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Per tutti gli appassionati di fumetto e illustrazione, presso lo Spazio B**k di Milano si terrà una nuova presentazione in collaborazione con Retina, una piattaforma di distribuzione e promozione di fumetti in formato digitale, pensata e gestita da Davide Catania e Elena Orlandi per facilitare la circolazione di opere con poca visibilità.
L'evento è volto a far conoscere e promuovere l'ebook di Antoine Cossé "Kiddo", pubblicato in Gran Bretagna da Records Records Records e ora approdato in Italia, attraverso un incontro con l'autore e l'esposizione delle tavole originali.
Un cane corre per una distesa deserta. Con lui un uomo, che ha iniziato un viaggio.
Per saperne di più e scoprire il mondo di Kiddo, non mancate mercoledì 5 giugno alle ore 19 allo Spazio B**k in via P. Lambertenghi, 20 (Milano).
La città di Como si prepara ad accogliere la prima edizione di una sfilata di abiti da sposa e da cerimonia un po' “fuori dagli schemi": verranno infatti presentate meravigliose creazioni di sartoria da sfoggiare nell'ambito di cerimonie equosolidali, all'interno di una sfilata che promuove la sostenibilità.
La serata si pone l'obiettivo di sensibilizzare i partecipanti sul tema del commercio equosolidale, proponendo un'alternativa concreta a quello convenzionale e mostrandone la validità dei prodotti. Nel caso della sfilata, oltre a garantire un'esposizione degli abiti e farne apprezzare la fattura, si vuole promuovere e rendere continuativo lo scambio di prodotti di Paesi diversi, donando ai produttori maggiore visibilità e occasioni di sviluppo professionale.
Tutto ciò avrà luogo venerdì 7 giugno, dalle ore 18, presso lo Spazio Borgovico33. L'iniziativa è promossa dalla Cooperativa Garabombo, in collaborazione con L'Orlo del Mondo (Milano), e l'evento terminerà con la condivisione di un aperitivo.
Un evento imperdibile per chi ama la moda, ma al contempo ha a cuore il tema della sostenibilità: si può essere estremamente fashion, pur essendo solidali!
Nel 1943 vede la luce “Le petit prince”, romanzo inizialmente destinato agli scaffali delle librerie per ragazzi e poi divenuto uno dei best seller più noti del XX secolo.
L’opera dell’aviatore francese, Antoin de Saint-Exupery, scala ancora le classifiche, dopo 70 anni e innumerevoli riedizioni rimane uno dei libri preferiti del pubblico italiano, dopo 50 milioni di copie vendute in tutto il mondo il piccolo principe dal mantello azzurro non sembra ancora stanco di vagare da un asteroide all’altro collezionando una galassia di successi.
Ma cosa rende un libro per bambini, con tanto di illustrazioni (il grafico è l’autore stesso), un best seller mondiale, amato soprattutto da un pubblico di adolescenti e adulti?
In prima istanza la genuinità che l’autore è riuscito a trasmettere al suo personaggio protagonista, un ragazzino che vaga da un pianetino all’altro, per conoscere il mondo e cercare il metodo per proteggere la sua rosa.
Ogni personaggio incontrato è contraddistinto da una particolare caratteristica, un tratto speciale che lo rende unico: ognuno è fortemente stereotipato, come il re senza sudditi che pretende di governare su tutto il suo pianeta, l’ubriacone che beve per dimenticare la vergogna di essere alcolizzato, il geografo che si affanna alla ricerca di dati per completare il suo atlante.
Tra tutti spicca, nel capitolo più lungo ed elaborato, la figura della Volpe: l’animale solitamente descritto come scaltro e furbo, talvolta connotato da un pizzico di malizia, è in questo libro dispensatore di lezioni di vita.
Prima su tutte la celeberrima, “Non si vede bene che con il cuore: l’essenziale è invisibile agli occhi” è divenuta negli anni esortazione a non badare alle apparenze e a cercare di scavare in profondità nell’animo per conoscere la vera essenza del vivere.
Il secondo elemento vincente è il linguaggio che si avvicina, fino quasi a coincidere, a quello dei bambini.
Non ci si sente disorientati nell’aprire questo libro, è semplice comprendere ogni parola, ogni passaggio, ogni racconto.
È disarmante la linearità del dettato, la sconfinata ingenuità che scaturisce dalle parole del protagonista, dalle sue richieste infantili (“mi disegni una pecora?”) eppure così difficile da comprendere per una persona adulta.
Un libro prezioso, da leggere e rileggere nei diversi momenti della vita cercando di assomigliare sempre più al piccolo principe che vaga per l’universo cercando di capire perché la sua rosa è speciale.
