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Coppia vincente non si cambia.
Ritorna Paolo Sorrentino e per protagonista del suo ultimo film sceglie e si affida al bravissimo e versatile Toni Servillo. I due sanno come lavorare insieme.
Il regista lascia libera espressione alle superbe doti mimiche di Servillo, che lo ricambia impersonando ogni volta “maschere” del nostro tempo tanto realistiche quanto emozionali nelle loro luci e nelle ombre.
L’ultima pellicola di Sorrentino non fa eccezione e si merita completamente di rappresentare l’Italia all’ultimo Festival di Cannes, non solo perché il film è girato con sapienza e forza autoriale, ma perché mostra al mondo come sono gli italiani oggi, così come i grandi maestri del cinema di casa nostra facevano o si sforzavano di fare nelle pellicole degli anni ’50 e ’60.
Non a caso La grande bellezza ha come location dell’intera storia la città di Roma, la capitale eterna dove la politica si intreccia con le passioni individuali e pruriginose, il potere con la corruzione e il nichilismo, la carriera con il servilismo, l’inganno e il ricatto.
Cosa è cambiato da La dolce vita di Fellini? In apparenza nulla, in realtà tutto.
I personaggi di Sorrentino fingono solamente di divertirsi, recitano la loro “commedia umana” a vantaggio e privilegio degli stranieri che arrivano a Roma con il sogno della capitale italiana dove per le strade si respira l’arte e la cultura di una nazione in realtà impoverita e spenta nei valori e nelle azioni.
Toni Servillo è ancora una volta superbo perché ha imparato a non filtrare i tic e vizi dell’italiano tipo, ha capito che non serve nascondere sotto la recitazione le ombre e quelle piccole depravazioni che ogni giorno accompagnano politici, personaggi mondani e comparse del sottobosco della società italiana. È bene invece che tanto gli stranieri, quanto gli stessi italiani, guardino davvero in faccia la realtà.
Che fuori dall'Italia ci vedano per quello che veramente siamo e che da noi si capisca che non basta una camicia firmata e un locale alla moda per fare finta di essere migliori degli altri.
Servillo interpreta Jep Gambardella, giornalista della Roma che conta. A sessantacinque anni compiuti il suo fascino, la sua dialettica e i suoi rapporti con le persone più in vista lo rendono ancora un protagonista indiscusso dei salotti e dei locali più glamour in città. È un professionista affermato che si muove tra cultura e mondanità in una delle location più affascinanti e magiche del mondo. Roma è colta e brillante, segreta e misteriosa, meretrice e mamma. È un circo di nani e ballerine perennemente alla ricerca delle luci della ribalta, che ambiscono a conquistare la città eterna anche attraverso sotterfugi e squallidi compromessi.
I valori non esistono, o meglio, non sono importanti: quello che conta è l’apparenza del potere, dei privilegi per pochi, della bella vita condotta senza scrupoli o principi morali.
Accanto a Sorrentino, un cast di numeri uno che affiancano in modo mirabile e verosimile le gesta e il credo del protagonista. Bravissimi Carlo Verdone e Sabrina Ferilli, ma anche Giorgio Pasotti e la sempre sensuale Isabella Ferrari.
La grande bellezza merita di rappresentare l’Italia a Cannes perché non fa altro che narrare proprio noi italiani nel luogo capitale e principe di tutti i vizi e le bellezze nazionali.
Paolo Sorrentino, il regista commerciale più autoriale che si sia mai visto negli ultimi decenni.
Gli amanti del cinema sono avvisati: apre la XIII edizione del Milano International Film Festival che con i suoi titoli accattivanti non vi lascerà alcuna scelta per come passare queste prime serate di maggio.
A partire da oggi, infatti, le pellicole selezionate come possibili vincitrici del premio Cavallo di Leonardo verranno proiettate in tre location d’eccezione come il Palazzo Lombardia, la Manifattuta Tabacchi e il Cinema Beltrade. Milano si prepara ad ospitare registi, attori, produttori e pubblico per mostrare il meglio delle pellicole indipendenti attualmente in circolazione per quanto riguarda corti e lungometraggi. I titoli sono nuovi per il cinema italiano ma hanno già avuto grande successo all’estero.
