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Costa Paradiso (SS)- Il 16 agosto (ore 20.30), nell’ambito della Prima Rassegna D’Arte Il Calice d’Oro, presso il ristorante Il Calice D’oro, El-made presenta la collezione SS 2022 Muir.
La presentazione sarà accompagnata dalle atmosfere sonore in instant composing del musicista e produttore Salvatore Papotto aka Berlin Babylon Project.
Ispirata ai paesaggi della Sardegna, la collezione della giovane stilista sarda Elisa Ara accosta i colori tenui delle fioriture primaverili a quelli riarsi delle stoppie estive e all’intera gamma cromatica espressa dal mare dell’isola. Realizzata interamente a mano con filati accuratamente ricercati, arricchiti, ricombinanti e ricontestualizzati, la capsule trascura la connotazione protettiva a favore del puro estetismo dando vita a creazioni uniche.

Classe ‘98, nata e cresciuta in Sardegna, dopo gli studi in design del tessuto si laurea nel 2021 come fashion designer all’Accademia di belle arti di Milano. Durante questo percorso matura la sua passione per l’aguglieria e i filati, che continua ad affinare autonomamente in una costante ed innovativa ricerca, a cavallo fra tradizione e istanze di modernità.
Elisa Ara- spiega la curatrice della rassegna, Claudia Erba-rilegge la “crochet- mania” in modo stravagante e inedito, giocando con cromie e volumi e intercettando desideri e gusti di una platea trasversale.

La Prima Rassegna D’Arte Il Calice D’Oro è corredata da un catalogo d’arte, a cura di Irene Franchi con note biografiche degli artisti e contributi critici illustri, disponibile gratuitamente nei locali espositivi de Il Calice d’Oro.
Il logo della rassegna è stato realizzato dallo scultore e pittore Franco Mauro Franchi.
La realizzazione e la stampa dei cataloghi sono state rese possibili anche grazie al supporto di Costa Paradiso Resort, Li padulazzi Resort, Lola comunicazione e Re/max Mistral Costa Paradiso.
La promozione della rassegna è curata da Verbatim Ufficio Stampa.
Link utili:
https://www.facebook.com/calicedorocostaparadiso
https://www.instagram.com/ilcalicedoro/
https://www.ilcalicedoro.it/
https://instagram.com/el__made?igshid=YmMyMTA2M2Y=
Barbara Spadafora
Premio Curcio per le Attività Creative - XVI Edizione ISCRIZIONI FINO AL 30 APRILE – CONSEGNA ELABORATI ENTRO IL 10 MAGGIO 2023
L’Associazione Armando Curcio è fiera di presentare, per l’anno scolastico 2022/2023, la XVII edizione del «Premio Curcio per le Attività Creative», un’iniziativa rivolta ai più giovani, per incentivarli alla lettura, alla scrittura e al confronto. L’Associazione Armando Curcio si pone come spazio inclusivo che, tramite lo svolgimento di diverse attività, mostra il suo impegno e dona il suo apporto in merito allo sviluppo sociale, alla diffusione della cultura e alla tutela delle pari opportunità.
Anche per i 99 POSSE si apre finalmente la stagione dei concerti grazie alla partecipazione ad Uno Maggio Libero e Pensante di Taranto. Un set che ha letteralmente infiammato l'immensa massa di pubblico presente al Parco archeologico delle mura greche che ha risposto intonando a pieni polmoni brani come Currè Currè Guagliò, Children of Babylon e Povera vita mia. Una carriera lunga tre decadi con album pluripremiati come “Curre curre guagliò”, “Cerco tiempo” e che hanno segnato la storia del genere hip-hop e migliaia di concerti che hanno cambiato il modo di fare e vivere la musica in Italia. Un’urgenza di scrittura e di espressione che riemerge oggi, con la stessa forza e necessità di allora, di cui i fan potranno tornare a goderne dal prossimo giugno.
Costa Paradiso-"Per me è un'emozione essere in questa terra, perché la Sardegna è uno dei miei posti del cuore, se non il Posto del cuore. Qui ho trovato la bellezza, data dai paesaggi stupendi e incontaminati, ma ho trovato anche l'amicizia, l'amore... e ho trovato soprattutto delle persone vere. Secondo me la cosa importante dei posti, al di là del fascino della natura, è l'affetto e il calore emanato dalle persone che ci vivono.
