Gusto 17 propone un gelato artigianale nuovo nel suo genere perché creato con il miele di acacia di Giorgio Poeta, l’apicoltore marchigiano premiato numerose volte per la sua produzione di miele biologico di pregiata qualità.

È da poco uscito il nuovo libro di Sonia Peronaci, blogger, cuoca, scrittrice e conduttrice televisiva e fondatrice del famosissimo sito di cucina GialloZafferano.it. Con questo nuovo libro Sonia ci porta alla scoperta della tradizione italiana attraverso ricette che spaziano da Nord a Sud. Con quest’ultimo lavoro l’autrice ripropone piatti facilmente riproducibili oppure legati alle tradizioni familiari. Tra le ricette potremo trovare ad esempio sfincioni e mafalde della Sicilia, maccheroni alla chitarra e bocconotti abbruzzesi. Con questo libro Sonia ha voluto raccogliere l’anima più autentica del nostro Paese. Da cui il nome “Il Giro d’Italia in 80 ricette”. È il regalo perfetto per chi ama stare in cucina e mangiare bene, seguendo i consigli di un’esperta inserita dalla rivista Forbes nella classifica delle donne più influenti d’Italia.
L’eccellente tradizione gastronomica del Lazio è diventata famosa nel mondo grazie alla ristorazione di molte famiglie romane, fra cui la famiglia Corsetti. Sono passati cento anni da quando Filippo e Jolanda Corsetti aprirono nel 1921 un ristorante a Trastevere, uno dei quartieri più popolari di Roma.
A dieci anni dall’apertura del Ristorante Finger’s Garden, lo Chef Roberto Okabe dà vita a Milano a una nuova creatura per omaggiare San Paolo, la sua città natale dove è cresciuto e ha vissuto fino all’età di ventitré anni. Il nuovo locale si chiama Botequinho e nasce dal relooking del Finger’s Club, l’elegante lounge bar situato sotto il Ristorante che l’architetto brasiliano Isabella Pacifico Homem ha rivisitato in una forma inedita.
A fare la differenza anche questa volta sono la cura nei dettagli e una brigata di fiducia. Continua la collaborazione con l’artista Mauro Roselli, che già aveva dipinto a spray gli interni e gli esterni del Finger’s Garden, e che nel nuovo locale si è occupato d caratterizzare l’interior realizzando un’opera in tecnica mista mixando legno, alluminio e altri materiali di riciclo. Ciò che cattura l’attenzione è la magnifica installazione che riproduce alcuni fra gli edifici più significativi di San Paolo.
Una sorta di “murale in 3D” illusorio e magico, che trasporta l’ospite nell’atmosfera festosa e cosmopolita della metropoli brasiliana.
Sono molti gli elementi che richiamano San Paolo, come il pavimento, che ripropone il caratteristico rivestimento geometrico in bianco e nero dei marciapiedi, e le poltroncine rosse, che ricordano gli eleganti locali notturni della città.
E a proposito delle sue origini, lo Chef Okabe racconta: “Di San Paolo non posso dimenticare tutto ciò che mi ha reso più forte ed è per questo che nell’installazione, oltre all’Edificio Copan, al MASP (il Museo d’Arte di San Paolo), al Teatro Municipale, al Parco Ibirapuera in cui correvo, all’Avenida Paulista dove andavo al cinema, ho voluto anche una favela dove mi era proibito andare, ma dove scappavo per giocare a pallone. A San Paolo le favelas sorgono in mezzo ai quartieri residenziali. Ecco perché il banco bar è stato realizzato con pezzi di legno di recupero, come vecchi taglieri”.
Quella dello Chef in Brasile non è stata una vita facile: “giocavo a calcio per strada e allo stesso tempo sentivo la pressione della mia famiglia giapponese che mi spronava a studiare.”
Anche le sue origini giapponesi giocano un ruolo decisivo nella sua cucina e nella sua filosofia gastronomica, dove convivono con estro ed equilibrio tre anime, quella brasiliana, quella nipponica e quella italiana.
Tra le dolci note della bossa nova, prendere un aperitivo o cenare al Botequinho diventa un’esperienza sensoriale e unica, una sorta di viaggio immaginario verso l’America Latina, contaminata da influenze orientali. Due culture apparentemente diverse, ma che nel locale dello Chef Okabe si fondono con una sintonia perfetta, come nelle tapas in stile carioca con tocco nikkei creati dalla Chef brasiliana Lili Gomes da Silva, che accompagnano i fantasiosi, curati ed estrosi cocktail del barman Alessandro Lisco.
Una cucina figlia della globalizzazione, che riesce a trarre i vantaggi migliori di un fenomeno a volte invadente per alcuni settori, ma che nel caso del Botequinho viene intelligentemente sfruttato per rappresentare con fierezza le proprie origini. Un ponte tra Sud America e Asia, che testimonia come l’integrazione sia un valore fondamentale per la cultura e per la gioia di tutti.
Quando design e cucina, i nostri fiori all’occhiello, si fondono insieme, succede sempre una magia: la creatività del famoso architetto Piero Lissoni incontra il prestigio di Molino Pasini, azienda leader nella produzione di farine artigianali, dando vita a una latta d’autore contenente un pandoro limited edition. Il designer lombardo, inserito nel 2005 nella Hall of Fame di I.D. Magazine International Design Award, ha pensato per l’occasione a una confezione che omaggia e rivisita una celebre fotografia di Luigi Ghirri, lo storico fotografo scomparso a Reggio Emilia nel 1992. Una magica sinergia tra il design e la cucina di Andrea Tortora, che ha realizzato il pandoro con la farina Sua Altezza Molino Pasini.
“Il mio ruolo è quello di rispettare la tradizione italiana, fondendo presente e passato e, sperimentandone l’armonia - afferma Tortora - offrire un dono che possa contagiare di meraviglia il quotidiano.” Figlio di pasticceri e con un prestigioso curriculum internazionale alle spalle - da Parigi a Londra, da Singapore a Venezia - Andrea Tortora è stato per anni alla guida della pasticceria del ristorante St. Hubertus, conseguendo nel 2018 la terza stella Michelin. Le guide de Il Gambero Rosso e Identità Golose lo hanno nominato Chef Pasticcere dell’anno 2017, mentre la Guida de l’Espresso lo ha insignito del titolo di Pasticceria dell’anno nel 2018.
Un lavoro orizzontale e rispettoso delle mansioni altrui, permesso anche grazie alla concessione dell’Archivio Luigi Ghirri che ha offerto in uso esclusivo al Molino una delle prime foto scattate dal grande genio della fotografia italiana.
