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Atmosfere che rimandano ad un America anni ’30, immersa mani e piedi nel mondo del jazz e dello swing, mescolate magistralmente all’istrionismo gitano, fatto di improvvisazione ed eclettismo, ritmo e passionalità. Questi gli ingredienti principali del manouche, sottogenere del jazz, nato da colui che ne è tuttora considerato fondatore ufficiale, il grande Django Reinhardt, chitarrista nomade di origine belga.
Come probabilmente si può intuire, con il termine “musica tzigana” si comprendono tradizioni musicali di ogni parte d’Europa, ovviamente diverse tra di loro, un po’ come quando ci si riferisce genericamente alla musica folk. Ciò che tendenzialmente accomuna queste musiche è il ruolo da protagonista svolto dagli strumenti a corde, quali chitarre, violini, bassi, cembali, e il ritmo, cadenzato ed incalzante.
La tradizione di questo genere musicale è vasta, antichissima e, non c’è bisogno di dirlo, molto affascinante, in quanto in grado di convogliare in un solo movimento secoli di folclore di paesi diversissimi tra loro. Quando poi avviene l’incontro-scontro con generi in molti sensi anch’essi “popolari”, appassionati e coinvolgenti, come il jazz e lo swing, il risultato non può che colpire positivamente.
Di queste emozioni, antiche e sempre nuove, si fanno portatori i FourOnSix, gruppo di musicisti versatili e talentuosi che di sé non parlano molto, ma su cui la loro musica riesce a dire tutto, o quasi.
Il progetto nasce a Milano, nel 2010, e si compone di Fausto Savatteri e Claudio La Gumina (alle chitarre manouche), Vincenzo Marino (sax soprano e sax tenore), Davide Laura (violino e mandolino), Matteo Prina e Giacomo Tagliavia (al contrabbasso).In formazione completa sono un quintetto, anche se all’evenienza sono pronti ad aggiungere il proverbiale posto a tavola, e la musica si corona delle voci di Michele e Alfonso Cipriano e di Claudia Zannoni. Ah, perdonatemi, come dimenticare lo strumento più interessante della loro formazione, lo sceccofono, magistralmente interpretato da Arturo Nuara. Lo so, non avete idea di cosa sia, ma prendetevi il tempo di dare un occhio a questo video, in fondo, non si smette mai di imparare!
Per chi volesse assaporare le atmosfere divertite e i ritmi gipsy-swing, i Four On Six si esibiranno all'evento Chapeau! di sabato 1 giugno, dove, insieme al cantante Michele Cipriano, regaleranno agli avventori un assaggio della loro miglior musica strumentale da repertorio, nonchè una rivisitazione in chiave manouche di brani di maestri della musica italiana quali Paolo Conte, Ettore Petrolini, Giorgio Conte, Fred Buscaglione, Giorgio Gaber e non solo.
Neropinto segnala una bella iniziativa che si terrà a Brescia: un premio che fa da tramite tra gli artisti del passato e i giovani, il futuro dell'arte.
Una commistione tra arti figurative e performative per una serata da non perdere.
Sabato 1 Giugno 2013 dalle h 19.00, si terrà la quarta e ultima serata del Premio per le arti L.A. Petroni 2013. Il premio, nato per ricordare l’artista bresciana Lidia Anita Petroni, promuove il lavoro di ricerca degli artisti lombardi dando loro un'occasione di visibilità e confronto al fine di supportare i giovani emergenti nella produzione e nella circuitazione di nuove opere.
Quest'anno il premio è stato ampliato con due nuove sezioni: Musica, a cura dell'associazione Quid, e Arti figurative, a cura di Spazio Arte Duina.
