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L’edizione 2023 di “DISTILLO, andato in scena in via Mecenate il 16 e 17 maggio, ha fatto segnare un significativo cambio di passo nella percezione stessa della manifestazione: rispetto all'edizione inaugurale sono infatti diminuite le presenze in termini assoluti (assestate su circa 550 unità nell'arco dei due giorni, provenienti sia dall'Italia che dall'estero), ma al tempo stesso sono aumentati i contatti business e gli ordinativi agli espositori.

Un'edizione più matura, quindi, e orientata allo sviluppo di progetti commerciali. Non a caso, uno degli obiettivi principali della kermesse è avvicinare l'artigianalità alle nuove tecnologie, rivolgendosi sia agli addetti ai lavori della filiera della distillazione sia a coloro che - in numero sempre crescente, secondo il feedback raccolto in fiera - intendono avvicinarsi al mondo del rame e degli alambicchi. “Un risultato importante – sottolineano gli organizzatori Claudio Riva e Davide Terziotti, titolari di Craft Distilling – perché conferma la rassegna milanese come l'evento di punta per l'intero bacino del Mediterraneo. In un momento in cui il comparto delle fiere di settore non vive i momenti più brillanti della sua storia, siamo riusciti a mantenere vivo il valore di un appuntamento del genere”.

Oltre al ricco programma di seminari e approfondimenti sulle novità del settore, grazie anche alla presenza del media partner “Spirito Autoctono” e alla consegna delle Ampolle d'Oro della prima guida italiana dedicata ai distillati, “DISTILLO” ha inoltre raccolto per la prima volta sotto lo stesso tetto circa un centinaio di produttori di spirits. Particolarmente sentita, inoltre, la consegna di un riconoscimento al maestro distillatore Bruno Pilzer, da parte del team di Spirito Autoctono.

Dalla formazione alle materie prime, dalle tecnologie di produzione fino all'imbottigliamento, negli stand di “DISTILLO” gli espositori hanno potuto confrontarsi con imprenditori interessati ad aprire o sviluppare la propria distilleria, incontrando i maggiori esperti italiani e internazionali. Dalla due giorni milanese è emerso che il fenomeno del craft distilling in Italia è in piena evoluzione e promette di replicare il boom che negli ultimi vent'anni ha visto protagoniste le birre. Anche in Italia continua a crescere il numero di distillerie operanti – le nuove aperture sono state ben 39 nell'ultimo anno – spinte soprattutto dal boom del gin. “Si continua a respirare tanta euforia, con un tasso di crescita elevato. L’interesse per la produzione di distillati premium – aggiungono Riva e Terziotti – è rafforzato dalla capacità di questo settore di espandersi anche nei periodi di difficoltà. Tra il 2008 e il 2015, in piena crisi economica, negli Stati Uniti gli spiriti artigianali hanno registrato una crescita di mercato esponenziale, in controtendenza col settore”.

Innovazione, qualità e carattere urbano si fondono in un unexpected gin che conquista i palati più esigenti
È tempo di alzare i bicchieri e celebrare •TOM Touch of Milano, il distillato che ha conquistato il palato degli appassionati, offrendo un'esperienza sensoriale inconfondibile e un sapore che incanta i sensi.
•TOM è un omaggio alla città di Milano, un crocevia di culture, storia e modernità che sa sorprendere sempre. In un'epoca in cui nuovi brand di gin spuntano come funghi, •TOM ha scelto di ritornare alle origini, al disciplinare, per offrire un prodotto di qualità che soddisfi le esigenze dei bevitori consapevoli e dei bartender esigenti.
L'idea alla base di •TOM è valorizzare il distillato di ginepro e distinguersi per il suo impegno a mantenere l'eccellenza artigianale e a soddisfare le richieste del pubblico più raffinato.

Il segreto di •TOM risiede nella sua purezza e nel rispetto dei sapori autentici. Ottenuto esclusivamente dalla distillazione di bacche di ginepro, erbe e piante tipiche della Lombardia, questo gin italiano si fa portavoce dell'anima pura e incolore che lo caratterizza.
L'equilibrio perfetto delle botaniche selezionate responsabilmente - tarassaco, camomilla selvatica, fiori di sambuco, salvia, cardo mariano e un tocco di arancia amara - regala a •TOM una fragranza delicata e un corpo inconfondibile.

•TOM si distingue non solo per il suo gusto sorprendente, ma anche per la sua totale assenza di zucchero, coloranti, aromi di sintesi, glutine, OGM, additivi e allergeni. Questo gin dry è apprezzato dagli amanti della qualità che desiderano godersi un momento di condivisione e divertimento senza rinunciare a un'esperienza autentica e consapevole.
Inoltre, •TOM si contraddistingue come uno dei pochi gin sul mercato che dichiara apertamente gli ingredienti e le informazioni sul prodotto in etichetta. Questa trasparenza assoluta è un segno tangibile dell'impegno di •TOM verso la qualità e la soddisfazione dei suoi consumatori.
Un unexpected gin che incarna lo spirito aperto e frizzante della città di Milano. Ogni sorso di •TOM è un viaggio sensoriale che ti trasporterà nel cuore pulsante di una delle città più affascinanti del mondo.

