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Il Martinitt di Lambrate celebra la Giornata Mondiale del Riciclo con un evento tra spettacoli, arte e sostenibilità
In occasione della Giornata Mondiale del Riciclo, celebrata il 18 marzo, il Martinitt di Lambrate ha ospitato una serie di eventi per sensibilizzare il pubblico, in particolare i più giovani, sul tema del riciclaggio e della sostenibilità. La giornata è stata inaugurata con lo spettacolo "Riciclare è una magia", un'esperienza teatrale coinvolgente e interattiva pensata per i bambini. Lo spettacolo ha trattato con leggerezza e creatività l'importanza della raccolta differenziata, presentandola non solo come una responsabilità quotidiana, ma come un gesto magico in grado di trasformare i rifiuti in risorse, sottolineando quanto sia essenziale per il nostro pianeta adottare comportamenti sostenibili sin dalla giovane età.
A seguire, l’evento si è arricchito con "Manifatture invisibili, scarti visibili: un dialogo su comunità, design e territorio", ospitato negli spazi dell'ex scalo ferroviario di Lambrate. Al centro della manifestazione, l'inaugurazione di una mostra fotografica curata dalla designer Nicoletta Fasani, un'artista da sempre impegnata nella promozione della moda sostenibile. La mostra, realizzata in collaborazione con il CNA Milano e le associazioni Formidabile, Design for All Italia, DISS e Collaboriamo, ha messo in luce come anche gli scarti possano diventare risorse creative e produttive. Attraverso le immagini, i visitatori sono stati invitati a riflettere su temi di grande attualità come il riuso dei materiali e il loro impatto positivo sulla comunità e sull'ambiente.
La sostenibilità, tuttavia, non è stata esplorata solo attraverso le immagini. Subito dopo la mostra, il monologo "La vita segreta dei vestiti", interpretato con intensità da Chiara Brunetti e curato dall'associazione Trama Plaza, ha affrontato uno dei settori più impattanti a livello ambientale: l'industria della moda. Il monologo ha portato alla luce le complesse dinamiche legate alla produzione tessile, esplorando i costi nascosti di un settore che, se non regolamentato, può provocare danni considerevoli all'ambiente. Brunetti ha toccato temi delicati come lo sfruttamento delle risorse, la produzione di rifiuti e l'eccessivo consumo, sensibilizzando il pubblico – composto da produttori e consumatori – sull'urgenza di ripensare il nostro modo di vestire e consumare.
La giornata si è conclusa con la presentazione della community CNA Milano, un'occasione per riunire le varie realtà locali attive sul territorio, evidenziando l’importanza di un approccio collettivo alla tutela dell'ambiente. La rete di produttori, designer e artigiani ha discusso di come il design e la creatività possano contribuire in modo attivo a migliorare il futuro del pianeta, promuovendo un'economia circolare basata sul riuso e la riduzione degli sprechi. Questo evento ha fornito un’importante occasione di dialogo e confronto, sottolineando come la collaborazione tra diverse realtà possa essere la chiave per generare cambiamenti concreti e duraturi.
Il Martinitt di Lambrate, attraverso questa serie di iniziative, ha dimostrato ancora una volta di essere un punto di riferimento culturale e sociale, in grado di sensibilizzare il pubblico su tematiche fondamentali come la sostenibilità, il rispetto dell’ambiente e l'importanza di un impegno collettivo e attivo per costruire un futuro più responsabile e consapevole.
"Materiabilia": La Mostra di Paola Pezzi Esplora il Dinamismo della Materia e dell'Esistenza
La mostra d'arte contemporanea "Passaggi di stato" di Paola Pezzi apre le porte a un nuovo capitolo con l'evento intitolato "Materiabilia", promosso da Gaggenau e Cramum. Visitabile fino al 31 luglio presso gli spazi Gaggenau Design Elementi di Milano e Roma, l’esposizione celebra l'abilità straordinaria dell'artista nel plasmare la materia, trasformando anche i materiali più comuni in opere di perfezione. Tuttavia, la materia, così come l’essere umano, non è statica: essa è soggetta a trasformazioni e cambiamenti, proprio come ogni individuo attraversa fasi e mutazioni nel corso della vita.
