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Freelance under 30 con il chiodo fisso del mangiare e bere bene. Estremamente curiosa, cresce una nuova generazione di enotecnici fiorentini trasmettendo il suo entusiasmo con la penna e tra i banchi di scuola.
Le ragioni per bere alcolici sono tante e varie, ma lo sono altrettante quelle che portano sempre più persone a scegliere di concedersi un mocktail. E se questi sono gli anni in cui iniziano a spuntare negli scaffali della GDO e dei cocktail bar sempre più distillati low e NO ABV, il gruppo scozzese William Grant & Sons sta al passo lanciando una nuova generazione di bevande analcoliche. E chi degli meglio di Lesley Gracie, Master Distiller dell’iconico Hendrick’s Gin, poteva crearle?
William Grant & Sons presenta così Atopia, la gamma di distillati premium ultra low alcol.

Atopia Spiced Citrus è un distillato di arancia, ginepro, coriandolo, radice di angelica e limone. Gli infusi vengono distillati in un Pot Still di rame con le botaniche naturali per poi essere miscelati con aromi naturali di fiori d'arancio, assenzio e spezie. È ricco di note rinfrescanti di agrumi e spezie, in un intrigante equilibrio gustativo tra la morbidezza e la percezione botanica, la nitidezza degli aromi e la profondità. La sua gradazione alcolica è dello 0,5% ABV: non può quindi essere definito un gin, quanto uno spirit.

Atopia & Tonic si prepara miscelando 50 ml di Atopia e 150 ml di acqua tonica di prima qualità. Va servito con molto ghiaccio e con una fetta d’arancia.
Atopia Spiced Citrus Spritz si prepara con 50 ml di Atopia cui vanno aggiunti 100 ml di limonata gasata. Si serve con molto ghiaccio con una rondella di limone e foglioline di menta.

Atopia Hedgerow Berry è un analcolico premium a base di bacche di siepe, creato grazie all’expertise dei pluripremiati Master Distillers a partire da ingredienti e aromi naturali. La freschezza delle bacche, arricchita da note di rosa canina e sentori speziati, lo rendono ideale per la miscelazione con acqua tonica, con lamponi e foglioline di menta come guarnizione.

Atopia Rhubarb And Ginger è un analcolico premium a base di rabarbaro e zenzero. La freschezza succosa del rabarbaro e il calore delicato dello zenzero lo rendono ideale per la miscelazione con acqua tonica, con una fetta di pompelmo rosa per guarnire.

Firenze a metà Ottocento è in pieno fermento. Tra la nascita di nuovi movimenti politici e culturali e gli stravolgimenti urbani dovuti al passaggio a capitale d’Italia, in città iniziano a nascere nuovi spazi d’incontro, che pian piano sostituiscono le osterie. Stiamo parlando dei Caffè Letterari. Tra i tavolini artisti, scrittori e filosofi si incontrano per scambiarsi idee e dar vita a nuove correnti artistiche e dibattici politici. È l’ascesa della borghesia.

Siamo stati insieme a Ricomincio da Firenze (organizzazione che si occupa di insoliti tour alla scoperta del territorio) a fare un Tour dei Caffè Storici di Firenze, per scoprirne tutti i segreti. L’evento si è tenuto durante la Florence Cocktail Week 2023, manifestazione dedicata al bere miscelato di qualità organizzata da Paola Mencarelli.
È all’indomani dei moti del 1848 che nasce in via Larga n.21, oggi Via Cavour, il primo e uno dei più importanti caffè storici e artistici-letterari dell’epoca. Si tratta del Caffè Michelangiolo, vero e proprio crocevia di artisti e intellettuali. Fu qui che alla fine degli anni Cinquanta prese vita il movimento dei macchiaioli. Cruciale fu la sua posizione strategica, a due passi dalla Reale Accademia di Belle Arti e dalla Biblioteca Marucelliana.
Via larga divenne la principale direttrice di Caffè Letterari dell’800, che conobbero il boom dopo il 1865, anno in cui Firenze divenne capitale d’Italia. Seguendo le orme di Parigi, negli anni ’60 nacquero tantissimi nuovi caffè. Se prima di Firenze capitale se ne contavano 19, dopo qualche anno il numero salì a 117.

