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Girovagando per via Tortona durante l’ultimo fuori salone, tra riviste indipendenti e artisti vari ed eventuali, i miei occhi vengono attratti da uno stand pieno di copricapi, bracciali, borse e accessori di ogni tipo.
Mi metto a curiosare per conto mio e mi rendo conto che tutti quegli oggetti che credevo fossero realizzati in pelle, erano in realtà fatti di PVC, gomma e altri materiali plastici, si trattava di copricapi che sembravano creati sull’orma dei costumi di Star Wars o attualizzazioni di vesti egiziane. Tra le varie cose, scorgo una “corona di spine” realizzata in gomma e poi guanti, papillon, collane, bracciali e qualche borsa. Di lì, il mio interesse aumenta e poco dopo mi si presenta Cristian Dorigatti, il giovane creativo, designer di quegli oggetti, iniziamo a chiacchierare e scopro che non proviene da una delle famose scuole di moda milanesi, ma che ha studiato comunicazione visiva e design e che è giunto alla moda e in particolare agli accessori, dopo un lungo e variegato percorso artistico, spaziando dalla fotografia alla scrittura, dalla performing art alla pittura. Si definisce più un artigiano che un designer, le sue creazioni sono interamente fatte a mano e questo fa sì che siano riproducibili, certo, ma che la manualità con cui vengono realizzate renda ogni pezzo unico. I suoi gioielli hanno un che di scultoreo e contemporaneamente di spirituale, a parte la corona di spine, vi è un forte rimando alle divinità egizie, azteche e buddiste. Scopro parlandoci che nella sua moda, oltre che attenzione all’estetica, c’è anche una impronta di tipo concettuale, mi racconta di due sue collezioni, in particolare Thank You Nature e Thank You History, in cui, per creare un legame ancora più forte con la collezione stessa, decise di utilizzare unicamente gomma naturale. Nella prima aveva creato con questo materiale, oggetti ispirati a nidi, alveari e fascine di legno, nella seconda, invece si era ispirato a diversi periodi della storia per arrivare a produrre oggetti che fossero “espressione di un suggestivo viaggio fatto di emozioni e ricordi”.
Per chi fosse interessato al suo lavoro, i gioielli e i vari accessori di Cristian Dorigatti sono venduti qui a Milano da Cloister in Via Alessandro Manzoni 30, qui di seduito il suo sito con le foto delle sue collezioni e tutti i suoi recapiti.
http://www.cristiandorigatti.com/
Il 16, 17, 18 maggio il Toilet Club vi aspetta per l'ultimo imprendibile appuntamento prima di iniziare la stagione estiva, che partirà dal 7 giugno al Chiringuito Forlanini, all’interno dell’omonimo parco. Giovedì 16 maggio alle ore 22.00 Antibagno La Fosca presenta Andrea Amici (The Melancholic Djset) & Nancy Posh.
L'Antibagno del Toilet è ormai diventato un momento di decompressione tra la noia della settimana e la follia del weekend: questo appuntamento, più di qualunque altro, sarà un limbo tra questi due estremi, un purgatorio tra l'inferno e il paradiso. Ospite della Fosca sarà Andrea Amici (The Melancholic Djset), l'inventore delle serate tristi, quello che invita ai suoi appuntamenti ma consiglia di non andare, colui che con le sue selezioni musicali ricorda che si sei uscito per dimenticare tutto ma la realtà nuda e cruda aspetta comunque ancora a casa.
https://www.facebook.com/events/461325053943253/
Venerdì 17 maggio alle ore 22.00 Cool kids can't die presenta Occhio malocchio prezzemolo e… finocchio* // Giornata Internazionale contro l'omofobia e la transfobia.
L’Unione Europea ha indetto per il 17 maggio di ogni anno la Giornata internazionale contro l’omofobia (risoluzione del Parlamento Europeo del 26 aprile del 2007) ossia contro ogni forma di atteggiamenti pregiudiziali basati sull’orientamento sessuale. La giornata rispecchia i principi costitutivi sia dell’Unione Europea sia della Costituzione italiana: il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, l’uguaglianza fra tutti i cittadini e la non discriminazione.
https://www.facebook.com/events/200622630061472/
Sabato 18 maggio alle ore 23.30 Polyester presenta Bizzarre love triangle, closing party.