Per dieci giorni in tutta la città si potranno vedere film, ma non solo: per gli amanti della “Milano da bere” ci saranno anche serate speciali come il red carpet per l’apertura e il green carpet per la serata che apre il weekend dedicato all’ambiente (5 pellicole che riguardano la sostenibilità ambientale).
E non è tutto: in parallelo al festival e concorso cinematografico viene riproposto il concorso di moda con tema il cinema MIFF STYLE-TAKE 1 che l’anno scorso ha visto partecipare numerosi designers italiani e stranieri. Il vincitore avrà la possibilità di far sfilare le sue creazioni durante la serata di premiazione del Cavallo di Leonardo.
La prima pellicola che sarà presentata è “No- i giorni dell’arcobaleno”, di Pablo Larrain. Già candidato agli Oscar 2013 come miglior film in lingua straniera, è la storia della campagna pubblicitaria che negli anni ‘80 fece tremare lo strapotere di Pinochet, dittatore cileno.
La serata inaugurale vedrà presente Eugenio Garcia, il vero pubblicitario protagonista della storia a cui si è ispirato il regista.
Per tutti consultare titoli, orari e luoghi di proiezione vi invitiamo a seguire la programmazione sul sito www.miff.it o a iscrivervi alla pagina Facebook Milan International Film Festival (MIFF) per essere aggiornati su tutti gli eventi collaterali alla manifestazione.
Il MIFF sarà cocktail di cultura e raffinatezza che potrebbe stupirvi nelle prime giornate (speriamo) calde di primavera.
Tutti pronti? Ciak, si gira!
Un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di fotografia: dal 10 al 12 maggio al Superstudio Più di via Tortona va in scena la terza edizione di Mia- Milan Image Art Fair, la prima e più importante fiera di fotografia in Italia, ideata e diretta da Fabio Castelli.
Tanti sono gli ingredienti che fanno di MIA Fair un percorso di conoscenza a 360 gradi della fotografia unico nel suo genere, a partire dalla sua natura curatoriale, all'innovativo format utilizzato, fino al ricco ventaglio di proposte ed espositori.
Nonostante sia una manifestazione fieristica legata alla promozione, valorizzazione e vendita di opere d’arte, dal 2011 l’evento viene interamente organizzato da un team di esperti del settore che si occupa sia della scelta delle opere, sia dell’organizzazione degli eventi collaterali.
Come nelle passate edizioni la selezione è stata curata dal comitato scientifico di MIA Fair composto da: 3/3 photography projects - Roma, studio di ricerca sull’immagine fotografica; Gigliola Foschi, curatrice e giornalista; Elio Grazioli, critico d’arte contemporanea e curatore; Roberto Mutti, curatore e critico fotografico; Enrica Viganò, curatrice, critica fotografica e organizzatrice di eventi legati alla fotografia.
L’unicità ed esclusività della manifestazione non è solo legata alle opere presenti, ma anche al format innovativo: ogni espositore propone i lavori di un unico artista, permettendo così al pubblico un percorso coinvolgente ed emozionante nel mondo di ogni fotografo.
Sulla scia del successo dello scorso hanno il progetto di Fabio Castelli si fa ancora più ambizioso.
Il pubblico potrà ammirare su una superficie di 8000 mq le opere proposte da 230 espositori tra gallerie, fotografi indipendenti ed editori specializzati, che giungeranno non solo dall’Italia, ma anche dall’Europa, dagli USA, dal Brasile e dall’Asia. La fiera proporrà, inoltre, un ricco programma culturale di convegni, presentazioni editoriali, workshop tematici e tavole rotonde su argomenti che spazieranno dalla storia dell’immagine, al sistema del mercato, fino al mondo del collezionismo.