Questo calore, per altro verso, quello "artistico" io l'ho trovato in un materiale solo apparentemente freddo, la roccia. Le rocce che vedete in questa mostra sono quelle di Capo Testa, a pochi chilometri da qui, ma in realtà le meravigliose rocce di Costa Paradiso, allo stesso modo, nascondono delle immagini, dei mostri, delle fate...ognuno può trovarci della suggestioni intime e incredibili.
Ho voluto, con queste foto, narrare i miei sogni e le mie visioni alla vista dei paesaggi galluresi, in particolare al cospetto delle rocce che sembrano mimare figure umane, animali e mitiche, regalandoci emozioni e voli di fantasia."
Queste le parole di Irene Franchi, che ha inaugurato con la mostra "Stones", dedicata alle formazioni rocciose di Capo Testa, la "Prima Rassegna D'arte Il Calice D'oro", che spazia tra le più disparate declinazioni dell’arte, inscritte nella magia ineguagliabile della Gallura.
Sponsor della rassegna sono: Costa Paradiso Resort, Li padulazzi Resort, Lola comunicazione e Re/max Mistral Costa Paradiso.
La promozione della rassegna è curata da Verbatim Ufficio Stampa.
Le opere di Irene Franchi saranno visitabili (e acquistabili) presso il Ristorante "Il Calice D'Oro" negli orari di apertura del locale (12.30/ 14.30 e 19.30/23.00) fino al 25 aprile.
La Gallura è già stata lo scenario di molti videoclip della regista, cha ha voluto fortemente il paesaggio dell'Isola ad accompagnare diversi brani prodotti dall'etichetta sarda La Stanza Nascosta Records, del musicista e produttore Salvatore Papotto (cha ha accompagnato, tra l'altro, il vernissage con delle musiche confezionate in instant composing)
Irene Franchi, che ha curato anche il Catalogo d’arte della Rassegna, è filmaker e fotografa professionista formatasi all’Accademia di Belle Arti di Carrara e docente di Editing video al biennio specialistico del Dipartimento di Fotografia all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova.
Da 14 anni lavora con entusiasmo e dedizione nel mondo dell’arte, nello specifico della produzione video e foto professionale.

Figlia d'arte (il padre è il noto scultore e pittore Franco Mauro Franchi) Irene Franchi racconta: "Sono nata e cresciuta nello studio di mio padre scultore, imparando a conoscere i linguaggi tradizionali delle arti, integrandoli e sviluppandoli in nuove forme visive, così da ampliare costantemente la sperimentazione di nuovi linguaggi."
Stones- scrive la curatrice della rassegna Claudia Erba nello scritto critico all'interno del Catalogo d'arte della rassegna (curato dalla stessa Irene Franchi, N.d.R)- si pone a valle di un processo di spoliazione, di sottrazione sistematica e “asciugatura” del dettaglio, che rivela infine l’essenziale, nella sua forma primaria e ancestrale, finendo col delineare geografie quasi scultoree, che sembrano sottrarsi al flusso del tempo e farsi pura presenza.
Il linguaggio video- racconta Irene Franchi- è quello a me più congeniale, consentendomi una grande libertà di espressione artistica- ma, aggiungiamo noi, l'attitudine ibridante che caratterizza la sua espressione artistica le consente di padroneggiare con maestria anche quello fotografico.
Le fotografie di Irene Franchi sembrano presentare, ai nostri occhi, una sorprendente cifra materica, una consistenza viscerale e tattile che coniuga geometria e lirismo, restituendo un paesaggio reale che è nel contempo territorio dell'anima.
Barbara Spadafora
Di Chiara Bramati
Sono sempre impegnati. Lavoro, appuntamenti, pensieri per la propria famiglia. A volte anche i papà, che vediamo come super eroi senza fatica, hanno bisogno di un momento di pausa e di relax.
