CHIAMACI +39 333 8864490
Questo sito usa solo cookies tecnici e di sessione, non installiamo cookies di profilazione o marketing.
I cookie sono piccoli file di testo inviati dal sito al terminale dell’interessato (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi al sito alla successiva visita del medesimo utente. Un cookie non può richiamare nessun altro dato dal disco fisso dell’utente né trasmettere virus informatici o acquisire indirizzi email. Ogni cookie è unico per il web browser dell’utente. Alcune delle funzioni dei cookie possono essere demandate ad altre tecnologie. Nel presente documento con il termine ‘cookie’ si vuol far riferimento sia ai cookie, propriamente detti, sia a tutte le tecnologie similari.
I cookie possono essere di prima o di terza parte, dove per "prima parte" si intendono i cookie che riportano come dominio il sito, mentre per "terza parte" si intendono i cookie che sono relativi a domini esterni. I cookie di terza parte sono necessariamente installati da un soggetto esterno, sempre definito come "terza parte", non gestito dal sito. Tali soggetti possono eventualmente installare anche cookie di prima parte, salvando sul dominio del sito i propri cookie.
Relativamente alla natura dei cookie, ne esistono di diversi tipi:
I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice). Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web. Possono essere suddivisi in: • cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di autenticarsi per accedere ad aree riservate); essi sono di fatto necessari per il corretto funzionamento del sito; • cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso, al fine di migliorare le performance del sito; • cookie di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.
I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all'utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell'ambito della navigazione in rete. Per l'utilizzo dei cookie di profilazione è richiesto il consenso dell'interessato. L’utente può autorizzare o negare il consenso all'installazione dei cookie attraverso le opzioni fornite nella sezione "Gestione dei cookie". In caso di cookie di terze parti, il sito non ha un controllo diretto dei singoli cookie e non può controllarli (non può né installarli direttamente né cancellarli). Puoi comunque gestire questi cookie attraverso le impostazioni del browser (segui le istruzioni riportate più avanti), o i siti indicati nella sezione "Gestione dei cookie".
Ecco l'elenco dei cookie presenti su questo sito. I cookie di terze parti presentano il collegamento all'informativa della privacy del relativo fornitore esterno, dove è possibile trovare una dettagliata descrizione dei singoli cookie e del trattamento che ne viene fatto.
Cookie di sistema
Il sito NEROSPINTO utilizza cookie per garantire all'utente una migliore esperienza di navigazione; tali cookie sono indispensabili per la fruizione corretta del sito. Puoi disabilitare questi cookie dal browser seguendo le indicazioni nel paragrafo dedicato, ma comprometterai la tua esperienza sul sito e non potremo rispondere dei malfunzionamenti.
Se è già stato dato il consenso ma si vogliono cambiare le autorizzazioni dei cookie, bisogna cancellarli attraverso il browser, come indicato sotto, perché altrimenti quelli già installati non verranno rimossi. In particolare, si tenga presente che non è possibile in alcun modo controllare i cookie di terze parti, quindi se è già stato dato precedentemente il consenso, è necessario procedere alla cancellazione dei cookie attraverso il browser oppure chiedendo l'opt-out direttamente alle terze parti o tramite il sito http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte Se vuoi saperne di più, puoi consultare i seguenti siti: • http://www.youronlinechoices.com/ • http://www.allaboutcookies.org/ • https://www.cookiechoices.org/ • http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884
Chrome 1. Eseguire il Browser Chrome 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Impostazioni 4. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 5. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 6. Nella sezione “Cookie” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Consentire il salvataggio dei dati in locale • Modificare i dati locali solo fino alla chiusura del browser • Impedire ai siti di impostare i cookie • Bloccare i cookie di terze parti e i dati dei siti • Gestire le eccezioni per alcuni siti internet •
Eliminare uno o tutti i cookie Mozilla Firefox 1. Eseguire il Browser Mozilla Firefox 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Opzioni 4. Selezionare il pannello Privacy 5. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 6. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 7. Nella sezione “Tracciamento” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Richiedi ai siti di non effettuare alcun tracciamento • Comunica ai siti la disponibilità ad essere tracciato • Non comunicare alcuna preferenza relativa al tracciamento dei dati personali 8. Dalla sezione “Cronologia” è possibile: • Abilitando “Utilizza impostazioni personalizzate” selezionare di accettare i cookie di terze parti (sempre, dai siti più visitato o mai) e di conservarli per un periodo determinato (fino alla loro scadenza, alla chiusura di Firefox o di chiedere ogni volta) •
Rimuovere i singoli cookie immagazzinati. Internet Explorer 1. Eseguire il Browser Internet Explorer 2. Fare click sul pulsante Strumenti e scegliere Opzioni Internet 3. Fare click sulla scheda Privacy e, nella sezione Impostazioni, modificare il dispositivo di scorrimento in funzione dell’azione desiderata per i cookie: • Bloccare tutti i cookie • Consentire tutti i cookie • Selezionare i siti da cui ottenere cookie: spostare il cursore in una posizione intermedia in modo da non bloccare o consentire tutti i cookie, premere quindi su Siti, nella casella Indirizzo Sito Web inserire un sito internet e quindi premere su Blocca o Consenti.
Safari 1. Eseguire il Browser Safari 2. Fare click su Safari, selezionare Preferenze e premere su Privacy 3. Nella sezione Blocca Cookie specificare come Safari deve accettare i cookie dai siti internet. 4. Per visionare quali siti hanno immagazzinato i cookie cliccare su Dettagli Safari iOS (dispositivi mobile) 1. Eseguire il Browser Safari iOS 2. Tocca su Impostazioni e poi Safari 3. Tocca su Blocca Cookie e scegli tra le varie opzioni: “Mai”, “Di terze parti e inserzionisti” o “Sempre” 4. Per cancellare tutti i cookie immagazzinati da Safari, tocca su Impostazioni, poi su Safari e infine su Cancella Cookie e dati Opera 1. Eseguire il Browser Opera 2. Fare click sul Preferenze poi su Avanzate e infine su Cookie 3. Selezionare una delle seguenti opzioni: • Accetta tutti i cookie • Accetta i cookie solo dal sito che si visita: i cookie di terze parti e quelli che vengono inviati da un dominio diverso da quello che si sta visitando verranno rifiutati • Non accettare mai i cookie: tutti i cookie non verranno mai salvati.
Il termine enneagramma significa 9 opzioni, 9 basi, 9 possibilità.
Viene esemplificato in un simbolo, presumibilmente molto antico, costituito da un esagramma e un triangolo equilatero che si costituiscono e dialogano all’interno di una circonferenza derivante dall’enneagramma sufi e dallo shri yantra.
Esistono diversi tipi di enneagramma: 1) quello legato all’essere umano o psicologico (sistema delle 9 personalità) 2) quello legato al macrocosmo o esoterico 3) quello legato alla crescita personale di derivazione sufi In ogni caso, la componente geometrica fondamentale del mandala resta sostanzialmente la stessa.
