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Dal 10 al 15 novembre presso lo Spazio Oberdan non perdetevi AGENDA BRASIL, la rassegna cinematografica multiculturale che mette in contatto il pubblico milanese e il Brasile. La Fondazione Cineteca Italiana in collaborazione con l’associazione Vagaluna e il Consolato Generale del Brasile a Milano presentano una rassegna straordinaria che, tra fotografia, musica, cinema e letteratura, esalta la cultura del più grande Paese sudamericano.
Per la proiezione cinematografica sono stati selezionati dodici film della produzione brasiliana contemporanea e saranno presenti tre registi che proporranno in anteprima i loro film al pubblico italiano. Dopo i fasti, ormai antichi e oggi per palati cinefili, del “Cinema Novo” e qualche dolcezza che rassicurava lo spettatore e il lettore italiano di Jorge Amado, non molto è filtrato in Italia del cinema brasiliano. Eppure la “retomada” del cinema brasiliano è una stagione che ha messo più di qualche radice, in termini di produzione, di spettatori e anche di qualità.
I film in rassegna sono tutti preziosi, ma fra essi va segnalato in particolare l’anteprima O som ao redor (K. Mendonça Filho, 2012), il titolo scelto per rappresentare il Brasile agli Oscar 2014 nella categoria “miglior film straniero”, che racconta la storia di una milizia in una strada di classe media nella Zona Sud di Recife che cambia la vita dei residenti locali.
In programma anche: Colegas, premiatissimo road movie i cui protagonisti sono tre ragazzi con la Sindrome di Down; Vinicius de Moraes, un tributo a uno dei più importanti musicisti e scrittori brasiliani nel centenario della sua nascita; Gonzaga de pai pra filho, storia di due dei più amati protagonisti della musica popolare brasiliana; 5xFavela – agora por nós mesmos, risultato di un laboratorio di cinema tenuto da registi affermati presso alcune favelas di Rio de Janeiro. E quando si parla di Brasile, non può mancare il calcio: il pluripremiato Heleno mostra l’ascesa e la decaduta del calciatore che era ritenuto il principe di Rio de Janeiro degli anni 40.
Una performance musicale dal vivo accompagnerà un altro film della rassegna, Limite, opera unica di Mario Peixoto del 1931. Altri classici sono Il Dio Nero e il Diavolo Biondo di Glauber Rocha e Non portano lo smoking di Leon Hirszman.
Tutti i film saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano.
Anche la fotografia racconterà l’amore dei brasiliani per il calcio, in vista dei mondiali del 2014 che il Brasile ospiterà. Con la mostra “Futebol da Gente” allestita nel foyer di Spazio Oberdan, il fotoreporter Evandro Teixeira è sceso in campo per ritrarre il gioco del pallone nella sua forma più coinvolgente: il calcio di strada.
Non mancheranno appuntamenti dedicati ai bambini: il programma di Agenda Brasil si mescola a quello della rassegna Piccolo Grande Cinema, organizzato da Fondazione Cineteca Italiana, che dedica la sua giornata inaugurale al Brasile con la proiezione del film in anteprima nazionale Tainá una leggenda amazzonica, per poi proseguire con una lezione di samba per bambini e racconti della tradizione brasiliana.
Calendario e schede film
SPECIALE AGENDA BRASIL PER PICCOLO GRANDE CINEMA
SPAZIO OBERDAN - INGRESSO LIBERO
Domenica 10 novembre
h 11 e h 12 Tutti a lezione di samba!
Il ballerino Antonio Julio Filho introdurrà al ritmo del samba due gruppi di bambini. Un’occasione unica per avvicinarsi a questa danza originaria del Brasile e per conoscere il proprio corpo con leggerezza e naturalità.
