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LORENZO CAPPELLANO, TATTOO ARTIST FIORENTINO, mette in scena l’opera di WILLIAM BLAKE
Firenze, 9 novembre 2013.
Dopo il tatuaggio raffigurante il volto di Cesare Pavese, che fece il giro del web e dei giornali di tutta Italia, Lorenzo Cappellano, in arte Lorenzo Arkadia dell’omonimo Tattoo Studio fiorentino, si cimenta nuovamente in una esperienza ad alto tasso “artistico” su inchiostro permanente.
L’ARTISTA fiorentino ha dato dimostrazione di grande capacità artistica e precisione assoluta. Una vera e propria opera d’arte.
Aerosmith live.
Qualche giorno fa, in diretta da EICMA MILANO Steven Tyler , ai microfoni di Ringo aveva dichiarato l’intenzione di tornare a suonare nel nostro paese.
Detto, fatto. Adesso c’è una data ufficiale: 25 Giugno 2014 alla Fiera Milano Live – Milano (Rho).
La band, che ha suonato in Italia nell’edizione 2010 dell’Heineken Jammin’ Festival, torna quindidopo 4 anni di assenza sul nostro palcoscenico.
Gli Aerosmith, con una carriera di oltre 40 anni e 15 dischi in studio all’attivo, icona dell’hard rock mondiale torna in Italia per un grandissimo show, presentando al pubblico il loro ultimo album “Music From Another Dimension!”.
SI FA PRESTO A DIRE “NUDE”!
Gli stilisti hanno parlato chiaro: dopo l’enorme successo in passerella, lo smalto nude si trasferisce dalle unghie delle modelle alle nostre, rendendole cool e raffinate. Oggi un’unghia bella e curata è caratterizzata da un colore soft, cipria, beige, delicatamente rosato, finemente limato a mandorla allungata e decisamente anni ’50.
Tra gli iniziatori del trend, vi è decisamente Dsquared2 che ha scelto gli smalti nude di Morgan Taylor per la nail art del fashion show.
Ora tocca a noi fermare sulle nostre unghie questo look senza tempo, grazie alle numerosissime offerte che ci offre il mercato per tutti i gusti e per tutte le tasche.
La ricerca del nude perfetto tuttavia non è semplice, poiché deve ben accordarsi al nostro sottotono di pelle. Una scelta azzardata con questi tipi di smalti è davvero fatale: un nude sbagliato può comunicare a chi ci sta intorno un nostro stato di malattia. Un esempio? Se siamo caratterizzate da sottotono freddo e scegliamo un nude sbagliato troppo caldo il contrasto farà sembrare le nostre unghie giallastre e decisamente non in salute.
L’alta profumeria ci propone moltissimi prodotti che i brand più prestigiosi hanno formulato per noi.
Cominciamo considerando le esigenze di quelle donne che hanno pelle e colori freddi.
Yves Saint Laurent ha presentato lo scorso anno “22 Beige Leger”, un beige rosato dal sottotono freddo.
Essie propone invece “Minimalistic”, un rosato freddo delicatamente lattiginoso.
Come non considerare l’iconico “Safari Beige” di Dior, il nude per unghie d’eccellenza! Pur virando ad un beige caldo, è perfetto per sottotoni chiari, poiché conferisce un’allure elegante che riscalda notevolmente la mano senza l’inconveniente sopra esposto. Questo perché vira ad un leggerissimo color cammello.
Indicato per i sottotoni più caldi è “565 Beige” di Chanel Le Vernis, luminoso se a sfoggiarlo è la mano giusta.
Per le donne abbronzate sono consigliatissimi “Camel” di Dior Vernis, un color sabbia scuro, e “So Vain” di Estee Lauder. E’ un caldo caramello shimmer.
Un nude decisamente democratico è “Organza” di Laura Mercier: ravviva la carnagione più chiara con piccoli glitter dorati e, per questo motivo, riscalda anche le pelli più scure.