ENNEAGRAMMA PSICOLOGICO O SISTEMA DELLE 9 PERSONALITA’
Si possono individuare 9 profili psicologici diversi fra loro che colloquiano tramite particolari percorsi. Questa metodica viene utilizzata non solo in campo psicologico, psicoterapeutico, psicosomatico,relazionale, ma anche nel mondo degli affari (marketing, vendita, risorse umane…), della comunicazione, nell’ambito sportivo, artistico e nell’ambito spirituale dove viene utilizzato, per esempio, dall’ordine dei Gesuiti in USA e dai Camilliani in Italia. Esistono società scientifiche e pubblicazioni periodiche a riguardo.
L’enneagramma è quindi uno strumento molto duttile e pratico e viene insegnato dagli anni 1980 in diverse università americane. Il sistema poggia innanzitutto sulla modalità dell’auto-riconoscimento della propria base tipologica secondo una serie di stimoli e test e risulta più efficace in un lavoro di gruppo.
In campo squisitamente medico il sistema evidenzia come ogni tipologia sia particolarmente adatta ad ammalarsi di certe patologie piuttosto che di altre; la consapevolezza di questa situazione è quindi estremamente utile nella prevenzione e nel trattamento delle patologie, in particolare in campo psicosomatico. Sempre in campo medico, la capacità di utilizzare questa metodica diventa fondamentale nell’ambito della relazione medico-paziente, in quanto rende molto rapida la capacità di connettersi con le esigenze del malato e a fare fronte ad esse nel modo più consono e utile a tutte le parti coinvolte. Inoltre permette ai sanitari di comunicare in termini più facilmente comprensibili e accettabili una serie di informazioni spesso astruse e talvolta spiacevoli, onde migliorare la fidelizzazione alla terapia e i risultati finali.
La stessa gestione delle risorse umane, in un ambito complesso come un dipartimento o una organizzazione aziendale, diventa con questo strumento più efficiente ed efficace. E per organizzazione aziendale intendiamo anche il primo nucleo di una compartecipazione pratica ed emotiva di gruppo: la famiglia.In campo psicoterapeutico viene quindi utilizzato per rendere più veloce la fase iniziale della terapia poiché accelera il processo empatico fra le parti coinvolte. Nella relazione di coppia è fondamentale per indagare i 45 meccanismi automatici che vengono a determinarsi inevitabilmente nel rapporto a seconda delle tipologie in questione, riuscendo a individuare con facilità i punti deboli e i punti forti di ogni coppia. In campo artistico la sceneggiatura di programmi televisivi o teatrali o cinematografici possono trovare nell’enneagramma una metodica efficace per le future produzioni poiché in tal modo i personaggi del “plot” risultano più reali e credibili.
In particolare:
Enneagramma ed azienda In campo economico, oltre che configurare un viaggio in se stessi, l’enneagramma può essere fruito in diversi modi: 1) relazionale. Insegna cioè come comunicare meglio con il cliente 2) vendita. Insegna a vendere meglio al cliente 3) preventivo. Insegna ad anticipare una serie di problemi o di possibilità che potranno insorgere nel rapporto con il cliente e a fidelizzarlo. 4) marketing 5) risorse umane
Enneagramma e malattia psicosomatica La malattia è un messaggio che va colto per indagare sulle motivazioni che portano l’inconscio a non riuscire più a integrarsi convenientemente con la nostra razionalità. Questa opportunità può essere più adeguatamente indagata con la metodica dell’enneagramma per la facilità con cui si possono evidenziare certi temi che sfuggono alla nostra quotidiana attenzione ma che sono salienti nella genesi del meccanismo psico-neuro-immuno-endocrinologico alla base della malattia stessa. Dopo di che sarà necessaria la consulenza di figure specializzate nel campo.
Enneagramma e malattia psichica Tale relazione deve essere studiata e affrontata solo da operatori specializzati nel campo: psichiatri, psicologi e psicoterapeuti. Sussistono documentate associazioni fra basi dell’enneagramma e particolari malattie psichiche come l’anoressia, le sindromi ossessive, le sindromi paranoiche, le sindromi depressive, ecc.
Enneagramma e malattie oculistiche Sono state evidenziate singolari rapporti fra alcune malattie oftalmiche e basi dell’enneagramma. In particolare la corioretinopatia sierosa centrale o maculopatia giovanile idiopatica e un particolare tipo di astigmatismo irregolare evolutivo giovanile detto cheratocono sono stati statisticamente evidenziati. Esistono anche numerose altre ipotesi di associazioni fra altre malattie oftalmiche e enneagramma. L’approfondimento delle motivazioni di fondo dovranno coinvolgere figure specializzate nel campo.
Enneagramma, sentimenti, affetti e coppie L’enneagramma non sarà mai in grado di prevedere se una certa coppia funzionerà oppure no, se avrà successo nel tempo o fallirà. Ma sarà in grado con stupefacente precisione di prevedere su quali temi la coppia sarà forte e su quali temi, invece, potranno insorgere diverbi e incomprensioni. L’enneagramma sarà persino in grado di prevedere l’epoca in cui tali scogli dovranno essere affrontati e quali metodiche mettere in campo per riuscire a tamponare o prevenire tali problematiche, se entrambi i partner lo vorranno.
Enneagramma, Formazione e ambienti interessati alla “Comunicazione e Relazione” Un detto sufi recita: "Chi conosce una lingua vale un uomo, chi conosce due lingue vale due uomini, chi conosce tre lingue vale tre uomini…" L’enneagramma afferma che esistono 9 linguaggi diversi, conoscere a fondo il proprio e quello degli altri migliorerebbe inevitabilmente la conoscenza e quindi la relazione. Io posso parlare in inglese con un danese, ma se io conoscessi il danese potrei capirlo meglio e quindi relazionarmi meglio con lui, anche se non sarà mai la mia lingua madre. Lo strumento dell’enneagramma è stupendamente efficace per indagare le proprie carenze e le proprie motivazioni profonde di dialogo in rapporto agli altri. È sui 9 diversi linguaggi che le 9 basi usano senza conoscere il fondamento del loro parlare. La comunicazione è alla base di qualunque rapporto lavorativo, sia nel mondo sanitario che in qualsivoglia altra dimensione mediatica. L’enneagramma è una metodica insostituibile nei programmi di formazione permanente dei giovani e dell’adulto, nel coaching, nel counceling e nel problem solving.
Enneagramma giovani e famiglia L’enneagramma è fondamentale nel capire i rapporti con i propri figli e i propri genitori. La relazione e la comunicazione familiare sono spesso alla base dei disagi più profondi dell’essere umano, conoscere e indagare gli effetti dei cocktail familiari enneagrammatici sarà una scoperta vivida e importante per una comunicazione più consona, un’educazione più sana e per conoscere meglio le proprie radici. Nell’ambito giovanile, poi, la scoperta della base configurerà meglio per gli addetti ai lavori le tappe e i processi più opportuni per recuperare meglio o capire meglio certe realtà.
Enneagramma e crescita personale in campo spirituale L’enneagramma è un viaggio interiore di grande profondità. La conoscenza di sé è alla base di ogni struttura filosofica o religiosa di crescita. Dal tempio di Delfi ad oggi e ancor prima, l’essere umano cerca sempre più o meno inconsapevolmente se stesso e l’enneagramma è il mezzo più semplice ed efficace per trovarsi.
