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La stagione del Teatro della Cooperativa si chiude con un appuntamento imperdibile: dal 21 maggio al 1 giugno va in scena “Stanze comunicanti” (Communicating doors), la comedy thriller di Alan Ayckbourn.
Anno 2033. Poopay, consulente sessuale specializzata (eufemismo per indicare una prostituta "dominatrice") recatasi per una prestazione alla suite 647 dell’hotel Regal di Londra, si vede consegnare dal morente Reece la confessione della propria vita di efferatezze. Cercando di mettersi in salvo da Julian, esecutore materiale dei delitti, si rifugia in quello che sembra essere un armadio a muro e si ritrova… nella stessa suite vent’anni prima, nel 2013. Qui trova la seconda moglie di Reece, che Poopay sa essere stata buttata dalla finestra, proprio in quella stanza, proprio in quella notte. Tra le due donne, diversissime, nasce una progressiva complicità: mentre cercano di mettersi in salvo e di salvare anche la prima moglie del boss con ulteriori viaggi nel tempo, si ritrovano coinvolte in una girandola di paradossali equivoci e di esilaranti situazioni, nel tentativo di convincere quanti incontrano nelle varie epoche di non essere pazzi e che è possibile muoversi tra passato e futuro. Intanto "dietro alla porta del tempo" il killer incombe minaccioso, e si avanza inesorabilmente verso un finale inaspettato.
Paradossi temporali, comicità surreale in una girandola di situazioni assurde sono gli ingredienti principali di questa commedia, che vuole divertire il pubblico senza ipocrisie.
Communicating doors di Alan Ayckbourn
regia Marco Rampoldi
con Alberto Mancioppi, Claudio Moneta, Paola Ornati, Stefania Pepe, Roberta Petrozzi e la partecipazione straordinaria di Max Pisu nel ruolo di Julian.
Dal 21 maggio al 1 giugno
Teatro della Cooperativa, via Hermada 8, Milano
Orari: da martedì a domenica alle 20.45
Prezzi: da 8 a 18 euro
Info e prenotazioni: 02 64749997
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Nerospinto incontra Simone Pismo, tra gli ideatori di uno dei nostri club di Milano preferiti, il Toilet.
Tra nostalgie anni 80 e letture impegnate, Simone ci mostra un lato introspettivo di sé, aprendoci il suo mondo di grafico di giorno e comunicativo di notte.
Ciao Simone, presentati ai lettori e alle lettrici di Nerospinto
Da lunedì a giovedì: mi chiamo Simone, ho 35 anni, vivo da solo in un borgo alle porte di Bergamo; sono un grafico, faccio vita da ufficio e in settimana esco poco. Da venerdì alla domenica: sempre Simone, un po’ più giovane, mi trasferisco alle porte di Milano e di notte mi trovate al Toilet Club
Qual è il tuo ruolo all’interno del progetto Toilet?
Faccio sempre il grafico, mi occupo della comunicazione, delle scartoffie, di qualche relazione esterna, in serata sto all’entrata, sempre a che fare con le persone. In realtà i ruoli interni sono sempre condivisi: non faccio tutto questo da solo, ci aiutiamo tutti a vicenda
Il bello e il brutto del tuo mestiere?
Quale dei due? In generale il bello è che mi diverto sempre e il brutto è doversi far venire delle belle idee per forza, anche quando non c’è l’ispirazione né la voglia (e ovviamente non sempre ci si riesce)
Ultimo libro letto?
Non sono un lettore assiduo, i libri che acquisto sono per lo più di consultazione. Quindi rispondo “M to M of M/M (Paris)”, Thames & Hudson Edizioni (in verità mi vergogno di citare le mie letture da scaffale Esselunga)
Ultimo cd acquistato?
Il greatest hits delle Perfume o delle Girls Aloud, non ricordo di preciso
Quali sono i tuoi punti di riferimento in campo musicale?
Ascolto parecchia musica, di svariati generi, ma niente come una buona canzone pop mi esalta di più. Cerco di rimanere aggiornato, ma in generale ammetto di essere un nostalgico: per me i riferimenti più alti arrivano ancora dagli anni ’80 e ’90
Cosa detesti in una donna? E cosa invece in un uomo?