Era il 1970 quando Ghirri immortalava la velina di un cielo stellato, rielaborata dallo Studio Lissoni per rivestire la latta d’autore 2021.
“La fotografia Modena, 1970 è una delle prime immagini realizzate da Luigi all'inizio della sua ricerca, e ritrae una porzione di un cielo stellato per presepi” spiega Adele Ghirri, responsabile dell’Archivio. “La ritroviamo riletta e interpretata da Piero Lissoni sulla latta d'autore di quest'anno. È sempre un processo delicato utilizzare opere di autori non più viventi all'interno di progetti che esulano dalle tradizionali pubblicazioni o da percorsi espositivi, ma sapevamo di essere in ottime mani e il risultato è l'esempio perfetto di come approcciarsi con sensibilità, garbo e delicatezza a immagini preesistenti. Luigi ha sempre amato il confronto e il dialogo tra linguaggi diversi, tra artisti appartenenti a campi differenti ma portatori di visioni comuni, e siamo felici di mantenere questo scambio vivo nel presente, dando la possibilità di raccontare una storia per mezzo delle sue immagini. In questo caso lo facciamo donando ad ognuno il proprio pezzetto di carta stellata, e con esso, un po' dello sguardo di Luigi”.
E a proposito di Ghirri, Piero Lissoni sottolinea: “Le sue opere sono come poesia fatta a fotografia, un po’ come i quadri di Morandi, c’è dentro lo stesso punto di vista. Questa foto in particolare è una sua interpretazione delicata di una carta stellata per i presepi, la sua fotografia è un gesto poetico”.
È la stella il leitmotiv della produzione, che troviamo anche nella forma del pandoro pensata da Tortora. Così come “stellare” è l’opera di beneficenza pensata dall’azienda, che ha deciso di devolvere il ricavato della vendita della limited edition all’Associazione Make a Wish, un’Organizzazione non profit che realizza i desideri di bambini e ragazzi di età compresa tra i 3 e i 17 anni, affetti da gravi patologie per portar loro gioia, forza e speranza.
Molino Pasini offre così un Natale tra ricordo, gusto e arte. C’è spazio anche per la condivisione in famiglia, di cui se ne sente l’urgenza in un periodo di ristrettezze sociali. Grazie al kit gnocchi, disegnato per Molino Pasini da Piero Lissoni, tutti gli appassionati di cucina potranno preparare tantissime ricette attorno al tavolo insieme alla famiglia e agli amici. Non manca anche in questo caso un tocco di design e di Alta Cucina: oltre al preparato per gnocchi Pasini, disegnato da Lissoni, c’è anche una salsa di datterini studiata dallo Chef Luca Marchini, per deliziare i nostri piatti.
Quando l’Italia mette in moto le sue più grandi qualità, facendole incontrare e sperimentare, il risultato è sempre vincente. Una formula originale per ricordare il grande fotografo Ghirri e per arricchire le festività natalizie di cultura e sensibilità artistica.
Il Grappolone, il panettone dal cuore di Grappa, è un nuovo panettone a base alcolica, non ancora molto conosciuto, ma che piace ai clienti che lo hanno assaggiato.
HAPPY NATALE HAPPY PANETTONE: L’EVENTO CHE CELEBRA IL DOLCE SIMBOLO DELLE FESTE
Torna nel weekend dell’11 e 12 dicembre “Artisti del Panettone”, l’eccellenza della pasticceria italiana. Con degustazioni, masterclass, live cooking, interpretazioni gastronomiche del panettone e talk.
Comincia la terza edizione di “Artisti del Panettone” che coinvolgerà gli appassionati con degustazioni e masterclass gratuite (fino ad esaurimento posti) dei panettoni artigianali realizzati da 14 artisti, che sveleranno i trucchi per riconosce un vero panettone artigianale e consigliare gustosi abbinamenti.
La squadra degli Artisti del Panettone, capitanata da Vincenzo Santoro, è composta da: Luigi Biasetto, Paolo Sacchetti, Salvatore De Riso, Andrea Tortora, Vincenzo Tiri, Maurizio Bonanomi, Andrea Besuschio, Lucca Cantarin, Stefano Laghi, i fratelli Pepe, Carmen Vecchione,Francesco Borioli del Laboratorio Infermentum e Mattia Premoli.
Ci saranno inoltre le interpretazioni salate a cura dei cuochi APCI, come Tommaso Arrigoni, Vincenzo e Salvatore Butticé, Lorenzo Buraschi, Theo Penati, Giuseppe Postorino, Sara Preceruti, Andrea Provenzani e Fabio Zanetello. La novità di questa edizione 2021 sono i cocktail originali firmati dal flair bartender Giorgio Facchinetti.
Il giorno sabato sarà dedicato al “Panettone Innovativo” di Matteo Cunsolo in collaborazione con gli studenti del Capac, con cui presenteranno due tipicità italiane in un unico prodotto. Gli allievi del Capac esibiranno anche un loro panettone sotto il controllo dello Chef Giordano Villa e di Chef di Apci. Gianni Cocco infine, maestro del caffè, preparerà il "Panettone Molecolare" e il "Christmas Drink".
Il primo piano di Palazzo Bovara sarà allestito per l’esposizione di sette tavole natalizie da Caffè Scala, in collaborazione con Alessandra Pirola Baietta, EasyLife, Taitù, Tognana, Weidgwood, Weissestal e dalla Pasticceria Martesana, vincitrice di “Artisti del Panettone” 2020.
Sarà presente inoltre la Fondazione Umberto Veronesi, charity partner dell’evento, che dedicherà uno spazio alla vendita di gadget natalizi e a panettoni solidali, il ricavato sarà devoluto alla ricerca oncologica pediatrica.
Grazie a una mappa indicante le pasticcerie e panetterie del territorio sarà possibile trovare il vero panettone artigianale creato con la ricetta tradizionale.
“Giovani Artisti” è invece un altro nuovo progetto a sostegno dei pasticceri professionisti di domani. La formazione avviene attraverso lezioni tenute in aula da pasticceri protagonisti di Artisti del Panettone e la formazione sul campo, con stage presso laboratori di alcuni grandi pasticceri dell’area milanese.
Con due speciali natalizidi, l’11 e il 18 dicembre alle 18.00 su Skye NOW, andrà in onda anche il format televisivo Artisti del Panettone: verrà mostrato come realizzare delle ricette utilizzando qualche fetta avanzata di panettone. Saranno riuniti i migliori pasticceri d’Italia per creare dolci inediti replicabili a casa. Per la prima volta con la conduzione di Giulia Salemi.
