrian e iniziò a frequentare il suo centro non smettendo più.
A Mantova, nel 1980, incontrò una serie di persone che l'hanno accolto appieno nel mondo dello Yoga.
Nel 1986, al decennale della Federazione Italiana Yoga (FIY), ha conosciuto Swami Satyananda "innamorandosi" di lui come maestro. E' stato in India nel suo Ashram prendendo tutte le iniziazioni Sannyasa e lo segue tutt'ora.
L'approccio iniziale è scaturito da un piccolo malessere, un lieve disturbo che poi incarna le motivazioni che portano le persone a fare yoga: un senso di disagio personale, di insoddisfazione, qualche dolore dovuto agli anni che passano.
DOMANDE
V: Qual è la sua visione personale dello Yoga? Cos’è per Virananda lo Yoga?
Vi: E' tutto.
Lo Yoga è una scienza di vita, una filosofia. Lo Yoga non coinvolge soltanto l'aspetto fisico e energetico, ma tutta la vita: i rapporti con la famiglia, gli amici e con il proprio partner cambiano completamente.
E cambiano in bene sotto certi aspetti e in “male” sotto altri: si comincia a fare una stretta selezione degli amici, ci si isola perché si capisce che certi atteggiamenti automatici della nostra vita e di alcuni rapporti non hanno alcun senso. Ha senso lavorare su se stessi e andare avanti nella ricerca a cui lo Yoga ci sottopone.
Lavorando sul fisico, lo Yoga modifica lo psichico spingendoti a ricercare una dimensione metafisica, della quale tutti hanno una percezione, seppur vaga.
Non riuscirei a vedere la mia vita senza pensare al mio respiro, al mio mantra, al mio maestro: sarebbe una cosa assurda.
Non capisco come tanta gente viva senza lo Yoga.
V: Perché una persona è “spinta” a far Yoga? Quali sono, secondo lei, i motivi per cui i suoi allievi solitamente si avvicinano a questa disciplina?
Vi: Una sensazione di malessere anche esistenziale oltre che fisico: fa capire che fare ginnastica non serve a nulla e, anzi, alle volte peggiora la situazione. All'inizio c'è la curiosità e poi si va avanti lungo il percorso. Non è mai una motivazione prettamente fisica.
C'è, inoltre, una motivazione “medica”: i dottori stanno spingendo sempre più i propri pazienti a praticare Yoga.
V: Il vostro metodo di insegnamento è definito “metodo Satyananda” o Bihar Yoga. Ci vuole spiegare cosa significa?
Vi: E' una cosa semplicissima: è un metodo “olistico”. Prende in considerazione tutti gli aspetti dell'individuo: Asana, Pranayama, Yoga Nidra e meditazione in modo tale che la personalità dei nostri allievi cresca in modo equilibrato. Quando impostiamo una serie di Yoga tendiamo a stimolare tutti i chackra mediante le Asana. Una pratica di Yoga completa deve stimolare e mantenere in equilibrio tutta la persona: lo Yoga è equilibrio.
V: Cosa ne pensa di tutte le differenziazioni di stili e modus operando riguardo le diramazioni dello Yoga? Pensa che creino confusione a chi si approccia alla pratica per la prima volta?
Vi: Sì, sicuramente. Creano una grande confusione. Una volta c'erano pochi stili di Yoga, oggi una marea. E se andiamo ad indagare questi stili sono inventati da persone che alle spalle non hanno alcuna tradizione. Vediamo degli stili che sono una ginnastica e che vengono presentati anche nelle manifestazioni di Yoga Italiane. C'è da aggiungere che le riviste di Yoga aggiungono confusione alla confusione.
Io sono per la tradizione con pochi stili. Del resto i maestri che abbiamo sono Yoganananda, Vivekananda, Shivananda, Satyananda: qui c'è tutto quello di cui si ha bisogno.
V: Ho trovato molto affascinante la tradizione della trasmissione della disciplina da maestro a allievo. Vuole spiegarci come funziona questa tradizione che potremmo definire millenaria?
Vi: E' una tradizione estremamente importante perché ha fatto sì che lo Yoga arrivasse ai giorni nostri integro, intatto. Le varie tradizioni di cui parlavo prima non hanno questo alle spalle, sono innesti di varie discipline.