Sono consigliati al pari di “Organza” e per le stesse caratteristiche anche “223 Beige D’Or” e “225 Beige Rose” di Chanel Le Vernis. Il 223 è leggermente più freddo grazie ai suoi glitter tendenti al platino, mentre il 225 è più caldo grazie al color dorato intenso delle sue componenti.
Scendendo di prezzo, trovano un meritato posto gli smalti Pupa, della linea Lasting Colours. Il brand propone un variegato ventaglio di smalti nude. Cominciamo da “104 Beige”, discretissimo, che uniforma semplicemente l’unghia e conferisce un look molto ordinato. “200 Pastel Pink” è più coprente e rosato.
“105 Pearly Beige” è più dorato. Bisogna prestare attenzione però, poiché è perlato: questa caratteristica rende molto riflettente lo smalto ed enfatizza le asperità o le righe di crescita delle unghie. Consigliamo di limare prima la superficie dell’unghia con una lima dalla grana sottile, appositamente studiata per trattare il corpo ungueale. “109 Stylish Nude” è più indicato per donne dai colori caldi.
Un altro nude delizioso è “Jane” di Zoya, molto luminoso e chic. In Italia, Zoya non si trova dappertutto, ma il sito ufficiale del brand (www.zoyacolors.com) mette a disposizione una lista di tutti i saloni rivenditori che trattano il brand presso cui è possibile acquistare questi prodotti.
Deborah propone un nude luminosissimo, per poter ottenere un effetto gel senza ricorrere alla lampada UV: “001”Shine Tech Gel Like è ultralucido e quasi specchiato.
E’ molto amato anche “Beige” di China Glaze, nude sofisticatissimo dall’ottimo rapporto qualità prezzo, soprattutto se acquistato su internet dove si possono trovare offerte molto convenienti
In una fascia ancora più bassa di prezzo possiamo trovare altri smalti ugualmente validi.
Sta diventando molto famoso “240 Australian Dawn” di Shaka, un bellissimo beige rosato delicatamente metallizzato. E’ molto carino anche “01 Hazelnut Cream Pie” della linea Glam Nudes di Essence. E’ molto particolare poiché è caratterizzato da luminescenze lilla-rosate.de
Insomma, si fa presto a dire “nude”! La ricerca del punto perfetto di beige sulle nostre unghie non è semplice ed è necessario sperimentare, provare e…innamorarsi di queste tonalità bon ton e simbolo di un’ eleganza mai scontata.
Tre storie, tre metropoli famose, amori e conflitti in corso per raccontare il modo di vivere di persone del tutto differenti tra loro ma accomunate da conflitti interiori e scelte di vita simili.
Probabilmente condizionato dalle vite parallele di Plutarco, Haggis firma a suo modo un altro lavoro sui sentimenti e sul romanticismo. Solo che questa volta decide di infilarci l’elemento novità del lato più oscuro che accompagna i protagonisti della sua pellicola.
Presentato lo scoro settembre, in anteprima, al Festival del Cinema di Toronto Third Person non ha mancato di stupire gli spettatori e di convincere più di un critico per la capacità straordinaria del regista di muoversi tra soggetti diversi e in location distanti tra loro.
Le storie di Third Person si svolgono a New York, a Parigi e a Roma. Nella pellicola francese, viene presentato agli spettatori un triangolo amoroso complicato ma decisamente originale, nella metropoli americana, la storia ruota attorno a una donna che cerca di riottenere la custodia di suo figlio, dopo che è stata accusata di aver tentato di ucciderlo. La sua tenacia e i suoi sforzi per dimostrare la propria innocenza sono raccontati in maniera intensa e coinvolgente, tanto da risultate quasi impossibile allo spettatore non identificarsi con il suo dramma. A Roma, invece, la trama si fa più complicata e dal vago sapore della spy story. Un uomo d'affari americano si innamora di una donna italiana e cercare di aiutarla in ogni modo a liberare sua figlia, rapita da un boss locale.