Ultimissima serata! Per l'occasione il Toilet Club ha invitato due amici, per una chiusura di stagione memorabile! In consolle ci saranno Black Candy, Dj Donut, Zialollo e Dj Ziggy. E per l'ultimo appuntamento c'è una speciale offerta con shot fino all'1.00 e tutti i drink a 5 euro.
https://www.facebook.com/events/580392455328902/
Toilet Club via Lodovico il Moro 171, Milano
Ingresso gratuito con tessera Arci, Arcigay, Arcilesbica, FISP Non hai la tessera? Richiedila qui: www.circolotoilet.it/tessera
Info: www.toiletclub.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sembra sia vero, a otto giorni dall'uscita, il nuovo album dei Daft Punk è stato messo online.
Ed ecco a voi l'album più atteso del 2013.
Non mi dilungo, mi butto sul divano e ascolto. Fatelo pure voi!
UPDATE: ovviamente stanno cercando di cancellare le tracce da internet (non ci riusciranno mai) quindi il link qui sotto potrebbe non funzionare da un momento all'altro. Ovviamente googlando con un poco di impegno il torrent si troverà sicuramente!
UPDATE 2: (Ci sono riusciti!) Hanno tolto lo streaming su soundcloud, ma hanno anche messo a disposizione (legalmente) lo streaming dell'intero album su Itunes, basta cliccare qui!
Nei prossimi giorni, speriamo, un articolo più completo.
Anche quest'estate gli spazi del Magnolia spalancano le porte per accogliere diversi eventi musicali che ormai da qualche mese iniziano a far mettere svariate note in agenda, ma quello che vi segnaliamo adesso è qualcosa di nuovo, una proposta diversa dal solito, insomma un altro festival, anzi “Unaltrofestival”!
Questa manifestazione di due giorni che si svolgerà negli spazi ARCI del circolo alle porte di Milano il 09 e 10 Luglio è alla sua prima edizione ed è pronto a stupirci con entusiasmanti live.
La prima headliner dell'evento segnalava due nomi importanti dell'attuale panorama musicale internazionale, rispettivamente: i Lumineers il 09 Luglio, e i Tame Impala il 10, ma le novità non finiscono qui.
Vanno infatti ad aggiungersi alla lista dei gruppi dell'evento i Daughter e Willy Mason.
I primi sono un gruppo importante della scena inglese indie folk, formatosi nel 2010 e che dopo diversi demo hanno recentemente pubblicato il loro primo disco d'esordio: If you leave.
Willy Mason invece debutta nel 2004 all'età di 19 anni, cresciuto nel Massachusetts dove fin d piccolo ha coltivato la sua grande passione per la musica, trova la sua possibilità dopo il liceo trasferendosi a New York.
Lo scorso Gennaio è uscito il suo terzo album Carry on, che è già un successo oltreoceano ed il palco del Magnolia è pronto a dargli conferma!
La lista dei grandi artisti che parteciperanno continuerà ad aumentare nei prossimi giorni, come del resto la nostra curiosità per quello che si prospetta essere un festival anticonvenzionale, internazionale, fuori dagli schemi e dalle strette maglie dei generi musicali. Tutta un'altra storia.
Prezzo:
Biglietto per una giornata 20 euro + d.p.
Luogo:
Milano
Circolo Magnolia
Via Circonvallazione Idroscalo, 4120090 – Segrate (MI)
Sul Lago di Como, la notte si colora di “Pink”!
Girls’ Night Out, il format lanciato dalla giovane realtà News-Eventicomo, giunge alla sua quarta serata con uno speciale evento dedicato a al popolo femminile.
L'appuntamento è per giovedì 16 maggio dalle 20.00, presso la Boutique in Via Regina 22.
Nella cornice del Caffè Posta di Cernobbio, che per l’occasione, inaugura la stagione estiva con l’apertura del garden, va in scena una POP FASHION NIGHT all’insegna delle tendenze colori della Primavera-Estate 2013. Ospiti dell’esclusivo evento sul Lago di Como, tre giovani realtà dedicate a Fashion & Beauty!