All’evento è inoltre abbinato il concorso omonimo, ideato e realizzato in collaborazione con La Gazzetta dello Sport. La premiazione si svolgerà domenica 12 dicembre alle 11.30. A valutare i panettoni della versione classico milanese basso senza glassa ci saranno giornalisti esperti. A condurre la premiazione saranno l’istrionico Chef Alessandro Borghese e Giulia Salemi.
La nuova edizione di Happy Natale Happy Panettone, l’evento che festeggia il panettone artigianale, il dolce simbolo del Natale, sostenuto da Confcommercio Milano e le sue associazioni (Altoga, Associazione Panificatori, ART Arti della Tavola e del Regalo e Capac, Politecnico del Commercio e del Turismo), in collaborazione con MNcomm, APCI-Associazione professionale cuochi italiani, con il supporto di Fiera Milano e il patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Milano e Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi.
I panettoni degli artisti potranno essere acquistati attraverso il sito Cosaporto.it o a Palazzo Bovara nel weekend dell’evento.
Fracchiolla Martina
Lievitazione di oltre 50 ore e un’alveolatura perfetta. Sono questi gli aspetti che rendono il Panettone Artigianale dello Chef Fabio Titone, un prodotto unico e inimitabile, morbido e fragrante. Dopo il successo dello scorso anno, lo Chef ripropone il dolce tipico delle feste natalizie nella versione classica (con uvetta sultanina e arancia candita) e in quella al cioccolato (con crema di cioccolato).
Uno Chef precoce, che a soli 26 anni è già proprietario del Ristorante All’Origine a Milano, nome che riassume la sua filosofia dedita al rispetto della tradizione e delle proprie radici. Il giovane Chef originario di Torino ha trascorso ben undici anni dietro i fornelli, prendendo parte a brigate stellate come quella del Dolce Stil Novo di Alfredo Russo all’interno della Reggia di Venaria Reale o quella del Refettorio Ambrosiano. Ed è solo grazie al profondo rispetto per le proprie radici che è possibile spiccare il volo e “ramificare” il proprio talento sperimentando con creatività e intelligenza. Il contrasto tra dolce e salato, le innovative cromie, le spugne alimentari, le arie aromatizzate, l’utilizzo delle clorofille, le affumicature e le infusioni: tutte tecniche che caratterizzano la cucina dello Chef e che non sarebbero possibili senza una cura maniacale per le materie prime e il profondo legame con le tradizioni.
E per Natale il ristorante All’Origine ha in serbo una preziosa sorpresa per i clienti affezionati: con una spesa tra i 45 e i 70€ è possibile creare il proprio cesto scegliendo di abbinare al panettone artigianale un vino diverso tra una selezione mirata di Chablis, Franciacorta, Barolo, Ribolla Gialla e molte altre etichette. Un percorso creativo che permette ai consumatori un rapporto consapevole a attivo con i prodotti, che va ad aggiungersi agli altri cesti standard proposti dal locale, che abbinano il Panettone ad altri prodotti utili per le nostre cucine come il Risotto Vialone Nano essiccato sull’Aia Azienda Melotti o una bottiglia di Olio extravergine di oliva D.O.P. “Gargiulo” Penisola Sorrentina.
La cucina dello Chef Titone è un esempio di come sia possibile mantenere fede alla tradizione senza rinunciare al brio creativo della sperimentazione. E la sua giovane età è una lezione di tenacia per tutti coloro che vogliono intraprendere una carriera nel mondo della gastronomia, dove sono indispensabili sacrificio e minuziosa cura per i dettagli.
Graziano Cacciopoli, finalmente dopo anni di sacrificio e dedizione riceve l’ambita stella. Il successo del ristorante San Giorgio è caratterizzato dall’amore per l’alta gastronomia; grazie soprattutto a Danilo Scala, patron e Graziano Cacciopoli, che vanta nel suo curriculum esperienze stellate e il premio “Miglior Chef pasticcere per la Guida Identità Golose”. Il Ristorante San Giorgio è un luogo in cui l'attenzione per i dettagli, la cura e la selezione degli ingredienti sono le caratteristiche che lo contraddistinguono. Una cucina semplice ed elegante dove emergono le origini campane dello Chef assieme al mix perfetto della tradizione ligure.
Fracchiolla Martina
“Forse il pane mi ha anche salvato la vita” esordisce in un’intervista Matteo Cunsolo, Titolare del panificio La Panetteria a Parabiago (in provincia di Milano). A soli 39 anni è anche Presidente dell’Associazione Panificatori di Milano e Provincia, Segretario di Richemont Club Italia, formatore, consulente e docente. Un inizio atipico nel mondo della panetteria, passione che non gli è stata tramandata dalla famiglia, ma che ha ritrovato in un percorso di crescita personale. Diplomato all’Istituto “CAPAC” di Milano in panificazione e pasticceria, Cunsolo ha collaborato con vari panifici del capoluogo lombardo, ma è l’incontro con il Maestro Fornaio Massimo Grazioli a fargli comprendere con minuziosità i trucchi della panificazione e dei lievitati. Anche la collaborazione con il Maestro Panificatore Piergiorgio Giorilli si rivelerà entusiasmante e proficua, specialmente sul mondo del lievito madre. Cunsolo ha affiancato il fondatore del Richemont Club Italia e Ambasciatore Onorario dell’Italian Hospitality in alcuni corsi e in un viaggio professionale in Giappone.
La famiglia gioca un ruolo importante nella sua carriera: nel 2003 avvia La Panetteria, insieme alla madre Antonia Orru, dove produce artigianalmente una vasta gamma di prodotti oltre al pane.
Anche questo Natale il Maestro propone il classico panettone artigianale e tradizionale milanese, offrendo anche un nuovo formato da 750 grammi con diverse materie prime: pistacchio e cioccolato bianco, cioccolato, mandorlato, marron glacé, amaretto, fichi del Cilento e noci, marzapane e arancio. È diventato irrinunciabile per i Panettoni lovers il “Panettone solidale ai 4 cioccolati” (fondente, bianco, al latte e ruby, dai sentori fruttati), diventato ormai un must della sua produzione e che si lega a un’importante iniziativa: metà del ricavato di ciascun panettone verrà destinata all’Associazione “La Ruota” Onlus di Parabiago che si occupa di offrire assistenza e sostengo alle persone più deboli.
Lievitazione naturale, accurata scelta dei prodotti, maggiore digeribilità. Sono questi i segreti dell’arte fornaia, principi imprescindibili nel lavoro di Cunsolo, conscio di una trasformazione in atto nel pubblico di oggi, sempre più attento e informato su ciò che acquista. Ciò non può che stimolare grandi maestri come lui a mettere in pratica il loro talento e dimostrare la cura che impiegano in ogni minima preparazione.
