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Freelance under 30 con il chiodo fisso del mangiare e bere bene. Estremamente curiosa, cresce una nuova generazione di enotecnici fiorentini trasmettendo il suo entusiasmo con la penna e tra i banchi di scuola.
“Mi manca il sapore dell’oliva alla fine del Martini”. Era il periodo delle restrizioni post pandemiche, quando i cocktail bar d’hotel erano tra le poche realtà a poter restare aperte. E tra i tavolini del The Gritti Palace di Venezia, il commento di Paola Mencarelli ha ispirato un’idea: mettere l’oliva sotto i riflettori. È stato questo il seme del contest Reverso Martini, che ha preso vita durante i primi giorni della Florence Cocktail Week.
L’evento, ideato da Gintastico in collaborazione con Frantoio di Sant’Agata d'Oneglia, ha messo alla prova i migliori cocktail bar della città: Bar Berni (Four Seasons Hotel Firenze), Caffè Gilli, Caffè Paszkowski, Drinx by Il Gusto di Xinge Cocktail Bar, Giacosa, Gucci Giardino, La Ménagère, Rasputin Secret Cocktail Bar e Sevi Interior.

L’obiettivo era chiaro: creare la miglior “Oliva sotto Martini”, valorizzando l’equilibrio tra gin, vermouth e l’essenza aromatica dell’oliva. La giuria, composta da Serena Mela (Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia), Chiara Beretta (Finespirits Italia), Alfredo Del Bene (FOOD CLUB) e lo chef Niccolò Palumbo (Ristorante Paca di Prato), ha valutato le proposte in gara secondo quattro criteri: bilanciamento, tecnica, creatività e presentazione.
Un goal, quello del contest, semplice solo su carta. In un cocktail che nel corso dei decenni ha visto la sua formula super codificata, come valorizzare un ingrediente spesso relegato a ruolo decorativo, facendone l’elemento centrale ma senza compromettere la struttura del drink?
La risposta è arrivata dai nove Bartender in gara ma è stata quella di Nicolas Di Maria, head bartender di Caffè Paszkowski, a convincere i giudici.
“Game, Set, Match… Oliva” ha creato nel bicchiere un colpo di scena che non ha snaturato il cocktail ma lo ha arricchito. La salamoia, con la sua sapidità, è diventata il filo conduttore, legando gin e vermouth senza sovrastare nessuno dei due. L’Orange Bitter ha aggiunto una nota citrica che ha ben bilanciato l’amaro naturale della Taggiasca. Il gioco di battuto di origano, sedano, finocchietto, peperoncino e aglio è stata poi l'ennesima dimostrazione di come, in miscelazione, ogni ingrediente possa essere dosato per creare un cocktail ben bilanciato senza mai cadere nella trappola dell’eccesso, mantenendo rispetto per il Martini e per l'oliva stessa.

“Reverso Martini non è solo un contest ma un vero e proprio manifesto. Volevamo dimostrare che l’oliva può e deve avere un ruolo centrale nella mixology contemporanea e deve averlo nella formulazione di un cocktail. Il lavoro di Nicolas è stato illuminante in questo senso: ha colto lo spirito della sfida, trasformando un ingrediente simbolico come la Taggiasca in un’esperienza sensoriale completa. È questo il tipo di creatività che vogliamo sostenere e raccontare con questa attività: quella che osa, che rispetta la materia prima e che allo stesso tempo sa emozionare. Questo è solo l’inizio, vorremmo che Reverso Martini diventasse un appuntamento fisso delle Cocktail Week” ha affermato Federico Bellanca, direttore editoriale di Gintastico.

“Siamo entusiasti del successo di questa prima edizione del Reverso Martini, e della risposta così forte dei bartender coinvolti.” ha aggiunto Serena Mela, Direttrice Marketing e Commerciale del Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia. “Il livello tecnico è stato altissimo, ma ciò che ci ha colpito di più è stata la capacità del vincitore di interpretare la nostra visione: un Martini in cui l’oliva non è solo una presenza decorativa, ma l’elemento su cui ruota il drink. Da anni lavoriamo per raccontare il valore dell’oliva taggiasca e dell’olio extravergine ligure, e vedere questi prodotti entrare in modo così autorevole nel mondo del cocktail è una soddisfazione enorme.’’