Durante la serata verrà reso noto il nome dei vincitori delle tre sezioni. Alle ore 19.00, presso Spazio Teatro Idra, accompagnato da un aperitivo, si esibirà e sarà proclamato il vincitore della sezione musica (selezionato dalla giuria composta da Carlo Boccadoro, Mauro Montalbetti, Rossanno Pinelli, Emanuele Maniscalco, Andrea Rebaudengo), verranno, inoltre, mostrate le tre opere finaliste della sezione arte figurativa selezionate dalla giuria composta da Anna Lisa Ghirardi (critico d’arte) e Luciano Pea (docente LABA e artista). Sempre alle 19.00 sarà rivelato il vincitore della sezione arti performative, selezionato per il 25% dal numerosissimo pubblico presente in sala durante le serate dell’ 11-18-25 Maggio, per il 15% dalle votazioni online (canale youtube, facebook) e per il 60 % da una giuria d'esperti composta da Pietro Arrigoni (regista), Manuela Bondavalli (coreografa - Container12), Flavia Gottardi, Francesca Daldossi e Bruna Gozio (Centro Teatrale Bresciano), Nadia Busato (Giornalista e scrittrice), Luisa Cuttini (Ass. Danzarte), Davide D'Antonio (Residenza Idra), Francesco De Leonardis (Giornalista), Fausta Faini (Accademia della Voce), Francesca Mainetti (Teatro 19) Vittorio Pedrali (Eureteis), Paolo Peli (Associazione SR), Claudio Simeone (Amici Complici e Amanti), Simone Tonelli (Giornalista), Giuseppina Turra (attrice). Le compagnie che hanno partecipato al premio quest'anno sono: monza7amoretti (Milano), Fattoria Vittadini (Milano), Compagnia Lyria|Crema Laura (Brescia), Lab 121 (Milano), InBalìa | Compagnia Instabile (Milano), Pandemio.Performing.Arts (Brescia), Coop. AttivaMente | Residenza Torre Rotonda (Como), Compagnia CHRONOS3 (Milano), Compagnia Officina (Brescia). Nella stessa serata verrà presentato in prima nazionale lo spettacolo Cingomma, della compagnia Jessica Leonello, vincitore della scorsa edizione del Premio per le arti Lidia Petroni, alle ore 21.30 presso il Teatro Santa Chiara.
Premio per le arti L.A. Petroni 2013 Dove: Spazio Teatro Idra, Vicolo delle Vidazze 15, Brescia
Info: tel. 0303701163 – 3392968449 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
CINGOMMA
Di e con Jessica Leonello Regia: Jessica Leonello Aiuto regia: Veronica Capozzoli Disegno luci: Luca Serafini “Se il vostro treno è in ritardo, la coincidenza partirà puntuale”. B. Cendrars Non allacciate le cinture, allacciate la pazienza alla speranza, le stringhe delle scarpe per salire e scendere dal treno, la tracolla delle borse, il nord con il sud, in un pacco regalo, mettetegli un fiocco ed eccoci pronti a viaggiare sui binari di una “transitaliana”. Cingomma è un monologo che parte dalle nevrosi dei viaggi attuali, per tornare a come si viaggiava una volta, all’Italia che negli anni’90 viaggiava con coraggio, nelle ferie estive, sull’Espresso Milano-Palermo: una riflessione sui cambiamenti dei nostri viaggi che raccontano la nostra storia e cosa siamo diventati. E’ l’Italia che viaggiava in treno, quando ancora c’era FS, il tempo scorreva lentamente e il viaggiatore non era un cliente. Ma il viaggio è forse, innanzi tutto, un viaggio di ritorno alle radici che, come una gomma da masticare, cerchi di appiccicare sotto il banco, ma che ti lascia, inconfondibile tra le dita, un odore di fragola. Una narrazione sul piccolo mondo antico dell’Espresso Milano-Palermo, che oscilla tra narratore e personaggi con uno sguardo ironico e a tratti grottesco. Un viaggio al termine dello stivale e oltre, narrato così, come i ricordi sanno condire le immagini.