Fashion Show con la Boutique Via Regina 22: “modelle per una notte” sfileranno con i trend della Primavera, Samantha’s Studio di Cernobbio presenterà le acconciature in voga in questa estate 2013 insieme a Mary Estetica, che regalerà a tutte le clienti una manicure con i colori estivi, arancio, giallo, rosa, azzurro… Un’arcobaleno di colori per una notte esclusiva!
Una serata all’insegna del colore e del sound di Divi Dj da BM Radio. Un viaggio nella musica house attraverso i successi del momento. GIRLS’ NIGHT OUT regala emozioni e sorprese: premi in palio per le ragazze che parteciperanno alla Pop Fashion Night!
Pink Night uniche ed originali dove protagonista è sempre la Donna!
Essendomi recato a Roma per il concerto di Mac DeMarco il 29 Aprile, non ho resistito e ho passato una fin troppo poco piacevole giornata in piazza S. Giovanni per il concerto del 1° Maggio.
Non che mi aspettassi niente di che, ma nulla faceva presagire, alle 10 del mattino, un concertone disagiante a tali livelli.
E’ inutile soffermarsi sulle capacità di sobillazione masse di Geppi, effettivamente ne era perfettamente in grado.
Il problema di fondo era il bassissimo livello artistico del concerto in generale e, soprattutto, l’intenzione del fruitore medio dell’evento: fumare marijuana o hashish, bere vino scadente, urlare, partorire turpiloqui degni di una partita Milan-Inter.
A prescindere dalla folla, su cui ci soffermeremo più avanti, è bene analizzare un attimo lo scarso livello delle Guest: a parte “Marta sui tubi” e “Ministri”, l’apice dello sconvolgimento è stato raggiunto da “Renzo Rubini” e dalla sua “Amami uomo”. Non essendomi curato affatto del “festival di Sanremo”, mi era sfuggito questo brano pseudo-pornografico totalmente privo di velleità artistiche che la critica ha avuto il coraggio di definire “musica”. Sconvolto, ho optato per il vino.
Per quanto concerne la restante parte degli artisti, ho avuto molta difficoltà ad ascoltarli, causa confusione, omini senza maglietta che trascinavano carrelli colmi di birre ghiacciate che poco si curavano di calpestare i piedi del prossimo, fiumane di gente che, per qualche oscuro motivo, continuavano a camminare senza meta alcuna e così via.
Per quanto riguarda l’umanità presente nella piazza. Le scene catartiche sono state molteplici, ma le immagini di pura apoteosi sono state le seguenti:
Gentil donzella con t-shirt con stampa: “Senza T-shirt sono ancora meglio”; Seconda performance del sopracitato Renzo Rubini: Versione Ska del canto ecclesiastico “Osanna eh”; Un capannello di Emo/Scene Queen/King, ero convinto si fossero estinti, che mi fissava senza remore; Un gruppo di decerebrati, davvero molto molto nutrito, anche troppo, che ha iniziato all’improvviso a cantare un improbabile coro da stadio: “Poroppoppò, solo per un pom**no però…”.
Insomma, sconvolto da cotanta mancanza di cultura e intelligenza, mi sono diretto verso l’adiacente Colosseo, per dare uno sguardo alla famosa Gay street.
Che dire, cinquecento metri di strada, due bar in croce, il più famoso, tale “Coming out”, nome più scontato e triste non si era mai visto, omosessuali che sorseggiavano cocktails fissando senza ritegno i passanti, omosessuali che non osavano addentrarsi nel resto della città eterna.
Traduzione: un ghetto.
Per concludere vi esorto ad evitare come la peste la gay street ma, soprattutto, se decidete di recarvi a Roma per il concertone, evitate anche il concerto. Visitate i fori, piuttosto, almeno non sprecate una giornata.
Joanne Woodward diceva: “le mie figlie sono più belle di me? Certo, mio padre non è Paul Newman”. Ovviamente lo diceva con tutto l’orgoglio di madre e di una donna che se pur molto bella, e attrice apprezzata a sua volta, era riuscita a far innamorare e anche a sposare l’uomo più sexy e desiderato del pianeta.
Sono i primi anni Sessanta, la rivoluzione è alle porte e Newman e la Woodward sono la coppia più bella di Hollywood ma anche del cinema di quegli anni, tanto che i responsabili della 66esima edizione del Festival del cinema di Cannes hanno deciso di omaggiare Paul Newman e i suoi film scegliendo come immagine la locandina di Il mio amore con Samantha, pellicola del 1963 che il bell’attore americano interpreta proprio al fianco di sua moglie Joanne.