Partecipazione gratuita con prenotazione telefonando al 346 9582555 da lunedì 28 ottobre.
h 15.00 Brasile: una terra da raccontare – storie, miti e leggende dell’Amazzonia. Claudia Souza dell’Istituto Callis, associazione culturale che si propone di divulgare la letteratura, gli autori e gli illustratori brasiliani per ragazzi, racconterà ai bambini storie popolari di autori brasiliani
h 15.30 Tainá, una leggenda amazzonica (Rosane Svartman, 2011, 80’) Anteprima italiana
La piccola orfanella indigena Tainá sogna di diventare una grande guerriera e di scoprire la sua vera origine. Con i suoi amici, Laurinha e Gobi, vedremo Tainá alle prese con una grave minaccia per la Natura. Versione originale con lettura dal vivo.
h 17.00 Futebol da gente. Inaugurazione, con merenda, della mostra fotografica realizzata dal fotoreporter brasiliano Evandro Teixeira. La mostra rimane fino al 17 novembre ed è dedicata allo sport nazionale del Brasile, ripreso nella sua forma più spontanea e coinvolgente: il calcio di strada. Le foto saranno in vendita e parte del ricavato verrà destinato ai progetti dell’Associazione “Amazonia Onlus”
h 17.30 Concerto del trio Karomanu, Kal dos Santos (voce e percussioni), Rossella Cazzaniga (basso e cori) e Manuel Consigli (chitarra e cori) che eseguirà un concerto accompagnato dal Coro di Voci Bianche Trillino Selvaggio, diretto da Giorgio Ubaldi.
Prima del concerto Giampiero Remondini presenterà l’Associazione Bimbì l’accento è sui bambini.
SPAZIO OBERDAN
INGRESSO € 7/ ridotto € 5,50 serali e festivi - € 5,50 / ridotto € 3,50 pomeridiani infrasettimanali
Martedì 12 novembre
h 21.00 O som ao redor (K. Mendonça Filho, 2012, 131’) v.o. sott. it. Anteprima italiana
La presenza di una milizia in una strada della lasse media nella Zona Sud di Recife cambia la vita dei Residenti locali. Una riflessione sulla storia recente del Brasile, sulla violenza e sul caos.
Il film brasiliano scelto per concorrere agli Oscar 2014 per il miglior film straniero.
Mercoledì 13 novembre
h 17.00 Heleno (J. Henrique Fonseca, 2012, 96’) v.o. sott. it.
h 19.00 Vinicius (M. Faria Jr., 2005, 110’) v.o. sott. it.
h 21.00 Colegas (M. Galvão, 2012, 99’) v.o. sott. it.
Stallone, Aninha e Márcio sono grandi amici e vivono insieme in un istituto per persone con sindrome di Down. Un giorno decidono di scappare dando inizio a un’avventura piena di momenti divertenti e indimenticabili.
Il regista Marcelo Galvão sarà presente in sala per un incontro con il pubblico
Giovedì 14 novembre
h 17.00 Uma longa viagem (Lúcia Murat, 2011, 97’) v.o. sott. it
h 19.00 Limite (Mario Peixoto, 1931, 120’) muto, v.o. sott. it.
Una piccola imbarcazione si perde in mare con a bordo tre naufraghi. Dai loro racconti emergono tutta la disperazione e la poesia di un’umanità alla deriva.
Accompagnamento dal vivo al pianoforte di Antonio Zambrini
h 21.00 5x Favela, agora por nós mesmos(C. Amaral, C. Barcelos, L. Bezerra, L. Vidigal, M. Carneiro, R. Felha, W. Novais, 2010, 96’) v.o. sott. it.
Il film raccoglie giovani registi residenti nelle favelas di Rio de Janeiro, qualificati in workshop di formazione audiovisiva tenuti da grandi nomi del cinema brasiliano. Cinque storie che trattano di diversi aspetti della vita nelle loro comunità.
Il regista Cadu Barcellos sarà presente in sala per un incontro con il pubblico.
Venerdì 15 novembre
h 17.00 Colegas (M. Galvão, 2012, 99’) v.o. sott. it.
h 19.00 A busca (L. Moura, Brasile 2011, 96’) v.o. sott. it.
h 21.00 Gonzaga, de pai para filho(B. Silveira, 2011, 120’) v.o. sott. it.
Basato sulle conversazioni avvenute tra padre e figlio, è la storia del cantante e fisarmonicista Luiz Gonzaga, e di suo figlio, Gonzaguinha. Nonostante le differenze, hanno un punto in comune: la loro musica, che appassiona il Brasile ancora oggi.
