CHIAMACI +39 333 8864490
Questo sito usa solo cookies tecnici e di sessione, non installiamo cookies di profilazione o marketing.
I cookie sono piccoli file di testo inviati dal sito al terminale dell’interessato (solitamente al browser), dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi al sito alla successiva visita del medesimo utente. Un cookie non può richiamare nessun altro dato dal disco fisso dell’utente né trasmettere virus informatici o acquisire indirizzi email. Ogni cookie è unico per il web browser dell’utente. Alcune delle funzioni dei cookie possono essere demandate ad altre tecnologie. Nel presente documento con il termine ‘cookie’ si vuol far riferimento sia ai cookie, propriamente detti, sia a tutte le tecnologie similari.
I cookie possono essere di prima o di terza parte, dove per "prima parte" si intendono i cookie che riportano come dominio il sito, mentre per "terza parte" si intendono i cookie che sono relativi a domini esterni. I cookie di terza parte sono necessariamente installati da un soggetto esterno, sempre definito come "terza parte", non gestito dal sito. Tali soggetti possono eventualmente installare anche cookie di prima parte, salvando sul dominio del sito i propri cookie.
Relativamente alla natura dei cookie, ne esistono di diversi tipi:
I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di "effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell'informazione esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente a erogare tale servizio" (cfr. art. 122, comma 1, del Codice). Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web. Possono essere suddivisi in: • cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di autenticarsi per accedere ad aree riservate); essi sono di fatto necessari per il corretto funzionamento del sito; • cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso, al fine di migliorare le performance del sito; • cookie di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l'acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.
I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all'utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell'ambito della navigazione in rete. Per l'utilizzo dei cookie di profilazione è richiesto il consenso dell'interessato. L’utente può autorizzare o negare il consenso all'installazione dei cookie attraverso le opzioni fornite nella sezione "Gestione dei cookie". In caso di cookie di terze parti, il sito non ha un controllo diretto dei singoli cookie e non può controllarli (non può né installarli direttamente né cancellarli). Puoi comunque gestire questi cookie attraverso le impostazioni del browser (segui le istruzioni riportate più avanti), o i siti indicati nella sezione "Gestione dei cookie".
Ecco l'elenco dei cookie presenti su questo sito. I cookie di terze parti presentano il collegamento all'informativa della privacy del relativo fornitore esterno, dove è possibile trovare una dettagliata descrizione dei singoli cookie e del trattamento che ne viene fatto.
Cookie di sistema
Il sito NEROSPINTO utilizza cookie per garantire all'utente una migliore esperienza di navigazione; tali cookie sono indispensabili per la fruizione corretta del sito. Puoi disabilitare questi cookie dal browser seguendo le indicazioni nel paragrafo dedicato, ma comprometterai la tua esperienza sul sito e non potremo rispondere dei malfunzionamenti.
Se è già stato dato il consenso ma si vogliono cambiare le autorizzazioni dei cookie, bisogna cancellarli attraverso il browser, come indicato sotto, perché altrimenti quelli già installati non verranno rimossi. In particolare, si tenga presente che non è possibile in alcun modo controllare i cookie di terze parti, quindi se è già stato dato precedentemente il consenso, è necessario procedere alla cancellazione dei cookie attraverso il browser oppure chiedendo l'opt-out direttamente alle terze parti o tramite il sito http://www.youronlinechoices.com/it/le-tue-scelte Se vuoi saperne di più, puoi consultare i seguenti siti: • http://www.youronlinechoices.com/ • http://www.allaboutcookies.org/ • https://www.cookiechoices.org/ • http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884
Chrome 1. Eseguire il Browser Chrome 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Impostazioni 4. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 5. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 6. Nella sezione “Cookie” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Consentire il salvataggio dei dati in locale • Modificare i dati locali solo fino alla chiusura del browser • Impedire ai siti di impostare i cookie • Bloccare i cookie di terze parti e i dati dei siti • Gestire le eccezioni per alcuni siti internet •
Eliminare uno o tutti i cookie Mozilla Firefox 1. Eseguire il Browser Mozilla Firefox 2. Fare click sul menù presente nella barra degli strumenti del browser a fianco della finestra di inserimento url per la navigazione 3. Selezionare Opzioni 4. Selezionare il pannello Privacy 5. Fare clic su Mostra Impostazioni Avanzate 6. Nella sezione “Privacy” fare clic su bottone “Impostazioni contenuti“ 7. Nella sezione “Tracciamento” è possibile modificare le seguenti impostazioni relative ai cookie: • Richiedi ai siti di non effettuare alcun tracciamento • Comunica ai siti la disponibilità ad essere tracciato • Non comunicare alcuna preferenza relativa al tracciamento dei dati personali 8. Dalla sezione “Cronologia” è possibile: • Abilitando “Utilizza impostazioni personalizzate” selezionare di accettare i cookie di terze parti (sempre, dai siti più visitato o mai) e di conservarli per un periodo determinato (fino alla loro scadenza, alla chiusura di Firefox o di chiedere ogni volta) •
Rimuovere i singoli cookie immagazzinati. Internet Explorer 1. Eseguire il Browser Internet Explorer 2. Fare click sul pulsante Strumenti e scegliere Opzioni Internet 3. Fare click sulla scheda Privacy e, nella sezione Impostazioni, modificare il dispositivo di scorrimento in funzione dell’azione desiderata per i cookie: • Bloccare tutti i cookie • Consentire tutti i cookie • Selezionare i siti da cui ottenere cookie: spostare il cursore in una posizione intermedia in modo da non bloccare o consentire tutti i cookie, premere quindi su Siti, nella casella Indirizzo Sito Web inserire un sito internet e quindi premere su Blocca o Consenti.
Safari 1. Eseguire il Browser Safari 2. Fare click su Safari, selezionare Preferenze e premere su Privacy 3. Nella sezione Blocca Cookie specificare come Safari deve accettare i cookie dai siti internet. 4. Per visionare quali siti hanno immagazzinato i cookie cliccare su Dettagli Safari iOS (dispositivi mobile) 1. Eseguire il Browser Safari iOS 2. Tocca su Impostazioni e poi Safari 3. Tocca su Blocca Cookie e scegli tra le varie opzioni: “Mai”, “Di terze parti e inserzionisti” o “Sempre” 4. Per cancellare tutti i cookie immagazzinati da Safari, tocca su Impostazioni, poi su Safari e infine su Cancella Cookie e dati Opera 1. Eseguire il Browser Opera 2. Fare click sul Preferenze poi su Avanzate e infine su Cookie 3. Selezionare una delle seguenti opzioni: • Accetta tutti i cookie • Accetta i cookie solo dal sito che si visita: i cookie di terze parti e quelli che vengono inviati da un dominio diverso da quello che si sta visitando verranno rifiutati • Non accettare mai i cookie: tutti i cookie non verranno mai salvati.
Freelance under 30 con il chiodo fisso del mangiare e bere bene. Estremamente curiosa, cresce una nuova generazione di enotecnici fiorentini trasmettendo il suo entusiasmo con la penna e tra i banchi di scuola.
Con l'arrivo della bella stagione, il Golden View di Firenze si apre a una nuova e importante novità. Dopo cinque anni come Executive Chef, Paolo Secci lascia il timone del ristorante “con la vista più bella di Firenze” al suo secondo, Andrea Candito.