La serata si è conclusa al rooftop bar di The Social Hub Firenze Lavagnini, dove Eda Akman e Niccolò Mazzucchelli, bartender del Gramm Café Milano hanno presentato cocktail sperimentali a base di olio extravergine d’oliva e olive taggiasche, omaggiando i sapori del Mediterraneo e la creatività che da sempre anima la mixology italiana. Tra le proposte della serata: il Dirty Martini, con utilizzo della salamoia delle olive taggiasche, e poi il Sant’Agata Sour a base di gin, succo di lime, olio extravergine d’oliva Cuvée e con guarnish di olive taggiasche candite, per chiudere con Peperoni a base di bitter Luxardo al peperone, olio extravergine d’oliva La Cuvèe e olive taggische essiccate.
Ph. Michele Tamasco
Lo Speyside è una delle regioni più affascinanti e storiche per la produzione di whisky, e non a caso: con oltre 50 distillerie concentrate in un’area relativamente piccola, questa zona della Scozia è considerata la regina della distillazione. La geografia del luogo è ideale per la coltivazione dell'orzo e la presenza di numerosi corsi d'acqua puri garantisce una qualità d’acqua eccezionale per il processo produttivo.
La tradizione del whisky è radicata qui da secoli, tanto che le distillerie dello Speyside hanno dato vita a una vera e propria cultura attorno a questo distillato, che affonda le radici nel passato ma si rinnova continuamente. È proprio qui che affonda le sue radici la distilleria Ballindalloch, una realtà che cerca di mantenere viva questa tradizione secolare, abbracciando un metodo molto artigianale e autentico.
Ballindalloch si trova all'interno di una tenuta storica, la residenza della famiglia Macpherson-Grant, che risale al 1546. La distilleria è un ritorno alla passione familiare per il whisky, che ha radici ben più lontane. Già nel 1820, la famiglia Macpherson-Grant fondò la distilleria di Delnashaugh, mentre nel 1869 il clan si unì a John Smith per dar vita alla celebre distilleria di Cragganmore. Questo legame con il mondo della distillazione è un filo conduttore che attraversa le generazioni, e che si rinnova con l’avvio della distilleria Ballindalloch nel 2014. Un nome che, pur essendo giovane, si collega a un passato di esperienza e know-how, con la 24esima generazione della famiglia coinvolta nella produzione di whisky single malt.

Ciò che colpisce della distilleria Ballindalloch è l’approccio apparentemente semplice ma profondamente rispettoso dei tempi naturali. Ogni aspetto della produzione è pensato per mantenere la qualità e l'autenticità: l’orzo utilizzato proviene direttamente dalla tenuta, e l'acqua di sorgente che scorre sulla proprietà è alla base di ogni distillato. La scelta di un processo produttivo "single estate" implica che ogni bottiglia racconti una storia specifica, quella di un’annata e di una produzione che segue ritmi lenti e naturali, non accelerati da metodi industriali. L’uso di condensatori a worm tubes in legno, un metodo che risale all’Ottocento, è una delle caratteristiche distintive della distilleria. Questa tecnica, che raffredda i vapori attraverso un lungo serpente di rame e legno, è ideale per ottenere un profilo più fine e delicato, con una morbidezza che è difficile da trovare in distillati prodotti con metodi moderni.
Le referenze che arrivano in Italia, distribuite in esclusiva da Proposta Spirits, offrono un'interessante panoramica sulla qualità e sull’impegno della distilleria. Si tratta di whisky in edizione limitata, presentato in anteprima nazionale nel secret bar Rasputin di Firenze, dove alcuni gradini e un drappo di velluto celano un vero e proprio tempio del whisky.