Third Person è quel genere di pellicola che io amo definire trasversale, che può colpire in egual modo la sensibilità femminile e lo scetticismo maschile. Un film da andare a guardare appositamente in coppia e che lascia spazio a ogni ulteriore confronto.
Bellissima la fotografia di Gianfilippo Corticelli che regala stralci di Parigi e New York da lasciare senza fiato. Il direttore della fotografia, però, non il solo italiano a lavorare a questa pellicola che si avvale anche di Dimitri Capuani e Luca Tranchino come Art Director, di Dario Marinelli come compositore della colonna sonora originale e delle scenografie di Raffaella Giovanetti.
Se a questo aggiungiamo una piccola parte nel film di Riccardo Scamarcio possiamo ritenerci davvero soddisfatti. Anche gli autori stranieri amano parlare italiano sul set cinematografico.
Rocky horror picture show. Questa sera riprende lo spettacolo non convenzionale del Diabolical Plan al cinema Mexico. Cari non convenzionali, finalmente è giunta la nuova stagione del Rocky Horror Picture Show al cinema Mexico, detto anche la "Rocky Horror House", uno degli ultimi cinema monosala di Milano: un vero gioiello della nostra città.
Nel caso qualcuno non lo sapesse il Rocky è un fantastico e coinvolgente spettacolo che viene fatto tutti i venerdì sera, da novembre a giugno, da ormai 32 anni, e che continua a riscuotere un grande successo, con una risposta dei fan davvero entusiasmante.
Uno spettacolo di paillette, cilindri e reggicalze, dal ritmo esilarante e trasgressivo che conta anche sul suo pubblico: libero di cantare, ballare, travestirsi e interagire con i personaggi del cast.
Come funziona? Mentre il film viene proiettato sullo schermo vi ritroverete le stesse scene a pochi metri dai vostri nasi: salutate la famosa 'quarta parete' del teatro, perché vi ritroverete faccia a faccia, e non solo, con Frank e tutti gli altri protagonisti!
I transilvani saranno presenti in sala già dal vostro ingresso al cinema, pronti a farvi divertire e a farvi entrare nello spirito della serata: saranno muniti di coloratissime casse contenenti i famosi kit di sopravvivenza, dei kit con tutto il materiale necessario per interagire al 100% con lo spettacolo, come il riso, trombette, guanti, giornali, carta igienica e tanto altro: imperdibili!
Quest'anno si inizia con qualche settimana di ritardo, cioè venerdì 15 novembre, ma la carica e la voglia di ballare il Time Warp è sempre la stessa!
Il biglietto costa pochissimo, solo 6 €, quindi se non siete ancora venuti, cosa state aspettando? Frank, Magenta, Riff Raff, Columbia e tutti gli altri son già lì, mancate solo voi!
Non mi resta che dirvi: Let's do the Time Warp Again! A stasera!
Il cinema Mexico si trova a due passi dalla stazione di Porta Genova, in Via Savona 57.
Per info potete andare sul sito www.cinemamexico.it oppure chiamare allo 02 48951802
Chi di voi cari lettori non si è mai trovato tra le mani un robot, soprattutto da bambini, o non si è mai lasciato affascinare da queste strane figure in un film o cartone animato? Qualcuno preferiva i classici in latta, altri i droni, qualcun altro ancora i cyborg. Insomma, tutti questi giocattoli sono stati protagonisti di migliaia di avventure. Per questo, Nerospinto è lieto di consigliarvi di passare al WOW - Lo Spazio Fumetto di Milano, che ha deciso di ricordarli e di raccontarvi la loro storia in una mostra davvero particolare.