Queste Feste saranno una prelibata occasione per godere delle sue creazioni e per riflettere su quanto lavoro ci sia dietro la cucina artigianale italiana per garantire con costanza la sua rinomata qualità.
Grande attesa per le nuove stelle Michelin in Italia. Due nuovi ingressi e 33 novità. L’evento tanto atteso trasmesso in streaming è stato presentato da Fjona Kakally con la preziosa partecipazione di Federica Pellegrini come Ambassador. Questi sono i numeri delle nuove stelle confermate e attribuite quest'anno:
Una stella: 329 ristoranti (33 novità); 2 stelle: 38 ristoranti (2 novità); 3 stelle: 11 ristoranti.
Gli unici ristoranti con 3 stelle per cui valgono il viaggio sono i seguenti:
- Piazza duomo ad Alba (CN)
- Da Vittorio a Brusaporto (BG)
- St. Hubertus a San Cassiano (BZ)
- Le Calandre a Rubano (PD)
- Dal pescatore a Canneto sull’Oglio (MN)
- Osteria Francescana a Modena
- Enoteca Pinchiorri a Firenze
- La Pergola a Roma
- Reale a Castel di Sangro (AQ)
- Mauro Uliassi a Senigallia (AN)
- Enrico Bartolini al Mudec a Milano
Nella classifica delle stelle per regioni, la Lombardia vince grazie ai 56 ristoranti (3 con tre stelle, 5 con due, 48 con una) ed ai 4 nuovi stellati. La Campania si aggiudica invece il record annuale di novità (ben 7) issandosi al secondo posto con 48 ristoranti, (8 con due stelle e 40 con una). Scende quindi il Piemonte, 1 novità e 45 ristoranti (1 con tre stelle, 4 con due, 40 con una), mentre con una new-entry e 41 ristoranti (1 con tre stelle, 5 con due, 35 con uno), la Toscana scala in quarta posizione davanti al Veneto che è la seconda regione più premiata del 2022 grazie a 5 nuovi ristoranti stellati (1 con tre stelle, 4 con due, 31 con una) presenti in guida.
Tra le province, Napoli si conferma prima con 30 ristoranti (6 con due stelle e 24 con una) seguita da Roma in seconda posizione con 20 (1 con tre stelle, 1 con due, 18 con una ) e quindi da Bolzano; terza a quota 19 ristoranti (1 con tre stelle, 3 con due, 15 con una) davanti a Cuneo con 18 (1 con tre stelle, 2 con due, 15 con una). Milano arriva quinta con 16 ristoranti stellati (1 con tre stelle, 3 con due, 12 con una).
I premi speciali conferiti sono stati quattro e sono:
- Premio michelin giovane chef 2022 by Lavazza, assegnato a Solaika Marrocco, Primo Ristorante, Lecce;
- Premio michelin servizio di sala 2022 by Intrecci – Alta Formazione di Sala, assegnato a Matteo Zappile del ristorante il Pagliaccio, Roma;
- Premio michelin chef mentore 2022 by Blancpain, assegnato a Nadia Santini, ristorante dal Pescatore, Canneto sull’Oglio (Mn)
- Premio michelin sommelier 2022 by Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, assegnato a Sonia Egger, ristorante Kupperlain, Castelbello (BZ).
Ma come nasce la famosa guida?
Il piccolo libro rosso è nato in Francia nel 1889 dai fratelli Michelin, diventando oggi una delle guide più prestigiose e ambite. I fondatori dell’omonima azienda di pneumatici, in un momento in cui si contavano meno di 3.000 macchine in tutta la nazione, crearono un volumetto per il viaggiatore con mappe, stazioni di servizio e una lista d’indirizzi in cui mangiare e pernottare la notte per incentivare i viaggiatori a mettersi alla guida. Quello che nacque come un esperimento per invogliare le persone a viaggiare è di fatto oggi un faro per la nostra gastronomia e per tutti gli Chef che aspirano a ottenere una stella.
Beniamino Strani

Una storia dell'artigianalità italiana incontra l'inventiva imprenditoriale in una collaborazione che va oltre oceano.
Al Lingotto di Torino una serie di eventi all'insegna delle esperienze gastronomiche e della solidarietà
Parte la seconda edizione di “HOAS - History of a Style”, evento organizzato da Hoas Group, con il patrocinio della Città di Torino, della Regione Piemonte e di Assomoda – Confcommercio. Anche questa volta è la città della Mole ad ospitare il fashion show, che avrà luogo al Lingotto di Torino dal 25 al 28 novembre 2021. Quattro giornate di sfilate, meeting e degustazioni, arricchite da tantissimi eventi con stilisti, chef, blogger e influencer. Ci sarà anche un allestimento di circa 9.000 mq per i meeting con i buyers, oltre alla presenza di masterclass e fashion lab.
Grandi firme come Romeo Gigli, Anton Giulio Grande, Petrelli Uomo, Gai Mattiolo, ALV by Alviero Martini ed Esercito Italiano affiancheranno quelle di nuovi designer nelle esclusive passerelle. Moda e cibo che si mescolano in continuum di bellezza e gusto, grazie a un’intera area dedicata al Food in partnership con Gambero Rosso.
I momenti culinari saranno sotto la supervisione dello Chef Ivano Ricchebono, volto noto per le sue numerose partecipazioni televisive accanto ad Antonella Clerici nel programma televisivo di Rai 1 in “È sempre mezzogiorno" e patron del ristorante The Cook di Genova (1 forchetta Gambero Rosso e 1 stella Michelin).
Nei giorni 25, 26 e 27 novembre lo Chef Ricchebono, insieme alla Chef campana Nausica Ronca e alla Chef toscana Katia Maccari, sarà supervisore di due imperdibili momenti quotidiani: gli Assaggi gourmet e le Chef Experience.
Tutti i giorni a pranzo, dal giovedì alla domenica, gli "Assaggi gourmet" prevedono 3 portate abbinate ai vini.
Le Chef Experience sono invece un’occasione ghiotta per gli amanti della ristorazione: ogni giorno due appassionati potranno entrare in cucina con lo Chef Ricchebono e conoscere la sua brigata.
Spazio anche per la filantropia, grazie alla Cena di Gala di domenica 28 novembre 2021, il cui ricavato andrà devoluto alla Croce Giallo-Azzurra per l’acquisto di un’ambulanza pediatrica. Per incrementare i ricavi a favore dell’associazione torinese, durante la cena saranno battuti all’asta alcuni indumenti (toque e casacca) firmati, di Cracco e Cannavacciuolo, set di coltelli e pregiate bottiglie di vino, ma anche esperienze gastronomiche esclusive (in cucina con lo Chef Marco Sacco).