Enneagramma e arte Nella scrittura, nel teatro, nel cinema, nella critica, in tutte le arti pittoriche l’enneagramma è indispensabile per affinare se stessi e per meglio comprendere le opere di artisti dissimili. I personaggi della storia, delle fiction animate o meno, hanno una vita propria se sanno adeguarsi alla struttura realistica e matura che l’enneagramma sa creare.
BASE 1 PERFEZIONISTA
Amante dell’ ordine e della pulizia. E' corretto e sincero. Ha senso pratico. Autocontrollo, serietà, inflessibilità. Emette critiche pungenti e giudizi. A volte pedante. E' pignolo.
NON SOPPORTA: L'imperfezione, il disordine, Il ritardo. INFANZIA: Ha dovuto sempre "controllarsi" per essere approvato. Ha avuto genitori critici ed esigenti. PENSA: "Come posso rendere tutto 'perfetto'?” CHIEDE: Ho ragione? IL VIZIO: Ira TRAPPOLA: Giudizio, critica, ipersensibilità all'imperfezione.
BASE 2 DONATORE
Spirito di sacrificio, dedizione agli altri. E' un benefattore, altruista. E' molto espansivo, tende a dare buoni consigli. Se non si sente gratificato si lamenta. E’ un sentimentale.
NON SOPPORTA: chi non ha "bisogno“ di lui INFANZIA: Aveva la sensazione di doversi rendere utile per essere notato e amato. PENSA: “C'è bisogno di me", “Devo aiutare gli altri” CHIEDE: Sono indispensabile? Chi ha bisogno di me? IL VIZIO: l'Orgoglio LA TRAPPOLA: La compiacenza e l'adulazione
BASE 3 PRAGMATICO
È attraente, magnetico, carismatico, accattivante. Ottimista, giovanile, esibizionista. Produttivo, efficiente, iperattivo. Camaleontico.
NON SOPPORTA: L'inefficienza e il fallimento. INFANZIA: Si è sentito amato perché era "bravo" a scuola, nello sport, ecc. PENSA: "Devo essere bravo ed efficiente in tutto ciò che faccio". CHIEDE: Sono abbastanza bravo? VIZIO: L’autoinganno. LA TRAPPOLA: La vanità, l'immagine.
BASE 4 IL ROMANTICO Ha grande senso artistico e senso del colore. È romantico, sognatore, eccentrico, stravagante. È malinconico. Non sa vivere nel presente, si rifugia nel passato o sogna il futuro. Ama l'insolito, l'eccezionale. Non disdegna situazioni strane,originali.
NON SOPPORTA: il "normale"; l'ordinarietà. L' INFANZIA: In passato ha avuto una particolare situazione che l’ha segnato. PENSA: “Nessuno mi capisce”. CHIEDE: Mi notate? Vi colpisco? Il VIZIO: L'invidia per chi ha e non merita. LA TRAPPOLA: Malinconia, depressione, pulsione di morte.
BASE 5 L’OSSERVATORE
Parla poco. È introverso. É un pensatore, ricercatore, inventore. È un buon ascoltatore. É tranquillo, amabile, cortese, gentile. É poco emotivo. Ama il collezionismo. Riesce a stare immobile per ore. Sembra freddo e distante.
NON SOPPORTA: Doversi mettere in mostra. Parlare in pubblico. La disattenzione. INFANZIA: Hanno pensato di "non essere desiderati", spesso hanno vissuti in ambienti ristretti. PENSA: “Lasciatemi in pace”. CHIEDE: Come si fa? Come funziona? IL vizio: L'avarizia. LA TRAPPOLA: L'avidità.
BASE 6 IL LEALISTA
Ha spirito di gruppo È affidabile e fedele. È ligio alle regole. È tendenzialmente pessimista. Non si fida degli altri. È timoroso e diffidente. È sospettoso.
NON SOPPORTA: Chi non si attiene alle leggi, alle regole. Le devianze. INFANZIA: Aveva genitori incontrollati, imprevedibili, violenti oppure sentimentalmente freddi. Può essere stato punito spesso senza un motivo giusto. PENSA: “Non posso fidarmi di nessuno”. IL VIZIO: La paura. LA TRAPPOLA: La codardia.
BASE 7 L’ENTUSIASTA
Emana gioia e ottimismo, ama giocare e divertirsi. É un ipercinetico. Non vuole crescere. Spesso ha problemi di peso (odia le diete). Vive di eccessi.
INFANZIA: Molti 7 hanno fatto esperienze traumatiche e dolorose che non vogliono ripetere. NON SOPPORTA: Il dolore e la sofferenza. PENSA: “Voglio essere felice, voglio godermi la vita il più possibile”. CHIEDE: Sarò abbastanza simpatico? Il VIZIO: L'ingordigia, l'intemperanza. LA TRAPPOLA: La superficialità.
BASE 8 IL BOSS
Ha un forte senso della giustizia. È aggressivo, autoritario, dà ordini volentieri. Controlla tutto e tutti. Tende ad imporre il suo potere sugli altri. È provocatorio, rissoso ed incute timore.
NON SOPPORTA: La debolezza, le ingiustizie, l'ipocrisia. INFANZIA: Ha subito ingiustizie. PENSA: “Devo essere 'cattivo' perché essere buoni significa debolezza”. IL VIZIO: La lussuria. LA TRAPPOLA: La vendetta e la ritorsione, la punizione del "colpevole“.
BASE 9 IL MEDIATORE
È costruttore di pace. È calmo, dolce e piacevole. È semplice, diplomatico. È sincero. È amorevole. È Influenzabile. Si lascia trasportare dalla corrente. Cerca sempre di evitare lo scontro.
NON SOPPORTA: Il conflitto, la lotta, l'aggressività. INFANZIA: Si è sentito trascurato. É stato ignorato oppure rifiutato quando esprimeva un'opinione. PENSA: “Non sono importante, non valgo molto”. CHIEDE: “Perché voi siete così frenetici?" IL VIZIO: L'accidia, la pigrizia. LA TRAPPOLA: La resa, l'abbandono, la fuga.
Testo di riferimento: “L' Enneagramma per tutti” di Maurizio Cusani Red ed. 2011
Il Lago di Como è un luogo magico, ricco di fascino e di mistero.
Una meta ambita, dove storia e natura si incontrano, famosa per le sue dimore storiche, le eleganti ville d’epoca, i lussuosi hotel e gli incantevoli ristoranti con terrazze panoramiche. Ecco i nostri consigli per coloro che sognano una serata romantica sulle rive del Lago.
Per iniziare proponiamo una passeggiata per le strade del centro, tra i tanti negozietti che si affacciano sulle strette vie all’interno delle mura romaniche; qui potrete ammirare la bellezza della città antica e godervi l’atmosfera tipica del luogo.
Se siete stanchi di camminare, per rilassarvi un po’ e godere della compagnia della vostra dolce metà, consigliamo di fermarvi per un aperitivo presso uno dei raffinati caffè di Piazza San Fedele o in Piazza Cavour, da cui poter osservare il lago e la funicolare che sale verso Brunate.