Non faccio mai differenze di genere. Delle persone non detesto nulla di base, ma non riesco ad avere troppo a che fare con chi è troppo permaloso (un po’ come me), lunatico, indeciso, triste e depresso. Adoro invece chi sorride e prende le cose con leggerezza
Il tuo miglior difetto e il tuo peggior pregio?
È difficile parlare di se stessi in questo senso, comunque: miglior difetto: sono troppo preciso, organizzo tutto, anche la noia. Peggior pregio: credo di essere molto generoso, anche con chi conosco da poco
Stai partendo per un viaggio da eremita su di un’isola deserta e hai solo 5 minuti per decidere cosa mettere in valigia. Cosa scegli e perché
Cose di prima necessità, sicuramente qualcosa di comodo da indossare e lo spazzolino da denti. Poi della musica, cd, lettore e tante batterie
Se ti dico Nerospinto, cosa ti viene in mente?
La liquirizia e la pelle nera, ma non chiedermi perché
Venerdì 24 maggio, presso il 24 Cocktail Bar di Cunettone, avrà luogo dalle ore 19.30 una serata ad invito ideata dall'azienda vitivinicola Cascina Belmonte al fine di presentare la nuova produzione d'UVA, nettare d'uva dalle diverse proprietà benefiche, ed esplorare la sua versatilità nella preparazione di squisiti cocktail.
Il progetto d'UVA nasce dallo spirito dell'azienda di produrre in modo sostenibile vini d'alta qualità e dal voler applicare lo stesso principio ad prodotto analcolico. Il risultato è una bevanda semplice e rivoluzionaria, dal gusto deciso ed un elevato potere nutrizionale, che mantiene tutta la freschezza, l'integrità e la qualità dell'uva appena pressata.
La serata di presentazione sarà animata da quattro food performances dello Chef Roberto Abbadati, accompagnate da quattro cocktail a base d'UVA realizzati ad hoc da Mattia Merigo, art director del 24.
Non si tratta di un semplice happy hour, ma di un'occasione divertente e glamour per ascoltare buona musica e immergersi in un'atmosfera ricercata e rilassante gustando nuove e curiose prelibatezze.
Come è d'UVA l'avventUVA
c/o 24 Cocktail Bar
rotonda di Cunettone
Salò (BS)
Il connubio perfetto tra lusso, fascino e classe.
Torna l’appuntamento con il rinomato “Concorso d’Eleganza Villa d’Este” che si tiene nell'omonima prestigiosa location, un luxury hotel sulle sponde del lago che lambisce Cernobbio.
Ogni anno, nel mese di maggio, va in scena un concorso d’auto e moto d’epoca che richiama appassionati da tutta Europa: la cornice di Villa d’Este e il parco di Villa d’Erba accoglieranno dal 24 al 26 maggio auto storiche ed eventi di classe per una tre giorni dedicata ai motori e all’eleganza.
Il “Concorso d’Eleganza Villa d’Este” è uno degli eventi più prestigiosi della zona per celebrare il fascino di un'epoca e i suoi cimeli, veri gioielli di meccanica.
Ospiti dell'evento circa 50 automobili d'epoca costruite tra gli anni Venti e Settanta e una trentina di moto.
In scena la storia dell’auto, ma anche le tendenze del moderno design automobilistico e progetti futuristici con 6 concept car dedicati.
Un incontro di passato e futuro, tra linee eleganti e rombi di motore.
Per informazioni: www.concorsodeleganzavilladeste.com
Openweek 2013 è un'opportunità di entrare in contatto con l'arte contemporanea e con i più diversi stimoli creativi.
Giovedì 23 maggio, alle ore 18, presso la Temporary Gallery di Monza, andrà in scena un’originale kermesse artistica per giovani talenti.
Saranno tre giorni interamente dedicati all'esposizione di dieci opere di giovani artisti emergenti: quadri, sculture, installazioni, fotografie dall'impatto forte e innovativo.
Una mostra che da spazio e rilievo alla florida creatività di studenti di scuole d’arte ed accademie.
La galleria, strutturata su tre piani con terrazzi, è uno spazio che si modella intorno alle opere contenute, un ambiente in cui le arti si fondono e la creatività predomina.
Per maggiori informazioni: www.streetartpiu.it
Temporary Gallery
via A. Pennati, 17
Monza
Sentire parlare di progetti ambiziosi di questi tempi, in cui tutto sembra così difficile da raggiungere e ottenere, è qualcosa di più unico che raro.