Dal 26 ottobre 2013 al 12 gennaio 2014, quindi, rivive il fantastico Mondo dei Robot tra fumetti, animazione, illustrazione, letteratura e cinema. Dai primi automi immaginati agli inizi del Novecento ai “robottoni” giapponesi che negli anni Settanta spopolarono nelle nostre tv, dalla letteratura di Asimov al cinema d’autore.
La storia dei robot si apre nel 1920, quando nel copione della commedia teatrale R.U.R. Rossumovi univerzální roboti (titolo italiano I robot universali di Rossum) del commediografo ceco Karel Capek comparve per la prima volta la parola “robot” per descrivere un essere artificiale creato dell’uomo al fine di svolgere al suo posto i lavori usuranti. Curiosamente nella pièce teatrale i robot non sono esseri meccanici, come saranno tutti i loro successori, ma uomini fatti nascere in laboratorio stile Frankenstein.
L'esposizione si apre con una panoramica dedicata alla “nascita” del mito moderno dei robot, nella letteratura e attraverso le matite dei maggiori illustratori/copertinisti della fantascienzacome Kelly Freas e Chris Foss, con alcune tra le loro più belle immagini, Karel Thole e Carlo Jacono, con le migliori copertine create per serie di grande successo tra cui Urania.
Un'apposita installazione introduce le tre leggi della robotica ideate da Isaac Asimov, che intorno ad esse ha costruito molti dei suoi racconti e romanzi. Nella finzione narrativa le tre leggi vengono programmate all'interno di ogni robot, in modo che non possa fare del male all'uomo, ma che anzi lo serva e obbedisca anche a costo della propria sopravvivenza. Per omaggiare degnamente il grande autore, è esposta una rara copia della prima edizione del capolavoro I Robot, autografata.
La parte centrale della mostra si concentra sul fumetto, il cinema e l'animazione. Spazio anche al più famoso combattente di robot dei fumetti, ossia Magnus, eroe di un futuro in cui le macchine hanno preso il sopravvento, disegnato da Russ Manning, grande autore di Tarzan, per i comic book statunitensi della Gold Key negli anni Sessanta e uscito in Italia grazie ai Fratelli Spada (esposti in mostra).
Sempre dagli Stati Uniti arrivano anche androidi dai sentimenti umani che si dedicano alla lotta contro il crimine, come Visione, membro degli Avengers insieme a Capitan America, Thor e Iron Man.
I robot sono presenti in abbondanza anche in cartoni animati e fumetti comici: da Rosie, la dispotica domestica meccanica armata di piumino, grembiulino e crestina dei Pronipoti, all'irriverente Bender della serie animata Futurama. E non possono mancare ovviamente gli uomini meccanici Made in Disney.
In Italia i robot arrivano presto e sono generalmente enormi, come ne Gli adoratori della luce sul giornale a fumetti L'Avventuroso (1940) e Il terrore di Allagalla del 1946, storie fantastiche che hanno ispirato Sergio Bonelli e Gallieno Ferri per la creazione del gigantesco Titan (1966), unodei primi nemici di Zagor, di cui sono esposte alcune pagine realizzate dallo stesso Ferri. Dall'altra parte del mondo, in Giappone, il mondo viene difeso da crudeli invasori grazie a Mazinga, Goldrake, Jeeg, Gundam e i più giovani Patlabor (di cui è esposto un modello alto 4 metri!) e Evangelion.
In mostra ci sono anche rodovetri originali, pupazzi, albi di figurine, fumetti, super 8, statue provenienti da collezioni private e altri oggetti che testimoniano la “goldrakemania” esplosa alla fine degli anni Settanta e le più moderne action figure dedicate ai robot. Alle sigle degli anime robotici è dedicato uno spazio apposito, in cui vengono esposti rari dischi d'epoca. C'è spazio anche per storie in cui il lato umano prende il sopravvento, come nelle avventure di Cyborg009, gruppo di eroici ragazzi metà uomo e metà macchina.