La storia di •TOM inizia una sera, verso la fine del 2017 in un periodo di rinascimento del gin che continua oggi. Lasciamo la parola ai founder di •TOM:
"Siamo Caterina e Giordano creativi milanesi fondatori del brand Touch Of Milano. Dopo molti anni passati ad occuparci di brand e pack design, sentivamo l’esigenza di creare un concept, un prodotto tutto nostro.
Eravamo attratti dal mood degli aperitivi milanesi, delle feste e delle serate conviviali, del divertimento e dello stare insieme gustando consapevolmente un drink. Volevamo che si tornasse a valorizzare un distillato, il Gin, fondamentale nei cocktail storici o innovativi più in voga in un momento di forte interesse ma anche di banalizzazione a causa del forte sfruttamento che ne consegue tutt’oggi. Così una sera di qualche anno fa, complici un bartender altrettanto appassionato e i racconti di gin provenienti da ogni parte del mondo, l’idea prese vita. “Non è stato facile per noi che non avevamo esperienze, imprese familiari o conoscenze nel settore.

Con rispetto per chi aveva più esperienza ci siamo aperti una nostra strada, con l’unico supporto del nostro lavoro ed i consigli preziosi ci siamo mossi in un mondo affascinante.
Nel frattempo abbiamo continuato nel nostro lavoro, Dr. Jekill e Mr. Hide, creativi da un lato e grazie a •TOM, clienti dall’altro. Grazie al nostro lavoro storico abbiamo creato il brand, il naming e l’immagine intorno al prodotto.
Crediamo ci sia molto lavoro creativo oltre alla maestria di esperti distillatori intenti a creare un prodotto, prova dopo prova e dei bartender professionisti, veri esperti della miscelazione. Ma c’era tutto il resto di cui non sapevamo nulla o quasi. Vendite, Ho.Re.Ca, rappresentanti e distributori.
Però avevamo le idee chiare su una cosa: gin ce ne sono molti e volevamo realizzare “il gin” di qualità elevata ma soprattutto davvero unico nel suo genere. Dovevamo studiare per approfondire la materia, leggere, ascoltare, informandoci e ovunque possibile, lasciarci aiutare. Per tutto il 2018 abbiamo lavorato sulla scelta della bottiglia, sull’immagine del brand, confezioni, sito internet, contatti con i locali.

Abbiamo chiesto consigli a chi ne sapeva più di noi, ci siamo affidati a persone di valore primo fra tutti Alessandro il nostro mastro distillatore e Insieme a lui dopo lunghe riunioni, prove gustative a rincorrere la giusta personalità del nostro Gin, la storia di •TOM Touch Of Milano ebbe inizio.
Alla fine del 2019 il nostro gin, ha lasciato il buio degli alambicchi nelle prime 200 bottiglie.
Durante la pandemia e il lockdown ci ci siamo concentrati sul posizionamento, sull’organizzazione delle future attività che avrebbero riguardato il prodotto come la distribuzione e le vendite.
•TOMT è dedicato a Milano la nostra città: le nove botaniche provenienti da colture naturali specializzate, zero OGM, zuccheri o aromi aggiunti e la sua qualità di essere probabilmente il primo italiano 100% alcolato di ginepro lo rendono un gin strutturato con una personalità inconfondibile per essere apprezzato da un pubblico sempre più consapevole e attento alla qualità ma anche dai professionisti appassionati che ne riconoscono le caratteristiche intrinseche.
È Prodotto da mastri distillatori, che vantano una tradizione lunga 70 anni, rispettando i tempi della distillazione, l’ambiente e il disciplinare."

Testo di Tiziana Latorre
Non è un caso, dunque, che nei casino venga dato ampio risalto alla selezione musicale di sottofondo, che può avere un forte impatto sul modo in cui i presenti percepiscono l'ambiente e sull'atmosfera che avvolge i giocatori. Il legame tra musica e casino è dunque più stretto di quanto si pensi: ma come possono i brani trasmessi influenzare l'esperienza vissuta nelle sale?
Così come accade in altri luoghi pubblici, come centri commerciali, negozi e ristoranti, anche nei casino il sottofondo musicale rappresenta un elemento di primaria importanza, poiché ritenuto in grado di influenzare le percezioni e il comportamento dei presenti. Proprio per questo motivo, nelle sale gioco si presta grande attenzione alla selezione musicale delle singole serate, allo scopo di creare un'atmosfera adeguata alle diverse tipologie di giochi e di fornire sensazioni positive agli stessi giocatori.
In generale, l'obiettivo di chi sceglie le musiche da trasmettere in corrispondenza dei diversi giochi è quello di creare coinvolgimento, rilassando il giocatore laddove sia necessaria una certa concentrazione oppure eccitandolo di fronte a passatempi più veloci e adrenalinici. Gli aspetti sui quali si va a lavorare sono dunque ritmo e intensità e, di conseguenza, la scelta dei generi, che possono spaziare dalla musica classica al blues, dalla lounge al rock in base al diverso tipo di gioco.
Variazioni si possono avere anche in relazione al momento della giornata, prediligendo musiche più rilassanti quando la sala è meno affollata, o sottofondi più energici nelle fasi di massima affluenza o in corrispondenza di eventi specifici, come tornei di particolare rilevanza. Addirittura alcuni casino non disdegnano di assumere DJ o musicisti che si esibiscono dal vivo nella sala da gioco, così da creare un livello ulteriore di coinvolgimento e arricchire l'esperienza degli ospiti con un prodotto di maggiore qualità.