Vintage Release 2015 è un whisky complesso e raffinato, con una maturazione di otto anni in botti ex-Bourbon e ex-Sherry. Il colore dorato chiaro e il naso di erbe vanigliate e mela verde aprono a un palato che presenta frutta secca e nocciola, mentre il finale leggermente speziato e persistente invita a una riflessione sul bilanciamento delle note aromatiche.
Bourbon Single Cask 2016 è un whisky più strutturato, che si distingue per la sua persistenza aromatica. Invecchiato per otto anni in una singola botte di Bourbon, ha un profilo aromatico che mescola frutta esotica e vaniglia, con un finale elegante e ben definito. Un whisky che, pur rimanendo in perfetto stile Speyside, ha una personalità decisamente marcata.
Sherry Single Cask 2015 è forse il più equilibrato delle tre etichette. Ottenuto da una singola botte di Oloroso Sherry, il whisky presenta un colore rubino granato e profumi di uvetta e frutta matura, mentre il finale regala un’interessante nota di cocco. La combinazione della morbidezza dello Sherry con la finezza tipica del distillato scozzese crea un profilo intrigante e profondo.
ARIETE Farete dei passi avanti nella carriera, ma prima dovrete sporcarvi le mani e fare qualche sforzo inaspettato.
TORO Siete bravi sì, ma occhio a non peccare di superbia, soprattutto in questi giorni, pensando di avere in pugno la situazione: a nessuno piacciono i presuntuosi.
GEMELLI State trovando tanti spunti e occasioni di imparare: sfruttatele e non indugiate su dubbi e insicurezze inutili.
CANCRO Alla base del successo ci deve essere consapevolezza di quali sono bisogni e zona di comfort, quella da cui fate fatica a uscire e quella che è necessaria per rimanere in equilibrio.
LEONE Dovete trovare una forma più equilibrata tra vita lavorativa e privata, magari anche cambiando ambiente senza che il passato vi incaselli in un percorso precostituito.
VERGINE Avete mai notato che spesso ci si dà obiettivi che, in realtà, non sono una soluzione alle proprie reali necessità? Rifletteteci sopra.
BILANCIA Per quanto sia bello sognare e immaginare, non si va da nessuna parte senza un piano. Ed è per questo che siete alla ricerca di esperienze e insegnamenti.
SCORPIONE Ricostruirete delle amicizie importanti, per sentirvi di nuovo accolti e parte di qualcosa di più grande. Il successo può avere tante forme diverse.
SAGITTARIO Usate questi giorni per entrare in confidenza con la solitudine e capire quali insicurezze vi fanno pensare che potreste rimanere delusi dai legami.
CAPRICORNO Forse siete stati troppo rigorosi con voi stessi e non riuscite a tenere il ritmo che vi eravate imposti, ma è qui che vengono di nuovo in soccorso gli amici per riorganizzarvi.
ACQUARIO Passate dalla teoria alla pratica, anche grazie al supporto di persone con cui avete stretto delle partnership e degli accordi vantaggiosi.
PESCI Non tutto deve essere trasformato in lavoro: ci sono cose che possono semplicemente far parte del vostro bagaglio personale.
MONICA RENNA
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Se ancora non lo sai, il caviale di alta qualità, come l'Osietra, è spesso considerato un alimento dalle proprietà afrodisiache. Ma non è solo una credenza popolare: esistono motivi scientifici che spiegano perché. Il caviale è un alimento ricco di acidi grassi Omega-3, noti per i loro benefici sulla salute del cuore e sul benessere generale. Questi grassi sono anche un toccasana per la circolazione sanguigna. E ti viene in mente cosa succede quando la circolazione migliora, giusto? La passione cresce, in modo naturale e spontaneo.
In un mercato dove ci sono molte varietà di caviale, l'Osietra è sicuramente uno dei più pregiati. Ma cosa lo rende così speciale? Innanzitutto, la sua lavorazione è lunga e accurata, il che implica una notevole attenzione al dettaglio. Ogni sfera di Osietra è il risultato di un processo meticoloso, che non solo preserva la freschezza del prodotto, ma ne esalta anche le caratteristiche organolettiche. La consistenza del caviale Osietra è croccante ma morbida, che si scioglie delicatamente in bocca. Ma ciò che lo rende davvero interessante è la sua complessità di sapore. È fresco, delicato, ma con una nota salina che richiama il mare e che si completa con una profondità che cresce con ogni assaggio.