INFO
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T 02 87242114
Cineteca Milano @cinetecamilano
UFFICIO STAMPA
Cristiana Ferrari Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – 0287242114 – M 3337357510
Indira Fassioni
Il modo migliore di concludere la settimana? Al Teatro Manzoni, è ovvio. Dopo una raffinata cena a buffet e una profumata degustazione di vini, godetevi lo spettacolo del Manzoni Derby Cabaret condotto da Maurizio Colombi, già conosciuto nel panorama del cabaret milanese, e da Luisa Corna che, dopo spot pubblicitari, programmi televisivi e sfilate, è approdata nel mondo del teatro.
DOMENICA 10 NOVEMBRE si rinnova l’appuntamento con l’ironia e il divertimento del MANZONI DERBY CABARET. Dopo la serata inaugurale del 20 ottobre scorso, che ha dato il via con grande successo alla rassegna, il palcoscenico del Teatro Manzoni è pronto ad accogliere il vincitore della sfida precedente, Dodo, e le nuove promesse della comicità Gabriel Manzanares e il Trio Lesi, accompagnati dai coach Roberto De Marchi, Davide Dal Fiume e Omar Pirovano. Gli esordienti in gara si sottoporranno al giudizio del pubblico, chiamato a decidere attraverso una votazione chi potrà far ritorno sul palcoscenico del Manzoni. Una giuria di qualità, composta dai volti noti di Radio 101 (radio partner del Teatro) e Sorrisi e Canzoni TV, avrà modo di interagire dai palchi col pubblico in platea, influenzandone il verdetto finale.
Sul palco a dare ritmo alla gara ci penserà la musica dal vivo di una rock band, composta da musicisti come Alex “polipo” Polifrone alla batteria, Max Zaccaro al basso, Marco Brioschi ai fiati e Alex Procacci, abituali collaboratori di grandi personaggi del mondo della canzone italiana. Inoltre sono previste in palcoscenico le incursioni di ballerini e cantanti, provenienti dal mondo del musical (Peter Pan, Priscilla, We will rock you, etc.) e della tv, come Marta Rossi, Valentina Ferrari, Pamela Scarponi, Salvo Vinci, Loredana Fadda, Paolo Barillari, Eleonora Barbacini. Proponendo la formula del Dinner&Show, il “Manzoni Derby Cabaret” si propone come un vero laboratorio della comicità con cui concludere in modo diverso la settimana: dopo una cena a buffet curata dal rinomato Fioraio Bianchi Caffè e una degustazione di grandi vini italiani in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier Lombardia (due grandi cantine saranno presenti domenica: l’azienda piemontese Braida di Giacomo Bologna e l’azienda campana Quinto Decimo), il palcoscenico del Teatro darà vita ad una sfida tra nuovi talenti della comicità.
Comicità, musica, buon cibo e buon vino si fondono in un’esperienza multisensoriale per dare vita ad una serata unica, da gustare fino in fondo.
Cena a buffet e wine tasting dalle 19,30 alle 20,30. Spettacolo dalle 20,30 alle 21,45.
Menù della serata consultabile sul sito www.teatromanzoni.it sezione Manzoni Derby cabaret
Al Teatro Manzoni 10 novembre ore 19,30
Biglietto: € 25,00 (dinner + wine tasting & show)
Nerospinto vi invita a non dimenticare un appuntamento da non perdere per tutti gli amanti del cinema; in attesa del quarantesimo anniversario dell'uscita nelle sale cinematografiche del capolavoro comico di Mel Brooks; Nexo Digital, 20th Century Fox Home Entertainment e Compagnia della Rancia sono liete di presentare la "Frankenstein Junior Week": dal 19 al 26 novembre una settimana di appuntamenti imperdibili e di puro divertimento per tutti i fan del film cult.
L'evento avrà il suo culmine con il ritorno sul grande schermo, solo per un giorno, martedì 26 novembre, del film con tantissime sorprese per i fan: l'uscita in edizione limitata in blu-ray e DVD e la partenza di un nuovo tour per il Musical.
Tantissimi gli appuntamenti in programma per gli appassionati di Frankenstein Junior. Si parte con il grande ritorno del Musical in scena al Teatro Brancaccio di Roma dal 19 novembre, a seguire anche al Teatro della Luna di Milano; si continua il 20 novembre con l’uscita di “Frankenstein Junior – On stage Edition”, una nuova Edizione Limitata in Blu-ray e DVD che include anche un inedito speciale tratto dal backstage del Musical; e i festeggiamenti proseguono sul web con una speciale collaborazione col Fan club Italiano (Frankensteinjunior.it) per culminare martedì 26 novembre con l’arrivo solo per un giorno nei cinema italiani del film di Mel Brooks in versione restaurata digitalizzata.