Cena d’eccezione per il Gala: ad affiancare Ricchebono ci saranno tre chef segnalati dalla Guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso e dalla Guida Michelin (i già citati Maccari e Sacco e Alfredo Russo, patron del ristorante “Dolce Stil Novo” di Venaria). Presente anche il pastrychef Fabrizio Racca, stella emergente della pasticceria moderna torinese.
Non solo Food. A trent’anni dalla sua nascita, la prestigiosa Guida Berebene organizzerà un evento di degustazione, insieme alla sede torinese del Gambero Rosso, previsto per il 28 novembre.
Numerosi i testimonial dell’edizione 2021 di Hoas: Ronn Moss, Elisabetta Gregoraci, Manuela Arcuri, Anna Safroncik, Mayra Pietrocola, Devin Devasquez, Guenda Goria, Alessandro Tersigni, Andrea Montovoli, Le Donatella, le influencer Dasha Kina, Elena Morali, Sara Croce, Fabrizia Santarelli, le Sister Cash e i modelli Stefano Sala, Andrea Melchiorre e Gennaro Lillo.
Tra ospiti, ristorazione e solidarietà, la seconda edizione di Hoas si appresta a diventare un evento all’insegna della bellezza e del gusto italiano, strumenti che grazie all’asta possono servire per scopi molto importanti come i fondi per il servizio sanitario, di cui tutti in questo momento storico ne stiamo comprendendo il bisogno. Serate dove l’utile e il dilettevole si uniscono in una formula appagante per gli occhi e per il palato.
Beniamino Strani
Dopo 36 anni di esperienze culinarie nazionali ed internazionali, lo chef Vincenzo Vottero nel 2013 apre nella sua Bologna, l’Antica Trattoria del Reno, e nel 2017 VIVO, il Taste Lab in Piazza di Porta Saragozza, che in soli tre anni è divenuto uno degli indirizzi più interessanti e glamour della città per la cucina creativa e di ricerca. Ad oggi si affianca il nuovo VIVO dove, lo chef, propone la sua cucina d’autore, dal segno vigoroso e creativo, a tratti ironico, che rivela in ogni piatto uno stile preciso e deciso, unito all’amore per la materia prima di eccezione e alla passione vera, vibrante, che sono da sempre alla base della sua ricerca ed evoluzione tra i fornelli.

Arriva Ciacco Bottega: il nuovo format dell’artista del gelato Stefano Guizzetti in cui scoprire la sua inedita linea di pasticceria, dolci al cucchiaio e caffetteria da domenica 14 Novembre nel centro storico di Parma in Piazza della Steccata 1, tutti i giorni dalle 8 alle 23
Stefano Guizzetti, il chimico gelatiere riconosciuto in tutta Italia per la sua arte unica di fare il gelato ispirandosi a influenze sempre nuove, in continua evoluzione. Guizzetti termina la scorsa estate con il suo Ciacco in Strada Garibaldi 11 a Parma per dedicarsi a Ciacco Bottega: il nuovo format con cui il Maestro lancia la sua prima linea di pasticceria dedicata alla grande tradizione italiana, da domenica 14 Novembre 2021 in Piazza della Steccata 1: croissant profumati, frolle fragranti, torte da forno per una merenda o la colazione, dolci al cucchiaio e ancora creme spalmabili e confetture. Inoltre, ci saranno i grandi lievitati delle feste, come il panettone che già dalla prima edizione 2020 ha ottenuto successo internazionale, e l’amatissima linea di gelati Ciacco. Stefano Guizzetti porta avanti la sua filosofia sostenibile attraverso materie prime di alta qualità e piccoli produttori soprattutto del territorio, andando a scoprire delle varietà antiche.
La linea di pasticceria firmata Stefano Guizzetti, da Ciacco Bottega
Fin dalla prima mattina la Bottega di Ciacco ospiterà con croissant vuoti o farciti alle confetture, le creme, le spalmabili preparate dal team di Stefano Guizzetti. Inoltre, pain au chocolat, cannoncini da farcire al momento e una proposta quotidiana di torte da forno insieme alla caffetteria per cui Ciacco sceglie imono origine della Torrefazione Lady Caffè, poi succhi di frutta stagionali a mirtillo, susina, fragola, mango, lampone, pesca, albicocca. Grande lavoro anche sulla frolla, con tante tipologie di biscotti come i baci di dama o i cookies al sale, i torcetti o gli ovismollis.
I vasetti di Stefano Guizzetti, dai grandi classici alle novità
In arrivo la nuova linea di dolci al cucchiaio, da gustare ai tavoli di Ciacco o da portare a casa, con zuppe inglesi, tiramisù, budini, panna cotta e crème brûlée assieme alle sperimentazioni del metodo vasocottura con babà al whisky torbato, al cioccolato o nella versione Americano con Bitter e Vermouthdi Baldo Baldinini. Non mancheranno le amatissime creme spalmabili di Ciacco a Nocciola del Piemonte IGP e cacao, Arachidi di Livorno al sale, Mandorla Corrente d’Avola, le confetture di frutta e gli zabaioni ma soprattutto la ormai celebre giardiniera fermentata di Stefano Guizzetti.
A Natale tornano i panettoni di Ciacco in 4 nuove golosissime varianti e con una novità: il Pandoro di Stefano Guizzetti
E’ passato già un anno dal successo ricevuto con la prima edizione dei panettoni di Ciacco, che sono stati apprezzati fin da subito anche da chef internazionali, tra cui i fratelli Roca del Celler de Can Roca. Dopo mesi di studi per perfezionare e migliorare i suoi lievitati, Stefano Guizzetti torna sul palco con quattro varianti e delle super novità: il suo primo Pandoro, il panettone “Langhe” e il “Lamponi e Pistacchio”. Sono sempre più golosi, ma soprattutto equilibrati, profumatissimi e il risultato di lunghe sperimentazioni per ottenere un lievitato perfetto.
48 ore di lievitazione, burro piemontese da centrifuga, uova fresche biologiche da un piccolo allevatore di Cuneo e materia prima scovata tra i fornitori di fiducia di Ciacco dal burro di cacao dell’Ecuador alla Vaniglia dal Madagascar. Disponibili da metà Novembre sull’e-commerce www.ciaccolab.it con spedizioni in tutta Italia, ecco le novità di questo Natale 2021:
Il panettone Langhe: un panettone goloso senza precedenti, un impasto morbido e profumatissimo ottenuto con l’aggiunta di confettura di mele da una varietà antica e pasta di nocciola di Cravanzana, in Piemonte. Ogni fetta è ricca di cubotti di gianduia, made by Ciacco con fondente Costa d’Avorio Marco Colzani e nocciole, la stessa con cui Stefano Guizzetti glassa il lievitato per rendere ogni morso croccante e golosissimo.