Qui rispettiamo la tradizione: siamo molto rigorosi. La rispettiamo nelle piccole cose: dal rispetto per gli insegnanti al rispetto per i rituali, ecc.
V: Quanto è importante la consapevolezza nel vostro insegnamento?
Vi: E' basilare, richiamiamo costantemente le persone alla consapevolezza del proprio respiro, del proprio corpo e a quella dei pensieri. Chi vive senza consapevolezza non vive, come ad esempio le persone “distratte” che vedono la propria vita sfuggire dalle dita.
Una persona che scegliere di vivere nella consapevolezza è centrato ed equilibrato: si accorge se qualcosa non funziona e interviene subito per correggerla. Nel nostro metodo la consapevolezza è basilare.
V: Cosa trasmette ai suoi allievi nelle sue lezioni? Qual è la cosa che a suo avviso è più importante insegnare?
Vi: La forza, l'energia e una visione ottimistica della vita: queste sono le tre cose importanti di cui hanno bisogno le persone. Le trasmettiamo con l'esempio e con la voce.
V: Cosa secondo lei è più frainteso in generale della pratica dello Yoga nel mondo Occidentale?
Vi: Si pensa che sia un qualche cosa di molto spirituale. Lo Yoga è qualcosa di molto pratico: non è un caso che si parta dal fisico per arrivare allo spirito. E' questa visione errata che fa allontanare o tenere distante certe persone che avrebbero molto bisogno dello Yoga. L'altro guaio sono i molti insegnanti che non fanno altro che trasmettere il proprio ego, un esibizionismo che crea danni e fraintendimenti sul mondo dello Yoga.
V:Cosa consiglia alle persone che dicono “vorrei ma non me la sento di far Yoga perché non ho una buona preparazione fisica, non sono molto flessibile, non mi piego abbastanza, sono troppo vecchio, ecc.”?
Vi: Una cosa molto semplice: venire a provare. E quando si prova molto spesso ci si ferma. Le riviste di Yoga anche in questo caso sono un grosso guaio: fanno vedere posizioni atletiche e complicatissime quando secondo me l'esempio da dare è la casalinga di Cremona! Una donna come tante “bella rotondetta” che ha bisogno di fare Yoga. Gli anziani come i giovani hanno bisogno di fare Yoga ma in particolare la fascia dai 40 in su: non importa la fisicità, ci sono persone che hanno un fisico elastico e altre meno, ma facendo Yoga le fisicità si adattano; non hanno importanza il peso o la forma o l'elasticità: l'importante è iniziare. Poi il bravo insegnante ti fa camminare e scoprire il proprio corpo: è questa la ricchezza che si scopre man mano.
Non abbiate timore, incominciate. Al nostro centro ci sono persone che hanno iniziato a 60 anni, persone robuste, ecc. Andiamo a fare Yoga nelle case di riposo per anziani...però tutti fanno Yoga, tutti devono provare!
V: Può lo Yoga cambiare la vita delle persone? E in che modo ha cambiato la sua vita?
Vi: Sì, perché c'è un approccio diverso con il proprio fisico e con gli altri. Cerchiamo di trasmettere forza, carattere, energia e positività ed è proprio la positività che si porta fuori dalla sala di pratica cambiando i rapporti all'interno della società. Lo Yoga, quando fatto seriamente, è in grado di cambiare sostanzialmente la vita degli individui cambiandone il carattere e il modo di approcciarsi agli eventi esterni. Lo Yoga ti porta a vedere il bicchiere mezzo pieno e questo non è poco in un periodo come questo in cui tendiamo a vedere solo disgrazie e non le fortune che abbiamo.
Botta e risposta: una domanda - una parola come risposta
1- L’Asana che preferisce di più: Halasana, l'aratro
2- Lo stile di yoga che sente più suo: Yoga Satyananada
3- Un libro utile (in generale): Bhagavadgītā
4- Un viaggio utile: Rishikesh
5- Una citazione o una sua frase utile: “Una costante pratica dello yoga carica di energia e che rende ottimisti", è una mia citazione che trasmetto sempre ai miei allievi
6- Un consiglio per chi pratica Yoga: Praticare tutti i giorni
7- La cosa da evitare per chi pratica Yoga: Le persone negative
8- Cosa la rende felice quando insegna: I sorrisi dei miei allievi alla fine della lezione
9- Colore preferito: Arancione
10- Una bevanda che consiglia a tutti: Yogi Tea, mistura di varie spezie
Il Centro Yoga Satyananda lo trovate a Milano in Via Pergolesi, 9.
web: http://www.centroyogasatyananda.it/index.html – per info e scoprire i corsi attivi di Yoga e insegnanti di Yoga.