All’ora di cena, se avete appetito, Como dispone di una vasta scelta di ristoranti e trattorie, dove potrete provare sia la gustosa cucina tipica locale che piatti della tradizione mediterranea. Per San Valentino, consigliamo una cena romantica, a lume di candela: Nerospinto vi suggerisce di spingervi fino al cuore della città, al rinomato ristorante Lo Storico, situato a due passi da Piazza Cavour, location ideale per trascorrere questa magica serata. Un ambiente intimo ed accogliente dove il pesce, freschissimo, viene cucinato cotto e crudo. Una vera delizia dei sensi.
Alla fine della serata, non dimenticate di riservarvi un’ultima passeggiata al chiaro di luna lungo Viale Geno, “la via dell’amore” dei comaschi. Mentre camminerete mano nella mano alzate lo sguardo in alto, verso il Faro di Brunate e poi verso il lago che, di notte, con il Tempio Voltiano e Villa Olmo, vi regalerà una visione indimenticabile.
A noi di Nerospinto piace un San Valentino romantico sul Lago di Como, perché ci fa sentire speciali ed è un’ esperienza che tocca non solo il cuore, ma pervade tutti i sensi.
Sara Biondi
Nerospinto ha assistito all'ultima serata milanese di rappresentazione del famoso musical Frankestein Jr, la trasposizione teatrale dell’omonimo film di Mel Brooks del 1974 con musiche e liriche firmate dal regista stesso. Frankenstein Jr è una parodia della narrativa dell’ “orrore cosmico” e dei prodotti cinematografici dedicati all’opera di Mary Shelley.
Il testo, tradotto in italiano da Franco Travaglio e diretto da Saverio Marconi con la regia associata di Marco Iacomelli, riporta fedelmente in scena la comicità del film, le sue battute esilaranti, i suoi personaggi grotteschi, il tutto interpretato da un cast eccezionale, quello della Compagnia della Rancia.
Giampiero Ingrassia veste i panni del protagonista, il dottor Frederick “Frankenstiin”, erede del defunto Dr. Victor Von Frankenstein, interpretato da Roberto Colombo, il folle dottore di Transilvania, creatore di terribili mostri, che nutre il sogno di sconfiggere la morte. Elizabeth, la bisbetica e caustica fidanzata di Frederick, è interpretata da Giulia Ottonello, fantastica attrice e cantante. Mauro Simone è Igor il servo, gobbuto e buffonesco, sicuramente il personaggio più amato ed acclamato dalla sala. La spaventosa governante Frau Blücher, altro personaggio memorabile, è Altea Russo, interprete senza rivali. Valentina Gullace interpreta Inga la bionda e procace assistente di Frederick, che ne conquisterà le attenzioni. Il mostro, l’enorme e terribile creatura di Frankestein, è Fabrizio Corucci . Felice Casciano è l’ispettore Kemp, capo della polizia locale. Davide Nebbia, l’eremita cieco e solo del bosco, stufo della vita in solitudine, alla ricerca di una persona amica. Michele Renzullo è Ziggy, il buffone che abita e rallegra la tetra Transilvania.
Al Teatro della Luna lo spettacolo, un carnevale gotico, esilarante e lugubre allo stesso tempo, si è concluso con successo di critica e pubblico. I dialoghi in italiano adattati sapientemente alla sceneggiatura. Impeccabile la scenografia, la ricreazione delle meste ambientazioni notturne, del castello gotico di Victor Von Frankenstein, della cantina attrezzata a laboratorio, che, nonostante le circoscritte dimensioni del palco, ha funzionato in maniera sbalorditiva. Una visione estatica i costumi, il rosso e nero predominanti in perfetto accordo con il sipario e la scenografia. Le coreografie hanno divertito e coinvolto il pubblico, dando respiro alla trama e trascinando gli spettatori in un turbinio di suoni e colori, balli e risate. Formidabili i suoni dalle eccezionali capacità illusorie: ululati, demoni, solitudine, obbrobriose creature immonde, mostri repellenti sembravano pervadere tutta la sala.
A noi di Nerospinto il musical Frankestein Jr piace perché è diverso dai soliti spettacoli: mette in scena la paura e il divertimento, e, in chiave allegorica, la follia e la realtà.
Sara Negri
Lo spettacolo continua il tour nei principali teatri italiani: Politeama Genovese di Genova, Teatro Alfieri di Torino, Il Rossetti di Trieste, Teatro Augusteo di Napoli, Teatroteam di Bari, Europauditorium di Bologna e tanti altri.
Per info:
www.frankensteinjuniorilmusical.it
www.facebook.com/frankensteinjuniormusical
Twitter @CompagniaRancia #musical #frankensteinjunior #sipuofare
La nostra epoca si caratterizza dalla crescente ricerca di qualcosa che vada al di là del mero materialismo e dei consumi che intorpidiscono l'uomo contemporaneo. Sembriamo non avere mai tempo, siamo sempre di corsa e di fretta; ma arriva, a un certo punto nella nostra vita, l'esigenza di ritagliarci un'ora per staccare la spina, spegnere la nostra testa abbandonare i problemi e costruirsi in un rifugio sicuro.
Molta gente sceglie lo Yoga come mezzo per realizzare questo bisogno e, di conseguenza, la domanda sta diventando ovunque sempre maggiore, Milano inclusa. Nasce cosi il problema di quale insegnante o di quale scuola di yoga scegliere.
Tanta gente si rivolge a me per chiedere un parere. Il consiglio che dò a tutti è quello di provare, provare e ancora provare presso diverse scuole, scegliendo poi l’insegnamento più adatto alla propria personalità, al proprio corpo e alla propria mente. E' come provare diversi vestiti quando si va a fare shopping, perché non dovremmo fare lo stesso con le discipline che ci promettono uno status di vita migliore?
Proverò a riassumere alcuni step che definirei “oggettivi” per valutare, dopo una lezione di prova, una scuola di yoga.
CONOSCENZA YOGICA Mi rendo conto che, per chi si avvicina per la prima volta a questa disciplina, non è facile comprendere appieno la preparazione o meno di un insegnante. Tuttavia può capitare di incontrare molti insegnanti che hanno grande carisma, grandi doti comunicative, ma scarsissima preparazione tecnica riguardo gli allineamenti delle Asana e i rischi in cui un nuovo allievo può incorrere eseguendo determinate posizioni. Un buon insegnante fa due chiacchiere con il nuovo arrivato chiedendo se ha problemi fisici di sorta: nessun maestro vorrebbe mai che una persona che soffre di sciatica inizi a fare Yoga (perché no, tutti possono far yoga) rischiando di rimanere bloccata sul tappetino di pratica. E' bene che anche voi comunichiate, all'inizio di ogni prima lezione di prova, se avete qualche deficit particolare o problemi muscolari. Un buon insegnante saprà adattare la Sadhana (pratica fisica) alle vostre esigenze, senza farvi sentire “in colpa” o “diverso”. Egli dovrebbe essere in grado di far sembrare tutto naturale mentre si occupa di scegliere delle Asana che non vi arrechino danno. E’ bene infatti avvertirvi che, essendoci molta richiesta, vi sono altrettante persone, non tutte, che si improvvisano insegnanti, non conoscono gli allineamenti delle posizioni e i loro effetti e sono spesso totalmente impreparati su quelle che sono sia le radici storiche dello Yoga sia le sue ali, ovvero le sue nuove evoluzioni, sia filosofiche che anatomiche ed energetiche.