Questo concetto è al centro della riflessione del curatore della mostra, Sabino Maria Frassà, che sottolinea come l'opera di Paola Pezzi simboleggi l’evoluzione continua a cui siamo tutti soggetti: «Tutta l’esistenza è un passaggio di stato: anche noi, come la materia, siamo sottoposti a pressioni e mutazioni dell’ambiente esterno, che ci spingono a trasformarci continuamente. La sfida è rimanere sempre noi stessi». La mostra "Materiabilia" diventa così un’occasione per riflettere sul divenire, sulla capacità dell'essere umano di adattarsi e trovare equilibrio nonostante le inevitabili metamorfosi della vita.
I visitatori sono invitati a esplorare una vera e propria wunderkammer, una moderna stanza delle meraviglie che richiama le antiche kunstkammer barocche, dove l'attenzione ai dettagli più comuni diventa strumento per esaltare la bellezza nascosta nella quotidianità. Il dinamismo del movimento circolare, ricorrente nelle composizioni di Paola Pezzi, simboleggia la ciclicità della vita e della materia, esprimendo l'idea che tutto, dall'arte all'esistenza, è in costante evoluzione.
Il ciclo "Materiabilia" raccoglie trent'anni di carriera di Pezzi, una scultrice capace di dominare la materia e trasformarla in un manifesto del divenire. Le sue opere non sono solo rappresentazioni statiche, ma piuttosto processi in divenire, che riflettono il continuo mutamento e la tensione verso nuove trasformazioni. Come affermava il filosofo greco Eraclito: «Nulla è permanente tranne il cambiamento». E proprio su questa verità si fonda il lavoro dell'artista, che invita l’osservatore a guardare con curiosità e attesa, sapendo che ogni nuova opera rappresenta un ulteriore passaggio di stato.
Dalla materia alla meraviglia, "Materiabilia" si presenta come una celebrazione della creatività umana e del suo potere di trasformare, di reinventare, di mutare. La mostra diventa quindi un viaggio attraverso le mutazioni della materia, un omaggio alla capacità dell’artista di rendere visibile ciò che è nascosto e di svelare, attraverso l'arte, l'incessante divenire della vita.
Michael Kenna espone a Venezia: la mostra "Buddha" al Palazzo Loredan
Il suggestivo Palazzo Loredan di Venezia ospita la mostra fotografica "Buddha" dell’artista inglese Michael Kenna, un evento promosso da FSCIRE (Fondazione per le scienze religiose), con sedi a Bologna e Palermo. Questa esposizione gratuita, che offre un viaggio spirituale attraverso l'Asia, presenta 111 scatti in bianco e nero immortalati tra Giappone, Cina e India. La mostra, che si concluderà con un finissage mercoledì 24 marzo alla presenza dell'artista, permette al pubblico di immergersi nell'estetica raffinata e meditativa di Kenna.
Nato nel 1953, Kenna inizialmente aspirava a una vita da sacerdote, ma si è presto reso conto che la sua vera vocazione era la fotografia. La sua sensibilità artistica lo ha portato a frequentare la Banbury School of Art nell'Oxfordshire, proseguendo poi presso il London College of Printing. Il suo straordinario talento lo ha consacrato a livello internazionale, culminando nel 2000 con il titolo di Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere, conferitogli dal Ministero della Cultura francese.
La mostra "Buddha" non è semplicemente una raccolta di immagini, ma un viaggio visivo che esplora la spiritualità attraverso la bellezza silenziosa della natura e dei luoghi sacri. La fotografia di Kenna è intrisa di un'introspezione profonda, in grado di catturare l'essenza meditativa degli ambienti. I suoi scatti, sebbene privi di presenza umana, trasmettono una forte sensazione di contemplazione, come se il paesaggio stesso respirasse una vita interiore. Kenna riesce a immortalare il mondo naturale con un’attenzione ai dettagli che rivela il suo legame con la poesia visiva. Come ha detto lo scrittore Henry David Thoreau: "Il mondo non è altro che uno specchio del nostro io interiore." In ogni fotografia, Kenna riflette questa verità, mostrando non solo la bellezza dei paesaggi, ma anche la loro capacità di rispecchiare le nostre emozioni e pensieri più profondi.
L'approccio minimalista e lirico di Kenna rende la sua fotografia "più vicina alla poesia che al racconto", come spesso si dice di lui. Le sue immagini sono impregnate di silenzi sospesi, che invitano lo spettatore a fermarsi, riflettere e abbandonarsi a un senso di pace. La scelta del bianco e nero esalta la semplicità e l'equilibrio delle sue composizioni, riducendo l'immagine all'essenziale e permettendo a chi osserva di percepire il tempo come qualcosa di fluido e senza confini.