Il caviale Osietra non è solo gustoso, ma anche visivamente affascinante. I suoi grani, che variano dal giallo dorato all’ambra, hanno un aspetto brillante che cattura la luce. Il suo profumo evoca la purezza del mare, mentre la consistenza dei grani racconta una tradizione che affonda le radici in secoli di lavorazione artigianale. Per chi cerca un regalo che unisca bellezza e qualità, l’Osietra è una scelta che sa sicuramente come colpire nel segno.
Se hai scelto il caviale come regalo, perché non presentarlo in un modo che ne esprima tutta l’eleganza? La Luxury Box ‘C’est l’amour!’ di Caviar Giaveri è un invito a scoprire un mondo fatto di raffinatezza e piacere. Dentro troverai il caviale Osietra, ma anche due cucchiaini in madreperla, perfetti per gustarlo senza alterarne la freschezza. Questo piccolo, ma importante dettaglio aggiunge un tocco di classe e praticità, perché la madreperla è materiale ideale per conservare intatta la delicatezza del caviale.

La confezione, curata nei minimi dettagli, trasforma un semplice gesto in un momento che va oltre il quotidiano. Il caviale, già di per sé un cibo che stimola i sensi, diventa ancora più interessante grazie a un packaging pensato per esaltare la sua qualità. Ogni cucchiaino, ogni dettaglio, è pensato per rendere il momento del consumo più raffinato, coinvolgendo tutti i sensi.
Durante le festività natalizie, Firenze ha accolto un’interessante novità: il pop-up bar “Rasputin x Florentis”, frutto della collaborazione tra due realtà locali di rilievo, il secret bar Rasputin e la distilleria artigianale Winestillery. Questo progetto temporaneo si concentra su una proposta di degustazione dedicata ai whisky Florentis, prodotti interamente in Toscana dalla famiglia Chioccioli Altadonna.

L’iniziativa si inserisce nel solco di una collaborazione già consolidata, come dimostrato dal precedente martini bar “R x Winestillery”, e mira a offrire un’esperienza particolare, rivolta sia agli appassionati di whisky sia a chi desidera avvicinarsi a questo mondo.
L’idea dietro “Rasputin x Florentis” è quella di proporre un percorso che valorizzi il whisky a km 0, in linea con una filosofia legata al territorio. La gamma Tuscan Malt Whisky comprende due prodotti principali: il Super Tuscan Wine Cask e il Vin Santo Wine Cask, oltre a “Primo”, un single cask selezionato in edizione limitata che ha già riscosso grande successo.

Da Rasputin, il whisky potrà essere degustato sia liscio sia nell’iconico whisky highball, miscelato con soda, molto apprezzato nella tradizione giapponese. A guidare il pubblico in questa esperienza ci saranno i bartender del cocktail bar, coordinati dal Bar Manager Daniele Cancellara, noto per la sua competenza nel mondo del whisky.
Il pop-up, aperto dal 27 dicembre al 12 gennaio, è pensato per offrire un’esperienza intima e fuori dal comune. Con soli due posti disponibili, l’atmosfera sarà volutamente raccolta, permettendo di concentrarsi sul momento della degustazione e sul racconto dei prodotti.