Eppure c’è ancora qualcuno che ci crede e decide di scommettere sulle proprie passioni.
Noi di Nerospinto, di certo, non perdiamo l’opportunità di raccontare le storie di queste menti creative che vogliono provare a dare vita ai propri sogni.
Oggi siamo in Toscana, una terra che tutti ci invidiano per i suoi colori, odori e sapori, ma soprattutto per la cultura e l’arte che si respira nell’aria. È interminabile la lista di uomini illustri di indubbio genio che hanno reso famosa in tutto il mondo la nostra regione. La Toscana è da tutti conosciuta come la terra che ha dato i natali fin dal Medioevo a grandi navigatori, scrittori, scienziati e artisti.
Sarà un caso, ma proprio in questo territorio denso di creatività, inizia la storia che vi voglio raccontare.
Firenze, 2011. Un gruppo di cinque architetti, accumunati da una sfrenata passione per il design e pieni di idee da sviluppare, decidono di unire le forze per dare vita ad un ambizioso progetto, dove riversare tutta la loro creatività, senza limiti e censure.
Nasce così Amniosya, un gruppo di ricerca e sperimentazione nel campo dell’architettura, del design e del fashion design.
Innovazione e modernità sono le parole d’ordine. L’interesse del gruppo, come loro stessi affermano, verte principalmente sul mondo delle nuove tecnologie, della simulazione dinamica quale incipit di shape tecnologici a diversa scala e della prototipazione 3d legata alle geometrie complesse.
I loro lavori vogliono riproporre la complessità spaziale e i sistemi di aggregazione naturale attraverso la sensibilità formale, la ricercatezze compositiva e l’innovazione tecnologica.
La passione per il design unita all’interesse per la tecnica 3d printing e alla voglia di sperimentale sono alla genesi di Entropya, la loro prima linea di oggetti di fashion design.
Nel nome della collezione risiede l’essenza del loro lavoro. Entropya è una parola di derivazione greca che significa dentro la trasformazione ed è sinonimo di misura nel disordine presente in un sistema fisico.
I gioielli di questa linea vogliono infatti essere una simulazione di un fluido che tramite proprietà fisico-dinamiche deforma un piano. Collane, bracciali e anelli ricreano movimenti spaziali complessi che richiamano la morbidezza di un tessuto, l'articolazione di naturali interazioni tra diverse parti di un fluido a densità elevata.
Le creazioni che fanno parte della collezione Entropya non vogliono essere dei semplici monili, ma dei veri e propri “oggetti di fashion design da indossare” destinate ad un pubblico che ama l’inusuale e il ricercato.
Siete a Firenze? Visitate il Duomo, Palazzo Pitti e gli Uffizi. Ma non siate nostalgici perché la creatività fiorentina non si è fermata allo splendore rinascimentale. Fatevi un giro allo studio Amiosya in via Niccolini per scoprire come l’arte sia ancora di casa nel capoluogo toscano.
Amniosya: Prof. Marino Moretti, Arch. Marco Carratelli, Arch. Lucia Lunghi, Arch.Elvira Perfetto, Arch.Lorenzo Pianigiani, Arch. Lorenzo Pilati
Per informazioni
email : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
blog: amniosya.blogspot.com
Via Niccolini 2, Firenze
Un tuffo negli anni ’30 e ’40. La città di Como fa un salto all’indietro…con l’ottava edizione dello Swing Crash Festival, il più grande evento di musica Jazz e Swing in Italia, che dal 19 al 23 giugno, animerà le vie della città.
Piazza Cavour, principale piazza di Como vista lago, accoglierà i più grandi professionisti e ballerini di tutto il mondo.
Un vero culto dello spirito swing degli anni ’30 e ’40. Un festival unico ed apprezzato in tutto il mondo ideato dai ballerini di fama internazionale: Vincenzo Fesi e Isabella Gregorio.
Per questa ottava edizione, un programma ricco di feste, concerti e gare di danza dalle ore 21:00 fino alle 23:45 nella splendida piazza Cavour.
A seguire le serate proseguiranno in alcuni locali della città per il classico“dopo festival”.
Durante il Festival sono previste delle lezioni pomeridiane dove chiunque potrà cimentarsi nelle danze assieme a ballerini professionisti, conoscere i segreti del trucco e parrucco anni ’30 e ’40 e condividere una magica atmosfera d’altri tempi.