Il Pandoro: per la prima volta in assoluto Stefano Guizzetti si sperimenta nel celebre dolce natalizio, già destinato al successo come gli altri lievitati. Il segreto è il miele di Ailanto che conferisce al Pandoro sentori di albicocca e uva moscata e dal burro di cacao naturale, per sentori di cioccolato bianco e caramello.
Il panettone Lamponi e Pistacchio: lamponi canditi croccanti che donano un gusto di piacevole asprezza e la delicatissima crema al pistacchio di Bronte firmata Ciacco da aggiungere solo prima dell’assaggio, grazie allo speciale vasetto da 100 grammi in dotazione insieme al panettone.
Il panettone Milano: la versione più tradizionale del celebre lievitato di Natale con succosi canditi di arance di Sicuracusa e Catania, poi le uvette di due varietà: quella Corinto di dimensioni piccole, dal colore viola intenso e dolcissime e quelle Cilene da uva bianca, morbide e acidule.
Il panettone Albicocche e Cioccolato: con un impasto tradizionale, questo panettone è arricchito da albicocche semi candite in pezzi, morbide e scioglievolie da gocce di cioccolato fondente.
Prezzi:
Milano, Langhe, Albicocca e Cioccolato:
34 euro panettone 1 kg
17 euro panettone 500 g
Lamponi e Pistacchio:
36 euro panettone 1 kg
18 panettone 500 g
Pandoro:
36 euro 1kg
Prezzi gelato:
Milano: 23 euro al chilo
Parma: 20 euro al chilo
Fracchiolla Martina
A due passi da Ponte Milvio, uno dei luoghi più romantici della Capitale, le coppie che desiderano una cena riservata ed elegante a base di pesce avranno da oggi una valida proposta. Apre Harbour Bistrò in via Flaminia, dove poter gustare pesce di qualità in una dimensione intima e accogliente: la sala infatti è composta da circa 30 coperti ed é preceduta da un bancone adibito al cocktail bar. L’idea dei titolari Nicholas Sarno, Eleonora Zirilli e Fabrizio Sannino è di coniugare l’alta qualità della cucina tipicamente di pesce con un cocktail bar che può contare su una notevole cantina, sia per prestigio che per quantità, tra distillati, vini e bollicine e dove tutti gli ospiti del ristorante potranno amabilmente terminare la loro serata.
Reduce insieme ai soci da un importante bagaglio di esperienza anche in America, Nicholas ci racconta di aver ereditato la passione per la ristorazione dalla famiglia. A rendere unico il Bitrò sono la passione e la cura per i dettagli dei proprietari, che si occupano personalmente della scelta di materie prime di qualità, degli arredi, della divisione degli spazi oltre che nella scelta di distributori e partners.
È il pesce il grande protagonista dell’Harbour Bistrò e al suo Chef Alessio Pittacci è affidato il nobile compito di realizzare le pietanze tradizionale ma rivisitate del ristorante. “Mi sono formato nel ristorante della mia famiglia e pur avendo solo 38 anni ne ho trascorsi ben 25 nelle cucine” ci racconta lo Chef, che sottolinea quanto sia importante viaggiare e conoscere nuovi orizzonti culinari per chi fa questo mestiere: “per acquisire esperienza ho viaggiato molto e per alcuni anni la mia carriera si è svolta all’estero, soprattutto in America Latina, terra d’ispirazione oggi per la creazione dei miei piatti. Amo cucinare bene, con attenzione ai particolari per questo mi piace cucinare per poca gente. Non amo i grandi ristoranti ma quelli che più che sulla quantità investono sulla qualità”.
Ponte Milvio, luogo storico per la città di Roma, fu costruito nel 110 a.C. e fin da subito ebbe un ruolo cruciale per gli spostamenti dell’Antica Roma. Luogo di battaglia tra Costantino I e Massenzio, distrutto da Garibaldi nel 1849, oggi il ponte è una meta della cultura popolare, grazie al film Ho voglia di te. Il film di Federico Moccia uscito nel 2007 è diventato un cult per i teenagers di inizio millennio, che hanno cominciato in massa a emulare i protagonisti che legavano un lucchetto nel lampione, come segno del loro amore. Da oggi diventa anche una meta food prelibata e speciale. Solo a leggere alcuni piatti dell’Harbour Bistrò (Tapas con polpo rosticciato su vellutata di cannellini al rosmarino; ceviche di gambero rosa con passion fruit e chips di platano; tagliolino di grano saraceno con tonno, pomodoro secco e menta al profumo di lime) viene l’acquolina in bocca.
Tra amore e cucina, il Bistrò propone una cucina attenta e prelibata, nel cuore della Roma romantica.
E allora non possiamo che concludere con la celebre frase della giornalista Harriet Van Horne: ‘Cucinare è come amare, o ci si abbandona completamente o si rinuncia’.
Roberta Bissoli – My Unconventional Art
Alessandro Borghese - Il lusso della semplicità in via Belisario 3, Milano
Mostra visitabile su appuntamento e negli orari di apertura del ristorante
Lo chef Alessandro Borghese nel suo ristorante milanese AB- Il lusso della Semplicità (Viale Belisario 3) ospita dal 18 novembre la nuova mostra di Roberta Bissoli, ispirata dal concept “My Unconventional Art”: emozionare, colpire, affascinare, così come nel piatto così sulla tela; è ciò che propone lo chef. L’esposizione è a cura di Tabor Group, società di consulenza e marketing attiva anche nella ricerca e promozione di talenti in campo artistico e sportivo.
Gli ospiti del ristorante potranno deliziare i loro occhi, oltre che il proprio palato, nell'ammirare quadri particolari dai significati profondi, a volte nascosti, derivanti dal desiderio di libertà, dal pensare fuori dagli schemi e di non aderire a regole rigide, attraverso un percorso quasi interattivo, che invita a confrontarsi con opere tridimensionali, in cui tutto sembra voler uscire dalla tela.
