In occasione della festa degli innamorati Quore Italiano, in collaborazione con la Fondazione Ieo- Monzino, promuove una raccolta fondi per sostenere il Centro Cardiologico Monzino.

In occasione di San Valentino, la ricorrenza dedicata agli innamorati, lunedì 14 febbraio i ristoranti VIVO di Milano, presenti in Moscova (Via Statuto 16) e in City Life (Piazza Tre Torri 1/L), proporranno uno speciale menù fisso per due persone. Gli ospiti dei ristoranti saranno guidati alla scoperta di sette portate dove a farla da padrone sarà ovviamente il pesce, con le specie più rinomate e pregiate dei nostri mari. Un menù sfizioso, che esalta le materie prime e accende l’atmosfera romantica, richiamando la tradizione della cucina mediterranea, rivisitata però in chiave contemporanea.
Patatas Nana, il brand di patatine fritte in busta conosciuto per la sua lavorazione artigianale e per l’utilizzo di ingredienti semplici e di qualità, ha incontrato un’altra eccellenza del Made in Italy: la Giardiniera di Morgan, dando vita così ad una "gustosa" collaborazione.
Lunedì 31 gennaio il ristorante cinese di Jianguo Shu realizza un menu degustazione dedicato ai piatti portafortuna del tradizionale Capodanno Cinese
Armani dolci by Guido Gobino vuole stupirci per San Valentino: due cioccolatini raffinati creati per questa ricorrenza racchiusi in un packaging speciale e romantico.
Dal 24 al 30 gennaio la vera carne Wagyu a Roma con la Wagyu Week al Ramen Bar Akira di Ostiense, un evento promosso dal progetto di promozione della Wagyu del Governo Giapponese tramite le eccellenze dei prodotti della Wagyu Company
Apre in via Velletri un nuovo spazio dedicato alla cucina fusion per scoprire tutti i giorni, a pranzo e cena, i sapori d’Oriente
È la condivisione il principio su cui si fonda la filosofia di Langosteria Cucina, la catena di ristoranti nata dall’idea di Enrico Buonocore che il 9 dicembre si è arricchita di una nuova sede in via Savona 10, a pochi passi dai Navigli.
Ogni sera ai clienti viene proposto un percorso gastronomico unico, che possono scegliere tramite la carta del ristorante firmata dallo storico Chef del Gruppo Denis Pedron, in collaborazione con il Corporate Executive Chef Domenico Soranno. L’esperienza gastronomica viene completata e valorizzata da una selezione di vini curata da Valentina Bertini, Corporate Wine Manager del Gruppo.
Classe 1980, originario della provincia di Treviso, lo Chef Pedron si appassiona fin da bambino alla cucina grazie alla nonna materna. Nel 2010 avviene l’incontro a Milano con Buonocore, da cui inizia il suo percorso nel Gruppo Langosteria e che a proposito della nuova apertura afferma: «Langosteria Cucina sarà occasione per il Gruppo di proseguire nella sua continua evoluzione, avendo la possibilità di sperimentare nuovi prodotti e tecniche, restando fedeli alla filosofia gastronomica che ha permesso a tantissime persone di affezionarsi al nostro brand».
La cura dello spazio è un altro elemento essenziale del locale, in cui il cliente può assistere a un connubio perfetto tra cucina e design. Ideati da Dimorestudio, gli interni appaiono intimi e riservati, domestici e al contempo sofisticati. Un ambiente che ricorda lo stile degli anni Settanta, arricchito da contaminazioni giapponesi, come il volume centrale rivestito in foglia d’argento che copre la cucina, profilato da bacchette di legno verniciate di nero, a richiamare delle canne di bambù. Anche l’illuminazione viene curata nei minimi dettagli: al centro della sala si trova il bar, che ha come protagonista una lampada vintage lunga circa tre metri in vetro e ottone con frangia perimetrale che sovrasta il bancone in marmo verde. Intimità e ricercatezza. È su questa dicotomia che il ristorante ha pensato all’immagine del locale, dove ogni spazio diventa un’espressione artistica che arricchisce l’esperienza culinaria. Perfino i muri, su cui si trovano le applique vintage Galleria di Ignazio Gardella. Al Ristorante Langosteria si incontra quindi un’atmosfera accogliente e ovattata, grazie anche alla scelta di una palette cromatica calda, come il beige e il corda chiaro.