E i festeggiamenti hanno già avuto inizio il 3 novembre al Lucca Comics and Games dove si sono organizzati eventi e sorprese per tutti i visitatori della fiera.
"Frankenstein Junior Week" è un progetto di Nexo Digital, Fox Home Entertainment e Compagnia della Rancia in collaborazione con Radio Deejay, MYmovies.it e Everyeye.it.
AL CINEMA
Frankenstein Junior di Mel Brooks torna al cinema solo per un giorno martedì 26 novembre (elenco sale e trailer su Nexodigital.it).
Per informazioni: "Frankenstein Junior Week" è su Facebook e Twitter #FJWeek #sipuofare
FRANKENSTEIN JUNIOR ON STAGE EDITION – Blu-ray e DVD Edizione Limitata
Il cult cinematografico di Mel Brooks torna dal 20 novembre in una nuova Edizione Limitata in Blu-ray e DVD con contenuti speciali inediti e divertenti, tra cui i contenuti tratti dal backstage del Musical della Compagnia della Rancia. Un “dietro le quinte” dello spettacolo che include interviste al protagonista Giampiero Ingrassia e a tutto il cast.
FORMATO DVD (2 Dischi)
Scene tagliate e inedite, gli errori degli attori, il commento audio del regista Mel Brooks, un documentario di 36 minuti sul Making of, con il dietro le quinte, le interviste agli attori e alla troupe. Infine i trailer originali e gli spot tv.
FORMATO BLU-RAY (2 Dischi)
Tutti i contenuti speciali del DVD:
- FUNZIONE BLUCHER: In qualsiasi momento del film è possibile ascoltare l’esilarante nitrito emesso dai cavalli all’udire il nome “Frau Blucher”.
- OPZIONE INTERATTIVA PICTURE IN PICTURE: Durante la visione del film è possibile scoprire nel laboratorio di Frankenstein Junior le formule segrete della creazione della pellicola.
- FRANKEN-PEDIA: Tutta la filmografia di Frankenstein comparando la parodia di Mel Brooks ai film degli anni ’30 dedicati al mostro nato dalla penna di Mary Shelley: Frankenstein(1931), La moglie di Frankenstein(1935).
Nato da un progetto di Fondazione Cineteca Italiana e MIC – Museo Interattivo del Cinema, dal 9 al 24 novembre viene riproposto per la sesta edizione il Festival Piccolo Grande Cinema.
L'edizione 2013 presenta incredibili novità rispetto alle precedenti: grandi anteprime di film per ragazzi, la notte al MIC, la collaborazione con Bookcity Milano e la gratuità della gran parte degli eventi in programma presso Spazio Oberdan.
Piccolo Grande Cinema, che si svolgerà presso le tre sale gestite dalla Cineteca (Spazio Oberdan, MIC – Museo Interattivo del Cinema e Area Metropolis 2.0), è il primo Festival a Milano e in Lombardia dedicato al cinema per l'infanzia e per i ragazzi.
La manifestazione propone anteprime nazionali, eventi, ospiti e incontri, una sezione a Concorso e laboratori per le scuole.
I suoi contenuti vengono maturati e realizzati in una struttura permanente, quella della Cineteca e del MIC, che per tutto l'anno è impegnata in un costante lavoro di promozione del cinema presso le famiglie, le scuole e i ragazzi, di cui questo evento rappresenta il momento di massima sperimentazione ed eccellenza.
Come ogni anno il Festival si compone del programma Family (per le famiglie, ragazzi e appassionati di cinema), che si svolgerà nei tre fine settimana compresi tra il 9 e il 24 novembre; e un programma per le scuole, attivo dall'11 al 21 novembre, arricchito da due laboratori creativi.