Non tutti però erano frequentati a scopo intellettuale. Il Bottegone, ad esempio, aperto qualche anno prima dell’Unità d’Italia in una delle zone nevralgiche della città (di fronte al Duomo e nelle vicinanze del Teatro Niccolini) era un luogo di svago, frequentato assiduamente da D’Annunzio e Collodi, dove giocare a dama o bere liquori e vermouth. Dall’altro lato della strada sorgeva il piccolo Caffè La Rosa, dove fermarsi per un caffè veloce prima di andare alla stazione, seguito poi dal Caffè La Rosina, aperto dall’altro lato della piazza (attuale Irish Pub) dai camerieri per fare un dispetto al proprietario. C’era poi Caffè Scudieri (ex Caffè Italia), che si trovava qualche metro più avanti, a ridosso del battistero. Con l’avvento di Firenze Capitale e le importanti trasformazioni urbanistiche, i palazzi della zona furono smantellati e traslati più addietro.
Un caffè storico frequentato dall’aristocrazia era invece Caffè Doney, chiamato anche Caffè delle Colonne. Qui cenarono Mussolini e Hitler durante il loro incontro a Firenze. Superfluo spiegare perché fu scelto come ambientazione del film Un tè con Mussolini.
Arrivando in Piazza della Repubblica troviamo Caffè Concerto Paszkowski, nato nel XIX secolo come birrificio polacco del ghetto ebraico. Nel 1903 fu poi riqualificato, affermandosi come importante Caffè Letterario. Oggi è uno dei caffè storici più famosi di Firenze insieme alle Giubbe Rosse (uno dei più famosi ritrovi letterari del ‘900 e culla dei futuristi, al momento chiuso) e a Caffè Gilli.

Non tutti sanno che Caffè Gilli venne aperto nel 1733 dallo svizzero Luigi Gilli nell’attuale sede di Victoria Secret, in via dei Calzaiuoli. È la più antica caffetteria di Firenze e d’Europa dopo Caffè Florian di Venezia. Nato come “Bottega dei Pani e dei Dolci”, Gilli si trasferisce in Piazza della Repubblica solo nel 1917, attuale sede del Caffè. Oggi, il locale è conosciuto in tutta Firenze e in tutto il Paese per un suo must: il Negroni. Luca Picchi, bar manager di Gilli, è riconosciuto infatti come l’esperto mondiale dell’amatissimo cocktail, nato proprio a Firenze a inizi Novecento. La storia del Negroni è raccontata da Luca Picchi nel libro “Sulle tracce del conte. La vera storia del cocktail Negroni”.
Ma come nasce il Negroni?
Da Caffè Casoni a Cavalli, il civico 10 rosso di Via della Spada per i fiorentini ha avuto sempre e solo un nome: Caffè Giacosa. È qui che, nel 1920, il Conte Camillo Negroni, grande amante del bere miscelato, “inventò” il celebre cocktail. Chiese al barman del locale di modificare l’Americano, aggiungendoci del gin. Il risultato fu amatissimo ed il resto è storia.
L’antica giostra di Piazza della Repubblica corre allegra e colorata. Siamo nel centro storico di Firenze, in uno dei Locali Storici d’Italia, Caffè Concerto Paszkowski. Dietro il bancone Luca Manni, lo “sceriffo”, shakera e versa, emulsiona e mixa. Tra velluti e cordial, cagliature e cotture sottovuoto, il percorso di ricerca e sperimentazione del team ha dato vita a dodici evoluzioni presentate nella nuova drink list “PZK 2.0”. I nuovi cocktail di Caffè Concerto Paszkowski vogliono omaggiare i grandi classici della miscelazione, rivisitati con le più moderne tecniche di preparazione.

“Seguiamo con particolare attenzione la stagionalità̀ dei prodotti con uno sguardo sempre attento ai nuovi trend e alle nuove tendenze della liquoristico nazionale ed internazionale, il tutto senza mai dimenticare l’importanza del lato estetico del cocktail”, spiega Luca Manni, “il nostro stile è la nostra firma, contemporanea e minimale...ma non così tanto!”
Dodici cocktail, dunque, presentati in un menù dalla grafica fresca e geometrica.

Si parte dal minimal El Mexicano, con una garnish essenziale e il sapore affumicato, reso morbido e leggermente cremoso dallo yogurt alla vaniglia, fino ad arrivare a cocktail più gastronomici come il Wasabana Bliss, a base Bulleit Bourbon Whisky che gioca con il contrasto dolce-piccante della banana e del wasabi.
La firma di Luca Manni e del suo staff, formato da Antonio Sciortino, Enea Pappalardo, Davide Nasti e Damiano Cappellini, si fa sentire anche nel Pzcool Martini. Una rivisitazione dai toni sapidi, con un bottone fatto di cocomero infuso per osmosi nella salamoia delle olive. Presente anche nella nuova drink list “PZK 2.0” il grande classico della miscelazione fiorentina, ripensato dal Caffè Concerto Pazkowski: Negroni, che passione!. Gin’s Tuscany, Baldoria Red Dry Vermouth, Bitter Santoni e Passion Fruit danno vita ad un cocktail morbido, più beverino e meno bitter del classico Negroni.

A chiudere, un signature che conquisterà il cuore dei fiorentini: il Daiquiri cromatico a base gin e rum con bitter homemade al cardamomo e sciroppo di sale. L’effetto “wow” è dato dal butterfly pea flower che, a contatto con il sorbetto al limone, dona un bellissimo colore viola.