Se il casino in generale si serve della musica per creare il giusto contesto di gioco in ogni situazione, ancora più interessante è il legame che esiste tra musica e slot machine. La musica utilizzata come sottofondo alle slot machine viene infatti appositamente selezionata per creare particolari stimoli nei giocatori.
La musica delle slot machine solitamente ha un tempo rapido e un ritmo incalzante per mantenere l'attenzione dei giocatori alta e le melodie utilizzate, come accade anche in molti videogame, sono spesso orecchiabili e ripetitive, in modo da rimanere facilmente impresse nella mente dei giocatori. A caratterizzare la musica utilizzata nelle slot machine è però anche l'aspetto della personalizzazione in base al tema del gioco: se, per esempio, il gioco è a tema antico Egitto, la musica potrebbe contenere suoni di strumenti tradizionali egiziani o melodie che richiamano l'atmosfera di quel periodo storico, così come quando la slot è dedicata a un artista o a una band il sottofondo sarà composto da musiche di quello stesso musicista o gruppo musicale.
Fondamentale nelle sale fisiche, questo aspetto viene attentamente curato anche all'interno dei più moderni casino digitali, che proprio durante l'utilizzo delle slot machine presenti all'interno dei propri cataloghi si servono di musiche selezionate per garantire la migliore esperienza di gioco possibile in termini di coinvolgimento e divertimento, senza contare l'attento lavoro svolto in fatto di effetti sonori, per esempio quando si girano i rulli oppure quando si ottiene una combinazione vincente, che finiscono per diventare facilmente riconoscibili e trasformarsi in un vero e proprio strumento di comunicazione tra la macchina e il giocatore.
Com'è facile immaginare, data l'importanza del fattore musicale all'interno delle sale gioco, di particolare rilievo è la figura di colui che si occupa di selezionare, se non addirittura di comporre personalmente, i brani da utilizzare durante l'uso dei vari passatempi. La scelta delle musiche infatti non è casuale e anzi è frutto di attenti studi che interessano anche l'ambito della psicologia, per questo motivo i casino sia fisici che online si rivolgono a veri professionisti del settore.
Compositori e sound designer sono sempre più ricercati dalle società che si occupano di giochi, al pari di sviluppatori e grafici, poiché il loro apporto può essere determinante per il successo del singolo gioco se non dell'intero casino. Suoni e musiche rappresentano infatti un elemento fondamentale nella creazione di un ambiente convincente, in grado di attirare i giocatori e di tenerli impegnati per lungo tempo agendo sulle loro sensazioni, proprio come succede con le colonne sonore dei film. Insomma, non si può pensare a slot machine e casino senza considerare l'elemento musicale e il legame che intercorre tra i due mondi, un aspetto centrale su cui ormai tutti gli operatori sono concordi.
Il fritto misto alla piemontese è diffuso su tutto il territorio regionale, bisogna però ricordare al lettore che le peculiarità specifiche di ogni area sono differenti, perché ogni zona ha sviluppato le proprie nel tempo. Troviamo così diversi ingredienti e tagli sul piatto da portata. E’ indiscutibile invece che la storia del celebre fritto derivi da una tradizione di cucina di casa essendo nato proprio dalle cuoche delle dimore popolari.

Era il piatto del recupero delle frattaglie derivanti dalla macellazione del maiale, le parti che avevano più problemi ad essere conservate. La cucina delle frattaglie è una cucina molto antica che è stata utilizzata nei secoli con la preparazione di vari piatti che ancora oggi appartengono alla più estrema tradizione culinaria del Piemonte. Basti pensare alla finanziera, nata nel 1400, e allo stesso fritto misto; ricette molto povere nobilitate poi da personaggi storici come Camillo Benso Conte di Cavour.
Non dimentichiamo che dalla macellazione del maiale e dal recupero delle parti più fresche, quelle che non possono essere conservate, deriva anche l’arte di fare i salami. Oggi vediamo tale produzione, la norcineria, con un occhio decisamente più ludico ma, ieri, era una modalità di conservazione della carne per un lungo tempo, quindi prima di tutto le frattaglie venivano cucinate immediatamente, il giorno stesso.
Nel corso degli anni e con i cambiamenti dei metodi di conservazione il fritto misto si è arricchito con altre componenti, motivo per cui oggi nel piatto troviamo anche la carne bovina, il semolino, gli amaretti, la mela in pastella, le carote, il bagnetto verde ed altri sapori in base alle zone della Regione.