Classe ’91 e con molti anni di esperienza alle spalle in ristoranti stellati – come l’hotel Il Pellicano a Porto Ercole e da Arnolfo a Colle Val d’Elsa – Andrea candito prende la guida della cucina del Golden View, proponendo una cucina che riflette il suo percorso personale tra due diverse tradizioni culinarie: quella italiana, nella quale si è formato, e quella campana, dove è nato e a cui si è appassionato fin da giovane.

Lo Chef ha deciso di inaugurare la sua “nuova” avventura al Golden View con un menu degustazione che abbraccia il mare, la terra e le opzioni vegetariane, sintetizzando così la filosofia del ristorante: ricerca e sperimentazione senza mai dimenticare le radici. La grande padronanza e conoscenza delle materie prime trova slancio nell’immaginazione, nell’abilità di composizione e massima cura del dettaglio, una chimica vincente che rende il piatto un viaggio sensoriale capace di stregare anche i palati meno allenati.

Nel nuovo menu di mare del Golden View le influenze provenienti da differenti parti del mondo si fondono in un racconto unitario, composto da esperienze di diverso tenore e sapore.
Il percorso di degustazione si apre con un Sashimi di ricciola. La delicatezza del pesce si sposa armoniosamente con il cremoso alla mentuccia, mentre le rape in agrodolce aggiungono una nota decisa e colorata. Il caviale e il shiso, profumatissimi, completano il piatto.

Il viaggio continua con il Baccalà del Morro, pescato ad amo nelle acque islandesi. Viene presentato in una leggera tempura, che mantiene la sua morbidezza all’interno, mentre i piselli conferiscono una piacevole nota dolce e fresca. L'aggiunta del tartufo estivo e del finocchietto selvatico apportano un tocco intrigante, facendo emergere la mano dello chef.

La proposta successiva è un cremosissimo spaghetto alla chitarra con gamberi di Sicilia. Il burro di Normandia si fonde con la delicatezza dei gamberi e il fresco profumo del basilico, mentre il caviale conferisce un'esplosione di gusto.

Come piatto principale il rombo cotto accompagnato da scalogno, puntarelle, spuma di patate, erba cipollina e quinoa, che donano croccantezza all'insieme. Il dessert è à la carte, per personalizzare l'esperienza culinaria in base ai propri gusti.

L'identità gastronomica del Golden View viene ulteriormente rafforzata dal menu à la carte. Ostriche, conchiglie, cicale di mare, ricciole sono esaltati attraverso crudi, cucine a basse temperature o grigliate, che mantengono le proprietà degli alimenti e si presentano nella loro originale essenza. La Picanha di Kobe lascia il posto al deciso sapore umami del controfiletto di Wagyu con contorno di agretti, soia al Ginger e quinoa soffiata, perfetto contraltare alla delicatezza delle capesante scottate e accompagnate da asparagi bianchi e verdi, porro e mentuccia.
La pasta rimane protagonista con il fusillo del Pastificio Mancini - azienda marchigiana tra le più note, allineata sul piano etico e ambientale - con sgombro, carciofi, bottarga e finocchietto selvatico. Non mancano il risotto con i moscardini alla “Luciana”, i sapori della terra con i tortelli di patate con una salsa di caprino, anatra e alloro, oltre alle tagliatelle al ragù bianco, carboncello, aglio nero e timo.

I secondi del Golden View puntano su stagionalità e filiera corta: dal pescato del giorno “in tutte le salse”, all’insalata tiepida di King crab, alias il granchio reale, ogni pietanza è abbinata alle verdure dell’orto, aromatizzate e generose di profumi. Non sarebbe Firenze senza “la fiorentina”, entra dunque di diritto la bistecca di Scottona Maremmana alla griglia, di cui si può apprezzare anche la versione “cuore” alle erbe. Varietà di tagli e di sapori, come suggerisce la proposta del petto d’anatra, miele, cipollato e patate novelle.

Andrea Candito ha solo otto anni quando inizia a prendere confidenza con i fornelli, cucinando a fuoco lento la passione per l’arte culinaria e portandosi progressivamente, non senza sacrifici, a un livello di consapevolezza tale per cui, oggi, definire sé stessi significa sapere cosa e come degustare, rispettare parti pregiate e sfridi degli alimenti, dare nuova linfa alla tradizione. “Mi piace lavorare senza seguire gli schemi - dice - “e allo stesso tempo valorizzare i ricordi di una cucina che non buttava via niente e insegnava il valore del recupero e le potenzialità di ogni ingrediente”.
Date le origini partenopee, la prima palestra in questa direzione sono stati i ristoranti di pesce, dove Candito impara l’importanza della rimanenza, a nobilitarla nel piatto rigenerando la materia prima con grande creatività, grazie soprattutto a maestri come Entiana Osmenzeza da cui eredita i segreti di una cucina virtuosa, nata dal poco che una volta era a disposizione sulla tavola.