JESSICA LEONELLO Nel 2009 si diploma alla scuola di Mimo e Commedia dell’Arte “Louis Jouvet” di Bologna e prosegue la sua formazione nella Commedia dell’Arte seguendo laboratori con Eugenio Allegri e, in occasione della Giornata della Commedia dell’Arte, con Francesco Gigliotti, partecipando agli spettacoli della scuola al Teatro Dehon di Bologna e ad alcuni Festival tra cui il Festival Internazionale di Commedia dell’Arte di Venezia, il Festival “Zani et Arlichini” di Bergamo e il Festival Internazionale di Commedia dell’Arte “L’eredità della maschera” di Bologna. Partecipa come attrice, con la Compagnia “Semivolto” di Faenza allo spettacolo per bambini “Seme-Seme, Storia di un volo a testa in giù”, presentato in anteprima alla rassegna “In disequilibrio” alla Casa del Teatro di Faenza, presso il Teatro Due Mondi. Partecipa allo spettacolo “Giuditta” di Samir Oursana vincitore ex-aequo del Premio Scenario Infanzia 2006. Partecipa al laboratorio “alla ricerca di un metodo”, di preparazione e selezione per Carmen alla Scala di Milano, della regista Emma Dante. Prosegue la sua formazione, avvicinandosi al teatro di narrazione e allo studio del personaggio seguendo tra le altre, Giuliana Musso e Arianna Scommegna. Nel 2012 vince la III Edizione del Premio per le Arti L. Petroni indetto dal Teatro Inverso- Residenza Idra con lo studio “Cingomma”. E’ attrice nello spettacolo “Blister” e “Uno” di Teatro Inverso.
Prendete 5 giovani accomunati da una grande passione per l’arte, aggiungete una buona dose di creatività e intraprendenza, nonché un pizzico di sana incoscienza, ecco a voi Atchu Art.
Stiamo parlando di un collettivo nato nel maggio 2012 quasi casualmente, come una scommessa, ma che in breve tempo ha conosciuto notevoli successi e riconoscimenti.
Lo Yu, Ilena Russo, Luca Mezzadra, Ludovica de Adamich, Martina Nardulli e Marco De Simone, questi i nomi dei fondatori del gruppo, diversi l’uno dall’altro, ognuno con la propria personalità e le proprie abilità, ma accumunati dalla giovanissima età e dalla voglia di esprimersi attraverso l’arte.
Atchu Art è il nome che scelgono per il loro collettivo. Può sembrare di poco conto e banale, ma è tutto forchè scontato, anzi geniale.
La decisione di usare la parola “Atchu” nasce in maniera casuale, come del resto il loro incontro. Durante uno dei tanti brainstorming uno dei componenti fece un starnuto: un accaduto di poco conto, ma che diede una giusta intuizione. Quel gesto così inaspettato e naturale che la maggior parte delle persone cercano di mascherare, ma che è impossibile da evitare, esprime perfettamente la loro voglia di osare e sperimentare.
Così i ragazzi decidono che il loro nome sarebbe stato Atchu Art, simbolo di un’arte mai uguale, in continuo divenire, che vuole sorprendere lo spettatore e suscitare profonde emozioni. Quadri di gesso e un portone di rame a sbalzo per il Magna Pars Suites di via Forcella, questi sono i loro primi lavori come collettivo in cui sono già presenti gli elementi distintivi della loro arte. L’obiettivo del collettivo è la ricerca stessa: tutti i loro lavori nascono da un libero sfogo creativo e dalla voglia di andare oltre, di dare vita a qualcosa di nuovo e inedito, sperimentando ogni volta tecniche e materiali diversi, da quelli più rudimentali a quelli più contemporanei. Il vero fattore di differenza, da cui deriva il successo delle loro creazioni, risiede proprio nel significato stesso di collettivo: unione, discussione e confronto generano una forza creativa che altrimenti sarebbe irraggiungibile.
Nel loro sito si trova u pensiero di James Joyce che al meglio sintetizza il significato che ha l'arte per loro.