L’omaggio al divo più divo del cinema mondiale è del tutto giustificato perché Newman non è stato solo il sogno proibito di quattro generazioni di donne ma anche il più intelligente e moderno degli attori della sua epoca. Ciò che lo ha caratterizzato, oltre ai suoi meravigliosi occhi e alla sua faccia da angelo, è stata la capacità di scegliere solo copioni e pellicole adatte a lui.
Non si è fatto incantare da ingaggi facili e da contratti milionari e non si è scoraggiato neppure quando per tutto il periodo degli anni ’50 James Dean e Marlon Brando gli hanno rubato tutti i ruoli da protagonista nei film che a lui sarebbe piaciuto interpretare.
I rivoluzionari e indimenticabili anni Sessanta lo vedono, però, protagonista indiscusso delle pellicole di maggior successo del tempo: Lo spaccone, Nick mano fredda, Il sipario strappato, Le avventure di un giovane, Detective’s story, Intrigo a Stoccolma. Un trionfo dopo l’altro una Nomination dopo l’altra. Newman vola sulle ali dell’affermazione assoluta come attore, come sex symbol e come immagine del divo americano per definizione. Gira spot pubblicitari, alcuni anche al fianco della bella moglie Woodward, fa innamorare di se i maggiori stilisti del mondo e fa vendere decappottabili.
Sembra che Paul sia il tipico fenomeno di costume di un’epoca, il bello che quando non sarà più considerato giovane e attraente verrà delegato in ruoli e comparse di secondo e terzo ordine dall’industria del cinema internazionale. Newman però non ci sta e forte dei successi conquistati e della maturità interpretativa acquisita si propone e viene scelto per i film più belli e importanti degli anni Settanta e Ottanta. Tanto da meritarsi un Oscar alla carriera nel 1986 e un Oscar come miglior attore protagonista nel 1987 per il sequel de Lo spaccone.
Paul Newman è un attore sempre più bravo e sempre più impegnato anche nel sociale. Insieme allo scrittore Hotchner, nel 1982 fonda la "Newman's Own", un'azienda alimentare specializzata in produzioni biologiche i cui ricavati che ammontano a centinaia di milioni di dollari vengono devoluti in beneficenza per scopi umanitari ed educativi e che nel 1994 gli fa ricevere il Jean Hersholt, un particolare premio Oscar per contributi a cause umanitarie.
Tra gli anni ’90 e il 2000 arrivano pellicole come Le parole che non ti ho detto, Era mio padre, La vita a modo mio dove Newman è perfetto come attore maturo, con le rughe e i capelli bianchissimi. Attraente e meraviglioso come sempre. Tanto che tra pellicole impegnate, famiglia sempre più unita e numerosa e responsabilità nel campo della beneficenza dichiara: “questa storia dell’essere sexy è una delle cose più ridicole che potevano capitarmi”. Parole di un ultraottantenne che ha preso dalla vita, dall’amore e dal cinema tutto quello che di meglio potevano offrirgli ma che fa anche comprendere quanto lavoro e impegno ha dovuto metterci per dimostrare al mondo intero che Paul Newman era un vero uomo anche e soprattutto fuori dagli studio hollywoodiani. Il Festival di Cannes 2013 lo omaggia con documenti, immagini e film tra i più significativi; una scelta intelligente e che permetterà alle adolescenti di oggi di comprendere come era davvero un divo di Hollywood.
Tra i molteplici atteggiamenti che rubiamo dalla sala di pratica uno a cui tengo particolarmente è la consapevolezza, punto sul quale, molti dei maestri che ho intervistato ( es. Sw. Virananda o la mia maestra di Yoga Manuela Leoni) hanno posto un accento decisamente “accentuato” .
Ma cosa si intende per consapevolezza?