Del gambero rosso e viola di Mazzara, ad esempio, lo chef del Golden View utilizza tutto - carapace, testa, addome - aggiunge quindi croccantezza al carpaccio con una chips di tapioca ottenuta dall’estratto di brodo del guscio del crostaceo e guarnisce con un gel di succo di agrumi dalla cui buccia deriva infine la polvere che arricchisce la ricetta insieme alla spuma di stracciatella e al wasabi.
La trasformazione sostenibile abbraccia i piatti a base di carne con la medesima riuscita: del piccione non si butta via niente, insegna Candito, “il petto è cotto al sangue in padella, da ali e coscette creo lo stracotto per farne un bon bon, la parte più fibrosa degli asparagi è perfetta per un flan, mentre quella alta e tenera è scottata nel burro. Le rape rosse offrono colore e un perfetto bilanciamento agrodolce come salsa di accompagnamento”.
ALTO Cocktail Festival cresce! Se l'edizione 2022 si era svolta in una sola notte, per l’edizione 2023 le serate diventano tre. Il Festival, ideato e diretto da Niccolò Amadori con il sostegno di WORLD CLASS DIAGEO, ha l'obiettivo di mettere in risalto la miscelazione contemporanea romagnola di qualità, arricchirla e porla in dialogo con le stimolanti realtà dei numerosi ospiti di fama nazionale e internazionale che arriveranno a Cervia per la 3 giorni di festival. ALTO Cocktail Festival si terrà nel cocktail bar Alto Rooftop da Martedì 20 a Giovedì 22 giugno 2023.

3 giorni, 15 guest, 5 station al giorno, 2 signature cocktail per bartender.
Sul rooftop di Alto saranno allestite cinque station a serata, dalle 20:00 alle 24:00. I clienti potranno interagire e confrontarsi con le guest che, felici di condividere le loro conoscenze mostrando il loro talento e la loro creatività, prepareranno due signature cocktail a testa.

Ecco alcune delle guest del Festival:
In abbinamento ai drink la cucina di Alto Rooftop proporrà piatti semplici ed essenziali, incentrati sull’individuazione di ingredienti ricercati e di qualità.

“Dopo il successo della prima edizione di ALTO Cocktail Festival ho deciso di riproporre l’evento” racconta lo stesso Niccolò Amadori, giovanissimo Bar Manager di Alto Rooftop “Quest’anno però ho modificato l’organizzazione della kermesse. Aumentando i giorni di evento e alternando su tre serate alcune delle figure più importanti del mondo della mixology Italiana e Europea”.
Per partecipare ad ALTO Cocktail Festival sarà possibile acquistare in prevendita i vari pacchetti da due, cinque o dieci drink comprensivi anche di un piatto della carta di Alto, al prezzo rispettivamente di 35, 75 o 100 euro. Chi vuolepiù libertà può acquistare anche i drink singolarmente. Il costo dell’ingresso e di un cocktail singolo è di 20 euro.
Kilchoman, tra le mura di casa sull’isola di Islay è una delle pochissime distillerie in grado di completare il ciclo di produzione in maniera completamente circolare, e anche fuori dalla Scozia chiude il cerchio con un mirabolante tour d’Europa che toccherà i principali mercati della distilleria scozzese.

Una Land Rover brandizzata Kilchoman sta percorrendo l’Europa per 8000 km, toccando 13 Paesi: Lussemburgo, Belgio, Paesi Bassi, Germania, Austria, Slovacchia, Ungheria, Croazia, Slovenia, Italia, Svizzera, Francia e Scozia. Il Tour, iniziato il 16 aprile dal Lussemburgo ha toccato anche 8 città italiane: Castelfranco Veneto (TV) e Treviso il 10 maggio, Formigine (MO) e Valsamoggia (BO) l’11, Milano e Bresso (MI) il 12, Como e Chivasso (TO) il 13.
Protagonista degli eventi è stata l’edizione limitata di Kilchoman, realizzata proprio per celebrare il Tour Europeo. Sono state realizzate 3325 bottiglie, maturate in botti di Bourbon e Porto e imbottigliate al grado pieno di 58,5%.

Ai banchi d’assaggio è stato possibile degustare anche due new make spirit di Kilchoman (con due differenti livelli di torbatura, rispettivamente a 20 e 50 ppm) non commercializzate ufficialmente dalla distilleria ma che di fatto rappresentano il distillato madre, che una volta invecchiato diventerà il single malt di Kilchoman.
Kilchoman è una delle pochissime distillerie di Scozia a coltivare direttamente il proprio orzo in oltre 220 acri di campi adiacenti, coprendo così circa il 30% del fabbisogno.

Ogni acro di terreno porta in dote 2 tonnellate di orzo, da cui sarà possibile riempire 6 barili di distillato. Tutta la quota di orzo autoprodotto, che diventerà poi il whisky chiamato Kilchoman 100% Islay, viene girato manualmente su pavimenti di maltazione interni, un processo che quasi tutte le distillerie scozzesi hanno esternalizzato con l’avvento della distillazione commerciale. L’orzo viene poi essiccato per 20 ore a un grado di torbatura di 15-20 ppm (parti fenoliche per milione), contro i 50 ppm del malto acquistato ai Port Ellen Maltings di Islay. Il fumo di torba isolana, ricca di elementi marini, dona i tipici sentori affumicati al chicco d’orzo.
La fermentazione è molto lunga, con una media di 90 ore, e determina la formazione di un mosto fruttato e “burroso”, poiché ricco di esteri e acido lattico, che viene poi distillato in due piccoli alambicchi dai colli alti e stretti con un alto grado di reflusso. Il risultato di questo prolungato contatto col rame degli alambicchi porta a un new make spirit pulito e fresco, dove terrosità, fumo, sentori salmastri e leggere note floreali e agrumate stanno in perfetto equilibrio. A questo punto il distillato viene messo nei barili, per la maggior parte ex Bourbon di primo riempimento.