La mostra "Buddha" rappresenta un'opportunità unica per entrare in contatto con l'arte di Kenna, che attraverso la sua macchina fotografica cattura non solo il mondo esterno, ma l'anima stessa dei luoghi che ritrae. Una celebrazione della bellezza spirituale e della natura, in un dialogo costante tra la calma del paesaggio e l'introspezione umana.

Firenze celebra l'artigianato internazionale: un viaggio tra arte, tecnica e innovazione
Dal 28 aprile al 2 maggio, Firenze sarà il palcoscenico di un evento internazionale dedicato all’arte dell’artigianato, che si terrà in sei suggestive sedi: Palazzo Medici-Riccardi, Palazzo del Pegaso, Palazzo Coveri, Scuderie del Palazzo Corsini, Sala Vanni e Polveriera della Fortezza da Basso. Questi luoghi storici e simbolici diventeranno il punto d'incontro tra passato e futuro, ospitando una serie di mostre, seminari e incontri che esploreranno le tecniche tradizionali e le innovazioni contemporanee dell'artigianato.
Al centro di questa manifestazione, una raffinata ricerca sui nuovi materiali e le tecniche più avanzate impiegate nella creazione di manufatti artistici. Tra gli ospiti d’eccezione, artisti internazionali come Rein Vollenga e Sam Tho Duong offriranno una visione unica del loro lavoro, che unisce sperimentazione e rispetto per l’antica tradizione artigianale.
La sezione dedicata all’arte del gioiello sarà una delle più attese, con la presenza di esperti di fama mondiale, tra cui Roberta Bernabei, Maria Laura La Mantia, Paola Stroppiana, Federica Fontana, Carla Riccoboni, Barbara Schmidt, Nantia Koulidou, Conversation Piece, Lauren Kalman, Ana Rajcevic, Anya Kivarkis e Jayne Wallace. Questi maestri del design esploreranno le dinamiche tra tecnica, estetica e sostenibilità, discutendo l'importanza di innovare pur mantenendo un profondo rispetto per l'eredità culturale del gioiello artigianale.
Come diceva il celebre architetto Frank Lloyd Wright: "Ogni grande architetto è necessariamente un grande poeta. Deve essere un interprete originale del suo tempo, del suo giorno, della sua età." Allo stesso modo, ogni artigiano è un poeta che, attraverso le sue mani, interpreta il presente, trasformando materiali grezzi in opere d’arte che raccontano storie di tradizione, innovazione e cultura.
Questo evento rappresenta non solo un'occasione per celebrare l'arte artigianale fiorentina e internazionale, ma anche un’opportunità per riflettere sul ruolo che l'artigianato può svolgere nel mondo moderno. La creatività e la manualità diventano così un linguaggio universale che unisce culture e generazioni, dimostrando che, in un mondo sempre più digitale, l'arte del fare con le mani conserva intatto il suo valore e il suo potere espressivo.
"Stracci": il documentario di Tommaso Santi racconta l'economia circolare nell'industria della moda
Dall'8 marzo, è disponibile On Demand sulle piattaforme CG Digital e Chili il documentario "Stracci", diretto da Tommaso Santi e scritto in collaborazione con Silvia Gambi. Il regista e sceneggiatore, già due volte vincitore del prestigioso Premio Solinas, porta sullo schermo un’opera che esplora il passato e il futuro dell'industria tessile italiana, con un focus particolare su Prato, una delle capitali storiche del riciclo tessile.
Con precedenti successi come "Restaurare il cielo", vincitore del Premio d'oro della Stampa Estera in Italia, e il cortometraggio "Krenk", che gli ha valso il premio per la migliore sceneggiatura al 75° Festival di Venezia, Tommaso Santi si conferma una delle voci più autorevoli nel panorama cinematografico italiano. In "Stracci", prodotto da Kove con la collaborazione di SoloModaSostenibile, il regista porta l’attenzione sul tessuto sociale e economico di Prato, una città che ha fatto del riciclo tessile una tradizione secolare.
Al centro del documentario, un'economia circolare di antiche origini che oggi torna prepotentemente alla ribalta in un mondo sempre più sensibile ai temi della sostenibilità ambientale. Il riciclo dei materiali, come quello della lana proveniente dagli abiti dismessi, non è solo un tema attuale, ma una pratica antica che ha saputo resistere nel tempo, diventando oggetto di studio per chi è interessato alle innovative procedure di lavorazione e rigenerazione dei capi d'abbigliamento.