Fb: Centro Yoga Satyananda Milano
Namasté,
Vittorio Pascale | Responsabile Sezione Sesto Senso
Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano
Fondatore della pagina Fb: Yogamando
Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano
hai domande? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chi non si ricorda di Deannie, giovane liceale, bella e sfortunata, protagonista del miglior film drammatico di Elia Kazan?
Natalie Wood offre probabilmente in Splendore nell’erba la sua migliore interpretazione cinematografica, rendendo la pellicola un capolavoro e conquistando per sé una nomination come migliore attrice protagonista.
La pellicola è del 1961 e Natalie è al suo trentesimo film, avendo cominciato a recitare giovanissima in capolavori come Happy land, Il miracolo della 34esima strada, Sentieri selvaggi e Le colline bruciano e accanto ad attori del calibro di James Dean, Cary Grant, Clark Gable e William Holden.
Il successo di Natalie è decretato dalla sua indiscussa bellezza, ereditata dai suoi genitori russi, ma soprattutto dal suo tormento interiore che le fa sposare per ben due volte lo stesso uomo, intraprendere relazioni clandestine e improvvise e trasportare tutto questo, poi, sul grande schermo. Le interpretazioni della Wood sono tanto realistiche quanto verosimili e così Jude, la fidanzata del protagonista di Gioventù bruciata, interpretato da James Dean, diventa l’icona di buona parte delle adolescenti americane ed europee degli anni ’50, e fa conquistare all’attrice anche l’ennesima nomination agli Oscar, in una parallelismo tra realtà e finzione che rende Natalie una delle artiste simbolo della sua generazione.
Il 1961 è anche l’anno di West side story e la Wood fa praticamente il pieno di nomination e consensi, facendo contemporaneamente impennare le vendite di foulard colorati negli Stati Uniti tra le adolescenti, tutte emuli di Maria, la protagonista dell’indovinato musical.
Natalie è orami per tutti l’icona della ragazza Giulietta, la shakespeariana protagonista che ama disperatamente il ragazzo inviso dalla famiglia o che viene osteggiata dalla famiglia dello stesso.
La Wood è bella, tormentata e drammaticamente credibile in questi ruoli. Nessun’altra riuscirà a pareggiarla, nessuna riuscirà a ricreare sul grande schermo la Deannie di Splendore nell’erba.
Come succede, però, a tutte le grandi icone del cinema anche per Natalie la vita reale finisce con l’avere il sopravvento sulla finzione filmica e l’attrice muore misteriosamente annegata nel 1981 nella baia dell’isola di Santa Catalina mentre è a bordo del suo yatch insieme al marito, l’attore Wagner, e al loro comune amico, l’attore Christopher Walken.
L’attrice ha solo quarantatré anni e naturalmente la sua morte crea scalpore e sospetti.
Si parla insistentemente anche di "triangolo amoroso" tra lei, suo marito e Christopher Walken, una relazione finita appunto in tragedia a bordo dello yatch dei coniugi.
Venne aperta un’inchiesta ma le testimonianze di Walken e Wagner sull'incidente furono perfettamente coincidenti. E l’annegamento fu dichiarato come tragico incidente, fino al 2011 quando nuove informazioni sulle circostanze della morte della Wood riportano alla riapertura del caso. Gli investigatori incaricati del cold case però non trovano nuovi indizi e ricongelano il dossier. Ma i figli di Natalie non si danno per vinti e lo scorso gennaio fanno nuovamente riaprire le indagini sulla morte della loro madre.
Una nuova autopsia condotta sul corpo rivela così la presenza di lividi sulle braccia, sui polsi e sul collo, che fanno ipotizzare un'aggressione. Il medico legale però non si sbilancia. Gli enigmi e le ipotesi non possono ancora essere svelati né scioli e sulla morte dell’attrice icona degli anni cinquanta continua ad aleggiare l’ombra del più assoluto mistero.
© Copyrights by Nerospinto , Tutti i diritti riservati.