“Il vero saggio è colui che sa di non sapere” (cit.Socrate)
Direi che la frase dice tutto. Per orientarsi al meglio nella scelta delle scuole di Yoga è bene sapere che la cultura yogica è davvero sconfinata. I migliori insegnanti sono quelli consapevoli di sapere solo una piccola parte dell'enorme bagaglio filosofico e spirituale dello Yoga.
L'UTILIZZO DEGLI “INGREDIENTI” NEI CORSI Bisogna verificare che le componenti di un determinato stile di Yoga siano tutte utilizzate. Anche un corso di Hata Yoga, lo yoga apparentemente più improntato sulle Asana (posizioni), deve possedere all'interno della Sadhana uno spazio per il Pranayama (esercizi di respirazione) e di meditazione. Ricordiamoci che lo Yoga parte dal fisico per penetrare all'interno della nostra mente, del nostro “io”: è un processo psicofisico, non una semplice serie di esercizi fisici.
MA QUANTO MI COSTI! Ovviamente non è da trascurare la parte dei costi dei corsi delle diverse scuole di Yoga che avrete provato. Se un costo vi sembra maggiore, una volta fatta la lezione di prova, dovreste riuscire a capire perché una scuola costa di più rispetto a un'altra. In caso contrario potrete anche chiedere direttamente alla scuola le motivazioni di un determinato costo. Generalmente a Milano, facendo una media di quello che mi è capitato di vedere, funziona così:
Personalmente, penso che se una cosa fa star bene non c'è da badare a spese. Sempre nei limiti delle proprie possibilità.
DIMMI COME COMUNICHI E TI DIRO’ CHI SEI La comunicazione è importante, soprattutto in una città fondata sull’ immagine come Milano, ma attenzione a come una scuola si propone a livello pubblicitario: ricordiamoci che lo Yoga è una disciplina, un'arte o una scienza quindi va provata, non pubblicizzata con troppi fronzoli. Diffiderei da scuole che fanno troppe promesse. Apprezzo invece le scuole che si limitano semplicemente a descrivere il corso e i suoi benefici.
PRATICA FISICA/PRATICA PSICOLOGICA E' bene capire quale disciplina fa per noi, e ciò si ottiene solo provando. Molti mi chiedono cos'è l'Hata o Satyananda o l'Ashtanga o lo Yoga Integrale, che personalmente io pratico al Parsifal...tuttavia quello che dico sempre è di provare, provare, provare tutto: ovviamente descrivo anche le differenze, non sono così crudele! Anche io sono andato e mi reco a fare delle lezioni di prova in altre scuole, per valutare la differenza tra lo stile di Yoga che pratico e lo stile che mi accingo a fare, traendo le dovute conclusioni e cercando interiormente di percepirne gli effetti. Ecco, provare diversi stili sviluppa anche una capacità di ascolto del proprio corpo: saper ascoltarsi per affinare la propria capacità di giudizio e scegliere una cosa che faccia bene, che crei piacere; capacità che l'uomo contemporaneo sembra aver ormai perso. Fare delle prove aiuta a ritrovare un metro di giudizio per comprendere meglio ciò che ci fa bene. Sbaglia chi giudica una determinata scuola in base alla sua fama o alla pubblicità che sta dietro uno stile di Yoga piuttosto che ad un altro.
IL CONTENITORE E L'AMBIENTE PER LA PRATICA Uno sguardo all'architettura e all'interior design. Una scuola di Yoga dev'esser anche pensata per preparare l'allievo a ricevere i propri insegnamenti, ciò mediante elementi che vanno dai colori alle finiture, dai materiali alla musica, dall'incenso utilizzato (per carità non quello che vendono alle bancarelle) al pavimento, dall'accoglienza alla pulizia. La pulizia è fondamentale: lo yoga va assolutamente praticato in un luogo pulito e ordinato. Come possiamo fissare la nostra mente se avendo gli occhi aperti vediamo un rotolino di polvere che va e viene o se fissiamo un punto con lo sguardo su una parete incrostata? Inoltre, per quanto riguarda il colore nella sala di pratica, studi di colorimetria hanno dimostrato che l'utilizzo di determinati colori caldi o freddi stimolano o rallentano il sistema nervoso simpatico e parasimpatico (simpatico il nome, non trovate?) riuscendo a far scattare meccanismi psicologici atti a rilassarci. In conclusione: guardate i dettagli. Come diceva Mies: “Dio è nei dettagli!”
Un ultimo consiglio: non accontentatevi di quello che pensate o vi dicono sia giusto, ma cercate la scuola in cui vi sentite davvero a vostro agio, che vi permetta un ascolto più in profondità di voi stessi e che vi faccia evolvere, crescere e rilassare.
Namasté, Vittorio Pascale.
Si è spenta lo scorso primo novembre uno dei più grandi architetti e designer italiani, Gaetana “Gae” Aulenti, donna dal forte carisma, tanto da segnare indelebilmente la storia dell’architettura contemporanea. Nata in provincia di Udine, nel 1927, si laureò in architettura al Politecnico di Milano, iniziò la carriera accademica prima come assistente di cattedra a Verona e successivamente a Milano. Si formò in un clima come quello degli anni ’50 milanesi, dove si stava tentando un recupero dei valori architettonici del passato, convergendo nel movimento Neoliberty, come reazione al razionalismo.
La critica ha più volte identificato proprio nell’Aulenti colei che per prima, senza finzioni o falsi moralismi, aveva provveduto alla crisi del Movimento Moderno, mettendo da parte il culto dei maestri, metodologie e tecniche per applicarsi senza remore alla sperimentazione di nuovi e più attuali linguaggi.
Soprannominata la “pendolare del bello”, si presentava come una donna fredda ma cordiale, semplice, quasi claustrale, con quel capello corto e quel tono duro, aspro, che le permetteva di tenere testa a qualsiasi interlocutore. Ci si stupisce osservando le sue opere da architetto: ha sempre rifiutato partnership maschili per portare avanti i propri progetti. Apprezzare questo fatto oggi, dopo l’esperienza femminista, con una rivoluzione dei ruoli tra i generi che ancora oggi non si è conclusa, può sembrare marginale; eppure, ripensata agli anni ’50-’70 quando la situazione era certamente diversa, testimonia senza dubbio la forza di carattere di questa donna architetto, che affermava che il profumo migliore fosse l’odore del cemento e il suo obiettivo quello di rincorrere la semplicità, uno dei traguardi più difficili da ottenere.