Il racconto dei robot protagonisti di pellicole cinematografiche di grande successo viene affidato ai manifesti cinematografici originali provenienti dall’archivio di Fermo Immagine – Museo del Manifesto Cinematografico di Milano: dal simpatico robot protagonista di un classico come Il pianeta proibito ai robottoni giapponesi diventati star del cinema per alcuni lungometraggi realizzati cucendo assieme alcuni episodi delle serie animate, da Metropolis a Terminator, da Wall.E all’ultimissimo Iron Man 3. In parallelo verrà inaugurata una mostra presso Fermo Immagine – Museo del Manifesto Cinematografico, dedicata a Star Wars, con particolare attenzione ai droidi della saga di George Lucas (i visitatori di una mostra che si presentano con il biglietto d'ingresso dell’altra potranno entrare con il biglietto ridotto).
Ospite speciale della mostra è Nathan Never, detective del futuro creato nel 1991 per Sergio Bonelli da Medda, Serra e Vigna. Nelle sue storie incontra robot, cyborg e androidi di tutti i tipi. Sono esposte tavole originali di Claudio Castellini, Max Bertolini e Sergio Giardo.
IL MONDO DEI ROBOT - Dal 26 al 12 gennaio 2014
WOW SPAZIO FUMETTO -Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata
Viale Campania 12 – Milano.
Ingresso 5 euro (ridotto 3 euro)
Lunedì chiuso
Da martedì a venerdì 15 -19.
Sabato e domenica 15-20.
Informazioni: www.museowow.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Nuovo giro, nuova corsa! Il weekend ritorna prepotentemente in quel della Sacrestia Farmacia Alcolica, per offrirvi il meglio della scena musicale alternativa e crossover, il tutto accompagnato da una buona birra o un delizioso piatto preparato con amore e con le migliori materie prime.
Il fine settimana parte in quinta con la "Festa del Cazzo" (solo per gente s-porca), l'appuntamento che da un anno a questa parte fa divertire migliaia di ragazzi e ragazze alla ricerca di un party senza pensieri, allegro e cool come pochi!
Appuntamento a venerdi 15 novembre con il djset a cura di Bold as Gold, John,Mary K e Jasta. Inizio h 22, free entry.
Sabato 16 novembre le sonorità cambiano e si fanno caraibiche, con reminescenze londinesi: l'house lascia infatti spazio allo ska, con il dj set di Shanty Town, che accenderà la notte con una selection reggae, ska, rocksteady, Jamaican R&b e soul!
Non mancherà l'appuntamento con i dj resident, Rudies On Time e Filippo Dr.Jekyll.
Start h 22, free entry
Il fine settimana si chiude in bellezza con la musica italiana di qualità, grazie ad un omaggio reso ad una delle più belle voci del nostro panorama musicale: Mina, la tigre di Cremona.
La Sacrestia Farmacia Alcolica presenta infatti "Macc canta Mina", tributo jazz-rock-new wave e jazz, con un twist maschile.
Ad interpretare il repertorio più recente di Annamaria Mazzini sarà infatti un ensemble maschile: Alessandro De Gasperi alla chitarra,Ivo Barbieri al basso, Giorgio Di Tullio alla batteria, Mario Zara alle tastiere e Fabio Macchitella - Macc alla voce.
Start 18.30, ingresso a numero chiuso su prenotazione.