In abbinamento alla proposta della nuova drink list di Caffè Concerto Paszkowski, il nuovo chef Francesco Gentile presenta deliziosi finger food in un gioco di affinità di sapori e contrasti.
Ph: Michele Tamasco
Tre esposizioni ed un solo biglietto per immergersi in un viaggio che attraversa l’arte barocca fino ad arrivare ad una coinvolgente installazione multimediale. L’evento, organizzato da Mediatica e patrocinato dal Comune di Noto Assessorato alla Cultura, celebra l’arte a 360° in un percorso che si articola lungo tre mostre: “Il Barocco è Noto”, “Terra e Cielo” e “Pop Garden”. Noto, capitale del Barocco e patrimonio Unesco che ha celebrato da poco il ventennale dell’iscrizione nelle World Heritage List delle città tardo barocche del Val di Noto continua a disegnare la sua visione nitida di città d’arte.

Inedita per la Sicilia la mostra ripercorre la nascita della pittura barocca e il suo sviluppo attraverso una selezione di dipinti che radunano alcuni tra i più grandi artisti di quell’epoca, ma anche opere provenienti da collezioni private che regalano nuove scoperte. Un viaggio tra pittura sacra e pittura profana, nature morte e ritratti con le pennellate di Caravaggio, Guido Reni, Rubens, Jusepe de Ribera, Antoon van Dyck, Luca Giordano, Pietro da Cortona, Mattia Preti e tanti altri capolavori che fanno immergere totalmente il visitatore nel mondo della pittura barocca. Gli stucchi, i fregi, le imponenti e dolci architetture disseminate sul territorio avevano necessità di una lettura che esondasse anche nell’arte proponendo la pittura nella sua massima espressione in ambienti diversi” afferma il produttore, Gianni Filippini. L’esposizione è curata dal Prof. Pierluigi Carofano e da un autorevole Comitato Scientifico.

La seconda mostra, dal titolo “Terra e Cielo” (a cura di Alessandro Pinto), esplora il rapporto tra uomo e natura attraverso 15 opere inedite dello scultore siciliano Giuseppe Agnello. L’autore esprime la possibile armonia tra i due elementi attraverso la commistione di differenti materiali: gesso, sale, alabastro e terra si fondono con elementi mimetici come rami e boccioli, mentre la figura umana si fa tramite in un tentativo di armonia.

La terza mostra, “Pop garden”, è un’installazione immersiva, multimediale e multisensoriale dove lo spazio e il tempo non hanno confini. Il visitatore è proiettato in un giardino pop tra video-mapping, installazioni luminose e musica rock. Uno spazio fluido rivestito di specchi, luci abbaglianti, musica rock e fiori che magicamente si colorano a tempo di musica. Dedicata all’infiorata di Noto che celebra la sua 44 esima edizione nel 2023 la mostra è curata da Art Media Studio di Firenze che ha realizzato le principali installazioni nelle grandi mostre disseminate in Italia.

Aprile, maggio, giugno 2023: dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 20.00 (ultimo biglietto alle 19.00), sabato e domenica dalle 10.00 alle 21.00 (ultimo biglietto alle 20.00).
Luglio, agosto e settembre 2023: dal lunedì alla domenica dalle 10,00 alle 24,00 (ultimo biglietto alle 23,00).
Ottobre 2023: dal lunedì alla domenica dalle 10,00 alle 20,00 (ultimo biglietto alle 19,00).
Tutti con il naso nel Glencairn, ad assaporare le note fruttate e torbate del distillato di malto più amato al mondo. Gli amanti del whisky a febbraio hanno avuto la possibilità di assaggiare le migliori etichette al mondo durante due eventi, andati in scena ad appena una settimana di distanza.

Il primo evento dedicato al whisky e a tutto ciò che gli ruota intorno si è svolto a Firenze. Si è trattato della prima edizione fiorentina della Whisky Week, la kermesse itinerante organizzata da Whisky Club Italia. Dal 13 al 19 febbraio la città del David è stata teatro di una serie di appuntamenti imperdibili per appassionati e curiosi. Masterclass, degustazioni, cene, food pairing e approfondimenti che hanno coinvolto i principali cocktail bar e ristoranti fiorentini.
Il momento clou della Whisky Week fiorentina è arrivato però nel fine settimana. Sabato 18 e domenica 19 febbraio il Tuscany Hall ha fatto da cornice a diversi momenti di approfondimento per gli amanti del distillato. Oltre 500 tra i migliori assaggi di whisky provenienti da Scozia, Irlanda, Stati Uniti, Giappone e Italia, con masterclass a rotazione e un banco d’assaggio dedicato al Saké. Sabato durante la Whisky Week si è festeggiato anche la fine del carnevale, con tante persone vestite a tema, musica dal vivo e delle mascherine nere consegnate all’ingresso insieme ai token e al bicchiere da degustazione.

