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È complicato parlare di un film come Un chateau en Italie perché non è una brutta pellicola e la Bruni Tedeschi come cineasta non se la cava neppure male.
Il problema rimane l’estrema personalizzazione della trama, la scelta del cast e soprattutto la scrittura filmografica per la quale la regista si è fatta anche aiutare da una sceneggiatrice dotata come Agnès de Sacy.
Per cui dopo Uomini che odiano le donne Valeria Bruni Tedeschi prova a scrivere e a portare sullo schermo, a suo modo, donne che odiano gli uomini…ma non è completamente vero neppure questo perché l’intera pellicola è un gigantesco omaggio alla figura di suo fratello Virginio, morto da qualche tempo e la cui memoria la regista vuole ricordare e omaggiare con un lavoro troppo intimistico e privato per poter commuovere o convincere appieno lo spettatore.
E quando la regia e la storia traballano è normale che anche gli attori si spengono e si ridimensionano nei propri ruoli. Per niente brillante allora risulta l’interpretazione di Filippo Timi nel ruolo del fratello malato, troppo coinvolta e troppo decadente la Bruni Tedeschi nel ruolo della protagonista e del tutto incredibile Louis Garrel nel ruolo di Nathan.
Parlare di se stessi in un film è la cosa più difficile per un regista, anche se poi Ozpetech, Weiss e Rossellini lo hanno fatto benissimo, ma bisogna appunto essere tanto bravi e la regista di Un chateau en Italie probabilmente non è ancora pronta per storie così complesse e personali.
La pellicola racconta la storia di Louise, quarantenne profondamente sola e triste, appartenente a una nobile famiglia decaduta che possiede un vecchio castello nella pianura piemontese attraversata dal Po. Una vita spenta la sua che sembra accendersi solo quando incontra Nathan, un giovane attore che inizia a corteggiarla con passione. Louise però è molto legata a Ludovic, suo fratello, malato di Aids. Il giovane Nathan cerca di starle vicino e di sostenerla ma il desiderio ossessivo di una gravidanza con il compagno compromette il rapporto tra i due. Louise rimane nuovamente da sola dentro una vita di cui non trova il senso e la direzione. Nel frattempo muore anche l’amato fratello Ludovic e la donna sembra davvero non avere più forze né volontà di reagire.
Arriva però la svolta e tutto rifiorisce e riprende in una catarsi del dolore che è anche nelle intenzioni della regista un viaggio di salvezza e redenzione attraverso il cammino del contrappasso.
L’idea in sé rimane bella. Valeria Bruni Tedeschi cerca di lasciare aperto uno spiraglio su una speranza che a volte sembra venire meno in molte esistenze, cerca di confezionare un percorso di dolore e di rinascita tutto al femminile ma alla fine non ci riesce.
Il film è spento. Doloroso senza essere amaro, illusorio senza essere positivo.
La figura delle donne e del loro universo così complicato e affascinante ne escono a pezzi.
Un vero peccato!
Dopo 50 anni ritorna nelle sale un film che ha fatto la storia del cinema italiano: Il Gattopardo di Luchino Visconti.
La Sicilia, la sua storia, il suo popolo e i suoi paesaggi, questo è l'essenza del capolavoro tratto dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e che potrete rigustare il 10 novembre al Cinema Anteo,ma con qualcosa in più, che non avete mai visto.
Si tratta dei 12 minuti censurati dalla prima versione del capolavoro di Visconti, reinseriti nel restauro cinematografico eseguito dalla Cineteca di Bologna per il progetto "Il cinema ritrovato" . Finalmente potrete vedere quelle scene che non arrivarono nemmeno a Cannes, dove il registra si presentò con la versione accorciata a 185 minuti.
Che cosa contengono di così sconvolgente quei dodici minuti da meritare la censura?
Il restauro mostra come ad essere censurate furono scene di conflitto di classe e rivolte contadine estranee al romanzo di Tomasi di Lampedusa, ma vicine alla fede marxista di Visconti.
Informazioni
10 novembre ore 10.00
Anteo spazioCinema
Via Milazzo 9, Milano
www.spaziocinema.info
Quante forme ha la violenza, e in quanti modi la si può declinare?