Per info e prenotazioni: Valentina 388 3979020
I TICKET DELLA DOMENICA inizio ore 18.30:
SPETTACOLO + CONSUMAZIONE EURO 13.50 SPETTACOLO + CONSUMAZIONE E TAGLIERE EURO 18.50 SPETTACOLO + CENA EURO 33
offerte speciali se si viene in 4 o per 4 volte:
I TICKET PER 4 DEI POMERIGGI DELLA DOMENICA:
SPETTACOLO + CONSUMAZIONE per quattro EURO 48 SPETTACOLO + CONSUMAZIONE E TAGLIERE per quattro EURO 64 SPETTACOLO + CENA per quattro EURO 100
Il weekend della Sacrestia Farmacia Alcolica
Venerdi 15 novembre
Festa del cazzo
h 22, free entry
Sabato 16 novembre
Shanty Town
h 22, free entry
Domenica 17 novembre
Macc canta Mina
h.18.30, ingresso su prenotazione
tel Valentina 388 3979020
Si sente già nell’aria. Le vetrine dei negozi iniziano ad impreziosirsi e a colorarsi di rosso, argento, oro…in un turbinio di colori, luci e meraviglie. Andremo a scoprire alcuni angoli di Como dove si respira già il Natale, due graziosi negozi di complementi d’arredo e oggettistica che hanno già allestito le vetrine e gli spazi del negozio in perfetto stile natalizio.
Nel cuore del centro storico di Como, in via Diaz, si trova Milò Casa e Cioccolato, un atelier del bello in perfetto stile shabby chic, nato dall’esperienza nel settore del visual e dell’interior design di due sorelle, Miriam e Lorella da cui il nome del negozio “Mi-Lò”. Entrare nella loro “casa” è un viaggio sensoriale alla scoperta delle tradizioni nordiche perché tutta l’oggettistica, le decorazioni, i complementi d’arredo e gli arredi provengono, previa attenta selezione, dal Belgio, dalla Francia e dalla Danimarca… Orsetti di peluche, cuori di legno, candelabri, decorazioni per l’albero di Natale… e tantissime altre meraviglie per rendere il Natale un momento davvero magico e speciale.
Milò è anche delizia e gusto con una selezionata proposta di dolci, biscotti e cioccolati tutti prodotti in Italia da rinomati artigiani del gusto come Gobino, Bontà e Savoia, Gardini ed altri rinomati marchi.
A pochi metri da Milò, fuori dal centro storico, si trova il concept store S2 Style. Un negozio immerso nel verde in prossimità dello Stadio San Siro di Como. Nato nel 2011 dall’idea di Stefano, Sabrina e Simona, S2 Style è diventato il punto di riferimento per gli amanti di uno stile sobrio, di design e di buon gusto. Il concept store ricrea un appartamento con tanto di angolo camera da letto, salotto e cucina…
L’idea è proprio quella di far sentire i clienti a “casa propria” regalando emozioni. I titolari del negozio vogliono far star bene gli ospiti che entrano a scegliere un mobile o un complemento d’arredo…per la propria home o da regalare. Il Natale di S2 Style è accogliente, neutro…perché l’obiettivo è quello di far vivere la casa con stile anche sotto le feste natalizie. S2 Style propone dagli accessori per la cucina e il bagno agli arredi in legno, stile chalet di montagna, dalle candele profumate per ambienti a complementi d’arredo come cuscini, coperte, stoviglie…e poi tante idee originali e di classe da regalare ad amici e parenti.
Il Natale è in arrivo… Milò e S2 Style sono pronti ad accogliervi nelle loro accoglienti “home” per presentarvi il loro Natale tra decorazioni ed orsetti, candelabri e curiosità dal mondo…
www.milocasaecioccolato.it www.essequadrostyle.it
Enza Modica, in arte Enza Van De Kamp. Siciliana d'origine, ma naturalizzata milanese è un'amante della musica, una donna di gusto, ma soprattutto una Dj. L'abbiamo conosciuta nel 2009 all'evento Pretty in Pink, sotto la guida esperta di Luca Crescenzi, dopo anni la riscopriamo resident dj della serata del venerdì del nuovo Rocket, Alphabet, con la stessa carica di quattro anni fa e sicuramente molti più dischi nei raccoglitori.