Per maggiori informazioni sul programma:
“Se c’è chi paga e chi no, non è più una repubblica, ma una monarchia e io i re li ghigliottino!” “Anche noi li ghigliottiniamo!” “L’uguaglianza è facile a dirsi, ma..” “L’uguaglianza è quando nessuno deve più pagare!” “Non è vero, è quando tutti pagano uguale.” Con queste parole si apriva il video ufficiale di 12 Marmocchi, il primo singolo dell’album, uscito nel 2010, “Una risata ci seppellirà”, prodotto artistico dei Giuignol, band milanese nata a ridosso del nuovo millennio, nel 1999. Sono passati due anni da quella scelta, un altro disco è stato prodotto, “Addio cane!” e queste parole sembrano ancora più attuali. Si parla moltissimo di uguaglianza, oggi come oggi, ma, alla fine, ognuno si sente sempre “un po’ più uguale degli altri”. Abbiamo parlato con Pierfrancesco Adduce, alias Pier, voce e autore di tutti i brani della band, per qualche delucidazione sul nuovo album e sul mondo Guignol in generale.
Due anni non sono certo un periodo di tempo abbastanza lungo per vedere dei cambiamenti, ma credi che ci siano i presupposti perché qualcosa possa migliorare rispetto alla situazione che viviamo oggi in Italia e che descrivevate così chiaramente nell’album precedente?
“Difficile, parlando dell’Italia; non sono bastati 150 anni di storia a farla davvero, con tutti i suo limiti storici, il suo individualismo, i suoi vizi, antichi e sempre così attuali. Figurarsi un’idea di maggiore uguaglianza, dignità, equità, rispetto e riconoscimento dei più deboli e delle minoranze! Ci vorrà ben altro che la vecchia e retorica “speranza nel futuro”, ci vorrebbero dei segnali e dei presupposti davvero diversi e al momento non mi pare ci siano ancora, se non in rari casi.”
Nelle canzoni dei Giugnol, sin dall’esordio, si sentono ben chiari gli echi delle loro origini folk cantautorali, sia nei testi che nelle melodie, in quelle più rock e in quelle sfumate di blues. Le vostre parole, sin dal primo disco, raccontano delle storie, denunciano situazioni scomode, descrivono luoghi della mente e della realtà urbana quotidiana.
In “Addio cane!” a quale di questi mondi avete sentito maggiore esigenza di dare la priorità, il vostro micro cosmo o l’universo che vi circonda?
“Il nostro (o il mio) microcosmo, coincidono in parte o in tutto con quello oggettivo dell’universo intorno: ne riflette le nevrosi, le ansie, l’assurdità, anche quando ci si sforza di starne lontani il più possibile, e il caso non è il nostro, dato che non viviamo come asceti o eremiti appartati tanto da non doverci confrontare col resto, tutt’altro!"
Dal punto di vista prettamente musicale, ci sono state diverse evoluzioni all’interno di questo disco, che comunque si presenta come una sorta di evoluzione di quello precedente, ricco di tutte le sfumature che vi caratterizzano fin dal 1999. Come vorreste che fosse letto, o meglio ascoltato, questo vostro ultimo lavoro? Se doveste scegliere una situazione ideale in cui consigliarne l’ascolto, quale sarebbe?
“Lo consiglieremmo per un ascolto da casa, sul divano, o anche lavando i piatti o … non saprei, in macchina viaggiando? In qualsiasi maniera vi pare, anche se di certo sarebbe meglio una situazione in cui si possa prestare un minimo d’attenzione. Parlando di “Addio cane!”, io credo sia un disco più evoluto di “Una risata ci seppellirà”, il nostro terzo, perché è musicalmente più vario e personalmente credo sia meglio arrangiato. E’ più incisivo, forse anche più “crudo”, e credo metta meglio a nudo tematiche personali e altre di più ampio respiro. Tutti i nostri dischi hanno un po’ questa prerogativa, ma personalmente amo molto “Addio cane!”.