La risposta non è scontata soprattutto guardando Miss Violence, l’ultima pellicola del regista greco Alexandros Avranas, in uscita nelle sale italiane dal 31 di ottobre.
Nel film di violenza reale, cruda e fisica non c’è ne è affatto. Non si ci sono scene dure, non ci sono scontri fisici di nessun genere e anche i “mostri” presentati e descritti dall’autore sono persone comuni, di buone maniere, appartenenti alla buona società ed economicamente agiate.
La violenza descritta nella pellicola di Avranas è talmente sottile, psicotica, emotiva e difficile da comprendere che lo spettatore è scioccato in maniera sublimale senza comprendere realmente perché. Certo, il motivo reale e apparente c’è. Il suicidio di una ragazzina di undici anni.
Ma questa è l’unica scena brutale di tutto il film. Quella davvero sconvolgente. Il percorso per arrivare alla decisione estrema di Angeliki è il vero orrore, il buio dell’anima che sembra appartenere a tutti i componenti della sua famiglia, la violenza estrema che inchioda lo spettatore e che lo devasta fino all’ultimo fotogramma.
Nella famiglia di Angeliki tutto sembra andare nel migliore dei modi. Una benestante famiglia borghese in cui i membri hanno ruoli diversi ma collegati, dove tutto è all’apparenza perfetto e normale, se non fosse che Angeliki il giorno del suo undicesimo compleanno, si suicida buttandosi dalla finestra. E lo fa dopo aver spento, con aria serena e con il vestito della festa, le candeline sulla sua torta, circondata da partenti e familiari. Allo spettatore, la tragedia viene annunciata vagamente e velocemente solo dalla sguardo e dal sorriso della bambina che racchiude tutto il dramma e lo sconforto della sua vita. La reazione della famiglia a questa incredibile tragedia è misurata e cauta e fotogramma dopo fotogramma il regista svela l’inferno privato vissuto dalla bambina nei suoi pochi e intensi undici anni di vita, un inferno che sembra lambire e coinvolgere anche gli altri membri della famiglia. E si comprende che la pulizia del perbenismo borghese e la normalità che il patriarca mantiene è solo una patina.
Il problema di Miss Violence però rimane la scarsità delle doti emotive, sentimentali e passionali dello stesso regista. Alexandros Avranas confeziona una pellicola psicologica ma senza patos che nelle sue intenzioni dovrebbe coinvolgere solo gli strati più profondi e sensibili dello spettatore senza grandi colpi di scena o effetti speciali ma che non riesce neppure in questo.
La sterilità della sua regia, i movimenti di macchina sperimentali e troppo colti, la narrazione filmica che non lascia spazio ai protagonisti fanno sì che lo spettatore si perda completamente tra i cambi di scena e quello che solo il regista vede sul serio.
Miss Violence così diventa un diario quasi privato di Avranas che usa la pellicola come una sorta di diario di bordo personale per descrivere la propria visione della società attuale. Lui, greco di origine e di cultura è come se in un certo qual modo imbastisse il film di riferimenti e fotogrammi sulla difficile situazione sociale e umana che vive il suo Paese in questi ultimi anni.
Ma lo fa nella maniera più sbagliata e sterile possibile.
Infine, sembrerebbe che la storia di Angeliki sia basata su un fatto di cronaca davvero accaduto in Germania, un orrore reale che diventa orrore cinematografico.
Forse, se la sceneggiatura fosse stata originale o pura finzione cinematografica qualcosa della pellicola di Avranas si sarebbe potuto salvare, ma così c’è solo da riflettere sulla psiche del regista e sulla sua volontà insana di condirla con gli spettatori.
Interrotta per tre episodi a causa della tragedia di Lampedusa, la serie ha concluso, brillantemente, il 10 ottobre scorso dopo una maratona di due serate e ben sei episodi.