E così, se un tempo il fritto era tipico prepararlo in inverno, quando si macellava il maiale, oggi è diventato un piatto per tutto l’anno, in particolare per le grandi Feste e, se pur nato come antipasto, nella tradizione piemontese dei ricchi antipasti, adesso lo si serve generalmente come secondo piatto.
Una ghiotta variante del classico fritto misto alla piemontese la si trova nel Monferrato e, se volete gustarlo al meglio, vi consiglio di andare in Provincia di Alessandria nel Comune di Serralunga di Crea. Salite al Sacro Monte di Crea dove troverete un bellissimo luogo di culto, un Santuario Mariano fondato nel 1589 su iniziativa di Costantino Massino, priore lateranense del Santuario della Madonna Assunta.
E’ sul piazzale del Santuario che è posizionato il Ristorante Osteria Crea. Di fatti siamo nel cuore del Monferrato e a pochi passi dalle Langhe. Il locale si caratterizza da un ambiente informale e sobriamente elegante. Sale ampie e luminose con capienze diverse, mentre durante la bella stagione si può mangiare all’esterno circondati da un panorama incantevole immerso in un parco secolare. Fede, natura, arte e buona tavola nella cornice di uno dei luoghi più magici del Piemonte e d′Italia, Patrimonio Unesco. Non solo il fritto misto nel menù del locale ma anche i piatti della tradizione territoriale, preparati con materie prime selezionate e cucinate rispettando una filosofia basata su concetti cardine: stagionalità, rispetto dell′ambiente, sapore e leggerezza, gusto e fantasia.

Il loro fritto misto alla monferrina si compone da 9 parti salate, cinque dolci e due di accompagnamento. La bistecca di maiale, quella della coscia del vitello, il polmone, il fegato, l'animella, il cervello, il midollo, la salsiccia e le carote saltate. Poi ci sono le parti dolci: due in pastella, ovvero la mela e l’amaretto e due versioni dei Friciulin, di semola e al cioccolato. Per finire la bignola al cioccolato e il tutto deve essere rigorosamente accompagnato dal tipico bagnetto verde. La bignola è molto particolare e viene preparata con una crema pasticcera un po' più densa del normale nella quale si inseriscono delle gocce di cioccolato; si forma una pallina e la si frigge nell’olio caldo. In realtà tutte le parti salate del fritto vengono passate prima nell'uovo, poi nel pangrattato e dopo fritte nell'olio caldo. La preparazione del piatto è lunga e complessa, occorrono molti ingredienti e tante, tante ore di lavoro.
A Serralunga di Crea è grazie alla passione dei giovani Marta e Davide, i due chef del ristorante, padroni assoluti dell′arte di cucina, che si può assaporare tutta la squisitezza del vero fritto misto alla Monferrina al quale è doveroso abbinare il grande vino del territorio: il Grignolino! Parliamo di un vitigno a bacca rossa coltivato nella zona dell'Astigiano, nel Monferrato Casalese e in alcune parcelle dell’Albese; un vino pregevole che con il fritto misto trova il suo matrimonio d'amore perfetto, sia con le parti salate che con quelle dolci.

All’interno del ristorante, a proposito di Grignolino, trovate una vera Grignolinoteca, un’esposizione di oltre 50 etichette dei migliori produttori. Per quanto riguarda il servizio un pensiero sincero va a Paola e alla sua lunga esperienza tra i tavoli di questo locale: vero riferimento enogastronomico del Monferrato.
Fabrizio Salce
Non è un pesce d'aprile: La Prosciutteria cala il tris. Dopo Brera e Navigli, il “non ristorante” vintage specializzato in taglieri e porchetta rigorosamente made in Tuscany completa la tripletta inaugurando il suo terzo locale in zona Isola, a piazzale Segrino.
Da sabato 1 aprile il “non-ristorante” più vintage d'Italia apre i battenti portando a Isola gli evergreen della cucina popolare fast toscana, dai taglieri di salumi e formaggi (pecorini di varie stagionature aromatizzati come quello alle noci o al pistacchio oppure al rosmarino o al peperoncino) alle schiacciate farcite, dai carpacci alla rinomata porchetta del Chianti cotta nel forno a legna fino a qualche piatto caldo della tradizione toscana come la pappa al pomodoro, da gustare insieme a vini di produzione propria come Chianti e Chianti Classico. Un nuovo punto di riferimento per pranzi, merende, aperitivi e cene, a pochi passi da alcuni dei maggiori punti d’interesse di Milano come piazza Gae Aulenti dove ammirare il nuovo skyline milanese.

La Prosciutteria nasce a Firenze come un non-ristorante, una bottega d’altri tempi ispirata alle pizzicherie, le canove, i vinai, e oggi conta ben 17 locali sparsi in tutto il centro-nord Italia (da Milano a Verona, da Venezia a Bologna e Perugia). Anche a Isola non mancherà il filo conduttore dell'arredo basato sul riciclo creativo, ossia il riutilizzo di pezzi provenienti da ville storiche, fattorie, antiche case coloniche e nobiliari, scovati e selezionati dal fondatore della Prosciutteria, Dario Leoncini, che nel 2012 aprì il primo locale a due passi dalla Galleria degli Uffizi. È presente un'antica bottigliera contenente distillati homemade come rosolio e assenzio, oltre a una collezione di 12 antiche macchine da cucine alle pareti, fra le quali anche una rarissima “Stucchi”. I rivestimenti delle pareti, fatti di mattonelle cementine, sono di fine Ottocento e sono state recuperate in una villa di gentilizia di Pistoia. E per finire, sono state utilizzate delle carrozzelle e tricicli antiche dei quali una culla di fine Ottocento ammortizzata con balestre di ferro.
Ma soprattutto arriva in piazzale Segrino qualcosa di intangibile, che si respira in tutti locali della Prosciutteria: l’atmosfera conviviale tipica delle vecchie botteghe toscane, dal mood giocoso e informale, un luogo dove non solo si mangia e si beve bene ma si sta in compagnia e ci si diverte.