Diverse sono le novità rispetto all’edizione precedente: “L’angolo del collezionista” con espositori specializzati in conservazione, valorizzazione, illuminazione e protezione delle opere; “Lavori a quattro mani”, l’area dedicata alla presentazione dei lavori in cui la creatività del fotografo si affianca alla sensibilità dello stampatore; “Codice Mia”, una lettura portfoglio inedita nel suo genere focalizzata sul mercato fotografico.
MIA Fair ospiterà la prima edizione del Premio “Tempo ritrovato”- Fotografie da non perdere, ideato da IO Donna, in collaborazione con MIA Fair, Eberhard & Co., il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo e col patrocinio di Regione Lombardia.
Queste le parole di Fabio Castelli all’indomani dell’apertura “Mancano pochi giorni all’inaugurazione di MIA Fair 2013. Abbiamo lavorato un anno intero per arrivare a questo appuntamento che ha l’ambizione di proporsi come un punto di riferimento per la fotografia in Italia. E non c’è stato giorno che non si siano cercati nuovi stimoli e nuove proposte per arricchire qualitativamente l’offerta della Fiera. Con l’aiuto di tutto il mio staff, spero di essere riuscito a offrire un’edizione di MIA Fair di qualità, all’altezza delle aspettative dei nostri espositori e del pubblico”.
Vi sentite incuriositi e stimolati? Andate al MIA Fair e immergetevi del mondo della fotografia, perché, come lascia intendere Fabio Castelli, non rimarrete delusi.
MIA Fair – Milan Image Art Fair 2013
Milano, Superstudio Più (Via Tortona, 27)
10-11 maggio dalle 11.00 alle 21.00/ 12 maggio dalle 10.00 alle 20.00
Ingresso:
Intero, € 15 - pass 2 giorni, € 21- ridotto , € 12- free entry bambini fino a 12 anni
Informazioni
tel. / Fax +39.0283241412 –
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.miafair.it
Ultimo dei vedutisti veneti dell'Ottocento, erede dei maestri come Antonio Canal (meglio conosciuto come Il Canaletto), Francesco Guardi e Bernardo Bellotto, a Guglielmo Ciardi viene dedicata una mostra alla GAM Manzoni. Centro Studi per l'arte moderna e contemporanea.
Fino al 31 maggio si potranno ammirare 25 opere dell'artista, provenienti da collezioni italiane ed estere, ripercorrendo, in ordine cronologico, la sua produzione.
Vero cantore delle magiche atmosfere della laguna, dei palazzi storici, delle calli, dei canali e dei territori circostanti, nacque il 13 settembre 1842 a Venezia e studiò all’Istituto di Belle Arti della sua città.
Uscito dall'accademia, si liberò dalle regole apprese negli anni di studio (senza dimenticare l'importante insegnamento del professor Domenico Bresolin) per ispirarsi esclusivamente alla natura, con una pittura dal vero e all'aperto, scegliendo i luoghi natali come soggetto: uno stile che risulta originale rispetto ai maestri del passato.
Nei suoi viaggi in Italia, incontra Telemaco Signorini, i macchiaioli, Diego Martelli e Nico Costa.
Con il quadro Messiodoro (1886) raggiunse la celebrità, vincendo la medaglia d'oro alle esposizioni di Nizza e Berlino, e fu acquistato dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.
Insegnò all’Accademia di Venezia dal 1894 fino alla morte, avvenuta nel 1917.
L'esposizione, curata da Francesco Luigi Maspes ed Enzo Savoia, è l'occasione per approfondire lo studio e la conoscenza dell'artista.