Ci eravamo lasciati con Lecter che aveva portato dalla sua parte la giovane Abigail di cui aveva scoperto più di un segreto e che teneva legato a se con una sottomissione psicologica che legava entrambi a un patto illecito e indissolubile. L’agente Will, però, indagando su gli efferati delitti di un killer che sotterra le sue vittime, creando una sorta di totem con il loro corpo, quasi fossero un macabro trofeo, comprende che Abigail è coinvolta in qualche modo e decide di sottoporla a un serrato, insieme con il collega Alana. L’intuizione del profiler dell’FBI è buona ma Lecter lo convince a desistere e a mantenere il segreto che Abigail sa sul conto di Hannibal e che ha cercato di far intuire intendere a Will. Il killer cannibale, però, ha tanti altri nemici che desiderano fortemente la sua morte o perlomeno di metterlo definitivamente in trappola, tra loro lo scienziato psicopatico e omicida, Franklin, che espone le corde vocali delle sue vittime in modo che possano “letteralmente” suonare come in un violoncello. Il suo tentativo per attirare l’attenzione di Hannibal e per distruggerlo naufraga però miseramente e Lecter e Franklin si ritrovano faccia a faccia per la resa dei conti. La fine dell’antagonista è segnata e Hannibal ancora una volta prevale “eliminando” i proprio nemici nella maniera a lui più consona. Una scena che segna la chiusura della prima stagione del prequel nel modo più spettacolare possibile.
Gli ultimi episodi di Hannibal vedono anche un cammeo importante. Torna sulle scene di una serie televisiva Gillian Anderson, la celebre agente Dana Scully di X File.
Nel prequel l’attrice interpreta il ruolo della bionda e algida Bedila Du Maurier, terapeuta di Hannibal Lecter che lo convincerà a parlare del suo rapporto con Will e scoprirà alcuni dei segreti più importanti del serial killer cannibale.
La prossima stagione si aprirà dunque con una rinnovata caccia all’uomo da parte dell’FBI alla luce di nuovi indizi e nuove rivelazioni.
Arriva il week end e Toilet Club, il locale più folle di Milano, vi aspetta con due imperdibili serate.
Venerdì scatenatevi in pista a COOL KIDS CAN’T DIE, l’unico “Queer Party” di Milano che da ormai 9 anni infiamma . Il dj show diJapi & LaEmi non è solo un set ma un vero e proprio spettacolo in 4D, dove la musica, il travestimento e l’interazione con il pubblico ne hanno decretato il successo. Il pubblico di CKCD si ritrova come una grande famiglia e si scatena in pista e nella testa con pezzi Pop, Electro, Trash, Punk Rock, col tempo fusi con sonorità che vanno dagli anni ‘60 ad oggi, dando vita a mix inconfondibili e ad atmosfere uniche. Ad affiancare il duo per questo venerdì Oh-Ba resident dj al Mono Bar, ogni Domenica con la selection "Queer Gospel". Electropop nippo-francese, classifica zombie Eighties '80-'85, dive country e chicche camp impossibili: la formula tarantolata e passive-aggressive di dj OH-BA.
Sabato va in scena TOILETTE, una serata spensierata, divertente, accattivante e a volte sconsiderata. Sorrisi eccessivi, balli proibiti, drink stellari e baci alcolici. Ad allietare la vostra serata facendo ballare fino al mattino Erik Deep & Lo Zelmo, i resident dj del sabato sera, con il loro inconfondibile (quanto inetichettabile) sound dance-pop, contaminato da elettronica, anni90, affiancati per questo weekend da Posi outsider, anti-diva e talmente lontana dai soliti clichè musicali, da risultare una “mosca bianca” nel panorama cantautorale italiano. Fedele alle parole in rima, alle sonorità elettroniche, innovative, quasi psichedeliche, ed al rispettabilissimo background musicale. Nella scena rap italiana, dal 1998,collaborazioni con artisti dagli Articolo 31, il rapper americano Rahzel fino a Donatella Rettore. Fautrice dei discussi ed esplosivi brani come “VOGLIO FARMI LA DJ”, “LAMETTE”correlati da altrettanti video ipnotici, in alta rotazione su tutti i network televisivi, si impone ora con il suo nuovo singolo “NON TI AFFEZIONARE MAI A ME” brano diverso rispetto ai precedenti.
♥ EVERY FRIDAY COOL KIDS CAN'T DIE @TOILET CLUB.