Apertura: tutti i giorni, dalle 11,30 alle 01
“La Prosciutteria di Firenze” nasce da un'azienda familiare delle colline del Chianti Fiorentino di proprietà della famiglia Leoncini. Nel 2012 ha aperto il primo locale in centro a Firenze proprio accanto alla Galleria degli Uffizi, con l’idea di avere una sorta di spaccio aziendale in città dove si potesse anche mangiare qualcosa di tipico. Semplicità e qualità sono i capisaldi dell’azienda: tutti i prodotti vengono scelti accuratamente e sono 100% italiani. Il successo è stato immediato ed i locali si sono moltiplicati. Dopo Firenze sono nati altri due locali in Toscana (Siena e Massa), tre a Milano (Brera, Navigli e Isola), oltre a Verona in piazza Erbe, a Bologna con tre locali e poi Perugia e Brescia.

Chi ha detto che i vini bianchi non sono da “uomo”? Abbattiamo i pregiudizi di genere nel mondo del vino e festeggiamo la Festa del Papà con sei etichette speciali, dalla Calabria fino al Friuli
CRITONE BIANCO IGT
Critone è un Calabria Bianco IGT della Cantina Librandi, prodotto da uve Chardonnay (90%) e Sauvignon. È un vino dal gusto internazionale e l’anima Calabra, di grande personalità e freschezza. Molto complesso all’olfatto, con delicati cenni fruttati di melone, banana, pesca gialla e ananas, sui quali e sentori vegetali e agrumati. Al palato è un vino fresco e sapido, ma al tempo stesso profondo e persistente. Si abbina meravigliosamente ad aperitivi e antipasti di mare, con primi delicati a base di pesce e secondi di pesce al forno.
SORELI BIANCO DOC COLLIO 2020
Nel Collio Goriziano, si trovano i 30 ettari della tenuta gioiello dell’azienda Pighin. È qui che nasce il top wine dell’azienda: Soreli. Si tratta di un Bianco Doc Collio e il suo nome, che in friulano significa sole, è un rimando all’esposizione di cui godono i vigneti, ubicati in un vero e proprio anfiteatro naturale che si estende nella Tenuta di Spessa di Capriva. Soreli unisce in un’interpretazione inedita i tre bianchi autoctoni del Collio: le uve del Friulano donano personalità e struttura, mentre le uve di Malvasia e Ribolla Gialla regalano al vino freschezza e complessità aromatica. Il risultato è un vino ricco al naso, albicocca matura con sentori di bacca di vaniglia. In bocca il sapore è armonico con un’elegante struttura aromatica varietale. Trasmette note di buccia di arancia. Eccellente con carni bianche arrostite, soufflé di verdura, piatti a base di uovo. Si accompagna piacevolmente anche a formaggi freschi o erborinati.

LE FORNACI LUGANA RISERVA 2019
Questa Lugana Riserva di grande carattere della cantina Tommasi, è un vino che è la massima espressione delle uve Turbiana e del Lago di Garda. Il colore è intenso, con riflessi oro brillanti. All’olfatto presente un ricco bouquet di note fresche e minerali che si armonizzano con quelle di frutta gialla matura, con i sentori floreali. All’assaggio conferma la ricchezza aromatica, la finezza e l'intensità chiudendo con un finale lungo e avvolgente. Si si fa apprezzare in ogni momento, dall'aperitivo alla cena, ma si abbina particolarmente bene con antipasti e primi piatti a base di pesce, pesce alla griglia o al forno, pollame e carni bianche saporite e formaggi di media stagionatura.
MONTE CARBONARE, SOAVE CLASSICO DOC 100% GARGANEGA
Questo Soave Classico della Cantina Suavia viene prodotto esclusivamente da uve Garganega, prodotte da viti che affondano le radici in una terra vulcanica nerissima, che conferiscono veracità e mineralità tagliente. Il Monte Carbonare, alla vista presenta un colore giallo paglierino luminoso. All’olfatto emergono sentori fumè e sulfurei, insieme a note di agrumi e fiori di campo. Al Palato risulta cremoso ed elegante, dotato di spiccata sapidità e freschezza, con un finale asciutto e molto persistente. Accompagna meravigliosamente piatti a base di pesce, ma anche carni bianche saporite e risotti vegetali, tartufo e formaggi di media stagionatura.