GAM Manzoni. Centro Studi per l'Arte Moderna e Contemporanea
Via Alessandro Manzoni, 45
Milano
tel. 02.62695107
Dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15 alle 19.00
Ingresso libero
A chiunque segua il panorama della musica indipendente italiana quello de La Tempesta Dischi è ormai un nome ben noto. Per i meno informati, si tratta di un'etichetta indipendente, o meglio, come i membri di questa grande famiglia amano definirla, “un collettivo di artisti che a qualcuno piace chiamare etichetta indipendente”, fondata a Pordenone nel 2000 dal bassista dei Tre Allegri Ragazzi Morti Enrico Molteni. Sempre per capirci, i membri di questa grande famiglia non sono i soliti parenti serpenti a cui siamo abituati a pensare. La zia, la nonna, il parente dall'America, lasciateli ai cenoni di Natale, qui si parla di esponenti della miglior musica underground del panorama italiano; Tre Allegri Ragazzi Morti, Il Teatro Degli Orrori, The Zen Circus, Le Luci Della Centrale Elettrica, Umberto Maria Giardini, Il Pan Del Diavolo, Massimo Volume, Il Cane…necessario continuare?
Ora, dal 2010 a questa parte, la suddetta grande famiglia ha cominciato a girare l’Italia armata di palco e strumenti e, ovviamente, degli “artisti della casa”. Tra le città già conquistate: Milano, Ferrara, Udine, Venezia e Roma. Quest’anno, alla settima edizione, La Tempesta sbarca a Padova, nella rinomata cornice dello Sherwood Festival, di cui sarà degna chiusura.
L’evento, che si chiamerà “La tempesta nella foresta”, avrà luogo Venerdì 12 Luglio nel parcheggio Nord dello stadio Euganeo. La line up è ghiotta, il prezzo davvero onesto (15 euro). Due i palchi allestiti sotto le stelle di luglio, tantissimi gli artisti Tempestosi che vi faranno capolino; Iori’s Eyes, Aucan, Fine Before You Came, Massimo Volume, Il Pan Del Diavolo, Giorgio Canali & Rossofuoco, Altro, Maria Antonietta, Umberto Maria Giardini, Bachi Da Pietra, Tre Allegri Ragazzi Morti, Ufo DJ set, La Maison Orchestra (busking around).
Allora, che si fa, aggiungi il tuo un posto a tavola?
Nel nuovo spazio AuditoriumExpo la mostra “Life: i grandi Fotografi”, una retrospettiva sugli autori e le immagini che hanno fatto della rivista Life un mito della fotografia internazionale, visitabile fino al 4 agosto.
Non è esagerato affermare che la rivista Life è stata il social network dei tempi che furono: una “gallery” aperta su vizi e virtù a stelle e strisce, ma anche grandi fotoreportage di guerra e sui cambiamenti sociali del secolo scorso. Lo sguardo inedito del cambiamento; come una finestra sul mondo, quando ancora la televisione non esisteva e varcare i confini territoriali era cosa da pochi e coraggiosi eletti.
Dal 1936 la rivista Life voleva “Vedere la vita, vedere il mondo” (il motto sul primo numero): mostrare ai lettori, attraverso gli occhi di grandi fotografi, le immagini del nuovo secolo. E così fu effettivamente, fino agli anni Settanta, attraverso istantanee di un'epoca irripetibile, opere uniche che travalicano il loro valore artistico, diventando icone di un'epoca.
Non a caso, i fotografi di questa rivista hanno impresso una svolta nella maniera di comprendere l’attualità, di vederla e di raccontarla attraverso immagini eccezionali. Gli anni Trenta della Depressione, gli anni Quaranta, la Seconda guerra mondiale, il difficile dopoguerra, il Vietnam.
Life: i grandi Fotografi è visitabile dal 1 maggio al 4 agosto nel nuovo spazio AuditoriumExpo. La mostra, una produzione Fondazione Forma per la Fotografia e della Fondazione Musica per Roma, in collaborazione con Life e Contrasto, conta di circa 150 fotografie di 99 tra i più grandi fotografi della storia: da Eisenstaedt a Bourke-White, da Mydans a Parks, da W. Eugene Smith a Robert Capa fino a Morse e a McNally con il recente servizio sul Ground Zero - una produzione inedita, “una retrospettiva ragionata ed emozionante sugli autori e le immagini che hanno fatto di Life un mito e un riferimento della fotografia internazionale”, messa a punto proprio per questa occasione.