"Cercare adagio, umilmente, costantemente di esprimere, di tornare a spremere dalla terra bruta o da ciò ch'essa genera, dai suoni, dalle forme e dai colori, che sono le porte della prigione della nostra anima, un'immagine di quella bellezza che siamo giunti a comprendere: questo è l'arte."
Per ammirare la sorprendente creatività di Atchu Art venite sabato 1 giugno dalle ore 22.00 all’evento Chapeau organizzato da Modalità Demodé in collaborazione con Rosaspinto Arte&Comunicazione presso la prestigiosa location Spazio Giulio Romano (via Giulio Romano 8, mm Porta Romana).
Atchu Art http://www.atchuart.com https://www.facebook.com/AtchuArt E-mail - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
La Fondazione Forma per la Fotografia ha inaugurato mercoledì la mostra Paradise del fotografo italo-svedese Joakim Kocjancic, che durerà fino al 23 giugno.
Nelle immagini dell'artista la città di Stoccolma avvolge le figure, con tracce di graffiti, saluti al paesaggio, messaggi da coloro che sono invisibili, catturati dal fotografo che è sia una parte dell'immagine, sia un elemento estraneo a essa, una persona sola che vede oltre la materia e che vuole andare fino in fondo, esplorare l'anima della città e delle persone che la animano.
Paradise offre un tour gratuito nel paese delle meravigliose illusioni, un incontro tra cielo e terra, tra bianco e nero, attraverso fotografie di vita in movimento, tentando di opporre resistenza a ciò che ci distrugge, i poteri e il tempo.
Joakim Kocjancic nasce a Milano nel 1975, dopo aver frequentato l'Accademia di Belle Arti di Firenze e Carrara, si sposta per diverse città europee e consegue un master di fotogiornalismo alla London College of Communication. Nel 2006 si stabilisce a Stoccolma e realizza alcune mostre, trovando la sua ispirazione nella fotografia di strada con riferimenti alla tradizione americana, giapponese e ovviamente al neorealismo italiano. Nel 2009 è membro dell'agenzia fotografica Linkimage ed è stata selezionato due volte al Foto Festival di Roma. Nel 2010 vince in Svezia il premio per la migliore fotografia in bianco e nero.
Dal 29 maggio al 23 giugno Fondazione Forma per la Fotografia Piazza Tito Lucrezia Caro 1 Milano
Info: www.formafoto.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 0258118067 0289075419
Oggi, 29 maggio 2013, si è spenta a Milano Franca Rame, attrice teatrale, drammaturga, politica ma soprattutto paladina dei diritti delle donne.
Noi di Nerospinto vogliamo ricordarla attraverso le sue frasi più ribelli, forti, vere..per ricordare un'Italiana che non ha mai avuto paura di svelare al mondo il suo cuore.
(…) Perché mi stringono tanto? Io non mi muovo, non urlo, sono senza voce. Non capisco cosa mi stia capitando. La radio canta, neanche tanto forte. Perché la musica? Perché l’abbassano? Forse è perché non grido. (Lo stupro,1975)
"Non sono un flipper, che puoi infilarci le 100 lire e sbatterlo come ti pare" (Tutta casa, letto e chiesa-1977)
Te la caverai con poco, come tanti altri. Per quanto tu possa ripensare a quell’orribile momento… mai potrai capire quanto male mi hai fatto. Un male che brucia continuamente nel mio cervello… nel mio cuore… un male che nulla potrà mai cancellare. Mi hai bruciato la vita, ragazzo.(Stuprata da un ragazzo “per bene”-20/02/ 2012-Blog di Franca Rame su Il Fatto Quotidiano)
Noi moderni siamo i primi nella storia del mondo a porci il problema del nostro piacere. Quando la gente lavorava quelle diciotto ore al giorno, non aveva certo energie da dedicare al rapporto sessuale: erano stanchi morti, mangiavano, andavano a letto: tran-tran-tran, poi (russa) grgrrrrrrrr!, s'addormentavano... Succede anche oggi... anche se si lavora molto meno. Molte mie amiche si lamentano che i mariti: trun-trun-trun, poi grgrrrrrrrrr!, senza manco dire: "Grazie cara... vuoi un caffè?".