Di seguito le informazioni inerenti le modalità d'ingresso alle differenti strutture:
Spazio Oberdan: Ingresso gratuito
MIC – Museo Interattivo del Cinema: Biglietto intero 5 €, ridotto 3 €
Area Metropolis 2.0: Ingresso unico 3,50 €
Per ulteriori approfondimenti e notizie sull'evento Piccolo Grande Cinema:
Web: http://pgc.cinetecamilano.it/2013/
Tel.: 02 87242114
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Indirizzi:
Spazio Oberdan: Viale Vittorio Veneto 2, Milano (MM1 - Porta Venezia)
MIC – Museo Interattivo del Cinema: Viale Fulvio Testi 121, Milano (MM5 - Bicocca)
Area Metropolis 2.0: Via Oslavia 8, Paderno Dugnano (MI)
Parte 2_ 1 (Asana) x 1(Uomo-Oggetto-Animale)
Come si può capire dai nomi delle Asana e alla loro particolare forma sul corpo umano esse possono ricollegarsi a miti, oggetti, animali, dei, forme, ecc. Nella seconda e ultima parte dell’articolo esamineremo un Asana ricollegata al mondo umano/dei miti, una al mondo degli oggetti e una al mondo degli Animali.
Virahbhadra_ la potenza delle mani e dello sguardo
Nel testo “La Nascita del Dio della Guerra” si narra della nascita di un potente guerriero chiamato Virahbhadra che nacque da un capello di Shiva. Egli aveva il compito di vendicare la morte della sposa di Shiva, Shakti.
A lui è dedicata un Asana di natura maschile chiamata Virhabhadrasana. In piedi, da Tadasana, inspirare e portare le gambe a una distanza di circa un metro, un metro e mezzo. Successivamente le braccia sono portate parallele all’altezza delle spalle. Girare di 45 gradi il piede sinistro verso l’interno (a partire dal tallone) e di 90 gradi il piede destro verso l’esterno, il bacino rimane frontale. Per completare si piega il ginocchio destro ad angolo retto, in modo che la coscia sia parallela al suolo ed il ginocchio non superi la punta del piede. Il capo e lo sguardo sono rivolti verso destra, la tensione del corpo è distribuita equamente sia verso destra che sinistra. Il peso è nel centro della gambe. Si alterna poi la posizione dall’altro lato.
Sviluppando forza e potere l’Asana ha anche un importante significato simbolico: rappresenta la tensione tra passato e futuro. La testa, cioè la mente e l’uomo, rimangono in mezzo, nel presente, insieme allo sterno e al petto. Lo sguardo è fermo e fiero trasmettendo al praticante la fierezza dello star immobili anche se sottoposti ad uno sforzo.
In un'altra variante si ruota la gamba sinistra di 45 gradi e la destra di 90 gradi all’esterno. In questo caso espirando si ruota tutto il busto verso la gamba destra, la gamba sinistra girata aiuta la rotazione di tutto il busto verso destra. Inspirando, allungare il busto e le braccia verso l’alto ed irrigidire la gamba sinistra. Espirando, piegare il ginocchio destro ad angolo retto, in modo che il ginocchio non superi la punta del piede. Il capo è rivolto verso l’alto, gli occhi verso i palmi delle mani unite. Ripetere sul lato sinistro. In questa variante si sperimenta l'allungamento verso il cielo, lo sguardo “buca” il soffitto e la colonna insieme al petto sono spinti verso l'alto con fierezza.
Dhanurasana_ Il corpo come nobile arma.
Dhanus è l’arco, arma degli dei, dei re e dei nobili guerrieri. Sempre associato ai grandi eroi, l’arco è segno di potere e di forza. La posizione è anche dedicata a Kama, colui che lancia le frecce d’amore (come Cupido nella mitologia Occidentale), e alla sua sposa Rati, dea della passione. In questa Asana sono infatti ben presenti entrambi gli elementi, fuoco ed acqua, legati rispettivamente al potere ed alle emozioni. Nell’Induismo la sillaba mistica OM è l’arco, la mente la freccia, l’Io Superiore (Brahman) il bersaglio.
In posizione prona, si piega il ginocchio destro afferrando la caviglia con la mano destra. Successivamente si fa lo stesso con la gamba sinistra. Ancora a terra si uniscono gli alluci dei piedi in modo da formare la punta inferiore di un arco. Sollevando le punte dei piedi con la forza delle cosce le braccia si tendono come la corda di un arco permettendo al capo e al petto di elevarsi verso l’alto assumendo la forma di un arco. Lo sguardo è in avanti come a “puntare” qualcosa.