Questo progetto segna anche l’inizio di una nuova fase per la distilleria Winestillery, che prevede l’apertura della prima distilleria di whisky attiva dentro la città di Firenze, a pochi passi dal centro storico.
Fondata nel 2019, Winestillery si distingue nel panorama italiano delle distillerie artigianali, e il progetto Florentis ha già ricevuto riconoscimenti significativi, come il titolo di Miglior Whisky Italiano secondo Falstaff e ottimi piazzamenti nelle categorie internazionali.
D’altra parte, il secret bar Rasputin è noto per la qualità delle sue proposte e la cura nei dettagli. Inserito nella classifica Top500Bar, rappresenta un punto di riferimento per la mixology a Firenze, grazie anche alla guida di Daniele Cancellara, figura di spicco nel settore.
Chi ha detto che i limoni fanno pensare solo all’estate? È vero, evocano subito la Costiera Amalfitana, le terrazze sul mare e il sole che dipinge d’oro la loro buccia. Eppure, i limoni hanno molto da raccontare anche a Natale. Con il loro profumo fresco e avvolgente, arricchiscono i dolci delle feste: dal panettone al limone al Christmas pudding inglese, dove si sposano con spezie e frutta secca. Nella tradizione mediterranea, poi, gli agrumi non mancano mai: in insalate fresche, guarnizioni per dolci o come base per liquori.
Un tempo, i limoni erano simbolo di ricchezza e prosperità, un dono prezioso durante le feste, soprattutto nei luoghi dove gli agrumi erano rari. Il loro colore dorato e la forma tondeggiante richiamano persino le decorazioni natalizie, trasformandoli in una sorta di “ornamento naturale” che decorava sia le tavole che le case. Insomma, i limoni non sono solo sinonimo d’estate: sono portatori di storie e di gioia anche d’inverno.
Proprio con questa idea nasce il Limoncello Pallini, il liquore creato dai celebri limoni “Costa d’Amalfi IGP”. Con il suo aroma intenso e il gusto avvolgente, è perfetto per brindare durante le feste. E per un tocco originale, Pallini propone un cocktail esclusivo: il Limoncello Spritz.

Il Limoncello Pallini è realizzato con i pregiati limoni “Costa d’Amalfi IGP”, famosi per la loro buccia spessa, il profumo intenso e la freschezza unica. Questo liquore è frutto di un’antica ricetta tramandata dalla famiglia Pallini: i limoni, raccolti a mano, vengono messi in infusione per preservarne l’essenza, poi miscelati con zucchero, acqua e oli essenziali estratti a freddo. Un tocco di zenzero naturale aggiunge una nota calda e speziata, perfetta anche per i mesi invernali.
Se lo Spritz classico è il re degli aperitivi estivi, la versione di Pallini conquista anche a Natale. Facile da preparare e di grande effetto, è perfetto sia per un brindisi in relax che per le occasioni più festive.

Ingredienti:
Preparazione:
Il risultato? Un cocktail elegante e aromatico, che unisce le bollicine del Prosecco alla dolcezza agrumata del limoncello. Ideale per aprire una cena di Natale o per brindare al nuovo anno.
Non solo drink: dalla bottega in viale Guidoni è possibile portarsi a casa stuzzichini irresistibili come patatine, taralli pugliesi, olive, grissini e acciughe di prima scelta. Il concept? Regalare ai fiorentini una nuova esperienza d’aperitivo, un luogo dove acquistare comodamente il “necessaire” per trasformare ogni momento in un rito di puro relax. A fianco dei distillati DUIT, ci sono cocktail ready-to-drink originali come il Negroni del Centenario, il Dirty Apple Martini, il Florentine Boulevard e il Leonardo’s Genius, con proposte innovative come il Margatina Mediterraneo e l’Italian Mule. Pieri ha pensato a una drink list con basi alcoliche diverse, ideale per chi non sempre riesce a concedersi un aperitivo convenzionale fuori casa, magari per via dei ritmi serrati della giornata.

“Con questo negozio – spiega Tommaso Pieri - ho voluto colmare un vuoto, in primis per me. Ho sempre considerato l’aperitivo il momento più godurioso della giornata e, a parte i tanti bellissimi bar della nostra città, mi è sempre mancato un punto di ritrovo per acquistare qualche golosità per casa, ma anche incontrarmi con altre persone che hanno questo amore per gli aperitivi, gli Aperitivers. Da qui l’idea di aprire anche parallelamente un canale Youtube (Aperitivers) dove parlare gioiosamente di tutto ciò che riguarda l’aperitivo”.
Aperta tutti i giorni dalle 11:00 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 20:00, la nuova “aperitiveria” offre un’ampia selezione di snack di qualità, dalle chips aromatizzate alle olive, passando per salse gourmet e filetti d’acciuga, insieme a una raffinata selezione di toniche premium. Questa prima aperitiveria fiorentina amplia l’offerta cittadina con uno stile unico, ben lontano dalla movida frenetica e mirato a promuovere il piacere del bere responsabile.
“Trans” “umare”, dal latino trans e terra, significa "attraversare la terra". Un concetto che evoca il movimento, il viaggio continuo, la ricerca di nuovi orizzonti. È una condizione che unisce l’uomo nomade e le pecore, animali simbolici, carichi di significati che vanno dal sacro al profano. In questo intreccio di significati, la pecora diventa non solo emblema di un'antica tradizione, ma anche tela vivente per l’espressione artistica.
Nasce così “SHEEP ART, ARTE IN TRANSUMANZA”, una collezione d’arte itinerante curata da Filippo Lotti che celebra i 20 anni di Forme d’Arte, l’azienda toscana di Paolo Piacenti, che ha saputo unire il suo amore per il formaggio con la passione per l’arte. Dal 1999, Piacenti seleziona e affina formaggi di altissima qualità, spaziando dai pecorini ai “mucchini”, dai caprini ai formaggi di bufala. Ogni prodotto è una storia a sé, una testimonianza di tradizione e ricerca continua della perfezione. Ma per Paolo Piacenti, cresciuto in un ambiente permeato dall’arte, questo non era sufficiente. Così è nato il progetto “Sheep Art - Arte in Transumanza”, dove l’arte figurativa incontra l’arte casearia.