Nel documentario, voci di rilievo del panorama internazionale, come Ellen MacArthur, pioniera e promotrice dell'economia circolare, illustrano gli obiettivi e i vantaggi di un sistema che mira a ridurre lo spreco e a prolungare la vita dei materiali, trasformando i rifiuti in risorse.
A rendere ancora più incisivo il messaggio di "Stracci", interviene Liz Ricketts, co-fondatrice di The OR Foundation, che offre una testimonianza diretta dell'impatto devastante dell'industria della moda sui paesi africani. In Ghana, ad Accra, si trova una delle più grandi discariche di rifiuti tessili al mondo. Ricketts descrive con passione e preoccupazione la situazione critica di questa enorme accumulazione di scarti, che si riversano su nazioni come il Ghana, trasformandole in discariche globali per i rifiuti provenienti dai paesi più ricchi.
Ma, come spesso accade, nel cuore dei problemi ambientali si nascondono anche le opportunità. Il documentario esplora il potenziale del riuso e del riciclo come una possibile soluzione che non solo riduce l'impatto ambientale, ma crea nuove opportunità economiche per i paesi emergenti, trasformando gli scarti in risorse preziose.
Il viaggio raccontato in "Stracci" si conclude in Toscana, culla della tradizione tessile, dove vengono esaminati i progressi compiuti nel corso del tempo e si delineano le prospettive future. La chiave del cambiamento, suggerisce il documentario, risiede in un impegno collettivo, che coinvolge governi, enti locali, produttori e consumatori. Solo attraverso un’azione concertata si potrà raggiungere l'obiettivo ambizioso della sostenibilità.
Come disse Albert Einstein: "Non possiamo risolvere i nostri problemi con lo stesso pensiero che abbiamo usato quando li abbiamo creati". E proprio questo cambio di paradigma è al centro di "Stracci", che ci invita a ripensare non solo il nostro modo di consumare, ma anche il nostro rapporto con i rifiuti, facendo della sostenibilità un obiettivo condiviso.
Trento Art Prize: proclamati i vincitori del primo festival digitale di arte contemporanea italiana
Sono stati proclamati i vincitori del Trento Art Prize, il primo festival digitale dedicato all'arte contemporanea in Italia, selezionati tra i talentuosi finalisti che hanno preso parte all'evento. La cerimonia di premiazione si è svolta sabato 7 marzo, segnando la conclusione di un’intensa settimana, dal 2 al 6 marzo 2022, in cui il festival ha raccolto e messo in luce i progetti artistici dei partecipanti che hanno aderito all'iniziativa.
Questo innovativo format digitale ha dato voce a nuove forme d'espressione, spaziando tra diverse discipline artistiche, e ha rappresentato un importante punto d’incontro tra artisti emergenti e professionisti del settore. Attraverso mostre virtuali e dialoghi online, il Trento Art Prize ha voluto non solo esaltare il talento creativo, ma anche rispondere alle sfide che il mondo dell'arte contemporanea affronta nell'era digitale, offrendo uno spazio inclusivo e accessibile a tutti, senza limiti geografici.
Come affermava Pablo Picasso: "Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi". Il Trento Art Prize ha celebrato proprio questa capacità di mantenere viva la fiamma della creatività, promuovendo il lavoro di quegli artisti che, con coraggio e innovazione, continuano a esplorare nuovi linguaggi visivi e concettuali.
Grazie a questa piattaforma, il festival ha rappresentato una finestra aperta sul futuro dell’arte contemporanea, dimostrando che, anche in un contesto digitale, è possibile creare connessioni significative e coltivare una comunità artistica vibrante e in costante evoluzione.
Ricardo Arjona porta il suo "Blanco y Negro Tour" a Roma: due concerti imperdibili per la superstar della musica latina
Il 15 e 16 marzo 2022, Roma sarà il palcoscenico di due attesissimi concerti della superstar della musica latina, Ricardo Arjona, che arriverà in Italia per promuovere il suo nuovo album "Blanco y Negro", nell’ambito dell’omonimo tour internazionale. Dopo aver conquistato il pubblico di Spagna, Inghilterra, Francia, Germania e Svizzera, dove ha già registrato il tutto esaurito, Arjona è pronto a replicare il suo successo in Italia, paese dove nel 2018 aveva lasciato un segno indelebile con il tour Circo Soledad.