Life. I grandi fotografi
Auditorium Parco della Musica - Viale Pietro de Coubertin 30 - Roma
Dal 01 Maggio al 04 Agosto 2013
Info: 06 80241574
Altri 21 nomi si aggiungono al già strepitoso cast del Balaton Sound, il Festival ungherese che con la scorsa edizione si è meritatamente aggiudicato il titolo di Best Medium-sized Festival of Europe. Tutto il mondo dell’elettronica e della dance music ha gli occhi puntati su quello che si annuncia come il più importante meeting dell’estate 2013, dall’11 al 14 luglio sulla spiaggia di Zamàrdi, lago Balaton. Il Balaton Sound negli ultimi quattro anni ha puntualmente registrato il sold out. Zoltán Fülöp e Norbert Lobenwein , i due direttori del festival, hanno dichiarato la loro grande soddisfazione per la line up di questa edizione.
"Consigliamo vivamente a chi vuol esser certo di venire a Zamàrdi, per tutto il festival, o solo per uno dei quattro giorni previsti, di acquistare per tempo i biglietti. Quest’anno la qualità dei programmi ha superato anche le nostre migliori aspettative."
ECCO LA LINE UP COMPLETA:
Prodigy, Bloody Beetroots, Justice, Steve Aoki, Calvin Harris, Axwell, Dada Life, Hardwell, Dixon, Amon Tobin, Brodinski., Wu Tang Clan, Armin van Buuren, Jamie Jones, Crystal Castles, Henrik Schwarz, The Advent, Iggy Azaela, Belzebass, Jan Blomqvist, Fairmont.
Oggi sono stati annunciati altri 21 nomi strepitosi: Avicii, Cee Lo Green, Fedde Le Grand, Solomun, Loco Dice, Dimitri Vegas & Like Mike, Kieran Hebden alias Four Tet, Curtis Alan Jones, alias Green Velvet, Seth Troxler, Miriam e Olivia Nervo, Magda, Hernán Cattáneo, Todd Terje, DJ Koze, Scuba, Tini, Gary Becks, Doctor P, FuntCase con MC Skydro, Bruno from Ibiza, Thijs van der Klugte e Bart Possemis.
Venerdì 12 luglio: Armin van Buuren, CeeLo Green, Seth Troxler, Nervo, Dada Life, Hardwell, Henrik Schwarz, Dixon, FuntCase & MC Skydro, Jan Blomqvist (live)
Sabato 13 luglio: The Prodigy, Steve Aoki, Axwell, Alesso, Jamie Jones, Dimitri Vegas & Like Mike, Hernán Cattáneo, Iggy Azalea, Bruno From Ibiza, Fairmont
Domenica 14 luglio: Calvin Harris, Fedde le Grand, Loco Dice, Four Tet (live), Magda, The Advent, Green Velvet, tINI, Amon Tobin pres. Two Fingers, Gary Beck
Raggiungere il Balaton Sound e le spiagge di Zamàrdi dall’Italia non è difficile, solo 440 km di autostrada da Trieste. Per info su ticket abbonamento, camping e giornalieri:
http://www.balatonsound.it/
Visto il crescente interesse del pubblico italiano quest’anno, in collaborazione con Live Scanner e Amo la musica, sono previsti pacchetti viaggio in autobus con partenze da ben 35 città italiane. Tutte le info sul sito:
http://www.livescanner.it/concerto/Balaton_Festival_2013/
Il Balaton Sound è una produzione Sziget festival ed è rappresentato in Italia da L’Alternativa. Uno dei migliori eventi per gli amanti della e-music in quest'estate 2013..non perdetelo!
Il documentario 'Fedele alla Linea', dedicato a Giovanni Lindo Ferretti, è stato presentato a fine Aprile al Bergamo Film Meeting e sarà nelle sale dal 10 di Maggio. Il film ripercorre la carriera di Ferretti, partendo dai grandissimi CCCP e dai successivi CSI fino ad arrivare ai sui lavori solisti, compreso il suo ultimo 'Saga, Canto dei Canti' che parla del rapporto tra uomo e cavallo.