Ogni barile viene spedito su Islay ancora intero, senza essere smontato: questo implica costi più alti ma anche una maggior espressività del legno stesso durante la maturazione. Oltre ai barili ex Bourbon ed ex Sherry utilizzati per gli imbottigliamenti continuativi della gamma, Machir Bay e Sanaig, Kilchoman utilizza per le edizioni limitate anche legni che hanno conosciuto Sauternes, botti di vino rosso della Valle del Douro, Caroni Rum, Porto e Madeira, solo per citarne alcuni.
A conclusione di un processo perfettamente circolare dall’orzo alla bottiglia, il whisky viene etichettato e imbottigliato in loco presso la distilleria, concludendo così il processo di produzione circolare.
L'Artisan (Re)Evolution, format by Velier, porterà nuova linfa al mondo del bartending, con la sua ricerca della qualità, la valorizzazione dell'artigianalità e la contaminazione tra mondi diversi
Il Palazzo dei Congressi di Roma si prepara ad accogliere il Roma Bar Show, in scena dal 29 al 30 maggio, trasformandosi nella mecca italiana dell'industria del beverage e della mixology. Quest'anno, però, c'è qualcosa di speciale nell'aria. Velier apre le porte al futuro dell’arte della miscelazione, facendosi portavoce del nuovo paradigma del bartending.
L'Artisan (Re)Evolution sarà il filo conduttore di tutte le attività di Velier al Bar Show. Una contaminazione e un dialogo continui tra bartender, chef, artigiani e artisti, professionisti in prima linea nella ricerca delle migliori materie prime e nella scoperta delle migliori tecniche di trasformazione.

Anche quest’anno Velier sarà presente con un mega stand dalle tante facce, composto da un Main Bar, due Ambassador Corner, un’arena con un ricco programma di talk e una lounge dedicata alla rivoluzione di EcoSpirits. Inoltre, poco distante prenderà vita il mondo parallelo di Extraperimetral, un ambiente creativo dove sperimentare con coraggio nuove idee per il bar del futuro.
Alcuni brand di spicco parteciperanno all'evento con stand monotematici che offriranno esperienze personalizzate e guest bartending: Monin, Engine, Fever Tree, Monkey Shoulder, Michter's, Flor de Caña, Yuntaku, Abasolo e Nixta sono solo alcuni dei nomi che renderanno indimenticabile il Roma Bar Show 2023.
Ma le sorprese non finiscono qui. Questo evento sarà l'occasione perfetta per festeggiare i 20 anni di collaborazione tra Velier e Monin, produttore leader di sciroppi e liquori. Un brunch esclusivo si terrà al Main Bar il 30 maggio, dalle 11:00 alle 13:00, per celebrare questa storica partnership.

Il Main Bar di Velier sarà uno dei cuori pulsanti del Roma Bar Show, con una vasta selezione di distillati e liquori premium da degustare in purezza o miscelati con i frutti degli artigiani. Caffè, bergamotto, ciliegia, pesca e agrumi saranno i protagonisti di una drink list speciale, la "Seasonal-Artisanal-Re-Evolution list".
Un Daiquiri Blend Menu completerà l’offerta del nostro bar, per esplorare a fondo tutte le potenzialità di un “frutto” incredibile come la canna da zucchero.

La Degustarena, con 40 posti a sedere, ospiterà una serie di show legati dal fil rouge dell’artigianalità e incentrati sulle fasi fondamentali della produzione di un distillato: materia prima, fermentazione, distillazione, invecchiamento. Nella Degustarena ci saranno anche dei talk legati ai temi del design e della comunicazione per i bar, osando sconfinare su temi sempre più complementari, in apparenza distanti ma molto vicini.

L'Extraperimetral sarà un ambiente di grande creatività, in cui il mondo della mixology si unirà all'alta ristorazione per scoprire gli abbinamenti del futuro. Sette cene uniche, un'ora per ciascuna, vedranno bartender, chef, pizzaioli e pasticcieri creare esperienze di pairing tra cibo e cocktail. Il gourmand Gil Grigliatti sarà il presentatore di questa straordinaria fusione tra arte culinaria e mixology.
Gli Ambassadors' Corner di Velier saranno gli spazi dedicati alle guest dei Brand Ambassador, bartender italiani e internazionali che si esibiranno a colpi di signature drink.

E per chi è interessato a scoprire le ultime innovazioni nel mondo delle bevande, la Ecospirits Lounge è il posto giusto. Qui sarà possibile assaggiare drink preparati con il rivoluzionario sistema di distribuzione Ecospirits, che mira a eliminare l'uso del vetro a perdere per gli spirits. Un'attenzione particolare all'ambiente e alla sostenibilità, con una riduzione significativa delle emissioni di gas serra e dei rifiuti.
Siete pronti a scoprire il bartender del futuro?
Un’occasione unica per scoprire una nuova possibile filiera e confrontarsi senza pregiudizi su una cucina che parla di rispetto e di natura e che porta in tavola proteine nobili, sane, gustose e prive di grassi. Questo è CIBO SELVAGGIO, l'evento esclusivamente dedicato alla cacciagione e alle sue filiere, in programma il 12, 13 e 14 maggio a Umbriafiere di Bastia Umbra (PG) all’interno di Caccia Village e che sarà ubicato nella nuova area tematica “PARK VILLAGE”, situata tra l’ingresso in fiera ed i padiglioni espositivi. Una sorta di anticamera al vero e proprio villaggio dedicato alla caccia per avvicinare e accogliere anche i non cacciatori.
Una scelta logistica coerente con la mission di Cibo Selvaggio, che vuole portare consapevolezza sul mondo delle filiere della carne selvatica, parlandone con un linguaggio semplice ad un pubblico non solo “venatorio”, ma portando in fiera gente comune, gli appassionati di cucina, curiosi di scoprire e apprendere in maniera diretta tutto ciò che c’è da sapere sulla carne selvatica senza preconcetti.

Un linguaggio moderno per rendere contemporanea la cacciagione, troppo spesso relegata a cucina arcaica del passato, bisognosa di lunghe cotture, di marinature e che invece oggi, grazie ad una nuova generazione di chef che la propone in maniera moderna, può entrare facilmente nella dieta alimentare di tutti, apportando benefici nutrizionali di altissima importanza.
“La scelta di dare più spazio a Cibo Selvaggio è stata dettata dal grande interesse che si è manifestato lo scorso anno intorno all’argomento, dopo che abbiamo dato vita al “Manifesto del Cibo Selvaggio” e abbiamo affrontato il tema delle filiere di carne selvatica sotto forma di evento nell’evento – afferma Andrea Castellani, ideatore e organizzatore di Caccia Village. – “L’ obbiettivo è quello di divulgare la cultura alimentare legata alla caccia e alle filiere della selvaggina anche ad un pubblico non venatorio, facendogli conoscere da vicino i prodotti, informandoli sulle straordinarie proprietà e facendone apprezzare loro il gusto e la facilità di utilizzo attraverso gli chef più esperti della materia – prosegue Chiara Comparozzi, curatrice di Cibo Selvaggio.
Igles Corelli, chef pluristellato e volto noto di Gambero Rosso Channel, sarà lo chef ambassador dell’intera manifestazione. Corelli è stato tra i primi chef a sdoganare la selvaggina nelle cucine dell'alta ristorazione, portando tutta la sua esperienza in questa nuova edizione di Cibo Selvaggio sempre più attenta e volta a promuovere la sostenibilità e il valore di queste filiere.