Facciamola breve: sapere esattamente cosa si sta facendo o dicendo coordinando armonicamente la mente con il corpo. “ Eh, facile”...iniziamo a pensare. Ma andiamo un attimo oltre. Abbiamo la sicurezza che tutto ciò che diciamo sia assolutamente e consapevolmente sotto il nostro controllo? Quante volte agiamo seguendo in automatico il modello ON-OFF di un interruttore elettrico? Ammetto che, oggigiorno, siamo tutti un po' lobotomizzati e in modalità pilota automatico. Basta pensarci e rifletterci: è il primo passo verso la consapevolezza che abbraccia azioni e parole; e che comunque dovrebbe estendersi anche in azioni inconsapevoli come il sonno, durante il quale, in teoria, noi non agiamo. Vi rimando, in questo caso, e per approfondimenti, all'articolo “Il bello (finto) addormentato: Lo Yoga Nidra o sonno consapevole.
La mente si coordina con il corpo: un elemento non-concreto e invisibile agisce con un elemento concreto e tangibile che ha in sé il set completo dei 5 sensi. E' questo che fa lo Yoga ponendosi come lo “start” del viaggio verso la consapevolezza. Ovvio, dopo una lezione non si vedono gli effetti nella nostra vita quotidiana della pratica; un po' come pretendere che un medicinale sia un “pronti, via, assunto, malattia passata”. Ogni cura, breve o lunga che sia, ha il suo tempo di fioritura e osservare la sua evoluzione con pazienza e costanza fa sbocciare in noi altre qualità utili da riversare nella quotidianità.
Tuttavia, posso assicurare, che dopo la prima lezione di Yoga si esce leggeri, rilassati ma “stanchi” allo stesso tempo. Perché? Oltre all'utilizzo di fasce muscolari che non pensavamo neanche di avere, e che si rispolverano come le vecchie argenterie della nonna, il punto focale della stanchezza mentale e fisica è proprio la circostanza di essersi trovati a dover far collaborare la nostra capoccia con il sistema muscolare per raggiungere un Asana. E non è una questione da poco perché si tende a considerare il corpo e la mente come due entità separate che non hanno nulla in comune: peccato che la mente risieda nel nostro corpo da quando siamo nati e normalmente la si lascia “cazzeggiare” un po' troppo. Non ci si rende conto, invece, che la mente non è altro che un corrispettivo di un braccio o di una gamba, un arto: quindi quando non c'è bisogno di utilizzarla semplicemente si lascia a riposo...ma tutto ciò accade? Normalmente no.
Iniziando a prender atto della felice collaborazione che ci può essere tra il corpo e la mente si inizia poco a poco a rendersi conto di cosa sia la consapevolezza rubandola dalla sala di pratica e portandola via via nella nostra vita. Si comincia a osservare consapevolmente, a camminare consapevolmente, ad agire consapevolmente e a compiere molte altre azioni a cui posso abbinare la parola “consapevolmente”. La mente è più allineata e snella e tende a non ingolfarsi diventando un elefante in uno spazio di 1 cm quadrato. Il corpo si muove con più disinvoltura ed eleganza poiché, durante una Sadhana (pratica Yoga), lo sfidiamo mettendo a nudo le nostre paure di muoversi o assumere determinate posizioni, gioendo anche del limite superato o del raggiungimento di un grado di osservazione più profondo del sistema muscolare o respiratorio.
Riappropriandosi del corpo, il primo strumento che in assoluto controlliamo, ma che paradossalmente muoviamo in automatico senza cognizione di causa, non è altro che l'effetto di agire con una consapevolezza che concilia corpo e mente. La mente collabora con una qualità diversa con il corpo e quest'ultimo ci libera da limiti o da blocchi che di solito ci autoimponiamo per assurde e inconsistenti idee di non riuscire a fare determinate cose.
Riprendendo la natura etimologica della parola Yoga, “unione”, il processo che mette in atto la consapevolezza è proprio questo: unire il corpo assieme alla mente facendo tornare l'essere umano ad essere un unicuum continuo. Un insieme omogeneo e non un minestrone che ribolle e trapela da una pentola a pressione pronta a scoppiare da un momento all'altro: c'è sempre stata una bella differenza tra minestrone e passata di verdure!
Lasciando la pratica dello Yoga sfidatevi in questo modo: provate, da quando vi svegliate a quando andate a dormire, a pensare e a rendervi conto di ogni azione che fate: dal prender il caffé al percorso che fate andando a lavoro, a quando camminate, ecc ecc. Alla fine della giornata la mia domanda è: siete riusciti a mantenere una consapevolezza costante delle vostre azioni e parole senza cadere in automatismi o perdervi a un certo punto? Tutto ciò è alquanto stancante, no? (Nel Buddhismo questo esercizio viene chiamato “meditazione consapevole”).