Il regista Germano Maccioni si ispira per il titolo allo slogan del gruppo punk CCCP (uno dei gruppi fondamentali in Italia del genere), per raccontare un uomo carismatico che ha preso, lungo un cammino che iniziò nel 1982 con Massimo Zamboni, decisioni davvero stravaganti e in contraddizione tra loro. Esiste una linea di collegamento tra Carpi e Berlino per Lindo, iniziando con Lotta Continua e cantando con Amanda Lear, per poi comunicare a tutti , facendosi vedere anche al meeting di Comunione e Liberazione, che si riconosce negli insegnamenti di Papa Benedetto XVI e del presbitero don Giuseppe Dossetti.
Maccioni, classe 1978 e bolognese di nascita, introduce così questo suo lavoro: “Ritrarre un poeta contemporaneo tra i più carismatici e sfuggenti degli ultimi decenni[...]la complessità di un personaggio che ancora oggi riesce a scatenare sentimenti e opinioni contrastanti. Fedele alla lineaè un film in forma di dialogo, forte di un’alchimia che permette di intravedere quegli spazi, fisici e non, abitualmente celati e scorgere prospettive inusuali sulla persona.[...]Infine la Musica - dove è racchiusa l’essenza della sua opera - si impone e va oltre il concetto di colonna sonora dando forma ai pensieri e alle parole di Ferretti.”
Guardatevi, qui, il Trailer e date un’occhiata alle date e i luoghi per sapere dove andarlo a vedere:
http://www.fedeleallalinea.it/wordpress/film/proiezioni
Andrea Facchinetti
Marcello Mastroianni è probabilmente il più apprezzato attore italiano non solo nel nostro paese ma anche all’estero, soprattutto per le sue interpretazioni nelle commedie degli anni ’50 e ’60, riuscendo ad adattarsi ai diversi generi cinematografici mantenendo i tratti caratteristici della sua personalità.
Dotato di un talento straordinario è passato attraverso tutti i generi del cinema, regalandoci una lunghissima filmografia e ottenendo anche molti riconoscimenti, tra cui tre nomination all’Oscar,
due premi come Miglior Attore a Cannes e un Golden Globe nel 1963 per ‘Divorzio all’italiana’.
Svariate volte ha ricevuto il David di Donatello e il Nastro D’Argento e nel 1990 il Leone D’oro alla carriera.
Nato a Fontana Liri, in provincia di Frosinone, nel 1924, all’età di nove anni si trasferisce con la famiglia a Roma, dove consegue il diploma di perito edile. Inizia a lavorare come comparsa in alcuni film e prende le prime lezioni di recitazione.
Nel 1946 intraprende una fortunata stagione teatrale sotto la regia di Luchino Visconti, recitando accanto a grandi attori e imparando i trucchi del mestiere, ed è qui che conosce Flora Carabella, sua futura moglie, con la quale avrà una figlia prima della fine del matrimonio nel 1970. Avrà anche un’altra figlia dalla relazione con Catherine Deneuve.
La fama internazionale gli viene dal cinema, soprattutto con ‘Divorzio all’italiana’ di Pietro Gerrmi nel 1960, seguito dai due capolavori di Federico Fellini, ‘La dolce vita’ e ‘8½ ‘, che gli permettono di dimostrare la sua grande versatilità e indiscussa bravura, e lo portano ad apparire sulla copertina del Time.
Collabora con molte donne bellissime, straniere e italiane, ma solo con Sophia Loren trovera una vera intesa, formando una delle coppie artistiche più acclamate nella storia del cinema. Insieme realizzano dodici film e ogni lavoro insieme sarà molto importante per la carriera di entrambi e per la storia del cinema italiano.