Il secondo appuntamento a tema whisky si è svolto invece nella capitale, con la XI edizione del Roma Whisky Festival, andato in scena sabato 25 e domenica 26 febbraio al Salone delle Fontane. Una grande festa per produttori, operatori del settore e whisky lovers che hanno avuto l’occasione di scoprire centinaia di prodotti in degustazione e acquistare i preferiti nello shop dedicato.
La grande novità di questa edizione del Roma Whisky festival è stato l’ingresso di altri “brown spirits” quali cognac, armagnac, brandy e rum, per non lasciare il “re dei distillati” come unico protagonista. Grande spazio è stato lasciato anche alla mixology: ORO Whisky Bar, il bar romano di Viale Giotto interamente dedicato al whisky, si è spostato per l’occasione dentro il Salone delle Fontane per arricchire le due giornate di festival.

Nel corso della due giorni sono andate in scena oltre 20 masterclass dedicate ad esperti e neofiti, così come numerosi corsi per principianti (ABC del Whisky) per avvicinare i curiosi al mondo del distillato.
“Dopo la prima edizione post pandemia – ha dichiarato lo stesso Andrea Fofi, direttore artistico della kermesse - la nostra squadra, come la nostra sete di Whisky, è tornata in maniere preponderante. Siamo felici e desiderosi di accogliere dopo 11 anni i tanti visitatori, che ogni anno arrivano alla due giorni di festa, in questo evento dedicato al bere responsabile”.
Amaro Santoni ha Firenze nella propria essenza così come nelle proprie forme. Racchiude in sé l’immaginario di una passeggiata estiva tra le vie della città e lo esprime attraverso il colore, i profumi e i sapori. Ad ogni sorso si è trasportati in mondo ricco di fascino ed eleganza.
Il suo sapore è caratterizzato da note agrumate, dalla foglia di olivo, dal fiore d’iris (simbolo stesso della città) e, soprattutto, dal rabarbaro (commerciato nelle botteghe degli speziali del centro storico fin dal Rinascimento). La parte superiore della bottiglia, poi, si ispira allo splendore architettonico della cupola di Santa Maria del Fiore, progettata da Brunelleschi nel 1436, per onorare lo skyline iconico della città.

Un prodotto realizzato esclusivamente con l’infusione di ingredienti naturali, ispirato a una delle ricette più intime e personali di Gabriello Santoni, creata nel 1961. Icone già ai tempi della Dolce Vita Felliniana, i liquori della famiglia Santoni sono un simbolo dell’italian lifestyle. E quale location migliore della maison Gucci per celebralo?
Amaro Santoni è approdato a Gucci Giardino 25 per una night shift con Simone Caporale (considerato uno dei massimi esponenti del bartending internazionale e ambasciatore del marchio) e Luca Missaglia (tra i più affermati consulenti per lo sviluppo di progetti nel mondo degli spirits). Una serata all’insegna della miscelazione per promuovere un modo nuovo di bere, che va oltre il solito concetto di “aperitivo”.

Dietro al bancone del cocktail bar, in pieno centro storico di Firenze con dehors sulla suggestiva Piazza della Signoria, Amaro Santoni ha sfoggiato tutta la sua scintillante versatilità.
La drink list si apre con Santoni Garibaldi (Amaro Santoni, Pink Grapefruit Juice & Muyu Chinotto) per proseguire verso un freschissimo Santoni Spritz con Amaro Santoni, Watermelon & Fino Sherry. Simone Caporale celebra poi Firenze con un twist sul Negroni: il Santoni Negroni Rosa a base Amaro Santoni, Gin e Vermouth Rosè. Per finire, un must. Il Santoni Paloma, con Amaro Santoni, Grapefruit Soda & Mezcal.

Rabarbaro Cinese, Fiore d’iris, Foglia di olivo, Rosa, Fiori di sambuco, Ginseng, Pepe, Cardamomo, Noce moscata, Chiodi di garofano, Menta, Arancia dolce, Arancia amara, Cumino, Carciofo, Coriandolo, Melissa, Salvia, Angelica radice, Rosa canina, Tiglio, Assenzio romano, China, Lavanda, Karkade, Cassia, Galanga, Quassio, Centaurea, Genziana, Ginepro, Zenzero, Alloro, Finocchio selvatico.

SANTONI SHEKERATO
4 PARTI SANTONI
SANTONI & TONIC
2 PARTI SANTONI
4 PARTI ACQUA TONICA
SANTONI SPRITZ
2 PARTI SANTONI
3 PARTI PROSECCO
1 PARTE SODA
SANTONI AMERICANO
2 PARTI SANTONI
1 PARTE VERMOUTH ROSSO
4 PARTI SODA
SANTONI NEGRONI
1 PARTE SANTONI
1 PARTE VERMOUTH ROSSO
1 PART GIN

Soffici e profumati, i pancake sono il must di ogni colazione. La miriade di farciture possibili mette d’accordo grandi e piccini: dal bacon allo sciroppo d’acero, dalla crema alle nocciole al salmone, i pancake stanno bene con tutto e suscitano buonumore solo a pensarli. Ecco qualche curiosità e otto ricette per iniziare la giornata con il piede giusto.