"Blanco y Negro", pubblicato il 3 dicembre 2021, è un progetto discografico ambizioso composto da 29 tracce divise in due parti, di cui una in versione unplugged. L’album è stato registrato negli storici Abbey Road Studios di Londra, un luogo mitico per la musica, e riflette l'anima versatile e profonda dell’artista. Scritto e inciso durante la pandemia, l’album esprime tutta la calda energia che caratterizza la musica di Ricardo Arjona, un cantautore capace di toccare il cuore dei fan con la sua miscela unica di poesia, passione e melodia. Arjona, vincitore di due Grammy Award per il miglior album pop latino nel 2006 e 2007 con Adentro, continua a stupire e coinvolgere con la sua inarrestabile creatività.
Ma il Blanco y Negro Tour non si ferma qui. Dopo i concerti di Roma, Arjona proseguirà con altre tappe internazionali, tra cui alcune delle più importanti città statunitensi come New York, Miami e Portorico. A marzo, il tour si espanderà oltreoceano, consolidandosi come uno degli eventi musicali più importanti del 2022 nell’ambito della musica latinoamericana. Anche in Sud America, Arjona continua a far parlare di sé: dopo il grande successo ottenuto in Argentina, il cantautore ha già previsto cinque serate consecutive nella capitale cilena, Santiago.
Ricardo Arjona, all'anagrafe Edgar Ricardo Arjona Morales, nato nel 1964 in Guatemala, ha coltivato fin da giovane una passione per la musica, ma il suo percorso verso il successo non è stato immediato. Dopo una delusione per lo scarso successo del suo primo album "Déjame decir que te amo", Arjona si è temporaneamente allontanato dal mondo della musica, dedicandosi al basket, dove ha ottenuto ottimi risultati, indossando persino la maglia della nazionale guatemalteca. Tuttavia, la musica è sempre stata la sua vera vocazione, e nel 1990 ha raggiunto la fama internazionale grazie al singolo "Jesús, verbo no sustantivo", che ha segnato l’inizio di una carriera stellare.
Le hit "Animal Nocturno", "Mujeres" e "Cómo olvidarte" hanno consolidato la sua posizione di rilievo nel panorama musicale latinoamericano, rendendolo un’icona degli anni '90. Con 15 album in studio, 19 compilation, 80 milioni di copie vendute nel mondo e oltre 30 canzoni scritte per altri artisti, Arjona ha dimostrato di essere una figura influente e amata a livello globale, guadagnando la stima di milioni di fan.
Vincitore di numerose nomination e premi, Arjona ha raggiunto il primo posto nelle classifiche di Billboard Latin con quattro album, ed è stato protagonista di ben 34 spettacoli sold-out al Luna Park di Buenos Aires, in Argentina. Attivo in Guatemala e Messico, Arjona detiene il record di maggiori esibizioni al celebre festival Viña del Mar in Cile, dove è diventato una leggenda. Tra le collaborazioni di rilievo, si annovera quella con il crooner newyorkese Tony Bennett, e il concerto "Hecho a la Antigua" del 2021 è stato il concerto latino-americano in streaming con il maggior numero di visualizzazioni, superando i 3 milioni di utenti.
Con il Blanco y Negro Tour, Ricardo Arjona si conferma uno degli artisti più eclettici e apprezzati della scena musicale latina, capace di emozionare il pubblico con la sua arte senza tempo e la sua capacità di reinventarsi. I concerti di Roma saranno un’occasione imperdibile per assistere a uno spettacolo che celebra la passione, la musica e la resilienza di un artista che ha saputo trasformare la sua carriera in un viaggio straordinario.
Una finestra sull'Africa: la mostra fotografica che intreccia arte e solidarietà
In occasione della Festa della Donna, Milano ha inaugurato una mostra fotografica capace di trasportare i visitatori nelle terre esotiche dell'Africa attraverso 72 scatti che raccontano la cruda e coinvolgente bellezza di quei luoghi. L’esposizione, curata da Ludovica Cristofaro e visitabile fino al 27 marzo, rappresenta molto più di una semplice collezione di immagini: è un viaggio visivo ed emozionale che esplora la cultura e le usanze delle popolazioni locali della Tanzania.