Nel 1961 il regista Michelangelo Antonioni lo dirige in ‘La notte’ e subito dopo gira ‘Amanti’ di Vittorio De Sica, con Faye Dunaway, con la quale avrà anche una breve storia sentimentale e negli stessi anni recita in alcuni film inglesi, dimostrando una notevole conoscenza della lingua, ma non riuscendo comunque a liberarsi del suo accento dialettale.
Negli anni ’90 lavora soprattutto all’estero con grandi autori del cinema internazionale.
Durante la lavorazione del suo ultimo film ‘Viaggio all’inizio del mondo’ di Manoel de Oliveira riassume la sua vita in una lunga auto-confessione che da molti è considerata il suo testamento spirituale.
Colpito da un tumore al pancreas, nel 1996 muore nel suo appartamento a Parigi, lasciano alle generazioni future le sue brillanti interpretazioni che non finiranno mai di ammaliare e affascinare spettatori di ogni parte del mondo.
Per Robert Doisneau - uno dei più grandi maestri della fotografia europea del Novecento- non sembra affatto un problema trattenersi dallo stare in un tempo magro e sgarbato come quello di una Parigi in fiore nella quale è proprio l’ attimo desiderato e non calcolato a sospendersi in una serie di scatti gonfiati da mani, occhi, corpi, espressioni.
“ In una città in cui tutto è in movimento, non è semplice contrastare l’istinto gregario. Bisogna avere il coraggio di piazzarsi in un punto e di restarci immobili: e non per qualche minuto, ma per un’ora buona, magari anche due. Bisogna trasformarsi in una statua senza piedistallo, ed è buffo, in quei casi, vedere fino a che punto si riesca ad attirare i naufraghi del movimento.
« Avrebbe mica un cavatappi? »
« Parla francese? »
« Ha visto per caso un cagnolino bianco con un guinzaglio rosso? »
Rispondo sempre con cortesia squisita, sebbene mi secchi essere disturbato: per vedere bene ci vuole un minimo di concentrazione.
Vedere, a volte, significa costruirsi, con i mezzi a disposizione, un teatrino e aspettare gli attori.
Aspettare chi?
Non lo so, però aspetto.
Io spero sempre, e quando uno ci crede con forza è difficile che qualcuno non finisca per arrivare.
Dopodiché la messa in scena viene improvvisata all’insegna della fugacità. Per essere leggibile, un’immagine deve assumere la forma di uno di quei segni utilizzati fin dalla notte dei tempi dai preti, e solo da poco dalla segnaletica stradale.
Può darsi che tutto questo vi sembri leggermente oscuro.
Si tratta di una deliberata manovra per dimostrarvi quanto possa essere delicata la pratica della fotografia […]“
E’ “Paris en liberté” la mostra che avrà luogo negli Appartamenti Storici del Palazzo Reale della Reggia di Caserta fino al 23 Settembre nella quale saranno raccolte duecento fotografie originali, rigorosamente in bianco e nero, scattate proprio da Doisneau nella Ville Lumière tra il 1934 e il 1991. Gli scatti di sessant’anni di carriera non seguono un ordine cronologico preciso. Sono accostati per temi, per prospettiva , punti di vista e tutti trattengono consuetudini o dettagli riparati da una bellezza senza fissa dimora . Diceva : “ Desidero un mondo di grazia “ oppure “ La bellezza, per commuovere, dev’essere effimera. […]”
Le strade della capitale francese gli suggeriscono un intruglio di figure e luoghi che egli attraversa con occhi disusati separandosi dagli screzi dell’abitudine e che con geniale misura ha interpretato attraverso uno stile fotografico complice, istruito e confidenziale. La natura artistica dei suoi scatti consiste nell’avvicendarsi di uno scenario quotidiano di cui consegna i tratti più comuni servendosi soprattutto della pazienza e del dinamismo che lo contraddistinguono. La fortuna è il tratto casuale a cui l’artista si consegna per guadagnare consistenza in un’attesa che gestisce con invenzione al fine di rendere partecipe lo spettatore di una Parigi che ha vissuto e che tende ad ingrandire valorizzandone l’umanità osservata attraverso una prospettiva piuttosto pragmatica.
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