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Greta e le favole vere: quando una fiaba diventa un invito a cambiare il mondo

Greta e le favole vere: quando una fiaba diventa un invito a cambiare il mondo

Dal 6 agosto al cinema, il nuovo film di Berardo Carboni trasforma il linguaggio della favola in un racconto di amicizia, coraggio e consapevolezza ambientale

Ci sono storie che nascono per essere raccontate ai più piccoli e finiscono per parlare, con la stessa forza, anche agli adulti. È il caso di Greta e le favole vere, il nuovo film diretto da Berardo Carboni, in arrivo nelle sale cinematografiche dal 6 agosto con Vision Distribution.

Al centro del racconto c'è Greta, una bambina di dieci anni interpretata da Sara Ciocca, che guarda il mondo con la determinazione di chi non ha ancora imparato a considerare impossibile ciò che sembra esserlo. Ispirata dalle battaglie ambientaliste di Greta Thunberg, decide che osservare non basta più. Quando, insieme all'amico Sauro, interpretato da Mattia Garaci, libera un cucciolo di orso polare dalle mani di due bracconieri, inizia un'avventura che li porterà lontano da casa e dentro una storia molto più grande di loro. L'obiettivo è riportare l'animale al Polo Nord. Quello che segue è un viaggio fatto di ostacoli, incontri e scelte, ma soprattutto un percorso di crescita in cui l'amicizia e il coraggio diventano strumenti per affrontare una realtà che sembra troppo grande per due bambini.

Carboni sceglie così di recuperare il linguaggio diretto e istintivo della favola per confrontarsi con una delle questioni più urgenti del presente: il rapporto tra l'uomo e la natura. Una scelta narrativa che non cerca il cinismo né il dubbio permanente, ma che prova a restituire ai più giovani la possibilità di immaginare un'alternativa.

«Oggi il compito del cinema non è solo mostrare la realtà, ma contribuire a inventarne una nuova», afferma il regista. Ed è forse proprio qui che Greta e le favole vere trova la sua ragione più profonda: nel ricordarci che una storia può ancora prendere posizione, indicare una direzione, suggerire che cambiare le cose sia possibile.

Presentato anche alla 56ª edizione del Giffoni Film Festival, il film costruisce una fiaba contemporanea che parla di ambiente, ma anche di responsabilità, amicizia e coraggio. Valori semplici, forse, ma tutt'altro che scontati. Perché a volte il gesto più rivoluzionario non è avere tutte le risposte, ma decidere di non restare a guardare.

E forse è proprio questo che fanno le favole migliori: ci ricordano che, anche quando il mondo sembra troppo grande, possiamo ancora scegliere da che parte stare.

Redazione Nerospinto
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