Un’idea per festeggiarli può essere quella di regalare loro dei momenti di tranquillità in cui sorseggiare con calma e gusto un buon bicchiere di vino. Sia per i più esigenti che per i papà che si avvicinano al gusto del vino, la proposta della Tenuta Artimino è quella di fargli trovare un pacchetto contenente una eccellente bottiglia del nuovo Grumarello 2016 Carmignano Riserva DOCG,
un vino di prestigio premiato Tre Bicchieri da Gambero Rosso.
Dal colore rosso rubino scarico e il bouquet ampio e complesso con note di frutti neri, tabacco, di chiodo di garofano e cuoio, questo vino è perfetto da gustare in abbinamento a grandi piatti di carni rosse e selvaggina.
Un’idea in più? Fatevi aiutare dalla mamma per imbandire una cena perfetta, accogliete il vostro papà con un sorriso, portatelo verso la tavola e …che la festa abbia inizio!
Milano, notoriamente, è diventata negli anni la mecca dello yoga: non stupisce che sia proprio il capoluogo lombardo ad aver recepito, con sviluppi inediti, gli studi di Jeffrey Bussolini- fondatore del Center for feline Studies, che ha deciso nel 2018 di coinvolgere i suoi gatti negli appuntamenti casalinghi di yoga- e ad aver replicato l’esperienza americana della peculiare collaborazione tra gattili e centri nei quali si pratica yoga.
Proseguono gli appuntamenti settimanali dello Spirit de Milan, in via Bovisasca, il locale dal sapore vintage sorto nelle Cristallerie Livellara a Milano, all’insegna della musica dal vivo, della buona cucina e del sano divertimento!
Simbolo iperboreo strettamente connesso alla luce solare, il girasole o eliotropio ha ossessionato l’arte di Vincent Van Gogh al punto da inglobare misteri e vicende biografiche dell’autore che David Bickerstaff, artista e premiato regista fondatore di Atomictv, ha sapientemente affrontato in un video documentario secondo evento della collana Art Icons (al cinema il 17, 18 e 19 gennaio distribuito da Adler Entertainment in collaborazione con Coming Soon).
Jamie de Courcey interpreta il ruolo del pittore Vincent Van Gogh. In “Van Gogh – I girasoli” le vicende dell’artista fanno da sfondo alla realizzazione delle opere pittoriche. Il più celebre gruppo di dipinti raffiguranti i girasoli composto da cinque opere raffiguranti cinque versioni diverse dei girasoli acquisiranno un’importanza biografica ai fini della comprensione della ricerca – personale e artistica- di Van Gogh. Sparsi ad Amsterdam, Londra, Monaco, Philadelphia e Tokyo, le cinque opere sono da considerarsi la chiave di volta del documentario che ha visto coinvolte le città che ospitano le gallerie in cui le opere sono conservate.
Cinque opere per cinque storie, riprese in alta definizione in un’unica occasione per poter fruire tutte e cinque le opere in un’unica esperienza, in quanto il processo di conservazione dei dipinti è tale da non poter più permettere una mostra che veda esposti i dipinti assieme. Unica è ripetuto trova un altro
Uno scorcio sulla vita del pittore olandese è offerto da un background che accompagna e completa l’approccio all’arte di Van Gogh, interpretato, nel film, dall’attore inglese Jamie de Courcey già noto per aver ricoperto il ruolo di Harvey ‘Doc’ Postletlwaite in ‘Rush’ (Ron Howard, 2013).
Biografia ed arte si intrecciano quindi in una relazione che rivela i nessi tra la ricerca pittorica e i tormenti che hanno accompagnato l’artista per gran parte della sua vita, tormenti, quelli del pittore, che porteranno poi al diverbio con l’amico Paul Gauguin, diverbio che ha portato l’artista a mutilarsi un orecchio durante un raptus nervoso.
David Bickerstaff, ispirandosi alle vicende dell’autore, unisce in un sapiente patchwork di 85 minuti le vicende relative ad ogni dipinto e soprattutto attorno ad ogni dipinto ottenendo una panoramica completa sul profilo dell’autore. Del resto, era il minimo ci si poteva aspettare da un collaboratore di Phil Grabsky per il quale ha già diretto, filmato e co-scritto dieci documentari e lungometraggi d'arte raccolti in un’esaustiva serie.