Il progetto, però, va oltre l'arte: i fondi raccolti durante l’evento saranno destinati alla costruzione di tre pozzi nei villaggi Maasai di Mkuru, Madape e Engikaret, nel nord della regione. Un'iniziativa che unisce cultura e solidarietà, dando vita a un dialogo tra mondi apparentemente lontani. Gli scatti si trasformano così in un ponte tra l’osservatore e le comunità ritratte, restituendo non solo immagini ma storie, volti e una realtà che chiede di essere compresa e supportata.
Il fotografo, Lotumolo, ha intrapreso questo viaggio nel novembre del 2015. Un’esperienza che lo ha portato a conoscere nuove realtà e, al contempo, a riscoprire una parte di sé. La fotografia è diventata per lui non solo uno strumento di espressione artistica, ma un mezzo per esplorare l’anima e le emozioni che scaturiscono dall’incontro con culture diverse. "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi", diceva Marcel Proust, una citazione che ben si adatta all’approccio di Lotumolo, il cui obiettivo cattura non solo paesaggi, ma l’essenza dell’umanità che abita quei luoghi.
La mostra vanta il patrocinio dell'Associazione Onlus Epsilon, in collaborazione con Radici Globali, e grazie all'agenzia di comunicazione Theoria, partner del progetto, lo spazio espositivo diventa il teatro ideale per questo racconto visivo. Attraverso i suoi scatti, Lotumolo ci invita a riflettere su un mondo che, sebbene distante, è legato a noi da un filo invisibile di solidarietà e umanità condivisa.
L'intero lavoro di Lotumolo è visitabile nel sito: stefanolotumolo.com
Via Settala 41, Milano
L'eccellenza dell'Amarone in scena: l'asta internazionale “Rescue the Grapes” promuove la sostenibilità vitivinicola
Le vere protagoniste dell’evento saranno le bottiglie dei 13 Magnum dei migliori Amaroni, proposte dall’associazione Le Famiglie Storiche, nata nel 2009 per preservare e valorizzare l'autenticità di un vino che è sinonimo di eccellenza italiana. Questa prestigiosa asta, istituita dal CEO di GFH Global, rappresenta un'opportunità unica per celebrare la maestria artigianale delle etichette storiche della Valpolicella, riunendo oltre 40 produttori del gotha vitivinicolo mondiale. L'incontro non si limiterà alla vendita all'asta, ma offrirà una piattaforma esclusiva per degustazioni raffinate, tour nelle aziende vinicole e la presentazione di lotti di una vasta gamma di vini d’élite, riflettendo un perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione.
A guidare e promuovere questa iniziativa ci sono figure di spicco del mondo enologico internazionale, come Arlene Willis e Miguel Torres, affiancati dal celebre giornalista Hugh Johnson. Uniti dalla volontà di proteggere le regioni vinicole storiche dalle minacce derivanti da nuovi metodi di coltivazione invasiva, questi protagonisti del settore si fanno portavoce di una visione volta a preservare e rispettare l'eredità vitivinicola mondiale.
Il presidente in carica de Le Famiglie Storiche, Alberto Zenato, si è detto entusiasta di partecipare a questo evento di risonanza globale. Zenato vede in questa asta un'occasione imperdibile per far conoscere il lungo percorso del gruppo, impegnato da anni nella salvaguardia ambientale e nella ricerca di metodi innovativi e sostenibili per la viticoltura. “Abbiamo accolto con favore l’invito ad essere presenti all’Asta Rescue the Grapes, consapevoli delle ampie problematiche che i mutamenti climatici pongono alla vitivinicoltura, problematiche che ci coinvolgono direttamente” ha dichiarato il Presidente. “La responsabilità di impresa su questi temi e la ricerca della sostenibilità produttiva sono diventate un dovere, così come contribuire a sostenere ricerche e studi che ne favoriscano l’implementazione. Siamo onorati di partecipare attivamente a questa iniziativa, accanto alle etichette più blasonate di tutto il mondo, a dimostrazione del riconoscimento e della reputazione che Le Famiglie Storiche e i loro Amaroni hanno saputo costruire negli anni” – ha concluso Zenato.
Durante l’asta, saranno presentate soluzioni climatiche innovative per la viticoltura, come il Porto Protocol, il Tasting Climate Change, il Climate Adaptation Certificate Program e la Napa Valley Vinters Association. Questi programmi, dedicati alla lotta contro il cambiamento climatico, vantano la partecipazione di partner storici come Yamba Malawi e Has Haiti, sottolineando l'importanza di una cooperazione internazionale nel contrastare le sfide che la viticoltura globale si trova ad affrontare.