La notorietà arrivò a metà degli anni Sessanta, quando disegnò la lampada da tavolo Pipistrello, un capolavoro di design dalle forme semplici, ma nello stesso momento ricercate ed eleganti; sarà la collaborazione con la Olivetti, nota produttrice di macchine da scrivere, a portare Gae Aulenti alla fama, tanto che di lì a poco arriveranno le prime importanti commissioni, come le ristrutturazioni chieste da Gianni Agnelli per l’appartamento in zona Brera e per altri progetti.
Membro attivo di numerosi comitati direttivi di riviste del settore, si avvicinò al mondo dei musei, curando la ristrutturazione e l’allestimento di alcuni tra i più prestigiosi edifici storici nazionali: Napoli, Bari, Palermo, Ferrara per citarne alcuni. È proprio in questi esempi che si evince quanto la Aulenti aveva a cuore: la decisione di mettere la sua architettura in stretta relazione con l’ambiente urbano già esistente, che prende a modello, quasi fosse la forma generatrice della sua idea, per creare spazi unitari ma dove i singoli elementi emergono in tutta la loro potenza.
Donna dal carattere forte non si lasciava sconvolgere dalle polemiche: quando nel 2007 il rosso lacca utilizzato per l’Istituto italiano di cultura a Tokyo venne definito “grottesco” e per qualcuno avrebbe potuto minare le relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, la Aulenti rispose “rosso è, e rosso rimane”, chiudendo ogni margine di trattativa.
Anche nella sua Milano non fu esente da polemiche e scontri: alla fine degli anni ’90, viene incaricata di ripensare gli spazi della stazione Cadorna, decidendo di porre al centro della piazza la scultura della coppia svedese Oldenburg, il famoso ago e filo in acciaio e vetroresina di diverso colore, quale omaggio alla famosa industriosità dei milanesi, incapaci di stare con le mani in mano. La critica non perse tempo, anche il sindaco Moratti si scagliò contro l’opera, arrivando a proporre di spostare l’opera in un parco della periferia. I milanesi furono d’accordo: da un sondaggio risultò che parteggiarono per il sindaco. L’opera però è ancora lì!
La fama della Aulenti varcò presto i confini italiani: in Francia, la “magicienne des formes”, realizzò uno dei suoi più grandi capolavori: il Museo d’Orsay, disegnando tutto lo spazio sotto la grande volta di vetro, inventando gli elementi d’arredo, dai mobili alle panchine, dalle sedie al desk d’ingresso, tanto che qualcuno la accusò di essersi fatta prendere un po’ la mano, preoccupandosi di valorizzare di più il suo lavoro che le opere che avrebbero dovuto essere esposte.
Gaetana non fu soltanto designer e architetto: negli anni ’70 cominciò la sua attività in campo teatrale, diventando scenografa e costumista. Il teatro diventa il mondo dove la trasgressione è concessa: lo spazio della scena viene per la prima volta identificato come antitesi alla platea e quindi deve perdere la sua forma codificata per sperimentare. La scena non è più soltanto un contenitore da abbellire ma un vero e proprio spazio in cui giocare.
A noi di Nerospinto piace ricordare Gae Aulenti perché ha saputo far valere i diritti delle donne senza essere femminista, ha saputo dimostrare che l’architettura non è solo un mestiere da uomini, ha saputo diventare uno dei grandi maestri dell’architettura senza essere un archistar.
Jazzista, paroliere e musicista. Il primo marzo 2012 la musica italiana perde uno dei piú compianti cantautori del panorama musicale italiano: il grande Lucio Dalla. Risale ad un anno fa la notizia dell’infarto che lo ha stroncato all’età di 69 anni, subito dopo aver partecipato al Festival di Sanremo di quell’anno, mentre si trovava a Montreux, in Svizzera, per una tourné, lontano dalla sua amata Bologna.
Lucio si avvicina alla musica sin da molto giovane suonando la fisarmonica e il clarinetto. Nasce a Bologna il 4 marzo 1943, data alla quale dedica una canzone che fece un certo scalpore in RAI, causandone la censura del verso “e anche adesso che bestemmio e bevo vino, per ladri e puttane sono Gesù Bambino”. Cantautore audace e senza vergogna, un po’come noi di Nerospinto, comincia la sua carriera suonando jazz con i Rheno Dixieland Band e come turnista con il suo clarinetto per una canzone di Edoardo Vianello. All’etá di 21 anni arriva il suo primo 45 giri contenente ‘’Lei (non è per me)’’ scritta da Gino Paoli e che fu un fiasco clamoroso. Non scoraggiandosi pubblica il suo primo album ‘’1999’’ con la sua band, Gli idoli, ed è con la stessa che presenta la canzone “Paff…bum!” al festival di Sanremo, accompagnato dalla mitica blues band inglese degli Yardbirds. Ma la notorietà arriverà solamente cinque anni e due dischi dopo nel 1971 con “Storie di casa mia”; dopo 38 anni l’ultimo lavoro “Angoli nel cielo”.
Artista eclettico, negli anni ‘90 dirige la sua etichetta, la Pressing , per la quale incide la maggior parte degli artisti da lui scoperti, compone musiche per film, realizza programmi tv, dipinge e fa il gallerista, incide “Pierino e il lupo”, si cimenta con la musica classica, e continua la sua attività di talent-scout. Tra le numerose collaborazioni, la più assidua quella con Francesco De Gregori con il quale incide ‘’Banana Republic’’ nel 1979, poi quelle con altri artisti di spessore come il paroliere Roversi, Bruno Lauzi, Paolo Conte, Gianni Morandi a Francesco Guccini con cui ha scritto “Emilia” come omaggio alla loro regione natale. Dopo trent’anni di produzioni notevoli, nel 2001 esce “Luna Matana“ ispirato a Cala Matana, una spiaggia dell’isola San Domino dell'arcipelago delle Isole Tremiti presso la quale ha un appartamento e che si rivela lavoro non all’altezza delle sue capacitá. Seguono altri album che diventano sempre meno noti, fino alla splendida ‘’Nani’’, ultimo regalo sanremese dell’anno scorso, cantato con l’ultima sua scoperta Pierdavide Carone.
Sono tante le manifestazioni in ricordo della sua scomparsa. Il 4 marzo, giorno del suo compleanno, verrá pubblicato un nuovo vinile in tiratura limitata che conterrà '' Notte di luna calante'', un brano di Domenico Modugno inciso da Lucio Dalla nel 1997. Seguirá, lo stesso giorno, il grande concerto a lui dedicato che si terrá a Bologna, sul palco di Piazza Maggiore, e vedrá la partecipazione di Fiorella Mannoia, Gianna Nannini, Renato Zero, Ornella Vanoni, Ron, Negramaro, Marta sui tubi, Pino Daniele e Gigi D’Alessio. A condurre lo show l’amico e collega Gianni Morandi. Il giorno prima, il 3 Marzo, Bologna ha inoltre ideato per il suo cittadino illustre, un'iniziativa insolita dal nome ''Una canzone per Lucio'' dove propone di aprire finestre, porte, sportelli delle macchine e diffondere le note di Lucio per tutta la cittá lasciando che le sue canzoni la inondino avvolgendola con la sua presenza. Come non citare infine il suo ultimo lavoro ‘’Pinocchio’’, film del disegnatore Lorenzo Mattotti e il regista Enzo d'Aló, autore del lungometraggio d’animazione "La Gabbianella e il Gatto’’, che lo ha visto impegnato negli ultimi anni della sua vita, nel curare la colonna sonora e doppiare uno dei suoi personaggi, il Pescatore Verde. Pinocchio , versione lontana da quella Disney, che vuole avvicinarsi in maniera molto piú fedele al romanzo di Collodi, è stato presentato alla 69esima mostra del cinema di Venezia ed è nelle sale cinematografiche dal 21 Febbraio.