►Dj Show&Love resident JAPI e LaEMI
❤ TOILETTE - Mi scappa di sabato
❤ Erik Deep & LoZelmo Dj Set
❤ Guest: POSI
** ENTRO LE 00:30 COCKTAIL A 5.00€ **
► TOILET CLUB via Lodovico il Moro 171, Milano Aperto dalle 23:30 alle 4:00
► INGRESSO GRATUITO con tessera ARCI, ARCIGAY, ARCILESBICA, UISP NON HAI ANCORA LA TESSERA ARCI? Richiedila almeno 24h prima di venire al Toilet compilando il form all’indirizzo www.circolotoilet.it/tessera
Info:
www.circolotoilet.it
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Creatività. Moodboard. Tendenze. Fashion.
La creatività di giovani talenti espressa su originali moodboard di tendenze nella Factory del Fashion, luogo del pensare e del fare voluto dall’Accademia Aldo Galli di Como.
Ma cosa è la Factory? E’ uno spazio, un luogo “fuori dal tempo” dove regna sovrana la creatività, dove le idee nascono e si trasformano in progetti di moda. La Factory è una ex officina-fabbrica, riadattata a spazio di lavoro e di condivisione, dell’Accademia Aldo Galli di Como, Università dell’Alta Formazione del gruppo internazionale IED. Qui gli studenti del corso di laurea in Fashion & Textile Design respirano e vivono la moda sotto il coordinamento di Marina Nelli, stilista, esperta di moda, di tessuti e di stili… Con la sua sua profonda passione trasmette agli studenti l’amore per la moda!
La Factory è contenitore di creatività, di idee, di sperimentazione. Un grande baule delle meraviglie che aperto svela tutto il suo splendore. Tra stoffe e pezze, tra moodboard e riviste di moda, tra fashion book ed oggetti di design, tra mock-up e scatole ricche di curiosità, la Factory dell’Accademia Aldo Galli di Como forma Talenti. Si, i Talenti della Moda. Oggi curiosi studenti e domani validi professionisti del Fashion!
La Factory è un vero e proprio laboratorio creativo del Fashion…
Ricetta tratta dal libro I Magnifici 100: piatti golosi, completi e colorati per mangiare sano (edizioni Gribaudo), più che un ricettario, una vera e propria bibbia del piatto unico.
Ingredienti
320 g di riso Venere
240 g di lenticchie rosse
600 g di carote
1 cucchiaio di zenzero grattugiato
2 cucchiai di miele liquido
olio
sale
Fate cuocere il riso e le lenticchie. Incorporate lo zenzero al miele e fate riposare il composto. Tagliate a tocchetti le carote e cuocetele a vapore per 10 minuti. Con un frullatore a immersione riducete in purea le verdure e le lenticchie, unendo un filo di olio e un pizzico di sale. Preparate ogni piatto con il riso Venere e la vellutata al centro; con un cucchiaino versatevi un po’ di miele e servite.
Il riso Venere deve la sua colorazione alla presenza di uno strato esterno ricco di antiossidanti, che rallentano o prevengono il danno cellulare. Questo involucro non viene eliminato con la lavorazione, permettendo di avere un riso integrale più ricco di nutrienti e fibra. L’abbinamento con la lenticchia rossa crea un piatto nutrizionalmente adeguato, vista la ricchezza in vitamine, sali minerali e proteine vegetali.
Claudia Biondini
Chef prêt-à-porter, catering & Banqueting, showcooking e corsi di cucina. Solo su http://claudiabiondini.com/
ALEXIS KNOX IN ESCLUSIVA PER NEROSPINTO
Il dado è tratto, il giorno è giunto. Alphabet riapre il sipario per una nuova stagione. La serata electrochic per eccellenza di Milano ritorna dall'8 novembre ogni venerdì notte nella nuova sede del Rocket.
La prima volta, si sa, non si scorda mai e Alphabet lo sa bene: per questo motivo, la prima serata della nuova stagione sarà resa ancora più indimenticabile dalla presenza di una guest star d'eccezione.
Stiamo parlando di Alexis Knox,celebrity fashion stylist e collaboratrice di brand come Adidas, dj e vera e propria icona del nightclubbing londinese. Alexis è pronta a farvi ballare al ritmo della sua personale selection "Ilovethissong", insieme alla dj resident di Alphabet, Enza Van De Kamp.
Nerospinto ha avuto l'onore di intervistarla in esclusiva.
Vi regaliamo così un assaggio di Alexis, in attesa di vederla live domani [da leggere tutta d'un fiato].