Fino al 9 giugno il Foyer dello Spazio Oberdan ospita 10 tele di grande formato dipinte da Salvatore Garau mentre la musica di Wagner avvolgeva il suo studio.
Le suggestioni emotive dettate dall'ascolto dei brani del grande compositore vengono rese con pennellate vigorose e diverse tonalità e sfumature di rosso.
Il colore, che da il titolo alla mostra e determina il connubio tra la realizzazione delle tele e la colonna sonora che vi soggiace, viene preparato con il pigmento dall'artista e ha una vivacità ed una personalità riconosciute come tipiche delle opere di Garau.
Con il solo uso del rosso, si toccano al contempo tonalità profonde e dense ed altre acquose e trasparenti.
Evocativo, sensuale e al tempo stesso spirituale, le differenti gradazioni dell'unico colore suggeriscono spiritualità e passione terrena, senza che uno dei due possa prevaricare sull'altro: la carne è spirito e viceversa.
Si tratta di opere dipinte con grande trasporto emotivo che trasmettono un forte senso di vita.
Info su orari e costi
Da martedì a domenica dalle 10 alle 22
Lunedì dalle 10 alle 19
Ingresso libero
Rosso Wagner
Foyer Spazio Oberdan
Viale Vittorio Veneto, 2
Milano
Sabato 8 giugno, dalle 23 fino alle 5, il Toilet Club riparte con l'appuntamento estivo, iniziando dalla serata Il Battito, termine coniato all'interno della comunità gay, per definire scherzosamente i luoghi battuti da persone in cerca di compagnia e divertimento…
Questo luogo d'incontro e di scambio quest'anno è ancora al Chiringuito Forlanini, all'interno del parco, un luogo magico, con il dancefloor più caldo dell'estate, un luogo da esplorare, animato da tanta musica e da tanti ospiti, con colori e luci, oltre alla luna e alle stelle, ed in caso di pioggia ci sarà anche la copertura. Alla consolle saranno presenti Erik Deep & LoZelmo, con Noblesse Oblige, guest star da Berlino.
Noblesse Oblige si è formato grazie ad un incontro casuale durante un ballo in maschera a Londra. Il duo composto dalla performer francese Valerie Renay e dal produttore tedesco Sebastian Lee Philipp ha passato gli ultimi anni in tournée nel circuito dei club europei. Per l'ultimo lavoro hanno deciso di isolarsi nel rifugio/studio di Chris Corner, una fabbrica convertita in abitazione alla periferia di Berlino, dove hanno collaborato per la prima volta con i mixing engineers David Wrench e e Harold Blüchel. Il disco sfida apertamente l'isolamento nel quale è stato concepito e punta diritto al dancefloor e all'anima. "Affair of the Heart" richiama l'energia emotiva di band iconiche degli anni '80 come Eurythmics, Tears for Fears e Depeche Mode, riuscendo allo stesso tempo a raggiungere i fan di formazioni di successo più contemporanee come Hurts, The Knife e IAMX.
Ci sarà anche un bar che servirà ottimi drink e per chi ha fame anche buonissimi panini, piadine e pizza. E il tutto free entry, senza obbligo di consumazione. Oltre a questo è aperto anche per chi non ha la tessera acri.
Free Entry
Sabato 8 giugno Dalle 23 alle 5
Toilet Club Chiringuito Forlanini All'interno del parco forlanini accesso e parcheggio da via Salesina Milano
Info: www.facebook.com/events/617515058260587/ http://www.circolotoilet.it/ilbattuagedeltoilet/
Ad animare l'evento Chapeau!, serata organizzata da Modalità Demodé e Rosaspinto presso lo Spazio Giulio Romano, interverranno numerosi ospiti dalle diverse inclinazioni artistiche e autori di performance differenti.
Tra questi spiccano per dinamismo e spettacolarità gli Artisti dell'errore, un gruppo di giovani che, attraverso l'arte della giocoleria e della clownerie, amano intrattenere e divertire i pubblici più svariati.
Diverse sono le attività in cui questo gruppo si sbizzarrisce, dagli spettacoli con il fuoco ai numeri più classici con clave e palline, sino a performance sui trampoli e giocoleria led.
Proviamo a conoscerli meglio e farci spiegare da loro cosa significa essere un artista dell'errore!
La prima cosa che balza all'occhio quando si parla di voi è l'ironia del vostro nome, come lo avete scelto?