Namasté, Vittorio Pascale
Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano Fondatore della pagina Fb: Yogamando Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano hai domande? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Allergie,sinusiti, raffreddori, riniti, asma, emicrania, febbre da fieno, accumuli di muco sono purtroppo problemi ricorrenti e fastidiosi in particolare in alcuni periodi dell'anno. Ancora una volta la cultura ayurvedica indiana ci viene incontro con un rimedio naturale molto potente.
Il lavaggio nasale è un trattamento che si può far da soli tutti i giorni come pratica quotidiana e che se fatto in maniera ricorrente e d'abitudine elimina completamente tanti dei problemi che abbiamo elencato. Questa pratica nasce appunto in India ed è ben nota a chi pratica yoga e che quindi necessita di dover e poter respirare bene. In realtà il "Jala neti", appunto in sanscrito "pulizia nasale" è svolto normalmente da tutti in oriente per mantenere le vie aeree pulite e aperte e per prevenire allergie e quanto sopra già citato.
La lota è lo strumento che viene utilizzato per la pulizia, ha un costo irrisorio e può essere usata anche dai bambini. La lota è come una piccola teiera con un beccuccio allungato e si prepara riempiendola con dell'acqua tiepida (non calda!) ed un cucchiaino di sale fino. A questo punto, davanti al lavandino o ad una bacinella si infila il beccuccio in una narice, ci si piega leggermente in avanti e si ruota la testa verso il braccio che regge la lota. L'acqua per gravità entrerà nella narice, percorrerà tutto il canale nasale ed uscirà dall'altra narice. Una volta versato metà del contenuto dell'acqua nella narice si procederà a ripetere il tutto nell'altra narice. Terminata questa pratica si rimane piegati leggermente sul lavandino in modo da far fluire tutta l'acqua residua. A questo punto potrebbe essere utile espirare in maniera forte e ripetuta dal naso per agevolare l'uscita di eccessi di liquido ancora presenti all'interno. Verrà naturalmente da soffiarsi il naso, agevolate il tutto. Nonostante l'immaginario comune non esiste la sensazione di soffocamento o fastidio. Il decorso dell'acqua è naturale e semplice e per niente invasivo.
Questa operazione, come già detto se fatta d'abitudine previene allergie, asma e tutti i problemi che coinvolgono il sistema respiratorio e può essere, in giornate critiche, ripetuta diverse volte al giorno. Il naso rimane pulito in profondità e già da subito se ne sentiranno i benefici.
Questo lavaggio viene consigliato anche da medici anche se spesso consigliano di fare il tutto con una siringa senza l'ago quando non conoscono il trattamento originale. In farmacia sono vendute soluzioni saline per i lavaggi ma l'acqua che usiamo in casa e il sale fino vanno benissimo e sono più economici.
In commercio la lota si trova in svariate forme, colori e materiale. Il mio consiglio è quello di procurarvi una semplice lota di plastica in quanto potete portarla con voi anche in viaggio senza il rischio che si rompa durante il trasporto. La si può trovare generalmente in qualunque centro yoga o nei negozi dove vendono prodotti etnici orientali ed in media il costo non supera i 10 euro.
Di seguito un video dimostrativo molto semplice e chiaro per la corretta esecuzione del lavaggio.
WWW.MASSAGGIMILANO.IT
Piazza Medaglie d’Oro, uno di quei giorni piovosi che ultimamente Milano ci riserva un po’ troppo spesso: è lì vicino, all’inizio di Corso Lodi, che ho appuntamento con l’ispettore Crespo…o meglio con il suo ideatore, Gianluca Veltri.
Dopo il successo del noir meneghino “L’Odore dell’Asfalto” (Nobeer 2011), ecco la seconda indagine dell’ispettore Crespo: “La dimora del Santo” (Happy Hour Edizioni ). Era ora, Crespo ci è mancato in questi anni e il suo ritorno non delude, anzi convince più di prima.