Accanto a lui, sabato 13 maggio (giornata dedicata alla cucina di caccia d’autore), un parterre di notevole caratura si alternerà nella cucina dell’area show cooking: Lucio Pompili, lo chef cacciatore per antonomasia, Matteo e Riccardo Vergine di Grow Restaurant (progetto di cucina di grande attenzione sul mondo della cacciagione) gli umbri Paolo Trippini del Ristorante Trippini e Giulio Gigli chef patron di UNE che daranno un’interpretazione selvaggia dell’ Umbria e infine Giorgione che presenterà uno show cooking in collaborazione con Fondazione UNA.
Un focus sulle erbe spontanee con una ricetta green sarà condotto dalla chef Nicoletta Franceschini di Silene ed Enrico Pistoletti di Aldivino. Partner dell’evento l'azienda Sant’Uberto Le Carni del Bosco che fornirà agli chef il prodotto per la realizzazione degli show cooking.
Tutti i giorni sarà possibile visitare il “Piccolo Salone Nazionale delle filiere del bosco”, una sezione esclusiva dedicata alle aziende promotrici e produttrici della filiera che hanno lo scopo di promuovere la cultura alimentare legata alla caccia e alla selvaggina. Tra loro Macelleria Zivieri, Urca Marche, EPS Confragricoltura Umbra,

A supportare tutta la manifestazione anche per l’edizione 2023, la Franchi Food Accademy, che da anni si impegna a fare formazione sulle tematiche dell’evento e che durante i tre giorni di Cibo Selvaggio organizzerà corsi gratuiti di cucina con la selvaggina e la Fondazione UNA (Uomo Ambiente Natura) impegnata a sostenere il valore della carne selvatica e la salvaguardia dell’ambiente e protagonista dello show cooking con Giorgione.
Una tavola rotonda “La BUONA CACCIA-GIONE” completerà l’offerta di Cibo Selvaggio con un dibattito a 360 gradi sulla caccia e sulla cacciagione, analizzandone gli impatti dal punto di vista ambientale, economico, sostenibile, nutrizionale, enogastronomico ed anche sociale, con la presenza del Safari Club International che porterà una case history di solidarietà realizzata attraverso la cacciagione.
Ad intervenire lo chef Igles Corelli, le istituzioni e le associazioni venatorie, Bruno Beccaria Ideatore e Direttore Generale di Franchi Food Academy, Pietro Pietrafesa di Fondazione UNA, il Prof. Eugenio Demartini Università degli Studi di Milano, Roberto Viganò Vicepresidente SIEF e il Prof. David Ranucci Università degli Studi di Perugia dip. Medicina Veterinaria che porterà un resoconto sul 3° Congresso Nazionale Filiera delle Carni di Selvaggina Selvatica
Ore 12.30/14.00: Premiazione contest istituti alberghieri Urca Marche con Igles Corelli, + Show cooking “Lo chef cacciatore” con Lucio Pompili
Ore 14.00/15.00: Show cooking “GROW EXPERIENCE” CON MATTEO E RICCARDO VERGINE del RISTORANTE GROW con I prodotti dell’azienda Le Carni del Bosco
Ore 15.00/16.00: Show cooking “UMBRIA NATURAL WILD” cacciagione, tartufo, erbe spontanee A CURA DEGLI CHEF Paolo TRIPPINI RISTORANTE TRIPPINI e Giulio GIGLI RISTORANTE UNE.
A seguire Focus erbe selvatiche con la CHEF NICOLETTA FRANCESCHINI RISTORANTE SILENE e lo CHEF ENRICO PISTOLETTI RISTORANTE ALDIVINO
Ore 16.30/18.00: Show cooking GIORGIONE in collaborazione con FONDAZIONE UNA (Uomo Ambiente Natura)

Anche quest’anno Distilleria Nardini è partner ufficiale dell’Associazione Nazionale degli Alpini, e la nuova limited edition dell’iconica Grappa Bianca non lascia spazio a dubbi. Nell’etichetta il logo ufficiale dell’Adunata, che si svolgerà ad Udine dall’11 al 14 maggio. La “V” rovesciata, caratteristica principale dello stemma araldico di Udine, si fonde con la penna del cappello alpino e costituisce la parte principale del logo grafico, realizzato da Caterina Gasperi. La nappina della penna in color rosso e un tricolore, a sottolineare il nome della città, completano la composizione.
La nuova edizione limitata della Grappa Bianca celebra il legame tra Nardini, la Prima Distilleria d’Italia con oltre duecentoquaranta anni di storia, e A.N.A. l’associazione che raggruppa tutti gli Alpini d’Italia. Un legame che risale alla Grande Guerra del 1915-18, che fu combattuta per gran parte sui territori veneti, trentini e friulani.

In quegli anni, precisamente nella seconda parte del tragico 1917, dopo la rotta di Caporetto e l’inizio di una estenuante guerra di posizione, inizia il sodalizio fra Alpini e Nardini, la cui Grappa era diventata per le truppe Alpine un bene di conforto che consolava e riscaldava i cuori. La partnership tra Nardini e l’Associazione Nazionale Alpini racconta così la storia del Paese, esaltandone le tradizioni e le usanze e valorizzando l’unicità del carattere italiano.
La Grappa in edizione limitata è disponibile da subito presso i punti vendita Nardini a Bassano del Grappa, nel negozio online www.nardini.it e presso tutti i migliori bar, ristoranti ed enoteche. Sarà inoltre possibile acquistarla durante i giorni dell’Adunata presso lo stand Nardini in Piazza I° Maggio – Udine.