Le etichette proposte all'asta riflettono i valori fondanti de Le Famiglie Storiche: passione, tradizione e cultura. L'associazione, che da sempre si radica nella realtà della Valpolicella, persegue tre grandi ideali: la salvaguardia, la testimonianza e la valorizzazione delle terre e dei prodotti che ne derivano. Ogni bottiglia presentata all’asta diventa così una celebrazione della maestria artigianale e della dedizione che queste famiglie hanno trasmesso di generazione in generazione, facendo del loro Amarone un simbolo internazionale di eccellenza enologica.
Il lotto di 13 magnum di Amarone, ciascuna firmata dal suo produttore e prodotte da "Le Famiglie storiche" è composta dalle seguenti etichette:
Allegrini - Amarone della Valpolicella Classico DOCG 2017
Begali- Amarone della Valpolicella Classico DOCG 2017
Brigadara - Case Vecie, Amarone della Valpolicella DOCG 2015
Guerrieri Rizzardi - Amarone della Valpolicella DOCG CL. Villa Rizzardi 2011
Masi - Riserva di Costasera Amarone Classico della Valpolicella DOCG 2015
Musella - Amarone della Valpolicella DOCG 2012
Speri - Sant’Urbano, Amarone Classico della Valpolicella DOCG 2015
Tedeschi - Capitel Monte Olmi, Amarone della Valpolicella DOCG Classico Riserva 2015
Tenuta Sant’Antonio - Antonio Castagnedi, Amarone della Valpolicella DOCG 2016
Tommasi - Amarone della Valpolicella Classico DOCG 2016
Torre d’Orti - Amarone della Valpolicella DOCG 2017
Venturini - Amarone della Valpolicella Classico DOCG 2015
Zenato - Amarone Classico della Valpolicella DOCG Riserva Sergio Zenato 2008
Un Omaggio a Pier Paolo Pasolini: L’evento di Le Cannibale durante MuseoCity
L’evento dedicato al poeta, scrittore e regista Pier Paolo Pasolini torna a rinnovarsi grazie alla proposta di Le Cannibale, in occasione di MuseoCity. In collaborazione con l’archivio AAMOD, sabato 5 marzo, presso il Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano, in via Palestro 14, si terrà una serata che unisce musica elettronica, arte figurativa e contenuti audiovisivi, con un tributo particolare all’opera inedita di Pasolini e di altre figure iconiche del XX secolo.
Questa celebrazione di Pasolini si inserisce in un contesto che va oltre il semplice omaggio artistico, offrendo un’esperienza immersiva in cui diverse forme d'arte dialogano tra loro, ispirate dal pensiero radicale e visionario di uno degli intellettuali più controversi e influenti del Novecento. Grazie alla collaborazione con l’archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (AAMOD), l'evento diventa un'occasione per riavvicinarsi alla storia del cinema, della letteratura e dell'arte politica di Pasolini, arricchita da materiali d’archivio rarissimi e preziosi.
Il pubblico avrà l’opportunità di scoprire immagini d’archivio e interviste esclusive, tra cui conversazioni inedite con Bernardo Bertolucci e lo stesso Pier Paolo Pasolini, che aggiungeranno ulteriore profondità a questa retrospettiva artistica. Si tratta di una finestra unica che consente di esplorare aspetti intimi e poco noti del percorso intellettuale e creativo di Pasolini, le cui riflessioni continuano a essere straordinariamente attuali.
Durante la serata, gli spettatori potranno assistere a un live audio/video curato da Luca Maria Baldini e Cosimo Terlizzi, che dialogherà con i filmati e le interviste d'epoca, creando un’interazione potente tra passato e presente, tra cinema e musica elettronica. I biglietti per partecipare all’evento sono acquistabili attraverso le pagine Facebook e Instagram di Le Cannibale, offrendo un accesso privilegiato a un viaggio audiovisivo nel mondo di Pasolini e oltre.
I partecipanti potranno fruire di una serie di opere audiovisive che comprendono:
Questa serata promette di essere molto più di un evento culturale: sarà un’occasione per riflettere, immergersi e lasciarsi ispirare dal mondo complesso e affascinante di Pier Paolo Pasolini, che continua a parlare alle nuove generazioni con una voce forte e vibrante, capace di superare i confini del tempo.
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