Durante il Pancake Day (martedì 21 febbraio), in Inghilterra si tengono diverse gare in cui le persone si sfidano a correre con in mano una padella contenente un pancake. Una tradizione nata nel 1445 e che vive ancora oggi.
I partecipanti alla corsa Better Bankside Pancake Race, ad esempio, sono obbligati a correre con una padella piena di pancake in mano: tra loro, vince chi riesce a raggiungere il traguardo con più di un terzo del dolce integro. Oppure c’è la Great Spitalfields Pancake Race, in cui i partecipanti si trasvestono con abiti fantasiosi e corrono per le strade di Brick Lane per vincere una padella incisa. Infine, la Parliamentary Pancake Race che mette squadre di parlamentari, lord e giornalisti in competizione fra loro.

Ma le sfide e le attività ludiche a tema pancake sono le più diverse. A Londra, ad esempio, The Breakfast Club, una catena di locali famosi per la prima colazione, ogni anno organizza la Pancake Challenge, una gara per veri e propri pancake lovers durante la quale ciascun partecipante è sfidato a mangiare 12 pancake in 12 minuti. Online impazza la moda per la Pancake art challenge, in cui ci si sfida a realizzare disegni e decorazioni con la pastella, o la “flip challenge” che consiste nel far roteare il pancake in aria.
L’origine del Pancake Day? Leggenda narra che una signora inglese, proprio durante il Martedì Grasso, stesse preparando i pancake nella sua cucina, quando, improvvisamente, sentì il suono delle campane a richiamare i fedeli in Chiesa: pur di non tardare all’appuntamento corse fuori velocemente, il grembiule ancora indosso e la padella nella mano. Ma i pancake continuavano a cuocersi col calore della padella. Quindi la signora, per evitare che bruciassero, li fece saltellare per aria durante tutto il tragitto: ecco come nasce la tradizione del Pancake Day e delle competizioni che caratterizzano questa giornata, le Pancake Race.

Mulino Bianco ha ideato otto ricette per festeggiare il Pancake Day in modo originale e creativo. Otto diverse farciture pensate per la loro linea di pancake già pronti per essere riscaldati, ma ideali anche per quelli fatti al momento.
DOSI PER 2 PERSONE – 1 PANCAKE A PERSONA
PANCAKE CON CARDAMOMO, CREMA DI MANDORLE E CHICCHI DI CAFFÈ
Il piatto perfetto per una colazione nutriente ed originale. Una ricetta ideale per sperimentare una novità a colazione.
Ingredienti:
5 bacche di cardamomo
60 g Crema di mandorle
2 Pancakes
q.b. Chicchi di caffè
Procedimento:
Amalgamare bene la crema di mandorle per renderla più omogenea e fluida, poi versarla sul Pancake scaldato in padella. Prendere le bacche di Cardamomo per aggiungerle a pioggia sul Pancake.
Decorare il piatto con i chicchi di caffè e, prima di servire, aggiungere i semini di cardamomo.

PANCAKE CON COMPOSTA DI MIRTILLI E MORE, AVENA IN FIOCCHI E SPUMA DI RICOTTA
Una ricetta semplice e veloce da realizzare, ideale per una colazione prima dello sport e di un allenamento.
Ingredienti:
30 g Avena
2 Pancakes
40 g Composta di mirtilli e more
100 g Spuma di ricotta
Procedimento:
Per prima cosa scaldare in padella il Pancake, poi spalmare sulla superficie la composta di mirtilli e more. Montare la ricotta con una frusta aggiungendo un cucchiaino di composta per dare colore. Prendere la spuma di ricotta e i fiocchi d’avena per aggiungerli al Pancake. Mettere il tutto in un piatto da portata e servire.
Possono essere usate un altro tipo di composta, come quella alle fragole o alle ciliegie, saranno perfette e si sposeranno bene con tutti gli altri ingredienti.

PANCAKE CON MARMELLATA DI ALBICOCCHE, RICOTTA, CANNELLA E CACAO AMARO IN POLVERE
Una ricetta simile alla cheesecake, che ricorda un dessert, ideale per stupire tutti a colazione.
Ingredienti:
2 Pancakes
40 g Marmellata di albicocche
40 g Ricotta
2 cucchiaini Cannella
q.b. Cacao amaro in polvere
Procedimento:
Prendere la ricotta e rendere la sua consistenza uniforme. Poi spalmarla bene su tutta la superficie dei Pancake scaldati in padella. Ora prendere la marmellata di albicocche e posizionarla al centro del Pancake, sopra alla ricotta. Decorare con le polveri, un po’ di cannella e un po’ di cacao amaro, una fogliolina di menta per guarnire… e il gioco è fatto!