Oggi, per l'uomo, esibire il godimento è diventato uno status symbol: una moglie, una fidanzata, tre amanti, un fidanzato. Scherzo...
E spesso questo godimento, questo piacere i maschi lo esibiscono, lo millantano. (L’uomo che sbruffone!-XIII Puntata-Sesso?- 27/02/2013 -Blog di Franca Rame su www.francarame.it)
Nascere donna è un gran casino, perché fin da piccola ti distorcono le idee sul sesso, su te stessa. Che non sei bella, che c'hai dentro questa cosa sporca ma tanto preziosa che tutti te la vogliono. Ma se è così sporca, perché tutti la vogliono? "Perché sono dei maialoni!!!" Non capisci bene il significato, e invece di andarci a fondo, ti accontenti del non capire niente. Perché? (…) Improvvisamente, (lui) non è più un porco e tu non sei più un bidone della spazzatura ma un delicato mazzolino di rose con nel bel mezzo un'orchidea "bianca".
Perché? Perché tutto è stato purificato dall'AMMORRE! Che baggianata! Dall'amore! Una parola bellissima "amore amore amore quanto mi piaci... vivo solo per te... ti amo, ti amo... sei la mia vita!" Il giorno dopo ti ritrovi con una montagna di piatti da lavare e il detersivo è finito.(Nascere donna-XXXIII Puntata-Sesso?-26/04/2013/-Blog di Franca Rame su www.francarame.it)
Penso anche al mio funerale e qui, sorrido. Donne, tante donne, tutte quelle che ho aiutato, che mi sono state vicino, amiche e anche nemiche…vestite di rosso che cantano “bella ciao”.(Lettera d’amore a Dario-30/0 1/2013-Blog di Franca Rame su Il Fatto Quotidiano)
Architetture fatte di luce: questo è Yradia, una light agency nata dalla partnership tra Design Group Italia, importante agenzia di design, D’Alesio &Santoro, giovane realtà del settore lighting e Huub Ubbens, lighting designer di fama mondiale.
Istallazioni artistiche concettuali si sposano allo studio attento dei fenomeni di rifrazione della luce, per dare vita a giochi luminosi, lampade sospese, che paiono volare, anelli colorati mossi dal vento.
Lo spettro dei colori come tavolozza da cui attingere per esaltare e creare, in un continuo gioco di sfumature che celano e rivelano, per emozionare ed emozionarsi.
La luce come mezzo con cui scolpire lo spazio ma anche come strumento con cui valorizzare un prodotto, il tutto prendendo in esame cultura, funzione e visione, una triade applicabile non solo al design tout court ma anche e soprattutto alle nuove frontiere dell’interior e product design.
Yradia è ormai un punto di riferimento nel mondo delle lighting technologies, tanto da aver lavorato con realtà affermate quali Pininfarina,ABB e 3M Svezia.
La luce, in tutte le sue sfumature, sarà tra i protagonisti, sabato 1 giugno, dell’evento Chapeau, organizzato da Modalità Demodè in collaborazione con Rosaspinto presso lo Spazio Giulio Romano (via Giulio Romano, 8-MM Porta Romana),
Yradia…follow the light
Ed in un battito di ciglia è arrivata l'estate.
Il battito animale ci travolge come ogni anno.
Il nostro cuore cambia il battito e lo velocizza un po'.
Ed in un battito d'ali di farfalla, siamo tutti di nuovo a BATTERE.