Crescere a Milano come dj non è un'impresa facile, nella città in cui tutti si spacciano o per designer o per dj la concorrenza è spietata. La perseveranza e un ottimo orecchio hanno accompagnato Enza in un'ascesa attraverso eventi di moda, discoteche, come il Q21, il Toilet, il G-Lounge, presentazioni e aperitivi, permettendole di affermarsi sempre di più tra i Dj underground della scena della Milano modaiola. Quella Milano esclusiva e di tendenza, sempre attenta ai particolari e alle novità, sempre in pista fino alla fine.
Questa settimana vi proponiamo, quindi, l'intervista a Enza Van De Kamp e una breve selezione di brani dal suo repertorio per tenervi compagnia nella lettura.
West: Come è nata la tua passione per la musica? Enza: Non saprei dire come è nata, né quando esattamente. Se ci penso mi sembra di averla sempre avuta: sono la più piccola di due fratelli che avevano già uno stereo, compravano i dischi, guardavano Mtv. Inoltre un mio cugino era un dj di Palermo, molto in voga negli anni ’90, e sicuramente la sua presenza ha dato un contributo in questo senso.
W.: Chi sono gli artisti che ti hanno influenzato di più nella tua adolescenza? E.: Ho sempre ascoltato un po’ di tutto anche allora. Mi ricordo che andava molto la musica R’n’b, e una specie di soft rock. Ricordo di aver avuto quasi una dipendenza per i Nirvana, ma in generale ho sempre simpatizzato per quei pezzi dismessi che trovavo per caso, magari andando a casa di amici più grandi o ascoltando la radio, chi mi segue sa che mi è rimasto il vizio..
W.: Quando hai capito che la musica sarebbe diventata parte del tuo lavoro? La consideri una vocazione? E.: Beh quando hanno cominciato a propormi serate con una frequenza maggiore, ma non so ancora se è una vocazione di vita, credo che influenzerà sempre anche quello che farò nel futuro.
W.: Come hai cominciato? Quale è stata la tua prima strumentazione, la prima serata? E.: Ho cominciato a lavorare nei locali tramite un mio, ormai, carissimo amico, Luca Crescenzi, che mi propose di mettere qualche disco ad una sua serata che si svolgeva il mercoledì, in orario aperitivo. Però la mia prima serata in assoluto, se ci penso bene, fu qualche anno prima, in Sicilia, che è la terra in cui sono cresciuta: un mio compagno di classe faceva gli anni, avevamo procurato un mixerino da due canali, un compact disc e un computer, il fatto che fossi io a scegliere la musica doveva essere uno scherzo, e invece eccomi ancora qua!
W.: Come mai hai scelto il nome d'arte Van De Kamp? E.: Il nome Van de Kamp mi era stato affibbiato da alcuni amici perché sono molto scrupolosa con tutto ciò che riguarda la casa, come pulizia, cibo, e ironicamente rimanda ad un personaggio della serie televisiva Desperate Housewives, io l’ho scelto perché era curioso e divertente insieme.
W.: Come ti procuri la musica? Ore passate al negozio di dischi o preview su beatport? E.: Ovviamente ho gradualmente dovuto sviluppare un metodo un po’ più lavorativo nella ricerca della musica, principalmente attraverso internet, servizi come spotify, Youtube, iTunes, ma anche siti come Soundcloud, dove si trovano, ad esempio, versioni remix di pezzi molto belli, spesso anche in free download. Tuttavia ogni occasione è buona, la radio, negozietti specializzati, mercatini, ma anche film, spot televisivi, ecc.
W. Cosa fa di giorno a Enza Van De Kamp? E.: Tantissime pulizie! E, scherzi a parte, sono al terzo anno di Filosofia, in Statale. Non ho una vera e propria routine, ma in generale quando non mi dedico alla musica e agli aspetti organizzativi della serata Alphabet, vado in università, studio.