L: So che apprezzi il tè, soprattutto se servito a Brick Lane in un vintage tea party dove si parla di stile. Quindi, anche se non saremo fisicamente uno di fronte all’altra e non potrò ringraziarti di persona per l’intervista, la prima domanda è: latte o limone?
A: Nessuno dei due! Amo il Chai tea latte (caffelatte aromatizzato con tè speziato) ed è molto difficile trovarne uno cremoso al punto giusto!
L: Ė difficile presentarti a chi non ti conosce, come tutte le personalità particolarmente eclettiche. Fashion stylist che vanta innumerevoli e importanti collaborazioni con esclusivi designer di moda come Sergei Grinko e brand sportivi ad esempio Adidas. Fashion Editor, DJ e consulente personale di numerose celebrità non solo musicali del calibro di Bruno Mars, Jessie J, Likke Li, Nicola Roberts, M.I.A. e Daisy Lowe per citarne alcuni.
In Italia ti basterebbe solo pubblicare un libro di cucina per raggiungere la celebrità e ci sarebbero persone pronte anche a candidarti in Parlamento.
Ma per tornare al tuo lavoro, quali sono gli elementi della tua personalità che ritrovi in ogni tuo progetto, pur diverso che sia?
A: Penso sia molto importante, in quanto stilista, non dominare un progetto con il proprio stile personale, ma invece prendere in considerazione tutti gli aspetti dello stile e del gusto di una persona. Buona parte del mio lavoro è colorato e istrionico e penso che gli elementi cyber kawaii fumettosi siano il mio marchio di fabbrica e che non siano solo ciò che faccio e che amo fare. L'onestà è ciò che contraddistingue ogni mio progetto: ad esempio, quando vesto un artista, non mi intrometto dicendogli cosa indossare, si tratta sempre di una collaborazione. Sono lì per far emergere la sua personalità e renderla visibile all'esterno.
L: “It’s all about attitude” è una tua citazione che ho letto in giro per descrivere la tua idea di stile.
Quando si lavora con celebrità musicali con una chiara e ben definita personalità, come riesci a trovare un terreno comune su cui sviluppare la tua visione di stile cucita sulla loro immagine?
A: Comunicare è vitale. Mi piace conoscere in anticipo l'artista con il quale lavoro o, se il tempo stringe, mi basta una breve chiacchierata prima di cominciare. In questo modo loro (gli artisti ndr) sanno che non sono lì per prendere il loro posto, ma per lavorare al loro fianco, per ottenere qualcosa di originale e memorabile.
L: Quali celebrità italiane, se ce ne sono, ti piacerebbe vestire?
A: Amo Bianca Balti, è cool e ha un'attitudine positiva verso la vita. In più è bella, ma la bellezza non è ciò che mi interessa. Amo il modo in cui è in grado di portare la sua personalità e il suo senso dell'avventura nella carriera di modella.
L: Hai collaborato con lo stilista Sergei Grinko non solo come fashion stylist ma anche come special guest per il suo after show party SS2014.
La sua ultima collezione si chiama Anatomically Correct, contro una ricerca di perfezione anatomica, una sorta di celebrazione della bellezza dell’imperfezione umana.
Quando ti guardi intorno, quali sono le imperfezioni o le alterazioni di quello che si indossa che ti fanno pensare “Questo è un nuovo stile”?
A: Amo lavorare con Sergei Grinko e il suo fantastico team. Sergei ha la mia stessa visione della vita: trovare il bello in ciò che è oscuro e distorto. Inoltre giocare con le forme e le silhouttes è qualcosa che ispira entrambi.
Nel mio lavoro, prendo ispirazione da molteplici fonti, che siano la sottocultura notturna o l'arte concettuale. Non si può essere sempre certi che quel qualcosa sarà un successo, si tratta quasi sempre di nuova fase emergente, di qualcosa che è sul punto di esplodere. A volte vale la pena rischiare ...
L: Sei uno dei 5 creativi dall’ UK che è stato scelto per il progetto MIADIDAS, dove ti è stata data la possibilità di personalizzare un paio di Adidas trainer.
Raccontaci qualcosa di questa esperienza, a cosa ti sei ispirata?