La scelta di chiamarsi gli Artisti dell'Errore nasce da un'affermazione di Nietzsche, il quale sostiene che lo Stato considera l'arte come una sorta di Errore e che quindi non è da considerarsi tale.
Il nostro "errore", in quanto artisti, è appunto questo. Anche se, in fondo, non tutto ciò che viene considerato un errore nella vita lo è veramente.
Tra le vostre esibizioni spicca l'alternarsi di attività più classiche ad altre più innovative, in proposito vi domando: com'è nata l'idea di abbinare la tecnologia led con un'arte di lunga tradizione come la giocoleria?
Nell'era del più ampio sviluppo della tecnologia anche le lunghe tradizioni subiscono una contaminazione prima o poi.
Giocare con uno strumento vuol dire anche creare giochi di forme e colori, quindi perché non sfruttare la tecnologia led? Si possono ottenere fantastici risultati, soprattutto in ambienti al chiuso con luci soffuse, come discoteche o locali, sono molto scenografici.
Vi siete ispirati ad un artista particolare nella realizzazione delle vostre performance?
Si può dire che ci ispiriamo un po' a tutti e a nessuno e che i video di youtube sono stati i nostri primi maestri, poi giocando e partecipando alle varie convention si apprendono svariate tecniche e diversi stili: il nostro è un mix di tutte queste esperienze.
In quali contesti preferite esibirvi?
Sicuramente in ambienti con belle persone, un pubblico partecipe e affascinato è sempre uno sprone in più! I luoghi migliori per le nostre esibizioni sono quelli all'aperto (magari in una bella piazza medievale), ma anche fare animazione nei locali ha un suo fascino.
Le vostre esibizioni vogliono lanciare un appello/messaggio in chi vi guarda?
Sì: giocate! Non bisogna mai perdere il contatto con la realtà del gioco, ridere e divertirsi fa molto bene e lo si può fare ad ogni età!
In un futuro, quali traguardi vorreste raggiungere? Dove vi piacerebbe vedervi?
Non lo sappiamo, magari in giro per il mondo a portare il nostro spettacolo in tour per diverse città, o avere una scuola itinerante per le nazioni. Ma poi la vita sorprende sempre..chissà cosa ci aspetta!
Se volete assistere ad una fantastica esibizione degli Artisti dell'Errore, non mancate questa sera all'evento Chapeau! e lasciatevi catturare dalle mille vorticose magie di luce e colore che vi faranno incantare e divertire.
Non lasciamoci trarre in inganno dal nome: certo, è indubbio che per realizzare quanto proposto da Rob de Matt sia indispensabile quella vena di follia che soggiace a tutte le idee brillanti, ma è soprattutto la grande carica creativa a caratterizzare un risultato unico nel suo genere, il primo sistema di scrittura logografico.
Rob de Matt, nato dal connubio di menti fuori dal comune come Andrea, Antonio e Stefano, si basa sulla passione condivisa dei tre per il design e la grafica e sulla convinzione di poter realizzare qualcosa di realmente innovativo.
La volontà è quella di dare vita ad un progetto che non sia semplicemente originale, ma risponda ad esigenze di semplicità ed immediatezza pur mantenendo il proprio estro.
I primi esperimenti di sovrapposizione delle usuali lettere portano alla nascita del logo, risultato della combinazione dei grafemi che compongono ROB. Da qui l'impulso a ricombinare e plasmare attraverso nuove sperimentazioni non ammette limiti, sino alla creazione di un vero e proprio alfabeto alternativo, Font de Matt, il primo sistema di scrittura composto dal 626 logogrammi i quali, combinati tra loro, consentono di poter riprodurre per iscritto un vastissimo numero di parole.
La versatilità di questo nuovo tipo di scrittura è evidente sia nell'adattabilità dei segni nel riprodurre frasi in diverse lingue, quanto nella capacità dei logogrammi combinati in singole parole di porsi in come vigorosi veicoli di significati, attraverso un'estetica unica nel suo genere.
Per poter ammirare dal vivo il lavoro di Rob de Matt non mancate assolutamente all'appuntamento di stasera all'evento Chapeau!, organizzato da Modalità Demodé e Rosaspinto presso lo Spazio Giulio Romano, in occasione del quale i ragazzi si sono divertiti a creare una serie di poster ad hoc che rimarranno esposti nel corso della serata.
Per i più curiosi e per chi non potrà presenziare, rimando al seguente link dove potrete scoprire e apprezzare le creazioni basate su Font de Matt.
http://robdematt.wordpress.com/
Più che uno studio di Design, quello di Amoenus, è uno studio di pace e riflessione. Come a loro piace ricordare, il nome stesso del progetto deriva dal Locus Amoenus che in età classica indicava un luogo perfetto per il ritiro interiore e l'astrazione dell'io più profondo.