Nerospinto dedica al cantautore e ai suoi lettori questo simpatico backstage, uno degli ultimi e divertentissimi Lucio.
Quello del massaggio è un universo che ha origini molto antiche, da millenni si occupa del benessere fisico, mentale e spirituale delle persone.
Le tensioni, i dolori, gli acciacchi fisici sono quasi sempre problemi che derivano da altrettante tensioni, dolori, malesseri mentali ed emotivi.
Quello che si fa di solito è prendere una pastiglia per far passare il dolore, ma in realtà è la causa che è spesso trascurata e con il passare del tempo quei sintomi si ripresentano portando a conseguenze sempre più gravi.
E' come se si accendesse la spia dell'olio sul cruscotto della macchina e noi pensassimo solo a far spegnere la spia piuttosto che a portare l'auto dal meccanico e risolvere il problema.
I massaggi hanno una funzione non solo di cura verso i dolori che tutti conosciamo, ma piuttosto di benessere, prevenzione dello stress e mantenimento dello stato di buona salute.
In Oriente la persona è considerata come l'unione di corpo, mente e spirito e questi tre elementi non possono essere separati. Proprio per questo motivo discipline come lo yoga, i massaggi, la meditazione sono alla base della vita di tutti i giorni, un'abitudine quotidiana, come da noi bere il caffè al bar.
Le persone in India, in Cina, Giappone, Thailandia da sempre riconoscono il valore profondo di certe discipline e le applicano e praticano per star bene a 360 gradi.
Ad una mente rilassata e serena corrisponde sempre un corpo privo di dolori, di tensioni muscolari, di cervicali dolenti, di malattie.
La maggior parte delle malattie si formano sotto l'influenza del sistema nervoso ortosimpatico e se una persona vive costantemente sotto il controllo dell’ortosimpatico tende a cronicizzare le tensioni e alla lunga ad ammalarsi.
Di notte, durante una pausa, un massaggio o una situazione serena è il sistema nervoso parasimpatico che prende il sopravvento e questo permette all'individuo di aumentare il proprio sistema immunitario, produrre ormoni della crescita etc.
Fondamentale quindi per il proprio benessere fare in modo che il sistema nervoso parasimpatico sia più attivo rispetto a quello ortosimpatico.
Scopo del massaggio è quello appunto di aumentare in modo esponenziale l'attività del parasimpatico diminuendo fino ad annullare quella dell'ortosimpatico.
Un massaggio ben fatto corrisponde in media a 5 ore di sonno profondo!
L'effetto della mente sul corpo è assolutamente collegato e molto potente.
Quante volte siete stati dal medico e lo studio era pieno di gente e quando vi è capitato di andarci prima delle feste o prima dell'estate lo studio è sempre vuoto? Coincidenza o guarda caso la gente con la testa proiettata in un periodo sereno come quello delle vacanze non ha dolori o malattie?
Il massaggio praticato regolarmente scioglie le tensioni, ne previene la formazione, rende flessibili, migliora la circolazione, dona lucentezza alla pelle, previene la caduta dei capelli, rafforza le difese immunitarie, tonifica i muscoli, incrementa l'attività sessuale, rallenta l'invecchiamento.
In Oriente il massaggio è al centro della vita dell'uomo ancora prima che egli nasca.
La donna in gravidanza è massaggiata molto di frequente in quanto il massaggio non solo rilassa la mente ma ammorbidisce i tessuti, i muscoli, porta sangue ossigenato al feto e il parto è per questa ragione sempre molto veloce, con dolori molto limitati.
I bambini in India vengono massaggiati giornalmente fino a diminuire la frequenza verso i sei anni quando a questi viene insegnato a massaggiare così che possono a loro volta praticare sui propri cari.
Nell'immaginario comune se si pensa ad una persona asiatica non ce la si immagina mai con i capelli bianchi o con una pelle vecchia e rugosa.
Se si pensa ad una donna indiana o giapponese ce la si immagina con una folta chioma di capelli neri e lucidi e una pelle di porcellana.
Anche questo l'effetto dei massaggi.
L'aspetto mentale, spirituale ed energetico dei massaggi sull'uomo è molto importante e solo da pochi anni se ne parla anche in Occidente.
A sentire parlare di spiritualità ed energie molti ancora pensano a sette sataniche o comunità hippy.
Albert Einstein rivoluzionò il mondo della scienza ponendo nella sua famosa formula E=mc2 il segno uguale tra "E", energia, e "m", massa,ovvero materia.
Il suo genio pose le basi di un nuovo modo scientifico di vedere il mondo che ci circonda, i rapporti tra le cose e gli uomini dimostrando appunto che l'energia e la materia sono collegate.
Questo riporta al discorso che un uomo che vive in un contesto sereno, di pace, energeticamente positivo vive meglio anche dal punto di vista fisico.
Per concludere pensate che per esempio in India, i massaggi, lo yoga e la meditazione rientrano in quella che si definisce Ayurveda ossia la medicina tradizionale indiana esistente da millenni prima della nostra e ancora in vigore e sviluppo.
Se queste discipline sono incluse in campo medico beh...le conclusioni a voi.
Walter Zanca
Massaggiatore professionista
Mi ritrovo di nuovo a scrivere per questa rubrica, in ritardo sulla consegna, con poche idee, ma tanta musica nella testa. Nell'ultima settimana ho passato in rassegna la discografia di Gesaffelstein, cercato prove sulle sue contaminazioni, da Brodinski a The Hacker, scavato alla ricerca di connessioni più profonde in una Detroit dilaniata dalla recessione, per poi trovare in tutt'altro universo, la Francia dei giorni nostri, il suo spirito più profondo. Perché è proprio questa la peculiarità del grande artista che andiamo ad approfondire questa settimana: la contemporaneità.
Ad aiutarmi in questa impresa, Matteo Pepe, in arte Uabos, resident dj di le Cannibale che, con la sua esperienza e cultura in materia, mi ha aperto gli occhi più volte sulle potenzialità di questo artista e che non smetterò mai di ringraziare.