A: Adoro Adidas, vestendo tutti i giorni Adidas per me è stata un' esperienza eccitante. Sapevo esattamente quale tipologia di scarpe usare, le Adidas Superstar 2, anche dette " dita dei piedi a conchiglia".
Sono appassionata di street style della vecchia scuola, passando dall' HipHop allo stile ska. Perciò le Superstar 2, essendo profondamente legate allo stile hiphop, erano il paio di scarpe giusto sul quale concentrarmi.
Indosso molte stampe, ci tenevo a mantenere un design audace, in maniera da indossare le scarpe per molto tempo. Ho dunque scelto il nero, il bianco e il rosso. Ho provato con il giallo e il verde, ma ho pensato che qualcosa di più pulito e grafico potesse adattarsi meglio al mio stile. Penso che la gente si aspetti di vedere una scarpa super colorata, ma il mio stile da giorno è estremamente grafico e street, non qualcosa di già visto.
L: Ho estrapolato da alcune interviste le tue indicazioni per un corretto outfit e, più in generale, per farsi guidare nella scelta di quello che si indossa.
3 regole: fondere la propria personalità alle mode, buona qualità dei capi e divertimento, senza prendersi mai troppo sul serio.
Ne ho dimenticata qualcuna? Ci sono altre regole da seguire?
A: Penso che vadano bene! La chiave sta nel sentirsi a proprio agio con ciò che si sta indossando, anche se si tratta in realtà di un outfit scomodo, l'importante è che per noi sia il migliore.
L: Quali sono in questo momento, i fashion designer più interessanti e chi ami particolarmente?
A: Ovviamente Sergei Grinko, la sua teatralità ed eleganza nel ritrarre una donna "con le palle", per me è fonte di ispirazione. Amo Maria Ke Fisherman e i suoi vestiti cyber che uniscono la street culture e l'alta moda. Mi piace il brand di moda maschile AdaXNik di Nik Thakkar e Ada Zanditon, la sua realizzazione tecnica e l'attenzione per il brand e le campagne, che sono semplicemente perfette.
Amo anche Tolga Ozturks (abbigliamento maschile), che è audace e colorata pur restando prettamente maschile, la sua attitudine street, che rende i suoi vestiti perfetti per il ragazzo dei nostri sogni. Quando si sceglie nel proprio guardaroba, al di là della personalità e dello stato d’animo, è imprescindibile pensare all’occasione o alle persone per cui ci si veste.
L: Se dovessi uscire per incontrare te stessa, cosa indosseresti?
A: Indosserei qualcosa che metta in evidenza i miei punti forti, ma allo stesso tempo confortevole e che non richieda troppe cure, qualcosa che non parli al posto mio. Ovviamente, se si tratta di un appuntamento, indosserei qualcosa che possa attirare l'attenzione! Apprezzo chi ha il senso dello stile, l'importante è che ciò sia naturale e che non richieda sforzi, altrimenti non è credibile e perde tutta la sua magia.
L: Ho letto che la tua esperienza di DJ è nata collaborando al Circus, locale esclusivo londinese frequentato anche da molte star. I club spesso sono le vere giungle dove nascono fenomeni e stili che anticipano le mode o rivelano quelle che avranno successo.
Sei d’accordo? Quali sono i club o le città nel mondo che da questo punto di vista sono fonti di ispirazione per il tuo lavoro di fashion stylist?
A: Jodie Harshs Circus è stato davvero un punto di riferimento durante il periodo trascorso a Londra. Ho iniziato gestendo le liste alla porta, dunque potevo decidere chi far entrare e chi no. In quel periodo era uno dei miei nightclub preferiti assieme al Boombox e Tailor Trash. Era un posto pieno di ragazzini, drag queens, amanti della moda e celebrità. Avevamo tutti, da Kate Moss a Amy Winehouse e Alexander McQueen e, come potete immaginare, stare alla porta mi ha consentito di conoscere molta gente! Al termine, salivo nella postazione del dj e raggiungevo Jodie e DJ Kris di Angelis e fu allora che Jodie mi passò i piatti! Kris mi disse poi come era andata la serata.
Londra sarà sempre la mia casa e una grande fonte di ispirazione. Mi piacerebbe visitare il Giappone e la Corea e trascorrere più tempo a Los Angeles e New York. Ovviamente adoro stare a Milano il più tempo possibile, le strade sono piene di passanti eleganti e perfetti.