In un certo senso, il procedimento che porta alle creazioni del team formato da Daniele Fumagalli e Marco Condello, è proprio un percorso di pensiero astratto che va a interessare i problemi dell'uomo, dai più piccoli ai più grandi. La destrutturazione delle forme e del pensiero per un ragionamento più lucido e funzionale, in un'ottica di design classico associato ai nuovi movimenti artistici mondiali.
Lo studio Amoenus ci presenta una collezione di oggetti di design dallo stile nettamente minimalista, che, però, sembrano scomporre la realtà stessa per rimaterializzarla in nuove forme sempre originali e quasi aliene. Volendo si potrebbe, concettualmente, associare al loro lavoro il pensiero dada, piuttosto che cubista o futurista, ma il punto di arrivo, sembra sempre esser piantato ben saldamente a un ideale neoilluministico di rivoluzione sociale.
Tra i progetti, infatti, possiamo trovare esempi come la lampada Binary, che unisce più punti luce funzionali a un'illuminazione ponderata dell'ambiene, annullando il concetto di corpo luminoso centrale. Sempre in sintonia con questa filosofia la Sumya, un altra lampada a sospensione che con i suoi giochi di luce, a led questa volta con un accostamento di luci calde e fredde, stravolge l'idea di illuminazione formale.
Nerospinto continua a supportare i giovani artisti e designer e, questa volta, lo studio Amoenus sarà nostro ospite per l'esclusivo evento di sabato 1 giugno allo spazio in via Giulio Romano 8: Chapeau, organizzato da Modalità Demodè in collaborazione con Rosaspinto. Durante la serata sarà in esposizione la Sumya di cui abbiamo accennato prima, ma consigliamo calorosamente di dare un'occhiata al sito ufficiale per gustare al meglio i pezzi di design dei due giovani Monzesi.
La leggenda narra che Cassandra , figlia di Ecuba e di Priamo, fosse invisa al popolo in quanto in possesso del dono della preveggenza.
Rea di aver rifiutato le avances di Apollo, la giovane fu condannata ad un destino crudele, ossia poter prevedere il futuro e non essere creduta.
Babilonia sta invece per multiculturalità, mescolanza di lingue e popoli.
Un nome bello e complesso, quello di Cassandra Babylon, performance di teatro-danza nata dalla creatività di Pier Giovanni Bellotto e Cristina Triggiani, un progetto concepito dapprima come studio esplorativo ed espressivo delle emozioni umane (rabbia, gioia, paura..) e poi tramutatosi in una vera e propria arte performativa.
Parlare delle emozioni, emozionando: questo è il concept alla base delle storie raccontate dal duo, frammenti di vita in cui gesti si fanno personaggi e i segni caratteri.
Appuntamento dunque a sabato 1 giugno, presso lo Spazio Giulio Romano 8, per vivere un percorso esplorativo ed emozionale unico del suo genere, che andrà ad impreziosire l’evento Chapeau, organizzato da Modalità Demodè in collaborazione con Rosaspinto Arte & Comunicazione.
Spesso ci si chiede, quando si ascolta un gruppo che ci conquista, chissà qual è stato quel momento in cui, questi due, tre, quattro talenti, hanno sintonizzato i loro cervelli sulla stessa onda ed hanno deciso di creare, diventare una cosa sola, almeno artisticamente parlando. Insomma, dai, quando quattro tizi di nome Robert, Jimmy, John Paul e John sono diventati i Led Zeppelin, qualcosa sarà pur successo. Un lampo, uno squarcio nel cielo, un terremoto su un’isola sperduta nell’Atlantico… Chiamatelo destino, fato, semplice coincidenza, ma quando si forma un gruppo musicale, e non parlo necessariamente di band che abbiano fatto la storia, è sempre un bel momento, significa che ancora qualcuno pensa di poter vivere delle proprie passioni. Non so perché sinceramente mi siano venute in mente queste riflessioni pseudo metafisiche ,che avrei potuto risparmiarvi, ma nel leggere la biografia degli Amanda Mabet mi sono proprio domandata: com’è, che dopo dieci anni di collaborazione artistica, si arriva al punto di voler creare qualcosa insieme? Sono gli stimoli che vengono dall’esterno a dare l’input, o sono forse maturazioni tutte interne all’animo degli artisti? Immagino che le risposte possano essere molteplici, ma vi propongo quella di Lorenzo “Lotus” Catinella, autore, musicista e leader degli Amanda Mabet. Succede che quando passi 10 anni a risollevare e rinfrescare il linguaggio musicale di chi ha relativa passione e poca identità ti stanchi di fare il “chirurgo plastico della mancanza di prospettiva” e ti viene una gran voglia di dire la tua. Aiutano anche stima reciproca tra “compagni di viaggio”e l’incapacità cronica di raccontare qualunque cosa, se non attraverso una suggestione sonora.