Distribuita in 63 paesi e proiettata in oltre 1500 cinema, la serie si focalizza su artisti iconici del calibro di Canaletto ("Canaletto and the art of Venice"), Claude Monet, Edgar Degas (“Una passione per la perfezione”), Francisco Goya, Hieronymus Bosch, Lucian Freud (“Lucian Freud, un autoritratto”), Michelangelo (“love and death) e, infine, Vincent Van Gogh - (“V. Van Gogh e il Giappone”).
Bickerstaff vanta anche un curriculum in ambito di direttore creativo di New Angle Productions, studio di design che realizza installazioni interattive di video per le attrazioni turistiche. La Royal Collection Trust, il British Museum, il Royal Observatory e il National Maritime Museum sono annoverati tra i suoi clienti. Bickerstaff ha inoltre vinto vari premi ed è membro della British Academy of Film and Television Arts.
Sara Camozzi

Sono passati oltre cinquant’anni dal quel 1970, quando in Australia usciva la raccolta di poesie My People, cioè “La mia gente”, dell’autrice aborigena Oodgeroo Noonuccal (1920-1993). Un nome difficile da pronunciare, e in Italia poco conosciuto. Ma ecco che a distanza di mezzo secolo esce nelle librerie la prima edizione italiana di questa antologia, edito da Mimedis Edizioni. Un libro importante: vediamo insieme perché.
Oodgeroo è una star della letteratura australiana e una delle voci più importanti al mondo per quanto riguarda le lotte per i diritti delle minoranze razziali. Donna, nera, senza istruzione formale. Intraprende il suo iter letterario da autodidatta negli anni Sessanta e nel 1964 pubblica We Are Going, il primo libro di poesia pubblicato da un autore aborigeno, e il primo libro pubblicato da una donna nera in Australia. Segue, nel 1970, My People, che raccoglie gran parte della sua produzione poetica. Con questi libri Oodgeroo denuncia, raccontando da un lato le tradizioni del suo popolo e dall’altro il genocidio subito dai primi abitanti del continente, sfrattati, decimati e umiliati dai colonizzatori bianchi.
Con uno stile unico a metà tra poesia e protesta, Oodgeroo solleva un mare di critiche e nello stesso tempo conquista un enorme successo, diventando nel Paese una celebrità. I suoi libri vendono migliaia di copie. Su di lei escono film, pièce teatrali, articoli di giornale e trasmissioni televisive. Molti autori aborigeni seguiranno le sue orme, proseguendo il suo attivismo letterario e promuovendo l’emancipazione delle popolazioni aborigene, le cui condizioni in Australia sono ancora oggi, nel 2022, svantaggiate e talvolta drammatiche.
Perché queste differenze tra bianchi e neri in Australia? Forse perché, nonostante la ricchezza del loro sapere millenario, fino alla fine degli anni Sessanta gli aborigeni non sono neppure considerati cittadini? O Perché emarginazione, disoccupazione, alcoolismo continuano ancora oggi? Ma sopratutto. Cosa sta facendo il governo federale australiano per rimediare al genocidio che è avvenuto e salvaguardare la civiltà vivente più antica sul pianeta?
L’edizione italiana di My People (Milano: Mimesis 2021), a cura di Margherita Zanoletti e con un saggio introduttivo di Alexis Wright, solleva queste e molte altre domande, aprendo uno spaccato su una questione poco nota e tuttora irrisolta. Un libro da leggere in primis per cogliere la ricchezza della cultura aborigena, con i suoi simboli, le sue storie, canzoni e immagini (il volume contiene un glossario che aiuta il lettore italiano a comprendere termini e concetti). Come rivelano le potenti poesie di Oodgeroo, la saggezza aborigena da millenni si fa carico di custodire la terra, ben prima delle lotte ecologiste di oggi. Al tempo stesso, My People insegna che la poesia può essere un efficace strumento di lotta. per comunicare, creare ponti. Per cambiare le cose, anche a partire da un libro.

E’ disponibile su tutte le piattaforme digitali, oltre che in rotazione radiofonica, il singolo La Visione dell’Occhio di Dio, composto e prodotto a quattro mani da Sabrina Napoleone e Salvatore Papotto aka Berlin-Babylon Project, con la collaborazione, ancora una volta, del musicista Osvaldo Loi.
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