IL BATTITO DEL TOILET sabato 17 agosto lo potrete sentire al Chiringuito Forlanini, all'interno del parco, un luogo magico per chi c'è già stato, un luogo da esplorare per chi ancora non ne ha avuto la fortuna. Ci sarà tanta musica, ci saranno ospiti ad animare le serate, ci saranno luci e colori, oltre alla luna ed alle stelle, ed in caso di pioggia ci sarà pure la copertura!
Ci sarà un bar che servirà ottimi drink e per chi ha fame anche dei buonissimi panini, piadine e pizza. Il tutto è FREE ENTRY!!! ...E non c'è obbligo di consumazione.
Ah: puoi venire anche se non hai la tessera Arci!
Fai BATTERE la tua voglia di ESTATE!
L'estate BATTE sul dancefloor con Erik Deep & LoZelmo dj set
Sabato 17 agosto
Ore 23
CHIRINGUITO FORLANINI
all'interno del parco forlanini
accesso e parcheggio da via Salesina
Milano
Gli album fotografici del Battito del Toilet saranno di Davide Iacobone & Alessandro Lecchi
Nei primi giorni di maggio si è parlato moltissimo di “The Doors” fondamentalmente per due motivi: il primo, purtroppo, per la morte del leader fondatore e tastierista della band Ray Manzarek, il secondo per l’uscita di una pioneristica applicazione per Ipad che racconta il viaggio nel rock di Jim Morrison & Co. Una vera innovazione non solo in campo tecnologico, ma anche in campo di fruizione dei contenuti digitali: tutta la storia della band è racchiusa in un’app! Video inediti, fotografie, canzoni, confessioni, scavano nel più profondo intimo dei musicisti per regalare agli utenti in un solo unico pacchetto l’esperienza “The Doors”.
L’idea è stata progettata e finanziata da Jac Holzman, fondatore dell’Elektra Records la prima casa discografica che offrì nel 1966 un contratto ai Doors, e da Robin Hurley; con la partecipazione del batterista John Densmore, del chitarrista Robby Krieger, del tastierista Ray Manzarek, e di tutta l’eredità lasciata dal cantante e icona Jim Morrison. Holzman, noto al mondo discografico per le sue idee all’avanguardia, ha sempre spinto la band a creare testi e musiche innovative, che spiazzassero i fan e ne ha fatto il punto di forza di tutta l’immagine legata al gruppo.
Ora presenta e realizza un progetto da lui stesso definito visionario:
“Questo progetto è nato dal desiderio di digitalizzare il box set, di utilizzare le nuove tecnologie per dare ai fan una nuova e migliore esperienza. E proprio per questo motivo ha avuto senso scegliere The Doors. Sono sempre stati un passo avanti e la loro storia è una delle più grandi saghe del rock, insieme con la band, raccontiamo una storia avvincente con materiali provenienti dagli archivi dei Doors e da un centinaio di altre fonti che abbiamo recuperato in questi anni – un vero e proprio tesoro tra cui si trovano foto inedite, interviste mai viste, girati dietro le quinte degli eventi live. Il tutto consegnato in un singolo download: questo è un approccio avvincente per mostrare l’intera carriera di una band. Credo che abbiamo gettato le basi per il futuro delle applicazioni musicali … indubbiamente una buona cosa da fare!”
Proprio queste parole, pronunciate da un uomo molto vicino alla band mi hanno fatto riflettere. Consegnare in un unico pacchetto pre confezionato una storia lunga anni è un vero peccato: è perdersi il gusto di andare in negozi di dischi usati per pescare il vinile che manca alla tua collezione, è strappare il poster ingiallito del bel Jim che ti guarda con gli occhi tenebrosi, è il non assaporare il piacere di una canzone ascoltata per la prima volta. Una vera passione coltivata negli anni perde di significato se servita tutta in un’unica soluzione e chi ha collezionato cimeli di un gruppo rock storico ne sa qualcosa. Sicuramente case discografiche e produttori devono cavalcare l’onda del momento e se il mercato richiede un’app che app sia. Tuttavia non posso nascondere, data la mia natura nostalgica, una punta di disappunto verso un’operazione che non ha nulla del tributo ad uno delle più grandi band di tutti i tempi ma è una trovata commerciale, tant’è vero che in concomitanza con l’applicazione sono stati rimasterizzati la maggior parte dei loro cd. D’altra parte probabilmente questa operazione porterà molti giovanissimi ad avvicinarsi ad una storia grandiosa ed avvincente, fatta di miti ed eroi, poesia e musica, sperando che la curiosità suscitata dalla tecnologia li spinga a generare un nuova passione.