Dunque dopo aver lavorato al vostro progetto ed aver generato la vostra creatura artistica sotto forma di canzone, avete sentito il bisogno di qualcosa che facesse da collante, e così siete partiti alla ricerca di una voce. Com’è stato girare per le scuole di canto alla ricerca della “voce perfetta”? Avevate già un’idea ben precisa in mente o aspettavate che qualcuno vi colpisse particolarmente?
Realizzare una ricerca nelle scuole?! Faticoso! Ma anche molto interessante. Non cercavamo una voce, ma un suono, qualcuno capace al di là delle sue capacità, didatticamente “fatto e finito”, ma anche inconsapevole; eravamo sicuri che nulla sarebbe stato sicuro. Più di ottanta voci femminili, tutte molto valide. Volevamo un animo sensibile,con una elegante dose di femminilità, ma soprattutto una voce con una vasta gamma di colori, perché il disco è molto eterogeneo.
Poi arriva Maria Grazia Sindoni..avete capito subito che era ciò di cui avevate bisogno, o è stata una decisione difficile? Immagino che sottoporre un proprio progetto, sui cui si è spesi tempo ed energie, ad un orecchio estraneo, nella speranza che si trovi in sintonia, sia un’esperienza emotivamente importante..
Qui per dovere di verità devo citare Roberta Carrieri, cantautrice di matrice Pugliese data in prestito dal destino alla grigia, ma proficua Milano. E’ stata infatti lei, durante una bella collaborazione, che scorrendo i provini registrati nelle scuole, si è lungamente soffermata sulla voce di Mag (Maria Grazia), confermando un’impressione generale, cioè che lei avesse una voce timbricamente molto interessante. Per rispondere alla seconda parte della domanda…Sì!! E’ stato un momento molto gratificante!! Mag ha subito “adorato” la mia scrittura, dimostrando capacità e umiltà nel mettersi a disposizione del progetto; ha cantato le “voci guida” con molta attenzione ai miei suggerimenti.
Domanda banale, ma insomma, necessaria. Il nome? Richiama in voi un significato particolare, o semplicemente, come spesso capita ed è assolutamente lecito, vi suonava bene?
Il progetto “ Amanda Mabet” uscirà in inglese per l’estero e in italiano per “noi”. Cercavamo un nome con una sua rotondità, mediterraneo, ma anche internazionale. Consapevoli che in Italia di questi tempi lavorano solo i Talent, San Remo e poche altre “robe”, ci siamo attrezzati per tentare di arrivare il più lontano possibile…sognare ancora non è tassato!! “Amanda Mabet” ci sembrava misterioso e liquido… è il nostro nome!!
Quello che nasceva un tempo come laboratorio creativo è oggi un progetto artistico a tutti gli effetti, tant’è che siete in fase di incisione del primo album. Come procedono i lavori? Possiamo già chiedervi che sapore avrà questo album, che atmosfere avete voluto richiamare?
Procede molto bene, contiamo di terminarlo per la fine dell’estate, ci piacerebbe presentarlo entro la metà di ottobre. Accidenti! Un sapore?! Miele e Barolo..?! Ma anche Latte…e pasta fatta in casa..?! Scherzi a parte, è un disco con una vena post-rock che lo attraversa in modo sanguigno, un suono abbastanza duro, ma capace di inaspettate atmosfere rassicuranti. È un disco con delle ricercate contraddizioni sonore al suo interno, con molta energia e una sana dose di elettronica…e poi ha un “tiro” pazzesco..come piace a noi!!
In attesa di assaporare il vostro primo album, sarà possibile venire a sentire una vostra performance live all’evento Chapeau! del 1 giugno, organizzato da Modalità Demodé e Rosaspinto. Cosa si possono aspettare gli avventori dalla vostra performance?
Abbiamo selezionato una mezz’ora di show che riesca a dare il senso del progetto. Affronteremo questa anteprima con molta felicità. Lo scopo di un musicista è condividere e godersi tutte le reazioni di chi ascolta. Chi suona, spesso ha il privilegio di avere una poltrona in prima fila sulle emozioni del pubblico, ed è un film del quale non ci si stanca davvero mai!!!
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