Nardini è la più antica distilleria d’Italia, nata nel 1779 all’ingresso del Ponte Vecchio, detto anche Ponte degli Alpini, a Bassano del Grappa e frutto del lavoro della famiglia Nardini. Una vita dedicata ad esaltare il proprio territorio, culla di un prodotto prezioso ancora oggi, dopo due secoli. Oggi è la 7a generazione a portare avanti la tradizione familiare e a diffondere la cultura di un’icona italiana nel mondo. La grappa Nardini nasce dall’esperta distillazione di vinacce plurivitigno con tre metodi di distillazione, custodita in una bottiglia dalla forma sinuosa, impreziosita da pregiati dettagli ramati a celebrazione degli alambicchi e della bicentennale esperienza della Famiglia Nardini. Il colore cristallino e i caratteristici aromi floreali e fruttati permettono di godere di Grappa Nardini in purezza e in cocktail sorprendenti.
Siamo entrati nella nuova era della mixology contemporanea e Milano, per tre giorni, ne sarà il fulcro. Il Superstudio Maxi, spazio espositivo di 9500 mq, sta per ospitare la seconda edizione di Mixology Experience, un format innovativo che coinvolge cocktail bar, master distiller, brand ambassador, distributori ed importatori in un grande evento dedicato alla Bar Industry italiana e internazionale, organizzato dal circuito Bartender.it.
Brand seminaris e tavole rotonde, assaggi gratuiti con i produttori, Academy con lezioni frontali tenute dai più grandi professionisti del settore, spazi dedicati alla vendita di liquori, spirits, libri e attrezzature, ma anche eventi “pop-up” diffusi su tutto il territorio.

Tra i protagonisti di Mixology Experience ci sarà Velier, con uno stand composto da un imponente ed una cocktail list ispirata al concetto di back to the classic. Il Main Bar ospiterà una sezione Sour dedicata a tutti i tipi di Sour cocktail, un Negroni Bar e una sezione Sipping con 25 distillati tra i più ricercati del catalogo Velier.

Velier sarà presente al Mixology Experience anche con due Ambassador Corner. Questi spazi ospiteranno una serie di appuntamenti con alcuni dei brand Velier protagonisti nel mondo della mixology. Ecco il programma completo:


Un brindisi prezioso quello che è stato fatto ieri sera al Santa Cocktail Club durante la Florence Cocktail Week 2023, kermesse dedicata al bere consapevole e di qualità, organizzata e diretta da Paola Mencarelli. È stato presentato in anteprima “Camillo Il Magnifico”, un cocktail a base dell'olio vincitore del premio il Magnifico 2023.

L'olio Delicate Maurino del Frantoio Franci è l’ingrediente caratterizzante di questo signature cocktail realizzato daSimone Covan, Bar Manager di Santa Cocktail Club e Santa Villa Cora. Un drink originale che interpreta la storia e la cultura di un territorio, a partire dal nome, un omaggio al conte Camillo Negroni, padre dello storico cocktail Negroni.
Simone Covan ha mixato gli ingredienti come i colori su una tela: il miglior olio d'Europa che cresce su una montagna misteriosa come l'Amiata, unico vulcano spento della regione, un pizzico di Dante, padre della nostra cultura, un gin prodotto ad arte con le bacche di ginepro raccolte esclusivamente in particolari aree appenniniche della Toscana, un liquore che racchiude l'antica saggezza dei Monaci della Certosa di Firenze, un tocco di bitter amaro speziato e infine una delle nostre erbe aromatiche: la nepitella selvatica, per un profumo di Toscana. L'olio rende la bevanda più cremosa e vellutata al palato e contribuisce a rendere la sensazione più persistente.

Olio Evo Delicate Maurino Frantoio Franci: prodotto sulla collina di Montenero d’Orcia, piccolo borgo alle pendici dell’Amiata, è un olio elegante ed avvolgente, profumato ed intenso con un finale pulito e persistente.
Ginarte Dry Gin: un’anima artistica che utilizza fra le botaniche alcune piante che con l‘arte hanno un legame particolare. Le bacche di ginepro sono raccolte esclusivamente in particolari aree appenniniche della Toscana.
Gran Liquore della Certosa di Firenze: un distillato di erbe e fiori che riprende la tradizione certosina e che si produce dal 1835. Una scelta che trova le sue radici nel tempo nell'antica sapienza farmaceutica dei monaci certosini (la prima ricetta del famoso Chartreuse è datata 1605)
9diDante Inferno Vermouth: Ispirato alla Divina Commedia di Dante Alighieri e al suo viaggio all'Inferno, dal colore rubino intenso e dal profumo fruttato con note di frutti rossi, ciliegie e arancia.
Bitter Fusetti: varie spezie amaricanti creano il suo mix botanico dai classici genziana, rabarbaro e china all'inconsueto quassio, con la giusta punta di acidità conferita da arancia amara e chinotto.
Nepitella Selvatica

Ph: Niccolo Leone
Sedendosi sui morbidi cuscinetti dell’Atrium Bar è facile far volare l’immaginazione. Così com’è facile fantasticare sui tempi che furono passeggiando per i corridoi dello storico palazzo o tra le aiuole del Giardino della Gherardesca. Chi abitava questi luoghi nei secoli scorsi, e soprattutto, cosa amava bere?
La squadra dell’Atrium Bar si è divertita a immaginare quali gusti potessero avere i personaggi illustri che hanno animato nei secoli il Palazzo della Gherardesca, casa di Four Seasons Hotel Firenze, e quali fossero i loro miscelati preferiti. Nasce così il nuovo menù di miscelati, La Cocktail Commedia. La nuova drink list presenta da un lato i dieci cocktail (suddivisi per gradazione alcolica), dall’altro una raffigurazione dell’Atrium Bar popolato dai personaggi che hanno ispirato i cocktail, dalla gatta nera al Garden Lover, con uno speciale cammeo.

The Black Cat - Poppy è una gatta nera, sofisticata ed elegante. Nonostante il piccolo collare nessuno conosce i suoi padroni, ed è più volte stata vista passeggiare nel Giardino della Gherardesca indisturbata, dal 2022. Qualcuno dice addirittura di averla vista sgattaiolare tra i tavoli di Atrium Bar. Tanqueray 0.0, apple maple, pecan, cannella.
The Regular - Neri Cicciaporci è il classico fiorentino nobile decaduto, i vestiti leggermente sdruciti, appartenuti al prozio Lapo, ancora gli donano quel nonsoché di charme. È arrivato a piedi da Santa Maria Novella perchè ci tiene alla salute, ha il vizio del bere ma senza una goccia d'alcol. Martini Floreale, lamponi, menta, Ginger Beer San Pellegrino.