Sabato 1 giugno dalle ore 22 l'associazione Ohibò presenta il Festival Beat Warm Up, una serata dedicata alle atmosfere dei primi anni 60, in particolare della Liverpool degli anni d'oro, quando sulle sponde de fiume Mersey si ballava fino all'alba a ritmo di Twist' n' Shake e Rock' n' Roll.
L'evento inizia con un aperitivo accompagnato da dischi e vinili scelti da Gianni Fuso (Festival Beat e Bus 1 Crew), seguito da un live dei Beat Barons, band composto da un italiano, un inglese, un americano e uno scozzese, che animeranno l'atmosfera.
Ci sarà poi una preselezione per la gara di Twist & Roll, un gruppo di des selezionerà dieci persone tra i ballerini che si contenderanno i favolosi premi che verranno assegnati con la gara ufficiale durante il dopo concerto.
A seguire partirà la gara di Twist con i ballerini selezionati che si contenderanno un pernottamento di due persone, con un aperitivo e una cena inclusi, per una notte in un hotel di Salsomaggiore Terme a Parma.
Info: www.festivalbeat.net www.associazioneohibo.it
Il legno come materiale con cui plasmare accessori di uso quotidiano ma dal gusto squisitamente artigianale.
La materia prima come punto di partenza di un percorso che unisce design, architettura e moda.
La luce e l’aria che scavano, creano, stupiscono.
Questo è Tête de Bois, creatura di Andrea Deppieri, veneziano classe 1981 e architetto di formazione. Il design applicato alla moda diventa sin da subito la sua passione e il suo lavoro, che lo porta a lavorare per Diesel, Ralph Lauren e Benetton.
Nel 2012, Andrea fonda Newton & Son, un progetto che fonda architettura e interior design, disegno industriale e grafica, direzione creativa e brand identity.
La sua passione per i dettagli si unisce a creatività e razionalità, infondendo vita nel progetto Tête de Bois, Testa di Legno, che si ispira alle strutture “brise soleil” o frangisole,elementi di architettura che proteggono edifici o ambienti interni dai raggi del sole.
Gli unici ed esclusivi cappelli di Tête de Bois riprendono la forma sinuosa dei frangisole e la ripropongono sotto forma di copricapo cesellato, che lascia passare l’aria e protegge dal sole, riproponendo un gusto per un ritorno alle origini, a partire dai materiali.
Attualmente è possibile scegliere tra 5 stili e 2 tipologie di legno: Tanganika e Mogano.
Il legno Tanganika è tipico della Costa d’Avorio, resistente e dal colore uniforme, mentre il Mogano è originario delle Americhe e si distingue per una texture dai colori scuri. Entrambi i legnami provengono da foreste ripopolate grazie a progetti di eco sostenibilità.
Africa e America , design e moda, originalità e tradizione Made in Italy: questo è , presentato in esclusiva al Tranoi Fashion Trade Show di Parigi a gennaio 2013 e lanciato ufficialmente in occasione della Design Week di Milano ad aprile, presso il concept store Rossana Orlandi (che ne è anche il distributore mondiale).
Andrea Deppieri sarà tra i protagonisti della Serata Chapeau!, organizzata da Modalità Demodé in collaborazione con Rosaspinto, che animerà la notte milanese sabato 1 giugno dalle 22 presso la location Spazio Giulio Romano 8 (MM Porta Romana).
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