Nel cuore di CityLife, lo spazio sarà guidato da chef Borghese e sarà allestita un’esposizione, in cui la pittura e il colore sono al servizio della materia. Secondo l’artista Roberta Bissoli, infatti, è la materia stessa che modella, colora e dona spessore alle opere. La sua intenzione è quella di interessare i sensi degli osservatori in modo da risvegliare in loro emozioni tramite opere interattive e tridimensionali. Esse si possono guardare, toccare e addirittura odorare in quanto sono profumate. Anche per chef Borghese la dimensione polisensoriale è di vitale importanza in cucina, poiché il coinvolgimento della vista, dell’olfatto e del tatto e del gusto giocano un ruolo fondamentale nel suscitare emozioni nuove.
Roberta Bissoli
Roberta Bissoli nasce a Monza nel 1967 e, dopo un inizio di carriera legato all’arte classica, si appassiona a quella contemporanea astratta grazie alle emozioni suscitategli da un’installazione di James Turrell al Guggenheim di New York. Da qualche anno propone le proprie opere materiche, in cui tutto è accomunato da una tecnica pittorica e da uno stile che si basano su una essenzialità di colori, dotati di significato. Il fine dell’arte secondo lei è conferire materia all'immateriale, dare un corpo a ciò che corpo non ha. Roberta partecipa a numerosi eventi, tra cui l’International Contemporary Art in occasione di EXPO 2015 a Milano, dove la sua opera “MONEY…MONEY” entra a far parte della collezione privata di Banca Mediolanum. Le sue creazioni con le caratteristiche banconote americane da 1$, ovvero “EPHEMERAL WORLD”, “GOLDEN AGE”, "ACADEMY AWARD” e “MONEY PASSION”, vengono richieste ed esposte in Italia e all’estero: da Milano, Firenze e Roma, a Berlino, Parigi e Amsterdam.
Il concept e l’essenza dell’arte di Roberta Bissoli è definibile con due parole, semplici e al contempo complesse, che racchiudono significati profondi e intensi: unconventional art.
“Spesso mi domando perché faccio questo tipo d’arte. Ho passato una vita intrappolata da regole, orari da osservare, numeri da quadrare, leggi da rispettare, scadenze da onorare, precedenze da dare, ma nell’arte no.” L’artista poi precisa: “Non voglio essere accademica, non voglio seguire uno stile o una tendenza, non voglio più essere intrappolata nelle regole dell’arte. Nell’arte voglio essere unconventional, libera di uscire dagli schemi, di uscire dalla tela, di osare, di usare materiali differenti, di descrivere il mondo come lo vedo e come lo sento.” E per concludere Roberta Bissoli aggiunge: “Forse non piacerò a tutti e non sarò capita da tutti, ma una cosa è certa: io sarò finalmente libera!”
Alessandro Borghese
Chef Alessandro Borghese è un precursore del successo del cibo in Italia. Chef di fama internazionale, talento di creatività ed esperienza, è in grado di unire insieme cucina e intrattenimento in televisione, con i suoi programmi dagli ascolti entusiasmanti.
Il ristorante AB – Il lusso della semplicità
Con una spettacolare cucina a vista, il ristorante milanese AB – Il lusso della semplicità riflette pienamente la personalità del teatrale chef, a cui piace far sentire a proprio agio i suoi ospiti, in un luogo dall’alto valore estetico ed emozionale. Un’accoglienza attenta, un servizio premuroso e puntuale, la personalizzazione delle proposte e la sicurezza influiscono sull’esperienza dei commensali, che possono prenotare dei veri e propri viaggi nel gusto con percorsi di degustazioni proposti nelle AB Card (voucher speciali disponibili sul sito www.alessandroborghese.com). Non manca infine la musica, grande passione dello chef più rock d’Italia, grazie a un live DJ set ogni sera. La vocazione artistica della location si percepisce già all’ingresso con la scenografica installazione curata da Magic Decor, ed è ancora più visibile man mano che ci si addentra negli spazi del ristorante.
Fracchiolla Martina
Il rock che nasce dall’incontro tra il folk europeo e il blues americano; i registi del Neorealismo italiano che raggiungono le grandi produzioni hollywoodiane: la storia ci insegna che la commistione di diverse culture origina sempre realtà eccezionali. Questa volta sono due culture culinarie a incontrarsi, quella mediterranea e quella brasiliana.
ll ristorante Giardini del Fuenti, sarà in tour in Brasile con l’Executive Chef Michele De Blasio, in occasione di una serata gourmet a 4 mani presso il ristorante stellato Evvai di San Paolo con lo Chef Luiz Filipe Souza. La splendida location caratterizzata dalle terrazze pensili in Costiera Amalfitana con il suo paesaggio mozzafiato, esporterà quindi la nostra cucina all’insegna del gusto e della tradizione.
“Questo evento gourmet in Brasile è per noi un’opportunità unica per far conoscere all’estero la cucina del nostro Executive Chef Michele De Blasio – sottolinea Alessandra De Flammineis, Managing Director de Giardini del Fuenti – Un’occasione di confronto tra eccellenze, in cui la cucina mediterranea e ricercata de Giardini del Fuenti incrocia la cultura brasiliana, ospite di una cena stellata a quattro mani”.
I due ristoranti hanno in realtà molte cose in comune: entrambi gli Chef propongono una vasta gamma di prodotti di qualità, rispettando la tradizione con qualche inedito abbinamento.
In particolare lo Chef De Blasio persegue una vera e propria filosofia, che si racchiude nella frase: “l’originalità si riflette nel ritorno alle origini”. Senza l’uso di intermediari, lo Chef ha un rapporto diretto con allevatori, agricoltori e venditori, impegnandosi ad azzerare gli scarti. Ciò rende genuino e autentico il suo lavoro, che segue il motto del ‘come si faceva una volta’ senza rinunciare a una creativa sperimentazione. Dal Ritz Carlton di Hong Kong al fianco dello Chef Pino Lavarra a Londra con lo Chef Ducasse, la carriera di De Blasio vanta collaborazioni prestigiose, che hanno arricchito la sua esperienza e la sua ricerca della qualità. Anche lo Chef brasiliano può annoverare numerose soddisfazioni, tra cui una Stella Michelin. Lo Chef Souza definisce la sua cucina “Oriundi”, cioé una proposta gastronomica che unisce i prodotti regionali brasiliani con ricette italiane, creando così un ponte immaginario tra Brasile e Italia.
Due Sud del mondo si incontrano in uno scambio culturale arricchente e stimolante, donando la possibilità alla cultura mediterranea di esportare e far conoscere la sua bellezza oltreoceano, garantendole anche un’intrigante occasione di integrazione.
Aperto poco prima dello scoppio della pandemia, il ristorante Open Colonna Bistrò, situato all’interno dell’Ala Mazzoniana della stazione Termini in lato via Giolitti, torna con il nuovo menu pranzo e con il lancio dell’aperitivo serale.