COLLIO BIANCO BRÀTINIS
Il Collio Bianco “Bratinis” prosegue la tradizione del passato, regolata poi anche con il disciplinare della Doc nel 1968. Oggi, che ogni produttore può metterci la sua creatività, Robert Princic produce il “Bratinis” utilizzando uve Chardonnay, Pinot Grigio e Sauvignon in percentuali diverse, tutte provenienti dalle marne argillose del Collio. Il nome deriva dalla località in cui vengono raccolte parte delle uve. Sul palato il vino parte morbido e rotondo per poi svilupparsi succoso e fruttato e virare verso un finale preciso dai sentori di ananas e mango. Servire fresco, attorno ai 9-10° C (47-50° F). Abbinamenti: vino da aperitivo, si accosta egregiamente a piatti di pesce, ad antipasti e primi di vario genere. Interessante è l’accostamento con secondi piatti leggeri, specialmente carni bianche.
INCÀLMO
“Incalmo”, è un vino frizzante ottenuto da uve Glera, secondo il metodo storico di rifermentazione in bottiglia. Il naturale deposito di un sottile residuo nella parte bassa della bottiglia, ne conferisce la tipica velatura di color giallo paglierino ed inoltre è responsabile di profumi fragranti di crosta di pane, burro o frutta secca e di un sorso croccante, fresco e asciutto, senza la presenza di zuccheri. Il perlage è molto spesso sottile e vivace, delicato. Un vino di facile beva ma non per questo banale, anzi molto complesso nel tempo e nelle diverse annate, grazie anche ai residui che ne aiutano la preservazione della fragranza. Questa sua versatilità lo rende adatto sia a piatti più sofisticati che piatti più tradizionali e ricchi. Da gustare così, senza scaraffarlo, eventualmente facendo un piccolo movimento in modo che i commensali abbiano lo stesso bicchiere velato. Il disegno in etichetta, realizzato da Aldo Rebuli, artista di Valdobbiadene, raffigura l’abbraccio simbolico tra pianta e lavoro dell’uomo.

Non è certo una novità il fatto che spesso la felicità passi dal godere insieme dei piaceri della tavola: dalle cene fuori, ai brindisi alla coppia, fino al regalarsi eleganti scatole di cioccolatini: sono tanti i modi per dire “ti amo” grazie alle delizie enogastronomiche. Proprio per questo abbiamo selezionato 10 regali golosi perfetti tanto per lei quanto per lui da far trovare alla persona amata in questo giorno speciale.

Il brand vicentino Olivieri 1882 famoso per la sua gamma di Panettoni e Pandori riconosciuti a livello globale e presenti nei luxury store più esclusivi, per il giorno di San Valentino propone SANVALENTINO, un dolce lievitato a forma di cuore, realizzato con un impasto molto simile a quello del suo pluripremiato panettone: un prodotto interamente naturale, caratterizzato da materie prime quali le fragoline di bosco semicandite e il cioccolato fondente 55% Valrhona, che garantiscono un risultato eccellente in termini di qualità, gusto e profumo inebriante artigianale al 100%.

Realizzato con botaniche di provenienza locale e prodotto in modo sostenibile con la sua gradazione di 19,5% vol, Cordusio deve il colore scarlatto del liquido alla sua ricetta naturale al 100% a base di frutti a bacca rossa. Pungente e aromatico, in equilibrio perfetto tra il dolce e l’amaro, intenso e fresco al palato. Cordusio è estremamente versatile e si adatta in maniera eccellente ai cocktail. Si presenta con un bottiglia da esposizione, 100% ideata e prodotta in Italia, ispirata all’autentica tradizione italiana (l’ispirazione deriva dalla storica e vibrante piazza omonima nel cuore di Milano e la sua forma è caratterizzata da linee verticali/geometriche richiama la tradizione dell’art nouveau, caratterizzante la stessa) e ai grandi maestri del vetro di Murano del XX secolo, come Venini.

Appenzeller Dolce e Aromatico è un formaggio a pasta semidura dalla forma circolare e dal colore giallo chiaro, prodotto con solo con latte crudo da mucche con foraggio non insilato. Il suo gusto inconfondibile è anche frutto del trattamento a base di salamoia alle erbe durante la stagionatura, la cui ricetta rimane segreta. Appenzeller Dolce e Aromatico è un prodotto con più di 700 anni di storia, apprezzato dai gourmand più esigenti e dagli intenditori di formaggio. L’identificativo impresso sul fondo di ogni forma garantisce l’altissima qualità del prodotto. Il marchio, composto da numero del caseificio, garanzia di origine, data di produzione e numerazione della forma, consente di verificare l’autenticità di ogni fetta. Per San Valentino vi consigliamo di provarlo in una Fondue di accompagnata, tra le altre cose, da cuori di Appenzeller ricoperti di polvere di cacao.

In Guatemala ci sono ben 37 vulcani, che nei secoli con le loro eruzioni hanno creato un territorio ricco e fertile, che a sua volta ha favorito una straordinaria varietà di flora e fauna. Questo fa del Paese centroamericano uno dei luoghi in cui la biodiversità è tra le più ricche del pianeta. È proprio da qui che provengono gli ingredienti necessari alla creazione del rum Secha de la Silva – il cui nome significa, non certo a caso, ‘il raccolto della giungla’. Pura canna da zucchero, cacao di qualità e due varietà di caffè locale: non serve altro per ottenere un rum particolarissimo, tutto guatemalteco. Dopo il raccolto, la canna viene lavorata rigorosamente entro 48 ore e distillata sul posto per garantirne la freschezza. Dopo l’invecchiamento entrano in gioco il cacao e il caffè, veri e propri frutti iconici di questa regione. La granella di fave di cacao e i chicchi di caffè vengono infusi in alcol neutro per 2 o 3 giorni e filtrati per rimuovere ogni particella. L’infusione così ottenuta viene poi aggiunta al rum, e il tutto è lasciato per altre 24 ore ad armonizzare prima dell’imbottigliamento. Per conservare il più possibile gli aromi naturali dei tre ingredienti, il rum non viene filtrato a freddo.