Dopo le aperture delle versioni Bistrot e Cafè, nel 2021 ha aperto a Parigi il primo ristorante internazionale della catena, con la stessa matrice gastronomica, ma ognuno con una propria identità.
“Sensazioni, ricordi, gioie ed emozioni: questo è quello che voglio trasmettere con la mia cucina!” sostiene lo Chef Pedron a proposito della sua passione, che come il ristorante, si basa sulla ricerca dell’eccellenza e attenzione al dettaglio, rivisitando in un una forma internazionale il concetto di italianità.
In zona Appio Latino, cuore di San Giovanni, il panorama gourmet romano si anima di un nuovo locale dalla doppia anima, tradizionale e innovativa.
A distanza di secoli, la festa del 6 gennaio diverte soprattutto i più piccoli, grazie alla tipica usanza di regalare una calza ricca di leccornie. Non mancano dolciumi per chiudere in bellezza le festività natalizie anche ai più grandi. A Roma sono molte le occasioni per gustare dei dolci speciali proprio durante l’Epifania, come Grué, dove Marta Boccanera e Felice Venanzi hanno realizzato dei muffin al cacao con cuore morbido al cioccolato, sopra decorati con crema al burro alla vaniglia e personalizzati con dei soggetti in cioccolato plastico che simulano le gambe della Befana a testa in giù, il cappello e la scopa o con i bastoncini di zucchero. Un carosello di piccoli e colorati lievitati a cui si aggiunge una torta a forma di calza con un pan di spagna alla vaniglia e una bagna analcolica, strati generosamente accompagnati da una chantilly alla vaniglia con gocce di cioccolato.
Immancabile è anche il carbone nero artigianale da infilare nella calza, un’antica ricetta che, a dispetto della fama che lo accompagna, fa gola a tutti i bambini, soprattutto quelli che sono stati più buoni!
Spostandoci dal Quartiere Coppedé a Prati, Madeleine Salon Du Gastronomie si prepara a deliziare i palati dei suoi clienti con un dolce tipico dell’Epifania in Francia: la Galette De Rois. Si tratta di una deliziosa torta realizzata dalla pastry chef Francesca Minnella con due strati di croccante pasta sfoglia caramellati contenenti una gustosa crema frangipane di mandorle, profumata alla vaniglia e al limone. Molto amata da adulti, ma soprattutto dai bambini, la Galette De Rois è legata a una secolare tradizione: al suo interno, infatti, è nascosto un oggetto (“fève” in francese, cioè “fagiolo”) con il potere di rendere “re della giornata” chiunque lo trova. Proprio per questo, la torta viene accompagnata da una corona di cartone.
Dopo il grande successo di critica e pubblico per i panettoni sfornati nel corso delle festività natalizie, il pastry chef Andrea D’Antoni prepara un carico di golosità per riempire le calze il 6 gennaio. Immancabile il carbone dolce, realizzato artigianalmente, per far felici grandi e bambini con prodotti buoni e di qualità.
Protagonisti della Pasticceria D’Antoni un must della cucina campana, gli struffoli: piccole pepite dorate ricoperte di miele e granella colorata. Un vero tripudio di bontà insieme ai torroni speciali, altro cavallo di battaglia di D’Antoni, al cioccolato fondente ripieno di gianduia, perle di lampone e ganache al passion fruit, o al latte con cremino al pistacchio, perle di cioccolato bianco e caramello, o fondente con cremino alla nocciola, perle al caramello e ganache alla fragola.
Più lontano dalla Capitale, più precisamente ad Aprilia, in provincia di Latina, la cioccolateria “bean to bar” Divino guidata da Valerio Esposito e Jennifer Boero, riuscirà anche quest’anno a conquistare i palati dei più golosi. Praline e dragées dai gusti variegati, tutti confezionati in piccoli e pratici sacchetti trasparenti, perfetti per esser inseriti all’interno della calza della Befana (da acquistare in negozio o da riempire a casa). E poi mandorle e nocciole ricoperte di cioccolato al latte, fondente e al lampone, cremini e piccoli torroni da 100 grammi (classici con mandorle e nocciole o al pistacchio e il gusto dell’anno “Vacanze Romane”), tartufini fondenti, al latte o con nocciole delle Langhe, bretoni e mendiants al pistacchio, al caramello e alla nocciola e, dulcis in fundo, il preparato per fare in casa la cioccolata calda!