La collezione, composta da 24 opere realizzate da artisti da tutto il mondo - ma uniti dal file rouge della Toscana - su sagome di legno a forma di pecora, è in viaggio, proprio come un gregge in transumanza. E ora, questo insolito e affascinante “gregge” fa tappa in uno dei luoghi più suggestivi di Firenze: il ristorante La Leggenda dei Frati, a Villa Bardini. Dal 3 all'8 settembre, le pecore artistiche troveranno spazio sia nelle sale interne del ristorante, sia all'esterno, nella meravigliosa cornice dei giardini che si affacciano sullo skyline fiorentino.
Non è un caso che la mostra si fermi proprio a La Leggenda dei Frati. La sosta a Villa Bardini rappresenta una tappa fondamentale del viaggio di “Sheep Art - Arte in Transumanza” e La Leggenda dei Frati, guidato dallo Chef Filippo Saporito, diventa il palcoscenico ideale per questa collezione itinerante. Visioni oniriche, miti classici, scorci metropolitani e figure femminili si fondono in un dialogo tra arte, paesaggio e cucina d’autore.
Paolo Piacenti ha sempre respirato arte fin da bambino, crescendo in una casa che era un vero e proprio punto di ritrovo per pittori e scultori. Questo ambiente ha naturalmente alimentato in lui una passione profonda per l’arte, che lo ha accompagnato lungo tutta la sua vita.
Con il passare degli anni, il lavoro ha portato Piacenti a dedicarsi al buon cibo, e in particolare al formaggio, un prodotto ricco di storia e tradizione. Per lui, l’antica arte casearia non poteva che trovare un legame naturale con la pittura, la forma d’arte per eccellenza. È da questa fusione di passioni e dall’amicizia coltivata con alcuni dei più importanti artisti della pittura contemporanea, molti dei quali legati alla Toscana, che è nato il suo sogno: Forme d’Arte, una piccola produzione di formaggi unici per gusto e immagine.
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Dopo quasi vent’anni di degustazioni e presentazioni dei suoi formaggi durante i vernissage degli amici artisti, Piacenti ha sentito l’esigenza di fare qualcosa di più, un omaggio a tutto ciò che ha realizzato grazie al supporto di questi artisti. Da qui è nato il progetto di un "gregge di opere" da portare in giro per il mondo. Insieme all’amico e consigliere di sempre, Fabio Calvetti, Piacenti ha sviluppato l’idea, ma mancava ancora una figura chiave: un curatore capace di trasformare il sogno in realtà.
Quando ha chiesto a Filippo Lotti di diventare il “pastore” di questo gregge artistico, l’entusiasmo di Lotti è stato travolgente. Lotti ha selezionato e coinvolto altri artisti, oltre a quelli già legati a Forme d’Arte, ampliando il progetto con l’aggiunta di fotografi che hanno saputo interpretare le opere e i pittori in modo innovativo.
Oggi, il “gregge” è pronto per la transumanza.
Già dal packaging si vede che Rirò è diverso da qualsiasi altro vino rosso. La bottiglia bianca, con un design moderno, anticipa l’innovazione che si cela all’interno. Questo vino, nato nella storica cantina toscana Barbanera e presentato dal Gruppo Italian Wine Brands, è pronto a rivoluzionare il modo di bere la Toscana.
Rirò nasce con le promessa di diventare l'aperitivo Rosso Italiano, uno status da legare ad un nome semplice, moderno e di impatto. Come esistono numerosi cocktail da aperitivo a base di vino bianco e spirit, così la famiglia Barbanera ha avvertito la necessità di produrre un rosso capace di colmare questo gap nell’offerta. Una scelta che vuole intercettare una domanda sempre più importante e curiosa nel settore aperitivi con un prodotto made in Tuscany e, gettare le basi per un futuro Spritzrirò, a testimonianza della versatilità di questo vino rosso.