La posizione ricorda che non è importante darsi continuamente da fare, disperdersi, ma piuttosto avere un chiaro bersaglio. L’arco è anche collegato all’arcobaleno, simbolo di ottimismo e del collegamento tra cielo e terra. L’arciere è simbolo di intelligenza attiva. E’ una posizione che fa confrontare il praticante con i suoi limiti di flessibilità e di forza, a partire dalla sua spina dorsale sino ad abbracciare tutto l’Essere. L’avvicinare i piedi alla testa nel senso opposto a quello cui si è abituati pone anche in relazione con la sensazione di vulnerabilità. Ma allo stesso tempo anche di aver maggior fiducia della posizione.
Matsya_il nuoto tra emozioni e inconscio
Matsya è il pesce, simbolo di crescita e riproduzione. E’ la prima delle dieci reincarnazioni (avatar) del dio Vishnu. Sotto forma di pesce, Vishnu salvò Manu Satyavrata (un equivalente del Noè biblico) dal grande diluvio, ordinandogli di mettere in salvo su una barca una coppia di ogni specie vivente ed i semi di ogni pianta.
Il pesce è anche legato a Shiva, poiché uno di essi uscì dall’acqua per osservare meglio il dio che insegnava i segreti dello yoga alla sua sposa Parvati. Man mano che progrediva nel suo apprendimento, il pesce si evolveva sempre di più. Il mito si ricollega qui al saggio Mastyendra, il cui nome ci rimanda a questa leggenda.
La posizione si raggiunge a partire da terra, in posizione supina. Ci si poggia sugli avambracci con i gomiti puntati a terra e la parte superiore delle braccia perpendicolari al suolo.Dopodiché il capo viene abbandonato al suolo. Per la posizione completa, si parte completamente distesi sulla schiena e il petto va in alto inarcando il tratto cervicale sino a poggiare al suolo la sommità del capo. I gomiti spingono a terra per sostenere l’arco del busto, con le mani poggiate sulla piega dell’inguine. Le varianti della posizione possono essere eseguite da Vajrasana e da Padmasana; in quest’ultimo caso le mani afferreranno i piedi o gli alluci.
E’ una posizione simbolicamente legata all’acqua, legata ad inconscio ed emozioni, dove per nuotare si uniscono due fattori fondamentali della natura umana, della natura maschile e femminile: la grazia con la potenza, richiedendo quindi flessibilità in senso ampio. Inoltre porta a sollevare il cuore verso l’alto. Il pesce simboleggia la ricerca nelle profondità dell’inconscio, dove non è detto che vi sia buio. Come nelle profondità del mare i raggi di sole dell'intelletto possono illuminare la dove il praticante pensa che non vi sia luce.
Concludendo. Lo Yoga della tradizione ha molte posizioni che non si limitano solo a dipinger sul corpo una determinata forma. Penetra molto più a fondo.
Si percepisce fin troppo spesso solo la parte esteriore dello Yoga come il punto focale della pratica. Tuttavia penso sia insito e automatico nella natura dell'uomo Occidentale il motto “ vedere per credere”, come san Tommaso fece ai suoi tempi. D'altronde non posso e non voglio biasimare chi, come me che mi sono affacciato per la prima volta nel mondo dello Yoga tempo fa, vede all'inizio solo eleganti e raffinate posizioni e corpi flessibili.
Ebbene le Asana sono molto di più. Attraggono inizialmente con la loro forza estetica ma, praticandole, penetrano man mano a fondo nello spirito. E sta al praticante percepire questa invisibile forza che rimane dopo averle praticate. Andare al di là è una delle prove a cui un arco, un eroe o un pesce sottopongono gli yoghi ogni volta che si pratica.
Namasté,
Vittorio Pascale
Allievo praticante di Yoga Integrale presso il Centro Parsifal Yoga, Milano
Fondatore della pagina Fb: Yogamando_ Studioso e praticante di Buddhismo Tibetano
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La notizia è ufficiali: Gwen Stefani, voce dei No Doubt, stilista affermata e icona indiscussa di stile è di nuovo incinta!