The Piano Man - Maurizio Tomberli è l'unico in grado di far cantare Atrium Bar. Quando c’è lui ogni serata ha un altro colore e gli ospiti che arrivano all'aperitivo spesso vanno da Tommaso e chiedono “Quando arriva Maurizio?”. Disaronno, Tia Maria, mango, latte di cocco, Perrier.
The Self-Made Man - Bartolomeo Scala era semplicemente il figlio di un mugnaio prima di diventare Cancellerie della Repubblica fiorentina per Lorenzo il Magnifico. La sua ascesa lo ha portato a voler scegliere per la sua famiglia una dimora adeguata: è così che venne costruito il Palazzo che oggi è Four Seasons Hotel Firenze. Italicus, mela, Silvery Pekoe White Tea.

Il Papa - Già nel XVI secolo questo Palazzo era talmente suggestivo da destare gelosie. È così che la proprietà passa nelle mani di Alessandro de’ Medici, poi Papa Leone XI. Alessandro ebbe l'occasione di vivere queste mura molto poco, ma ordinò comunque ai migliori pittori dell’epoca di abbellire le aree comuni con gioiosi putti e grottesche che ancora oggi colorano la Lobby. Altos Plata, mostarda di fichi, more.
Il Volterrano - Al piano nobile del Palazzo si nasconde una delle opere più belle del Volterrano: “La cecità della mente umana illuminata dalla verità”. Chissà se tra una pausa e l’altra Baldassarre veniva già in questo cortile a prendere sollievo con una versione seicentesca di Ketel One, Savoia Aperitivo, strawberry gum, Verjus, smoky water e vanilla brew foam.
The Garden Lover - Guido della Gherardesca passava la maggior parte del suo tempo nel giardino inglese che oggi porta il nome della sua famiglia. Passeggiando tra colline, fontane e alberi secolari, ancora oggi si respira lo spirito romantico che lo ha sempre contraddistinto. Bareksten Aquavit, Leblon Cachaca, Pineapple Sage e zucchero di cocco.

The Merry Widow - Costanza era in realtà una Medici ed è proprio grazie a lei se la famiglia della Gherardesca si è potuta insediare in questo Palazzo, vivendoci per oltre trecento anni. Nonostante il marito Ugolino non le abbia potuto fare compagnia a lungo, la sua vita fu estremamente ricca di impegni, suddivisa tra due delle famiglie più potenti di Firenze. Bacardi Carta Blanca, Plantation 3 Stars, Mancino Vermouth Sakura, Chartreuse Verte, aceto di ananas.
The Humanist - Alessandra Scala è figlia di Bartolomeo, conosciuta in tutta Firenze per la sua raffinata intelligenza e cultura, ma soprattutto per l'eccellente interpretazione dell'Elettra di Sofocle, che amava recitare davanti ai suoi ospiti proprio qui, tra i cortili del Palazzo. Quando tutto tace, a volte sentiamo ancora la sua voce. Tanqueray Ten, Acqua Bianca “The Maestro”, alghe.
The Bartender - infine un cammeo, Edoardo Sandri interpreta sè stesso per allietare gli ospiti di un tempo ma soprattutto quelli d'oggi. Michter’s Rye, Siete Misterios Doba Yej, Amaro Lucano Essentia, Vetz Aperitivo e Tropical Air.

“Come ogni anno, la nuova cocktail list rappresenta per noi un nuovo inizio: siamo curiosi di come la clientela locale e internazionale accoglierà questa selezione, alla quale accosteremo sempre il signature must have, il Vintage Negroni. Il nostro obiettivo è condividere una proposta di grande creatività che possa raccontare qualcosa di noi. È così che è nato questo compendio di storie di Palazzo, l'ennesima commedia fiorentina.” aggiunge Tommaso Ondeggia, Bar Manager di Atrium Bar.
Alla Ricerca della Felicità: sviluppare inclusività, empatia e compassione. È questo il tema del terzo evento di Lusso Gentile, andato in scena nel bellissimo scenario del celebre DDN Hub - uno degli eventi più attesi del Fuorisalone, da anni nel cuore di Piazza Castello.
La reunion annuale di Lusso Gentile è un’iniziativa culturale-filantropica ideata da Gianluca Borgna - founder dell’iniziativa e, nella vita, Direttore Generale del gruppo alberghiero Talassio Collection - e da Giampaolo Grossi - co-founder di Lusso Gentile e manager e formatore con trascorsi in grandi corporation. All’interno della scenografica serra allestita dallo staff di DDN - Design Diffusion Magazine - e dalla sua funambolica manager Francesca Russo, è stato organizzato un interessante talk con il tema della felicità al centro affrontato sotto tante diverse sfaccettature. Gli speaker coinvolti, dal mondo dell’architettura, del lusso, della formazione, del fitness o della medicina, hanno raccontato il proprio rapporto con la felicità e di come, ogni giorno, cercano di perseguirla e di renderla il centro della propria vita.

Tutto è partito da una scena da La Ricerca della Felicità, il film di Will Smith dove viene raccontata la storia del finanziere newyorkese Chris Gardner. Poi, è stato Gianluca Borgna a introdurre il tema del Piccolo Principe e della sua attualità, a 80 anni dalla sua prima edizione. Quel capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry che ci ha insegnato come la cura e il rispetto siano alla base delle relazioni di qualità. Un testo che racchiude forse il senso della vita più profondo, quello permeato dall’essenza della vera amicizia e dalla bellezza di regalarsi un’emozione. Pensate che Lusso Gentile è partito un po’ anche da lì, da quella creatività tipica dell’infanzia e da quel boa che divora un elefante e che, dagli adulti un po' sprovveduti, viene sempre considerato un semplice cappello. Ma non dal Piccolo Principe: per lui, quello è e rimarrà sempre un boa che ha ingerito un elefante.
Ha iniziato i Talk Eleonora Chioda, responsabile della rubrica “Beautiful Minds” e scrittrice, raccontando il mondo delle start-up e di come provare a dare forma a un sogno. Infatti, nel suo libro “Start-Up - Sogna, credi, realizza”, si racconta proprio come andare a inseguire i propri desideri professionali con struttura, cercando di dare una forma alla propria felicità ben definita. Si è passati poi alla frizzante Silvia Polleri, la manager della ristorazione che ha lanciato una delle start-up più innovative di sempre: con il suo In Galera, dà ogni giorno una seconda opportunità ai detenuti del carcere di Bollate. E non solo ha aperto, con loro, il primo ristorante stellato dentro un carcere. Ma tutti i suoi collaboratori hanno l’autorizzazione del magistrato e godono dell’art.21 che consente a chi ha scontato una parte consistente della pena di poter lavorare fuori dal carcere. Grazie a tutto questo, le recidive a Bollate, struttura modello in Italia, sono solo il 17% contro il 70% del resto del Paese.