PANCAKE CON SALSA AI CACHI, MANDORLE, MOUSSE ALLO YOGURT E SCAGLIE DI CIOCCOLATO FONDENTE
Una ricetta ricca e originale, dai sapori autunnali, perfetta per una colazione innovativa.
Ingredienti:
2 Pancakes
1 cucchiaio Mandorle
60 g Salsa ai cachi
30 g Mousse allo yogurt
10 g Cioccolato
Procedimento:
Prendere la salsa al cachi e spalmarla bene sul Pancake scaldato in padella. Aggiungere la mousse allo yogurt e posizionarla al centro, sopra alla salsa ai cachi. Tagliare o spezzettare le mandorle su un tagliere con un coltello. Prima di servire, realizzare qualche scaglia di cioccolato per farla cadere sul pancake.
Per rendere il tutto ancora più cremoso fondere il cioccolato a bagnomaria, oppure variare un po’ scegliendo dell’altra frutta secca a piacere.

PANCAKE CON YOGURT GRECO, MANDORLE, SCORZA DI LIME E COCCO A FETTE
Ideale per una prima colazione rinfrescante, originale e leggera.
Ingredienti:
2 Pancakes
100 g Yogurt greco
1 cucchiaio Mandorle
1 Lime intero
1 cucchiaio Cocco disidratato a fette
Procedimento:
Prendere lo yogurt greco e versarlo sul pancake. Ora prendere le mandorle, tagliarle a pezzetti o a scaglie con un coltello e metterle a pioggia sul Pancake scaldato in padella. Con un grattugino, raschiare qualche pezzo di scorza di lime e adagiare sul Pancake insieme al cocco a fette.
Per una variante di questa ricetta può essere usato anche lo yogurt bianco magro oppure lo yogurt di soia, e al posto del lime è possibile mettere le scorze di limone.

PANCAKE CON CREMA DI ZUCCHINE, PINOLI TOSTATI, PROSCIUTTO COTTO E CURCUMA
Una ricetta gustosa dal sapore orientale, ideale per una colazione salata o un brunch in compagnia.
Ingredienti:
2 Pancakes
40 g Crema di zucchine
5 g Pinoli
q.b. Curcuma
2 fette Prosciutto cotto
Procedimento:
Realizzare la crema di zucchine, precedentemente bollite, con un mixer o un frullatore di zucchine, aggiustando di olio, sale e pepe. Scaldare i Pancake in padella, poi spalmare sulla superficie la crema di zucchine. Prendere il prosciutto e adagiarlo sui Pancake, prendere i pinoli e spargerli a pioggia sul piatto. Aggiungere un pochino di curcuma in polvere, poi servire.
Al posto delle zucchine, per realizzare la crema è possibile usare anche le melanzane. E al posto del prosciutto cotto è possibile optare per il crudo!

PANCAKE CON AVOCADO E UOVO SODO, POMODORINI E MIX DI SEMI
Un piatto fresco ed estivo, che ricorda gli avocado toast americani…ma in versione Pancake! Una ricetta ideale per un brunch sostanzioso o per un pranzo rapido.
Ingredienti:
2 Pancakes
6 Pomodorini
Mezzo Avocado
2 Uova sode
10 g Mix di semi
Procedimento:
Far bollire le uova per circa 7 minuti. Nel frattempo, togliere la buccia all’avocado e tagliarlo a cubetti. Poi sciacquare i pomodorini e tagliarli a metà. Scaldare in padella il Pancake e aggiungere l’avocado, i pomodorini e le uova sode. Ultimare il piatto con il mix di semi, poi servire.
Aggiungere alla ricetta un po’ di yogurt greco o di formaggio spalmabile per rendere il pancake ancor più cremoso.

PANCAKE CON SPINACI SALTATI, FORMAGGIO SPALMABILE E SALMONE AFFUMICATO
Un piatto originale perfetto per stupire i propri ospiti, ideale anche per chi fa attività fisica.
Ingredienti:
40 g Spinaci saltati
20 g Formaggio spalmabile
2 Pancakes
2 fette Salmone
Procedimento:
Saltare in padella gli spinaci con olio e sale e scaldare in una padella antiaderente i Pancake.
Prendere i Pancake caldi e ricoprire con gli spinaci, poi aggiungere le quenelle di formaggio spalmabile. Prendere il salmone e aggiungere al piatto insieme ad una spolverata di pepe. Poi servire la nutriente ricetta con i Pancake, buona e colorata!
Se non si ha il salmone è possibile trasformare la ricetta con i Pancake in una ricetta salata di terra, usando il prosciutto cotto, crudo oppure un po’ di mortadella.

Il gallerista che nel 2018 ha fatto spopolare il fenomeno dell’“art delivery” torna della sua città natale con uno spazio espositivo che intende diventare luogo di riferimento per l’arte nazionale e internazionale. A marzo, in Piazza Rossetti 3r a Genova sta per inaugurare un nuovo salotto culturale dal design ricercato ed essenziale che accoglierà artisti, collezionisti e appassionati, conferendo anche una dimensione estetica più tangibile al percorso imprenditoriale delineato sinora.