L’album si chiude con un pezzo molto interessante, che da il titolo all’album. Sullo sfondo di suoni distorti, in una sorta di monologo teatrale, viene descritto un cane anziano, saggio e molto stanco. Se ne sta fermo a guardarsi intorno e guardare il padrone, con quell’aria che i cani spesso hanno, come a dire volerci dire che sanno, che capiscono molto più di quel che pensiamo, che gli mancano solo le parole per dircelo. Ma questo è un racconto e nei racconti anche i vecchi segugi possono parlare; guardando il padrone allontanarsi, prende parola e dice “Addio, cane, buon viaggio.” Esiste una sorta di identificazione in uno dei due personaggi, quello che parte e quello che resta? A cosa volete portare la mente dell’ascoltatore attraverso questa storia?
“E’ il racconto di un sogno, in cui l’uomo e un suo alter ego animale, si invertono nei ruoli: l’uomo crede di poter passare oltre, come sempre è abituato a fare, ma il cane lo gela con un gesto e le parole che lui stesso avrebbe detto o immaginato di pronunciare. E’ un gioco di specchi surreale. Non c’è un’identificazione mia o nostra in uno dei due personaggi, entrambi sono due facce di una stessa medaglia, ossia, entrambi trovano qualcosa di sé nell’altro, anche se assurdamente.”
“Addio Cane!” arriva a ridosso di un tour lungo quasi due anni, siete pronti a tornare sul palco, avete date in programma?
“Assolutamente si, non abbiamo mai smesso, se non per brevi periodi. Suoneremo durante l’estate in una formazione ridotta, anche in veste acustica, per alcune date tra Milano, Nord e Centro Italia. Inoltre abbiamo in programma un paio di date in Francia, a Parigi, nel mese di luglio … Venite a trovarci!”
Siamo alla quarta edizione del Rock in Roma, ormai tra i più affermati festival di musica rock del Bel Paese, in grado di rinfrescare a suon di bella musica e bella gente la calda estate capitolina. Più di un mese di intensa programmazione regala al festival la possibilità di vantare una programmazione lunghissima, ma non solo, perchè la qualità sarà la caratteristica fondamentale. E quest'anno c'è veramente da leccarsi i baffi.
Nelle edizioni precedenti si sono esibiti sul palco del festival romano musicisti del calibro di Radiohead, Incubus, The Cure, Korn, Slash, The Cranberries, The Killers e moltissimi altri. Nella storica location dell’ippodromo delle Capannelle, la quale ha visto varcare i suoi cancelli a più di 600 mila persone in occasione delle edizioni precedenti, sono attese solo quest’anno circa 300 mila persone; 60 i giorni effettivi di durata, 20 le serate in programmazione, 3 i palchi allestiti. Questi i numeri confermati fino ad ora (lo so che voi volete i nomi, ma vi faremo penare nell'attesa ancora un po', sforzatevi di arrivare in fondo all'articolo e la sorpresa sarà più bella!) Per farvi capire: "Quest’anno fortunatamente – ha dichiarato Bucci – siamo riusciti a prendere tutto ciò che potevamo e volevamo, e questo è stato possibile grazie ai successi degli anni scorsi. Abbiamo cercato di raccontare, in un certo senso, la storia del rock degli ultimi 40 anni. E mi pare che ci siamo riusciti”.
Moltissime le novità della manifestazione, primo fra tutte il premio Rock in Roma: una Gibson, già di per sé oggetto di grande valore, firmata da alcuni degli artisti presenti, verrà regalata a colui che, secondo il direttivo artistico e alcuni giornalisti, avrà realizzato qualcosa di importante per la città di Roma. In collaborazione con un progetto AIED (Associazione Italiana per l'Educazione Demografica) contro la violenza sulle donne, si ricercherà il vincitore tra i giovani (18-29 anni) che abbiano proposto soluzioni concrete a questa piaga culturale purtroppo enormemente diffusa.