A 44 anni,la fondatrice della linea di moda L.A.M.B. aspetta il suo terzo figlio, notizia che avrà reso fiero e orgoglioso il marito Gavil Ross Deil ( leader dei Bush ). La coppia ha già due bambini, Zuma e Kiston. Siamo molto curiosi di sapere il nome pensato dai genitori per il nuovo nascituro. Gwen si è vista a Los Angeles a passeggiare per la città con tacchi vertiginosi nonostante il pancione.
Noi di Nerospinto le auguriamo il meglio e speriamo di rivederla presto sulla scena, da vera Hollaback Girl!
A 18 anni dalla creazione di Caudalie, Mathilde Thomas apre la prima boutique italiana, in via fiori chiari a Milano in Brera.
È complicato parlare di un film come Un chateau en Italie perché non è una brutta pellicola e la Bruni Tedeschi come cineasta non se la cava neppure male.
Il problema rimane l’estrema personalizzazione della trama, la scelta del cast e soprattutto la scrittura filmografica per la quale la regista si è fatta anche aiutare da una sceneggiatrice dotata come Agnès de Sacy.
Per cui dopo Uomini che odiano le donne Valeria Bruni Tedeschi prova a scrivere e a portare sullo schermo, a suo modo, donne che odiano gli uomini…ma non è completamente vero neppure questo perché l’intera pellicola è un gigantesco omaggio alla figura di suo fratello Virginio, morto da qualche tempo e la cui memoria la regista vuole ricordare e omaggiare con un lavoro troppo intimistico e privato per poter commuovere o convincere appieno lo spettatore.
E quando la regia e la storia traballano è normale che anche gli attori si spengono e si ridimensionano nei propri ruoli. Per niente brillante allora risulta l’interpretazione di Filippo Timi nel ruolo del fratello malato, troppo coinvolta e troppo decadente la Bruni Tedeschi nel ruolo della protagonista e del tutto incredibile Louis Garrel nel ruolo di Nathan.
Parlare di se stessi in un film è la cosa più difficile per un regista, anche se poi Ozpetech, Weiss e Rossellini lo hanno fatto benissimo, ma bisogna appunto essere tanto bravi e la regista di Un chateau en Italie probabilmente non è ancora pronta per storie così complesse e personali.
La pellicola racconta la storia di Louise, quarantenne profondamente sola e triste, appartenente a una nobile famiglia decaduta che possiede un vecchio castello nella pianura piemontese attraversata dal Po. Una vita spenta la sua che sembra accendersi solo quando incontra Nathan, un giovane attore che inizia a corteggiarla con passione. Louise però è molto legata a Ludovic, suo fratello, malato di Aids. Il giovane Nathan cerca di starle vicino e di sostenerla ma il desiderio ossessivo di una gravidanza con il compagno compromette il rapporto tra i due. Louise rimane nuovamente da sola dentro una vita di cui non trova il senso e la direzione. Nel frattempo muore anche l’amato fratello Ludovic e la donna sembra davvero non avere più forze né volontà di reagire.
Arriva però la svolta e tutto rifiorisce e riprende in una catarsi del dolore che è anche nelle intenzioni della regista un viaggio di salvezza e redenzione attraverso il cammino del contrappasso.
L’idea in sé rimane bella. Valeria Bruni Tedeschi cerca di lasciare aperto uno spiraglio su una speranza che a volte sembra venire meno in molte esistenze, cerca di confezionare un percorso di dolore e di rinascita tutto al femminile ma alla fine non ci riesce.
Il film è spento. Doloroso senza essere amaro, illusorio senza essere positivo.
La figura delle donne e del loro universo così complicato e affascinante ne escono a pezzi.
Un vero peccato!
Dopo 50 anni ritorna nelle sale un film che ha fatto la storia del cinema italiano: Il Gattopardo di Luchino Visconti.
La Sicilia, la sua storia, il suo popolo e i suoi paesaggi, questo è l'essenza del capolavoro tratto dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e che potrete rigustare il 10 novembre al Cinema Anteo,ma con qualcosa in più, che non avete mai visto.
Si tratta dei 12 minuti censurati dalla prima versione del capolavoro di Visconti, reinseriti nel restauro cinematografico eseguito dalla Cineteca di Bologna per il progetto "Il cinema ritrovato" . Finalmente potrete vedere quelle scene che non arrivarono nemmeno a Cannes, dove il registra si presentò con la versione accorciata a 185 minuti.