W.: Quali sono stati i punti di riferimento della tua carriera? Quali sono le personalità che ti hanno sostenuto? E.: Beh, sicuramente Luca Crescenzi, che mi ha dato la possibilità di farmi conoscere, ma anche di mettermi in gioco su altri fronti. Era venuto in vacanza in Sicilia, dalle mie parti, in seguito mi sono trasferita a Milano e ho cominciato a lavorare con lui,diventando buoni amici. E ovviamente, mio fratello, Michele, che mi ha motivato tantissimo a fare sempre meglio e sfruttare ogni occasione.
W.: Quali sono le date che ti hanno emozionato di più? E.: Sicuramente il party di Sergei Grinko, dove ho suonato insieme a Jessica 6, artista che io apprezzo moltissimo, e poi ogni serata dove la gente non smetterebbe mai di ballare ha un pezzo del mio cuore.
W.: Come definiresti il tuo groove? Come ti trovi col pubblico del nuovo Rocket? E.: Ogni mio set è diverso in base alla situazione, faccio molta ricerca sulla tipologia del locale e la gente, cercando di sposare sempre il loro gusto con il mio, e forse è proprio questo il mio punto di forza: l'Empatia. Anche al Rocket è andata così! W.: Qual è l'ultimo album che hai comprato? E.: Settle, dei disclosure!
W.: Cosa faresti se fossi l'ultima persona al mondo? E.: Se fossi l'ultima persona al mondo non saprei, probabilmente potrei solo ritenermi molto molto sfortunata!
Di seguito alcune foto della scorsa edizione di Alphabet, godetevi tutto l'album QUI!

Ogni quarto week end del mese, il Centro Parsifal Yoga rinnova il suo appuntamento con Yoga Integrale al caldo!
Una disciplina che contraddistingue il Centro da tutte le altre scuole di Yoga d’Italia, dove non viene praticato.
Grazie a questa tecnica nata in India, dove ha avuto la sua massima realizzazione, si raggiunge una stato di rilassatezza muscolare e calma interiore che permette di superare più facilmente i blocchi psico-fisici e le tensioni accumulate durante il corso delle giornate.
Vi starete domando come sia possibile….
Il segreto è il calore: esalta la potenza degli effetti della terapia, stimola la percezione sensoriale e facilita il mantenimento delle asana.
La temperatura della sala di pratica, sapientemente riscaldata la notte precedente, ha lo scopo di ricreare un ambiente accogliente per l’allievo e di condurlo in modo del tutto naturale verso lo sviluppo di un atteggiamento positivo e aperto verso la vita in tutte le sue forme.
Si tratta di una tecnica non invasiva e molto rassicurante, volta a condurre il praticante verso la condizione di piacere fisico-sensoriale ed emotivo che rappresenta la massima espressione della sadhana, contribuendo a rinforzare la consapevolezza di sé e dei propri mezzi.
Tutto questo viene facilitato dall’ambiente in cui si svolge la lezione: profumo di fragranze agrumate, incensi ed essenze sempre accese che creano un’atmosfera di rilassata concentrazione. Il percorso è intervallato da piccole pause, che fanno comunque parte della tecnica, come il rito del cioccolato o del tea, che permettono di evitare che la temperatura corporea si alzi troppo, mantenendo però costante l’attenzione sull’esercizio.
Uscirete portando con voi una sensazione di rilassatezza e una ritrovata coscienza di voi stessi, un profondo stato di piacere e apertura verso la bellezza e l’armonia, che, con il prezioso aiuto di questa tecnica di antiche origini, possono essere ritrovate anche dall’uomo di oggi.
Venite a sperimentarla al nostro Centro!
CENTRO PARSIFAL YOGA
ASD Parsifal viale Gorizia, 6 20144 Milano cf 12227610156 sede. 02/89423673 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.parsifal-yoga.it
Lezioni di Yoga Integrale al Caldo: ogni quarto week end del mese
Per il mese di Novembre la lezione si terrà il 23/11/’13 al mattino. Per informazioni contattare il numero sopra riportato.
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