Prodotto con le uve provenienti da tre settori diversi della denominazione (nord-est, sud-est e sud-ovest), con caratteristiche pedoclimatiche specifiche, racconta in maniera precisa e fedele lo stile classico di Val di Suga. Le diverse collocazioni geografiche dei vigneti rendono le uve di Sangiovese complementari, capaci di disegnare un profilo tradizionale. Un vino che ha in sé la non comune possibilità di coniugare espressività e tensione, generosità di frutto e rigore, non perdendo mai in eleganza. Naso articolato, con note di frutta rossa matura e croccante, arancia, chinotto, sensazioni leggermente balsamiche. La bocca è strutturata, di ottima definizione tannica e acida, dal finale persistente e in crescendo.

Bonverre utilizza il metodo antico della cottura in vaso per preservare per lungo tempo e in maniera ottimale i sapori, senza l’aggiunta di conservanti o additivi artificiali. Il vetro rappresenta una scelta di sostenibilità, in quanto riutilizzabile dopo il consumo o facilmente riciclabile. Per questo San Valentino 2023 Bonverre propone San Bajon: l’autentica interpretazione di uno storico dolce piemontese che porta la firma del maestro gelatiere Alberto Marchetti (che guida 4 gelaterie a Torino, una ad Alba, nelle Langhe, due a Milano e una ad Alassio). Si tratta dello zabaione proposto nella sua chiave più autentica: una crema di zabaione aromatizzata al marsala vintage secco, invecchiato in fusti di rovere, realizzata per Bonverre. Leggenda narra che le signore di Torino se ne tramandarono la ricetta di generazione in generazione, utilizzandolo come rinvigorente e tonico per i propri mariti. Il nome San Bajon, proveniente dal dialetto piemontese poi fu italianizzato in Zabaione.

Il tris di Cioccolato Taggiasco è composto da tre le tavolette in una golosissima confezione che comprende cioccolato al latte, bianco e fondente. Le tre versioni sposano la naturale sapidità delle olive Taggiasche accuratamente raccolte, selezionate a mano e poi sottoposte a un lungo processo di essiccazione della durata di tre giorni. Il risultato è un’unione di sapori contrapposti, un gioco di gusto tra il dolce e il salato e una consistenza croccante. Oltre a questa novità, è stata creata un’edizione limitata in collaborazione con Gianluca Biscalchin, ovvero un Cioccolato Taggiasco al pistacchio. Una limited edition di 300 i pezzi preparato con pasta di pistacchi salati, cioccolato bianco e le olive Taggiasche essiccate, il connubio perfetto per gli amanti del contrasto dolce-salato, e per chi non rinuncia mai a un piccolo momento di dolcezza durante la giornata. Ogni astuccio di questa edizione limitata verrà accompagnato da cartoline firmate da Gianluca Biscalchin, artista, giornalista e autore, nonché amante della Liguria e appassionato ed estimatore della buona cucina.

L’R.D.O. Ponente Brut nasce da un singolo vigneto con esposizione a sud-ovest. Questo vino racchiude tutta l’eleganza e la finezza di un terroir unico come Ogliano, dove la sua tipicità è sigillata dalla leggera nota speziata che evolve in un crescendo grazie alla longevità del vino stesso. presenta un elegante giallo paglierino con brillanti riflessi verde-oro. Il perlage è fine e persistente. Bouquet fresco e variegato dove note di bergamotto, gelso bianco, pesca, nespola, melone e fiori di acacia si contraddistinguono per intensità e nitidezza. Cenni di melissa, timo, mentuccia e salvia, infine, completano il ricco corredo aromatico. Il palato propone fresche e delicate fragranze floreali valorizzate da piacevoli sfumature minerali. Il finale, lungo ed equilibrato, chiude con una nuance di lime, zenzero e un richiamo alle spezie.

L’offerta di Wilden.herbals è cresciuta e dopo Morning, Night, Hangover, Digestive, Focus, Relax e Detox si aggiunge ora Reborn, la nuova tisana a base di erbe, studiata per essere assunta in ogni momento della giornata per ricaricare corpo e mente e ricominciare, rinascere e ripartire, pronti ad accogliere novità e avventure. Una perfetta unione di erbe officinali, frutta secca e radici da utilizzare anche in cucina. Le sue note intense e decise, rendono questo Remedium perfetto per i curry di verdure o gli stufati di carne e, le note agrumate del bergamotto, la dolcezza della mela e la lavanda sono perfette anche per la preparazione dei dessert. Santoreggia, citronella, zenzero, verbena odorosa, lavanda, mela e bergamotto sono le erbe, i frutti e le radici presenti nella limited edition Reborn, un bouquet di sapori giocoso, fresco e ben bilanciato che permette al nostro organismo di purificarsi e ricaricare le energie. Il suo profumo fresco e agrumato è la prima cosa che colpisce, lasciando poi posto al gusto dove la dolcezza di lavanda e mela controbilanciano l’amaro del bergamotto e il sapore deciso della santoreggia che ricorda l’origano e il timo.