Roma, come tutte le altre città d’Italia, offre ai suoi cittadini e ai turisti la possibilità di concludere le Festività all’insegna del gusto e della dolcezza, per affrontare un inverno che si prospetta particolarmente difficile, dove cibo e cultura saranno ancora una volta alleati consolatori che ci terranno compagnia e alimenteranno la nostra speranza.

Chiunque ami la pizza non può non conoscere Cocciuto, unico nel suo genere, punto di riferimento della città di Milano per gustare pizze di qualità e non solo. Per la settimana sanremese Ha deciso di dedicare al mito indiscusso della televisione e della musica italiana, Raffaella Carrà, un piatto speciale: una pizza ispirata ai gusti dell’indimenticabile Raffa nazionale.
Per tutti quelli che hanno nostalgia di Parigi, Egalité fa rivivere a Milano i sapori francesi con la Galette des Rois, nota come Torta dei re magi.
Pink different è il motto della nuova tendenza di Eraclea, lo storico marchio italiano che arricchisce la sua offerta di prodotti con la Cioccolata Ruby. Disponibile per una sola stagione, che si colorerà di rosa, la proposta risponde perfettamente ai trend di gusto più attuali.
La nuova Cioccolata Ruby limited edition si può gustare nei migliori bar, ma è anche disponibile nell’elegante confezione da 5 bustine dedicata alla vendita online su lavazza.it. Inoltre, le bustine sono vendibili singolarmente, diventando un’occasione ideale per la composizione di pacchi regalo in occasioni speciali.
Le note iniziali di cacao, i cui frutti sono sottoposti a esclusive lavorazioni che conferiscono al prodotto finito un gusto avvolgente e delicato, lasciano il posto al fresco retrogusto di frutti rossi per dare vita ad una cioccolata complementare al classico gusto. Densa e cremosa, come tutte le cioccolate Eraclea, la nuova tendenza Ruby riflette le esigenze estetiche di un pubblico sempre più attento ai prodotti di qualità e che rispecchiano uno stile riconoscibile. Un colore avvolgente che conquisterà i social, dove a far da padrone è il food design ( o meglio il cibo instagrammabile, come direbbero le nuove generazioni).
Il noto leader della cioccolata calda, dopo quasi 50 anni di esperienza alle spalle, realizza un prodotto in nome della spensieratezza e alla libertà, rompendo gli schermi con una cromia vivace e intensa. Perché come direbbe la designer Lilly Pulitzer: Tutto è possibile con la luce del sole e un po’ di rosa.

Acetaia Giusti inaugura la sua prima Bottega a Milano, dove gustare il più antico Aceto Balsamico di Modena e scoprire insieme i 400 anni di storia.
Ambiente raffinato, giovane e di carattere, il pesce protagonista indiscusso e di alta qualità
In questo periodo l’azienda Pallini ci offre una vera opera d’arte, la bottiglia di limoncello ricoperta d’oro: il materiale usato è la porcellana ma la novità è il tocco dell’artista Yuriko Damiani che dipinge la bottiglia con oro antico venuto dal Giappone. L’artista ha creato “oro antico giapponese con sotto oro” trattandolo in modo così particolare e unico, amalgamando motivi artistici tra oriente e occidente e rendendola sua opera per questo inconfondibile.
SanPellegrino annuncia il ritorno della S.Pellegrino Young Chef Academy Competition, il progetto internazionale creato dalla S.Pellegrino Young Chef Academy per scoprire e coltivare i talenti del futuro. Le candidature per il progetto internazionale 2022/2023 si apriranno il 7 febbraio.
A volte tornare nel passato si rivela la formula vincente per creare qualcosa di alternativo e originale. Lo sa bene Angelo Colapicchioni, che ha percorso ben due millenni di storia per riscoprire un dolce tipico dell’Impero Romano, il pangiallo. Il primo a parlarne fu lo scrittore latino Marco Gavio Apicio nel suo “De Re Coquinaria”, evidenziandone le umili origini e che, come tantissime preparazioni che caratterizzano ancora oggi la cultura culinaria capitolina, era il frutto del recupero di scarti.