L: Venerdì sarai ospite della serata inaugurale della nuova stagione di Alphabet, presso il Rocket in Alzaia Naviglio Grande 98.
I tuoi DJ set si chiamano “I love this song!” perché spesso lo senti dire dal pubblico delle tue serate. Ho intercettato alcune tue performance, so che ami molto l’old fashion garage e in generale la musica anni '90. Che cosa hai in mente per la tua selezione musicale? Dai una piccola anticipazione a noi di Nerospinto?
A: Porto sempre con me una buona dose di Girl power! Ci saranno dei momenti in cui canterò come una vera diva e in più amo il rave e dunque pomperò molte basi.
L: Cosa c’è invece nella tua playlist e cosa ascolti ultimamente?
A: Girl Power sotto forma di Destiny's Child, Brooke Cand, Spice Girls e Iggy Azalea; ritmi cattivi sotto forma di French Montana, Migos, NERD e ASAP Rocky.
L: L’uomo e la donna più fichi degli anni '90.
A: Uomo più fico non saprei, donna più fica Geri Halliwell aka Ginger Spice
L: Un consiglio a chi oggi pensa di diventare una Fashion Stylist.
A: Divertiti molto, lavora molto e sii sempre gentile. Essendo un lavoro da sogno, sei fortunato anche solo a metterci un piede, sii riconoscente per ogni esperienza che fai e fai qualunque cosa meglio di quanto potresti.
Dopo aver conosciuto il mondo di Alexis Knox, non potrete fare a meno di vederla in veste di dj, per una serata da iscrivere negli annali della notte milanese, riservatevi una poltrona d'onore!
[Intervista di Luca Mirmina/Traduzione a cura di Letizia Carriero]
ALPHABET OPENING PARTY, Special Guest ALEXIS KNOX (London)
Friday November 8th Rocket Alzaia Naviglio Grande 98 Milano
Info e liste: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Mob: 348/8826632
Il 7 novembre apre il Nuovo Grande Museo del Duomo di Milano, uno spazio collocato nel perimetro di Palazzo Reale, curato e organizzato dall'architetto Guido Canali, che ha riportato a vista le antiche volte medievali e ordinato in ventisette sale tredici percorsi tematici.
Lo spazio copre la bellezza di 2000 mq di superficie e ospita materiali che contano 626 anni di storia del Duomo.
La raccolta, quindi, è molto vasta e varia, sono presenti dipinti, sculture, vetrate, arazzi, e il prezioso Tesoro, fino ad oggi conservato nella Cattedrale milanese, che rimane tutt'ora uno dei più importanti di tutta Europa, proprio perché scampato agli espropri napoleonici; custodisce arredi, avori e capolavori inestimabili di oreficeria.
Il museo riapre grazie alla volontà della Fabbrica del Duomo, che in questi ultimi anni, come tutti avremo potuto notare, nonostante la crisi, ha continuato a investire nella conservazione e valorizzazione della cattedrale. Un lungo restauro e manutenzione per il Duomo, il nuovo museo e l'archivio, di fronte l'abside, che conserva la documentazione sulla costruzione del Duomo, che conta più di 5.000.000 visitatori annui.
L'inaugurazione del museo è accompagnata da un convegno internazionale "Le Colonne d'Europa" che si terrà il 5 novembre, dalle 9.30 alle 18.30 nella sala delle Colonne del Museo del Duomo (ingresso libero) e dalla proiezione in Duomo del racconto in video-mapping, dal titolo "History that made History", sullo sviluppo del Cristianesimo: dalla morte di Gesù all'Editto di Milano.
Il Corriere della Sera, in occasione dell'inaugurazione, dedica al museo una guida che raccoglie un ricco archivio fotografico e diversi contributi tra cui testimonianze di vari autori; sarà in vendita il 4 novembre in allegato al giornale al costo di 12,90 €, più il prezzo del quotidiano.
Il museo è aperto da martedì a domenica dalle 10 alle 18. Il Lunedì è chiuso.
Per ulteriori informazioni potete visitare direttamente il sito del Duomo di Milano
www.duomomilano.it
oppure telefonare ai numeri
02.860358
02.72022656
Il costo d'ingresso è di 6/4 €
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