Sarà che sono interista come lui e come Gianluca Veltri (non a caso “Crespo” è il soprannome dato all’ispettore Leonardo Marazzuti in virtù della somiglianza con l’ex attaccante dell’Inter), ma ne “La dimora del Santo” il personaggio ha una maturità e uno spessore che lo rendono più credibile e umano. Certo non manca un pizzico di disincanto e fragilità che in “L’Odore dell’Asfalto” non c’era, ma è il segno dei tempi non facili che anche Milano e i suoi abitanti sono costretti ad affrontare.
In una città colpita dalla crisi economica, non servono supereroi, ma persone che sappiano rimboccarsi le maniche e sporcarsi le mani. Restano invece i titoli dei capitoli che indicano la zona della città in cui si svolgono le avventure dei protagonisti, nonché Aurora, la splendida fidanzata di Crespo dal passato torbido, e Fulvio, lo sventurato fratello dell’ispettore.
Prostituzione, droga, usura, gioco d’azzardo, violenza, questi gli ingredienti del noir che mettono in evidenza il lato più squallido di una società in cui i valori sono in crisi, mentre sarà il dubbio a mettere alla prova l’amore tra Crespo e Aurora. E’ lo stesso Gianluca Veltri a parlarcene.
Come sono cresciuti in questi anni l’ispettore Crespo e Gianluca Veltri?
Siamo cresciuti insieme in questi tre anni: io mi sono sposato e sono diventato padre e ovviamente il mio personaggio è stato influenzato dalla mia crescita personale e dalla mia maturazione. Oltre a ciò, in La Dimora del Santo troviamo un Crespo più tagliente e arrabbiato rispetto a L’Odore dell’Asfalto, dove invece era a suo modo romantico e in questo secondo romanzo l’uomo prende il posto del supereroe.
A fare da sfondo alla storia, c’è ancora la relazione tra l’ispettore e Aurora?
Si, la relazione c’è ed è sempre turbolenta; d’altronde è una storia che mi diverte e diverte anche i lettori tant’è vero che dopo L’Odore dell’Asfalto in molti mi hanno chiesto che cosa sarebbe successo fra loro e se la loro relazione sarebbe continuata. Aurora peraltro è un personaggio che mi piace molto e mi piace il senso che dà alla vita di Crespo per cui ho deciso di dare un seguito alla loro storia.
Lo spunto per questo secondo romanzo dove è nato?
Lo spunto è nato prevalentemente dall’aggravarsi della crisi economica, infatti in questo noir c’è una Milano umiliata dalla crisi, per nulla romantica o poetica, ma zoppicante e malinconica, niente a che vedere con la “Milano da bere” del passato. Ovviamente anche la vita dei milanesi è cambiata per cui nel romanzo si parla di giri di denaro poco puliti e di come la crisi influisce sulle persone.
Finisce qui il mio incontro con Gianluca Veltri, patron a perfetto agio nel suo atelier Anadema Haircut dove l’arte e la letteratura hanno un posto di primo piano così come l’accoglienza, lo lascio, ospitale e sorridente, ai suoi clienti. E’ tutto per ora… alla prossima ispettore Crespo!
LA DIMORA DEL SANTO di Gianluca Veltri
Happy Hour Edizioni – Prezzo €12,50
SINOSSI
Il cadavere di una lap-dancer rinvenuto nei campi del Parco agricolo sud Milano, irrompe nelle prime pagine del romanzo sconvolgendo la vita di Fulvio, il fratello dell’ispettore Crespo, e di un’amica della vittima. A seguito di una rocambolesca successione di eventi, l’ispettore Crespo verrà incaricato di indagare sul caso e si troverà , suo malgrado, ad affrontare uno spregiudicato criminale a capo di una potente organizzazione che opera in Lombardia, oltre che i suoi demoni interiori. A complicare tutto, il difficile rapporto tra la giustizia, quella burocratica, e i metodi non sempre ortodossi dell’ispettore Crespo, che lo metteranno spesso in contrasto con il piemme Di Mattia, incaricato a seguire le indagini. E come se non bastasse, la bellissima fidanzata dell’ispettore, un’ex prostituta di lusso, contribuirà a rendere ancora meno serene le notti del protagonista. Sullo sfondo la metropoli meneghina che appare offesa e maltrattata dalla profonda crisi economica che da anni la sta umiliando.
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