Che cosa contengono di così sconvolgente quei dodici minuti da meritare la censura?
Il restauro mostra come ad essere censurate furono scene di conflitto di classe e rivolte contadine estranee al romanzo di Tomasi di Lampedusa, ma vicine alla fede marxista di Visconti.
Informazioni
10 novembre ore 10.00
Anteo spazioCinema
Via Milazzo 9, Milano
www.spaziocinema.info
Quante forme ha la violenza, e in quanti modi la si può declinare?
La risposta non è scontata soprattutto guardando Miss Violence, l’ultima pellicola del regista greco Alexandros Avranas, in uscita nelle sale italiane dal 31 di ottobre.
Nel film di violenza reale, cruda e fisica non c’è ne è affatto. Non si ci sono scene dure, non ci sono scontri fisici di nessun genere e anche i “mostri” presentati e descritti dall’autore sono persone comuni, di buone maniere, appartenenti alla buona società ed economicamente agiate.
La violenza descritta nella pellicola di Avranas è talmente sottile, psicotica, emotiva e difficile da comprendere che lo spettatore è scioccato in maniera sublimale senza comprendere realmente perché. Certo, il motivo reale e apparente c’è. Il suicidio di una ragazzina di undici anni.
Ma questa è l’unica scena brutale di tutto il film. Quella davvero sconvolgente. Il percorso per arrivare alla decisione estrema di Angeliki è il vero orrore, il buio dell’anima che sembra appartenere a tutti i componenti della sua famiglia, la violenza estrema che inchioda lo spettatore e che lo devasta fino all’ultimo fotogramma.
Nella famiglia di Angeliki tutto sembra andare nel migliore dei modi. Una benestante famiglia borghese in cui i membri hanno ruoli diversi ma collegati, dove tutto è all’apparenza perfetto e normale, se non fosse che Angeliki il giorno del suo undicesimo compleanno, si suicida buttandosi dalla finestra. E lo fa dopo aver spento, con aria serena e con il vestito della festa, le candeline sulla sua torta, circondata da partenti e familiari. Allo spettatore, la tragedia viene annunciata vagamente e velocemente solo dalla sguardo e dal sorriso della bambina che racchiude tutto il dramma e lo sconforto della sua vita. La reazione della famiglia a questa incredibile tragedia è misurata e cauta e fotogramma dopo fotogramma il regista svela l’inferno privato vissuto dalla bambina nei suoi pochi e intensi undici anni di vita, un inferno che sembra lambire e coinvolgere anche gli altri membri della famiglia. E si comprende che la pulizia del perbenismo borghese e la normalità che il patriarca mantiene è solo una patina.
Il problema di Miss Violence però rimane la scarsità delle doti emotive, sentimentali e passionali dello stesso regista. Alexandros Avranas confeziona una pellicola psicologica ma senza patos che nelle sue intenzioni dovrebbe coinvolgere solo gli strati più profondi e sensibili dello spettatore senza grandi colpi di scena o effetti speciali ma che non riesce neppure in questo.
La sterilità della sua regia, i movimenti di macchina sperimentali e troppo colti, la narrazione filmica che non lascia spazio ai protagonisti fanno sì che lo spettatore si perda completamente tra i cambi di scena e quello che solo il regista vede sul serio.
Miss Violence così diventa un diario quasi privato di Avranas che usa la pellicola come una sorta di diario di bordo personale per descrivere la propria visione della società attuale. Lui, greco di origine e di cultura è come se in un certo qual modo imbastisse il film di riferimenti e fotogrammi sulla difficile situazione sociale e umana che vive il suo Paese in questi ultimi anni.
Ma lo fa nella maniera più sbagliata e sterile possibile.
Infine, sembrerebbe che la storia di Angeliki sia basata su un fatto di cronaca davvero accaduto in Germania, un orrore reale che diventa orrore cinematografico.
Forse, se la sceneggiatura fosse stata originale o pura finzione cinematografica qualcosa della pellicola di Avranas si sarebbe potuto salvare, ma così c’è solo da riflettere sulla psiche del regista e sulla sua volontà insana di condirla con gli spettatori.
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