“Non ho mai capito come fosse possibile che una città come Roma, che sulla sua storia millenaria ci ha costruito i fasti della città Caput Mundi, abbia di contro completamente dimenticato di valorizzare il suo dolce di Natale” spiega il proprietario del forno, diventato una vera e propria istituzione per la Capitale e per i suoi cittadini.
Frutta secca, miele, in qualche occasione mosto d’uva, impastati e cotti insieme al pane nei forni di terra cotta. Questa è la ricetta che Angelo ha mantenuto fedelmente, selezionando i prodotti di maggiore qualità (le nocciole laziali, il pistacchio di Bronte, il miele biologico, frutta candita, cioccolato fondente, mandorle siciliane o pugliesi). Nasce quindi nel 1977 il Pangiall’Oro, chiamato così per l’involucro a base di uova che riveste la pagnotta e che conferisce al dolce il tipico colore dorato.
Simbolo del Natale capitolino, ma disponibile tutto l’anno, il dolce-simbolo del Forno Colapicchioni si è prestato più volte a curiose e interessanti rivisitazioni. Come quella proposta da un amico di famiglia, che andò a fargli visita nel laboratorio con un sacchetto di pregiato pepe malesiano di Sarawak. Con la pulsante inventiva di Angelo nasce grazie a questo speciale ingrediente il Pan Pepato Imperiale, arricchito anche dai frutti esotici tipici malesiani come papaia, ananas e spezie come lo zenzero.
Un destino scritto e una vita passata tra la farina quella di Angelo, profondamente legato alle sue origini e alla sua famiglia: “Io sono nato a Roma, dove la mia famiglia si è trasferita negli anni 20. Mia nonna è stata una delle prime panificatrici dell’alto Lazio.”
Oltre a quello familiare, anche il valore dell’amicizia gioca un ruolo importante per il percorso di Angelo, come quella di Gianni Ruggero, genovese trapiantato a Roma che dal 2015 è patron di Sogno Autarchico, un wine bar nel quartiere Prati.
“Ero giovane e lavoravo al Simposio. Andavo tutti i giorni a comprare il pane al forno Colapicchioni di Via Properzio. Con Angelo ci fu subito feeling e spesso con la scusa del pane mi trattenevo qualche minuto in più per ascoltare i suoi aneddoti del passato e di questo Pangiall’Oro.” - dice Gianni, che aggiunge -
“Io devo molto ad Angelo, è un caro amico, una persona che mi ha dato fiducia. E’ suo il locale in cui sei anni fa ho aperto il mio Sogno Autarchico”.
Ed è proprio nel nome di questa consolidata amicizia che Gianni Ruggiero ha deciso di celebrare giovedì 16 dicembre il Pangiall’Oro e il Panpepato di Angelo Colapicchioni nella sua enoteca. Ad accompagnare i prelibati dolci ci saranno i vini di Principe Pallavicini, storica azienda laziale che opera da 350 anni. Tra le tante referenze in produzione saranno presenti due etichette dell’azienda che si sposano perfettamente con le pietanze: Il Roma Doc Bianco, una malvasia puntinata in purezza e lo Stillato, un vino passito sempre da malvasia del Lazio.
Tra antichità e innovazione. L’operazione di recupero storico compiuta dal Forno Colapicchioni è una scommessa vinta che ci dimostra quanto possa essere fruttuoso attingere dl passato per ripensare il nostro futuro. Ciò vale anche nella cucina, e in particolar modo quella romana, la cui origine millenaria e imperiale dona all’invenzione del Pangiall’Oro una dimensione affascinante e suggestiva.
Il locale di via dei Mille a Roma si prepara a rendere omaggio alla più importante festa nazionale offrendo ai suoi clienti Jeon e Tteokguk, piatti tipici realizzati dallo chef Daniel Kim.
Lo chef pluripremiato Claudio Sadler propone per queste festività natalizie antipasti, primi e secondi piatti e dessert da consegnare direttamente a casa a Milano e nel suo hinterland, ordinandoli sul suo e-shop.
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