Infine, pensando all’ambiente, moltissime sono le iniziative per rendere facili, poco dispendiosi, ma soprattutto sostenibili, gli spostamenti per e da Capannelle. Prime fra tutte le ferrovie dello Stato applicheranno sconti sull’alta velocità per coloro in possesso di un biglietto del festival; il comune di Roma renderà gratuiti i percorsi interessati sulle linee metropolitane; sarà allestito un servizio di bus e navette prenotabile che colleghi l'ippodromo con la stazione e con Ciampino. In ultimo, ma, come si suol dire, non meno importante, l'associazione Carpooling.it si è messa in moto per realizzare un sistema di condivisione auto che vi permetta di lasciare a casa la vostra ed andare, senza pensieri, a godervi la magia di questo evento imperdibile! …Pensavate ci fossimo dimenticati, eh? Eccola, la line-up completa…prendete e gioitene tutti! GREEN DAY + ALL TIME LOW - 5 GIUGNO THE KILLERS + STEREOPHONICS - 11 GIUGNO TOTO - 21 GIUGNO KORN - 25 GIUGNO IGGY AND THE STOOGES - 4 LUGLIO MAX GAZZE' + IL CILE - 5 LUGLIO RAMMSTEIN + DJ JOE LETZ - 9 LUGLIO ARCTIC MONKEYS + MILES KANE + THE VACCINES - 10 LUGLIO BRUCE SPRINGSTEEN and The Street Band - 11 LUGLIO MARK KNOPFLER and Band - 13 LUGLIO THE SMASHING PUMPKINS + MARK LANEGAN BAND - 14 LUGLIO ATOMS FOR PEACE + OWINY SIGOMA BAND - 16 LUGLIO SKA-P + CASINO' ROYALE - 18 LUGLIO DEEP PURPLE - 22 LUGLIO DANIELE SILVESTRI - 23 LUGLIO NEIL YOUNG + DEVENDRA BANHART - 26 LUGLIO SIGUR ROS - 28 LUGLIO BLUR - 29 LUGLIO
"Nessuno ha il potere finché non lo agguanta con il sesso o la violenza"
Le alternative sono due e su questo L'uomo con i pugni di ferro, esordio alla regia di RZA, non transige.
Bramosia, denaro, violenti scontri e sensuali prostitute sono i fili che intrecciano la trama del film e le storie dei personaggi che finiscono così con l'avvicendarsi, allearsi e scontrarsi.
Un carico d'oro da proteggere è ciò che muove la trama, un forziere che doveva essere protetto e che invece diviene motivo di tradimento e conseguenti lotte sanguinose.
I vari clan che vivono a Jungle Village, in perpetua competizione, vedono ora prevalere i Lions che, forti di un nuovo capo (che senza mezzi termini si è sbarazzato del precedente), osano sfidare il potere dell'imperatore cinese sottraendogli il suo carico di pepite.
Le conseguenze sono numerose: la sete di vendetta del principe dei Lions, diretto discendente del capo assassinato; l'ira dell'imperatore che smuove il suo esercito verso il paese; le mire della titolare di un bordello che, aizzando le sue protette, vuole impadronirsi del cospicuo bottino; gli stessi Lions pronti a dichiarare guerra per non perdere la propria posizione; il completo stravolgimento della vita di un umile fabbro, che altro non vorrebbe se non liberare la propria concubina e smettere di forgiare armi per le diverse fazioni. Il tutto contornato dalla misteriosa figura di un emissario dell'impero, che avrebbe dovuto vegliare sul bottino e che tarda a comparire, e un corpulento figuro che vende il suo invincibile corpo a chi gli offre la somma di denaro più alta.
Le vicende si snodano in un vorticoso susseguirsi di battaglie a colpi di kung fu, lanci di lame affilate, colpi d'armi e conturbanti episodi fra le lenzuola per arrivare ad un epilogo che vede trionfare in modo davvero improbabile l'umile artigiano.
Per gli amanti dello stile di Tarantino, che peraltro presta il proprio nome per presentare il lungometraggio, i riferimenti al grande maestro sono numerosi: dalla scelta di ambientare la storia in una Cina dal sapore controverso e corrotto (enfatizzato dalla presenza di una splendida quanto pericolosa Lucy Liu), alle inquadrature che privilegiano i dettagli splatter, sino al ritiro spirituale che il protagonista affronta prima del proprio riscatto (molto simile al percorso seguito in Kill Bill da Uma Thurman). Lo stile complessivo, inoltre, riflette molto l'influsso del regista con il quale RZA ha avuto modo di collaborare per l'appunto nella realizzazione di Kill Bill.
Un film senza grosse pretese che complessivamente coinvolge per le scene avvincenti ed originali, il carisma e la particolarità dei personaggi (una menzione particolare va ad un inaspettato e sorprendente Russell Crowe) e la buona quantità di azione, gestita in modo esemplare, che compensa e rinvigorisce la semplicità della trama.
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