Daniele Comelli, giovane imprenditore e art advisor, è figlio di galleristi e da sempre appassionato d’arte. Negli anni precedenti la pandemia ha seguito un’intuizione che si è rivelata vincente: realizzare uno spazio espositivo virtuale e un nuovo modello di galleria online, che portasse direttamente l’arte a casa dei clienti. Apre così la Daniele Comelli Art, una collezione imponente che comprende centinaia di dipinti, sculture e creazioni d’arte digitale di talentuosi artisti, emergenti e già affermati.
Mosso da un’autentica passione per ogni forma d’arte e forte di una conoscenza e padronanza del mestiere, il gallerista Daniele Comelli seleziona ogni anno nuovi artisti da inserire in collezione e da esporre: Banksy, Rubinstein, Marco Battaglini, Gavin Rain. Conquista così il pubblico e la critica del settore con opere uniche, innovative, visionarie e originali.

Oggi Daniele Comelli intensifica il suo ruolo nel settore e diversifica l’offerta, inaugurando la sua prima galleria d’arte“fisica”. La nuova galleria avrà anche una zona lounge, melting point tra edonismo e business. Uno spazio dove fare riflessioni sul mondo dell’arte e parlare di investimenti. Infatti, Comelli ha sempre affiancato al collezionismo anche un’attività di consulenza, aiutando i propri clienti a creare piani d'investimenti specifici nell’acquisizione di opere d'arte, consigliandoli al fine di cogliere le migliori e promettenti opportunità offerte dal mercato.
Un progetto ambizioso che porterà a Genova un nuovo fermento culturale. In attesa dell’inaugurazione a marzo, Comelli si prepara per rappresentare artisti di fama mondiale nelle più importanti fiere e manifestazioni d’arte contemporanea, tra cui il Booming Contemporary Art Show, l’Art Parma Fair e Arte Genova.

InTasca vuole rendere pop l’esperienza di una cucina superiore, ma autentica. Mantenere la genuinità e il calore dello street food tradizionale napoletano e allo stesso tempo darne nuove note, esaltarne l’intensità, far rivivere e riscoprire il sapore di ogni ingrediente, sempre attenti agli equilibri e giocando con le consistenze.

Lo chef stellato Giuseppe Molaro lancia dunque la sfida: portare la cultura e la precisione del fine dining nel mondo dello street food napoletano. Nasce così InTasca, in corso Garibaldi nel cuore di Milano. Un’evoluzione del comfort food partenopeo in cui i prodotti della tradizione sono rivisitati secondo le tecniche dell’alta cucina. Un omaggio dello chef alla sua terra.

Lo chef racconta “Trovo il mondo dello street food estremamente affascinante. Sapori genuini, immediati, potenti, che esprimono tutto il calore, la gioia e la forza della tradizione italiana. Ritengo però che abbia un potenziale ancora inespresso. La mia non vuole essere una rivoluzione, tutt’altro, un’evoluzione per rendere i sapori della tradizione ancora piú incisivi e profondi”.
Da dove si parte? La competenza.
La qualità nasce dallo studio, esperienza e specializzazione. Per questa ragione, InTasca è il primo street food in cui il mondo dell’alta cucina e quello dei lievitati si incontrano e lavorano insieme. Infatti, per gli impasti lo chef si avvale delle competenze di un team di esperti in lievitati. Le farine Molino Pasini, il lievito madre, l’alta idratazione e la lunga maturazione assicurano un impasto leggero, soffice e “ultra” digeribile.

Si passa poi all’idea di fine dining per innovare un mondo troppo spesso legato a riti e non alla conoscenza. InTasca si concentra sulla materia e le tecniche di lavorazione per esaltare il gusto in una forma più̀ pura, esplosiva. Pochi ingredienti ma protagonisti, identitari e bilanciati.
La perfezione nella semplicità́, quasi un richiamo alla formazione nipponica di Molaro, per evocare emozioni e ricordi. Il comfort food dello chef napoletano è precisione, rispetto dei tempi e della materia, creatività́ e soprattutto propensione al gusto senza mai rinunciare all’armonia.

Costante ricerca di equilibrio, leggerezza e digeribilità́. Questi i concetti appressi durante la sua esperienza con il tristellato Heinz Beck e che secondo lo chef è giunto il momento di trasferire allo street food.
Così da InTasca anche una pausa veloce e “senza impegno” diviene un’esperienza di gusto unica. E per esaltare questa sosta tra sapori, equilibri e giochi di consistenze, lo chef abbina ai suoi fritti lo champagne dei migliori vignaioli indipendenti Récoltant-Manipulant.
Uno street food d’autore con cui lo chef rompe la barriera che da sempre esiste tra alta cucina e comfort food napoletano.
Se ami la mixology e il mondo degli spirits, ti indirizziamo noi nel posto giusto. Quest'anno tra i main sponsor della tre giorni Identità Golose Milano 2023 figurano due aziende storiche, che hanno in comune il fatto di essere realtà familiari radicate nel territorio, con una forte filosofia comune e un rapporto che dura da cinquant’anni. La Velier è un’azienda familiare genovese che fin dalla sua nascita, nel 1947, si occupa di importazione e distribuzione di distillati, liquori e vini, con grande attenzione alla qualità e una reale passione per la divulgazione.

