“Manifatture in scena”: arte della tavola come un teatro
Teatralizzare grandi marchi storici d’Europa. Colpire, colorare l’immaginario ideando e allestendo la mise en scène di oggetti per la tavola - vetri, porcellane, cristalli, argenti - che attraversano il tempo. Questo è stato (e auspicabilmente sarà ancora, con possibili repliche ed estensioni o la dimensione itinerante) l’intento di “Manifatture in scena”, format di Ulderico Lepreri, architetto e designer nel settore luxury retail, che ha progettato una serie di box-teatri monografici visti per la prima volta a Milano HOME 2024.
L’allestimento a boccascena - questo il termine usato dall’architetto - è la soluzione per isolare e immergere lo spettatore nelle realtà allestite. Che rappresentano eccellenze nel loro campo.

Perché ci conquista?
Per il concept non rigidamente museale, ma consapevolmente foodcultural. Già solo la scelta di utilizzare la parola manifatture posiziona l’operazione come culturalmente alta, in un contesto fatto di pensiero artistico-creativo che diventa preziosa realizzazione o finitura manuale, produzione di edizioni limitate e personalizzate con precise strategie di costruzione del valore raro.
Dietro, la forza di un retaggio - secolare in alcuni casi, pluridecennale in altri - di storia e di saper fare, ma anche di pezzi iconici e di riletture, di innovazioni consolidate e di innovazioni ancora da scrivere, spalancate al futuro. Perché l’arte della tavola ce l’ha, un futuro.

Gli storici marchi in scena con design di ogni tempo
Ognuno dei marchi di Manifatture in scena è stato e magari ancora è leggenda, ossessione, collezione di sogno. Sono marchi che spesso aggiungono al nome la data di fondazione. Sono storia concentrata in un oggetto. Non sono stati scelti e accostati a caso. Eccoli:
Meissen 1710, la più antica e rinomata manifattura tedesca di porcellana. Celebre il suo decoro cipolla blu, celebri le figurine delle scimmiette musiciste. Fantastiche le riletture dei più straordinari pezzi. Qualcuno ricorda il film E quanti sanno che la futura Regina Elisabetta ricevette un servizio Meissen tra i regali di nozze?

Riedel azienda austriaca con tre secoli di storia, inventrice dei bicchieri di cristallo diversi per ogni diverso vitigno. Forti del fatto che le qualità sensoriali di un vino sono influenzate dalla forma del calice usato per servirlo.
Moser 1857, le cui origini risalgono all’Impero Asburgico, nota in tutto il mondo per la lavorazione manuale del cristallo di Boemia. Lalique 1888, manifattura francese rinomata per le sue preziose collezioni di oggetti d’arredamento in cristallo. Venini 1921, prestigiosa vetreria di Murano i cui artisti e maestri vetrai danno vita a opere uniche nel campo del design. Un caso icona? Il fazzoletto. Altre icone? La lavorazione opalina. I vasi monofiore.
Haviland & C. Parlon 1842, brand di porcellana francese di Limoges. Royal Copenhagen 1775, brand danese fondato con il nome di Regia Fabbrica di Porcellana. Tutti, tutti conosciamo i piatti con il decoro blu e le statuine della bambina. Questa figurina, più famosa ancora della sua omonima di Frozen, si chiama proprio Elsa.

Rogaska, una delle più antiche e prestigiose manifatture di cristallo europee, situata nell’omonima località termale di Rogaska Slatina. Cesa 1882, storica fabbrica di argenteria italiana che ha realizzato il servizio di posate “Quirinale”, utilizzato ancora oggi per i pranzi di Stato datii dal Presidente della Repubblica Italiana.
Greggio 1948, argenteria protagonista delle più raffinate tavole italiane. Ricci Argentieri 1927, argenteria italiana leader nel settore della posateria e degli articoli da regalo.
Perdersi nei dettagli
Il gioco di Manifatture in scena è stato creare in ogni teatro una serie di postazioni, come in attesa di ospiti intorno a una tavola imbandita. Postazioni con un senso di lettura a volte cronologico, altre volte concettuale, creando giustapposizioni e contrapposizioni. Pannelli e video a completare la lettura dell’allestimento.

Ma uno dei godimenti maggiori di questo genere di allestimenti è perdersi nei dettagli: minime modellature, incisioni, trasparenze e opacità, tocchi di colore, varianti di décor, nuove palette cromatiche, ombre e riflessi, cesellature, impronte. Che sono esattamente pieghe della bellezza e del tempo.
Foto teatri: © Alberto Jona Falco - studioolimpic - Milan, Italy ! Courtesy Ulderico Lepreri
Foto dei dettagli: iPhone di Daniela
Daniela Ferrando