Si è passati poi all’architettura, con l’”Architectural Hero” Simone Micheli - professionista fiorentino celebre in tutto il mondo per le sue bellissime creazioni - introdotto con queste parole: “Credo che oggi la parola lusso potrebbe tranquillamente trasfigurare i propri tratti connotativi. Vivere in una lussuosa sfera oggi significa riuscire ad amare ed essere amati in maniera vera, piena e completa, significa essere immersi nella semplicità facendo diventare un filo d'erba che ondeggia sotto l'effetto del vento il centro della nostra attenzione, significa riappropriasi delle verità della vita”.
Sempre nella logica dell’ottimizzazione e semplificazione dello spazio per il raggiungimento della felicità, è stato poi Samuele Briatore - Presidente dell’Accademia Italiana del Galateo - ha introdurre il concetto delle buone maniere e della necessità di iniziare a vivere la propria casa come luogo domestico, famigliare e rappresentativo di sé, un posto dove è necessario coniugare diverse necessità tra l’utile e il bello, l’accoglienza e la funzionalità. La propria casa diventa dunque il luogo dove costruire ricordi, ma anche dove sentirsi noi stessi e potersi muovere in libertà. E dove è possibile creare un link con la ricerca della felicità.
Camilla Parmigiani - fondatrice di Vegan Set - ha raccontato invece la sua esperienza negli alberghi di lusso dove, ogni giorno, cerca di arricchirne l’offerta vegetariana lavorando a quattro mani con gli chef e con i professionisti della materia. Nella sua idea, non ci può essere vera accoglienza se non c’è attenzione per coloro che hanno fatto una scelta alimentare diversa - quella vegetariana o vegana appunto - ed è necessario lavorare con metodo per far sì che, nelle realtà di lusso, si possano garantire le solite esperienze memorabili che vengono offerte agli “onnivori”.
Negli alberghi poi, oltre al cibo, si inizia sempre di più a parlare di esercizio fisico: ed è così che è stata introdotta Elisa Baldo - fondatrice di Wonder Fitness. Elisa ha fondato l’iniziativa “Grand Hotel Fitness”, un memorandum di attività da praticare facilmente quando si è in viaggio con consigli utili per gestire in maniera consapevole anche i lauti buffet degli hotel. Insomma, “mens sana in corpore sano” per un lusso che permette di dedicata del tempo ad una di quelle attività che, scientificamente, porta benefici a lungo termine sotto qualsiasi punto di vista.

È stato invece Manuel Pranzo, HR Director di Cannavacciuolo Group, a riportare l’attenzione sulla necessità di guardare aldilà di un CV in un processo di selezione per focalizzarsi invece sulla qualità umana. Il gradito saluto di Antonino Cannavacciuolo è arrivato con un simpatico video. L’ultimo speaker esterno è stato il medico e scrittore Gian Luca Rosso, esperto di competenze trasversali e autore del libro “Le mie soft Skills”. Gian Luca ha parlato di felicità e di come raggiungerla attraverso le piccole cose e con un approccio che vada sempre a privilegiare quelle competenze come l’empatia, l’intelligenza emotiva e la comunicazione gentile.
Ed è proprio nella bellezza delle piccole cose citata dal medico piemontese che si è inserito Giampaolo Grossi, co-founder di Lusso Gentile: nel suo spazio, il manager ha sottolineato come Lusso Gentile lavori ogni giorno per contribuire a raggiungere la cosa più ambita del mondo, la felicità. L’emozionante chiusura del talk è stata affidata al fondatore dell’iniziativa Lusso Gentile, Gianluca Borgna, che ha raccontato al pubblico con una presentazione cosa Lusso Gentile fa, da mesi, nelle scuole alberghiere che ha visitato. Tra la prima iniziativa in Italia dedicata alle Soft Skills e toccanti racconti legati alla gioventù incontrata in questo percorso, Gianluca ha sottolineato il valore della gentilezza e il peso specifico che avrà nella definizione di un nuovo mondo. Un mondo più bello.

Dopo il talk, il pubblico numeroso accorso al DDN HUB è stato allietato dalle preparazioni dello chef Roberto Balgisi, executive chef del Grand Hotel Alassio Beach & SPA Resort, Massimiliano Scotti, miglior gelatiere d’Europa presente nell’hotel 5 stelle della Riviera ligure e Matteo Monfrinotti, giovane chef proveniente da La Darbia, un resort country situato sulle sponde del Lago D’Orta. Trofie al pesto, Carnaroli Barone, Peperone e pepe bruciato e un gelato al pistacchio e gelato Otis liquore amaro allo zafferano sono stati i protagonisti del menu, accompagnati dalle ostriche e dal gambero di Oneglia messo a disposizione da uno dei main partner dell’iniziativa, Gran Chef Premium Food. Le bollicine sono state offerte da Fratelli Berlucchi, cantina storica immersa nella Franciacorta.
Le selezioni musicali sono state curate da Marco Solforetti, fondatore di Tailor Music, l’azienda che segue le playlist degli hotel più importanti d’Italia. Dalle 21 in poi, è sembrato di essere immersi nell’atmosfera del Grand Hotel Alassio, 5 stelle ligure che ha fatto dell’implementazione del Lusso Gentile un vero e proprio caso studio.

© Copyrights by Nerospinto , Tutti i diritti riservati.