Fondata nel 1818 a Mareuil-sur-Ay, la Maison Billecart-Salmon nasce dal matrimonio tra Nicolas François Billecart ed Elisabeth Salmon e ancora oggi, dopo sette generazioni, rimane fedele all’impegno di puntare all’eccellenza nella produzione di champagne tra i più riconosciuti e apprezzati al mondo.
In particolare, per la Velier si tratta di un ritorno a casa, dato che è stata tra i primissimi partner delle prime Identità Golose, ed è legata grazie a una amicizia di vecchia data a Paolo Marchi, co-fondatore di Identità.
Nella cornice del Mi.Co. di Milano, Velier e Billecart-Salmon saranno presenti con uno stand monumentale e scenografico, strutturato su quattro facce.
Ai lati due champagne bar della Maison Billecart: qui sarà possibile degustare il Brut Réserve, l’iconico Rosé e il nuovo Blanc de Blancs millesimato, creato appositamente per il Cinquantesimo anniversario della relazione con Velier.

La zona distillati sarà animata da un’interpretazione poliedrica del ricco catalogo Velier, presente con oltre 300 distillati: ci saranno una cocktail list di 20 cocktail, studiata appositamente per l’evento, e la Daiquiri Machine; ci sarà inoltre uno spazio interamente dedicato alla bevuta meditativa, con i migliori premium spirits provenienti da tutto il mondo, da degustare nel nuovo bicchiere Gargano-Neisson.
Sempre presso l’area bar è prevista una guest shift con i bartender di alcuni tra i migliori locali di Milano, che si alterneranno ogni giorno dalle 13.00 alle 15.00 con questo ordine: sabato il Dhole Bar, domenica il Percento Lab e lunedì il Rita Cocktails, che celebra il ventennale della sua attività.

A Identità Golose Milano avrà un ruolo da protagonista anche il mondo delle Triple A, che nel 2023 festeggia il ventesimo anno della sua creazione: allo stand sarà possibile trovare la Carta dei vini irrinunciabili per il mondo della ristorazione – circa una quarantina -, insieme a una selezione di vini fortificati artigianali e ad alcune gemme gastronomiche della selezione Virgin Velier, che includono il cioccolato Corallo e la pasta Fabbri. E proprio Giovanni Fabbri sarà presente domenica 29 alle 18.00, rendendosi protagonista di una spaghettata d’eccezione, che verrà servita insieme al Daiquiri.
Tra le novità di Identità Golose Milano 2023 ci sarà il Premio Radici nel Futuro Billecart-Salmon, che nasce dal legame di lunga data tra la Velier e il mondo dell’alta ristorazione.

L’obiettivo è quello di premiare i ristoranti in grado di esprimere l’unione indissolubile tra la solidità della tradizione familiare e la passione per la ricerca e l’innovazione culinaria.
Un obiettivo, dunque, perfettamente in linea con gli ideali di Billecart-Salmon, ultima tra le grandi Maison a mantenere una gestione familiare riuscendo nel contempo a innovare a più riprese il mondo dello champagne. Il premio sarà consegnato domenica 29 alle 16.20 presso l’Auditorium da Luca Gargano, Presidente della Velier.
Da undici anni, nel programma di Identità Golose trova spazio una giornata interamente dedicata a esplorare le nuove frontiere della pizza contemporanea: si tratta di Identità di Pizza, che si svolgerà lungo tutta la giornata di sabato 28 gennaio.

Otto tra i migliori maestri pizzaioli del mondo saranno presenti con le loro creazioni, e saranno proprio gli champagne Billecart-Salmon ad accompagnarle, con abbinamenti sorprendenti che confermeranno la creatività di quello che viene definito il Re dei vini.
Appuntamento irrinunciabile del congresso è la sezione dedicata al bere miscelato: Identità Cocktail. La Velier sarà presente lunedì 30 alle 13,15 con un seminario tenuto dal nostro mixology manager, Angelo Canessa, dedicato ai marks di Hampden Estate, una delle distillerie più antiche della Giamaica e vero tesoro nel mondo del rum.

Per ogni mark sarà creato un Daiquiri, dal più light fino al super heavy. Così come gli Haut Goûts della grande cucina di Escoffier, anche qui i gusti superiori sono il mezzo che ci permette di approfondire il concetto di alcoli superiori e delle sostanze non alcoliche che caratterizzano gli high esters dei rum.
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