Islay è un'isola scozzese, nota come la "regina delle Ebridi. Quest’isola è la patria dei Whisky torbati, ed è qui che è recentemente sorta La distilleria Kilchoman inaugurata solo recentemente a fine 2005, dopo oltre 120 anni che non venivano aperte nuove distillerie sull’isola. Nata come micro-distilleria agricola, è inserita all’interno della Rockside Farm da cui preleva l’orzo che malta direttamente in casa a copertura di buona parte del proprio fabbisogno. Non è affacciata direttamente sul mare ma dista solo poche centinaia di metri dalla costa di Islay più esposta verso l’Oceano Atlantico, da cui è quindi notevolmente influenzata. Proprio alla una pittoresca spiaggia di sabbia di Machir Bay è ispirato il Whisky maturato per 5 anni e mezzo in botti first fill, ex-bourbon e per i successivi 6 mesi in botti ex-sherry Oloroso per un totale di 6 anni di invecchiamento. La combinazione delle botti usate donano a questo single malt complessità, con una combinazione di dolcezza, fumo di torba e vaniglia.
The Last Movie Stars smonta la favola dell’unione tra Paul Newman e Joanne Woodward ma non la distrugge, anzi, ne fa un ritratto talmente autentico che ce la fa amare ancora di più. La docuserie prodotta da Martin Scorsese e realizzata da Ethan Hawke, approda su Sky dal 6 dicembre. Riassunta in sei puntate, The Last Movie Stars, prova a raccontarne la storia struggente, piena di contraddizioni, a volte folle e, finalmente, così umana.
Idee per questo autunno? Nonostante siamo tornati al lavoro e l'estate sia solo un lontano ricordo non disperiamoci. Sono tanti i viaggi che si possono fare anche in autunno e sopratutto all'insegna del benessere sia in Italia che all'estero. Quindi non ci resta che partire alla scoperta di mete wellness per stare bene anche nelle stagioni più fredde dell'anno.
Partiamo dalle mete wellness più rinomate nel nostro Bel Paese. Possiamo per esempio concederci dei momenti di relax presso il Fonteverde Spa, uno tra i migliori resort and spa a San Casciano dei Bagni (SI) in Toscana. Per il periodo autunno-invernale, lo staff del centro spa offre dei trattamenti di bellezza per il viso e per il corpo. Quelli più consigliati in questo periodo, meno mite, sono lo scrub corpo al profumo di uva di fragola o in alternativa il rituale viso corpo al fango termale, miele, e olio d’oliva. E ancora sempre in Toscana, possiamo concederci il lusso di visitare la Grotta Giusti a Monsummano Terme, che conta la più grande grotta naturale termale d’Europa. Le terme di Grotta Giusti vennero definite da Giuseppe Verdi come l'ottava meraviglia del mondo. Nel tempo questo luogo è divenuto un sito termale non solo per il benessere e il relax ma anche per la cura di diverse patologie. Per il periodo autunnale-invernale, lo staff propone un programma chiamato: “Benessere d’autunno” con il rituale ai semi di zucca, un trattamento esfoliante viso/corpo alla farina e olio di semi di zucca e massaggio sonoro con l'utilizzo delle campane tibetane.
In Alto Adige, invece possiamo fermarci presso la Medical Spa dell'Hotel Terme Merano, unico resort termale della zona. Sarà possibile provare delle soluzioni innovative per ritrovare il nostro benessere psico-fisico. A seconda delle nostre esigenze ci sono vari programmi: quello detox per riequilibrare mente e corpo in tempi veloci, quello per favorire il relax e il sonno oppure quello per il benessere muscolare o osteoarticolare. Insomma, ci sono vari tipi di programmi per rilassarsi e per una completa remise en forme. I viaggi del benessere fanno proprio bene al corpo e allo spirito.
In Europa a meno di un’ora da Lisbona, nel Parco Naturale di Arrábida, Villa Epicurea ci trasporta in un mondo rilassante e al tempo stesso parallelo. Si tratta di un eco lodge circondato dalla natura incontaminata dove potremmo rilassare corpo e mente.
Nel mese di novembre qui è in programma un Art Therapy retreat, tutta al femminile che include yoga, meditazione e trekking.
Una tappa d'obbligo, per chi può recarsi in Asia, è quella che ci porta a visitare il tempio del benessere del Bustan Palace, a Ritz-Carlton Hotel in Oman. La spa è immersa perfettamente nel paesaggio circostante tra mare e montagna ed è caratterizzata da ben diciassette sale dove si possono provare i trattamenti personalizzati basati su pratiche antiche della zona. In questo periodo è consigliato il percorso Hammam Royal Arabian. Il vapore che ammorbidisce la pelle, il sapone nero tradizionale e la maschera per il corpo all'aloe vera migliorano la nostra pelle e stimolano i nostri sensi.
Buon benessere a tutti!

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