Tutti pronti al MARITOZZO DAY Domenica 5 dicembre 2021: il dolce simbolo della tradizione romana conquista Milano. Dal grande classico di Pasticceria Martesana all'inedito pere e cioccolato di Pasticceria Gelsomina
Il maritozzo secondo la tradizione reinterpretato da Santoro e Di Clemente, per gli amanti dei grandi classici.
Come da tradizione la prima domenica di dicembre si festeggia il Maritozzo Day e per la prima volta anche nella Pasticceria Martesana, che ha da poco conquistato le prestigiose Tre Torte del Gambero Rosso diventando una delle ventisette pasticcerie in tutta Italia a poter vantare questo riconoscimento. I Maestri Vincenzo Santoro e Domenico Di Clemente reinterpretano il grande classico della tradizione italiana della brioche fragrante, con lievito madre e più morbida e leggera della ricetta classica. La farcitura è quella classica: un incontro ricco ed elegante tra crema pasticcera alla vaniglia e panna fresca montata, che conquista ad ogni morso.
Gelsomina: l'inedito pere e cioccolato da provare in occasione del Maritozzo Day
Nel locale Pasticceria Gelsomina si rilancia il grande dolce della tradizione romana a Milano, nelle due sedi di Via Fiamma 2 e via Tenca 5. Tra le proposte al bancone troviamo la versione classica con farcitura alla panna e crema pasticceria e, in occasione del Maritozzo Day, un grande inedito con panna montata e un golosissimo ripieno di cioccolato e pere.
Fracchiolla Martina
La storica insegna dedicata alla moderna tradizione della pizza napoletana apre una nuova sede nel quartiere Trastevere
PizzaRé, la storica insegna dedicata alla moderna pizza napoletana, raddoppia la sua presenza a Roma aprendo una nuova sede nel quartiere Trastevere, un nuovo e bellissimo locale. Da poche settimane è infatti attivo PizzaRè 77, il quale prende il nome dal civico di Viale Trastevere che è sede di questi luoghi che hanno l’atmosfera delle pizzerie del passato, ma con un risvolto moderno. PizzaRé significa pizza (e cucina) napoletana da ben 25 anni. Dal lontano luglio 1995, la data di apertura del primo storico locale in Via di Ripetta, comincia un'avventura ristorativa diventata celebre dal nome della famiglia Triunfo, che da più di 100 anni conferisce continuità alla tradizione della pizza napoletana. Uno dei membri di questa insegna romana è infatti Vittorio Triunfo, che assieme a Massimo Riccardi e Pasquale Romano, ha ideato il progetto.
Sono i pionieri della pizza napoletana a Roma, i realizzatori di questo progetto PizzaRé vogliono sottolineare la qualità della loro proposta nel locale trasteverino attraverso una pizza che va a modernizzare la tradizione (come avviene da anni anche a Napoli) grazie a un gruppo di giovani pizzaioli, accompagnati da un maestro della pizza, Vittorio Triunfo, il volto e l’anima di PizzaRé 77.
Vittorio Triunfo è una rispettabile figura che si dividerà tra forno e sala, in grado di preparare pizze classiche e moderne e di accogliere i clienti all'interno di un luogo piacevole e modesto. Lo spazio si compone da affascinanti vetrate che consentono alla luce naturale di entrare ed illuminare tutto l’ambiente, ospita circa 90 coperti a cui sommare 40 coperti posizionati nel dehor esterno. Gres porcellanato di colore avorio e grigio antracite con elementi rosso vinaccia, tavoli con il piano in marmo che rimandano alle vecchie pizzerie napoletane e un bancone bar per vivere il locale in ogni momento della giornata: sono queste le scelte stilistiche del progetto eseguite dall’architetto Roberto Liorni.
La pizza napoletana, protagonista di PizzaRé 77, è un prodotto realizzato con un impasto lievitato per 36 ore e idratato al 75%, capace di soddisfare le esigenze della nuova clientela, sempre più preparata. E' una pizza morbida e molto digeribile, ariosa e fragrante, cotta nel forno a legna costruito direttamente sul posto da valenti artigiani. La bocca piccola e le pietre laviche di Sorrento consentono di raggiungere la notevole temperatura di 450 °C, riuscendo così a cuocere le pizze in circa 90 secondi per ottenere un prodotto di una leggerezza incredibile. Per realizzare un impasto del genere è necessario avere a disposizione materie prime d’eccellenza; PizzaRé 77 è lo spazio per le ricercate farine del Mulino Caputo, per la mozzarella Dopdi Battipaglia, la provola di Agerola, il prosciutto di Sauris, l’olio extravergine del Sannio, la ricotta Dopdelle Colline Laziali e il pomodoro Dopdi Sarno.
Nel menu di PizzaRé 77 c’è una ricca selezione di fritti e, ovviamente, la pizza, proposta nelle tre varianti: ‘Bianche’, con Salsiccia e Friarielli, il Calzone fritto, la Tarallo (cornicione ripieno di ricotta romana D.O.P, fiordilatte di Agerola, salame Napoli, tarallo napoletano sbriciolato, olio evo) e la Nerano (crema di zucchine fresche, fiordilatte di Agerola, in uscita zucchine fritte, provolone del Monaco, olio evo); ‘Rosse’ tra cui Margherita, Marinara, Zizzona (Pomodoro San Marzano, Pachino a crudo, Grana Padano a scaglie, basilico, Bufala D.O.P intera da 250g , olio evo) e la PizzaRé (Pomodoro San Marzano, pachino, basilico, mozzarella di Bufala D.O.P, scaglie di Grana Padano, olio evo); infine le ‘Trasteverine’ con la Puttanesca (pomodoro San Marzano, pomodoro Corbarino, acciughe di Cetara, olive nere, capperi di Salina, olio evo), la Mortadella (fiordilatte di Agerola, in uscita mortadella e granella di pistacchi, olio evo) e la Porchetta (porchetta di Ariccia, fiordilatte di Agerola, Grana Padano, olio evo).
Infine il ‘Panuozzo’, un panino croccante realizzato con l’impasto della pizza e farcito con prosciutto e mozzarella, ma anche con salsiccia e friarielli o parmigiana di melanzane. Da non perdere soprattutto il momento dell’aperitivo di PizzaRé 77 con la Pizza a portafoglio. Il locale, aperto tutti giorni tranne il martedì, effettua orario continuato dalle 12 alle 24, mentre il sabato e la domenica la chiusura è posticipata alle 00.30. Il giorno di chiusura è il martedì.
Fracchiolla Martina
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