Mike Levy, questo il suo vero nome, esordisce, alla tenera età di 23 anni, con un ep chiamato Vengeance Factory (OD records), titolo che lascia poco spazio all'immaginazione: raffinato, cattivo, con una storia, forse terribile dietro. Ad un primo ascolto potrebbe sembrare un disco degli inizi Ottanta, figlio di una Germania dai grossi sintetizzatori analogici, batterie campionate e suoni alieni pungenti come spilli. Ma c'è qualcosa che non va, il suono è pulito, veloce, ipnotico, ha qualcosa che sfugge, che va oltre: è techno. Techno come non si sentiva da tanto tempo.A The Hacker si deve il merito della sua scoperta, che con la sua Goodlife records produce i due album successivi. Non sorprende che sia proprio lui a lanciarlo vista l'affinità tra i loro pezzi, combinando anche un remix con Marc Houle per aprire uno spiraglio a un techno minimal ancora più raffinata se possibile.Uabos puntualizza: “[...] apprezzo sicuramente moltissimo il fatto che lui sia stato capace di evolvere quello stile che tanto amavo di The Hacker rendendolo molto più attuale e funzionale, cosa che quest'ultimo non è riuscito a fare.” Che l'allievo abbia superato il maestro?In meno di due anni si ritrova a spadroneggiare nella scena underground, le sue produzioni, ritmate e cupe, iniziano a distinguersi e a concretizzarsi in uno stile inconfondibile.
Mera di essere citata la collaborazione con Brodisnki in un progetto che li lega a doppiofilo: Bromance. Letteralmente Bromance è una relazione molto forte tra due amici, non sessuale, attenzione, per le nostre orecchie è una collaborazione che unisce due DJ francesi in una danza frenetica per un clubbing underground di cui sentivamo la mancanza, speriamo solo che non esploda in una bolla di sapone. E se anche fosse, avremmo passato sicuramente dei bei momenti sentendoci un po' come bambini in una casa dell'orrore, prima o poi la corsa finisce, ma toccando la pelle d'oca sulle braccia avremo la certezza che quel che abbiamo visto e sentito è stato reale, almeno per noi.
Gesaffelstein è una macchina instancabile, gli ep e i remix continuano a susseguirsi in un vortice di produttività e concretezza: in meno di quattro anni sette ep e più di venti remix.
Analizzandoli si può estrapolare una visione d'insieme che si sintetizza in qualcosa di non detto, di oscuro, di grottesco.
Se la musica di Gesafellstein dovesse essere un genere letterario, probabilmente sarebbe il cyberpunk di Gibson, o il distopismo di Orwell e Huxley, tra rabbia e impotenza, un tocco di gotico e la sensazione che ci sia qualcosa oltre, oltre la musica, oltre le parole, oltre al ritmo ossessivo, oltre... Infatti ascoltare le sue sinfonie è immergersi in un altro universo.
Spero con questo articolo di aver suscitato la vostra curiosità e vi do appuntamento al Tunnel Club, domani sera con gli amici di Le Cannibale, special guest: Gesaffelstain!
http://soundcloud.com/bromancerecords/gesaffelstein-depravity-1
Party harder, but party well!
Trame minuziosamente intessute, sofisticata indagine psicologica, personale disposizione malinconica e melodrammatica. Epicentro e perno della sua opera cinematografica: la persona umana, i suoi desideri, le sue angosce.
A sei anni dalla sua morte, lo Spazio Oberdan decide di rendere omaggio al grande regista svedese con una rassegna di otto titoli integrali in edizione originale. Ad arricchire il programma sono stati inseriti due documentari inediti e un dettagliato backstage.
L’inaugurazione è prevista oggi, mercoledì 23 gennaio, verranno presentate tre opere in uncut version: alle ore 17 “Monica e il desiderio” (1952), alle 19 “La fontana della vergine” (1960), e alle 21 “Il posto delle fragole” (1957).
Giovedì 24, alle 17 “Sussurri e grida” (1973) e alle 19 “Sorrisi di una notte d’estate” (1955). Venerdì 25, alle 19, il documentario in anteprima “Liv & Ingmar: A Love Story” (2012) di Dheeraj Akolkar, con le testimonianze di Liv Ullmann e Bergman.
Sabato 26, alle 15 “Fanny e Alexander” (1982), il suo ultimo film realizzato per il grande schermo, insieme alla proiezione del backstage del regista stesso, e alle 21.15 “Il settimo sigillo” (1956).
Domenica 27, alle 15 “Monica e il desiderio”, e alle 18.45 “Persona” (1966), lavori in cui si intrecciano sperimentalismo e realismo.
Giovedì 31, alle 19, “Il settimo sigillo”, film che ottenne numerosi riconoscimenti, tra cui il premio speciale al Festival di Cannes.
Venerdì 1 febbraio, alle 17 “Sorrisi di una notte d’estate”.
Sabato 2, alle 15 “Persona”, alle 17 “Il posto delle fragole”, film grazie al quale ottenne l’Orso d’Oro al Festival di Berlino e il premio della critica al Festival di Venezia, e alle 21.15 “Sussurri e grida”, capolavoro riconosciuto a livello internazionale.
Domenica 3, alle 15 “Fanny e Alexander”, seguito dal backstage, e alle 21 “La fontana della vergine”, opera che gli valse il suo primo Oscar.
La chiusura è prevista per Mercoledì 6 con la proiezione de “Il settimo sigillo” alle 17 e alle 19 l’anteprima di “…But Film Is My Mistress” (2010) di Stig Bjorkman.
Spazio Oberdan
viale Vittorio Veneto 2
Milano
Contatti:
02.77.40.63.16
Quando: Prima data: 23 gennaio 2013
dalle 17:00
TUTTE LE ALTRE DATE
Prezzi:
€ 7; € 5,50 per possessori cinetessera € 5
L'arte e la sublime rappresentazione del tormento dell'anima. Un artista crea per dare sfogo ad una pulsione, ad una necessità intrinseca: esprimere se stesso per dare una collocazione al proprio pensiero astratto. Ma non è la sola regola: l'arte è un mercato che muove soldi, tanti soldi. Lo diceva Warhol: l'arte è un prodotto e come tale deve essere commercializzata. Lo sanno benissimo le case d'aste che realizzano introiti miliardari con l'arte contemporanea. Un mercato fiorente che arricchisce persone già ricche, di massima.
A proposito di numeri il sito Flavorwire (http://www.flavorwire.com/362942/from-warhol-to-miro-the-10-top-selling-artists-of-2012) ha pubblicato la classifica dei dieci artisti più venduti nel 2012, realizzata dal sito Artnet, che si occupa del mercato internazionale dell’arte, con una piattaforma per le aste online. La classifica mostra, oltre al ricavato totale delle vendite, il valore dell’opera più costosa del relativo artista, quadri venduti durante le aste di Sotheby’s e Christie’s, che si spartiscono il mercato in un duopolio incontrastato.
Al primo posto della classifica, manco a dirlo, c’è lui, il re della pop art Andy Warhol, le cui opere sono state vendute nel 2012 per un totale di oltre 380 milioni di dollari, e che ha battuto Pablo Picasso, fino allo scorso anno il più venduto, al secondo posto con un totale di oltre 334 milioni di dollari. Al terzo posto c’è il pittore tedesco Gerard Richter, con quasi 300 milioni di dollari. In classifica compaiono tre artisti cinesi, gli unici a scalfire il dominio delle opere d’arte occidentali. Insomma, se avete qualche soldo da investire sapete cosa fare.
© Copyrights by Nerospinto , Tutti i diritti riservati.