Rirò rappresenta quindi un prodotto nuovo, pensato per intercettare questo trend positivo con ad un vino giovane e accattivante, che grazie al suo stretto legame con il mondo della mixology è in grado di ripensare l’aperitivo in una veste, rossa, moderna e cool. Si presenta sotto forma di un rosso senza stagione, pensato sia per essere bevuto freddo grazie alle sue note fresche e vivaci sia all’interno di particolari miscele. L’etichetta è infatti ideale per essere utilizzata come base all’interno di cocktail differenti, siano essi drink estivi o invernali.
Nascono così alcuni drink che spaziano da preparazioni più semplici come il Summer Rirò (Rirò, chinotto, una fetta di arancio e una foglia di menta) o il Fruit Rirò (Rirò, dadi di pesca e ghiaccio) ad altre più complesse. Tra queste ultime rientrano il Passion Rirò, preparato con succo al Passion Fruit, vino e Acqua limone e menta, o il Pink Rirò, con pompelmo rosa, vino e china Martini. Altre miscele capaci di rievocare sapori tipici dell’aperitivo all’italiana sono sicuramente il Bitter Rirò, in cui spiccano i sapori del lampone e arancio pestato uniti a vino, chinotto e sciroppo di zucchero, o il Cherry Rirò, che vede l’utilizzo del rabarbaro, dello sciroppo di zucchero e della ciliegia al maraschino.
Ha portato la sua visione di cucina peruviana a Firenze nel 2022, quando ha aperto il suo primo ristorante in un piccolo locale a Novoli, prima di trasferirsi nell'attuale sede in via Maragliano. Il suo ceviche - da urlo - ha fatto presto il giro della città e oggi approda in uno dei rooftop bar più belli di Firenze. Stiamo parlando dello chef Francy Salazar e del suo nuovo pop-up restaurant al The Social Hub Firenze.

Un’esperienza immersiva nella cucina peruviana, dove i piatti tradizionali peruviani incontrano tecniche contemporanee: questa è la proposta dello Chef Francys Salazar che, a partire dal 1° settembre, per tutto il mese, sarà possibile trovare anche sulla terrazza di The Social Hub in Viale Lavagnini 70-72. Il pop-up del ristorante Sevi offrirà agli ospiti la possibilità di degustare sapori di luoghi lontani in chiave moderna, circondati dalla vista sullo skyline fiorentino.
Nel menu i grandi cavalli di battaglia di SEVI. Primo fra tutti il ceviche, sia nella versione classica che mista, caratterizzata dalla combinazione di polpo e totano insieme al pescato del giorno. Il menu propone anche una serie di piatti dello chef dove emerge la sua visione contemporanea della cucina peruviana, quali i Sevi Tacos, il Polpo anticuchero, il Polpo al panko, oltre a una selezione di dolci che valorizzano i sapori distintivi dei frutti tropicali.

Per completare l’esperienza, il Bar Team di The Social Hub ha creato una drink list, composta di cinque signature cocktail in pairing con le proposte dello chef, come il Bad Kingdom, a base di pisco infuso alla cannella e anice, green chartreuse, limone, zucchero, soda.
Musica dal vivo e DJ set animeranno il pop-up che ospiterà le performance di Arianna Moon e del Duo Gascoigne in alcune serate speciali. Di seguito il calendario degli appuntamenti:
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